domenica 8 novembre 2015

MANUALE DELL’ATTIVISTA

MANUALE DELL’ATTIVISTA
Ecco gli strumenti che ogni attivista ha a disposizione per fare informazione, creare consensi ed esprimere la propria opinione in modo non violento. Qui ci sono una serie di istruzioni che vi guideranno nell’impresa. Poi basta poco,  combattere serve anche se siete da soli, spegnete il pc, vi basta un pezzo di carta e un francobollo, vi basta la voce. E il coraggio.

MEZZI GRATUITI
Si parte con il fare informazione da se, selezionate gli articoli giusti nel web, scegliete con cura i più interessanti, i più brevi e scorrevoli, devono soprattutto far pensare, attivare domande nel lettore. Stampatene alcune copie.
Metteteli nei posti della vostra vita, sul posto di lavoro, nel portone del condominio, nei locali e bar del vostro paese o quartiere, ecc…
Parlate frequentemente con la gente,con i vostri familiari, i vostri amici, ecc.. senza assillarli o risultare inopportuni, ma in modo da suscitare interesse in loro, con i vostri discorsi.
Non criticate le persone che si oppungono a voi, quelli con la mentalità troppo chiusa fanno difficoltà ad accettare idee innovative.
E’ bene che prima di qualsiasi altra cosa teniate conto del vostro atteggiamento nei confronti delle persone.
Trovate il modo di rendere la conversazione gradevole e penetrante.

TROVATE ALLEATI
Cercate di formare un gruppo di attivisti nella vostra città, cercate tra le vostre conoscenze, rivolgetevi alla gente dal pensiero libero e che sappia vedere l’importanza di divulgare l’informazione.
cercate, in continuazione, in internet, tra i vostri amici, gente che risiede nelle vostre vicinanze.
Durante il vostro lavoro continuate a reclutare membri, sempre e ad ogni occasione.
Dobbiamo diventare numerosi, espanderci, compattarci, essere presenti in massa nei luoghi della gente.
Rivolgetevi alle associazioni locali della vostra città, che siano culturali, umanitarie, gruppi giovani… dobbiamo fare capire a tutti la delicatezza dei temi trattati e l’importanza di divulgarli.
Rivolgetevi principalmente a quelle persone che sono già attive o che comunque si dedicano a scopi umanitari o simile, loro sapranno capire più degli altri l’importanza della questione e se saprete parlargli potrete fargli capire qual’è il vero nemico principale da combattere.

CREARE UN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Per cambiare è necessario che ognuno organizzi nella propria città delle scuole di pensiero (libero).
In queste scuole/riunioni, si discuterà su come dev’essere svolta l’azione civica di noi attivisti.
Basta poco. Trovate un posto dove discutere, una casa, un garage, un circolo, un posto all’aperto, può essere qualsiasi cosa, radunate i vostri amici che vogliono sostenere il vostro progetto, che hanno le vostre idee o simili.
Fate in modo che tutti i partecipanti si impegnino per un tempo significativo. Potete organizzare le riunioni ogni fine giovedì sera per esempio od ogni 15 giorni, come andate meglio.
Create una lista delle cose da discutere, gli argomenti più importanti, che devono essere divulgati, le relative soluzioni e COME divulgarli.
Fissate una data ogni mese o ogni 15 giorni. Fate in modo che tutti vi partecipino.
Create una cassa comune, ad offerte libere, ognuno contribuirà in base alle proprie possibilità.
Con quel fondo comune stamperete i volantini e tutto il materiale informativo necessario.
Il gruppo dovrà essere strutturato in modo da assegnare ogni ruolo a ciascuno, in modo efficace, esempio:
un membro assumerà il ruolo di INFORMATORE. Sarà sempre aggiornato sui fatti da sapere e istruirà gli altri membri, un altro assumerà il ruolo di COMUNICATORE, penserà come parlare in modo più consono alla gente, cosa impaginare nei manifesti o volantini, ecc….. dovrete inventarvi voi la struttura, ognuno la personalizzerà a proprio piacimento.
Una volta fatto questo sarà il momento di AGIRE. Diffondetevi, fate volantinaggio, nelle strade delle città il sabato pomeriggio, la domenica mattina, parlate alla gente, andate nei loro luoghi tipici, nei locali, nei club, nei posti di svago, nelle conferenze di un certo tipo.
Rivolgetevi alle associazioni culturali e simili, alle associazioni per giovani, a specifici gruppi, valutate voi, fategli presente I TEMI TRATTATI E L’IMPORTANZA DI DIVULGARLI. Cercate sostegno da questi, cercate i fondi.
Siate presenti in massa, costantemente e per tutto il periodo dell’anno in SCUOLE E UNIVERSITA’.
Reclutate in continuazione altri membri, nei posti giusti, fra le vostre conoscenze, trovate un modo per far divertire chi vi partecipa. L’importante è che questi gruppi che fonderete siano GRUPPI DI PENSIERO LIBERO, in cui ognuno non sarà legato da nessun ideologia o pensiero da seguire alla cieca, ma RAGIONI CON LA PROPRIA TESTA, SVILUPPI IL PROPRIO SENSO CRITICO. Ognuno nelle riunioni dovrà partecipare alla discussione, senza impegni.
Divulgate sempre L’IMPORTANZA DELLA PARTECIPAZIONE e assicuratevi prima di qualsiasi altra cosa il modo in cui vi approcciate con la gente perchè se perdete la loro fiducia sarà difficile se non impossibile recuperarla.
Un ultima cosa, se iniziate questa impresa SIATE COSTANTI, sappiate che non vedrete risultati a breve termine, ma alla lunga, è importante fare anche poco ma in modo continuo. Per il resto SIATE LA GUIDA DI VOI STESSI, solo voi sapete cosa bisogna fare, non dovrete avere bisogno di un GURU che vi indichi la strada giusta. E’ l’unico modo per tornare preotagonisti e riprenderci quello che ci spetta di diritto… un mondo di libero pensiero.

