mercoledì 21 novembre 2018

Vaccinazione obbligatoria? La sperimentazione umana che viola il Codice di Norimberga

Vaccini: la sperimentazione umana che viola il Consenso Informato

Vaccinazione obbligatoria? La  sperimentazione umana  che viola il Codice di Norimberga

ESENZIONI? LO STOP DALL’AMERICA INIZIA AD ARRIVARE ANCHE IN ITALIA

a cura di Vacciniinforma

“Se le persone lasciano che il governo decida quali cibi mangiare e quali medicine assumere, i loro corpi saranno presto in uno stato tanto dispiaciuto quanto lo sono le anime di coloro che vivono sotto la tirannia.”  - Thomas Jefferson

Come ben sapete, Vacciniinforma segue da anni la situazione della “SB277”  e continuerà a farlo perchè è di vitale importanza che si sappia cosa accade in America. Continueremo a seguire ogni intervento e sopratutto sperare che tutto questo si ridimensioni perchè le famiglie sono molto stanche. Continuano i gravi e devastanti effetti avversi delle vaccinazioni, continuano i decessi .
La situazione è oramai ingestibile e vorremo ricordare come siano stati violati tutti i codici di fondamentali (la convezione di Oviedo la ricordate?) e sacrosanto diritto dell’uomo; uno di questi è il CODICE DI NORIMBERGA.
Il Codice di Norimberga è la prima pietra miliare nel campo della bioetica della sperimentazione umana. E’ stato redatto nel 1947 in seguito alla sentenza che il Tribunale Internazionale ha emesso in quella città al termine del processo contro i medici nazisti che avevano eseguito criminali esperimenti nei campi di sterminio su prigionieri di guerra ed anche bambini. La sua importanza risiede nel fatto che per la prima volta viene introdotto il concetto del consenso informato di un soggetto a partecipare ad uno studio clinico dopo avere ricevuto informazioni circostanziate sugli scopi, le modalità di esecuzione dello stesso e sui possibili rischi inerenti alla partecipazione”
Ma il CODICE DI NORIMBERGA non è l’unico “accordo bioetico” (definiamolo così) a non essere stato rispettato. Troviamo anche la Dichiarazione di Helsinki , ovvero il documento deontologico sulla sperimentazione clinica stilato dalla World Medicai Associallon (WMA) [Associazione Medica Mondiale] in occasione della 18°assemblea tenutasi ad Helsinki nel 1964. In questo documento vengono enunciati i principi fondamentali cui si deve ispirare la . In primo luogo viene affermato che lo scopo del medico è la salute del paziente, la sperimentazione sull’uomo viene considerata come il mezzo per lo sviluppo della medicina, si afferma che nel corso di questa attività devono essere prese tutte le precauzioni per evitare danni all’ambiente e preservare il benessere degli animali utilizzati nelle ricerche e che deve essere effettuata una attenta valutazione del rapporto rischi/benefici. Viene ribadita, inoltre, l’importanza del consenso informato.

VI RICORDA QUALCOSA? A NOI, TUTTO CIO’ CHE IL GOVERNO MONDIALE NON RISPETTA.
Infatti noi tutti ci troviamo sul precipizio della tirannia medica e abbiamo degli organi di controllo che impongono con la forza ciò che loro chiamano “salute”. L’organo governativo di cui parliamo è il CDC. E’ criminale imporre una obbligatorietà non rispettando la volontà dei pazienti .
In Italia ad esempio la scelta governativa si basa sulle “presunte epidemie”. Nate quelle, la obbligatorietà per tutti sarà giustificata ampliamente e il DDL770 rappresenta tutto ciò senza colpo ferire.

