venerdì 17 febbraio 2017

Anche G+ ha iniziato la censura contro l'informazione libera

E DOPO FACEBOOK ANCHE GOOGLE + HA INIZIATO LA CENSURA CONTRO L'INFORMAZIONE LIBERA

 
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI  ratificato con la LEGGE  881/77 
ARTICOLO 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.


COSTITUZIONE ITALIANA 
ARTICOLO  21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.


Il buonismo manovrato dall’élite

Jon Rappoport: il buonismo manovrato dalla elite per eliminare libertà individuale

Essere buoni è tutto cio’ che conta. E’ imperativo. Tradire tutto questo sarebbe un peccato imperdonabile e li distruggerebbe,questi santi soldati…
Chi sono?
Dietro i loro sorrisi flaccidi c’è una fornace ruggente di rabbia
Credono che sia l’amore a motivarli. L’amore e l’adorazione di alcuni leader che stanno dalla parte dell’amore.
Questa allucinazione, può abbattere una società ed una civiltà.
E’ stato insegnato loro di essere buoni. Sono stati addestrati in quel modo ed abbracciano il loro addestramento come fosse lo scudo e la spada al tempo stesso, mentre si mettono in cammino per cambiare il mondo.
Ce ne sono milioni di costoro.
Chi sono?

Esortano alla “condivisione e cura” senza limiti. Questa è la loro religione. Per costoro, non c’è un limite nel sostenere chi è nel bisogno e non ci sono conseguenze negative. Non si tratta di prendere a Pietro per dare a Paolo. Non esiste una cosa del genere.
Se diceste a questi soldati del Buono che potrebbero aprire una porta e far entrare 30milioni di immigrati nel paese, in una sola notte, non esiterebbero a farlo. Il lato negativo di questo? Irrilevante. Essere buoni è tutto cio’ che conta. E’ imperativo . Tradire tutto questo sarebbe un peccato imperdonabile e li distruggerebbe, questi santi soldati…

D’altro canto se diceste di avere un programma per ricollocare a lavoro domani 2 milioni di disoccupati americani, registrerebbe il tutto con indifferenza. Quella idea non si addice alla loro visione del mondo. Tornare a lavoro significa LAVORO. Guadagnarsi da vivere. Una misura di responsabilità, qualcosa di cui render conto. Un far affidamento su se stessi. Forza. Dove è in questo una CHARITY? (Organizzazione di beneficienza) Dove è questo donare in modo illimitato? Dov’è l’amore?

Dove è “tutto in cambio di niente?”? Questo è il loro motto. E’ la prova del loro atteggiamento di cura e di bontà. Minacciateli di portar via loro tutto questo e vedrete indurirsi le loro espressioni, cominceranno a sputare veleno.
Ecco ora state entrando nel loro segreto: sono dei fallimenti che si biasimano da soli. Nessuno sta biasimandoli. Lo fanno da soli. Questa è la loro intramontabile psicologia
Il loro schema è diventato sostituire “gli altri con se stessi”. Ecco la chiave. Hanno abbandonato il sè “per dare tutto agli altri”. Questa la visione, quella di una sostituzione
Non appena percepiscono che un progetto, o una idea o una promessa, sta per sviare quella formula, traboccano di rabbia.

Possono venire magnetizzati come una formidabile forza politica. Facilmente. Tutto cio’ di cui hanno bisogno è una figura che sembra rappresentare “tutto in cambio di niente” e “l’altro”, piuttosto che se stessi.
Possono stare nelle strade tenendo in mano candele o al segnale, possono rompere tutto.

Sono la controrivoluzione che si è costruita in questo paese [USA] per oltre cent’anni. Tutto questo è stato gestito dalle piattaforme della elite ed il suo obbiettivo è la distruzione di ogni brandello di idee originali su cui si è fondato questo paese. La distruzione di fatto, nel pensiero, nella azione e nella memoria.

Spazzar via la memoria della…
Libertà individuale
e cio’ che la libertà implica
Spazzar via il sè.

Sostituirlo con una macchina sociale onnicomprensiva, dedicata all’amore.
Come se qualcosa del genere potesse veramente esistere.
Traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net
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giovedì 9 febbraio 2017

Metodo Feldenkrais per la sclerosi multipla

Metodo Feldenkrais per la sclerosi multipla

“La sclerosi multipla (SM) ha lasciato il suo segno indelebile nella mia famiglia. A mio zio paterno, Benjamin, fu diagnosticata la SM, di cui morì  nel 1930. Negli anni ’50, la malattia ha preso mio padre due settimane dopo il mio quarto compleanno. Nel 1986, ha segnato la vita di mia sorella, Susan. La mia famiglia è stata impegnata con l’associazione Sclerosi Multipla dal tempo in cui ho ricordi. Ancora ragazzino, mio fratello Eli andava di casa in casa con la scatola di raccolta per l’associazione. Da bambina, assieme ai miei amici, ci facevamo pagare per i nostri spettacoli nel cortile e donavamo il ricavato. A tuttoggi io e mio fratello rimangono impegnati. Scrivo e parlo di SM a chiunque voglia ascoltare. Assieme alle mie figlie ho partecipato alla marcia per la SM ogni anno da quando sono nate. Quando ero una giovane fisioterapista, nel 1976, ho iniziato la prima classe per i pazienti affetti da SM presso la UCLA. Nel 1991 sono diventata un’insegnante del Metodo Feldenkrais® e ho insegnato classi di Consapevolezza Attraverso il Movimento® con il sostegno dell’associazione dedicata alla SM.

