Una tegola sulla testa di Papa Franceso arriva dalla Diocesi di Savona. Confermate le accuse dell’ONU
giugno 14, 2014 - Il punto di Rete L'ABUSO, Preti Pedofili
Cosa
ci può essere di più traumatico e al tempo stesso irrazionale e
complesso da metabolizzare per una vittima, la quale nel momento in cui
vede riconosciuto dalla giustizia il danno subito, se ne vede infliggere
immediatamente un altro, sempre per mano di chi lo aveva reso vittima
in precedenza ?
Parliamo di pedofilia clericale, un trauma aggravato dalla soggezione
che subisce la vittima, non solo per via della posizione del sacerdote,
ma anche per le pressioni sistematiche che questa comincia a subire da
parte della curia nel momento in cui denuncia.
Parliamo di un caso specifico, quello di Francesco Zanardi, vittima a 11
anni e oggi presidente, di certo fastidioso dell’unica associazione che
contrasta in Italia la pedofilia nel clero. Francesco non ha voluto
raccontare in prima persona questa vicenda,
non dà importanza al suo specifico caso perche non lo sente solo suo.
Sostiene semplicemente “adesso tocca a me e adesso è il momento di dare
un contributo alla causa con questa ulteriore denuncia”.
Occupandosi di pedofilia a livello nazionale, Francesco ha una visione
ampia del problema italiano, ritorsioni simili sono attuate regolarmente
contro le vittime che spesso, a causa degli abusi subiti vivono una
vita già precaria. L’obbiettivo è quello di farle desistere a denunciare
o a proseguire.
E’
accaduto a Daniel sfrattato dal parroco che aveva abusato del figlio di
3 anni, ad Alessandro, licenziato dalla curia all’apertura delle
indagini. Casi come quello di Ferrara, dove una bambina di 13 anni messa
incinta dal parroco, ha dovuto subire per nove mesi il ricatto che se
avesse parlato, il prete abusatore avrebbe sfrattato lei e la sua
famiglia. E’ riuscita a mantenere il segreto, solo 9 mesi.
Purtroppo l’elenco di queste violenze è ancora lunghissimo e sono tutti
casi tristemente attuali, i cui abusi sono stati confermati dalla
giustizia.
Tutte vittime che mentre la legge da un lato indaga e riconosce loro il
danno subito, gli stessi carnefici dall’altro infliggono una nuova
violenza, conseguenza dell’aver denunciato. Tutto sotto gli occhi delle
istituzioni che restano a guardare, apparentemente impotenti.
Purtroppo le denunce di Zanardi e della Rete L’ABUSO trovano triste conferma anche nelle due pesanti relazioni dell’ONU, che condannano il Vaticano per queste sue politiche criminali inserendole nel capitolo di tortura.
Infatti ciò che sta accadendo a Zanardi è particolarmente significativo
perchè avviene dopo queste condanne e sopratutto perchè chi sta attuando
altre violenze a quest’uomo, è un vescovo che nella vicenda, fino ad
ora era totalmente estraneo ai fatti.
La domanda viene spontanea: come mai una persona estranea ai fatti si
spinge ad un gesto stupido ed impopolare, nei confronti di una vittima e
in presenza di una condanna, nella quale non si ravvisa solo la responsabilità del pedofilo, ma sopratutto l’operato criminale di quella diocesi?
Una
vicenda che mette parecchio in bilico anche Papa Francesco, che come
hanno raccontato i giornali è al corrente dello specifico caso savonese.
Apparentemente le politiche di Papa Francesco sembrano in’attuabili
oltre che inefficaci se quello che vediamo è il risultato di un caso
arrivato fino alla sua attenzione.
Per ora Zanardi non vuole rilasciare dichiarazioni in merito alla
vicenda, per rispetto del vincolo di riservatezza dovuto ad una
trattativa tra avvocati con la diocesi savonese, che in base al
provvedimento del tribunale di Savona dovrà risarcire lui e le altre
vittime. Chissà se la diocesi come suggerisce il buonsenso accetterà
l’accordo o farà anche in questo caso ostruzionismo. Staremo a vedere.
Nel frattempo Zanardi ha ricevuto la solidarietà delle vittime con le
quali lavora, degli amici e anche dei colleghi statunitensi di SNAP, i
quali gli hanno offerto appoggio.
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