Un CRIMINE , non c’è nulla altro da aggiungere. Quando un governo si assume l’onere di imporre ai propri cittadini un trattamento sanitario, senza rispettare soggetto per soggetto e la loro situazione medica, il consenso informato e la inviolablità dei pazienti, significa che commette degli abusi e tutti dovrebbero denunciarlo. I medici coscenziosi oggi cercano di aiutare i loro pazienti battendosi per le esenzioni ma anche qui, il governo ha detto “STOP”.
a Sacramento, CA – Il dott. Richard Pan, pediatra e senatore dello Stato che rappresenta l’area di Sacramento, è co-autore di un commento pubblicato (fine ottobre 2018) su Pediatrics,  giornale dell’American Academy of Pediatrics insieme a Dorit Rubinstein Reiss, un professore di giurisprudenza di UC Hastings.  La SB277 nel 2015 ha sottoposto persino le esenzioni ad un veto impercettibile all’inizioSB277 ha dimostrato di essere un grande successo, con forti aumenti nei tassi di vaccinazione visti in primis negli asili. Per l’anno scolastico 2014-201 ad esempio  -quando si è verificata l’epidemia di morbillo di Disneyland – il tasso di vaccinazione era solo del 90,4%, 2  , al di sotto del 94%. Dopo il passaggio di SB277, il tasso di vaccinazione per l’anno scolastico 2015-2016 è salito al 92,6%, 2  e dopo l’effettiva implementazione di SB277 nel 2016, il tasso di vaccinazione completa nelle scuole materne è salito al> 95% negli ultimi 2 anni scolastici. 3
“La concessione di esenzioni mediche è una funzione amministrativa, di salute pubblica che lo stato ha scelto di delegare ai medici, tuttavia la pratica di concedere esenzioni non è la pratica della medicina – non esiste trattamento o diagnosi di malattia”, ha detto il dott. Richard Pan .
“Dal momento che lo stato delega questa autorità di salute pubblica ai medici, lo stato dovrebbe anche essere in grado di revocare le esenzioni mediche precedentemente concesse che si basano sull’abuso dell’autorità”.

TUTTO DIVENTA RETROATTIVO INSOMMA, PERFINO IN ITALIA LA SB277 NON SI E’ FATTA ATTENDERE E LE ESENZIONI NON VENGONO ACCETTATE DALLE STRUTTURE IDONEE.
A proposito di questioni etiche sollevate, di seguito un video che  discute l’attuazione della SB277 in California. L’attenzione qui è rivolta alle preoccupazioni di questi genitori  consapevoli della dannosità e effetti avversi dei vaccini  e di come il governo mondiale guadagni su tutto ciò.

I vaccini hanno dimostrato scientificamente di avere effetti collaterali che vanno da lievi a catastrofici. Questi possono includere qualsiasi cosa, da lieve eruzione cutanea, un sistema immunitario compromesso, sterilità, disfunzione cognitiva (danno cerebrale), paralisi, cancro, morte e molti altri problemi “provati” non menzionati qui.
Ci viene costantemente detto dal personale sanitario che la possibilità di danno da vaccino sia “meno di uno su un milione”, tuttavia le statistiche dimostrano continuamente che si tratta di un numero totalmente errato e ampiamente sottovalutato volutamente .

Anche se i casi riportati sono ben al di sopra della citazione ridicola di cui sopra, dobbiamo anche considerare che lo stesso CDC afferma che solo l’ 1 – 10% degli eventi avversi da vaccino sono segnalati come tali, rendendo possibili così dei dati sottostimati per  il Vaccine Adverse Event Reporting System ( VAERS ). Il National Vaccine Information Center ( NVIC ) afferma che le modifiche proposte limitano le segnalazioni di reazione ai vaccini , rendendo ancor più difficili da tracciare o compensare (intenzionalmente) tali incidenze sul danno .
Ora consideriamo che il tribunale dei vacciniVICP ) in un paese come l’America abbia già pagato ben oltre 3 miliardi di dollari di indennizzi, quanto può essere “RARO” il danno vaccinale? A noi piace guardare i fatti ed i numeri rppresentano i fatti.

Circa trentamila ( 30.000 ) rapporti VAERS sono archiviati ogni anno, e ancora una volta il CDC afferma che solo il 10%  dei casi reali viene  segnalato.
“Con i numerosi effetti collaterali provati e NESSUNA efficacia comprovata , nessun organo di stato può  avere alcuna pretesa scientifica”, queste le parole del Dr. Russell Blaylock , il quale collega l’industria del vaccino  alle violazioni del Codice di Norimberga . 