Come può il Metodo Feldenkrais® dare benefici alle persone con SM?
Il Metodo Feldenkrais esplora come il cervello e il nostro sistema nervoso possano cambiare. La sclerosi multipla è una malattia che colpisce il cervello e il sistema nervoso. Ecco perché secondo me il Metodo Feldenkrais è utile a chi è affetto da sclerosi multipla: dal momento che sappiamo che la SM può colpire qualsiasi parte del sistema nervoso rivestito di mielina (la copertura “isolante” dei nervi), qualsiasi approccio che voglia aumentare le funzioni deve deve coinvolgere l’intera persona. Questo rende il Metodo Feldenkrais una buona partita; non solo perché collega una parte del corpo alle altre, ma anche perché comporta poco o nessun stress, uso di energia, dolore o sudore. E può abbassare la temperatura di un corpo surriscaldato rilassando il meccanismo di “lotta o fuga”.

Ci sono quattro tipi principali di SM; recidivante-remittente, secondaria progressiva, primaria progressiva e recidivante progressiva. Anche se ci sono fattori comuni tra le persone con SM, ognuno è un individuo. A seconda del tipo di SM che una persona ha, i sintomi possono variare notevolmente da un giorno all’altro.
Dal momento che il Metodo Feldenkrais lavora sulla consapevolezza, su come raggiungerla e come utilizzarla ogni persona impara a regolarsi con se stessa, trovando le proprie strategie per il cambiamento. Inoltra la combinazione di consapevolezza e flessibilità è molto potente nella lotta contro gli effetti di questa malattia. Il fatto di utilizzare i muscoli per muoversi piuttosto che come supporto antigravitazionale migliora la gamma di movimento e aiuta ad avere più energia. Inoltre imparare a iniziare il movimento dai grandi muscoli che si trovano al centro del corpo consente una distribuzione migliore del lavoro, permettendo di conservare energia e forza, che rappresentano due grandi preoccupazioni per pazienti con SM.
Inoltre questi elementi permettono di mantenere la flessibilità delle articolazioni e dei muscoli, fattori importanti per camminare e per svolgere le azioni quotidiane. Tutti noi abbiamo un enorme potenziale per l’apprendimento, non importa quale sia la nostra capacità fisica in quel dato momento. Imparare la consapevolezza, la flessibilità e il cambiamento migliora le funzioni.

Andiamo più nello specifico!
La maggior parte delle persone non pensano a quello che fanno o come si muovono fino a quando non si trovano in difficoltà. Se rallentiamo e prestiamo attenzione a come ci muoviamo e a che cosa facciamo, siamo in grado di affinare i nostri movimenti e le nostre azioni. Come Moshe Feldenkrais scrisse: “Se non sai quello che stai facendo, non puoi fare quello che vuoi.” Questo è esattamente ciò che impariamo quando pratichiamo il Metodo Feldenkrais.
Se avete la SM o se conoscete qualcuno che ne soffre (ci sono circa 200.000 persone negli Stati Uniti e 2,5 milioni in tutto il mondo) allora conoscete alcuni dei sintomi debilitanti. Poiché i sintomi sono così vari, quando si lavora con questa malattia, si deve avere una chiara comprensione della natura intreccciata del cervello e del corpo. Non si può “correggere” una parte senza influenzare le altre. Non possiamo cambiare il modo di camminare, se non lavoriamo sulla respirazione o senza sapere dove siamo nello spazio
CAMMINARE
Camminare è il motivo principale per cui le persone con SM vengono da me. Comincio esplorando la consapevolezza del mio cliente rispetto allo parti del corpo nello spazio. Nel linguaggio medico, questo si chiama cinestesi/propriocezione. Propongo lor una serie di sequenze di movimenti, sia attraverso le indicazioni verbali, sia o attraverso il tocco. Questi movimenti molto facili e dolci permettono all’allievo di rilassarsi; è solo quando siamo rilassati che possiamo esplorare il movimento! Gli allievi spesso scoprono schemi di movimento che li frenano. Essi imparano a lasciar andare gli schemi di movimento abituali che non funzionano. Attraverso queste sottili lezioni di movimento, sviluppano la consapevolezza, che porta alla flessibilità e a una migliore coordinaazione. Un altro sintomo che rende difficile il cammino è la spasticità. La spasticità è uno stato in cui alcuni muscoli sono contratti del tutto oppure lavorano in tempi inappropriati. Quando gli studenti imparano a muoversi con meno sforzo, riescono a fermare o a invertire qualsiasi movimento prima che i muscoli diventino eccitato o sovraeccitati. I movimenti sono lenti, dolci e sicuri. Gli allievi trovano che hanno più abilità nel modulare come i loro muscoli iniziano l’azione. Questo offre loro l’opportunità di fare minori aggiustamenti sulla base della loro percezione. Problemi di coordinazione sono abbastanza comuni tra le persone con sclerosi multipla, a causa della minor comunicazione tra il cervello e il midollo spinale. La coordinazione è complicata.  Le azioni utilizzano alcune sequenze muscolari. Ad esempio, si piega il ginocchio e si solleva il piede prima che  l’anca muova la gamba in avanti per camminare. Tuttavia, prima ancora di muovere le gambe, si vede qualcosa che si desidera raggiungere a piedi, sia nella realtà che nell’immaginazione. È necessario anche mantenere una postura eretta e respirare per muoversi in modo efficiente. Le sequenze di movimento esplorate durante una lezione Feldenkrais insegnano il controllo del movimento nello spazio. Ciò include la capacità di controllare la direzione, la qualità e la velocità.

