Coronavirus: contagio indotto
dai media, natura della malattia, imposizioni legislative e limitazione di
tutte le libertà!
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Il
governo dell’uomo.
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La
creazione della realtà della malattia.
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Il
contagio
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Un
punto di vista alternativo con le 5LB.
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L’illusione
dei virus mortali.
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La
paura della pandemia alimenta l’epidemia
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Fattori
concomitanti alla paura.
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La
comprensione della realtà.
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Contenimento
del popolo, non del virus (imposizioni e restrizioni).
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Virus
corona, chakra Corona e la mancata evoluzione dell’uomo.
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Cosa
ci serve ora?
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Concludendo
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Il governo
dell’uomo.
Ne avevo già parlato nel precedente mio post, ma visto che
l’operazione “coronavirus” è piuttosto importante per chi l’ha avviata penso
siano necessarie ulteriori precisazioni per tentare di limitare, seppur
minimamente, l’ignoranza che alimenta la paura che è alla base di ogni
contagio, ma andiamo con ordine.
Il sistema che governa l’uomo ha migliaia di anni, non è un entità definita ma il
modo di agire/gestire dei vari organismi istituzionali, privati(corporazioni,
fondazioni, ecc.) e soprattutto occulti nei confronti delle sue
creature-schiavi(questo siamo); esso conosce bene le dinamiche della salute e
della malattia nell’uomo e nei secoli ha fatto in modo che l’uomo non ne
acquisisse mai la reale conoscenza, e con questo voglio ribadire una
volta per tutte che gli addetti ai
lavori(medici & co.) non vengono formati alla salute, ne gli viene
fatta comprendere la malattia, ma sono
indottrinati alla medicina, alla ricerca meccanica di imperfezioni e al solo blocco allopatico dei sintomi(cura),
la salute per loro è una parola fatta di parametri diagnostici che forniscono
solo un quadretto artefatto ed insignificante dell’organismo multidimensionale
definito uomo.
Il sistema nei secoli ha
sempre usato i suoi, spesso inconsapevoli, untori per far attecchire alla sua
schiavitù la malattia per i suoi biechi fini di cui abbiamo già parlato
altrove(predazione
energetica e controllo totale) ed oggi
la situazione non è affatto cambiata dal medioevo o ancora da prima, sono
cambiati solo gli attori e le modalità, ma il meccanismo d’azione del contagio
è immutato poiché fa parte dell’organismo umano.
La creazione della realtà della malattia.
Il Coronavirus oggi è pericoloso, anche se esisteva già da
prima e prima però non lo era, ma ci dicono che il malefico virus è stato
modificato e poi aiutato a scappare da laboratorio di eccelsa sicurezza e
quindi riteniamo vero che la sua nuova versione sia effettivamente pericolosa,
ma anche senza l'accertata presenza di prove inoppugnabili sulla sua “malvagità”
è stata avviata un’operazione d’ipnosi globale sulla malattia, in verità, come
già detto in precedenza, questo coronavirus non è così pericoloso per
la sua intrinseca dannosità, ancora da dimostrare, ma lo è per ciò che induce,
anche se lui non induce proprio un bel niente, ma chi lo pompa a forza nelle nostre
deboli menti attiva invece delle asfissianti(è proprio il termine attinente al
covid19) e deleterie credenze.
Eppure oramai lo
sappiamo bene che le nostre convinzioni generano la nostra personale realtà, sia
esterna che interna, e chi le altera in qualsiasi modo modifica la nostra realtà attivando cambiamenti al nostro stato psico-fisico(epigenetica docet), ma non
vogliamo(inconsciamente) però avvederci che chi cambia la percezione dell’individuo lo può anche far ammalare, solo
attraverso di essa e nient’altro.
La profonda convinzione-credenza indotta che il
piccolissimo ed innocuo coronavirus(o altri virus è uguale) causi danni nefasti
a tutti è la più gettonata dai media di regime, sottolineata a forza e senza
possibilità di replica dallo stesso governo che con decreto ne ha sancito
l’inequivocabile(?) pericolosità, genera una percezione di elevato e concreto
pericolo.
Lo stato di paura
generato in questa realtà italiana non fa altro che farci reagire(a livello
psico-fisico) come se fossimo sotto attacco, come se un nemico infido e viscido potrebbe
inaspettatamente colpirci con gravi conseguenze e quel che è peggio i rimedi
latitano lasciandoci in balia di eventi imprevedibili, in realtà il peggio è
solo una condizione necessaria ad alimentare maggiormente la paura.
