martedì 10 ottobre 2017

Perchè deridere i complottisti con una canzone??

Perchè deridere i complottisti con una canzone??

"Canto e non faccio politica ma rido dei complottisti” (Francesco Gabbani)
Dopo aver accettato il brano portato alla vittoria del Festival di Sanremo, una canzone che contornata da un buffo balletto scimmiottava le varie culture orientali, ci chiediamo: Perchè ridere dei complottisti?
Nella pagina controinformo.info ci viene spiegato il metodo per gettare nel ridicolo mediante una tecnica che consiste nello screditare una tesi attraverso una scorretta analogia.
Lo schema adottato dall’interlocutore, in questo caso, è il seguente:

1. Il soggetto A (“teorico del complotto”) sostiene la tesi X (“teoria del complotto”);
2. Il soggetto A (“teorico del complotto”) sostiene la tesi Y (“teoria del complotto”);
3. La tesi X (“teoria del complotto”), con molte probabilità, rientra nella categoria delle bufale;
4. Anche la tesi Y (“teoria del complotto”) deve per forza essere una bufala.

La tecnica di argomentazione appena esposta è definita “sofisma” e consiste in un ragionamento corretto solo all’apparenza.
Dopo un’attenta analisi, infatti, ci si accorge che, in realtà, si tratta di un dispositivo retorico atto a scardinare proprio le difese della logica.

Il fatto che noi tutti siamo portati a ragionare in base a sofismi e preconcetti involontari e spontanei realizzati inconsciamente dal nostro cervello, non li rende certo veri, anzi, l’utilizzo abituale di queste espressioni ci dà la misura di quanto sia facile abituarsi a ragionare in modo distorto.
Se, ai sofismi, si aggiungono inutili giri di parole e frasi che si contraddicono l’una con l’altra, ci troviamo di fronte a vere e proprie “armi di distrazione di massa“, abbiamo a che fare con la disinformazione allo stato puro.

Stavolta il tema centrale di “Pachidermi e Pappagalli” è quello del complottismo. Gabbani prova a raccontare con la sua immancabile ironia il bisogno dell’uomo di avere sempre una teoria su tutto. E spesso pur di darsi delle risposte fugge dalla realtà aggrappandosi a verità fantasiose trovate sul web o a presunte cospirazioni e complotti. Nel brano quando si parla di fuga, si fa riferimento ai luoghi comuni. Al fuggire da una determinata tipologia di cultura per poter tentare di essere anticonformisti ma che in realtà ci porta ad un conformismo maggiore.

Una canzone cantata con atmosfera allegra alla portata di tutti, ma soprattutto destinata ai più giovani che rappresentano la maggioranza degli utenti dei vari social.
Quindi trattare con la musica questo argomento particolari, (alcuni sostengono che la canzone affronti temi seri e discorsi banali privi di senso) significa rappresenta uno dei tanti metodi per cercare di spostare gli equilibri tra chi si fa influenzare da tutte le bufale presenti online e chi ritiene oggetto di sospetto ogni verità ufficiale decretata dalle istituzioni.

Diventa pertanto sempre più precario l'equilibrio tra informazione e disinformazione, tra la verità e la presunta tale!
Articoli correlati presenti nel blog: 

Di cosa parla Occidentali's Karma? cerchionelgrano.blogspot.it

Fonte: http://cerchionelgrano.blogspot.it/2017/10/perche-deridere-i-complottisti-con-una.html


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Sofismi e dissonanza cognitiva nella musica moderna ti portano lontano dalla verità 

Molti cantanti moderni esternano testi già pronti di cui non sanno nulla e puntano tutto sul ritmo, intanto grazie ai sofismi e alla dissonanza cognitiva, confondono le idee, distraggono da ciò che non si deve sapere, con le dolci melodie e ritmi a cui è difficile resistere, altro sofisma in quanto visto che la melodia è bella allora dice il vero e non dirà mai una menzogna… niente di più falso!

Solo un altro esempio, ma ce ne sono davvero tanti, troppi:

“Devi fare ciò che ti fa stare bene…”

“Devi fare ciò che ti fa stare bene(link al video-testo)…”

“…Pare che il brutto male nasca spontaneo da un conflitto irrisolto, vadano a dirlo a chi ha raccolto l’uranio nel conflitto in Kosovo…”  

Quindi vogliono deridere il fatto che un conflitto possa generare un brutto male, però(dissonanza cognitiva) devi fare ciò che ti fa stare bene(nel ritornello della canzone) e confondono con la parola “irrisolto”; nella realtà il conflitto se non viene risolto porta alla morte è la soluzione(conflitto risolto) che consente il ripristino della normalità biologica alterata dal precedente stato conflittuale intenso, ripristino della normalità alla medicina ufficiale del tutto sconosciuto e che dispregiamente chiama malattia.