EQUILIBRIO
Molto spesso le persone con SM hanno difficoltà a mantenere l’equilibrio. Attraverso il Metodo Feldenkrais, gli studenti con SM hanno la possibilità di esplorare la “postura dinamica”, in cui lo scheletro supporta il peso e i muscoli sono liberi di muoversi in modo più efficiente. Si esplora il rapporto tra lo scheletro e muscoli. Si porta attenzione alla trasmissione del movimento attraverso il centro del corpo, piuttosto che mantenere il “core”.

CALORE
Il calore può causare un temporaneo peggioramento dei sintomi della SM e lo stress e la tensione possono aumentare la temperatura corporea. Con il movimento delicato di una lezione Feldenkrais, un partecipante può imparare ad allentare lo stress e la tensione. Questo aiuta a far diminuire il calore, consentendo all’energia del corpo di fluire liberamente. Utilizzando l’attenzione e il respiro, si può imparare a rilevare (e quindi evitare) l’aumento della temperatura corporea prima che inizino i problemi.

STRESS
Vivere con la SM può significare cambiamento e stress. Lo stress esaurisce un individuo sia emotivamente che fisicamente e aumenta la stanchezza. Utilizzando il Metodo Feldenkrais, le persone con MS imparano a funzionare in uno stato più rilassato, calmando così il sistema nervoso simpatico (responsabile del meccanismo di “lotta o fuga”). Dal momento che i movimenti si basano su attività funzionali, le persone hanno la possibilità di scoprire i loro modelli di ansia abituali e di esplorare modi più efficaci di risposta. Mentre insegnavo corsi regolari per l’associazione della SM, mi sono spesso trovata in strutture non ottimali. C’era spesso rumore o movimento nella stanza, ma ho scelto di non modificare la situazione perché sapevo che i miei allievi avevano bisogno di imparare a calmarsi e a sentire se stessi in qualsiasi ambiente. Dopo tutto, centri commerciali, ristoranti rumorosi e ingorghi non scompaiono solo perché avete la sclerosi multipla!

FATICA
La fatica può essere la più grande sfida, perché siamo in grado di crearla senza nemmeno rendercene conto. Sforzo, tensione e fatica sono spesso il risultato di piccoli muscoli che fanno il lavoro al posto di quelli più grandi. Non ci può essere apprendimento quando c’è fatica, quindi sono gli allievi a misurare il proprio senso di stanchezza, modulando pause e riposi. Nel muoversi o riposarsi secondo il proprio ritmo, guadagnano un maggiore controllo sulla fatica.

FLESSIBILITÀ
Flessibilità è la capacità di commutare e utilizzare una parte diversa del corpo per una stessa attività. Imparare ad usare i muscoli per muoversi piuttosto che usarli per sostenere se stessi permette di migliorare la gamma di movimento e di avere più’energia. L’avvio del movimento dai grandi muscoli vicini al centro del corpo permette una migliore distribuzione del movimento permette di conservare l’energia e la forza. Queste sono le chiavi per mantenere la flessibilità articolare e muscolare, importante passeggiare e per le altre attività della vita quotidiana.”
(Traduzione dell’articolo Working with people with Multiple Sclerosis a cura di Beth Rubenstein, insegnante del Metodo Feldenkrais)

La curcuma guarisce le lesioni del midollo spinale meglio dei farmaci

La curcuma guarisce le lesioni del midollo spinale meglio dei farmaci

La lesione del midollo spinale può avere effetti devastanti, e spesso irreversibili. Il trattamento convenzionale si basa su farmaci steroidei e chirurgia con risultati poco brillanti. Che cosa succede se un estratto di curcuma funziona meglio, ed è più sicuro?
Un nuovo studio promettente pubblicato sulla rivista “Neurology Research International” dal titolo “Il potenziale della curcumina per il trattamento di lesioni del midollo spinale”, suggerisce che l’antica spezia indiana, e il suo polifenolo primario curcumina, possono fornire alle vittime di lesioni del midollo spinale (LMS) un approccio più sicuro e più efficace del trattamento convenzionale che si basa principalmente sulla chirurgia e sui corticosteroidi, una classe di farmaci anti-infiammatori noti per gli effetti negativi sulla salute.

