sabato 27 ottobre 2018

Cure alternative per il tumore al seno e il rifiuto delle terapie oncologiche di Umberto Veronesi!

Umberto Veronesi taglia tette ma non si fa toccare dagli oncologi!

I dubbi ed i misteri sulla morte del Prof. UMBERTO VERONESI(video)

Veronesi rifiuta le cure oncologiche?
Se è vero che il Veronesi si è ammalato di cancro e se è vero che si è rifiutato di farsi avvelenare dalla chemioterapia e demolire dalle radiazioni ionizzanti, sopravvengono, a rigore logico, dubbi e sospetti.

(1) Il massimo esperto di oncologia e prevenzione contro il tumore non è capace di prevenire il proprio, di tumore? – Nota che quando si celebra il “massimo esperto”, il “padre dell’oncologia”, il “pioniere della mammella mutilata”, si monta la panna del mito, del personaggio immaginario, dell’icona, del “benefattore” che va in televisione. Questo è già un fatto storicamente sospetto. 

Mi fido di più di un medico radiato dall’ordine, se devo farmi curare, piuttosto che di uno che va in televisione e che è celebrato dai bugiardi, falsari, calunniatori, analfabeti della propaganda televisiva e della cartaccia stampata. E comunque, le multinazionali dei veleni, che controllano i ruffiani della propaganda, pagando, hanno voluto tenere nascoste le cause della sua morte, per evidenti ragioni di opportunità finanziaria.

(2) Se pure non fosse stato necessariamente il “massimo esperto italiano”, perché se uno dà retta ai giornalisti finisce per considerare “la scema del crimine” – la Bruzzone – una criminologa, che poi non si sa neppure che razza di mestiere sia, dai e dai alla fine avrà pure capito qualcosa sul cancro, sulla sofferenza indotta e sulla pericolosità delle torture oncologiche. Sarà stato in grado, almeno lui, di LEGGERE ATTENTAMENTE il foglietto illustrativo, sul quale l’industria dei veleni ammette che i suoi veleni contro il cancro sono cancerogeni. 
E allora il Veronesi deve aver detto: “Oh, io le tette le taglio, mica me le faccio tagliare”. Ed è questo un malcostume condiviso da parecchi ruffiani in camice bianco, sempre così tranquilli, che si accostano alla sofferenza degli altri con freddezza, pensando sempre che i suoi colleghi macellai “tanto lo fanno a loro, mica a me”. 

Il medico, anche quello ignorante, ne sa sempre abbastanza sulla medicina per evitare di farsi curare da altri suoi compari in camice, e infatti c’è il detto popolare nelle corsie degli ospedali di tutto il mondo “il medico è il peggior paziente.” e ti credo, dopo quello che ha fatto e che ha visto fare!
Sia come sia, prima di far mutilare le tette di una donna, se la cosa mi riguardasse, proverei sicuramente delle alternative. Le alternative ci sono, gli sciacalli della Tv hanno ancora il monopolio della comunicazione ma non è più un monopolio assoluto. 

Per esempio proverei sicuramente questa alternativa:

Terapia naturale Cancro al seno: la terapia del Dott. Tullio Simoncini (video)

Carcinoma al seno guarito con il bicarbonato di sodio in base alla Terapia Simoncini(video)

Metodo Simoncini Tumore al seno curato e guarito con il bicarbonato di sodio(video)

Metodo Simoncini - Tumore al seno (video)

Metodo Simoncini - Tumore al seno(02) (video)

Dr. Simoncini cura il cancro via e-mail gratuitamente (video)

Carcinoma duttale infiltrante guarito con il bicarbonato di sodio con la terapia Simoncini(video)

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Governo(Di Maio): esecutore totale delle politiche di monopolio del cartello bancario internazionale. Le prove a suo carico.

Luigi di Maio, le prove a suo carico 

Luigi di Maio, lecca-suole da gennaio a gennaio(video vimeo)

La fabbricazione di una coltre di complicazioni e difficoltà da infliggere ai cittadini contribuenti, per far loro implorare il paternalistico perdono da parte dello stato tiranno, è una delle tante attività nocive e totalmente gratuite che impegnano a tempo pieno i burocrati degli enti di stato. Per esempio, esiste un solo commercialista in Italia che sia in grado di garantire che la posizione amministrativa e fiscale di uno solo dei suoi clienti è perfettamente in “sintonia” con la moltitudine di indicazioni e controindicazioni imposte dagli aguzzini dell’erario ai contribuenti?
Il sistema tributario è un labirinto di complicazioni e di articolate fabbricazioni esoteriche che non permette a nessuno di essere “in regola” al 100% e ciò favorisce la pratica dell’oppressione e dell’oppressione fiscale, sia in via preventiva che consuntiva. Il contribuente soffre costanti stati di ansia e sensi di colpa, perché sa di non essere mai completamente “in regola”, e il tiranno si atteggia per l’estensibilità e la flessibilità della sua capacità repressiva. In qualunque momento può decidere di portare via la roba di Tizio o di Caio, sapendo di non dover faticare ad inventare i pretesti e, con la normativa “liberticida-giustizialista” prodotta fraudolentemente negli ultimi anni, lo può fare con semplice atto amministrativo,
senza dover andare per la via giudiziaria.