Citano l’uranio (se ne parla qui e qui) pur sapendo che non c’entra nulla(o quasi) con le patologie dei soldati, ma tu devi sapere ciò che il sistema vuole. In un paio di frasi hanno inserito un sacco di carne al fuoco…


E a seguire:

“Chi se ne sbatte…

...di diete famose(alimentazione naturale), di strisce nel cielo(scie chimiche e geoingegneria) e di banche(signoraggio bancario)…”

Insomma bisogna lasciar perdere queste stronzate e fare ciò che ci fa stare bene, ma si guardano bene dall’approfondire cosa faccia veramente stare bene cioè una vita lontano da questo distruttivo sistema/società che, almeno in questo paese, ci vuole tutti morti e sepolti.

Il testo si continua ancora con altre frasi col solito effetto : farti rimanere felice nella tua ignoranza e schiavitù.

Boicottiamo questo tipo di musica/canzoni e diffondiamo la verità più scomoda al sistema capitalistico-demoniaco che governa il mondo, uniti possiamo fare tanto. 

Marcello Salas

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martedì 3 ottobre 2017

VACCINI: LA PERICOLOSA PERDITA DELL’IMMUNITÀ NATURALE!!!

VACCINI: LA PERICOLOSA PERDITA DELL’IMMUNITÀ NATURALE
Secondo la visione corrente la tecnologia vaccinale rappresenta il trionfo dell’umanità sui disegni “difettosi” di Madre Natura.
Peccato che a quella scienza autoincensatasi “non democratica”, va ricordato che l’evoluzione naturale non produce meccanismi difettosi, anzi.
L’allattamento al seno per esempio è il metodo di protezione immunologica specificamente adatto a tutte le esigenze del neonato. Oggi sappiamo infatti che numerosi componenti bioattivi contenuti nel latte materno conferiscono una determinata e importantissima protezione immunologica.
Come il latte in polvere non può competere con il latte materno dal punto di vista nutrizionale, così i vaccini non possono competere con il latte materno dal punto di vista dell’immunità.
Questo è assodato, anche se viene sempre dimenticato dalla medicina ufficiale.
Ecco perché la qualità dell’alimentazione (della madre in gravidanza e del neonato) continua ad essere un fattore cruciale nel determinare la funzionalità delle difese immunitarie nei bambini più grandi e negli adulti.

PERDITA DELL’IMMUNITÀ NATURALE
Il sistema immunitario dei neonati è immaturo e non è in grado di gestire in modo efficace i virus naturali e nemmeno i virus artificialmente attenuati contenuti nei vaccini.
Le madri naturalmente immuni – ossia quelle che hanno contratto le malattie virali durante l’infanzia – proteggono i loro bambini da queste malattie con il trasferimento passivo della loro immunità tramite la placenta durante la gravidanza e tramite il latte materno dopo il parto.
Se una madre è naturalmente immune, un’eventuale esposizione del bambino al virus durante l’allattamento porterebbe a un’infezione del tutto asintomatica con conseguente immunità a vita per quel particolare virus. Se il bambino invece viene esposto per la prima volta a quel virus soltanto dopo lo svezzamento, egli contrarrà la malattia naturalmente senza tante problematiche e acquisirà comunque una immunità a vita
. Così funziona in Natura.

Le malattie virali sono sempre state definite “malattie infantili” proprio perché prima dell’istituzione delle vaccinazioni obbligatorie venivano contratte prevalentemente durante l’infanzia.
I bambini erano protetti dall’immunità materna, mentre gli adulti erano coperti dall’immunità a vita che avevano acquisito durante l’infanzia. Oggi non è più così perché l’impiego dei vaccini ha cambiato drasticamente questo schema!

In Natura l’esposizione naturale ai virus avviene tramite le mucose (bocca, occhi, naso, ecc.), mentre la maggior parte dei vaccini virali vivi attenuati e inattivati viene somministrata mediante una iniezione. Questa via di esposizione totalmente innaturale induce la produzione di anticorpi a livello del siero e non delle mucose. Differenza questa fondamentale per comprenderne i rischi intrinseci.
Poiché solo l’esposizione delle mucose contribuisce alla produzione di anticorpi nella ghiandola mammaria, le madri vaccinate non hanno la capacità di trasferire gli anticorpi indotti dal vaccino ai loro bambini mediante l’allattamento.

Per questi motivi nei primi anni ’90, quando il morbillo era ancora endemico negli Stati Uniti, nei bambini nati da madri vaccinate era stato riscontrato un rischio maggiore di contrarre quella malattia rispetto a quelli nati da mamme naturalmente immuni. Va ricordato che negli Stati Uniti la vaccinazione anti morbillosa obbligatoria era stata avviata nei primi anni Sessanta, quindi negli anni Novanta le donne (vaccinate e non coperte) erano in piena età fertile avendo trent’anni…

L’uso persistente del vaccino trivalente contro morbillo-parotite-rosolia, ma non solo, ha privato una generazione di madri e soprattutto i loro bambini dell’immunità naturale contro le rispettive malattie virali.