Centinaia di studi hanno confermato l’immenso valore della curcumina nel trattamento di una vasta gamma di malattie a base infiammatoria tanto che si trovano più di 200 studi che dimostrano le potenti proprietà anti-infiammatorie della curcumina.

Nonostante la ricchezza di ricerche già pubblicate che dimostrano le potenti proprietà anti-infiammatorie della curcumina, questo nuovo studio ha esaminato in modo sistematico tutti i dati disponibili sull’effetto della curcumina sulle lesioni al midollo spinale, permettendo di ottenere un quadro più chiaro del suo valore in relazione alle terapie standard. Lo studio evidenzia rapidamente una superiorità di potenziale della curcumina nei confronti dei corticosteroidi:
“Poiché tutti gli studi che mettono a confronto i due mostrano risultati superiori per la curcumina sui corticosteroidi, potrebbe essere vero che la curcumina agisce meglio alla fonte infiammatoria del danno neurologico che media la LMS, anche se questa domanda rimane senza risposta nei pazienti.”

Perché la curcumina è stata esclusa dalla ricerca clinica sulle lesioni del midollo spinale, e molte altre applicazioni potenziali alla malattia, fino ad ora?
Il motivo principale è che non è brevettabile, e come tutte le altre sostanze naturali di valore medicinale, gli ingressi di capitali enormi necessario per finanziare la sperimentazione clinica richiesta per l’approvazione dei medicinali semplicemente non confluisce in qualcosa che non ha un ritorno potenziale dell’investimento. Si può leggere di più sul tema in due precedenti articoli che ho scritto su tale tema:
Perché la legge vieta l’uso medicinale di sostanze naturali?
Perché è Curcuma non è ancora stata approvata dalla FDA?
Il quesito se la ricerca clinica alla fine si concentrerà sulla curcumina e sulla LMS è affrontato con forza nei commenti dello studio di chiusura:

Infine, possono i clinici perdere lo stigma della “medicina erboristica” ed essere in grado di riconoscere che si ignorano i suoi effetti benefici in gran parte a causa della mancanza di dati clinici e non necessariamente a causa di inferiore efficacia clinica?
Questo è un punto estremamente importante: l’assenza di una prova clinica randomizzata, in doppio cieco, multicentrico, studi clinici con controllo del placebo non significa che una sostanza non è clinicamente efficace. Il problema con la medicina “basata sull’ evidenza” e dei suoi sostenitori è che essi assumono una posizione epistemologica nella tradizione del diritto napoleonico: Ciò che non è esplicitamente consentito è proibito; ciò che non è esplicitamente confermato come vero, si presume falso. Questo è un tipo di monoteismo medico che chiude efficacemente la porta su un numero praticamente infinito di terapie naturali che non potrà mai avere il sostegno delle forze di mercato che prosperano sulle formule, e approcci meramente palliativi, che senza risolvere le cause alla radice producono un modello di crescita infinita dell’ inguaribilità e ampliano la generazione iatrogena dei sintomi.

Quindi, come fa esattamente la curcumina a fornire valore terapeutico in lesioni del midollo spinale?
Il motivo principale per cui la curcumina ha valore nelle lesioni del midollo spinale è dovuto al fatto che un’infiammazione sregolata è il fattore chiave di danno ai tessuti danneggiati. Nelle lesioni del midollo spinale ci sono entrambi i processi infiammatori primari e secondari che sono ritenuti responsabili dei danni spesso permanenti causati da tali lesioni:
Esistono due fasi della LMS; la lesione primaria inizia dopo che un impatto fisico ha danneggiato alcuni assoni, e la cascata di eventi infiammatori che seguono provoca la perdita di un gran numero di assoni che causano perdite sensomotorie, chiamate lesione secondaria.

Chiaramente, poi, la curcumina può aiutare a ridurre sia le dimensioni primarie e secondarie delle lesioni del midollo spinale agendo come un potente anti-infiammatorio pleotropico. Ma questo potrebbe essere solo la punta di un iceberg. Ci sono altri modi identificati in questa ricerca in cui la curcumina può avere un ruolo terapeutico, come la sua capacità di stimolare la classe di cellule rigenerative all’interno del corpo conosciute come cellule staminali. In realtà, non fino a poco tempo era noto che il midollo spinale nutre le cellule staminali in grado di rigenerare tessuti danneggiati. Inoltre, è stato solo di recente dimostrato che la curcuma possiede la capacità di stimolare la rigenerazione dei tessuti neurologici danneggiati attraverso le cellule staminali neurali. Abbiamo riportato questo in modo più approfondito di recente nell’articolo “Come la curcuma intera può guarire il cervello intero.” Un altro dato interessante, riportato anche di recente, è che la curcumina stimola la proliferazione delle cellule progenitrici neurali che possono guarire il midollo spinale.