VOLANTINAGGI INFORMATIVI
Per effettuare un volantinaggio, occorre innanzitutto selezionare un argomento specifico, trovare un volantino già pronto, se l’argomento è generico, oppure confezionarne uno nuovo se si tratta di una questione locale specifica, e poi distribuirlo al pubblico in un punto di grande afflusso.
Va detto che il volantinaggio per strada non è un metodo molto efficace per diffondere le informazioni, perchè la quasi totalità del materiale andrà gettata senza essere letta prima: ormai siamo bombardati da volantini di ogni tipo, e le persone tendono a ignorarli.
E’ importante distribuire materiali di vario genere in luoghi frequentati dal pubblico, da cui le persone interessate possano prelevarli. In tutti i casi, bisogna accordarsi col proprietario o gestore del posto, chiedendo il permesso di affiggere locandine o lasciare su qualche tavolo opuscoli e volantini.
I posti che possiamo suggerire sono: biblioteche, circoli culturali, centri “Informagiovani”, negozi, sale d’aspetto di medici, palestre, ma va bene anche qualsiasi negozio che abbia un proprietario collaborativo.

PER AFFISSIONI
Per l’affissione di manifesti negli appositi spazi previsti da ciascun Comune, va tenuto presente che alcuni spazi sono a pagamento, altri gratuiti.
Per quelli a pagamento, l’affissione viene fatta direttamente dall’Ufficio Affissioni del Comune stesso. Per iniziative non-profit, generalmente la tariffa è più bassa (mediamente del 50%) rispetto ai normali manifesti pubblicitari, ma varia da Comune a Comune. Per una città medio-grande, il costo è di circa 1.50 euro per l’esposizione per 15 giorni di un manifesto 70×100 cm. Il costo è direttamente proporzionale alla superficie del manifesto e al tempo di permanenza.
Attenzione: dall’aprile 2005, ogni Comune ha l’obbligo di fornire GRATUITAMENTE alle associazioni un minimo di 10% degli spazi totali, di dimensione 70×100.
Informatevi presso il vostro Comune su come usare questi spazi. Il problema, solitamente, è che chiunque può attaccarci sopra altre cose, quindi quel che succede spesso è che il giorno dopo i vostri manifesti sono già coperti da altri (di solito di partiti politici). Valutate cosa conviene fare: se nel vostro Comune le affissioni gratuite sono “vivibili” (cioe’ i manifesti durano qualche giorno) usatele, sennò conviene usare quelle a pagamento, perchè altrimenti si sprecherebbe il materiale.
Per esporre invece una locandina nelle vetrine di negozi e bar, oltre a chiedere il permesso del negoziante, occorre far apporre l’apposito timbro – che di solito per iniziative non-profit e senza sponsor è gratuito, ma non sempre, dipende dal Comune – sulla locandina presso l’Ufficio Affissioni del Comune. Non occorre essere un’associazione, lo può fare un gruppo o un privato. Se la locandina viene posta invece all’interno del negozio, e non in una vetrina che dia sulla strada, non è necessario alcun timbro.
La stessa regola vale per l’affissione di locandine all’interno di altri luoghi pubblici: biblioteche, sale d’aspetto, ecc.: è sufficiente avere il permesso del gestore o proprietario.

ATTENZIONE:
Certi Comuni hanno emanato un’ordinanza in base alla quale in certe zone non si puo’ fare volantinaggio. Quindi, oltre al fax in questura conviene informarsi presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, oppure i Vigili Urbani. Il problema è che non è detto che vi dicano la verità, per ignoranza o per cattiva fede. Queste ordinanze nella quasi totalità dei casi valgono solo per volantinaggi commerciali, ma questo non vi verrà detto, a meno che non insistiate.
Quindi:
se vi dicono che non c’è alcuna ordinanza, ok;
se vi dicono che l’ordinanza vieta solo il volantinaggio commerciale, ok;
se vi dicono che TUTTI i tipi di volantinaggio sono vietati, in tutta la citta’, o nella zona di vostro interesse, allora dovete farvi dare copia dell’ordinanza e controllare che sia così, perché è già successo che impiegati del Comune avessero comunicato che il divieto era per ogni tipo di volantinaggio e invece era solo per quello commerciale… Se è davvero così, potete scegliere di volantinare lo stesso e minacciarli di far ricorso al TAR se vi dicono qualcosa, perche’ non possono vietare di manifestare le proprie idee. Sta a voi decidere quanto esporvi.
In ogni caso, è bene segnarsi data e ora della richiesta e con chi si è parlato.
Se siete già sicuri che non vige alcuna ordinanza particolare, ignorate questa precisazione.