NOI NON DIMENTICHIAMO
I processi di Norimberga in cui 23 imputati (tutti medici) sono stati accusati di essere coinvolti negli orrori della sperimentazione, delle procedure naziste senza il consenso delle povere vittime

Nature contro l’obbligo vaccinale: non serve a placare gli allarmi sulla sicurezza dei vaccini.

 Nature contro l’obbligo vaccinale: non serve a placare gli allarmi sulla sicurezza dei vaccini.
Nature, una tra le più prestigiose riviste scientifiche al mondo, esprimendosi riguardo alle recenti imposizioni in tema di vaccinazioni in Francia non ne ha screditato l’uso, chiaramente non si poteva di certo opporre ai “mostri” che li gestiscono e che tirano le redini dell’intero pianeta, tuttavia si è espressa contro la loro obbligatorietà, affermando che non si dovrebbero impedire valutazioni attente e ponderate sulle criticità degli stessi attraverso appunto imposizioni legislative peraltro riduzionistiche.

In sostanza, riferendosi alla recente legge francese(2018) che impone anche lì 11 vaccini obbligatori ed il divieto d’accesso a tutte le scuole ai non vaccinati, ne sostiene appieno il loro uso, ma ne scredita però l’imposizione immotivata per aumentarne la diffusione in quanto che ciò potrebbe creare addirittura una risposta contraria ed alimentare ulteriormente l’allarme sulla loro tossicità.
Per Nature l’obbligo vaccinale non è un’azione efficace per contrastare le informazioni allarmistiche sulla sicurezza dei vaccini, poiché chiaramente l’imposizione non dimostra un bel niente, pertanto una risposta più adeguata sarebbe quella del confronto scientifico con gli addetti al settore per dare dimostrazione dell’innocuità dei vaccini, una tra le più importanti responsabilità di uno stato.
L’imposizione rischia di far aumentare la diffidenza dei cittadini verso questa pratica sanitaria che desta molta perplessità lo Stato pertanto dovrebbe impegnarsi a dimostrare, diffondere e sostenere le prove-dimostrazioni della non tossicità delle vaccinazioni.

Ma sappiamo bene che questo non avverrà mai poiché i vaccini sono estremamente tossici, specie se combinati tra loro o iniettati simultaneamente, come ben dichiarato nei relativi foglietti illustrativi(bugiardini) stracolmi di effetti collaterali gravi e gravissimi, quindi, come sempre, l’obbligatorietà rimarrà e la tossicità dei vaccini non sarà smentita.

Noi in Italia le sappiamo ormai da tempo queste cose eppure pare che sia più “facile” subire che reagire, rischiare il poco(lavoro-soldi-scuola) per il tutto(libertà, dignità personale e salute dei figli), anche perchè ci sono i nostri fidati "rappresentanti" a fare le nostre veci, i nostri interessi a tutelare la nostra libertà e la nostra salute. O no?
Marcello Salas

L’articolo di riferimento per questa notizia lo trovate qui:

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Visto su: Corrado Penna G+
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domenica 18 novembre 2018