In sostanza, quindi, la curcumina potrebbe essere in grado di affrontare la causa principale di disabilità causata da lesioni del midollo spinale.
Lo studio affronta anche il ruolo della curcumina come antiossidante e agente anti-fibrotica nel mitigare i danni LMS e stimolare la guarigione accelerata. Infine, lo studio esamina i dati pre-clinici che dimostrano che la curcumina stimola il recupero funzionale accelerato in modelli animali dell’industria del midollo spinale.

Questo è un aspetto molto importante, perché anche se la scienza non è ancora pienamente in grado di comprendere i meccanismi esatti in gioco per stimolare la guarigione delle lesioni al midollo spinale, l’osservazione che la curcumina produce un miglioramento funzionale e/o il recupero è la scoperta più importante e rilevante.
Chiaramente, poiché la ricerca disponibile mostra che la curcumina è almeno paragonabile, se non superiore in efficacia rispetto al trattamento convenzionale, si dovrebbe almeno considerare come terapia complementare aggiuntiva.

Infine, è stato dimostrato da studi pre-clinici che l’estratto di curcuma (curcumina) è superiore a più di una dozzina di farmaci convenzionali. Chiaramente, la constatazione che la curcumina potrebbe avere potenziale terapeutico in lesioni del midollo spinale al di là di quelli di un trattamento convenzionale non è un nuovo dato visto ciò che è stato già dimostrato in merito.
Per migliorare l’assimilazione della curcumina è necessario consumarla in un certo modo dato che altrimenti viene espulsa dal corpo senza essere assorbita correttamente, puoi approfondire come fare in 4 Modi per potenziare l’assorbimento della Curcumina.

Kambo e Iboga - Medicine dell'Anima

Kambo e Iboga - Medicine dell'Anima
Kambo e Iboga fanno parte dell’affascinante universo degli enteogeni, che Giovanni Lattanzi definisce sostanze bioattive da utilizzare in contesti spirituali, offrendone un’immagine ben più sacra e lontana dai pregiudizi occidentali, che etichettano tutte le sostanze psicoattive come "droga".

Le recenti ricerche effettuate sugli enteogeni stanno apportando un contributo decisivo verso la comprensione dell’universo del cervello umano e della sua intrinseca capacità di ‘risettare’ sé stesso.


Giovanni Lattanzi è nato a Roma nel 1962. 

Ha alle spalle un passato di meditazione Zen, praticata da oltre 10 anni, è laureato  in Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente, è anche pittore e poeta.

Oggi Giovanni, che possiamo definire uno sciamano europeo, tiene cerimonie di Kambo e Iboga in giro per il mondo, conduce workshop per aspiranti facilitatori di Kambo interessati ad imparare il suo metodo di applicazione. 
Vive e lavora ad Amsterdam lontano da leggi proibizioniste che ostacolerebbero i suoi studi e le sue ricerche.
Nel mese di ottobre 2016 ha pubblicato un libro di 400 pagine, intitolato "Kambo e Iboga" con la casa editrice Bibliosofica di Roma, dove racconta le sue personali esperienze con queste due sostanze, i risultati ottenuti, i benefici terapeutici, le possibili applicazioni, il lato sacro e spirituale delle due sostanze, ma non solo, nel libro si parla anche del potere di sognare, di risveglio spirituale, di come dissolvere il proprio ego, e via dicendo.
Giovanni racconta così il periodo precedente la sua iniziazione con Iboga:
"Quando ho deciso di fare la mia prima cerimonia di Iboga, in me è iniziato immediatamente un processo profondo già sei mesi prima della cerimonia stessa. Ho cominciato a fare sogni molto intensi e significativi, nei quali lo Spirito dell'Iboga comunicava con me.

(...) lo Spirito dell'Iboga mi stava già informando sul luogo dove sarei stato iniziato a questa pianta sacra. In quel momento, ho avuto l'intuizione che la mia vita sarebbe cambiata radicalmente ed ho avuto paura. Effettivamente dopo la mia prima cerimonia di Iboga, la mia vita è molto cambiata. 

Mi sono liberato di uno spirito maligno, un "parassita" ereditato dai miei antenati che viveva dentro di me, sono diventato più tranquillo, ho cominciato a dare trattamenti di Kambo, le mie doti di guaritore hanno iniziato ad esprimersi per essere condivise."

Giovanni che oggi conduce anche cerimonie di Iboga in abbinamento al Kambo, si assicura sempre che le persone che partecipano alla cerimonia siano in grado di gestire l'energia dell'Iboga, sia fisicamente che emotivamente, di fondamentale importanza anche avere una mente ben allenata a concentrarsi solo sul momento presente.
"C’è difatti chi ha paragonato una cerimonia di Iboga a 10 anni di psicoterapia. In realtà c’è una notevole differenza tra una cerimonia di Iboga e dieci anni di psicoterapia: il conto."