I vaccini virali vivi attenuati riducono l’incidenza generale delle corrispondenti malattie virali rendendo il nostro corpo inaccessibile ai virus di tipo selvatico per un periodo che va da 3 a 5 anni dopo la vaccinazione.
Ma così facendo esse impediscono alla maggioranza della popolazione umana di sviluppare l’immunità naturale senza tuttavia eradicare completamente il virus prima che nasca una nuova generazione di bambini privi di immunità naturale.
Queste blande malattie infantili sono diventate pericolose perché noi esseri umani le abbiamo rese tali.

Negli Stati Uniti si è cominciato a vaccinare contro il virus della varicella a metà degli anni Novanta e presto avremo una generazione di madri e bambini senza immunità naturale, prima della completa eradicazione del virus. Dobbiamo porre termine alla vaccinazione di massa contro la varicella prima che capiti questo, altrimenti questa malattia diventerà un morbo pericoloso per la generazione dei nostri nipoti, così come lo è il morbillo per i nostri neonati.

L’interruzione del ciclo naturale del trasferimento di immunità fra la madre e il bambino è una conseguenza pericolosa e irreversibile delle attuali campagne di vaccinazione di massa.
Il paradosso dei vaccini è che riducono l’incidenza generale delle malattie infantili ma le rendono enormemente più pericolose per la generazione successiva…

VINCERE LE BATTAGLIE MA PERDERE LA GUERRA

Discriminazione vaccinale - I vaccini sono un’illusione!

I BAMBINI NON VACCINATI PRESENTANO RISCHIO ZERO

Petizione, alessio di benedetto - Lucera, Italia

23 set 2017 — Fonti: https://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-vaccini-sono-un-illusione-libro.php?pn=5367

HARVARD SUI VACCINI.
Un immunologo di Harvard ha scritto una lettera aperta per spiegare il perché i bambini non vaccinati non rappresentano alcun rischio per le loro controparti vaccinate.
Riportiamo qui di seguito l’articolo pubblicato su Vaxxter.com: 

Onorevole Legislatore:
Mi chiamo Tetyana Obukhanych. Ho un dottorato in immunologia. Scrivo questa lettera nella speranza che correggerà diversi pregiudizi comuni sui vaccini per aiutarla a formulare una comprensione equa ed equilibrata, sostenuta dalla teoria dei vaccini accettata e dai più aggiornati risultati scientifici.

La domanda è:
I BAMBINI NON VACCINATI COSTITUISCONO UNA MINACCIA MAGGIORE PER IL PUBBLICO RISPETTO AI VACCINATI?
Spesso si afferma che coloro che scelgono di non vaccinare i propri figli per ragioni di coscienza mettono in pericolo il resto della popolazione, e questa è la ragione per la quale si legifera onde porre fine alle esenzioni sui vaccini attualmente considerate dai legislatori federali e statali a livello nazionale. Dovrebbe però essere consapevole che la natura della protezione offerta da molti vaccini moderni - e che include la maggior parte dei vaccini raccomandati dal CDC per i bambini - non è coerente con una tale affermazione.
Ho sottolineato sotto i vaccini raccomandati che non possono impedire la trasmissione di malattie o perché non sono progettati per prevenire la trasmissione di infezione (piuttosto, sono destinati a prevenire i sintomi della malattia) o perché sono formulati per malattie non trasmissibili.

LE PERSONE CHE NON HANNO RICEVUTO I VACCINI MENZIONATI QUI SOTTO NON COSTITUISCONO MINACCE PIÙ ALTE PER IL GRANDE PUBBLICO RISPETTO A COLORO CHE HANNO FATTO IL VACCINO, E CIÒ SIGNIFICA CHE LA DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DEI BAMBINI NON IMMUNIZZATI IN UN AMBIENTE PUBBLICO SCOLASTICO POTREBBE NON ESSERE AUSPICABILE.

POLIO - Lo IPV (vaccino Salk con poliovirus attenuato) non può impedire la trasmissione del poliovirus. Il poliovirus libero è scomparso negli USA da almeno due decenni. Anche se il poliovirus dovesse essere reimportato da qualche viaggiatore, il vaccino per la polio con IPV non può pregiudicare la sicurezza degli spazi pubblici. Si prega di notare che l'eradicazione del poliovirus è attribuita all'uso di un vaccino diverso, OPV o vaccino per via orale (Sabin NdT) del poliovirus. Nonostante sia in grado di prevenire la trasmissione di poliovirus, l'uso di OPV è stato gradualmente eliminato negli Stati Uniti e sostituito con IPV a causa di PROBLEMI DI SICUREZZA.

TETANO – Il tetano non è una malattia contagiosa, bensì piuttosto acquisita da ferite profonde di punture contaminate da spore di Clostridium Tetani. La vaccinazione per il tetano (tramite il vaccino combinato DPT) non può alterare la sicurezza degli spazi pubblici; È DESTINATO A DARE SOLAMENTE PROTEZIONE PERSONALE.