La Follia come mezzo di Cambiamento

La Follia come mezzo di Cambiamento

di Vincenzo Bilotta
Quante volte avreste voluto cambiare e non ci siete mai riusciti per diverse paure? Paura del giudizio, paura del cambiamento stesso, paura del futuro, di scontentare qualcuno…
Alcune volte vi sarà capitato che, mentre confidavate un vostro progetto futuro ad un conoscente, egli vi abbia preso per folli dicendovi frasi del tipo: “ma chi te lo fa fare?”, “sei impazzito?”, “cosa penseranno gli altri?”, “e se non dovesse riuscire?”.
In questi casi, se non eravate pronti, sicuramente sarete tornati sui vostri passi, avrete avuto ancor più paura perché avrete sommato alle vostre le altrui paure e, in conclusione, non avrete mosso un passo in direzione dei vostri progetti futuri, volti alla realizzazione della Vita dei vostri sogni.
Insomma, spesso si rinuncia a vivere perché si è troppo poco centrati, per riuscire in un’impresa senza chiedere consiglio agli altri. Così facendo, però, si vivrà sempre in uno stato di dipendenza dai pareri altrui e solo se gli altri saranno d’accordo a maggioranza sulle vostre decisioni, allora sì, sarete sicuri di far bene… Ma far bene cosa, poi? In questi casi, mi sa, che più che al bene vostro e alla realizzazione dei vostri sogni, tenderete al bene e alla realizzazione dei sogni della maggioranza dell’assemblea giudicante la vostra Vita!
E siccome non dovete approvare un bilancio di una società ma si tratta, invece, di decidere della vostra Vita, allora è meglio che lasciate stare i pareri altrui perché, per quanto razionali possano sembrarvi all’apparenza, essi, in realtà, nascondono dietro tutte le paure congelate del soggetto di turno, al quale avrete chiesto consiglio in merito ad una scelta che voi dovreste fare.
Pensate sia bello dipendere dagli altri per prendere delle decisioni che cambieranno la vostra Vita? Questa non è sicuramente evoluzione né crescita, sia spirituale che materiale. LA VERA RICCHEZZA CONSISTE NELLO SPERIMENTARE LA VITA ASSUMENDOSENE LA RESPONSABILITA’ AL 100%.
Spesso, quando farete di testa vostra (finalmente!), senza più chiedere consiglio a nessuno, sarete presi per folli, per delle persone che non sanno stare in società (composta in gran parte da pecore alla moda). Tuttavia, se sarete disposti ad essere presi per folli, avrete da subito diversi vantaggi: per prima cosa prenderete in mano le redini della vostra Vita e ne diventerete, finalmente, padroni assoluti, poi, smetterete di farvi influenzare dagli altrui pareri, pur continuando ad ascoltarli e tenendoli in considerazione quando validi (non dovete per forza fare il contrario di quanto vi consigliano, se ciò va a vostro vantaggio).

Imparate ad assumervi la responsabilità delle vostre scelte, della vostra Vita. Così facendo diventerete padroni del vostro destino senza agire in compartecipazione con nessun altro. Per diventare creatori della propria realtà futura, bisogna prima diventare folli, uscire dagli schemi e smettere di credere a quello in cui crede la maggior parte delle persone.
I risultati standard sono per le persone mediocri che non osano. L’eccellenza, in tutti i campi, la raggiunge chi ha il coraggio di osare risultando, per ciò stesso, folle, diverso, strano e chi più ne ha, più ne metta!
Andate oltre, diventate pazzi, rischiate l’isolamento, il giudizio, ma vivete da persone libere!
Articolo di Vincenzo Bilotta


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I “Guerrieri dell’Arcobaleno”

I “Guerrieri dell’Arcobaleno”

di Enzo Braschi
Mentre la Terra muore al vecchio… sta nascendo… una nuova tribù di tutti i colori. Questa tribù si chiama “I Guerrieri dell’Arcobaleno” e mette la sua fede nelle azioni, non nelle parole. (Profezia dei Nativi Americani Hopi).
Non so quanti di noi siano Guerrieri dell’Arcobaleno. So comunque che ce ne sono già tanti in ogni luogo della Terra e che il loro numero sta crescendo sempre di più.
Volerlo essere è facile: basta amare e rispettare la Creazione. Volerlo essere è difficile: si deve infatti prima di tutto imparare a disimparare molto del tanto che ci è stato insegnato e che ci ha allontanati dalla Creazione stessa.

Ci può volere davvero tanto tempo, costanza, amore e pazienza soprattutto verso noi stessi, che diventiamo i bambini a cui dobbiamo insegnare tutto da capo. Spesso sbaglieremo ancora, spesso riterremo di essere sulla strada buona e ci accorgeremo un attimo dopo di essere ancora una volta vittime di antichi pregiudizi, stupidi luoghi comuni, modi di pensare che non ci appartengono.
Le vecchie abitudini torneranno ad avere il sopravvento: è facile non poter fare a meno, alla fine, del nostro persecutore; è difficile lasciarsi andare alle passioni laddove esse servano a condurci solo ad innamorarci della perfezione.
Se ci si lascerà piegare come una pianta di bambù ma si saprà resistere, se non ci si schianterà come una quercia che con arroganza pensa di essere incrollabile, si sarà già percorso un buon tratto di strada.
A quel punto si potrà continuare a voler essere un Guerriero dell’Arcobaleno. Si sarà ancora vulnerabili ma incredibilmente più forti che in passato, penseremo. E invece sarà anche più duro di com’era prima di imbarcarsi in quest’impresa. Perché ci si sentirà soli… ed è terribile scoprire di essere soli in mezzo a una miriade di esseri umani uguali a noi.

