CREDERE
AL RISCALDAMENTO GLOBALE, OVVERO: COME FARSI PRENDERE PER IL CULO!
In
queste ore stanno circolando in rete degli articoli dal titolo:
Caldo record nel mondo, Nasa: «Nel primo trimestre 2015
temperature mai registrate»
In
allegato all’articolo in questione trovate una mappa delle anomalie termiche
che parla da sola:
___
Ora,
al di là delle stronzate presenti in tale articolo, tutte facilmente smontabili
guardando la realtà dei dati meteo dei mesi scorsi, quel che mi interessa far notare a chi ha voglia di
capirci qualcosa, è che sempre più spesso, negli ultimi anni, la campagna
mediatica a favore del Riscaldamento Globale, fa leva sul fatto che a parlare
di tale fantomatico evento climatico, è niente di meno che la NASA.
Pertanto,
tutti i “deboli di spirito”, ovvero quei laureati che amano prostrarsi ai piedi
della Grande Agenzia Governativa Americana, leggendo un tale titolo lo
condividono amorevolmente prendendo per oro colato tutto ciò che c’è scritto e
senza neanche prendersi la briga di verificare se ciò corrisponde o meno alla
verità.
Certo, tra questi c’è anche chi si ostina a sottolineare che non si deve
criticare il lavoro di scienziati e ricercatori di tutto il mondo se non si è
al loro “pari livello”. Ovvero se non si è laureati in una materia attinente a
tale ambito scientifico e se, soprattutto, non si è autori di libri e articoli
peer-review. Ovvero ancora, per come la capisco io…. “fatti il nome e poi vai a
rubare” (antico detto popolare). Cioè… secondo questo modo “xxxxxx” di pensare,
qualunque cosa dicono gli “esperti” della NASA, va preso per oro colato senza
alcun dubbio.
Beh… permettetemi… ma quando in ballo c’è il futuro di intere
generazioni, io voglio capirci chiaro. Specialmente se ciò che viene detto e
propagandato per “verità assoluta” da lorsignori super-mega-esperti, comporta il pagamento di ingenti
somme di denaro a favore di agenzie di dubbia utilità e di progetti di ricerca il cui
obiettivo è quello di tecniche di controllo climatico onde evitare
spiacevoli conseguenze.
Insomma…
io me ne frego altamente del fatto che non sono laureato. Per me parlano i
dati. E se qualcuno mi dice che 2+2 fa 5 quando a me hanno insegnato che fa 4…
voglio capire perché dovrei cambiare le mie conoscenze.
Nell’articolo ci sono essenzialmente 3 “verità assolute” che nessuno dovrebbe
osare negare (e/o criticare).
La prima “verità assoluta” è che nell’emisfero Boreale, in pieno
inverno, sono state registrate le temperature più alte mai registrate e che di
questo passo il 2015 sarà il nuovo anno più caldo di sempre.
Ne siamo sicuri? Assolutamente no!
Quello che viene sempre mostrato
in questi casi, è il dato relativo alle anomalie termiche. Ovvero la differenza
matematica tra la temperatura registrata OGGI ed un ben determinato PERIODO DI
RIFERIMENTO.
Ora, chiunque sappia fare 2+2, sa benissimo che…. preso per buono il dato
rilevato OGGI, variando il riferimento, varia anche e di conseguenza l’anomalia
risultante. L’attendibilità del risultato sarà quindi vincolata alla bontà del
dato relativo al Periodo di Riferimento. Ed è qui che casca l’asino. Quale periodo di riferimento
va preso? Di sicuro il più esteso e completo possibile… che possa comprendere
sia i periodi freddi che quelli caldi, magari in equal misura. Se infatti prendiamo come riferimento il
Periodo più CALDO di sempre, qualunque valore rilevato che risulti essere, in
termini assoluti, inferire al dato di riferimento, produrrà una anomalia
termina NEGATIVA.
Al contrario, prendendo come riferimento
il Periodo più FREDDO di sempre, l’anomalia termica risultante sarà quasi
certamente POSITIVA… almeno finché le temperature non faranno segnare un nuovo
Periodo FREDDO con valori più bassi del precedente.
Ora,
se guardiamo la mappa di cui sopra, troviamo in alto a destra un valore medio
di +0.84°C
e subito a sinistra il periodo di riferimento sulla base del quale è stata
prodotta tale mappa e calcolato il valore di +0.84°C. Ovvero 1951-1980.

Questo
grafico riporta la temperatura media del nostro pianeta, nel periodo compreso
tra il 1880 e il 2012. La prima cosa che si nota è che non vengono riportate le
anomalie (che da sole non hanno alcun significato reale), ma le temperature
assolute. Cioè, leggendo questo grafico, possiamo notare che tra il periodo più
freddo dei 132 anni considerati, la variazione massima è stata di +1°C. Ovvero che in media c’è
stata una variazione di circa 0,007°C/anno.
