venerdì 28 febbraio 2014

Un consiglio ai genitori: fate obiezione di coscienza e tenete a casa i figli nelle ore di educazione gender



Un consiglio ai genitori: fate obiezione di coscienza e tenete a casa i figli nelle ore di educazione gender
Il Forum delle associazioni familiari dell’Umbria pubblica un manifesto con 12 consigli per i genitori contro i corsi di educazione all’affettività. Intervista al presidente Simone Pillon :«Contro la teoria del gender si sta muovendo un vero popolo». È quello delle famiglie umbre, sempre più preoccupate dai corsi di educazione all’affettività e simili diffusi nelle scuole dei propri figli: a raccontare di come stanno reagendo questi genitori è Simone Pillon, avvocato e presidente del Forum delle Associazioni familiari della regione. La scorsa settimana, quando tanti bambini degli asili sono tornati a casa con favole gay e libretti dell’Unar, era lui a condannare i programmi educativi seguiti negli istituti, basati su «una visione antropologica ideologica, diffusa senza criteri scientifici». Oggi invece, proprio per offrire un supporto ai tanti genitori impensieriti da ciò che le maestre insegnano sui banchi di scuola, assieme all’associazione di cui è presidente ha redatto un dodecalogo di “autodifesa dalla teoria del gender”: 12 consigli su come muoversi per evitare che l’indottrinamento Lgbt dei propri figli (scaricabile qui).

Avvocato Pillon, con quale intento nasce questo manifesto?Siamo stati subissati da richieste di moltissimi genitori, perché quanto sta succedendo con questi libretti e questi corsi preoccupa molte persone, abituate a fidarsi della scuola, e invece ora spiazzate dal passaggio di contenuti del tutto contrari alle loro scelte educative. Il concetto dei 12 consigli ai genitori è quello di riappropriarsi della propria titolarità educativa sulla prole. Ormai non ci si può permettere più delegare, a maggior ragione su questi argomenti.

In Umbria la scorsa settimana è apparsa sui giornali la vicenda del libro distribuito negli asili, ma di corsi simili ve ne sono in atto da tempo. Come stanno reagendo le famiglie?Due settimane fa abbiamo avuto un convegno e, quasi dal nulla, c’erano con noi 250 persone. È sorta quindi la richiesta di un incontro urgente, che faremo a Perugia con molte famiglie intenzionate a intervenire su quanto sta accadendo. Si sta muovendo un popolo: gente che ha deciso di prendere in mano la situazione. Anche perché nelle scuole superiori sono anni che l’Arcigay viene chiamata per tenere corsi sull’educazione alla sessualità, e questo senza che venga opposto alcun contraltare. E poi c’è una ricerca condotta dall’Asl 2 di Perugia semplicemente drammatica.

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Perché?
In questa ricerca le associazioni gay danno conto del lavoro fatto nelle scuole elementari della città contro gli stereotipi. All’inizio hanno formulato un questionario per i bambini sull’omosessualità: cos’era, se la ritenevano un problema o una variante naturale, ecc… Poi hanno portato avanti i loro corsi, e due mesi dopo hanno riproposto il questionario: e il risultato che veniva sottolineato è che l’80 per cento dei bambini aveva cambiato idea: da problematica, l’omosessualità era vista ora come una cosa meravigliosa. E le associazioni per i diritti si vantano pure di fare questi corsi… Ma questa è la punta dell’iceberg. Sul sito dell’Asl di Perugia viene spiegata alla perfezione la masturbazione per maschi e femmine, e questa viene poi portata nelle scuole, e si spiegano le modalità per avere rapporti omosessuali sicuri.

Il tutto è accaduto all’insaputa dei genitori?
Sì, anche se lo negano. La scorsa settimana l’assessore del Comune di Perugia con delega alle Pari Opportunità, Lorena Pesaresi, ha negato in un’intervista di avere una qualche responsabilità su quel che stava succedendo negli asili. Così ho mandato io al giornalista le delibere firmate da lei relative a questi corsi. È da tempo che noi combattiamo questa battaglia in silenzio: è da almeno quattro anni che c’è questo andazzo. Vanno nelle scuole per catechizzare i ragazzini, già dall’età di 8 anni, per renderli edotti del fatto che l’omosessualità è una variante naturale della sessualità. E venivano incoraggiati a provare se la loro natura era gay o etero.