SCEGLIETE I LUOGHI GIUSTI
la vita è sempre più frenetica, dovremmo farci ascoltare da gente che non ha il tempo di ascoltarci.
Prediligete i posti dove la gente si rilassa e non è di corsa, al mercato, nelle sale d’attesa, soprattutto nelle spiagge d’estate!! Li le persone avranno più tempo da dedicarvi e potrete anche sottoporli a scritti o conversazioni più estese o complesse.

sabato 7 novembre 2015

Il Controllo dell’umanità (e cosa fare)

Negli ultimi anni abbiamo visto una straordinaria erosione delle libertà e uno speculare accentramento di potere e ricchezza salire verso l’alto. L’unica cosa che possiamo fare per difenderci da questo attacco alla Vita, è ripartire in silenzio, unendoci tra di noi, che stiamo in basso, anziché farsi quella che “guerra tra poveri” che è l’obiettivo di quelli che stanno in alto.

Da quando esiste la storia esistono dominio, controllo e guerra. Nella preistoria no ma nella storia sì. Se noi guardiamo alla storia con discernimento vediamo che questa non è altro che una sequela infinita di atti di aggressione contro il pianeta, contro i viventi in generale e di conseguenza anche contro gli umani (che sono a tutti gli effetti dei viventi come tutti gli altri, né più né meno).
Ciò che è cambiato dunque non sono gli effetti finali della storia (che è sempre stata dominio, controllo, guerra) quanto le modalità con cui questa viene portata avanti. In questa ottica è fuori di dubbio che all’immenso avanzamento delle tecnologie siano corrisposte forme di dominio, controllo, guerra all’umanità (oltre che a tutto il resto) sempre più avanzate e di fronte alle quali siamo ovviamente sempre più indifesi.

L’avanzata politico-economica che sta prendendo piede sempre più fattivamente in questi anni è di tipo accentrante. In altre parole è una guerra che quei pochi che stanno in alto portano avanti nei confronti di chi sta in basso (cioè sotto). Tutto il resto sono unicamente corollari utili alla realizzazione del piano. Il destino dell’umanità, a meno di un cambio di prospettiva enorme e di cui francamente si vedono ben pochi segnali, almeno per i decenni a venire, è molto chiaramente segnato. E non è un bel destino.

L’avanzata tecnologica, concentrando in un unico punto, quello del dominio e controllo (guerra), tutte le sue armi (biometria, ingegneria genetica, farmaceutica, medicina, alimentazione, energia, ma anche (dis)informazione, istruzione, intrattenimento (imbonimento), e ancora “democrazia”, politica in generale, leggi, burocrazia, istituzioni nazionali e sovranazionali, l’invenzione del terrorismo come nemico globale, l’indebitamento globale (Stati, aziende, famiglie, individui), ecc.), ha reso le masse sempre più docili, belanti e impaurite, rendendo questi controllo e dominio di facile realizzazione, il tutto in tempi e modi impensabili fino a solo poco anni addietro.

Se vogliamo andare alla sostanza, come umani abbiamo ben pochi margini di manovra per vivere in maniera libera e dignitosa o comunque questi margini sono in costante riduzione. Io credo che i nodi verranno al pettine definitivamente e drammaticamente nel momento in cui il degrado socio/ambientale arriverà ad un punto di rottura, congiuntamente alla definitiva eliminazione del denaro contante (che già oggi si attesta indicativamente ad un ben misero 7% dell’intera massa circolante) e alla totale mercificazione dell’esistente portata avanti sempre più serratamente (vedi l’ormai famoso TTIP).

Sarà allora che con qualche scusa di sicurezza globale o forse anche solamente con l’imbonimento, verrà a tutti installato un bel microchip (la cosa del resto non deve sorprenderci. Non chippiamo il cane e anche tutti gli altri che ci fa comodo chippare? Che cambia? Perché il cane sì e noi no? La logica non è sempre la stessa?). Così il controllo dell’umanità sarà globale, totale, definitivo, il tutto alla faccia di quel “mondo libero” in cui ancora molti sono convinti di vivere.
In una situazione simile, cioè una situazione in cui la sopravvivenza sarà estremamente difficile, è evidente che ci sarà un’escalation di violenza generalizzata. Questo è ciò che sta accadendo oggi in sempre più numerose aree del mondo.
Molti sostengono che tutte queste manovre che abbiamo cercato succintamente di indicare nelle righe precedenti, hanno lo scopo di far diventare le multinazionali e chi le governa (cioè il potere economico) ancora più ricche di ciò che già sono ma non è così. Non è affatto così. L’economia non è più, almeno per i controllori, un mezzo di arricchimento ma semplicemente uno strumento di controllo sociale (cioè di tutti noi che siamo costretti a lavorare per andare avanti). Siamo noi che dobbiamo lavorare per campare, non loro per arricchirsi.

