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venerdì 30 dicembre 2016

Da Ufologi a Terapeuti (e viceversa)

Da Ufologi a Terapeuti (e viceversa)

Alcuni dei più eminenti ufologi contemporanei sono diventati terapeuti (o viceversa, come nel caso del Prof. John Mack, nella foto qui sopra). Dalle speculazioni e dalla ricerca esteriore infatti sono giunti all’essere umano ed hanno compreso come il vero campo di battaglia sia proprio quello.

Attraverso i nostri contenitori materiali insistono da millenni anime disincarnate ed alieni predatori, che si inseguono in un torneo medievale fatto di patti, giuramenti, inganni ed illusioni, simboli e colpi di scena, predazioni e malefatte. Attorno a tutto ciò aleggiano i manipolatori della biosfera che si affannano da millenni ad elaborare il contenitore umano più utile ai loro scopi.

In mezzo il mistero: noi umani. Un cesto di larve, un contenitore pieno di elementi sorprendenti, un sistema aperto multilivello tutto ancora da decifrare ed inquadrare, sempre che sia possibile. Esseri bipedi comunque poco coscienti.

Di questo mondo multiforme e variopinto ne emerge un quadro interessante dalle ipnosi terapeutiche di Calogero Grifasi. Sono ormai centinaia i casi da lui trattati disponibili in rete dal suo canale di you tube grazie ai quali è possibile rendersi conto dell’infinita diversità biologica dell’universo.
La nostra natura, nel bel mezzo del bene e del male, è situata in una dimensione densa e poco evoluta eppure ricca ed avvincente, preda ambita di numerosi algidi esseri predatori. 

Se avete qualche ora di tempo a disposizione e molta pazienza, vi suggerisco quindi di ascoltare e vedere i video delle sue ipnosi. Molti dubbi sulle realtà terrifiche di cui non siamo in grado di farcene una ragione, prendono invece corpo grazie alle argute domande di questo insolito e potente terapeuta.

http://offskies.blogspot.it/2016/12/da-ufologi-terapeuti.html

venerdì 10 luglio 2015

Gli alieni sono buoni o cattivi?

Malmstrom, Montana (USA)
Spesso mi è stato chiesto: "Gli Alieni sono buoni o cattivi?".  "E' vero che vogliono invaderci?" "E' vero che ci rapiscono per prenderci l'anima?" che ora descrivo in questo articolo. Ma cosa intendiamo noi per buono e cattivo? Utilizziamo a malapena il 10% del nostro cervello; solo il 2% circa del nostro DNA è considerato utile, mentre il restante 98% spazzatura. Siamo una "Ferrari", e ci guidiamo come se avessimo una "Cinquecento". E in questo stato di cose, abbiamo anche la pretesa di spiegare le leggi dell'Universo e di tutte le Creature che lo abitano. Noi che viviamo nella dualità : "Luce e Oscurità", "Bianco e Nero", "Uomo e Donna", "Buono e Cattivo", "Dio e Satana", "Cristiani e Mussulmani? "Scienza e Spiritualità" ecc.
Viviamo tutto ciò come una sfida, un duello, una rivalità... che nella storia dell'umanità ha portato a guerre, devastazioni, e abusi di ogni genere sui propri simili, oltre che sul Pianeta e i suoi abitanti. Tutto ciò in nome di Uno dei due poli opposti, ai danni dell'altro, considerato la "verità" dai propri sostenitori. Per cui, credo che la nostra idea di "buono" o "cattivo" sia relativa al nostro modo duale di concepire la Realtà.

C'è da dire anche che ognuno di noi ha una propria personalità, delle credenze, una propria manifestazione delle emozioni, che influenzano il come ci rapportiamo con l'esterno. Per cui, lo stesso evento, compreso il contatto con l'Alieno, può essere vissuto dalle persone in maniera molto eterogenea. Personalmente, ho letto e ascoltato da vicino numerose testimonianze di contatto ravvicinato con esseri alieni; osservando che il carattere della persona contattata ha inciso molto sia sul modo di percepire l'esperienza, che di metabolizzarla e accettarla nel corso del tempo. Inoltre, ci sono numerose razze aliene con differenti livelli di evoluzione, che gestiscono le emozioni diversamente da noi. Diversità, che ad alcuni può sembrare ostilità.