Ma veniamo al Kambo, ovvero la secrezione magica di una rana originaria dell'Amazzonia (Phyllomedusa Bicolor).

Il Kambo è usato da migliaia di anni da molte piccole tribù dell'area nord-occidentale dell'Amazzonia (soprattutto nella regione detta Acre), in particolare dalla tribù dei Katukina, che lo usano per aumentare la resistenza alla fatica prima delle battute di caccia, come rimedio per tutte le malattie e come portatore di buona fortuna. Dal punto di vista scientifico la secrezione prelevata dal sudore di questo anfibio è composto da nove peptidi bioattivi, i principali dei quali sono la dermorfina e la deltorfina.
Questi ultimi rappresentano il più forte antibiotico ed anestetico naturale che esista.

Quali sono i principali benefici ?
-       Il kambò ha il potere di risvegliare le cellule del corpo alla loro funzione naturale, agendo principalmente sui punti deboli dell'organismo.
-          - E' un rimedio naturale che rinforza notevolmente il sistema immunitario, previene l'insorgere di disturbi patologici e incrementa notevolmente la resistenza alla fatica e la concentrazione. Di conseguenza è utile non solo per persone ammalate, ma anche per quelle sane.
-          - La profonda pulizia a livello di tossine, è ideale come aiuto per uscire da dipendenze come fumo e alcool.  Ideale anche come purificazione dell’organismo dopo periodi intensi di assunzione di farmaci come antibiotici, chemioterapia, cortisonici ecc

- E’ un valido aiuto per aiutare ad uscire da stati depressivi e di scarsa energia fisico-mentale.
Il kambo può produrre uno stato alterato della realtà per un tempo molto breve in alcune persone e molti ricevono intuizioni su come vivere una vita più sana nei minuti del processo.

Non confondete la Phyllomedusa Bicolor con il "Bufo", il rospo del deserto messicano che contiene DMT 5 Meo nella secrezione della pelle, sostanza altamente psicoattiva : sono 2 cose totalmente diverse.

Il Kambo si può dunque riassumere in queste tre fasi:
Pulizia - Guarigione - Rinascita.
Il Kambo spazza via i blocchi emotivi, aprendo strada al nostro vero sé dissolvendo l'ego che ci separa dal Tutto, dunque più puliti diventiamo e più riusciamo a sintonizzarci con l'Infinito.
In tutto inizia con una profonda comprensione di noi stessi.
Questa medicina lava le negatività psichiche.

Nel prossimo articolo parleremo delle esperienze personali di Giovanni Lattanzi con Kambo e Iboga e di come queste lo abbiano aiutato a guarire sia fisicamente che emotivamente.

Nutrirsi di energia vitale

Nutrirsi di energia vitale

L’uomo, essendo un essere vivente, si nutre di energia vitale, oltre che di vitamine, carboidrati, proteine, lipidi…

Quando mangiamo un frutto appena raccolto, non ne assimiliamo solo i principi nutritivi, ma anche la vitalità, che lo rende appetibile e digeribile. Un cibo ricco di vita riempie di vita il nostro corpo e reintegra più facilmente l’energia spesa durante la giornata.

Sarà capitato a tutti di sentirsi “esauriti”, di non aver più energia per continuare e di desiderare solo un buon sonno ristoratore. Dormendo, ma anche alimentandosi con cibo vivo, o anche attraverso relazioni profonde, ricevendo l’energia del pianeta, dell’aria e dell’acqua, si ricaricano “le pile” (brutto termine, ma chiarisce il concetto!)
Provate ad esempio a camminare a piedi nudi su un prato, a bere acqua di fonte, ad amare una persona... e vi sentirete subito rigenerati.

Come è possibile riconoscere un cibo vivo?
Esistono diversi fattori importanti:

Capacità riproduttiva: la vitalità si esprime prima di tutto nel generare altra vita; ad esempio, se si rimette in terra una patata, una mela, un chicco di grano, questi riprenderanno il proprio ciclo vitale, quando un pezzo di pane, una marmellata, una polenta non potranno mai farlo.

Tempo dalla raccolta: nel momento in cui un frutto viene staccato dalla pianta o una verdura viene tolta dalla terra, essi iniziano a perdere energia vitale.

Metodo di conservazione: l’essiccazione mantiene l’energia vitale, quando invece la surgelazione, o peggio l’inscatolamento, in molti casi uccide l’alimento.

Sistemi di cottura: in linea di principio, il calore uccide la vitalità degli alimenti, ed alcuni sistemi di cottura sono più distruttivi di altri, come ad esempio il microonde e il forno della cucina.

Qualità organolettiche: il profumo, il colore e il sapore sono indicatori della freschezza dell’alimento e si deteriorano velocemente con la perdita di vitalità.