DIFTERITE - Mentre intende prevenire gli effetti causati dalla malattia della tossina della difterite, IL VACCINO CONTRO LA TOSSINA DIFTERICA (INCLUSO ANCHE NEL VACCINO DPT) NON È STATO PROGETTATO PER PREVENIRE LA COLONIZZAZIONE E LA TRASMISSIONE DI CLOSTRIDIUM DIPHTHERIAE. La vaccinazione per la difterite non può alterare la sicurezza degli spazi pubblici; è altresì previsto SOLO PER LA PROTEZIONE PERSONALE.

PERTOSSE - Il vaccino contro la pertosse acellulare (aP) (l'elemento finale del vaccino combinato DTaP o DPT), ora in uso negli Stati Uniti, ha sostituito il vaccino della pertosse a cellula intera alla fine degli anni '90, seguito da una rinascita senza precedenti della malattia. UN ESPERIMENTO CON L'INFEZIONE DELIBERATA DI PERTOSSE NEI PRIMATI HA RIVELATO CHE IL VACCINO AP NON È IN GRADO DI PREVENIRE LA COLONIZZAZIONE E LA TRASMISSIONE DI BACILLUS PERTUSSIS. La FDA ha emesso un avvertimento in merito a questa rilevanza fondamentale.
Inoltre, durante la riunione del Consiglio dei consulenti scientifici presso i CDC (Centers for Disease Control and Prevention), nel 2013 sono emersi inoltre ulteriori dati allarmanti in merito alle varianti di pertosse [ceppi PRN-negativi]1, attualmente in circolazione negli Stati Uniti. Questi ceppi hanno acquisito un vantaggio selettivo e sono in grado di infettare coloro che ricevono il richiamo del vaccino combinato per difterite- tetano-pertosse; il che significa che le persone vaccinate nuovamente hanno maggiori probabilità di essere infette, e quindi contagiose, rispetto alle persone che non sono vaccinate.

INFLUENZA - Tra i numerosi tipi di Orthomixovirida Influenzae, il vaccino Hib copre solo il tipo B. Nonostante la sua sola funzione, quella di ridurre il trasporto Hib a livello sintomatico e asintomatico, l'introduzione del vaccino Hib ha inavvertitamente spostato il ceppo dominante verso altri tipi di H. influenzae (tipi da A ad F). Questi tipi hanno causato malattie invasive di elevata gravità e crescente incidenza negli adulti all'epoca della vaccinazione Hib dei bambini. LA POPOLAZIONE GENERALE È PIÙ VULNERABILE ALLA MALATTIA INVASIVA DI QUANTO NON FOSSE PRIMA DELL'INIZIO DELLA CAMPAGNA VACCINALE HIB. Per questa ragione, anche scientificamente, la discriminazione contro i bambini che non sono vaccinati per Hib non ha alcun senso.

EPATITE B - L'epatite B è un virus ematico. Non si diffonde in un ambiente di comunità, in particolare tra i bambini che non sono impegnati a compiere comportamenti ad alto rischio, come la condivisione di aghi o il sesso. Il vaccinare bambini per l'epatite B non può alterare in modo significativo la sicurezza degli spazi pubblici. Inoltre, l'ammissione alla scuola non è proibita per i bambini che sono portatori di epatite B cronica. IMPEDIRE L'AMMISSIONE SCOLASTICA PER COLORO CHE SONO SEMPLICEMENTE NON VACCINATI - E NEMMENO PORTATORI DELL'EPATITE B - COSTITUIREBBE DISCRIMINAZIONE IRRAGIONEVOLE ED ILLOGICA.

In sintesi, una persona che per motivi di coscienza, sceglie di non essere vaccinata con antipolio inattivo, difterite-tetano-petosse, epatite B, e Hib [vaccino esavalente], non apporta alcun pericolo maggiore alla collettività rispetto a chi è vaccinato. Pertanto, nessuna discriminazione può essere giustificata.

- Quanto spesso accadono gravi eventi avversi da vaccino?

SPESSO SI AFFERMA CHE LA VACCINAZIONE RARAMENTE PORTA A COMPLICAZIONI GRAVI. PURTROPPO QUESTA AFFERMAZIONE NON È SUPPORTATA DALLA SCIENZA. Un recente studio fatto in Ontario, Canada, ha stabilito che la vaccinazione, effettivamente porta a una visita di emergenza per 1 su 168 bambini dopo la vaccinazione dei 12 mesi, e per 1 su 730 bambini dopo il richiamo VACCINALE dei 18 mesi.
 

Poiché il rischio di un evento avverso che richiede una visita in Pronto Soccorso dopo vaccinazione sul bambino si è dimostrato così elevato, LA VACCINAZIONE DEVE PER FORZA RIMANERE UNA SCELTA PER I GENITORI CHE POSSONO COMPRENSIBILMENTE NON ESSERE DISPOSTI AD ASSUMERSI QUESTO RISCHIO IMMEDIATO PER PROTEGGERE I PROPRI FIGLI DALLE MALATTIE CHE SONO GENERALMENTE CONSIDERATE LEGGERE, O A CUI I LORO BAMBINI NON POTREBBERO MAI VENIRE ESPOSTI.