È un sistema corrotto e pervertito in ogni parte e alla sua corruzione e perversione hanno partecipato, quantomeno assistito senza dire mai nulla, in questi ultimi penosissimi 18 anni, i bravi ragazzi del movimento delle cinque palle. Oggi, il loro patetico rappresentante, Luigi di Maio, divenuto attore televisivo compulsivo, presenta in televisione le nuove trovate per complicare la vita degli umiliati e degli oppressi, ostentando la farsa del “reddito di cittadinanza condizionato”.

Lo stato paternalistico dà, sì, perdona, sì, ma il cittadino non deve fare “il furbo”, deve mettersi in fila, compilare il modulo di richiesta delle successive richieste e abbandonarsi all’inesauribile serie di ostacoli e condizioni e complicazioni che la burocrazia impone agli umiliati e agli oppressi. Che sia una farsa si vede da subito e vedremo fra qualche mese se, effettivamente, qualche cittadino più uguale degli altri sarà riuscito ad ottenere un gettone-viveri, come le schede che usano le massaie russe a Mosca per la razione del pane, durante la seconda guerra mondiale. Il trucco qui è questo: non ti dico di no, ti dico di sì ma, grazie alle complicazioni e alle condizioni e agli ostacoli che ti faccio incontrare lungo il percorso, alla fine la tua razione di pane non l’avrai, o l’avrai ridotta ad una quota tanto ridicola da non giustificare il tempo e lo sforzo prodotto per ottenerla. Tutto questo, naturalmente, salvo complicazioni lungo il tempo e per la via, perché le crisi fabbricate e le finte emergenze sono degli ottimi catalizzatori di attenzione mal diretta e con quelle si può sempre trovare nuovo pretesto per non mantenere nemmeno per finta le promesse fatte molti decenni prima.

Per chiunque si sia mai rivolto agli enti di stato in Italia, è sempre stato così, tutto si ottiene al prezzo di una tale e inutile perdita di tempo che si fa prima a pagare per ottenere ciò che si vuole da qualche associazione concorrente ai tiranni dello stato; forse possono fare eccezione alcune regioni autonome, forse, come il Trentino Alto Adige, forse. E ora arrivano i nuovi, i ragazzi rivoluzionari del movimento delle cinque palle, perfettamente allineati ai trucchi e all’immobilismo della burocrazia delle penne d’oca, ragazzi adeguati alle leggi e alle complicazioni addotte dal parassitismo dei burocrati degli enti di stato, e perfettamente adeguati già da imberbi, già da ancora prima di essere cresciuti oltre la pubertà e di aver imparato un mestiere.

Come spiega chiaramente Rothbard, lo stato è un’organizzazione che: (A) ottiene i suoi redditi mediante la coercizione fisica dei contribuenti di quello stato; (B) si assume il monopolio obbligatorio dell’uso forza e il potere decisionale sulla roba e sulla terra di un dato territorio.
Le due attività fondamentali dello stato, quindi, sono essenzialmente atti di aggressione criminale per depredare i cittadini dei loro diritti sulla proprietà privata.

La prima delle due attività fondamentali dello stato, l’esercizio d’imporre imposte, tasse e gabelle, è fondamentalmente rapina, o furto aggravato esteso su scala nazionale, che si accompagna all’estorsione aggravata su scala nazionale, e la seconda costituisce l’inibizione perpetua della libera concorrenza sui diritti di legittima difesa della vita e della roba, sui diritti di disporre e decidere sulla propria roba e sulla propria terra in un dato territorio, proibendo l’acquisto e la vendita volontaria di servizi giudiziari e di difesa alternativi. “Senza giustizia” conclude Rothbard con Sant’Agostino “lo stato non è altro che una banda di rapinatori”.
Il monopolio territoriale della protezione e della giurisdizione dello stato è l’inizio di un inammissibile atto di espropriazione indebita che fornisce, ai monopolisti e ai loro ruffiani armati, la licenza per praticare altre espropriazioni e per praticarle perpetuamente. Esso implica che al cittadino è proibito di rinunciare al rapporto con il tiranno che gli impone la protezione e che a nessuno, tranne che ai monopolisti, è consentito il privilegio di esercitare la giurisdizione finale sulla sua proprietà. Tutti, tranne i privilegiati della cricca dei monopolisti, perdono il loro diritto di difesa personale contro possibili predatori e soprattutto contro i rapinatori dello stato. Con il trucco della “protezione imposta dallo stato”, i cittadini contribuenti restano disarmati e indifesi per decisione dei monopolisti, che possono così rapinarli e disossarli senza troppi disturbi. Il prezzo della giustizia e della protezione dello stato continuerà a crescere, tenendo lo stato i poteri in regime di monopolio, e la qualità dei servizi di protezione e giustizia offerti dallo stato continuerà a calare.
Un’organizzazione che offre protezione e giustizia mentre insiste con l’imposizione fiscale è una contraddizione in termini e continuerà, se non viene ostacolata e fermata, a dissanguare sempre di più le sue vittime con l’imposizione fiscale, dispensando sempre meno protezione oggettiva. Allo stesso modo, l’esistenza di un monopolio della giustizia determina il costante deterioramento della giustizia. Non potendo il cittadino rivolgersi ad altri che allo stato monopolista per ottenere giustizia, le corti e i tribunali saranno sempre pervertiti in favore dello stato e dei suoi aguzzini. L’idea delle leggi immutabili poste a fondamento dell’ordinamento di una nazione in definitiva svanisce completamente ed è rimpiazzata dal concetto della legge positiva della produzione normativa dello stato.

