sabato 17 dicembre 2016

Sistema sanitario mondiale: programmato per farci ammalare!

Il sistema dell’assistenza sanitaria

Fino a quando non riposizioniamo l’individuo nella sua interezza – corpo e mente – al centro del nostro Sistema di Assistenza Sanitaria, continueremo a spendere miliardi di euro per chirurgie non necessarie e cure non garantite, relegando l’individuo a un ruolo passivo privo di responsabilità o autorità.

Dall’80 al 90% delle persone credono di essere sicuramente in buona salute. “Sì, sono in buona salute”, quasi tutti direbbero. “Così non hai nessuna lamentela sulla tua salute, nessun problema di salute di cui parlare?”, si potrebbe chiedere. “No, davvero…”, risponderebbe la maggior parte delle persone.

Quando poi si fanno domande su qualsiasi lamentela fisica, sciorinano velocemente i loro dolori, con tutte le etichette affibbiate dai medici, quasi come se fossero una componente anomala della “buona salute”. Potrebbero affermare: “Sono piuttosto in buona salute. Oh beh, mi vengono le emicranie e i normali raffreddori. Ho avuto qualche mal di gola, l’influenza di nuovo questo anno, né più né meno di tutti gli altri. Oh sì, la mia sciatica mi da fastidio ogni tanto e il mio medico dice che devo fare attenzione al mio colesterolo, sono un po’ stanco, ma non è così per tutti? Ehi, ma non mi sto lamentando. C’è gente che sta molto meno bene di me. Posso considerarmi relativamente sano. Niente di grave, grazie a Dio.”

Per troppo tempo abbiamo avuto la tendenza a delegare la responsabilità della nostra salute ad altri. L’atteggiamento corrente è: “Faccio quel che voglio e se qualcosa va male lascio che sia il medico a metterlo a posto.” ...

La nostra Assistenza Sanitaria è correttiva 
La nostra usuale prospettiva sulla salute è aspettare che la malattia “compaia”, e tentare quindi di “combatterla”. Questo approccio non funziona.

È troppo doloroso per il corpo, troppo dirompente nel nostro stile di vita, e incide troppo sul nostro portafoglio. Fare una diagnosi e curare sono azioni recidive. La prevenzione e il monitoraggio sono azioni preventive. La maggior parte dell’assistenza sanitaria è progettata per alleviare sintomi allo scopo di migliorare o sentirsi meglio. Il nostro obiettivo invece è capire come aiutare il “medico interiore” a farci migliorare...

Ciò in cui crediamo otteniamo

Siamo stati portati a credere che le emicranie, il mal di schiena, le allergie, i raffreddori, i muscoli contratti e la paura costante di ammalarci sono accettabili finché non sono “niente di grave”.

Che cosa significa comunque star bene? L’idea di “star bene” è un termine relativo. Per alcuni, un “buon matrimonio”, significa libertà, amore, e sincero altruismo reciproco, per altri significa che le discussioni sono ridotte al minimo e fondamentalmente ci si sopporta l’un l’altro.

Una “buona situazione finanziaria”, per alcuni significa che il denaro fluisce costantemente da permetterci tutto quello di cui abbiamo bisogno, senza attimi di tensione. Altri pensano che significa riuscire ad arrivare alla fine del mese. Molti ritengono di avere una abbastanza “buona opinione di sé”, anche se accompagnata ogni giorno da sensi di colpa, biasimo e dubbio nei propri confronti e sul proprio operato. E confrontato con chi è clinicamente depresso, questo standard è considerato buono.

Benché la medicina convenzionale metta il 100% della sua attenzione sul corpo, in realtà, siamo esseri tridimensionali costituiti da corpo, mente e spirito. Il nostro aspetto fisico è solo un terzo del nostro intero essere. La società limita anche l’obiettivo per la salute a “non essere malato”.
Non essere malato è solo metà del nostro potenziale di piena salute; l’altra metà è una salute smagliante. (Per smagliante s’intende una salute sorprendente, quasi inimmaginabile ai giorni nostri, ma nondimeno possibile.) Se poi riduciamo la nostra attenzione e ci concentriamo solo sul corpo con l’obiettivo limitato di non essere malati, abbiamo ridotto il potenziale per una salute smagliante a un sesto del nostro essere totale. Quindi, nel migliore dei modi possiamo aspettarci di arrivare a un sesto (il 16.5%) della nostra salute potenziale. Abbiamo più probabilità di vincere alle macchinette nei bar. Un approccio ad una sola delle nostre tre dimensioni, anche se fatto perfettamente, scalfisce solo la superficie delle nostre necessità e possibilità tridimensionali.

Riguardo alla salute, la società ci ha condizionati a non pensare.

Ci hanno insegnato sottilmente che gli esperti, come i medici, i media, le società farmaceutiche, i tabloid, sanno cosa è meglio o peggio per la nostra salute. Nessuno è più esperto di quanto non lo siamo noi stessi riguardo alla nostra salute.