- Può esserci discriminazione contro le famiglie che si oppongono ai vaccini per motivi di coscienza, per impedire future epidemie di malattie virali trasmissibili, come il morbillo?

Ferdinando Imposimato e le illegittimità della legge Lorenzin (L.119/2017) sui vaccini

Ferdinando Imposimato e le illegittimità della legge Lorenzin (L.119/2017) sui vaccini
Il Governo Renzi e quello Gentiloni avevano il dovere di agire con imparzialità secondo l'art. 97 della Costituzione. Questo dovere si estende al direttore generale del Ministero della Sanità. Sennonché un membro del Consiglio di Amministrazione di Glaxo Smith Kline, produttrice dei 10 vaccini, è anche direttore generale del ministero della “salute”.
Egli ha preparato il decreto sui vaccini ed i provvedimenti attuativi. Un clamoroso conflitto d'interesse e abuso d'ufficio: è stato presentato esposto del Codacons all'autorità anticorruzione.

Ma a parte ciò esistono, nella legge sui vaccini, gravi violazioni della Costituzione. In primo luogo la legge è stata approvata da un Parlamento illegittimo, secondo la sentenza n.1 2014 della Corte Costituzionale. La legge viola la libertà individuale, così come emerge dai lavori preparatori dell'art. 32 Costituzione <Si tratta di libertà individuale che non può non essere garantita dalla Costituzione> (Aldo Moro Commiss Costituzione 28 genn 1947). Moro impose <un limite al legislatore, impedendo pratiche sanitarie lesive della dignità umana>.

La legge è in contrasto con l'art. 34 che prevede “la scuola dell'obbligo per almeno otto anni”: sicché i ragazzi fino a 5 anni, se non vaccinati, sono esclusi dalla scuola, mentre quelli da sei anni in su, soggetti alla scuola dell'obbligo, hanno il diritto ed il dovere di accedere alla scuola, anche se non vaccinati. Assurdo! L'esclusione del bambino tra i 6 ed i 14 anni dalla scuola dell'obbligo per violazione della legge sui vaccini ridurrebbe in modo immotivato uno dei diritti cardine della nostra Carta fondamentale: il diritto allo studio, con un’illegittima discriminazione a totale discapito dei singoli individui.

La legge sui vaccini obbligatori vìola anche l'art.3 sull'eguaglianza di fronte alla legge: vi è disparità di trattamento tra i bambini fino a 5 anni e quelli che hanno superato questa età.
C'è disparità di trattamento tra italiani e stranieri: questi ultimi, a differenza degli italiani, devono vaccinarsi senza distinzione di età.

Un gran pasticcio dovuto all'analfabetismo dei governanti italiani, che ignorano la Costituzione.
La Corte Costituzionale (n. 307 14 giugno 1990) afferma che la legge che impone un trattamento sanitario <deve essere accompagnata dalle cautele o dalle condotte secondo le modalità che lo stato delle conoscenze scientifiche e l'arte prescrivono >. Fra queste < la comunicazione alla persona interessata di adeguate notizie circa i rischi di lesione o di contagio, nonché delle particolari precauzioni che, allo stato delle conoscenze scientifiche, siano verificabili ed adottabili>. Tali informazioni sono mancate.

Sono stati imposti medicinali e sieri sperimentali, che possono incidere sui bambini dal punto di vista organico, come è accaduto spesso.

Ferdinando Imposimato
Ferdinando Imposimato (Maddaloni, 9 aprile 1936) è un magistrato, politico e avvocato italiano, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.


lunedì 2 ottobre 2017

Purché non si pensi: utilizzare la libertà per instaurare il totalitarismo dei desideri indotti

Viviamo in tempi stranissimi che, oltre ad un volgare conformismo, non ci consigliano di andare. E chiamiamo questo conformismo “buon senso”, “saper vivere” e persino lealtà alla patria, o addirittura “fede”.
Così siamo giunti al punto che manifestare un desiderio di conoscere e riflettere, di pensare, oppure dichiarare di avere un punto di vista diverso da quanto ogni autorità ci propone, significa candidarsi al sospetto.
Come minimo, si rischia di trovarsi ai margini del proprio gruppo. L’attuale sistema ha come presupposto che qualcuno pensi e giudichi per tutti.

Ed allora, l’ordine interiorizzato e che nessuno verbalizza, ma che scivola indisturbato nelle pieghe di ogni coscienza è: «Non pensate, gente, non pensate, ricordatevi di non pensare, pensare stanca, è inutile, pensa uno per tutti e vi protegge dal vostro stesso pensiero…». Così viviamo tempi di conformismo coatto.
Se vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere».
Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.

