sabato 26 aprile 2014

Infertilità nelle donne? Servono ormoni maschili


Per mezzo degli ormoni maschili pare sia possibile migliorare
la fertilità nella donna. Foto: ©photoxpress.com/AGphotographer
Gli ormoni maschili sembrano giocare un ruolo fondamentale per rendere maggiormente efficace le terapie di fecondazione. Lo studio che mostra come gli androgeni possano stimolare la produzione ovarica.
Il problema della fertilità nelle donne è in costante aumento, e non a caso molte di loro scelgono di sottoporsi alla fecondazione in vitro (FIV, o IVF).
Tra i diversi metodi, vi sono ormai molte le cliniche che somministrano testosterone attraverso l’ausilio di appositi gel o dei semplici Patch (cerotti). Un tipo di terapia che offrirebbe la possibilità di aumentare la produzione di ovuli. Molte donne utilizzano anche dosi eccessivamente elevate di integratori a base di DHEA (deidroepiandrosterone): tale sostanza, una volta assimilata dall’organismo, si trasforma in testosterone. E così la via alla gravidanza attraverso la fecondazione in vitro sembra essere facilitata.
Gli studi in merito sembrano essere molto contrastanti. Da un lato molti smentiscono l’efficacia dei gel a base di testosterone; dall’altro gli effetti positivi del DHEA. Quest’ultima sostanza, molto in voga negli ultimi anni, sembra essere anche importante per ritardare l’invecchiamento e migliorare la massa muscolare. Morale della favola: sono insufficienti gli studi che indicano gli ormoni maschili efficaci nella fertilità femminile.
A questo proposito vi è una nuova ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), che suggerisce come gli ormoni androgeni – anch’essi maschili – sembrano essere utili per favorire lo sviluppo di follicoli. Questi ultimi sono delle strutture che hanno il preciso compito di contenere e rilasciare un uovo che può successivamente essere fecondato dallo sperma maschile.
Secondo i ricercatori, il risultato ottenuto dallo studio è molto importante perché fornisce nuove informazioni per migliorare la fertilità nelle donne che hanno una ridotta riserva ovarica o che non producono follicoli neppure attraverso l’ausilio di farmaci appositamente realizzati.
«C’è un dibattito che infuria nel campo dell’endocrinologia riproduttiva sul ruolo che gli ormoni maschili hanno sulla fertilità femminile – spiega il dott. Stephen R. Hammes, professore di Endocrinologia presso l’Università di Rochester School of Medicine e Odontoiatria – Il nostro studio non risolve la controversia ma, insieme ad alcuni studi precedenti di altri gruppi, dice che non possiamo liquidare gli ormoni maschili. Potrebbero effettivamente fare qualcosa di utile».
Hammes insieme ad Aritro Sen, professore assistente di ricerca di Endocrinologia presso la Facoltà di Medicina, ha scoperto che gli ormoni maschili promuovono lo sviluppo del follicolo in due modi. Prima di tutto, impediscono agli stessi di morire precocemente, sfruttando molecole che bloccano l’autodistruzione cellulare (apoptosi). L’ipotesi dei ricercatori è che se una donna non produce sufficienti quantità di androgeni, la maggior parte dei follicoli muore prima di arrivare alla fase di maturazione che rilascerà l’ovulo.
Un altro motivo per cui gli ormoni maschili facilitano la fertilità è quello di rendere le cellule ovariche più sensibili all’ormone follicolo-stimolante (FSH) che promuove la crescita del follicolo.
«Gli androgeni aumentano la crescita dei follicoli e garantiscono che i follicoli non muoiano: esattamente quello che viene fatto quando si fornisce un trattamento per la fertilità», continua Hammes.
Durante lo studio, il team di ricerca ha somministrato piccole dosi di ormoni androgeni ai topi che stavano utilizzano gli stessi tipi di farmaci che una donna usa nella terapia FIV. Il risultato è stato che sono riusciti a sviluppare più follicoli maturi, e quindi ovuli, rispetto ai topi che non hanno ricevuto gli androgeni.
Questo tipo di ormoni è riuscito così ad aumentare notevolmente la produzioni di ovuli, esattamente come dovrebbero fare i farmaci per la fecondazioni in vitro. Farmaci che, ahimè, spesso non riescono a ottenere risultati di questo livello.
In merito ai dati forniti da Kathleen M. Hoeger, Direttore dell’UR Medicine’s Strong Fertility Center, circa il 20 per cento dei pazienti produce quantità di gran lunga inferiori di follicoli in base alla media della propria età.
«Questa informazione è importante perché fornisce un supporto teorico per la somministrazione di androgeni ad alcune donne sottoposte a fecondazione in vitro, una pratica che la nostra clinica della fertilità e molti altri in tutto il Paese hanno iniziato negli ultimi ann – spiega Hoeger prof.ssa di Ostetricia e Ginecologia presso la Scuola di Medicina e Odontoiatria – Se questi dati verranno confermati negli studi clinici, si potrebbe proporre che l’aumento di bassi livelli di androgeni in una donna con riserva ovarica ridotta potrebbe aumentare la sua capacità di produrre più ovuli per la fecondazione».
Secondo Hammes, sono necessari ulteriori studi a conferma di questa ipotesi. Ma in futuro si potrebbero progettare terapie appropriate al fine di migliorare il successo per la fecondazione in vitro.

1 commento:

  1. Non sapevo che gli ormoni maschili potessero servire per curare l'infertilità nelle donne.

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