Ho riflettuto molto sulla presunta ostilità degli Alieni, soprattutto in riferimento ad alcuni episodi che collegano l'interferenza aliena sulla terra nell'ambito delle sperimentazioni nucleari.
C'è un filmato del 1964 in cui un Ufo attacca e distrugge la testata nucleare di un missile, ripreso dal tenente Robert Jacobs, allora cineoperatore dell'esercito americano di stanza nella base aerea di Vandenberg in California. Jacobs mentre stava filmando un test missilistico, vide nell'inquadratura un Ufo lanciare un raggio che neutralizzò la testata nucleare per poi scomparire nella stessa direzione da cui era venuto, muovendosi ad una velocità di 12000 km/h. Dopo che i superiori di Jacobs videro il filmato, lo sequestrarono e lo portarono alla CIA, imponendogli di non dire nulla. Interessante è stata altresì la testimonianza del capitano Robert Salas.

Egli, nel 1967 presso la base militare di Malmstrom nel Montana (USA), vide un Ufo di colore rosso, largo una decina di metri di diametro, disattivare sorvolandoli, 10 missili nucleari "MINUTEMAN". Poco dopo l'accaduto, al capitano, dopo che avergli fatto firmare delle carte, gli fu intimato dai suoi superiori di non rivelare a nessuno ciò che aveva visto. Concludo accennando una delle storie più nascoste dell'ufologia mondiale.

Quella di Claudio Naso.
L'uomo, un tramite dei Pleiadiani sulla terra, che ha portato allo storico accordo per il disarmo atomico tra Reagan e Gorbaciov nell'autunno del 1986. E' stato il primo a provare a diffondere la questione aliena, e a renderla fruibile alla gente comune. Utilizzando il mezzo televisivo, nella trasmissione "Lupo Solitario" di Antonio Ricci, per arrivare alle masse. Ha ospitato a Milano, sia a casa sua, che presso la sede del gruppo di studi ufologici "Le Plejadi Arcadia", politici, esponenti di rilievo della società civile, militari di alto grado, compreso un Generale dei Marines a 4 stelle, che volevano informarsi sulla questione aliena. In seguito ad un incontro del terzo tipo, Esseri provenienti dall'ammasso stellare delle Pleiadi gli dissero di scrivere delle lettere a 13 capi di stato, compreso il Papa, oltre all'ONU e la CEE, dove si ammoniva di sospendere le Sperimentazioni Nucleari. L'unico che gli inviò la ricevuta di ritorno fu Gorbaciov.
Gli americani pagarono il loro rifiuto iniziale a caro prezzo; visto che non riuscivano a inviare più navicelle nello Spazio... fino alla famosa Esplosione dello Shuttle nel gennaio 1986. Ragion per cui, un generale dei Marines a 4 Stelle e un Senatore degli Stati Uniti, durante la primavera dell'86, andarono fino a Milano, dove viveva Claudio Naso, per chiedergli cosa dovevano fare per inviare le loro Navicelle nello spazio. Il tutto TOP SECRET.
Dopo quest'incontro Claudio Naso fu nominato "Generale ad Honorem a Vita" della "National Civilian Guard" statunitense. Un uomo che avrebbe dovuto meritare il "Premio Nobel" per la pace, e che invece hanno cercato di distruggere e far sparire tutti i suoi documenti ...ma non c'è l'hanno fatta. Tutta la sua Storia, compresi i dettagli di ciò che gli dissero i Pleiadiani, e i documenti rilasciati dagli americani, è presente nel mio libro:
Gli Alieni, che ci mettono in guardia dalle conseguenze nefaste delle sperimentazioni nucleari, sarebbero i cattivi e gli invasori? Forse dobbiamo rivedere il nostro concetto di cattiveria.
Carlo Di Litta

Basi aliene sotto Roma?