Si avranno da dire e da fare tante cose e ci si accorgerà di non trovare orecchie disposte ad ascoltare, e non si saprà da dove cominciare per cambiare davvero le cose. Credo inoltre che nessuno dovrebbe mai assumersi il ruolo di “insegnante” di nessun altro. Pensare di essere un maestro ritengo sia peccato molto grave. Con tutta la buona fede che si può avere, pare presuntuoso assumersi tale compito.
Sarebbe oltremodo giusto che ognuno arrivasse a costruirsi il suo mondo con le sue stesse mani. Ma non sempre è così, o quantomeno, a volte sembra opportuno il voler tentare di accorciare le distanze, soprattutto quando si avverte che i tempi lo esigono.
Così si deve provare a condividere con gli altri quello che si sente, che si sa, che si ritiene buono, e aspettare con pazienza di vedere germogliare i nostri semi, sempre che i semi siano quelli di una buona pianta. Può funzionare, così come può risultare sforzo vano, sciocco e inutile.
Si sarà dunque soli, si sarà perduta la vecchia strada fatta di vuote certezze, ma pur sempre la strada che la maggioranza della gente percorre da sempre; si sarà sbigottiti, confusi, così confusi dal giungere alla conclusione di avere sbagliato a lasciar andare tutto per… per cosa poi? Per niente…

Quello sarà davvero il momento più cattivo: il baratro che ci si aprirà dinanzi e alle spalle. Ci si scoprirà in bilico su un sostegno fragilissimo: in qualunque direzione ci si volterà non si vedrà altro che una spessa coltre di nebbia. Sotto di noi sarà il precipizio nel quale si potrebbe scivolare senza mai arrivare a toccare il fondo. Sopra, di contro, sarà l’assenza di una voce, di un segno che ci indichi che cosa fare.
Si dovrà andare avanti. Letteralmente. Basterà trovare appena quel poco di coraggio necessario ad allungare un piede sul niente e camminare: prima un piede, poi l’altro, e poi un altro ancora…

Quello che ci era parso il vuoto più opprimente ci sosterrà, essendo ciò che facciamo il più solido dei fondamenti. Potremmo sentirci forse ancora soli, voltare le spalle e vedere le cose a noi familiari sfumare a poco a poco, insieme alla moltitudine delle facce di chi ci è stato compagno di viaggio per tutto quel tempo che non tornerà mai più; sentire freddo, provare terrore per la buia oscurità che ci si parerà dinanzi e che dovremo attraversare.
A quel punto del nostro percorso, però, si accenderà una luce; la strada si farà più ampia e sicura e voltandoci un’ultima volta vedremo altri seguirci… non perché presuntuosamente noi saremo stati loro d’esempio. D’esempio lo si deve essere prima di tutto per noi stessi. Semplicemente perché altri cominceranno a non avere più paura, o saranno affascinati dalla paura o con essa intenderanno cimentarsi.

Non è importante capire perché a volte si facciano certe cose. È importante comprendere quando è tempo di farle. E questo è il tempo… e bisogna avere fretta di farle, queste cose, se non si vuole rimanere per sempre indietro.
Articolo di Enzo Braschi

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LA MALATTIA NASCE DAL MODO IN CUI VIVI LA TUA VITA

LA MALATTIA NASCE DAL MODO IN CUI VIVI LA TUA VITA

La felicità è la natura dell’uomo. Non devi preoccuparti affatto di essa, perché esiste già nel tuo cuore – devi solo smettere d'essere infelice, devi fermare il meccanismo che opera per creare infelicità.