A questa perversione del sistema, in cui la produzione normativa serve le iniziative e i vantaggi d’altri, partecipano anche gli scalda-poltrone del movimento delle cinque palle, per tutto il tempo che segue i finti auto-attentati di Nuova York del 2001. È da quella nuova messa in scena del 2001 che si cavano, a livello internazionale, i pretesti artificiali per imporre le nuove leggi liberticide, le finte misure di emergenza contro il finto terrorismo e la finta lotta alla criminalità organizzata.
I decretacci delle finte misure di emergenza sono recepiti in tutto il mondo industrializzato, quasi contemporaneamente, e qui ci sarebbe già da indagare meglio sull’origine di questa volontà unificatrice, o meglio, CHI ha questo potere di coordinamento della volontà di tutti i legislatori di tutte le nazioni del mondo, sia in oriente che in occidente, sia “comuniste” che “capitaliste, sia tra le ganasce dei governi continentali che offshore. Per quanto riguarda la vituperata penisola italiana, sappiamo che i suoi ruffiani non fanno altro che recepire le scemenze imposte dai rappresentanti dei loro padroni del sistema del colonialismo delle banche centrali, la commissione europea.

martedì 23 ottobre 2018

Industria Tumori: usare il bicarbonato non è remunerativo

Industria Tumori, usare il bicarbonato non è remunerativo
Tumori, perché il bicarbonato non è remunerativo per l’industria del cancro?
Proviamo a rispondere considerando il punto di vista della domanda, cioè, dei malati e delle torture alle quali sono condannati prima di crepare, perché  l’industria oncologica li condanna a crepare, ma soffrendo. Qualcuno si è preso la briga di andare a vedere i numeri, sulla domanda, e cioè i prezzi, i costi, il dissanguamento del denaro del contribuente, finalizzato all’economia di guerra, cioè, a rapinare, torturare ed uccidere.

1. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
3. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro
4. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 409.020,00 euro
5. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro
6. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro.

Cifre colossali che si riferiscono “solamente” ai costi dei farmaci chemioterapici nei sei tipi di trattamenti terapeutici. Se a questo sommiamo i costi della “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” il totale è incredibile!
1. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 452.096,00 euro
2. Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 814.366,00 euro
3. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 467.550,00 euro
4. Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 703.251,00 euro
5. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro
6. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 825.887,00 euro.

Immaginiamo adesso tutti i ruffiani (medici, ricercatori, infermieri, amministratori, pagliacci della televisione, giornalisti eccetera) che campano su questa catena alimentare dei veleni. Ti pare che potrebbero accettare di rinunciare a quei numeri?
Immagina tutti i lavoratori di una fabbrica di armi chimiche-biologiche, immaginali pacifisti. Sarebbero disposti a perdere il loro posto di lavoro per scrupolo etico o per sano pacifismo? Probabilmente no, perché il mondo è pieno di ruffiani e d’idioti, i quali restano ruffiani ed idioti fino a quando capita che sono proprio loro ad ammalarsi. E, quando capita, vedi bene come si tendono distanti dai veleni dei loro compari oncologi.