Da ciò ne discende uno stile di vita che rifugge quasi per istinto dalla complessità dei problemi. Tutto è semplice, tutto ha una soluzione, purchè non si pensi e non si dica a nessuno che la vita è rischio, scommessa, impegno, progetto di costruire insieme qualcosa di bello e sensato.
L
e società occidentali hanno fatto della libertà la loro bandiera. Nessun valore è stato tanto esaltato, in questi ultimi trecento anni, e nessuno appare, anche oggi (almeno in Occidente), tanto indiscutibile.
E’ stato in nome della libertà che si sono sviluppate le grandi rivoluzioni della storia moderna. Ed è sempre appellandosi ad essa che ci si è battuti, nel secolo scorso, contro la potenza soffocante dei totalitarismi.

Ma cosa significa, realmente, essere liberi?
L’esperienza insegna che è più facile battersi per la libertà, che non individuarne l’effettivo significato. Ma è facile rendersi conto che dal concetto di libertà che si adotta dipende anche il tipo di liberazione per cui ci si deve battere.
Se consideriamo la libertà come quella condizione nella quale non si è costretti da niente e da nessuno a fare o non fare qualcosa, poniamo l’accento esclusivamente sugli ostacoli esteriori che spesso limitano l’azione del soggetto e ne mortificano l’autonomia. A questa idea si sono ispirate e si ispirano molte battaglie per la liberazione da condizionamenti politici, economici, sociali e culturali.
E certo il poter fare senza ostacoli ciò che si desidera costituisce una condizione necessaria della libertà. Ma è anche sufficiente? A farcene dubitare potrebbe essere il fatto semplicissimo che di una libertà così intesa si può parlare anche a proposito di animali non umani. Un cane è “libero” se non è attaccato al guinzaglio.

In realtà, c’è da chiedersi se una persona realizzi veramente la sua libertà quando può fare ciò che desidera. E’ possibile, infatti, porre una questione più a monte, e cioè se questa persona sia libera di desiderare quello che desidera.
In una società come la nostra, dominata dai meccanismi della pubblicità, questo dubbio si impone con particolare evidenza: è veramente libero chi, subendo un bombardamento quotidiano di messaggi più o meno subliminali, si trova a desiderare un prodotto di cui non avrebbe alcun reale bisogno, anche a costo del sacrificio di altre cosa, ragionevolmente assai più utili?
L’esempio più eclatante di tale fenomeno è il clamore suscitato dal lancio dell’ultimo modello di Iphone, che rispetto ai suoi predecessori ha veramente poche novità.
Eppure, il martellamento mediatico ha generato in numerosi giovani il desiderio di acquistarne uno, ad un prezzo è estremamente elevato e senza nessuna reale utilità rispetto ad un telefono cellulare “normale”. La domanda è: sono realmente io a desiderare, o c’è qualcun altro che mi spinge a desiderare?
Il fatto è che il desiderio, come tale, è facilmente condizionabile dall’esterno. Esso dipende dagli oggetti che ci si presentano e nei cui confronti siamo liberi di sentirci attratti o meno.
Esiste, tuttavia, un livello in cui la libertà umana si manifesta nella sua peculiarità ed è quello della volontà. Qui non si tratta più di poter fare, ma di poter scegliere ciò che si vuole fare. Per questo, però, è essenziale il pensiero.
Senza pensiero la libertà si appiattisce sul livello dei riflessi condizionati. Accennavamo prima ai meccanismi della pubblicità. Si pensi anche alle mode e all’omologazione che ne risulta in tutti i settori, da quello dell’abbigliamento a quello, ben più delicato, delle opinioni etiche, politiche o religiose.
Oggi è molto difficile sfuggire a questa forma di dominio invisibile. Ed esso è tanto più pericoloso in quanto censura non le risposte, ma le stesse domande.

Moltissimi uomini e donne, oggi, vivono alle prese con problemi che sono stati messi in “agenda” da altri. Ebbene, ciò è caratteristico dei totalitarismi che, a differenza degli antichi regimi assolutistici, mirano non a soffocare le opposizioni, ma a conquistare il cuore e la mente delle persone, plasmandole per così dire “dall’interno”, piuttosto che costringendole dall’esterno.

È chiaro che se si adotta il concetto dominante di libertà, le nostre società, apparentemente, sembrano essere libere, senza nessun limite esteriore, ma sono minacciate da una forma di oppressione totalitaria che può essere individuata e denunziata solo se si adotta un concetto più ampio di libertà, che naturalmente non escluda il primo, ma lo collega al problema della scelta consapevole e non soltanto al comportamento esterno.

A questo punto il problema del pensiero si rivela drammaticamente attuale. Se su di esso si gioca il valore della libertà, nel suo significato più pieno, vale la pena chiedersi perchè oggi sia così debole di fronte alle sfide della vita personale e sociale, e come sia possibile restituirgli la sua forza. Forse bisognerebbe cominciare dallo spegnere la nemica numero uno dell’umanità: la televisione!

L'apologia della mediocrità

L'APOLOGIA DELLA MEDIOCRITA'
In tempi non sospetti,  qualcuno molto attento e perspicace, intuì perché con il passar del tempo e grazie alle continue apparizioni in tv, alcuni personaggi erano molto amati dal pubblico. In fondo non erano nulla di eccezionale, persone come tante che proponendosi in un certo modo, riuscivano ad essere amati dalle grandi platee. Non erano particolarmente colte, non avevano nulla di interessante, ma bastava il “quid” televisivo e un linguaggio sufficientemente forbito ma corretto, per convincere il grande pubblico.

