venerdì 14 dicembre 2018

La truffa ambientalista del movimento 5 stelle anzi 5G

La truffa ambientalista del movimento 5 stelle anzi 5g
di Giorgio Santoriello – 17-10-2018
E’ davvero difficile per me rimanere iscritto al Movimento 5 patacche ormai, del resto le eccessive aderenze o miopie verso i poteri forti le ho denunciate anni fa nello schernimento di molti e nell’apatia di una stampa nazionale che non vedeva quello che vedevamo noi dalla umile Basilicata, mi riferisco al Fatto Quotidiano. Una base grillina, omogenea culturalmente e politicamente non esiste, e questi sono i risultati, i migliori fuori o ai margini dal Movimento, i mediocri eletti.

Non si fa politica, è tutto un reality, selfie su selfie, e l’importante è essere eletti e seguire i suggerimenti di qualche burattinaio nascosto che vuole solo un esercito di utili idioti. La politica diventata puro marketing, si studiano le strategie per prendere consensi non per sconfiggere le lobby, un’esperimento pericoloso come lo hanno definito altri autori.

Giorgio Santoriello di Cova Contro incontra il Ministro Costa

Devo vergognarmi per la superficialità (in realtà omertosa connivenza ) di Di Maio che nel venire a Matera ha esaltato i vantaggi del 5G, ignorando gli allarmi sanitari lanciati da eminenti medici.

Mi vergogno per l’ipocrisia di un premier, Conte, che va in Eritrea ma  invece dovrebbe andare in Nigeria a vedere i danni fatti dall’azienda di stato italiana ENI, azienda che chissà perchè ha incontrato in separata sede prima di incontrare tutte le altre partecipate, incontri a porte chiuse come sempre come la vecchia politica. Mi vergogno per tutti quegli amici attivisti pentastellati che per oltre due anni hanno ignorato le mie osservazioni sugli anomali viaggi di Petrocelli e Cioffi verso l’Azerbaijan, con motivazioni idiote. Mi vergogno di Cillis che ha sostenuto la deroga ministeriale all’utilizzo della cloropicrina sulle fragole lucane. Mi vergogno della Liuzzi che ha abbandonato la questione fusti sotto la Pista Mattei. Mi vergogno dei collaboratori e consulenti dei portavoce eletti senza meriti specifici.
Mi vergogno del tradimento sull’ILVA e sulla TAP. Mi vergogno, da ex militante di destra, di essere di fatto governato da chi ha preso il 17% giurando sul vangelo durante i comizi. Mi vergogno di Rospi che ha auspicato il passaggio di autorità nei controlli ambientali del COVA verso ISPRA esautorando la Regione. Mi vergogno di De Bonis che durante l’ultimo incontro regionale a Matera ha esaltato le estrazioni petrolifere, non parlando di blocco o di conflitti d’interesse, ma utilizzarlo per emettere obbligazioni e permettere con ENI e Total maggiori ricadute fiscali in Basilicata.

Mi vergogno di rimanere in un movimento che non pubblica sul web le proposte di legge della base, o che evita i contraddittori con i cittadini, che strumentalizza la rabbia popolare per puro marketing elettorale. Mi vergogno dell’inconsistenza del Movimento verso l’eolico selvaggio lucano.
Mi vergogno di vedere un finto programma ove gli eletti non hanno vincoli di attuazione del medesimo, e quindi dimissioni a metà legislatura se la metà del programma non venisse attuata, così si prometterebbero anche meno bugie. Mi vergogno di come si è sbandierata la beneficenza, di come è stato usato il microcredito, di come si è ignorato il lavoro di associazioni e comitati. Mi vergogno di essere cittadino di un nazione che teme le penali sulla TAP ma non teme il debito contratto sulla manovra fiscale, che avalla l‘immunità penale sull’ILVA ma teme i risarcimenti verso privati colonizzatori. A questo punto, visto che Conte aveva già ad agosto fatto capire che la TAP era tra i desiderata e che avrebbe appianato le resistenze locali, mi chiedo a questo punto quanti soldi sotto banco siano arrivati dall’Azerbaijan nelle casse di qualche portavoce?
Mi vergogno dell’inconsistenza del Ministero dell’Ambiente che di fatto non serve a nulla, e della sua scarsa pragmaticità, nonchè della risposta della segretaria del ministro Costa che in colloquio privato difendeva le scelte sull’ILVA.
Mi vergogno della poca chiarezza e determinazione sulla TAV, sul tunnel base del Brennero, sulla raffineria di Milazzo, sulle malefatte di ENI e sui conflitti d’interesse dei finti controllori pubblici ambientali e sanitari.
A cosa serve restare nel Movimento o continuare a votarlo se ogni promessa di fatto può essere capovolta in poche ore?
Finta democrazia per finte alternative; fino a quando le poche persone libere e capaci nel Movimento continueranno a parlare e a denunciare senza temere le tagliole delle candidature o le schermaglie dei portavoce? Intanto la vera opposizione ai poteri forti sono quei “quattro comitatini” che ancora resistono.
Laureato in Lettere, attivista amante della Basilicata ma poco dei lucani.

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