Come già ampiamente disquisito in altri post, lo
stato di paura vissuto induce delle modifiche biologiche di entità
commisurata all’intensità del percepito di ogni individuo, una piccola
paura non restituisce alcun sintomo o lievi sintomi che mai saranno attribuiti
ad essa e analogamente una grande o
grandissima paura farà danni(malattia) seri che però saranno attribuiti alla
mala sorte. D’altronde ci hanno sempre insegnato che la malattia e la salute
sono questioni di (s)fortuna non certo di percezione e noi non potevamo non
credergli.
Il contagio
Arrivati a questo punto si può comprendere bene come quello che noi chiamiamo contagio altro non
è che l’attivazione inconscia dei programmi biologici sensati
speciali(malattie) in maniera del tutto automatica in relazione al percepito
biologico dell’individuo e della sua specie, perché l’uomo a livello
inconscio comunica sempre con i suoi simili in particolar modo con suo
clan(gruppo/famiglia), quindi il singolo viene spesso(non sempre) influenzato
dalla reazione della sua specie-clan.
Pertanto in contrapposizione a chi asserisce che il contagio non esiste e che si tratta dell’intossicazione del corpo per ciò
che mangiamo, respiriamo beviamo ecc., io sostengo che non è così, il contagio è un termine
introdotto ad hoc a sostegno della teoria dei germi e della fabbrica della
malattia e dei farmaci, la malattia invece, anche quella definita infettiva
è la reazione biologica del singolo individuo alle situazioni vissute perlopiù
inconsciamente e quella che stiamo vivendo non è una situazione facile,
reazione che varia in base all’evoluzione e alle conoscenze del soggetto e l’intossicazione del corpo che è presente
in ogni malattia non è la causa di essa, ma la sua conseguenza e non è la
stessa cosa.
Il termine contagio quindi dovrebbe essere sostituito con
quello di “percezione della macchina psico-biologica definita uomo” di tutto
ciò che la circonda.
Un punto di vista alternativo con le 5LB.
Vorrei dare un rapido e semplice sguardo alla polmonite da coronavirus chiamata COVID19 attraverso le informazioni
fornite dalle 5 Leggi Biologiche. Ho già parlato della natura inanimata dei
virus e
che pertanto non possono generare malattia ed ho anche riferito in merito ai microbi corporei che benché vivi non
possono essere additati di alcuna colpa non
essendo loro causa, ma conseguenza della malattia.
La malattia,
qualsiasi malattia, è endogena, essa
si attiva dalla percezione inconscia dell’individuo (vedasi Vaccino
per la paura) quindi un virus o un
batterio esterno nulla può se immesso nei trilioni di cellule umane e relativo
sistema di difesa, tuttavia virus e batteri sono sempre individuati nelle
malattie e gliene diamo la colpa a causa
di un sistema d’indagine completamente capovolto rispetto alla realtà dei
processi corporei. Purtroppo il sistema scientifico d’indagine è
estremamente riduzionista, meccanicista ed allopatico ed è l’unico che viene
insegnato a forza nelle università di medicina e chi lo mette in discussione
anche solo per capirci qualcosa in più viene radiato se gli va bene altrimenti
“sparisce”; la medicina come la fede è pregna di dogmi che bisogna accettare
per cieca fede.
O credi alla
televisione o te ne vai in prigione
La polmonite da
coronavirus è un
processo infiammatorio che comporta un accelerazione dei processi del “sistema
immunitario” e quindi un innalzamento della temperatura corporea, la presenza dei virus indica che i tessuti
interessati sono ectodermici(con febbre alta) e che quindi concernono oltre
alla funzionalità biologica del polmone stesso, cioè la vita, anche la
relazione e/o il territorio(5LB docet).
A livello funzionale il
polmone è l’organo che ci mantiene in vita attraverso il respiro e quando la
nostra vita viene messa in serio pericolo un programma automatico di madre
natura si avvia facendo reagire detto organo per aumentare la sua efficienza
per superare il pericolo di vita, inoltre in questa specifica circostanza(data
la presenza dei virus) sono interessati i tessuti più esterni(ectodermici)
dell’organo la cui funzionalità è di relazioni e/o territorio ed in effetti le
relazioni tra persone, e le questioni territoriali (perdita lavoro, reddito e
le conseguenze del caso) sono particolarmente interessate dall’allarme sociale
indotto col coronavirus.
