lunedì 21 luglio 2014

La “fine” del medico di base !!

Elogio del caro estinto, ovvero "La scomparsa del dottore"

Una decina di anni fa lo storico Cosmacini, in tandem con il giornalista Roberto Satolli già direttore della compianta rivista Occhio Clinico, aveva scritto un bel libro dal "titolo "lettera ad un medico sulla cura degli uomini" in cui traspariva una certa considerazione/simpatia per la MG. Oggi invece esce con un libretto in cui decreta "La scomparsa del dottore" e si capisce subito che il desaparecido è proprio il vecchio e da tutti compianto medico di famiglia dei bei tempi andati, così umano, disponibile, attento, disinteressato e soprattutto che faceva le visite a casa: insomma non ci sono più i medici di una volta! Dopo aver accusato dell'estinzione l'accademia, chiusa alle novità didattiche eautoreferenziale, lo storico milanese passa ad illustrare anche i dati che supportano la sua tesi da "chi l'ha visto".      
Il j'accuse parte da due imputazioni: in un recente libretto "Professione medico" l'esperto in politica sanitaria bolognese Federico Toth scopre che il MMG viene ritenuto dalla gente un professionista di "basso profilo" che soddisfa meno della metà dei propri assistiti. Gli fa eco prontamente il clinico Remuzzi che sul Corriere da man forte e Cosmacini e conferma l'inconsistenza clinca del generalista, tanto che "la gente il più delle volte non ci va nemmeno più o ci va solo per le ricette, cioè lascia la nota dei farmaci e passa due giorni dopo aritirare le prescrizioni". Se lo dice Remuzzi vuo dire che proprio siamo già estinti, pur senza troppa sofferenza! Insomma per farla breve, è tutta colpa del generico mutualista scansafatiche se le cose vanno male, come sentenzia la signora incontrata in treno, dando libero sfogo al tipico repertorio da scompartimento ferroviario! 
Ma le cose stanno davvero così o ci sarà una un po’ di fumus da luogo comune (la malattia si chiama "luogocomunismo") e magari anche filino di scarsa documentazione sull'exitus del caro, vecchio medico di famiglia dei bei tempi che furono (che tra parentesi era pure paternalista, sbrigativo, piuttosto venale e talvolta un po’ autoritario: nessuno si ricorda più dell’Albertone nazionale in camice bianco?).
Mi sovviene che periodicamente vengono condotte  ricerche sociologiche sulla soddisfazione e sulla qualità percepita degli utenti del SSN in cui si sonda anche l'opinione della gente sul proprio curante. Con una rapida ricerca su Internet ho recuperato qualche dato che proprio non pare in sintonia con la dipartita annunciata dal Cosmacini. Quella più lusinghiera è dell'EurisKo ma è vecchiotta (1998). Ne ha svolte due il CENSIS più recentemente, ovvero nell'ultimo lustro (vedasi il PS: mi scuso per l'autocitazione, ma in rete si può trovare l'intero e ponderoso rapporto della fine del 2011) con esiti non dissimili e sempre largamente favorevoli per il MMG, ormai peraltro terminale. Ma Cosmacini, da storico, non dovrebbe consultare le "fonti"?
E' sempre sgradevole citare la propria esperienza professionale a mo' di esempio, ma quando è patrimonio comune di oltre 500 colleghi forse è il caso: mi riferisco al progetto di Governo Clinico dell’ASL di BS (link al progetto in calce, a giorni il report del 2012 e qui l'ultimo report del 2011: www.aslbrescia.it/medi/documenti/cure_primarie/Malattie croniche e PDT/ ) per la presa in carico, gestione integrata ed educazione sanitaria di diabete, ipertensione, BPCO etc.. seguendo i PDTA elaborati e condivisi con gli specialisti, in vigore da più di una decina di anni. A differenza delle realtà metropolitane, come quella di Remuzzi, in provincie e nei piccoli centri pochissimi diabetici ed ipertesi by-passano la MG rivolgendosi direttamente allo specialista ed utilizzando il MMG come Bancomat delle ricette. Anche perchè le cose da fare per una buona gestione/compenso delle varie patologie non cambiano poi tanto tra la medicina territoriale e quella specialistica, tranne i casi complessi che passano in cura allo specialista per tempi più o meno lunghi, come è giusto che sia.  
Nel caso poi del medico coadiuvato da personale di studio il diabetico non deve fare nemmeno lo sforzo di recarsi in ambulatorio, perchè basta la telefonata alla segretaria per ritirare dopo poco farmaci e prescrizioni per i controlli periodici. Chiederà successivamente un appuntamento con il medico per fare il punto della situazione, portare gli esiti degli esami, verificare la condizioni generali e i parametri biologici, programmare i successivi controlli ed introdurre eventuali aggiustamenti posologici o comportamentali (dieta, attivita' fisica etc..) in caso di scadente compenso e/o complicanze etc.. Questo modello assistenziale (i PDTA) è in atto in tantissime realtà locali, lo adottano migliaia di MMG che producono incessantemente dati sugli esiti e sulla qualità del proprio impegno professionale, integrato ovviamente con gli altri attori della rete in primis gli specialisti, e con buon gradimento da parte dei diretti interessati. Ebbene ne' in Cosmacini ma nemmeno in Remuzzi si intravvede la minima traccia di tutto ciò, per non parlare delle scuole regionali di formazione attive da quasi 20 anni e delle innumerevoli medicine di gruppo e Case della salute sorte in tutta la penisola nell’ultimo decennio. La MG è davvero la cenerentola e la componente più oscura ed invisibile del sistema sanitario, specie tra gli addetti ai lavori, questo è il nostro dramma! Possibile che il “luogocomunismo” lambisca pure intellettuali di chiara fama?
Perchè per la gente che vive quotidianamente una condizione di malattia le cose stanno un po' diversamente....
P.S. Link alle risorse internet citate:

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