I frutti, quei prodotti della natura costituiti essenzialmente di polpa commestibile intorno a semi, comprendono i frutti nobili degli alberi, comunemente chiamati "frutta" , e quelli delle piante, più o meno vicine alla terra che chiamiamo "frutti" (selvatici, di bosco, mirtilli ad esempio), o "frutti dell'orto" (zucche, peperoni, pomodori, cetrioli, etc.).

L'essere umano per milioni di anni non ha dormito in una casa, che dunque é una comodità recente. Nessuno per questo si sente di dire che l'uomo é fatto per il tricamere in cemento o per la villa, ma tutt'al più che vi si adatta con comodità. Nessuno si sognerebbe di dire che l'uomo é nato per andare al ristorante, anche se risulta comodo quando non si ha tempo per cucinare. L'uomo invece é nato per i frutti, anche se si adatta a sopravvivere di carne o di merendine al latte.

La frutta è un alimento completo in grado di nutrire l’organismo in modo equilibrato. Essa è considerata un cibo sensuale e magico in grado di deliziare i sensi con il suo gusto, il suo odore e i suoi colori.

All'uomo si addicono solo i frutti crudi (cioè "vivi"), carnosi e dolci, che costituirono la sua unica fonte di alimentazione nella preistoria e che contengono più o meno la stessa percentuale media di acqua presente nel corpo umano (65%).
Fonti: Prof. Armando D'Elia e Giacomo Bo

venerdì 3 febbraio 2017

Graham Hancock: la civiltà perduta non era materialistica, conosceva l’essenza immortale

“Credo che la civiltà perduta, nell’antichità preistorica, fosse una civiltà molto diversa dalla nostra, che non si occupava primariamente di cose materiali”.

Graham Hancock, qui intervistato da Nick Polizzi, è stato in passato un giornalista per gli affari esteri del ‘The Economist’, ma da ormai 25 anni si dedica totalmente all’indagine dei misteri del nostro passato umano.

D: Pensi che le civiltà del passato fossero tecnicamente avanzate come noi oggi o forse di più? E nel caso, dove sono sepolti i loro computer? Dove è il computer di 18.000 anni fa? Quando pensiamo alla tecnologia, la raffiguriamo sempre in questo modo!

GH: La mia risposta è che se vogliamo veramente comprendere la storia, dobbiamo smettere di guardarla come in uno specchio. Invece, dobbiamo cominciare a guardarla come fosse una finestra dalla quale possiamo vedere ciò che è veramente accaduto, piuttosto che proiettare noi stessi nel passato. Non c’è nessuna ragione al mondo, perché una precedente civiltà dovrebbe aver seguito la stessa rotta tecnologica nostra. Anche se avesse avuto la capacità di fare questo, avrebbe potuto scegliere, per ragioni morali o altro, di confrontarsi con la sacralità della terra, per esempio, piuttosto che sfruttare la petrolchimica.
Noi abbiamo scelto di andare per questa strada, ma non c’è alcuna certezza che una civiltà precedente avrebbe fatto lo stesso. E nel percorso che abbiamo scelto di intraprendere, abbiamo posto grande enfasi sul vantaggio meccanico, cosa in cui siamo veramente bravi. Con questo facciamo cose incredibili. Ma forse in questo nostro processo, abbiamo ottenuto che scemassero altre facoltà della mente umana. Siamo diventati dipendenti dalla tecnologia meccanica e non conosciamo più le altre facoltà della mente umana, di cui si parla ripetutamente nelle tradizioni di tutto il mondo, come per esempio la telecinesi, che muove oggetti con il potere della mente, o la telepatia eccetera.
Può darsi che come esseri umani in generale, in passato, avessimo quelle capacità, ma le abbiamo perse, ci siamo addormentati. La nostra società ci ha cullati in uno stato di sonno. Siamo così orgogliosi della nostra tecnologia, così colpiti da ciò che ha saputo raggiungere, che abbiamo dimenticato cosa avremmo potuto fare se avessimo preso un’altra strada.
Penso che la civiltà perduta, nell’antichità preistorica, fosse una civiltà molto diversa dalla nostra e che non riguardasse primariamente le cose materiali. Piuttosto riguardava il far crescere e nutrire lo spirito umano, e questo viene riflesso anche nei miti. Quando la civiltà perduta di Atlantide, o come altro vogliamo chiamarla, si è allontanata da quella via, è piombata nel materialismo; quando si perde di vista l’obiettivo spirituale, ecco in quel momento, avviene il pericolo.

D: C’è la possibilità, secondo te, che membri di quella civiltà possano essere sopravvissuti ed essere tra noi?
GH: No, erano esseri umani proprio come noi. Sono nascosti tra noi in termini di idee, concetti… questo è ciò che è importante chiarire. Le idee sono ciò che vive o può vivere in eterno. È l’idea della civiltà perduta, dei maghi, degli dei, dei civilizzatori, che se ne andarono per il mondo cercando di tenere viva la fiamma della civiltà: quest’idea è molto forte nelle memorie dell’umanità e nessuna razionalizzazione o scetticismo scientifico potranno disfarsi di questo. Nei nostri cuori sappiamo tutti che è vero.

