venerdì 17 ottobre 2014

PORNODIPENDENZA

Video sempre più hard scaricati a notte fonda, da soli e di nascosto dalla propria partner. Video sempre più lunghi, sempre più estremi e più costosi e più eccitanti, talmente eccitanti da svilire all’improvviso la sessualità reale.
La pornodipendenza è fatta di ore piccole e di sotterfugi, di vergogna e di menzogna, di ossessioni e di compulsioni che, dopo un inizio graduale e asintomatico, possono travolgere intere esistenze.
I pornodipendenti sono uomini e donne, single o sposati, che abusano della pornografia, soprattutto di quella offerta di Internet, sino a compromettere significativamente la propria vita di relazione, i rapporti sociali e la propria posizione professionale. La visione di filmati hard è associata alla masturbazione compulsiva, che diventa la sola possibilità di interrompere (illusoriamente) la prigionia dal porno.
Come accade in altre dipendenze, con o senza droga, il porno-addicted sottostima la portata del problema, si procura dosi sempre maggiori di pornografia (tolleranza) e diventa intollerante, distratto, assente o irascibile quando non può accedere ad internet (astinenza).
Anche se da un punto di vista clinico la pornodipendenza presenta i tratti di un disturbo psicologico, non è stata codificata nella più recente edizione del DSM V, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, riferimento internazionale per l’identificazione, la prevenzione ed il trattamento dei problemi psicologici.
L’esclusione della pornodipendenza dalla “bibbia” della psichiatria è legata alla scarsa letteratura sul tema e agli studi clinici ancora troppo “deboli” statisticamente per accreditare e “certificare” un disturbo che, al di là dei criteri categoriali e quantitativi del DSM, è diffuso ed osservabile sul piano clinico.
Il “pornodipendente” perde il controllo, subisce i propri impulsi, si nasconde, nega la realtà e, come succede in generale nelle dipendenze con o senza droga, può consumarsi per anni in silenzio e in una parvenza di “normalità” che si sgretola solo quando le conseguenze del problema divengono enormi e acquistano le proporzioni della perdita del lavoro, della separazione e, in generale, dell’inadeguatezza esistenziale che, poi, travolge tutto. Amicizie, famiglia, affetti, ogni cosa nella pornodipenza si sfila e si distorce in un sentimento di inutilità che rende il mondo inconsistente e che inficia nel profondo il senso di sé.
L’eccitazione prodotta dall’abuso di video pornografici sembra sollecitare a livello neuro-psicologico il rilascio di ossitocina e vasopressina, adrenali e noradrenalina, ovvero mobilita i centri del piacere. Questo spiega in parte come alcune persone, sia perché “disposte” a sviluppare una qualche dipendenza che perché spinte dal contesto e dall’ambiente, possano scivolare nella dipendenza dalla pornografia.
Di certo, è difficile pensare alla pornodipendenza come un disturbo a se stante, in quanto si presenta associata invariabilmente a depressione, ansia, panico, sentimenti pervasivi di inadeguatezza sociale e sessuale, problemi nella sfera interpersonale, difficoltà affettive, spesso correlate a un’educazione iper-normativa, severa e integralista sul piano morale e/o religioso.

http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2014/09/12/pornodipendenza/?doing_wp_cron


LINK CORRELATI:
http://compressamente.blogspot.com/2014/07/pornografia-in-internet-una-vera-e.html
http://compressamente.blogspot.com/2014/07/danni-della-pornografia-sul-cervello.html

1 commento:

  1. L'ultimo pezzetto lo condivido pienamente , porta depressione , panico , ansia . Un tunnel in cui meglio non avvicinarsi . Poi con la crisi e disoccupazione magari la gente ha piu' tempo ed e' piu' tentata ad avvicinarsi a questo mondo .

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