Filippo Ferrari Bellisario
Una incredibile storia di contatto tra esseri umani e razze aliene, il caso Amicizia, ci racconta anche di basi extraterrestri nelle viscere della Terra. Anche sotto la Capitale. Ne abbiamo parlato con Ivan Ceci, giornalista esperto di ufologia
Basi aliene sotto la Città Eterna?
Incredibile realtà oppure buffa fantasia? Ebbene, stando alle testimonianze di alcune persone coinvolte nel caso “Amicizia”, sotto il Parco di Vejo, e perfino sotto i Fori Imperiali, sarebbero esistite delle basi sotterranee realizzate da una razza extraterrestre. Ma cos’è il caso “Amicizia”? E perché, con quali scopi, razze aliene avrebbero realizzato basi a grandi profondità nelle viscere della terra e sotto i mari?

Nel 2007 è uscito un libro scritto da Stefano Breccia, professore alla facoltà di ingegneria dell’Aquila ed esperto di telecomunicazioni ed informatica, intitolato “Contattismi di massa”, nel quale veniva raccontato il lungo rapporto nato tra alcuni cittadini italiani e razze aliene alla fine degli anni ’50, e durato fino al 1978. Questi alieni, che “abitavano” in enormi basi sotterranee, si sarebbero palesati in forma umanoide portando un messaggio di pace e di invito all’amore universale, stabilendo appunto un forte legame di “amicizia” con i terrestri contattati.
Terrestri che erano scienziati, professori universitari, professionisti. Insomma, di questo caso, sul quale oggi possiamo trovare molti approfondimenti su internet, abbiamo testimonianze dirette, fotografiche, sonore, e gli “umani” coinvolti erano persone spesso molto stimate nella comunità scientifica ed universitaria. Particolare da sottolineare per restare col dubbio che quanto meno non si trattasse di persone squilibrate di mente o alla ricerca di notorietà. Anzi. Fino al libro del 2007 tutti i protagonisti coinvolti avevano mantenuto uno stretto riserbo sui loro contatti avuti con gli esseri provenienti da altri mondi ...
Ma torniamo a noi. C’erano dunque basi aliene sotto il territorio di Roma? Abbiamo deciso di chiedere maggiori spiegazioni ad Ivan Ceci, giornalista romano esperto di ufologia, autore del libro “Alberto Perego. Il console che svelò il mistero dei dischi volanti”, volume che ha riscosso molto successo valicando anche i confini della comunità di appassionati di ufologia.
Forse prima di arrivare alla questioni delle basi, una domanda fondamentale. Esistono gli alieni? Esistono esseri intelligenti provenienti da altri mondi che sono venuti a visitarci?
Le testimonianze credibili di avvistamenti o di contatti diretti negli ultimi decenni sono numerose. E anche nei secoli passati si parla di avvistamenti di oggetti volanti, o c’era chi ricollegava personaggi mitici come gli elfi o le fate ad essere provenienti da altri pianeti. Quella degli Ufo è una realtà inconfutabile, che peraltro è ormai accettata da buona parte della comunità scientifica internazionale, come anche dall’opinione pubblica. Troviamo testimonianze di visite di alieni sulla Terra anche in molti libri sacri delle religioni antiche.
A proposito di religione ed alieni. La stessa Chiesa Cattolica parrebbe non negare la presenza di esseri intelligenti al di fuori del pianeta Terra. Anzi.
Vero. Diversi uomini di chiesa hanno più volte parlato apertamente dell’esistenza di razze aliene, e del fatto che accettare questa realtà non contrasti con la fede. Ad esempio già quarant’anni fa, padre Domenico Grasso, teologo gesuita e professore all’Università Gregoriana di Roma, sosteneva che ci sono esseri intelligenti su altri pianeti, e fanno parte anch’essi del progetto divino. Un pensiero simile è stato espresso in una famosa intervista all’Osservatore Romano da padre Funes, anch’egli gesuita, direttore della Specola Vaticana: spiegò che la presenza di extraterrestri non è in contraddizione con la religione cattolica, perché chi li ha creati è quel dio che ha creato anche noi. Sono dunque nostri fratelli, anche se non sarebbero macchiati dal peccato originale.

(A destra: Parco di Vejo, nella zona nord di Roma. Qui sotto sarebbe esistita una base aliena)

Extraterrestri liberi dal peccato originale perché più evoluti di noi?