A che servono un profitto e una ricchezza derivanti dall’economia quando questa ricchezza viene letteralmente creata dal nulla dal potere bancario-finanziario, quello stesso potere bancario-finanziario che controlla in toto l’economia? Che ci fanno con altra ricchezza se quella già esistente (creata dal nulla come abbiamo detto) è sufficiente per comprarsi tutti i pianeti, gli universi, le galassie?

La logica dunque è un’altra. Molto banalmente è una logica di dominio e di controllo ed è la stessa logica che l’umanità in generale applica da diecimila anni (cioè dall’inizio della storia) all’intero pianeta ed ai suoi abitanti. E’ la prospettiva antropocentrica poi trasformatasi in egocentrica ad averci ridotto così. Proviamo a pensare a quell’orribile fabbrica di morte che sono i moderni allevamenti industriali di animali e capiremo che la logica che vi sta dietro è la stessa. Come noi ci consideriamo di un’altra categoria rispetto agli animali, i dominatori dell’universo si considerano di un’altra categoria rispetto a noi. E, bisogna dirlo, secondo questa (per me inaccettabile) logica, lo sono.

Ce ne accorgiamo solo adesso per due motivi: il primo è perché sta cominciando a toccare anche a noi occidentali in prima persona (agli africani, tanto per dirne una, è già toccato da un pezzo), e il secondo è perché gli strumenti tecnologici di controllo sono diventati talmente avanzati (ed utilizzati sempre più esplicitamente) che finalmente qualcuno sta cominciando ad aprire gli occhi (ancora un po’ pochini per la verità).

Questo dominio sociale sempre più esasperato e esasperante si è esplicato in maniera molto evidente negli ultimi anni attraverso la progressiva destabilizzazione di sempre più aree del mondo (basta pensare al medio oriente e ora all’Ucraina), attraverso crisi economiche indotte, migrazioni forzate di milioni e milioni di uomini, donne e bambini (e ci sono dementi, lasciatemeli chiamare per ciò che sono, che ce l’hanno con gli emigranti e che dicono che “devono tornare a casa loro”) e tanto altro ancora.
Tutto ciò genera in ultima analisi paura e insicurezza, oltre ad una progressiva scarsità di beni essenziali alla vita, che rendono l’umanità sempre più docile, piegata ed incline ad accettare qualunque sopruso; come difatti sta accadendo.

Cosa possiamo fare?
Veniamo a noi. Cosa possiamo fare per provare a vivere bene in un mondo sempre più difficile? Premesso che non credo si possa combattere i dominatori dell’universo con le loro armi (hanno tutto, assolutamente tutto, per vincere con la violenza, e difatti è proprio con quella violenza che stanno già “vincendo”), e premesso anche che le dinamiche di questo futuro sono comunque impossibili da dettagliare, io credo che il primo, fondamentale passo sia quello di giocare ad un altro gioco, il nostro gioco, di cui noi facciamo le regole.

giovedì 5 novembre 2015

Papa Francesco e la storia della più grande operazione di marketing dell'umanità

Mirco Mariucci
La chiesa è investita da ripetuti scandali di pedofilia; alcuni vescovi ammettono di aver saputo e taciuto, trasferendo i preti colpevoli da una parrocchia all’altra.

Il New York Times pubblica una serie di scomodi dossier, rivelando che i vertici del Vaticano, e addirittura lo stesso Papa Ratzinger, pur essendo a conoscenza di casi molto gravi di pedofilia, hanno preferito adottare la politica del silenzio e della copertura.

Lo Ior, la banca del Vaticano, è ciclicamente al centro di scandali e irregolarità. Arrivano pensanti accuse di violazione delle norme antiriciclaggio. Alla guida dell'Istituto per le Opere di Religione c'è Ettore Gotti Tedeschi, persona di fiducia del Papa.

Nello stato della Città del Vaticano, a seguito di una fuga di notizie riservate, scoppia lo scandalo Vatileaks: la perversione della Chiesa per il potere, il denaro e gli intrighi è stata messa a nudo.

Nei confronti della Chiesa Cattolica viene lanciata una pressante campagna mediatica per il pagamento dell'Imu.

Quasi tutti concordano che la Chiesa sta sbagliando nei riguardi dei diritti civili, e che dovrebbe rinunciare alla sua continua interferenza con la politica.

Papa Ratzinger, con il suo orribile accento “tetesco”, le scarpette rosse di Prada, la pelliccia d'ermellino ed il vistoso crocifisso d'oro, induce una forte antipatia, persino nei credenti..
Per cercare di rimediare, il Papa approda sul social network Twitter con il nome di @pontifex, ma la strategia si rivela una catastrofe.

Il Pontefice viene immediatamente preso di mira con centinaia di migliaia di cinguettii che ridicolizzano, criticano e smentiscono il Papa, la Chiesa ed il messaggio cristiano.