Quando una persona accetta l’opinione che la buona salute sia qualcosa che succede, invece che creata da lei stessa, nascono la paura la disperazione.

Una persona con il preconcetto che la salute o i problemi di salute appaiono misteriosamente, rinuncia al suo diritto di crescere in una condizione di salute smagliante.

È molto più tragico per una persona avere un’opinione “malata” piuttosto che un corpo malato.
 

Un corpo malato può essere curato, ma se la mente è condizionata da opinioni errate sullo stato di malattia, il corpo guarirà solo per inevitabilmente ricadere nuovamente nella stessa o in un’altra malattia. Senza rimediare alle opinioni errate, rimaniamo nel labirinto della malattia. Concentrandoci positivamente sulla salute, invece di fare assorbire la nostra energia dai tristi pensieri di malattia, facciamo la differenza fra il successo e il fallimento. Questo principio è stato accettato e praticato dalle menti più elevate sia nel passato che nel presente.

Responsabilità

Se nel corpo è presente una malattia, da una grave patologia a un’emicrania persistente, a una sensazione imprecisata di malessere, mancanza di energia e esuberanza, possiamo essere sicuri che c’è una corrispondente malattia nel nostro essere interiore.

Se neghiamo questo collegamento, incolpando ogni cosa dai germi al governo, allora neghiamo anche il nostro potere creativo di curare. Se rinunciamo al nostro proprio potere, credendo che qualcosa o qualcuno fuori di noi abbia causato il problema, allora dobbiamo porre la nostra fiducia su qualcosa o qualcuno al di fuori di noi per porvi rimedio.

Molti di noi accettano come vangelo le parole di medici, “esperti della salute”, TV o articoli di riviste. Disperatamente, speriamo che se facciamo quello che ci è stato detto entreremo nel “regno della salute”. Allo stesso modo in cui di solito avviene con alcune religioni, siamo legati al nostro Sistema di Assistenza Sanitaria tradizionale dall’ira e dalla paura, l’ira che nasce dall’interpretare qualsiasi indagine minuziosa su questo sistema come un attacco personale e la paura che se mettiamo in discussione o rifiutiamo le pratiche accettate, “Dio ci punirà mandandoci qualche malattia”. Siamo stati ammaestrati bene.

Se ci fissiamo sull’approccio fisico tradizionale alla salute, le nostre condizioni possono solo peggiorare, nonostante l’apparenza del contrario riscontrabile a breve termine. Siamo naturalmente predisposti a stare bene. C’è voluto un intenso lavoro di manipolazione sulle nostre menti per allontanarci da quel percorso.

Ripristinare la responsabilità personale significa riconoscere che ci sono scelte di stili di vita che possiamo adottare per migliorare la nostra salute in termini di qualità ed estensione nel tempo. La responsabilità, intesa non come colpa ma come il riconoscere di essere la causa di ciò che otteniamo, ci incoraggia a diventare attivi nel prenderci totalmente cura di noi stessi senza delegare ad altri. Un tale approccio non implica l’assegnamento di colpe a se stessi o ad altri. Riconosce semplicemente il fatto che scelte coscienti individuali sono alla base di molte delle cause principali di morte e disabilità.
La mente non è solo la sorgente dei nostri pensieri. E’ anche sorgente di sensazioni. Queste sensazioni, anche quelle che by-passano la nostra consapevolezza, hanno un effetto notevole sul corpo.

Credere di poter avere una salute smagliante o anche solo la libertà dalle malattie senza occuparci della mente in generale, in particolare di ciò che ci sta disturbando, è stata una delle nostre rovine principali.

Anche i fanatici della salute più accaniti, che guardano ogni boccone di cibo che mangiano, praticano religiosamente esercizio fisico e evitano qualsiasi sostanza innaturale o tossica, stanno prendendo in giro se stessi se ignorano i desideri intensi e ciò che affligge la loro mente.  


Indipendentemente da quanto bene mangiamo, solo quando scopriamo cosa ci sta rodendo inizia la vera guarigione.


È impossibile essere in armonia con il mondo se non possediamo quell’armonia dentro noi stessi. C’è un collegamento diretto tra ciò che ci sta disturbando nel corpo e che cosa ci sta disturbando nella nostra mente. Quello che ci disturba negli altri o nella vita in generale deve essere già dentro di noi perché possa venire risvegliato dalle azioni o dalle parole degli altri.

Il dolore reale non è nella sensazione ma nel combattere la sensazione. Quando prendiamo atto di quello che ci disturba rinunciando a combatterlo, siamo finalmente liberi.

Paura
Il corpo non può distinguere una paura da un’ altra. Avere paura di tenere un discorso può avere lo stesso effetto del timore di essere derubato. Il corpo non può distinguere tra il fisico e il mentale, tra ciò che sta succedendo davvero nella nostra vita e ciò che stiamo immaginando con la nostra mente. Ogni momento, costantemente, modelliamo il mondo esterno a noi. Cercare, attendere, o concentrarsi su qualsiasi cosa, un segno di avvertimento o altro, sono azioni creative, non preventive. Qualunque cosa una persona possa concepire e credere, dai sintomi del successo ai sintomi dell’influenza, l’otterrà.
La mente in sé è neutrale, non giudica la validità o la convenienza o la morale degli scopi prefissi dall’individuo e lavorerà per fare diventare l’obiettivo messo a fuoco una realtà. Riempire la mente con tutti i segni di malattia imminente forse non sarà fatale, ma ucciderà certamente la speranza di una salute smagliante.