No, non per questo motivo. Leggendo le dichiarazioni di padre Funes si sarebbe portati a concludere che questi esseri di altre galassie fanno parte dello stesso universo, figli dello stesso dio, ma stanno in un’altro piano della creazione, che non prevede il peccato originale. Fanno parte di una storia parallela alla nostra ma che non è la nostra.
Anche il console Alberto Perego, che lei ha studiato e riportato all’attenzione dell’ufologia italiana ed internazionale, aveva collegato l’arrivo degli alieni a un messaggio di tipo religioso, se possiamo usare questo termine. In effetti il primo pensiero di Perego, che vide il 6 novembre 1954 decine di oggetti luminosi in volo sopra il Vaticano,come lo videro centinaia di romani, fu che fosse un messaggio collegato in qualche modo alla religione cristiana. Anche perché gli oggetti volanti in quell’occasione si disposero a formare una croce in cielo. Però le sue successive riflessioni lo portarono a capire che non era un messaggio rivolto solo ai cristiani o in favore della cristianità. La croce è in realtà un simbolo presente in quasi tutte le religioni più antiche. Quindi Perego concluse che l’avevano fatto solo per richiamare l’attenzione. Era probabilmente la sintesi di un richiamo a una spiritualità “unica”. Secondo Perego la presa di coscienza dell’esistenza di civiltà aliene doveva necessariamente portare l’umanità non solo verso una istituzione politica mondiale unica, ma verso una cultura spirituale unitaria che superasse i conflitti esistenti tra le religioni.

Quindi gli alieni sono buoni e portatori di un messaggio di pace universale? In realtà diversi ufologi o studiosi di esobiologia hanno descritto addirittura extraterrestri che sarebbero interessati a rubare agli umani l’anima che loro non riescono ad avere…
Gli alieni non sono né buoni né cattivi. Dobbiamo capire che, come nella razza umana, è molto probabile che anche all’interno di razze aliene ci siano esseri buoni o cattivi. Ma anche questa è una distinzione troppo semplicistica. Anche perché dovremmo chiarire cosa intendiamo per giusto o sbagliato. Se leggiamo attentamente i documenti e le testimonianze riguardanti i fenomeni di contatti alieni-umani capiamo che il tema ufo è molto complesso. Una complessità che ancora non ci è chiara. Di sicuro non dobbiamo né preoccuparci, temendo alieni che vorrebbero annientarci o conquistarci, né essere portati ad adorare nuovi dei.
Insomma c’è un po’ di confusione sul tema Ufo. Certo però non potrà negare che molti testimoni o esperti raccontano storie non solo poco credibili, per chi voglia avere un approccio razionale, ma anche piuttosto lugubri.
Ha ragione. Ed anche il cinema ha contribuito a creare una immagine distorta, e negativa, dell’extraterrestre. C’è un immaginario collettivo alterato dal cinema e da certa ufologia. Un esempio lampante è il caso “Amicizia” che, tra gli esempi di contatto tra umani ed alieni, è uno dei meglio documentati, con fotografie, registrazioni, testimonianze dirette. Ma quando parlo di questo caso, anche tra gli addetti ai lavori trovo persone che fanno fatica ad accettarla. Perché è una storia che ribalta le carte dell’ufologia. Perché è una storia che va in controtendenza rispetto all’immagine che la cinematografia da, e che la pubblica opinione ha, degli alieni, visti di solito come invasori, brutti, che vogliono conquistarci. La storia di Amicizia ci racconta esattamente il contrario. Ci racconta di alieni che ci osservano un pò come gli adulti guardano un bambino. Il fatto che noi li vediamo in modo negativo è colpa della cinematografia. L’incredulità non è nei confronti dell’esistenza di alieni su altri pianeti, l’argomento è vissuto con grande curiosità. Ma c’è grossa difficoltà ad accettare l’esistenza di un alieno “buono”, di un alieno preoccupato per noi. Pensare un alieno cattivo ci de-resposabilizza. Ogni giorno i media ci fanno vedere una umanità molto negativa. Nessuno ci fa mai vedere il lato buono dell’umanità. In qualche modo sapere che anche “fuori” c’è cattiveria e negatività è più comodo. Sapere invece che “fuori” c’è gente che è più avanti di noi dal punto di vista spirituale e materiale, che ha superato i nostri problemi, che ha fatto ciò che noi non riusciamo o non vogliamo fare, è più “faticoso”.
Torniamo alle basi sotto Roma. Ma come avrebbero fatto gli alieni ad installare delle basi senza che nessuno se ne accorgesse? Si sono mimetizzati con i cantieri dei lavori per le metropolitane?
Premesso che esistono numerose basi aliene sotterranee in tutto il mondo, quindi anche in Italia, in effetti nell’ambito del caso Amicizia si parla anche di due basi sotto Roma. La più grande base in territorio italiano si sarebbe trovata sotto al Mar Adriatico all’altezza di Marche ed Abruzzo. La base di Vejo, e l’altra base romana, sotto i Fori Imperiali all’altezza dell’incrocio con via Cavour, come tutte le basi aliene, erano situate a km di profondità, irraggiungibili da mezzi di ricerca umani. Tra l’altro il Parco di Vejo è una zona che ha registrato negli ultimi decenni numerosi casi di avvistamenti.
Ma come sono riusciti a scavare nelle viscere della Terra per posizionare le loro basi?
Stefano Breccia, ingegnere all’università dell’Aquila, direttamente coinvolto nel caso Amicizia lo ha spiegato nel suo libro del 2007. Questi alieni riuscivano a dilatare lateralmente la materia terrestre, e a creare un vuoto all’interno della materia dove insediavano le basi. Rimuovendo questi enormi campi di forza potevano richiudere le cavità. Per noi molto difficile da concepire ma per loro molto semplice da fare. Basi che tra l’altro si estendevano per chilometri, accogliendo mezzi volanti e decine di abitanti. Alcuni umani hanno avuto la possibilità di accedere a queste basi, attraverso luoghi particolari, attraverso tunnel che si aprivano improvvisamente per terra, aperti sempre tramite i campi di forza che la tecnologia aliena permette di generare.
Le basi sotterranee romane sono ancora attive?
Probabilmente no. Nel 1978, come raccontato dai protagonisti del caso Amicizia, la razza aliena che occupava la base sotto l’Adriatico decise di lasciare il nostro pianeta. In quell’anno gli avvistamenti di oggetti volanti sull’Adriatico furono talmente numerosi che anche la guardia costiera e le forze dell’ordine se ne occuparono. La base sotto Vejo era occupata da un popolo, chiamato Weiros, antagonista, pare, della razza che occupava la base adriatica. Se ne sarebbero andati anche loro.
www.lungotevere.org