Se prima personaggi come Baudo, definito il nazionalpopolare per antonomasia, si contavano sulla punta delle dita, oggi con l’ulteriore complicità della grande comunicazione, del web e dei social, sono cambiati i rapporti: le masse sono scese in campo, gli intellettuali sono ormai nicchie in tutti i campi e operano solo per i salotti d’elite, mentre la grande mediocrità ha preso il sopravvento.

Il trionfo dei tuttologi, dei personaggi approssimativi, il parere di chi spara cazzate è ormai “vangelo”  e ciò che è più grave,  tutto ciò accade in tutti i campi. Lo vedete tutti, sapete tutti quanto pesi l’essenza della mediocrità: siamo circondati da masse di  mediocri che vanno alla grande, in tv, sui giornali e in rete.
La scelta è orientata verso quelli come noi, quelli che sentiamo più vicini alle nostre personalità, quelli che parlano come noi.

Quando alla metà degli anni settanta cominciarono a trasmettere le prime radio libere, le radio locali in FM, una delle prerogative che esse avevano erano i conduttori: ovvero persone che “parlavano come noi”, stesse flessioni dialettali, stesso modo di proporsi e nessuna attenzione alla canonicità espressa dalla unica emittente di quel tempo che era la RAI. Nessuna perfezione per le radio libere, molto improvvisazione, tanta buona volontà e una proposta che se ben ricordate, era molto affascinante: la gente era solo sintonizzata sulle radio che erano vicinissime a loro, ai loro problemi, ai loro gusti e cosa più importante, niente discorsi impegnativi, nessun acculturato conduttore a dare lezioni noiose da una cattedra. Dalla radio solo voci amiche che parlavano esattamente come quelli che ascoltavano.  Oggi sulla scorta di quelle vecchie esperienze, siamo a premiare tutti quelli che sono come noi, quelli che  possono sbagliare un congiuntivo, quelli che possono pensare che Pino Chet si scriva staccato come sia giusto citando prima il nome e poi il cognome.
Nella tv sappiamo come ciò sia reale: presentatori/trici che assurgono a grandi livelli pur non essendo fulmini di guerra, conduttrici che fanno ascolti fastosi e per ogni apparizione giornaliera: la D’Urso l’altro ieri ha chiesto ad una concorrente finalista di "Miss Italia" di colore ma italianissima, se parlasse…l’italiano; insomma, siamo alla mediocrità assoluta e ci sta bene, non la critichiamo, anzi, la vogliamo ascoltare perché ci riconosciamo nelle loro sciocchezze perché le diciamo anche noi.

Si comportano umanamente e non come macchine, lo stesso facciamo noi. Nella politica è accaduto lo stesso e la prova è la  scomparsa o il passo indietro dei vecchi soloni, per l’avvento dei grillini i quali nella loro spietata mediocrità, nelle cazzate sparate come fossero verità assolute, la gente riconosce persone oneste, nude e pure come loro, incapaci di fare come i vecchi politici e questo ovviamente li porta alla predilezione da parte dei loro potenziali elettori.

Di Maio ha una faccia pulita, sincera, parla semplicemente e con convinzione. Eppure di strafalcioni e di congiuntivi assenti, ci siamo resi conto tutti. Ma a chi importa? Lui come tutti e come tantissimi altri, è sullo stesso livello delle masse. Quelle a cui non frega niente chi potrà sedere a Palazzo Chigi, l'importante è che sia mediocre come loro.

Se i maschi fanno sciopero

Se i maschi fanno sciopero

By Emanuela 24 settembre 2017

Alcuni mesi fa avevamo pubblicato un articolo sul fenomeno chiamato sexodus, esaminando i motivi per cui molti uomini rinunciavano alle donne e alle relazioni sentimentali in generale.

Con questo nuovo articolo vogliamo approfondire l’argomento, a partire dal libro Men on Strike (Uomini in sciopero, 2013), della psicologa Helen Smith. La Smith s’interessa da diverso tempo dei diritti degli uomini, e i suoi articoli possono essere trovati sul suo blog. Il libro ovviamente prende in esame la situazione degli USA, ma molto di ciò che sta accadendo lì ormai è ravvisabile anche in Europa.