E’ necessario uno sforzo enorme per emergere dai condizionamenti ricevuti da sempre e mettersi a valutare tale sistema tradizionale e mettere in discussione quanto questo sistema abbia in mente realmente i nostri più grandi desideri.

Un pensiero influisce su ogni cellula del corpo giù fino al DNA. Se il nostro corpo può essere eccitato, con tutti i sensi all’erta, dal pensiero di un possibile rapporto sessuale, cosa può accadere quando siamo consumati da pensieri di malattia?

Programmati per il fallimento

giovedì 15 dicembre 2016

I pazzi del “cancro spontaneo ”

I pazzi del “cancro spontaneo ”

Microsoft founder and philanthropist Bill Gates speaks to the media during an interview regarding his efforts to eliminate polio, Thursday, Sept. 27, 2012, in New York. Through the Bill and Melinda Gates Foundation, Gates seeks to completely eradicate the debilitating disease through widespread coordinated efforts in the very near future. (AP Photo/John Minchillo)

Bill Gates e la Compagnia delle Balle - DI MIKE ADAMS

Bill Gates e la Compagnia delle Balle: Microsoft annuncia che sconfiggerà il cancro facendo funzionare il corpo umano come un (pessimo) sistema operativo
“Microsoft si è votata alla ‘risoluzione del problema del cancro’ entro dieci anni utilizzando tecniche informatiche innovative per decifrare il codice delle cellule malate in modo che siano riprogrammate per tornare ad essere cellule sane”, afferma il redattore scientifico delTelegraph (UK).
“…La società ha messo insieme un ‘piccolo esercito’ formato dai migliori biologi, programmatori ed ingegneri di tutto il mondo pronti ad affrontare il cancro come se fosse il bug di un sistema informatico.”
La cosa straordinaria in tutto questo è che le persone più intelligenti e dotate del pianeta siano apparentemente troppo stupide per capire che il cancro ha una causa. Sapete, viviamo in un universo basato sulla legge di causa-effetto, e se volete bloccare un effetto che non vi piace, dovrete prevenirne la causa.
I pazzi del “cancro spontaneo ” gestiscono il manicomio

Purtroppo, l’intera industria del cancro fa credere che il cancro sia una malattia spontanea senza causa – in violazione delle leggi della fisica e della scienza. Questo è l’unico modo per continuare a trarre profitto dalla malattia : convincere le persone che non possono fare nulla per prevenirla. È la GRANDE MENZOGNA delle organizzazioni anticancro a scopo di lucro.

Tornando alla Microsoft, poiché tutti questi “bravi” biologi ed ingegneri sono troppo ignoranti per comprendere che il cancro è causato da qualcosa, rimangono assurdamente concentrati sulle interazioni molecolari degli effetti del cancro, sperando di poter “riprogrammare” le cellule in modo che smettano di essere cancerose mentre il paziente continua a fumare, ingerire diserbanti al glifosato, consumare nitrito di sodio nelle carni trasformate, mangiare grassi trans e in generale a portare avanti uno stile di vita pro-cancro che dovrà per forza causare il cancro se crediamo nella legge di causa-effetto.
Benvenuti nella Compagnia delle Balle di Bill Gates, dove causa ed effetto vengono gettati dalla finestra e sostituiti con un approccio accademico di alto livello e tecnicissime pseudoscientifiche balle.

Perché, capite, è troppo noioso e semplice dire alle persone che la vitamina D previene almeno l’80% dei tumori….oppure che eliminare i pesticidi dal corpo scegliendo cibi di origine biologica riduce enormemente il vostro rischio tumorale.
No, i geni della Compagnia delle Balle di Bill Gates vogliono che continuiate d avvelenarvi con tutte le cause di cancro mentre loro cercano di trovare un modo per riprogrammare le cellule del vostro corpo come se foste un programma informatico.

Bill Gates e compagnia non riconoscono l’esistenza del sistema immunitario umano
Dal resoconto del Telegraph:
I ricercatori stanno persino lavorando su un computer creato a partire dal DNA che potrebbe vivere all’interno delle cellule alla ricerca di anomalie nelle reti dell’organismo, come appunto il cancro. Qualora individuasse segni di modificazioni cancerose riavvierebbe il sistema eliminando le cellule malate.  