Siete arrivati fino al punto di suggerire di tenere a casa i bambini.
Sì, nelle ore in cui vengono somministrati questi corsi io invito a fare una sorta di obiezione di coscienza. A me non interessa la morale, davvero, sono uno liberale, ma mi interessa la realtà delle cose: se inventiamo le bugie e le somministriamo come fossero verità, stiamo facendo danni molto seri ai nostri figli.
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2 commenti:

  1. Non so cosa dire anche se qualcosa vorrei dire ma non ho elementi tra le mani, non so cosa e come nello specifico insegnano in questi corsi ma mi fa sorridere come i genitori si movimentino così tanto perchè l'argomento è l'omossesualità mentre non fanno un merito cazzo quando a scuola le teste dei loro figli vengono riempite di stronzate.
    Premettendo che non sopporto associazioni gay, nulla contro l'omossesualità che io personalmente ritengo essere una scelta sessuale e solo sessuale antica quanto il mondo, tutto il contorno è solo segno di una mancanza di equilibrio interioriore e grande confusione, ogni soggetto ha una sua storia quindi non generalizza e non entro in merito,Ma generlamente gay o altro le discriminazioni i primi a farle sono sempre quelli che voglio l'uguaglianza e i gay di discriminazione ne stanno facento un po' troppa.
    Mi chiedo solo cosa temono questi genitori e se invece di fare battaglia ai corsi non aprono un dialogo con questi soggetti magari chiedendo alla scuola di partecipare ai corsi per cercare di far una cosa equilibrata i bambini non devono rifiutare a priori l'omossealita nè emarginare chi tale si ritiene ma nemmno devono essere conviti che bisogna essere omosseuali per forza e stabilire la loro propensione a otto anni è ridicolo e fuorviante per i bambini,questo lo sceglieranno un giorno a suo tempo, ma queste cosa vanno discusse.
    E comunque sia fossi nei genitori mi preoccuperei della scuola a 360° grandi...non solo dei corsi sul gender.

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    1. Carolina effettivamente ci sono così tante cose da dire sulla scuola che è difficile anche solo cominciare, non è certo un discorsetto che si può liquidare in due punti e non sono certo i problemi di "genere" quelli più importanti dell'istituzione scolastica.
      Se è chiaro che non ci si dovrebbe preoccupare solo di questo è anche vero che spesso i genitori non sono in grado di organizzarsi e lottare per un qualsiasi ideale, in primis perché un po’ tutti ci comportiamo come il sistema vuole.
      Un genitore che solleva delle critiche anche fondate sul tipo di istruzione scelta dall'eccelso Ministero si ritrova solo come un cane; se critica la sicurezza delle scuole in relazione ad eventi calamitosi si ritrova ad essere deriso stante il fatto che “le carte” sono tutte a posto quindi . . .; se si lamenta di un impianto wi-fi in ogni singolo piano o addirittura in ogni singola ala dell'istituto scolastico anche nelle elementari e materne con tutti i rischi che esso comporta con chi si ritrova? Ecc. ecc.
      Il genitore è spesso costretto ad aderire alle proteste già avviate da qualche autorità o associazione, tuttavia non è lo stesso cittadino che vorrebbe protestare per fatti ben più gravi, ma si tratta di quello al quale di solito sta bene tutto e che si muove solo se si muove la “corrente” per non rimanerne fuori.
      Il genitore consapevole è già isolato poiché vede l’ipocrisia che regna nel sistema ed intorno alle varie istituzioni e tra la massa dormiente con la quale fatica ad integrarsi e difficilmente lotterà per questioni sicuramente importanti, ma comunque secondarie.
      Mai una volta che queste autorità si degnassero di attivarsi alla sospensione di ogni obbligo scolastico sino a quando non sarà garantita la sicurezza e la giusta istruzione dei figli!
      E' tutto strumentale o se spontaneo viene subito strumentalizzato o destabilizzato o deriso o taciuto.
      Si sa che la scuola è obbligatoria, anche quella non obbligatoria se si vuole sopravvivere, ed essa ha il compito di uniformare e limitare nel libero pensiero i futuri cittadini.
      Concordo con te sul fatto di non discriminare assolutamente nessuno ora però si è passati dal non discriminare all'incentivare, la discriminazione esasperata è lo strumento che consentirà di applicare norme antietiche(vedasi approfondimenti sulle ultime normative europee, sui recenti articoli di Gianni Lannes, di anticorpi.info, sul libro nuovo della Perrucchetti e qualcosa avevo accennato anch'io sull'articolo sulla donna oggetto su FL).
      Non mi sembra che qualche rispettabilissimo ente religioso si sia opposto alla snaturazione dell'essere, strano eh?
      Carolina ci sono cosi tante cose da dire che effettivamente non so cosa dire neanch'io, speriamo che tutte le persone comincino a porsi delle domande su tutto e che comincino a reagire al sistema e alle sue leggi con piccoli gesti di umanità.
      A presto. Marcello.

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