Cancro, perché utilizzare il bicarbonato di sodio
Scrive il dottor Tullio Simoncini, oncologo, “La ragione di fondo e i motivi che suggeriscono contro i tumori una terapia con bicarbonato di sodio è l’idea che, pur con il concorso di una miriade di fattori concausali variabili, il loro sviluppo e la loro proliferazione locale e a distanza hanno una causa esclusivamente fungina.
Al momento, contro i funghi a mio avviso non è dato opporre nessun rimedio utile se non proprio il bicarbonato di sodio.
Gli antifungini attualmente in commercio, infatti, non rispondono alla necessità di penetrare nelle masse (ad eccezione forse delle prime somministrazioni di azoli o di amfotercina B per via parenterale), in quanto sono concepiti per un’azione solo su un piano stratificato di tipo epiteliale. Sono quindi incapaci di incidere in aggregati miceliali disposti in senso volumetrico, e per di più mascherati dalla reazione connettivale che tenta di circoscriverli.
I funghi sono poi in grado di mutare velocemente la propria struttura genetica. Dopo una prima fase di sensibilità nei confronti dei fungicidi, riescono in breve tempo a codificarli e a metabolizzarli senza riceverne ulteriore nocumento; anzi paradossalmente anche beneficiando del loro alto potere tossico nei confronti dell’organismo.
Il bicarbonato di sodio, invece, dotato di un’altissima diffusibilità e privo di quella complessità strutturale facilmente codificabile dai funghi, mantiene a lungo le proprie capacità di penetrazione dentro le masse, anche e soprattutto per la velocità con cui le disgrega, cosa che rende loro impossibile un minimo adattamento sufficiente a difendersi.

La terapia con bicarbonato dovrebbe essere impostata subito a grosse dosi, in maniera continua, a cicli e senza pause, in un’opera di distruzione che dovrebbe procedere dall’inizio alla fine senza interruzioni almeno per 7-8 giorni per un primo ciclo, tenendo presente che una massa di 2-3-4 centimetri comincia a regredire consistentemente dal 3° al 4° giorno, e crolla dal 4° al 5°.
In genere il limite massimo della dose che può essere raggiunto in una seduta si aggira intorno ai 500 cc di bicarbonato di sodio al 5%, con la possibilità di aumentare o diminuire la dose del 20% in funzione della corposità dell’individuo da trattare, e in presenza di localizzazioni plurime su cui suddividere una maggiore quantità di sali.

C’è da sottolineare che le dosi indicate, proprio perché innocue, sono le stesse utilizzate senza problemi da oltre 30 anni in una miriade di altre situazioni morbose
Per potenziare al massimo l’efficacia del bicarbonato di sodio, sarebbe utile sempre somministrarlo direttamente sulle lesioni o sugli organi invasi da una neoplasia.
Ciò è possibile mediante l’arteriografia selettiva (visualizzazione di un’arteria specifica) e mediante il posizionamento di port-a-cath arteriosi (vaschette in raccordo col catetere). Queste metodologie consentono di posizionare un cateterino direttamente nell’arteria che nutre la massa neoplastica, permettendo di somministrare alte dosi di bicarbonato di sodio nei recessi più profondi dell’organismo.
In questo modo quasi tutti gli organi possono essere trattati e possono beneficiare di una cura con i sali di bicarbonato, innocua, rapida ed efficace, ad eccezione solo di alcuni distretti ossei come vertebre e costole, dove la perfusione arteriosa, essendo esigua, non permette il raggiungimento di dosi sufficienti.
L’arteriografia selettiva rappresenta quindi un’arma estremamente potente contro i funghi, che può essere usata sempre e comunque nelle neoplasie, primo perché è indolore e non lascia postumi, secondo perché prevede rischi d’esecuzione molto bassi.

In alcuni tumori c’è la possibilità di curarli in maniera più semplice.

Darwinismo e Transumanesimo

Darwinismo e Transumanesimo
Il darwinismo è caduto. Non esistono evidenze scientifiche che convalidino la teoria darwinista dell’evoluzione ed anzi al contrario, è stato dimostrato come le specie non evolvano ma rimangano sempre uguali a se stesse. L’intervento esterno creativo e manipolativo sul pianeta Terra è quindi ad oggi un’opzione tutt’altro che peregrina.

L’homo sapiens ad esempio è comparso dal nulla circa 300.000 anni orsono ed è inutile cercare ancora il celebre anello mancante inesistente. La teoria dell’evoluzione ha influenzato pesantemente il corso degli eventi dei secoli appena trascorsi ed ha avallato visioni materialistiche e scientiste della realtà ormai da superare ed ignorare eppure propinate ancora in ambito accademico come le uniche possibili. 