Eppure nessuno sembra pronto a farlo. La gente afferma: “Voglio essere felice”. Ma questo è come se dicessi: “Voglio essere sano” – e intanto ti attacchi alla malattia e non permetti che se ne vada.
Se il dottore prescrive una medicina, tu la butti via; non segui mai le prescrizioni. Non vai mai a fare una passeggiata al mattino, non vai mai a nuotare o a correre sulla spiaggia; non fai mai esercizio. Mangi in modo ossessivo, distruggi la tua salute – e poi continui a chiedere dove puoi trovare la salute. Non cambi il meccanismo che crea la malattia.

La salute non è qualcosa che si può trovare da qualche parte, non è un oggetto.

La salute è un modo completamente diverso di vivere.
È il modo in cui vivi che crea la malattia, è il modo in cui vivi che crea l’infelicità.
Ad esempio, qualcuno viene da me e sostiene di voler essere felice, ma di non essere capace di smettere d'essere geloso. Ma se non smetti d'essere geloso, l’amore non crescerà mai: le erbacce della gelosia distruggeranno le rose dell’amore. E se l’amore non cresce, non potrai essere felice. Chi può essere felice se l’amore non cresce? Se quella rosa non sboccia in te, se quella fragranza non viene espressa, non puoi essere felice.

La gente vuole essere felice, ma non è possibile raggiungere la felicità solo desiderandola. Desiderare non è sufficiente. Devi osservare il fenomeno della tua infelicità, devi osservare come la crei – come sei riuscito a diventare infelice, come continui a essere infelice ogni giorno: qual è la tua tecnica?

La felicità è un fenomeno naturale – perché qualcuno sia felice non è necessaria alcuna particolare abilità o competenza.

Gli animali sono felici e così anche gli alberi. Tutta l’esistenza è felice, a eccezione dell’uomo. Solo l’uomo è così bravo da riuscire a creare infelicità – nessun altro sembra essere così capace. Essere felici è un fenomeno semplice, innocente – nulla di cui vantarsi. Al contrario, quando sei infelice, stai facendo grandi cose: è veramente difficile.
The Path of Paradox, Vol. 2, #6 Osho
http://divinetools-raja.blogspot.it/ La Via del Ritorno... a Casa

La ragione bio-logica delle belle ragazze di oggi.

Ragazze belle

Perla saggia:
Gli animali si nutrono, l'uomo mangia,
e solo l'uomo intelligente sa mangiare.
Anthelme Brillant Savarin
Questo breve articolo non ha molto da dire. Lo sto scrivendo a bordo di un FrecciaBianca diretto a Milano ed è un articolo sulla bellezza delle ragazze e sulle ragioni per cui oggi è difficile trovarne di francamente brutte o comunque esteticamente sgradevoli.
Può sembrare un discorso da vecchio maiale quasi-sessantenne, ma non è così.

C'è una ragione biologica ben precisa per la quale oggi le ragazze sono così belle.
Mancano i conquistatori, i corteggiatori, gli uomini da donna, i maschi che cantano sottovoce qualcosa all'orecchio di lei, quegli uomini che "incantonano" la femmina e la "prendono" e non sono solo io a dirlo, sono le donne stesse.

Non sto ad indagare sulle ragioni del perché mancano i corteggiatori. Scie chimiche, glifosato, uova estrogeniche, pollo e carni agli ormoni, ipercompetitività, microonde telefoniche stritolacoglioni, donne iperaggressive, società cerebrale, permalosità alle avances, consenso informato alla pratica sessuale o al semplice corteggiamento? Chi lo sa?
Sta di fatto che la omosessualità maschile è un fenomeno dilagante e non sono qui a dire se sia giusto o sbagliato, non mi interessa.
Quello che mi interessa è cercare di illustrare il perché le ragazze oggi sono così belle ed è una ragione lapalissiana. "Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto".

Entra in gioco un particolare effetto studiato da molte persone al mondo, il Progetto Senso, un sentito "intraspecie" che suggerisce alle nuove femmine caratteristiche estetico-comportamentali tal per cui il divenire l'obiettivo del maschio sia più facile.
Ciò potrebbe spiegare le ragioni per cui le femmine, oggi, siano più aggressive anche dal punto di vista sessuale.
D'altra parte la biologia vuole, pretende la sua parte, e quella che conta di più in assoluto è la prosecuzione della specie in generale e della vita in assoluto.