mercoledì 3 giugno 2015

Gli alieni siamo noi

Gli alieni siamo noi

L’esistenza di forme di vita “extraterrestre” è ormai suffragata da un’infinità di prove la cui consistenza cresce esponenzialmente non solo grazie al supporto di una tecnologia più sensibile ma soprattutto per l’attenzione e gli investimenti che i governi dedicano alla controversa materia fin dai tempi dei Foo Fighters e della celeberrima “battaglia di Los Angeles” (recentemente documentata da Jose Escamilla). In questo piccolo viaggio, proveremo a prendere in esame alcune idee, per così dire rivoluzionarie, e a ritrovare tra di esse quel collegamento perduto che potrebbe restituirci una visione d’insieme.

 

LA VERITÀ MEZZA NASCOSTA

Verso la fine degli anni ’70, appellandosi al Freedom Of Information Act (FOIA), un folto gruppo di cittadini aderenti al CAUS, fece pressioni alle principali agenzie governative americane affinché i documenti classificati sugli UFO venissero resi pubblici. Tutti, per quanto in tempi diversi, si conformarono alla richiesta e dovettero rendere disponibili i numerosi dossier raccolti dopo il Project Blue Book, chiuso ufficialmente nel 1969. Emersero dagli archivi casi notevoli, molte volte corroborati dalle testimonianze degli stessi “addetti ai lavori”, protagonisti di incontri ravvicinati ed altre esperienze sconvolgenti. Il fermento crebbe quando, tra i successivi anni ’80 e ’90, trapelarono dei rapporti che sconcertarono l’intera comunità ufologica: il SOM 1.01 (ovvero il manuale operativo del Majestic 12) e il Blue Planet Project. Le rivelazioni contenute in questo materiale, la cui provenienza non è facilmente verificabile e che sicuramente non è esente da censura e alterazioni, dovrebbero essere essenzialmente percepite come tracce di una trama più intricata. La riprova del persistente insabbiamento in corso si ebbe poi nel 2000, quando l’hacker britannico Gary McKinnon si conquistò gli onori della cronaca per aver violato i server della NASA e visionato dati secretati su presunti “agenti non terrestri”.
La gente non era pronta alla verità e per scongiurare eventuali putiferi, gli enti coinvolti nella “questione aliena”, confezionarono per il pubblico un quadro offuscato e claudicante, lanciando la “patata bollente” ai documentaristi, alle emittenti televisive o ai più famosi registi di Hollywood, i quali forniscono a loro volta notizie frammentarie filtrate dalle potenti organizzazioni che gestiscono i flussi informativi.
Non dimentichiamo mai che i mass media sono da sempre i mezzi prediletti per condizionare (e disinformare) l’opinione pubblica e che l’assenza di una versione ufficiale permette il libero diffondersi di teorie fuorvianti lasciando così ai pochi che sanno il vantaggio utile a mantenere la loro autorità sui molti che non sanno o sanno poco.
Il progressivo tam tam mediatico sugli alieni, sapientemente condotto negli anni successivi, doveva saziare i curiosi senza però fornire convalide o spunti di riflessione concreti. Sommessamente il “mistero UFO” venne relegato al mondo dell’intrattenimento e, alla stregua di qualsiasi noioso spettacolo, smise presto di emozionare. Dopotutto banalizzare i fatti fa parte dello “showbiz”, ma è altrettanto vero che non si può pretendere di capire una faccenda così complicata attendendosi che le prove definitive vengano servite dopo il telegiornale. Come è plausibile, ricercare autonomamente dati più accurati comporterebbe un dispendio di energia e di tempo che non tutti possono o vogliono accollarsi.