Caspita. L’ignoranza di questa gente è davvero stupefacente. Il vostro corpo produce già “computer creati a partire dal DNA” che vivono all’interno delle cellule e ricercano “anomalie nelle reti dell’organismo”. Si chiama sistema immunitario, e non c’è bisogno di pagare Bill Gates per utilizzarlo. Funziona da molto prima della vostra nascita, e tanto per cominciare se non funzionasse a quest’ora non sareste neppure vivi.
L’assoluta stupidità, ignoranza e incompetenza di queste persone è davvero strabiliante. Qualunque cosa possano mai ottenere impallidirebbe in confronto con le superiori capacità già in dotazione del vostro corpo sin dalla nascita.
Così, anziché sostenere l’avanzata tecnologia interna che è in grado di individuare ed invertire il processo canceroso, questi geni vogliono provare a reinventare un nuovo “sistema immunitario artificiale” scritto dagli ingegneri Microsoft.

Qualcuno ha notato quanto fa schifo Windows come sistema operativo? La sua schermata blu di errore è la soluzione che vogliamo per i pazienti tumorali?
Il software Microsoft è veramente pessimo, difettoso e totalmente insicuro. Per di più, le pratiche commerciali di Microsoft sono monopolistiche, predatorie e selvaggiamente immorali. È davvero questo il genere di “innovazione” di cui abbiamo bisogno nell’industria del cancro che è già permeata di profitti non etici e collusa con l’uccisione di massa dei pazienti tumorali attraverso trattamenti tossici che non funzionano?

Microsoft non è in grado di fabbricare un telefono cellulare che funzioni, ma vorrebbe gestire il sistema immunitario del vostro corpo…

Se siete amanti di Windoze, amerete sicuramente anche il protocollo di trattamento della Compagnia delle Balle di Bill Gates. E al prossimo crash che ucciderà il vostro corpo, vi chiederete perché mai vi siete fidati di una azienda che non è neanche in grado di fabbricare un cellulare che non si blocchi o si bruci.
Consiglio: Se desiderate un sistema operativo che funzioni davvero, scegliete Linux. Se desiderate un corpo che funzioni, smettetela di avvelenarvi con cibi che contengono sostanze chimiche cancerogene.
Non è complicato, e non necessita di una squadra di programmatori.  

Siete nati per essere sani. È già programmato nel vostro DNA.
E per la cronaca, saprei già come eliminare l’80% dei tumori in tutta America con pochi centesimi al giorno. Sareste sorpresi nel sapere che nessuno dell’industria del cancro è interessato a queste soluzioni? (Anzi le attaccano e le denigrano).
Mike Adams

sabato 19 novembre 2016

La prova scientifica che la coscienza influenza la realtà

La prova scientifica che la coscienza influenza la realtà

di Niccolò Angeli

Una nidiata di pulcini e un robot con un generatore di numeri casuali, sono stati sufficienti a dimostrare che la coscienza esiste e influenza la materia. Un piccolo ma geniale esperimento mai diffuso dai media ufficiali.

Chi ha detto che la scienza non è ancora in grado di verificare e misurare i più insondabili misteri spirituali? La verità è che ogni volta che uno scienziato scopre qualcosa di importante in tal senso, i suoi risultati vengono ignorati sistematicamente, oppure ridotti al silenzio molto rapidamente.
Sono rimasto fulminato dalla semplicità del lavoro di Rene Peoc’h, un ricercatore francese, che nel 1986 ha effettuato una serie di esperimenti con pulcini, conigli, umani e un robot.

Esperimento 1 – I pulcini influenzano il movimento del robot

In una serie di circa 80 esperimenti ripetuti, una nidiata di 15 pulcini è stata tenuta vicina ad un robot semovente (immaginate un semplice cilindro di metallo con ruote e nessun altro segno particolare) fin dalla schiusa delle uova, in modo da  causare un imprinting nei pulcini, in modo tale che considerassero il robot la loro madre.

I pulcini sono stati poi posti in una gabbia, che permetteva loro di vedere il robot che si muoveva in uno spazio delimitato di fronte a loro. Nota bene: i movimenti del robot erano diretti da un generatore di numeri casuale.

Nella figura A, vedete i movimenti casuali del robot quando la gabbia era vuota. Nella figura B vedete i movimenti del robot quando i pulcini sono stati messi nella gabbia.

I pulcini hanno evidentemente influenzato i movimenti del robot, poiché, considerandolo la loro madre, ne cercavano emozionalmente la presenza. Invece, sia nel caso in cui una parete era posta tra i pulcini e il robot, oppure quando non era stato effettuato alcun tipo di imprinting (in un esperimento su un altro campione di pulcini), i movimenti del robot non venivano influenzati e restavano totalmente casuali.

 

Esperimento 2 – I conigli influenzano il movimento del robot

Una cucciolata di conigli è stata esposta alla presenza del robot in modo da spaventarli. In seguito, conigli e robot sono stati posti in ambienti separati ma visibili tra loro (come per il precedente esperimento dei pulcini). 

Il robot si è mantenuto distante dai conigli durante l’esperimento, tuttavia quando i conigli sono stati affamati e del cibo è stato posto sul robot, questo ha modificato la traccia dei suoi movimenti portandosi vicino ai conigli.