Da una intervista al prof. Mariano Bizzarri, docente di Biochimica e professore di Patologia Clinica presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università La Sapienza di Roma: “Cosa ne pensa delle giornate celebrative per Darwin? Perché, secondo lei, non accade lo stesso per altri celebri uomini di scienza?”
«Nel tempo Darwin ha finito per diventare una bandiera del pensiero “progressista”, spesso a prescindere dal contenuto scientifico dei suoi contributi che, peraltro, sono largamente sconosciuti sia dalla maggioranza della popolazione sia a molti ricercatori. Di Darwin si conosce una sorta di vulgata rimasticata e semplificata che non di rado viene confusa con i contributi di ciò che conosciamo come “post-darwinismo”, anche questo estremamente variegato e tutt’altro che omogeneo al suo interno.
L’ipotesi darwinista nell’accezione correntemente propagandata offre una spiegazione semplicistica (e quindi facilmente comprensibile) a tutti coloro che, in fondo, vogliono porsi meno problemi possibili per spiegare questioni complesse come l’origine della vita e dell’evoluzione.
Da un altro punto di vista il neo-darwinismo ha prodotto una pseudo-evidenza scientifica che ha legittimato e nobilitato le filosofie materialiste e le politiche anti-metafisiche (ed anti-religiose) del novecento. Non desta meraviglia, pertanto, che il “darwinismo” sia diventato la bandiera tanto del marxismo, quanto del pensiero biotecnologico affermatosi negli USA e quindi in Europa a partire dai primi anni ’70. L’obiettivo, in entrambi i casi, è quello di spiegare la vita in termini di semplici interazioni meccaniche e molecolari, confinando a tale livello la complessità della Biologia.
A prescindere dalle implicazioni filosofiche, tale approccio ha legittimato lo sviluppo di un’industria che sulla manipolazione dei mattoni fondamentali del vivente (si pensi solo agli OGM) ha costruito le proprie fortune. Pensiero progressista e industria del biotech hanno così sorprendentemente stabilito una insana alleanza. Come non ritrovarsi quindi d’accordo nel celebrare colui nel nome del quale tutto questo è stato reso possibile?».




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Una suadente Sostituzione
Non credo che l'umanità sia consapevole, se non in minima parte, di ciò che sta per colpirla. Questa invasione strisciante è davvero ben occultata ed addirittura proposta come desiderabile ed auspicabile. Fino a pochi decenni orsono, si sacrificava la vita stessa per la salvezza della propria anima, oggi si prolunga la vita il più possibile e con qualsiasi mezzo a dispetto dell'anima.
La materialità ha sostituito la spiritualità ed a nulla o a poco valgono le sedute psicanalitiche per rimediare a questo sprofondamento oscuro.
La seduzione della macchina è forte. La fusione biologico/inorganico è una tentazione insopprimibile. Basta osservare intorno a noi i nostri simili intenti ad usurare i polpastrelli sugli smartphone per rendersene conto. Quanto attrito generato inutilmente, quante energie buttate al vento! L'oscuro e profondissimo nitore della macchina attira l'uomo come mosca al miele. Peccato che dietro lo schermo nero non ci sia altro che il nulla, la fuga dell'anima.
Anima era qui per fare esperienza ed in un mondo robotizzato, ove tutto è previsto e prevedibile, non albergherà più. Il nostro destino è un pianeta spento? Febbrile, rovente magari ma privo della vera luce? Riflettiamoci ed agiamo ora. La grande manipolazione è già cominciata da decenni, o non ce ne siamo accorti?

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venerdì 12 ottobre 2018

Il TOTALITARISMO VACCINALE "giallo-verde" amplifica l’abominevole Legge “Lorenzin”. Era questo il cambiamento?

Rimpiangere la Lorenzin? Si può. Anatomia di una tecnolegge

Di Il Pedante - ilpedante.org
In appendice all’articolo precedente e nel solco tematico della protesta – utile o meno – che mi ha spinto a chiudere il blog, aggiungo qui qualche considerazione analitica e di contesto sul citato e pendente disegno di legge n. 770 cofirmato dai capigruppo Stefano Patuanelli (M5S) e Massimiliano Romeo (Lega) e dai membri della Commissione igiene e sanità al Senato Pierpaolo Sileri (M5S), Maria Domenica Castellone (M5S) e Sonia Fregolent (Lega) recante “Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale“. Il testo, presentato il 7 agosto, è assegnato alla 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato in sede redigente. Ciò significa che eventuali emendamenti alla proposta saranno valutati e approvati in seno alla sola Commissione, riservando all’Assemblea il voto sul testo finale. La discussione ha avuto inizio il 2 ottobre.

Si è già documentato e deplorato il fatto che l’«obbligo flessibile» normato dalla proposta «supererebbe» l’obbligo della Lorenzin in senso tutto accrescitivo, esattamente come una potente auto sportiva supererebbe un’utilitaria in autostrada: mira cioè a estenderlo nelle applicazioni e nelle sanzioni fino a renderlo potenzialmente universale. Guardandosi bene dal mettere in forse l’abominio di un trattamento sanitario obbligatorio preventivo – quindi non motivato da urgenza – e di massa, il DDL n. 770 ne accetta in pieno la ratio rilanciandola su tutte le fasce di età («per determinate coorti di nascita») in caso di «compromissione dell’immunità di gruppo» (art. 5, comma 1). In questi casi, alla «sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100 ad euro 500» (ibi, comma 3) aggiungerebbe la possibilità di escludere gli inadempienti dalla «frequenza delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione» (ibi, comma 4) e quindi anche dalle scuole dell’obbligo e superiori, arrivando là dove il precedente governo non aveva osato arrivare. Giacché, infine, «gli obiettivi da raggiungere su tutto il territorio nazionale» sarebbero quelli fissati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) adottato «su proposta del Ministro della salute, sentito l’Istituto superiore di sanità» (art. 2), il numero delle vaccinazioni da imporre mediante obbligo non sarebbe più necessariamente limitato alle dieci previste dalla Legge Lorenzin, ma potrebbe estendersi anche ad altre patologie infettive secondo le priorità fissate dai tecnici e i livelli di copertura registrati.