In questo grafico notiamo il periodo 1951-1980, è caratterizzato
da una temperatura tutto sommato costante, con qualche sbalzo termico ma niente
di eccezionale. Un periodo che, però, la storia ci ricorda essere uno tra i più freddi
dalla fine del 1800 ad oggi. Ed è proprio questo periodo che viene utilizzato
nella prima immagine come Periodo di Riferimento.
L’allarmistico messaggio che viene propinato a chi prende per oro
colato queste notizie solo perché c’è scritto “NASA”, sta a significare che se
misurassimo la temperatura interna del forno di casa nostra mentre cuciniamo
una bella pizza, e confrontandola con quella del congelatore dove abbiamo
riposto la confezione di gelati, troveremmo un’anomalia fortemente positiva.
Dobbiamo preoccuparci? Il forno sta per esplodere? La pizza si è bruciata? No. Nessun problema….
questo perché… anche la temperatura interna della nostra casa, rispetto a
quella del congelatore, produrrebbe un’anomalia termina fortemente POSITIVA!
Quindi… cosa sta accadendo al
nostro pianeta?
I primi 3 mesi di quest’anno, sono veramente i più caldi di sempre?
NO.
O meglio… non ha alcuna importanza perché
si sta paragonando un periodo notoriamente caldo, quello attuale, posto al
termine di una serie di cicli solari molto forti (a parte l’ultimo che è più
debole del 50% circa rispetto al precedente), con un periodo climatico,
1951-1980, tra i più freddi dell’ultimo secolo almeno. Ha senso postare una
tale anomalia fortemente positiva? Evidentemente NO!
Ma
torniamo al grafico della temperatura media dei 132 anni. Se guardiamo il
periodo incriminato, 1951-1980, e proviamo a calcolare il valore medio,
otteniamo un risultato che più o meno si aggira intorno ai 13.9°C. Un’anomalia
positiva di +0.84 rispetto a questo valore medio, corrisponde a circa 14.74°C.
Se a tale valore togliamo la tolleranza e gli inevitabili errori strumentali,
il valore risultante rientrerebbe perfettamente nella media del periodo che
negli ultimi 18 anni e 4 mesi vede la temperatura media praticamente costante!
Quindi senza alcuna prova di Riscaldamento Globale!
La seconda “verità assoluta” è invece relativa alle temperature
“caldissime” riscontrate in siberia. Temperature talmente alte che il
permafrost si sta sciogliendo e sta diventando una fanghiglia che emette CO2.
Ora… sinceramente non ho idea di quale sia la temperatura necessaria affinché
il permafrost possa sciogliersi, ma mi risulta che la Siberia sia ancora
totalmente coperta dalla neve.
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| Snow Cover del 16 Aprile 2015 |
E
mi risultano temperature ancora abbondantemente sotto lo zero in moltissime
regioni della Russia asiatica.
Mi resta quindi difficile da digerire questa affermazione….
La terza “verità assoluta” è quella relativa alla siccità
della California… evento sicuramente catastrofico per l’economia locale, che
però, a mio avviso, viene fin troppo spesso usato come capro espiatorio per
dimostrare che il Riscaldamento Globale è una verità assoluta…. Insindacabile.
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| Valley of
the Moon Atacama Desert (Cile) |
Questo
splendido paesaggio è relativo al Deserto dell’Atakama, nel nord del Cile. È un
deserto che si affaccia sul mare. Una zona particolarissima nella quale
l’umidità relativa è bassissima a causa delle correnti atmosferiche ed
oceaniche che ne condizionano il percorso. Ma questo deserto esiste da tempo immemore…
e la causa NON È affatto il Riscaldamento Globale.
Quest’altro
splendido paesaggio invece è il Deserto della Namibia, in Africa. Anche questo
si affaccia sull’Oceano Atlantico ed anche questo, come nel caso precedente, è
dovuto alle particolarissime correnti marine e atmosferiche che in questa zona
impediscono alle nuvole di addensarsi e produrre pioggia. Salvo casi
eccezionalmente rari.
Questo
è invece uno dei luoghi più caldi, aridi ed inospitali del nostro pianeta: la
Valle della Morte, in California.
E tale zona è desertica sin da quando gli esploratori iniziarono ad
attraversarla. Non è una “conseguenza” del Riscaldamento Globale.
E
questa, infine, è Las Vegas. Una città, come tantissime altre della parte
Occidentale degli USA, costruita in mezzo al deserto e resa VIVIBILE trasportando
da lontano enormi quantità di acqua. Il problema della siccità, in questa zona
degli Stati Uniti, è nota da diversi secoli… non è una questione “moderna”,
causata dal Riscaldamento globale, ma una conseguenza della siccità ciclica che
si abbatte su queste zone con una cadenza ben precisa…. dovuta anche questa,
come gli esempi precedenti, alle correnti marine e atmosferiche particolari che
si scontrano in questa porzione del mondo.
Dobbiamo preoccuparci?