 

Esperimento 3 – Una persona che dorme influenza il movimento del robot

I soggetti dell’esperimento sono stati monitorati tramite elettroencefalogramma per assicurarsi che si trovassero in fase di sonno. Un robot è stato posto nella stanza, il cui movimento era ancora una volta diretto da un generatore di numeri casuali. Inoltre il robot emetteva un rumore fastidioso durate il suo movimento.

Tutti i casi in cui la persona non si è svegliata sono stati monitorati. Nella figura A vedete i movimenti del robot quando il letto è vuoto. Nella figura B vedete i movimenti quando la persona sta dormendo.
Pur trovandosi in stato di sonno, la persona ha incosciamente influenzato i movimenti del robot, mantenendolo lontano da sè.

Esperimento 4 – Esseri umani influenzano il movimento del robot “nel passato”

Un gruppo di persone è stato invitato a tentare di influenzare i movimenti del robot. Ma la parte interessante è che in questo caso il generatore di numeri casuali è stato sostituito da un cd, su cui era stata registrata una serie di numeri casuali generati in precedenza.

martedì 15 novembre 2016

Il mistero dei «guaritori che praticano il segreto»

Il mistero dei «guaritori che praticano il segreto»
Nella Svizzera francofona sono in molti a ricorrere a queste persone, che aiutano e guariscono mormorando una formula che è stata loro tramandata. Se questa pratica non trova alcuna spiegazione scientifica, non per questo la sua efficacia è meno riconosciuta, in particolare in alcuni ospedali.

di Magali Jenny  - Ultimo aggiornamento 2 Marzo 2016
E se una formula permettesse di guarire o di alleviare, a distanza, malattie, ferite fisiche e disturbi psichici semplicemente attraverso una telefonata, un SMS o un’email? Benvenuti nel mondo dei «guaritori che praticano il segreto».

I «guaritori che praticano il segreto» hanno ricevuto il dono di guarire attraverso la preghiera, sotto forma di formule. Questa pratica deriva dalla medicina popolare (a volte considerata in contrapposizione alla medicina classica), che non è altro che la somma di conoscenze empiriche ancestrali, spesso inspiegabili dal punto di vista scientifico. 
Photo credit: woodleywonderworks via Visual hunt / CC BY
Diversamente che in altre parti d’Europa dove si incontrano pratiche analoghe, nella Svizzera francofona quest’«arte» non è vietata né generalmente respinta dalla medicina universitaria. Pertanto, l’elenco telefonico dei «guaritori che praticano il segreto», stilato secondo i mali che sanno curare, non si trova solo nelle case, ma anche in tutti gli ospedali romandi. 

Il segreto del «segreto»
Il «segreto» è una breve formula, perlopiù di contenuto religioso, che consente di guarire o di alleviare numerosi disturbi tra cui i più comuni sono le scottature, le emorragie, le verruche, le distorsioni, le malattie della pelle, ecc. In caso di bruciatura, per esempio, il «guaritore che cura le ustioni» recita una formula concentrandosi sulla persona, facendo a volte il segno della croce sul proprio corpo, nei punti in cui si trovano le lesioni. Queste brevi preghiere sono spesso rivolte a un santo (ma anche alla Trinità o a Gesù, in un contesto protestante), generalmente in relazione al martirio che ha subito. «Quando mi chiamano, chiedo il nome, la data di nascita e la parte colpita. Mi connetto alla persona che ha bisogno di me e “pratico il segreto”. Generalmente, l’efficacia non tarda a farsi sentire. In caso contrario ripeto la pratica tutte le volte che è necessario», spiega un guaritore.
Generalmente esiste un «segreto» diverso per ogni problema. Di preferenza, è la persona che soffre a prendere contatto con il guaritore, a meno che non si tratti di animali, bambini o pazienti che non riescono a comunicare. Nel contesto ospedaliero, la famiglia a volte chiede a un’infermiera di contattare un detentore del «segreto».  

Una pratica diffusa
Anche se il «segreto» tende a essere più diffuso nella Svizzera francofona e italofona che nella Svizzera germanofona, è praticato in numerosi Cantoni. Classificato tra le cure naturali (vedi soprannaturali), può anche essere connesso agli usi religiosi, benché non si chieda a chi ne fa ricorso di essere credente. «È la fiducia, molto più della fede, a essere importante», confida una «guaritrice che pratica il segreto». Pertanto il «segreto» non si situa unicamente all’interno del campo psichico e non può sempre essere spiegato con l’effetto placebo, dato che anche il bestiame può essere curato in questo modo