Anche per questi motivi, con cieca fiducia e paziente attesa, siamo soliti affidare ciò che non capiamo al sapere della scienza, la quale, nel caso specifico, dichiara dai canali ufficiali di non disporre di elementi sufficienti a produrre risposte soddisfacenti. In parole povere, la tecnologia aliena sembra non tener conto di ciò che sentenzia la fisica a noi nota. Comunque sia, pur sapendo di non saperne abbastanza, la stragrande maggioranza degli scienziati ortodossi ha sempre creduto nell’esistenza degli extraterrestri, se non altro in virtù di un assunto logico: in un universo composto da un numero pressoché smisurato di galassie, di cui abbiamo esplorato una parte infinitesima e che ha un’età stimata attorno ai 13,8 miliardi di anni, non possiamo pretendere di essere la sola forma di vita intelligente sviluppatasi, sarebbe un enorme spreco e la Natura, come è risaputo, non ne ammette. Basti pensare che al momento conosciamo solo 118 elementi chimici, il 5% dei nostri oceani e non abbiamo ancora correttamente classificato tutte le creature viventi del nostro pianeta (ne è un esempio l’enigma delle specie Lazarus). Possiamo anche aggiungere che il nostro spettro visivo riceve soltanto il 10% delle emanazioni di quella che comunemente chiamiamo realtà.
Ciò che dovrebbe far riflettere è la mancanza di interesse con cui una mente conformata affronta il cosiddetto “ignoto”, un atteggiamento che la società promuove per plasmare esseri obbedienti, abituati a delegare qualsiasi cosa esuli dalle loro deboli conoscenze a figure che ricoprono il ruolo dell’esperto, dato che qualsiasi versione apparentemente razionale e rassicurante, ancor meglio se fornita da un “camice bianco”, pare essere più attendibile di qualsiasi ragionamento personale. Allora succede che spesso e volentieri ci ritroviamo a ripetere a mo’ di pappagallo frasi e pensieri altrui senza nemmeno averne verificato il senso. Conoscere il vero è una necessità oltre che un diritto ma, in una società che tende a mentire, anche un affanno che le opinioni preconfezionate possono alleviare.
Il problema che sta alla base della comprensione del fenomeno è quindi dovuto principalmente a due fattori, la grande confusione che è stata indotta nel tempo dai media e il conseguente turbamento che l’idea dell’alieno provoca oggi nella persona comune, indaffarata nelle più concrete faccende quotidiane e ormai invischiata nella visione ristretta che il sistema propaganda per proteggersi.
Considerati questi deterrenti, non c’è da stupirsi se alla sola parola UFO qualcuno tuttora sogghigni evocando le immagini di quella stessa cultura popolare che li ha intenzionalmente confinati tra l’orrido e il bizzarro. Di solito si dice che sono cose che si vedono nei film e infatti si ha motivo di credere che buona parte delle produzioni di fantascienza, dagli albori del genere ad oggi, abbia veicolato al pubblico delle mezze verità al fine di introdurlo gradualmente a idee e concetti con cui, per forza di cose, dovrà presto fare i conti. Un quadro poco rassicurante, che sottintende l’esistenza di un’agenda costituita da piccoli e grandi passi programmati. Ma, per quanto possa sembrare paranoica, la tesi complottista dovrebbe indurci quantomeno a preservare un approccio critico nei confronti di ciò che ci viene detto o mostrato dall’alto.
 