Il pericolo
principale a cui veniamo esposti e che percepiamo da questa pandemia da covid
19 è quello per la nostra vita(o del nostro clan) esso attiva i tessuti del foglietto embrionale
endodermico(tessuti più antichi a livello ontogenetico) del polmone che è simbolicamente e funzionalmente preposto a tale
funzione. Il processo biologico di ripristino(malattia) del tessuto endodermico
usa microbi vari e di norma non genera virus i quali sono invece generati dai
tessuti ectodermici dello stesso organo, tuttavia nella situazione contingente
del coronavirus le percezioni di pericolo sono molteplici e pertanto in minima
parte vengono interessati anche i
tessuti ectodermici la cui alterazione-ripristino(malattia) genera virus
riscontrabili nei tamponi/analisi quindi condannati senza processo come
colpevoli della malattia.
Quindi per
riassumere si percepisce un pericolo di vita, un pericolo seppur minore nelle
relazioni e territorio, reagisce il polmone con i suoi tessuti principali(endodermici) per
farci sopravvivere e anche quelli adibiti alla relazione-territorio (quelli più
esterni) che comportano la produzione endogena durante la malattia(ripristino
della normalità) ed ecco che nelle analisi troviamo il chimerico coronavirus,
che è sempre esistito, ed è subito COVID19:
Malattia anche indotta dalla asfissiante paura di morire(e di relazione e
territorio) inculcata a forza dai media e confermata con decreti e leggi dai
governi gli odierni untori del sistema bestia che ci opprime in ogni maniera.
L’illusione dei virus mortali.
Prima di chiudere il discorso virus-malattia vorrei fare
una considerazione inconsueta all’attuale paradigma mentale: i virus sono
particelle-frammenti senza vita di materiale organico mentre i batteri, funghi e microbi vari sono
invece dei microorganismi viventi di cui il
nostro corpo è pieno, ce ne sono addirittura 10 volte di più delle cellule
dei nostri tessuti ed interagiscono con il nostro organismo costantemente
per garantirci la vita.
Oggigiorno ci
vendono flacconi con miliardi e miliardi di questi microbi(intestinali) vivi
che ci consentono, almeno per un giorno, di sentirci meglio, ma ne dobbiamo
ingerire davvero diversi miliardi e tutti vivi per stare bene appena una
giornata; questo ci viene detto da sempre e noi appuriamo che i risultati ci
sono quasi sempre; non teniamo conto però che di virus morti presumibilmente ne potremmo ingerire molte migliaia ogni giorno e che nonostante il
loro numero insignificante, se paragonato ai 70-100 trilioni di cellule umane e
relativo sistema di difesa, questo ci arrecherebbe molto, ma molto male,
addirittura ci potrebbe condurre alla morte. Virus che ci dicono si
replicherebbero nelle nostre cellule e noi, chiaramente all’oscuro di tutto,
gli crediamo, ma senza ragionarci su.
Oramai parte della
comunità scientifica e medica, in particolare i biologi, si sta ribellando alle informazioni fasulle
insegnategli a forza e senza diritto di replica e stanno appurando la vera natura dei virus, particelle organiche
senza vita, avvedendosi che essi non si replicano, ma vengono generati dal
corpo durante la normale malattia. Un normale processo biologico che una volta
compreso può essere aiutato a giungere al suo compimento senza grandi
tribolazioni e con un senso più profondo di ciò che accade dentro di noi. E noi
vorremmo ucciderli? Probabilmente nel tentativo di uccidere chi è già morto
riusciremo ad ucciderci da soli.
Dimenticavo di precisare che tutte le immagini che ci vengono
mostrate raffiguranti virus sono false, artefatte o deliberatamente create per
mostrarci un organismo che in realtà non è tale e mantenere in piedi la
farsa in argomento; comprendo che questo desti sconcerto, ma non è certo la
cosa peggiore che mamma sanità è abituata a fare(fonte).
Ma ci rendiamo conto di questa assurdità? I virus, pochi e
morti, che non possono auto replicarsi e che ci uccidono?
Insomma ci servono tanti miliardi di batteri per una sola
giornata di benessere e basterebbero migliaia di virus, morti, per farci stare
male per molto o addirittura ucciderci? A questo sono riusciti a farci credere?
La paura della pandemia alimenta l’epidemia.
La paura della pandemia alimenta quindi l’epidemia… pertanto
in tutti quelli che “muoiono” di paura al termine dell’emergenza (percezione di
pericolo) ci sarà la malattia(coronavirus positivi) e quasi certamente sarà
interessato proprio il polmone che ha reagito alla paura di morire o di perdere
il territorio(ciò che è fondamentale nella vita).
Chi ci inculca la
paura e ci ingenera la malattia,
sono gli stessi che
poi si prodigano per la nostra cura
Fattori concomitanti alla paura.