È essenziale tramandarlo e proteggerne il contenuto, non perché invochi forze malefiche, ma semplicemente per permettere al detentore di scegliere il proprio successore. Le regole di trasmissione, in passato molto rigide, sono state allentate al fine di preservare una tradizione in via d’estinzione. Attualmente persiste solo l’obbligo di rivelare la formula a persone più giovani. 
Un «guaritore che pratica il segreto» racconta: «Una donna di origine svizzera, che vive in Sudafrica e lavora per un’associazione caritatevole mi ha telefonato per spiegarmi che, nei quartieri poveri, non è raro che le baracche prendano fuoco. I bambini rimasti a casa da soli riportano spesso gravi ustioni e i genitori non hanno i mezzi per farli curare. Anche se la donna sa che in linea di principio non si chiede il «segreto», mi ha chiamato per spiegarmi la situazione e sapere se fossi disposto a rivelarle la formula. Naturalmente ho accettato e le ho trasmesso il «segreto» per telefono, a migliaia di chilometri di distanza. Meno di una settimana dopo mi ha raccontato, entusiasta, che funzionava perfettamente su questi bambini africani. Non riusciva a crederci!»

lunedì 14 novembre 2016

Medical Medium

Medical Medium

di Marcello Pamio
Non sono un medico, non ho una formazione scientifica, ma posso spiegarti cose sulla tua salute che nessun altro può spiegarti. Posso darti chiarimenti su malattie croniche e misteriose che spesso i medici diagnosticano in modo errato o curano in modo sbagliato.
Da quand’ero piccolo aiuto le persone a guarire…
Chi scrive queste parole è Anthony William, una persona totalmente sconosciuta alla maggior parte delle persone qui in Italia, mentre negli States è assai noto soprattutto nell’alveo di personaggi famosi, attori, cantanti, ecc. (come l’attrice Gwyneth Paltrow, la top model Naomi Campbell e molti altri).
Vip a parte la sua interessante storia merita di essere raccontata, anche perché le soluzioni terapeutiche che egli propone per patologie incurabili sono molto intriganti e assolutamente fattibili.

Medical Medium
Tutto inizia alla tenera età di 4 anni, quando una domenica mattina al suo risveglio Anthony sente una voce che gli parla all’orecchio destro. Non la sensazione di una voce interiore ma una voce che proviene dall’esterno.
Ovviamente il bambino viene preso dal panico perché nella stanza non c’è anima viva, come pure fuori dalla finestra. Non ne parla con nessuno, ma ha la netta sensazione di essere osservato costantemente…
Quella stessa sera a tavola con i genitori e la nonna, Anthony guidato da una forza esteriore prende la mano e la appoggia sul petto della nonna dicendo delle parole che non poteva conoscere: “cancro ai polmoni”.
La nonna ha il cancro ai polmoni!” è la frase che ripete deciso. Lo scompiglio in casa è pressoché scontato soprattutto da parte della povera vecchia, la quale, preoccupata per le parole del nipotino va a fare gli esami. Scontato dire che gli accertamenti confermano la diagnosi.

Da quella mattina fino ad oggi Anthony è accompagnato da una voce forte e chiara che a volte sembra di un’ottantenne e a volte sembra avere migliaia di anni. Una voce che giunge da fuori e gli parla all’orecchio destro come se fosse di fianco a lui.
A prescindere da dove Anthony va e dove si trova, quel compagno invisibile di viaggio gli parla dei dolori, dei disturbi e delle malattie di qualunque persona incontri.
Mentre tutti gli altri ragazzini corrono in bicicletta, giocano a pallone e si divertono, Anthony vede suo malgrado le malattie delle persone, di tutte le persone.
Purtroppo per lui non solo in carne e ossa, perché quando guarda la tv vede la condizione di salute pure di coloro che appaiono sullo schermo, cinema compreso.
Ha provato più volte a fuggire da questa condizione di totale alienazione per un adolescente, ma il tutto inutilmente. Il “dono” non vuole mollarlo.

All’età di circa 20 anni Anthony inizia allora ad impegnarsi seriamente in quello che l’entità gli ha detto essere il suo destino: aiutare le persone malate a scoprire la vera causa delle loro malattie.
Da allora il soprannominato Medical Medium ha aiutato oltre 25.000 persone di qualsiasi ceto sociale e per qualsiasi patologia, anche e soprattutto quelle incurabili per la medicina.
Quando guarda una persona, lo Spirito crea una specie di luce bianca molto intensa che gli permette di vedere letteralmente all’interno del corpo. Vede non solo la condizione interiore organica, quindi fisica, ma anche la componente del cuore, dell’anima e dello spirito.
Una lettura completa richiede circa 3 minuti ma poi deve dedicarne da 10 a 30 per spiegare la diagnosi e poi indicare cosa fare di concreto.