Il consenso di Papa Ratzinger e della Chiesa Cattolica era in caduta libera, e con esso andava scemando la possibilità di legittimare il loro amato potere.

Il definitivo declino della religione Cattolica era prossimo, la stabilità dell'istituzione millenaria era stata minata dalle fondamenta.

Ai vertici della setta dovevano rapidamente escogitare una soluzione...
Il rimedio non tardò ad arrivare. Per risollevarsi da una situazione disastrosa serviva un'operazione straordinaria. Il tutto doveva iniziare con un gesto eclatante, un'azione estremamente funzionale per catalizzare l'attenzione mediatica.

Il sipario si aprì alle 19:00 del 28 febbraio 2013, Papa Ratzinger si dimette: un simile gesto non accadeva da circa 6 secoli. L'esca era stata lanciata.

Come per ogni nuova elezione, numerosi cardinali accorsero da ogni parte del mondo per svolgere l'inutile pagliacciata del conclave. Le direttive erano chiare. L'imperativo? Risollevare la Chiesa Cattolica dall'oblio ad ogni costo.

Proprio in quei giorni ebbe inizio la più grande operazione di marketing della storia dell'umanità: il prodotto da vendere era la religione, ed il mezzo da usare per riconquistare il consenso perduto, sarebbe stato il nuovo pontefice in persona.


Alle 19:06 del 13 marzo 2013 la folla assiste alla classica fumata bianca: «Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Georgium Marium, Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio, qui sibi nomen imposuit Franciscum».
Francesco, quale miglior nome avrebbero potuto scegliere per un Papa, in un periodo storico che condannerà milioni di persone ad impoverirsi?
La Chiesa decise così di giocare la carta del brand di San Francesco d'Assisi, l'uomo che si spogliò di tutti i suoi averi per seguire Dio.
Con il suo stesso nome, il nuovo Papa stava testimoniando che la povertà (degli altri) può essere una cosa bella, e che l'unica "vera" salvezza sarebbe potuta arrivare dalla Chiesa Cattolica.
Ma affinché il messaggio fosse coerente, il nuovo Papa avrebbe dovuto togliere le scarpette di Prada, l'ermellino ed il crocifisso d'oro ripiegando su d'un paio di scarpe nere, vecchie e deformate, su d'una veste più umile e un crocifisso meno vistoso fatto di ferro (che in realtà era d'argento). E' così fu.

Ma gli specialisti del consenso al servizio della Chiesa non si fermarono solo al vestiario, curarono ogni aspetto della nuova figura del pontefice. Anche il linguaggio doveva diventare più moderno, sin da subito.

La sera della sua prima apparizione, infatti, il nuovo Papa esordì con un inaspettato ma efficace: «fratelli e sorelle, buonasera!».

A pochi giorni dall'elezione di Papa Francesco l'indice di gradimento degli italiani nei confronti della chiesa passava dal 47% del dicembre 2012 al 62%.

Da quel momento ogni parola ed ogni gesto di Papa Francesco sono sempre stati sapientemente caricati di specifici simboli e significati.

Papa Francesco è salito sull'aereo portando la valigia a mano. Papa Francesco mangia un panino, ama cucinarsi da solo, fa la fila per il pranzo alla mensa vaticana. Papa Francesco rifiuta la papamobile e l'appartamento papale. Papa Francesco abbraccia i disabili, bacia un bambino. Papa Francesco condanna il lusso dei vescovi. Papa Francesco vuole rinnovare lo Ior e dice che Pietro non aveva una banca.

Perché "l'operazione Papa Francesco" è la più grande presa in giro degli ultimi tre anni

Perché "l'operazione Papa Francesco" è la più grande presa in giro degli ultimi tre anni

Inutile negarlo: Papa Bergoglio è riuscito a sedurre almeno per cinque secondi anche il più accanito anticlericale. Sarà perché chiunque avrebbe potuto battere in empatia Papa Ratzinger, sta di fatto che la figura di Bergoglio, con le sue scelte estetiche low profile e il carisma, è stata immediatamente salutata come portatrice di cambiamento praticamente da chiunque.
Nella famosa intervista pubblicata a settembre del 2013 su Civiltà Cattolica, Bergoglio evocava l'immagine della Chiesa come "ospedale da campo" e predicava misericordia per gay e divorziati, fino ad ammettere di non essere "mai stato di destra" e invocare riforme urgenti—la prima delle quali "quella dell'atteggiamento."

Queste dichiarazioni effettivamente senza precedenti nella storia del clero fecero guadagnare al Pontefice una centralità nei media di tutto il mondo, oltre che l'appoggio di politici, intellettuali, personaggi del mondo dello spettacolo e laici, suggerendo ai governi del mondo tematiche che tradizionalmente la Chiesa non sembrava contemplare. L'apice di questa tendenza è rappresentato forse dalla cover del Time che lo elesse personaggio dell'anno, colui che—secondo la direttrice Gibbs—"in meno di un anno [...] ha fatto una cosa notevole: non ha cambiato solo le parole, ha cambiato la musica." 
Non c'è che dire, un duro colpo per tutti quelli che, come chi scrive, ritengono le religioni un fatto umano scientificamente riconducibile a lacune intellettive e culturali. Ma al di là delle personali convinzioni spirituali è legittimo chiedersi se questo pontefice rappresenti una reale inversione di tendenza rispetto ai gravissimi scandali (sessuali, finanziari e politici) del Vaticano. Oppure, se dietro alle mosse da entertainer, l'immagine coordinata sbarazzina e il relativo merchandising, questo papato non sia l'incarnazione seducente di tutta l'ambiguità del cattolicesimo. 