Il nuovo DDL finirebbe così per surclassare (non «superare») la coercizione ex Lorenzin espandendola in ogni direzione possibile:
a) delle fasce di età e quindi del numero di persone coinvolte,
b) delle sanzioni applicabili e
c) delle vaccinazioni assoggettabili all’obbligo.
Fatte queste premesse, l’auspicio di chi scrive non può che essere quello di una sua morte silenziosa e prematura, e che mai possa lasciare le scrivanie di chi l’ha concepita. Un esito tanto più necessario se si misura l’intenzione di intensificare ulteriormente l’imposizione lorenziniana con le posizioni avverse all’obbligo già espresse del ministro della Salute in carica e, più ancora, dal segretario della Lega Matteo Salvini, che anche in un recente comizio ha ribadito quanto sia «sacrosanto per tutti i bimbi il diritto di andare a scuola. Perché non è civile un Paese che nega questo diritto». Avendo però aggiunto che «al governo siamo in due», resta da chiedergli perché tra le firme in calce a una proposta che nega esplicitamente il diritto di «frequenza delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione» appaia anche quella del suo capogruppo al Senato.

Se una revoca del testo non fosse resa possibile dalle circostanze, sarebbe almeno da stralciare con urgenza la previsione abnorme della sospensione da scuole e asili: sia per non attentare con certezza a un diritto-dovere costituzionale (art. 34) sulla base di eventualità tanto paventate quanto remote, sia per spuntare gli artigli di un meccanismo di coercizione e discriminazione che non ha precedenti nella storia repubblicana. Per quanto auspicabile in subordine, questo risultato lascerebbe comunque intatto l’impianto di una legge profondamente sbagliata e pericolosa nei suoi fondamenti scientifici e di diritto, il cui precedente aprirebbe la porta alla possibilità di abusi che, poco o nulla giovando alla salute pubblica, metterebbero ulteriormente a rischio la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni. Analizzare i modi in cui ciò avverrebbe è utile anche nella desiderata ipotesi di un’inversione di rotta dei decisori, per trarne un monito più generale sui mali di un legiferare «tecnocratico» applicato a un caso concreto.
***
Come ogni legge di ispirazione «tecnica», anche il DDL n. 770 prefigura un meccanismo di governo «algoritmico» e lineare. Il provvedimento poggia sul doppio pilastro informativo di un PNPV quinquennale contenente il calendario, gli obiettivi e le raccomandazioni in materia di prevenzione vaccinale, e della costituenda Anagrafe vaccinale nazionale dove confluiscono i dati relativi allo stato vaccinale della popolazione. Incrociando i due flussi di informazione, le autorità sanitarie dovrebbero essere in grado di monitorare la rispondenza dei comportamenti vaccinali agli obiettivi fissati in tempo quasi-reale e con una precisione «granulare» secondo età, sesso, localizzazione geografica, condizioni cliniche ecc. per intervenire «chirurgicamente» nelle situazioni di mancato raggiungimento dei target. Sarebbe in teoria possibile, ad esempio, attivare l’obbligo HPV per i soli preadolescenti maschi di una provincia, o quello antinfluenzale per i soli soggetti anziani di una regione.
I «piani straordinari d’intervento» comportanti l’obbligo sarebbero varati – unica novità davvero positiva – «su proposta del Ministro della salute previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentiti l’Istituto superiore di sanità… con decreto del Presidente della Repubblica», cioè tramite una decisione politica e un iter non esattamente «snello» né tanto meno automatico. Ciò dovrebbe garantire un margine di discrezionalità politica che resterebbe tuttavia assoggettato alla «dura legge» del numero, integrando disciplinatamente il modello del «vincolo esterno» dove gli organi politici decidono il come ma non il cosa, e un parametro solo simbolicamente correlato all’obiettivo – come già la soglia di spesa pubblica in deficit, o il rapporto deficit/PIL – assurge a totem dell’azione legislativa. Il vizio di metodo sotteso a questa visione monofattoriale e meccanica, più vicina alle dinamiche di un videogioco che alla complessità di un fenomeno biologico e di massa, si riflette puntualmente nei suoi strumenti.