La verità sulla malattia e l’epidemia nascosta…
Secondo l’entità che parla ad Anthony il virus Epstein-Barr (EBV) sarebbe la causa di numerosi problemi di salute (per non dire tutti) considerati malattie incurabili (cronico-degenerative, fibromialgia, sindrome della stanchezza cronica, patologie autoimmuni, sclerosi, artrite reumatoide, diabete, ecc.).
Il virus Epstein-Barr è un virus della famiglia degli herpesvirus ed è diffuso ovunque sulla superficie terrestre a tal punto da aver prodotto una vera e propria epidemia occulta. Solo negli Stati Uniti su 320 milioni di persone, circa 225 milioni hanno contratto una qualche forma di questo virus.
Il virus è stato scoperto nel 1964 ma la sua diffusione inizia almeno mezzo secolo prima, agli inizi del Novecento. Le prime versioni del virus (ancora esistenti) agiscono con relativa lentezza ma non sono nocive.
Nel corso dei decenni però il virus si è evoluto e modificato, generazione dopo generazione, diventando sempre più minaccioso.
Oggi di norma le persone affette dal virus convivono con esso fino alla fine dei loro giorni.
Quando entra nell’organismo l’Epstein-Barr attraversa una fase latente, in cui scorre nel sangue senza fare niente oltre a replicarsi. Nel momento in cui l’organismo attraversa un mutamento ormonale (stress, pubertà, gravidanza, menopausa, affaticamento estremo, traumi, ecc.) il virus entra in azione. Non sfrutta la debolezza psichica e organica, ma il fiume di ormoni sono il fattore scatenante. Questo è il primo stadio.
Alla fine di questo stadio il virus è pronto per attaccare ed è qui che si trasforma in mononucleosi (secondo stadio).

Ora il sistema immunitario dichiara guerra e invia cellule identificatrici con il compito di etichettare le cellule del virus, per esempio posizionando un ormone su di loro e contrassegnandolo come un invasore. Poi arriva l’esercito.
In questo stadio il virus cerca una casa permanente e si nasconde in un organo (fegato, milza, ecc.) spesso intossicato da metalli come mercurio e da altre tossine. Grazie a questi veleni il virus prolifera.
Uno dei segreti del EBV è che ha un batterio per amico: lo streptococco. Questo non a caso è il principale cofattore del virus Epstein.
Una volta stanziatosi in un organo vi si annida e in questa terza fase un esame del sangue non lo riscontrerà, se non qualche anticorpo che viene interpretato come una infezione passata. Ma così non è, il virus è sempre più all’interno dell’organismo e sfugge alle analisi.
In questi organi il virus può rimanere per decenni senza che nessuno lo sappia.

I veleni del virus
L’EBV secerne materiali di scarto tossici o sottoprodotti virali. Più esso si moltiplica e più questi prodotti aumentano.
Quando una cellula del virus muore e questo succede spesso visto che hanno un ciclo vitale di 6 settimane, i suoi resti sono di per sé tossici e dunque continuano ad avvelenare il corpo.
Infine i veleni che il virus produce hanno la capacità di generare una neurotossina, un veleno che disturba le funzioni nervose e confonde il sistema immunitario.
Quando infatti il virus è pronto per sferrare l’attacco finale, comincia a secernere la neurotossina…
Il quarto e ultimo stadio è quello di infiammare il sistema nervoso centrale.
A questo punto il virus abbandona gli organi per puntare al sistema nervoso. I nervi lesionati scatenano un ormone per avvertire il corpo, ma questi ormoni vengono intercettati dal virus stesso.
Un nervo è simile a un filamento ricoperto da una guaina mielinica con piccoli peli radicali. Quando il nervo è lesionato, questi peli si aprono ai lati della guaina che lo racchiude: il virus aspetta che si aprano questi varchi per aggredire direttamente il nervo.
Questo scatena dolori muscolari, dolori articolari, formicolii, emicrania, stanchezza, vertigini, insonnia, lupus eritematoso, ecc.
I pazienti affetti da questi sintomi si sentono poi diagnosticare le patologie più diverse: fibromialgia, artrite reumatoide, sclerosi multipla, leucemia, meningite, tiroidite, sindrome da stanchezza cronica, ecc.
Siccome esistono oltre 60 varietà diverse del virus Epstein-Barr le sintomatologie scatenate possono essere numerosissime.

La buona notizia è che secondo Anthony William si può tranquillamente guarire da questa infezione virale.

domenica 13 novembre 2016

Guarigione a distanza

Guarigione a distanza

Qualsiasi cosa siate in grado di fare di persona, con la guarigione di contatto, potete ripeterlo anche a distanza. Non importa quale sia la distanza, che può variare da qualche millimetro a migliaia di chilometri. Dopotutto, non stiamo lavorando con il corpo fisico, ma con la coscienza, che non ha limiti di tempo né di spazio.

È sempre la coscienza che vedete e guarite, sia che lavoriate con la Luce Bianca, con i chakra o con le forme pensiero. Lavorate con quello che il soggetto prova nella sua coscienza, con l’intento di riportare la coscienza del soggetto all’esperienza dell’interezza o del benessere. Naturalmente sappiamo che, quando questo accade, il corpo fisico può, a sua volta, trovare un equilibrio con la nuova configurazione di energia creata nella guarigione.

Se ci sono dei motivi per non toccare il soggetto, come una credenza filosofica o religiosa, il guaritore può seguire lo stesso metodo adottato nella guarigione di contatto ma senza toccare il corpo, lavorando a distanza di qualche millimetro o centimetro.