D: Tu affermi spesso che gli Egizi hanno impiegato le loro migliori menti, per 3000 anni, sul mistero della morte.
GH: Questo riguarda esattamente ciò di cui stiamo parlando ora, perché gli antichi Egizi furono gli eredi di una tradizione precedente. Credo si trattasse della tradizione di una civiltà perduta, la quale aveva come punto di attenzione principale le verità eterne e la possibilità di una vita edopo la morte e non le cose materiali e la vita fisica.
Ora, nella nostra società, quando parliamo di vita eterna o immortale, le persone cominciano a pensare in termini di transumanesimo: al fatto di installare degli oggetti nei nostri cervelli (un pensiero agghiacciante, orribile e repellente) o persino al fatto di fare un download della propria coscienza in una macchina. Che pensiero narcisistico è mai questo?
Abbiamo già un incredibile meccanismo di immortalità: la reincarnazione. Perché mai una persona dovrebbe diventare un transumanista e tenere lo stesso corpo per sempre o fare un download della sua coscienza in una macchina, quando il meccanismo della reincarnazione ci permette di vivere molte vite diverse, beneficiando dell’apprendimento di quelle differenti esperienze?
Ora ovviamente non posso provare che esista la reincarnazione, ma è molto probabile che essa sia una realtà. Penso fosse Voltaire che disse: “non è cosi improbabile che nasciamo due volte, anziché una sola”. E poi perché no? Ci sono molte prove per questo. E se la reincarnazione è possibile, allora noi non siamo i nostri corpi. Qualsiasi cosa siamo, comunque non siamo i nostri corpi… perché questi sicuramente muoiono.
C’è invece una parte immortale in noi, chiamiamola anima, essenza, spirito: questo è ciò che si reincarna. E io credo che la civiltà perduta fosse molto concentrata sull’essenza immortale dell’essere umano e che lo fu per un tempo molto lungo. Poi accadde, gradualmente, che ci si allontanò da questo e nel contempo si sviluppò il materialismo. Ma originariamente non era una società materialistica. Non dovremmo comunque aspettarci di ritrovare per forza tracce materiali riconoscibili, simile alla tecnologia che abbiamo creato noi nel 20º e 21º secolo.

D: Credi che le piante sciamaniche che fanno avere visioni, possano aver avuto un ruolo importante nello studio della morte nella cultura egizia?
GH: Sono certo che lo ebbero. Infatti gli antichi Egizi misero al lavoro per 3000 anni le loro migliori menti, sul mistero di ciò che ci accade quando moriamo e in quel progetto si servirono di un gran numero di “alleati vegetali”. Sappiamo che la Nymphaea Caerulea, il Loto Egiziano, è una pianta che dona visioni.

D: Hai sperimentato su di te l’ayahuasca? E’ vero che aumenta le visioni interiori rispetto a ciò che accade quando moriamo e alla possibilità di reincarnarci?
GH: Di nuovo non posso provare che ciò sia corretto, ma posso solo dire che effetto questa pianta abbia avuto su di me. Le mie esperienze con l’ayahuasca, mi hanno fatto capire che tutto ciò che facciamo in questa vita, ha importanza. Tutto conta, tutto sarà pesato e considerato.
Ci viene data la preziosa opportunità di essere nati in un corpo umano. È un’opportunità molto rara nell’universo come tale… essere un essere umano, avere il potere di discernere ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è luce e ciò che è oscurità, la capacità di amare e purtroppo quella di odiare.
Tutte queste cose sono parte del miracolo di essere nati in un corpo umano. Dipende poi da noi vivere la portata di questo miracolo. Vogliamo spendere le nostre vite perseguendo obiettivi solo materiali? Se lo faremo non nutriremo quella parte non fisica di noi, sulla quale al contrario gli antichi Egizi erano molto concentrati. In realtà, è questa la ragione per cui non si trovano resti di case e di possedimenti personali. Non credo se ne preoccupassero molto. Verso al fine della civiltà egizia, Erodoto, visitò quel paese e li descrisse come gli individui più felici sulla terra. Erano stati felici per migliaia di anni e la loro felicità giungeva primariamente dall’essere concentrati sulla vita spirituale.
C’è, infatti, una verità fondamentale che emerge dalla civiltà egizia e da tutte le civiltà del passato, ed è che tanto più ci allontaniamo dall’amore, tanto più affoghiamo nel materialismo, e quindi tanto meno abbiamo la possibilità di compire la missione per cui siamo qui sulla Terra, cioè amarci reciprocamente.
Traduzione di Cristina Bassi (http://www.thelivingspirits.net)
Fonte originale: http://www.thesacredscience.com/forgotten-sixth-sense-technologies-of-the-ancient-world/

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