 

Piano nazionale di prevenzione vaccinale: il vincolo esterno

Nella proposta qui esaminata, gli obiettivi di copertura vaccinale dettati dal PNPV costituirebbero la fonte unica dell’intervento legislativo, che si vedrebbe così privato della facoltà di deliberare su ogni singolo caso accogliendo criteri scientifici più ampi e anche non scientifici, secondo le molteplici fonti del diritto. La tabe tecnocratica si rivela qui nell’illusione di «sterilizzare» la fallibilità del processo decisionale politico assoggettandolo a un criterio che si reputa a-politico, traente origine e legittimazione da sé stesso e dall’«evidenza». Ma, semplicemente, ciò non è possibile. L’elaborazione di obiettivi di diffusione di una profilassi, e più a monte il fatto stesso di eleggere quegli obiettivi e quella profilassi, riflette essa stessa una visione del mondo e una gerarchia di priorità e di interessi. Nel 2015, il celebre epidemiologo Vittorio Demicheli denunciava ad esempio sulle pagine del Sole 24 Ore che «il calendario riportato all’interno del[l’allora] Piano nazionale di vaccinazione è la copia fedele del “calendario per la vita” sponsorizzato dalle industrie del farmaco». La vicenda, al netto di ogni giudizio, ci ricorda che le dialettiche e gli incerti scippati alla politica si ripresentano inevitabilmente ai piani superiori della tecnica la quale, nel farsi decisione, diventa essa stessa politica a dispetto dei suoi paludamenti.
In punto di merito, molti osservatori distratti hanno apprezzato il «buon senso» della proposta n. 770 senza però minimamente conoscere né gli ambiziosi requisiti del PNPV che dovrebbero assurgere a legge, né la situazione in cui ciò dovrebbe avvenire. Scorrendo il testo oggi in vigore ci si renderebbe infatti conto che l’applicazione dell’obbligo ai «significativi scostamenti… tali da ingenerare il rischio di compromettere l’immunità di gruppo» innescherebbe un aumento delle inoculazioni così vertiginoso da fare impallidire il dettato lorenziniano. Abbozziamo nel seguito una simulazione incrociando i dati più recenti sulle coperture e le raccomandazioni del PNPV 2017-2019:
La simulazione assume il normal case scenario, quello cioè in cui un governo in carica si attenesse alle disposizioni dell’art. 5. Certo, può darsi che le raccomandazioni del nuovo PNPV introdurranno una gradualità delle soglie, ma ciò sposterebbe il problema senza risolverlo. O ancora, che un esecutivo attiverà solo parzialmente i piani straordinari giustificati dagli scostamenti, ma ciò trasformerebbe il diritto allo studio e all’inviolabilità della persona in una mera concessione che deroga alla legge per la «bontà» – sempre revocabile e sempre assoggettabile a ricorso – di qualcuno.

5G: crimine contro l’umanità!



“Il 5G è un crimine contro l’umanità, fermatelo sia dalla terra che dallo spazio!” Disperato appello all’ONU di medici-scienziati

Il tempo scorre e lo scontro si fa sempre più duro. Mentre in America i cittadini (consapevoli del rischio anche grazie ad una corretta informazione) diffidano i Sindaci dall’adottare una pericolosa tecnologia priva di studi preliminari sugli effetti per la salute umana e le associazioni denunciano la Commissione federale per le comunicazioni, al silenzio italiano (complice l’omissione di stampa e Governo sui pericoli sanitari) risponde un accorato appello (l’ennesimo!) lanciato da una task force internazionale di 11 accreditati ricercatori, medici e scienziati da tutto il mondo guidata da Arthur Firstenberg: con “Stop 5G dalla terra e dallo spazio” chiedono all’ONU, all’Organizzazione Mondiale della Sanità, al Consiglio dell’Unione Europea e ai Governi nazionali di fermare immediatamente il progetto wireless 5G (all’asta delle frequenze, sinora lo Stato italiano ha incassato più di 4 miliardi di euro), accusato di essere un vero e proprio “crimine contro l’umanità, in violazione del Codice di Norimberga” che vieta la sperimentazione sugli esseri umani. Infine, sempre dagli USA, arriva l’intervista shock di Martin Pall, emerito di biochimica al Washinghon State University di Portland, noto per essere tra i più accreditati studiosi al mondo di elettrosensibilità ed interazioni uomo-campi elettromagnetici: “Se il 5G sarà realizzato secondo i piani stabiliti il ragionamento di Pall tra 5 o 7 anni l’umanità sarà estinta”. Per capire la portata dello spauracchio incombente, declinato persino nel Wi-Fi dallo spazio, in esclusiva per l’Italia OASI SANA riporta la traduzione parziale dell’appello internazionale lanciato dagli studiosi all’ONU per fermare il 5G. Attesa l’urgenza, i promotori dell’iniziativa hanno chiesto agli enti pubblici di rispondere entro il 1° Dicembre 2018.