Anche se sappiamo che il contatto fisico permette di accedere a ulteriori livelli di comunicazione e ha dei vantaggi, ad esempio quello di rassicurare il soggetto, dobbiamo però anche riconoscere che, a volte, può essere percepito come invadente e come una violazione dei limiti della persona. Allora dobbiamo decidere che la guarigione fatta in un altro modo avrà comunque la massima efficacia, e che avremo tutti gli strumenti necessari per lavorare e creare una guarigione perfetta, e dunque sarà così.

Perfino lavorando a distanza di pochi millimetri o centimetri dal soggetto seduto su una sedia, vedremo tutto quello che avremmo visto se lo avessimo toccato, e avremo semplicemente un diverso senso del contatto.

Poiché lavoriamo con la coscienza e non con il corpo fisico, siamo capaci di fare lo stesso anche quando il soggetto non è fisicamente seduto sulla sedia. Possiamo lavorare con una sedia vuota, immaginando che il soggetto vi sia seduto, e vedere e sentire ogni particolare proprio come se il soggetto fosse presente, e come se lavorassimo a una distanza di pochi centimetri dal suo corpo, senza toccarlo.

In ogni caso, il guaritore deve cominciare con la posizione base standard di inizio guarigione, sentendo l’energia nelle mani, decidendo che è Luce Bianca e posando le mani sopra il punto in cui dovrebbero esserci le spalle del soggetto, e immaginare di riempirlo di Luce Bianca. Anche se il soggetto non è presente, il guaritore vedrà le stesse immagini nella sua coscienza, perché comunque sta lavorando con la coscienza.

Per ottimizzare l’interazione può far sapere al soggetto quando farà la guarigione, in modo che egli possa rimanere consapevolmente aperto per riceverla in quel preciso momento. Se non lo fa, la guarigione ha comunque luogo a livello dell’etere, dove rimane finché il soggetto non è aperto a riceverne gli effetti benefici, e a quel punto, generalmente durante il sonno, gli effetti della guarigione si possono manifestare.

Naturalmente è sempre d’aiuto offrire al soggetto il feedback su quello che è stato visto e fatto e su ciò che tali immagini e azioni significano per il guaritore, in modo che il soggetto si possa orientare più facilmente verso la nuova coscienza nella quale sperimenterà l’interezza.

Così come il guaritore può lavorare a distanza con la Luce Bianca, può usare le forme pensiero e i chakra, sempre immaginando che il soggetto sia seduto su una sedia, fisicamente vuota, davanti a lui. All’inizio gli può sembrare un po’ strano lavorare in questo modo, ma appena sente l’energia muoversi, vede il sistema energetico del soggetto e riconosce la validità del feedback, capisce che la sua efficacia non diminuisce con la distanza. Allo stesso modo, saprà che può guarire chiunque al mondo, dovunque si trovi, in qualsiasi momento.

Tuttavia, alcuni guaritori trovano più comodo lavorare a distanza con l’aiuto di un sostituto sulla sedia. Questo significa che qualcuno acconsente a prendere il posto del soggetto che dev’essere guarito, ma il guaritore vedrà comunque il sistema energetico della persona da guarire, non quello del sostituto.

Poi il sostituto, anche se non sa quello che deve essere guarito nel vero soggetto, può dare al guaritore un feedback su quello che ha provato durante la guarigione. Può aver sentito qualcosa nel corpo, collegato ai sintomi guariti, o aver visto delle immagini che il guaritore è capace di mettere in relazione con quanto è stato guarito.

Anche se normalmente ciò si verifica in modo consapevole, a volte accade spontaneamente, senza che il guaritore lo sappia, finché non si rende conto che il sistema energetico che ha visto e col quale stava lavorando non ha alcun rapporto con la persona sulla sedia. Tutto quello che ha visto è corretto, anche se il soggetto non ha trovato alcuna connessione col feedback. È come se il soggetto sulla sedia avesse acconsentito a trovarsi lì «nello spirito» per permettere la guarigione e ne avesse comunque ricevuto beneficio.

Potrebbe anche trattarsi della coscienza di qualcuno che fa parte della vita del soggetto, come la madre o un familiare, che ha bisogno di una guarigione e per il quale il soggetto è preoccupato. Quindi, uno degli effetti della guarigione a distanza che si verifica attraverso il soggetto consiste nel fargli scomparire l’ansia. La guarigione ha molte forme.

Poiché tutte le guarigioni descritte finora implicano un senso di connessione tra il guaritore e il soggetto, si può dire che sono possibili anche altre forme di guarigione, se si ha lo stesso tipo di connessione.

sabato 12 novembre 2016

Cambiare vita per curarsi

Cambiare vita per curarsi
La storia di questo viaggio non è la riprova che non c'è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto a cercarla non è servito a nulla.

Al contrario: tutto, compreso il malanno stesso, è servito a tantissimo.

E' così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita.

E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. 
Per il resto ognuno deve fare la strada da solo. Non ci sono scorciatoie che posso indicare.

I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale. L'ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce al tetto dal quale si vede il mondo sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell'ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.
Io provo.

tratto da "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani

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