Tali contraddizioni, zone grigie, atteggiamenti schizofrenici e paraculate si sono particolarmente acuite negli ultimi mesi, in un'escalation dettata dalla frenetica agenda del pontefice: dalla sua tournée statunitense al pressing sulla politica italiana ed estera in vista del Sinodo della Famiglia, alle "mani sulla città" per il Giubileo Straordinario voluto da Bergoglio. Ma vediamo più da vicino alcune di queste contraddizioni. 

LE AMERICHE E IL COMUNISMO
Nell'ultimo anno Papa Francesco ha visitato incessantemente le Americhe, e amplificate dai media di tutto il mondo, le sue esclamazioni ogni volta vengono riportate come"rivoluzionarie". Al parlamento degli Stati Uniti lo scorso 23 settembre dichiarava: "Noi, gente di questo continente, non abbiamo paura degli stranieri, perché molti di noi una volta erano stranieri." Vero. 

Peccato però che nemmeno una settimana dopo questa dichiarazione che fece commuovere tutti i Bergoglio's enthusiasts, e costretto i vari capi di stato a fingere per qualche ora di riconsiderare più sensibilmente il problema della migrazione, Papa Bergoglio canonizzava il missionario spagnolo Junipero Serra. Che proprio in California attuò un vero e proprio genocidio umano e culturale di nativi americani a partire dal 1769, costringendo gli indiani alla conversione forzata, vestendoli con uniformi blu e impiegandoli nelle missioni come schiavi fino a cancellare la loro identità culturale. 

Lo scorso luglio, in Bolivia, Bergoglio si scagliò contro il capitalismo, definendo il denaro come "sterco del demonio." Ecco, questo aspetto narrativo che accompagna Papa Bergoglio, che più volte è stato definito come un papa di sinistra, "francescanamente" vicino ai poveri, è una delle più grandi operazioni di camouflage compiute sul pontefice.

Bolivian president, Evo Morales, gives Pope politically charged gifts(video)

In uno dei tanti scambi di cortesie tra governanti, Papa Francesco in visita in Bolivia ha ricevuto dalle mani del premier Evo Morales un bizzarro crocifisso a forma di falce e martello, forse uno degli oggetti più raccapriccianti della storia. L'orrore nello sguardo del papa ha segnato uno dei momenti più comici della carriera del pontefice, eppure anche quel momento è stato trasformato in un'arrampicata sugli specchi per ricondurre il dono alla figura di Luis Espinal Camps, missionario e intellettuale gesuita che ideò quel crocifisso marxista proprio in Bolivia, dove fu assassinato nel 1980 dalle squadre della morte dell'ex-dittatore Luis García Meza Tejada. 

Se da un lato il racconto mediatico di Bergoglio sembra costellato di "aperture" politiche verso storiche contrapposizioni politiche e culturali della Chiesa, come nel recente incontro con Fidel Castro (ormai talmente rimbambito da ventilare una conversione al cattolicesimo), le azioni politiche del pontefice dimostrano una realtà ben diversa. Sempre per restare in Sud America, da più di un mese in Cile hanno preso corpo le accuse verso Papa Bergoglio per le sue dichiarazioni in spagnolo in riferimento a una precisa udienza in Vaticano del maggio scorso. Bergoglio ha difeso, con parole insofferenti verso i reporter, la nomina del cileno Juan Barros Madrid in qualità di vescovo di Osorno. Le accuse non vertono tanto sul fatto che Barros Madrid sia stato il monsignore che officiò privatamente i funerali del dittatore cileno Augusto Pinochet, ma sull'insabbiamento delle attività del prete pedofilo e amico Fernando Karadima. 

Nonostante molti fedeli cileni abbiano denunciato anche attraverso una rappresentanza di una ventina di parlamentari la questione a Papa Bergoglio, questo ha risposto ai giornalisti dicendo che la Chiesa "ha perso la sua libertà, lasciandosi riempire la testa dai politici e accusando un vescovo senza avere nessuna prova" e "pensate con la testa e non vi lasciate prendere per il naso da tutti i sinistrorsi che hanno messo in piedi questa cosa." Fin dai primi momenti del suo insediamento, del resto, Bergoglio si è impiegato anche per mitizzare la figura di Carol Wojtyla, il papa più ferocemente anticomunista della storia (tanto da appoggiare dittature di destra) e tragicamente legato all'aspra battaglia verso l'uso dei preservativi nel momento storico di massima pandemia da AIDS. 