“Le società di telecomunicazioni di tutto il mondo, con il supporto dei governi, entro i prossimi due anni dovrebbero implementare la rete wireless di quinta generazione (5G). Sarà un cambiamento sociale senza precedenti su scala globale. Avremo case ‘intelligenti’, imprese ‘intelligenti’, autostrade ‘intelligenti’, città ‘intelligenti’ e auto a guida autonoma. Praticamente tutto ciò che possediamo e compriamo, dai frigoriferi alle lavatrici, dai cartoni per il latte, dalle spazzole per i capelli e i pannolini per bambini, conterrà antenne e microchip e sarà connesso in modalità wireless a Internet. Ogni persona sulla Terra avrà accesso immediato a comunicazioni wireless ad altissima velocità, anche nelle foreste pluviali, nel mezzo oceano e nell’Antartico. Ciò che non è ampiamente riconosciuto è che cosa tutto questo comporterà anche in termini di cambiamenti ambientali. Il numero pianificato di nuove antenne ad irradiazione di radiofrequenza è impossibile da prevedere. Oltre a milioni di nuove stazioni radiobase 5G sulla Terra, 20.000 nuovi satelliti nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti, secondo le stime entro il 2020 faranno parte dell’Internet delle cose un trilione di oggetti. (…)
Nonostante la diffusa negazione, l’evidenza che le radiazioni a radiofrequenza sono dannose per la vita. L’evidenza clinica accertata sulla base di una letteratura forte di oltre 10.000 studi peer-reviewed parla di esseri umani malati e feriti, di prove di danni a DNA e di prove epidemiologiche che le principali malattie della civiltà moderna – cancro, malattie cardiache e diabete – sono in gran parte causate dall’inquinamento elettromagnetico. Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, nessun insetto e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a livelli di radiazione a radiofrequenza che saranno decine o centinaia di volte più intensi di quanto irradiato oggi, senza alcuna possibilità di fuga da nessuna parte sul pianeta. Questi piani 5G minacciano di provocare effetti gravi e irreversibili sugli esseri umani e danni permanenti. (…)

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Devono essere adottate misure immediate per proteggere l’umanità e l’ambiente, nel rispetto degli imperativi etici e degli accordi internazionali. Il 5G si tradurrà in un massiccio aumento dell’inevitabile, involontaria esposizione alle radiazioni wireless. Al fine di trasmettere l’enorme quantità di dati richiesti per l’Internet delle cose, la tecnologia 5G, quando completamente implementata, utilizzerà onde millimetriche, ciò richiederà ad ogni operatore di installare stazioni base ogni 100 metri in ogni area urbana del mondo. A differenza delle precedenti generazioni di tecnologia wireless, in cui una singola antenna trasmette su una vasta area, le stazioni base 5G dei dispositivi 5G avranno più antenne disposte in ‘phased array’ che funzionano insieme per emettere focalizzato, orientabile, raggi laser simili che si inseguono l’un l’altro.

LEGGI IL LIBRO INCHIESTA SU ELETTROSMOG e 5G

Ogni telefono 5G conterrà dozzine di minuscole antenne, tutte funzionanti insieme per tracciare e puntare un fascio focalizzato sull’antenna più vicina. La Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti ha adottato delle regole che consentono alla potenza effettiva di tali fasci di essere pari a 20 watt, cioè dieci volte più potenti dei livelli consentiti per i telefoni attuali. Ciascuna stazione radiobase 5G conterrà centinaia o migliaia di antenne che puntano più raggi laser simili a tutti i telefoni cellulari e dispositivi utente nell’area di servizio. Questa tecnologia è chiamata ‘multiple input multiple output’ o MIMO. Le regole FCC consentono che la potenza irradiata effettiva dei fasci di una stazione base 5G sia pari a 30.000 watt per 100 MHz di spettro, o equivalentemente 300.000 watt per GHz di spettro, da decine a centinaia di volte più potente dei livelli consentiti per stazioni base correnti.

Almeno cinque compagnie stanno poi proponendo di fornire il 5G attraverso il Wi-Fi dallo spazio da un totale di 20.000 satelliti in orbita che copriranno la Terra con fasci potenti, focalizzati e orientabili. Ogni satellite emetterà onde millimetriche con una potenza effettiva irradiata di fino a 5 milioni di watt da migliaia di antenne disposte in un array a fasi. Sebbene l’energia che raggiunge il suolo dai satelliti sarà inferiore a quella delle antenne a terra, irradierà le aree della Terra non raggiunte da altri trasmettitori e sarà aggiuntiva alle trasmissioni 5G a terra da miliardi di oggetti dell’Internet delle cose. Ancora più importante, i satelliti saranno localizzati nella magnetosfera terrestre, che esercita un’influenza significativa sulle proprietà elettriche dell’atmosfera. L’alterazione dell’ambiente elettromagnetico della Terra può essere una minaccia alla vita ancora più grande della radiazione delle antenne a terra.

Gli effetti nocivi delle radiazioni a radiofrequenza sono già stati dimostrati

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