dal film “Mars Attacks!”

 

GLI SCOPI ALIENI

Dando per assodato che quelle che vediamo siano le manifestazioni intelligenti di forme di vita non terrestri, è perfettamente terrestre tentare di verificarne gli scopi. Sarebbe indubbiamente ridicolo percorrere anni luce solamente per giocare a “bu-bu-settete”, deve esserci qualcosa di più profondo.
Spinti da questo sospetto, ricercatori e appassionati, iniziarono a distinguere i velivoli osservati in base alla loro probabile funzione come ricognitori, sonde e astronavi madri e a supporre che fossero stati sollecitati in primo luogo dal nostro rozzo utilizzo dell’energia nucleare (iniziato con il Progetto Manhattan) e poi dai successivi programmi spaziali, passaggi obbligati per qualsiasi civiltà in evoluzione e indicativi di un preciso grado di maturazione. Ma è davvero così?
Tuttavia, l’osservazione della tecnologia aliena ci fece più che altro comprendere la nostra piccolezza. Stranezze come luce solida, raggi traenti, velocità e manovre impossibili, propulsione silenziosa, mutazioni improvvise di forma, invisibilità ai radar, utilizzo di stargate, ecc., ci resero si curiosi ma anche preoccupati per l’incapacità oggettiva di difenderci da un potenziale attacco. Con l’aiuto della meccanica quantistica, la quale contempla la tesi del multiverso, le rappresentazioni del mondo e della vita si fecero via via più complesse e capimmo, tra le altre cose, che potevamo essere visitati da esseri inter/extra-dimensionali (ossia capaci di eludere le leggi fisiche che governano la nostra dimensione).
dal film “Interstellar”
Potrebbero davvero esserci molte razze coinvolte nel processo, ognuna con un fine specifico, oppure, una parte di esse potrebbe avere un unico, comune obiettivo. Non vi sono ovviamente certezze, ma tra i teorici del movente alieno c’è chi propende per questa ipotesi parlando addirittura di veri e propri gruppi confederati, richiamati in questa porzione di spazio per presenziare ad un evento i cui effetti si ripercuoteranno in tutto l’universo. Non sono del tutto chiare la fonte, l’entità e la durata di tale evento ma ciò che è certo, a dir di molti, è che ne stiamo già subendo le prime influenze sia nella sfera materiale che in quella spirituale.
Volendo essere ottimisti potremmo pensare che delle “razze benevole”, molto più antiche e progredite, si siano da tempo accordate per assistere il nostro avanzamento in qualità di “fratelli maggiori”, per trasmetterci senza invadenza che facciamo parte di una grande comunità, che la strada verso una più ampia comprensione di chi siamo e dove stiamo andando è ancora lunga e loro ne sono il simbolo evidente. Decisamente meno new age ma altrettanto verosimile, è l’ipotesi che qualche altra razza aliena autonoma, slegata da qualsiasi vincolo che ne vieti l’intrusione e ancora interessata alla seducente prospettiva del potere, possegga la tecnologia adatta per muoversi nello spazio e sfruttare altri mondi ma non il buon senso per rispettarli. In effetti, un pianeta abbondante di materie prime e popolato da menti ingenue e facilmente manipolabili, potrebbe essere allettante per degli esseri spiritualmente arretrati ma dediti al commercio o al ricatto.
Buoni e cattivi convivono indubbiamente anche la fuori e, visto il tempo da cui perdurano le visite, si potrebbe quasi azzardare che entrambe le parti abbiano già tentato un contatto diplomatico con delle delegazioni terrestri. Se ciò fosse realmente accaduto, non è del tutto illogico supporre che le “razze malevole”, a un certo momento, abbiano segretamente contrattato con i terrestri giusti e con essi stretto un patto del tipo: “io ti do un assaggio della mia tecnologia, tu mi dai libertà e copertura per i miei affari!”. Se i “buoni” tentarono un accordo volto a fornire un ausilio per la soluzione di una miriade di problemi sociali e ambientali, i “cattivi” prospettarono lauti guadagni alle industrie e prolungato potere all’ordine esistente.