Lo sciopero del matrimonio e della paternità
Negli ultimi decenni, la percentuale di matrimoni è di molto diminuita. Ad esempio, negli USA un quarto dei ragazzi tra i 25 e i 34 vive ancora a casa con i genitori e non lavora e a quanto pare si tratta della percentuale più alta degli ultimi 75 anni. Persino tra gli ultracinquantenni aumenta il numero di coloro che preferiscono coabitare senza sposarsi
Sono state avanzate molte ipotesi per spiegare questo stato di cose, ma nessuno è ancora riuscito a individuarne i veri motivi.
Nonostante questo, però, secondo una ricerca del Pew Research Center, il 37% delle donne fra i diciotto e i trentaquattro anni dice che avere un buon matrimonio è una delle cose più importanti per loro, percentuale salita di ben 9 punti dal 1997. Per gli uomini, invece, è accaduto il contrario: la percentuale è scesa dal 35% al 29%.
Secondo i dati riportati da Kay Hymovitz nel libro Manning Up, nel 1970 l’80% degli uomini tra i 25 e i 29 anni era sposato, mentre nel 2007 solo il 40%. Nel 1970, l’85% degli uomini tra i 30 e i 34 anni era sposato, nel 2007 solo il 60%.

Negli ultimi anni, sono stati scritti diversi libri che tentano di spiegare come mai gli uomini non siano più interessati al matrimonio, ma, nota la Smith, tutti gli autori di questi libri finiscono per concludere o che gli uomini sono dei “bambinoni” che non vogliono crescere e che preferiscono passare le giornate a giocare coi videogame o a guardare film porno, o che si sentono “minacciati” dall’emancipazione femminile.
Tuttavia, questa è un’analisi superficiale, perché non spiega i motivi per cui gli uomini “non vogliono crescere”. Forse il motivo è che crescere viene visto non come un premio, ma come una punizione.

Quello che viene fuori dalle ricerche della Smith è che gli uomini hanno iniziato a vedere il matrimonio o come un’incognita o come qualcosa di piuttosto pericoloso. A parte il fatto che, nella maggior parte dei casi (circa il 70%), il divorzio viene chiesto dalle donne, e per semplici motivi di “incompatibilità”, in caso di divorzio tutte le leggi sono a favore della donna. A causa degli alimenti da versare alla moglie e, se ce ne sono, ai figli, l’uomo può ritrovarsi sul lastrico e perdere tutto quello che ha, incluso il diritto di vedere i figli, anche nel caso in cui sia stata la moglie a tradire il marito. In pratica, finché il figlio non diventa maggiorenne, l’uomo sarà costretto a lavorare per mantenere lui e la ex moglie, pena la prigione:  in pratica sarà uno schiavo, perché non potrà tenere per sé ciò che guadagna, ma lo dovrà dare a terzi.
I dati circa gli uomini in prigione perché incapace di pagare gli alimenti sono piuttosto frammentari, comunque, secondo Douglas Galbi, negli USA in una giornata tipo ci sono 50.000 persone in prigione per questo motivo. Ovviamente poi chi finisce in prigione farà fatica a trovare lavoro una volta uscito e quindi tutta la situazione diventa un cane che si morde la coda. Fra i senzatetto ci sono molti uomini separati (anche qui in Italia ) e fra di essi i suicidi non sono affatto rari (anche qui in Italia).

Non è raro nemmeno che la moglie accusi falsamente il marito di violenza su se stessa o sui figli, sperando così che all’ex marito venga tolto il diritto di vederli. In molti casi possono volerci anni prima che l’uomo venga prosciolto da tutte le accuse.
Un ulteriore disincentivo a instaurare relazioni sentimentali riguarda i cosiddetti diritti riproduttivi. Oggi, solo le donne possono vantare diritti riproduttivi. Gli uomini non ne hanno, nel senso che non possono decidere se e quando diventare padri. Se una donna resta incinta dopo una notte di sesso con X, può indicare X sul certificato di nascita del bambino e lui sarà costretto a mantenerlo. Oppure, una donna può fare sesso con un uomo dicendogli che sta usando la pillola anticoncezionale, mentre invece non è vero. La donna può quindi crescere il bambino da sola e magari, dopo dieci o vent’anni (a seconda dello stato) chiedere il mantenimento retroattivo per il figlio. Anche in caso di divorzio, sono le donne quelle che vengono più tutelate e i figli vengono in genere affidati alla madre (negli USA, solo 17,8% dei padri riceve l’affido dei figli). Ovviamente in caso di aborto solo la donna può decidere e l’uomo non ha voce in capitolo. In caso di madri single, in alcuni Stati USA la madre può addirittura dare in adozione il figlio senza che il padre ne venga informato.

Esistono anche situazioni ai limiti dell’assurdo. Ad esempio, vi sono diversi casi di ragazzi al di sotto dell’età del consenso che sono stati coinvolti in attività sessuali con donne molto più grandi di loro. Nel caso in cui tali donne sono rimaste incinte, i tribunali hanno sempre deciso che il ragazzo dovesse pagare il mantenimento, nonostante agli occhi della legge il rapporto in cui era stato coinvolto era uno stupro, perché il ragazzo non aveva l’età per dare il proprio consenso (qui si possono leggere diversi casi di “paternità per coscrizione”).
Al contrario, quando le donne restano incinte possono rifiutarsi di mantenere il bambino e non riconoscerlo, dandolo in adozione.

Un’altra questione molto delicata è quella degli uomini ingannati circa la paternità dei loro figli.

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