La femmina è, biologicamente, l'individuo che ha l'ultima parola su tutta la catena opportunità sessualeconsensoapproccio sessualeaccoppiamentogestazionenascitaimprintingcrescita.
Come noto, in Natura nulla si spreca e nulla si risparmia e per ottenere il meglio occorre che il meglio venga messo in campo. Una donna bella, sana, energeticamente nel pieno delle sue dotazioni, non può perdere molto tempo ad attendere che un buon maschio offra quanto di meglio ha da dare. Se lui non si approccia, occorre far si che sia attirato e spronato a farlo.
Da qui le arti attive e passive dell'attrazione sessuale. La bellezza, l'appetitosità e i profumi naturali (feromoni) fanno parte delle arti passive, ma certo non meno efficaci di quelle attive. Queste sono l'aggressività, le richieste dirette.
Se un tempo la femmina non si sarebbe mai azzardata a chiedere esplicitamente, perché il maschio le stava addosso, oggi la figura maschile è "addormentata" e lei cerca di svegliarla a costo di essere pedante o "maschile".

Attenzione! Quanto ho scritto sembra svilire i concetti di amore e tenerezza, complicità e rispetto, condivisione e collaborazione, ma questi sono concetti mentali, spesso sopravvalutati o comunque messi troppo spesso in primo piano rispetto alla sfera animale alla quale, pur bestiale, non è possibile rinunciare.
Quando la bestia sta rischiando di morire, l'unica cosa che le rimane da fare è sovvertire il suo comportamento e le sue dotazioni standard per tentare di sopravvivere.
Come noto, nella formazione di una coppia uomo-donna è necessario che si formi prima la coppia maschio-femmina. Sono ormoni, profumi, energie che si scambiano ancor prima che tra i due scattino quelle sensazioni mentali di cui sopra. E c'è una precisa ragione per cui ciò avviene.
Ognuno di noi, maschio o femmina, è unico ed emette codici sessuali unici. Ma riceve anche tanti codici sessuali e solo per pochi di essi si hanno le password di accesso/attivazione. Quando chiave e serratura si accoppiano, scatta quello che chiamiamo infatuazione, amore, desiderio, bramosia, etc. È in quei momenti che non si capisce nulla, che si perde il controllo, che si è attratti diabolicamente dall'altro ed è giusto che sia così. La mente viene messa da parte e si entra nella beatitudine dell'incoscienza, dei sensi, del sesso più bello, appagante, ma...
...c'è un ma.
Non si può rimanere in quello stato per troppo tempo, altrimenti ci si trasforma in prede, attaccabili, vulnerabili. Deve tornare il controllo della situazione. Negli animali tutto è demandato alla rapidità dell'atto, per cui tutto si circoscrive a quel minuto o due di rapporto.
Nell'uomo torna in campo la mente sotto forma di coccole vigili, di tenerezze accorte, di amore conscio.
Che bello aver scritto tutto questo; poca roba d'accordo, ma affascinante.
Ah, visto che siamo in tema di femmine e maschi, credo di aver capito il perché una donna talvolta nasconde il seno ed altre volte lo mostra decisamente.
Le mammelle sono l'immagine stessa della femmina, ma non l'unica immagine della donna. La donna è ben di più della sola femmina e talora vuole ben scindere la femmina in se' dalla donna in se'. Quando non vuole che si confonda la femmina con la donna, copre il suo seno. E' come se dicesse "Guardami come donna, come essere pensante razionale, io non sono solo emozione, sono anche un cervello sofisticato e generoso. Rispettami come se fossi un uomo!"
Quando vuole che si capisca bene la sua natura femminile - e vuole che lo capisca chi lei ha scelto - allora mostra il seno o ne sottolinea le forme. La ragione lascia spazio all'istinto.
Opere d'arte che viaggiano in questo mondo, le ragazze.
Solo pochi occhi sanno cogliere la ragione di tanta speranzosa bellezza.

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