I fratelli Wright nel 1903

Il LEM della missione Apollo 11 nel 1969
Vista la circostanza, possiamo confessare che quest’ultimo incontro sembra essere documentato nei lontani anni ’50. Il presunto accordo che ne scaturì prese il nome di Trattato Greada e diede un primo impulso all’eccezionale sviluppo tecnologico che abbiamo in parte percepito e a chissà quale altra diavoleria occulta.

sabato 12 aprile 2014

Ecco perche' gli UFO sono invisibili all'occhio umano



UFO nascosti sotto un flusso elettromagnetico invisibile all'occhio umano, ma a migliaia sono intorno a noi

Scienziati indiani hanno finalmente capito come gli UFO ci osservino in volo fermo e siano intorno a noi dappertutto senza che noi ce ne accorgiamo. A Pune, India, ingegneri dell'Organizzazione di Ricerca e Sviluppo della Difesa Indiana stanno sperimentando un'apparecchiatura che permette di vedere gli effetti segreti di un intenso flusso elettromagnetico. Secondo qs super intelligenti cervelli indiani gli effetti finali di occultamento si ottengono creando un intenso flusso elettromagnetico intorno a qualsiasi oggetto. Anche i Russi hanno sperimentato simili meccanismi di occultamento.

Il flusso elettromagnetico puo' essere creato attraverso applicazioni molto avanzate di super conduttori. Questi sono mezzi paranormali per creare il flusso che rende ogni cosa veramente invisibile. Il flusso elettromagnetico puo' essere creato da qualsiasi persona attraverso la meditazione. Quando questo ha luogo, appaiono strani fenomeni che la maggior parte delle persone chiama miracoli, eventi divini ecc.
Gli scienziati stanno ricevendo sempre piu' indicazioni sul fatto che il flusso elettromagnetico e' usato per rendere gli UFO invisibili all'occhio umano. Alcuni animali hanno sensori che permettono loro di percepire l'energia al di la' del flusso elettromagnetico. Probabilmente cani e gatti vedono gli UFO sempre ma non lo sanno dire !
Secondo questi scienziati una macchina che vede attraverso il flusso elettromagnetico potrebbe vedere gli UFO in qualsiasi occasione. Il motivo per cui gli UFO sono a volte visibili per brevi periodi e' dovuto al fatto che quando un UFO entra nell'atmosfera terrestre e si avvicina ad un oggetto o ad una destinazione sulla terra, l'UFO deve mutare la velocita' ultrasonica o le sue tecniche di manovra verso la velocita' del suono e adeguarsi all'elettromagnetismo e alla gravita' terrestre.

Proprio in quel momento per evitare interferenze elettromagnetiche il flusso artificiale viene ritirato per brevi tratti di tempo. Quando l'UFO raggiunge la velocita sua tipica che puo' anche usare sulla terra, il flusso elettromagnetico viene riattivato. Questo spiega perche' molti piloti vedono gli UFO e li inseguono senza successo perche' spariscono improvvisamente. Se ci basiamo su questa scoperta, vediamo che ci possono essere miriadi di UFO intorno a noi. Ci sono anche indicazioni che il teletrasporto possa dipendere da questo flusso elettromagnetico. Questa notizia e' stata divulgata dal periodico on line -Indiadaily.com-.
http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/ecco-perche-gli-ufo-sono

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