IL CASO DAVIS, MATRIMONI GAY E GENDER
Il caso Davis fornisce un altro spunto importante per capire questa schizofrenia. Kim Davis è la cinquantenne funzionaria della contea di Rowan nel Kentucky, finita in carcere lo scorso settembre per essersi rifiutata di applicare la legge sull'ufficializzazione di alcuni matrimoni tra membri dello stesso sesso dopo la storica sentenza. In quanto funzionario la Davis ha continuato a respingere l'ordine della corte suprema e a negare la licenza di matrimonio replicando come un disco rotto che le sue azioni rispondevano soltanto "all'autorità divina." 
Kim Davis.
Se il caso fosse finito qui ce ne saremmo dimenticati subito, liquidando la funzionaria come una delle tante invasate redneck che popolano la cosiddetta Bible Belt. E invece è proprio la visita pastorale di Bergoglio negli Stati Uniti a dare nuova vita a questa triste storia, perché in un meeting privato all'ambasciata Vaticana a Washington il Papa ha incontrato alcune persone, tra cui Kim Davis. Non appena i media americani sono venuti a conoscenza dell'incontro hanno iniziato a porre interrogativi sulle motivazioni e l'opportunità spirituale e politica di quella visita privata, tentando ricostruzioni verosimili, tra dichiarazioni della donna e smentite del Vaticano. 

Dato che non esistono testimonianze audio e video dell'incontro, le uniche valutazioni politiche che possiamo trarre risiedono nelle conseguenze visibili a tutti: da un lato con Kim Davis che subito dopo la scarcerazione ha tesaurizzato l'incontro privato con Bergoglio utilizzandolo come un potente endorsement da spendere in vista delle future primarie repubblicane. Dall'altro con Bergoglio e la Santa Sede che, dopo aver balbettato delle dichiarazioni per smarcarsi da un ipotetico appoggio, hanno ambiguamente tirato in ballo l'obiezione di coscienza come un "diritto".

mercoledì 4 novembre 2015

Papa Francesco è un prodotto del marketing del Vaticano

Papa Francesco è un prodotto del marketing del Vaticano

La Chiesa cattolica, una delle più antiche e rinomate aziende al mondo, è in declino. Il suo «prodotto», cioè la Dottrina, in grave crisi. Scandali, immobilismo, una customer satisfaction in ribasso, il brand con un tremendo bisogno di riposizionamento. Non si sa a che santo votarsi. Finché... Ecco la soluzione. Un nuovo amministratore delegato. Anzi, un «curatore fallimentare» per salvare l’azienda: Papa Francesco.

Ecco le sei strategie di marketing usate dalla Chiesa Cattotica :
1.      Rebranding 
2.     Risorse umane
3.     Customer care
4.    Leadership
5.     Comunicazione
6.    Strategie social
Esempi ? Eccoli :  

Rebranding
: Scandali, immobilismo e customer satisfaction in ribasso necessitano un cambiamento. Ed ecco che si torna alle origini, ai “valori della marca”. Si riscoprono l’autenticità e la povertà delle origini.

Risorse umane: quando le cose non vanno bene si rivede il personale. La prima testa a cadere è stata quella del segretario di stato Tarcisio Bertone. Si ricontrollano anche le procedure interne. Papa Francesco non ha fatto tutto da solo, ma si è rivolto a professionisti esterni, come Kpmg per la verifica dei sistemi contabili e McKinsey & Company per la comunicazione.

Customer Care: alla base del customer care c’è l’ascolto. Per questo sono stati inviati questionari a tutte le conferenze episcopali per conoscere le opinioni su tematiche molto di attualità, come le coppie di fatto o le nozze gay. Importanti anche le opinioni della gente comune, si pensi alle telefonate!

Comunicazione: non poteva mancare lo storytelling, l’elemento chiave del marketing moderno, ovvero la capacità di raccontare, di emozionare, di dar voce ai sentimenti.

Questo papa ha dimostrato non solo di essere un grande comunicatore, ma un maestro in grado di mettere in atto il “marketing del significato”.

LA STRATEGIA MARKETING DI PAPA FRANCESCO(VIDEO)

DOGMA SCIENTIFICO E CULTURA ETNO-EGOCENTRICA.

DOGMA SCIENTIFICO E CULTURA ETNO-EGOCENTRICA.

Per quanto difficile, la strada ripercorsa dalla cultura religiosa, in particolare quella italiana,   rimane l'uso manipolatorio e strumentale delle conoscenze e scoperte scientifiche.
Come accade che si possa dogmatizzare la scienza?
Esaminando il concetto di dogma sappiamo che esso è : ( fonte Wilkipedia )
Il termine dogma (o domma) è utilizzato generalmente per indicare un princìpio fondamentale di una religione, o una convinzione formulata da filosofi e posta alla base della loro dottrina, da considerarsi e credere per vero, quindi non soggetto a discussione da chi si reputa loro seguace o fedele.
Il termine può essere applicato in senso estensivo a discipline diverse da quelle religiose.

Se un principio fondamentale diventa il solo principio fondamentale, nasce la forma dogmatica assoluta, anche nella scienza, indimostrabile con una matematica coerente e corretta senza buone approssimazioni, ma esatta, con margine di errore minimo.

L'equivalenza storica, con la teoria Geocentrica, nasce con la teoria Gravitazionale di Newton ed ha il suo apice con la teoria della Relatività Ristretta di Einstein.
Il valore assoluto dato alla Gravità, da Newton, ha giustificazione parziale, ma il fatto contemporaneo rimane palese, il rapporto tra l'energia Gravitazionale e quella Elettromagnetica è di  - 1, in quanto ha verso opposto a quella E. e di 10 alla 38, valore attuale di quella elettromagnetica visibile e misurabile.
I dati sono inconciliabili, anche per la teoria della relatività, con la realtà visibile a tutti, e solo chi è plagiato nega la realtà e la sostituisce con la "verità" sperimentale e di una sola misura, la velocità della luce, perché non esiste la misura della velocità della energia Gravitazionale, e non è stata definita una unità di misura per essa, in termini tecnici appropriati.
Esiste una sola unità di misura la "carica elettrica" e l'altra unità di carica, quella magnetica è definita ipoteticamente da Dirac, come 68,5 volte la carica elettrica, 
Cioè asimmetrica rispetto a quella elettrica.
Se esistono 4 tipi di interazione =  devono esistere quattro tipi di cariche, e le loro unità, ne mancano tre all'appello, inoltre, come unità di misura, classificata con un aggettivo le Forze nucleari o energie d'interazione, come debole e forte è insufficiente e generico, non è scientificamente esatto, risulta una forma provvisoria.
Quindi è impossibile che la teoria elettromagnetica da sola, o come base unica, sia in grado di fornire risposte precise e tecniche alla tipologia delle forme della natura, come stati, e come organismi viventi. 
La struttura della materia rimane ancora incompresa sia per la scientificità, sia tecnicamente sulla base di un solo principio.
Per la matematica il conteggio è chiaro, 4 / 2 = 2  perchè  2 , numeri essi possono essere negativo uno e positivo l'altro, ma se dico che 4 / 1 = 4 allora 1 . 4 = 4, ma per fare ciò non devono esistere forme di energia negativa in via di principio e come regola.
La contraddizione reale sono l'elettrone ed il positrone, rispetto ad una unica soluzione proposta dall'elettromagnetismo edulcorato.
La realtà dimostra il contrario che le forme di energia negativa esistono come antiparticelle, quindi le basi devono essere due e non una come elettromagnetismo nel modo sviluppato nel 900 diverso dall'800 di Maxwell e Thomson.
Questo è il contesto storico definito in  assoluto reale, nell'800 le forme di energia previste erano due, due sostanze, una positiva ed una negativa; nel 900 Einstein le unifica in una sola formula di principio E = m. c  ( quadro) che è insufficiente a spiegare le due strutture materiali di base: Leptoni :/ Quarks:
 due strutture, due rapporti, due proporzioni diverse tra loro, tra energia e masse  e quantità di moto, secondo i principi di conservazione della Natura stessa.
L'egocentrismo scientifico è il rifiuto a considerare il dualismo- elettrico e magnetico- come base della natura e delle masse luminose, come nell'800.
L'antropocentrismo deriva dal contesto Europeo come matrice degli sviluppi millenari della scienza, non priva di contrasti con le religioni di matrice medio-orientale, Cattolica, Mussulmana ed Ebraica.
La matrice culturale  rimane  primaria  nello sviluppo sociale, la funzione della democrazia e della scienza...  prerogativa questa che si è affossata con la rottura del nucleo o fissione nucleare, ovvero in termini metaforici, la rottura del salvadanaio della natura.
La fissione nucleare sembra la fine di ogni cosa, e lo è con il terrore nucleare... ad opera della politica racchiusa da un sapere dogmatico che la popolazione  dell'italia ha rifiutato due volte con due referendum....la razionalità contro il sapere manipolato  e  distorto del dogmatismo scientifico.
http://prometeius.blogspot.it/2015/09/dogma-scientifico-e-malattia-etno.html

martedì 3 novembre 2015

DOGMA E SCIENZA.

DOGMA E SCIENZA.
Il dogma è una forma linguistica che opera con due aspetti simultanei: la divisione o scomposizione della realtà in diversi elementi, e l'estrapolazione dissociazione di uno solo di essi dal contesto reale dell'insieme.
Il dogma è anche la forma dissociativa di una idea dall'insieme di altre idee della realtà.
La cultura dogmatica non combina mai l'universale con la condizione di esistenza, in forma diretta e razionalmente conseguente.

Nella cultura dogmatica sono assenti gli aspetti della realtà divergenti da essa, cioè che dimostrano l'inesattezza e la non corretta procedura.
Il dogma nella seconda fase è la replica, variabile della dissociazione, o idea dissociata.
Il dogma può essere applicato nella cultura sociale: le religioni, nella cultura politica: le ideologie  e nella cultura scientifica: il Modello.
Il dogma si presenta come una forma riduttiva ed utilitarista della conoscenza della realtà naturale.
La forma riduttiva è accompagnata anche dal pregiudizio discriminatorio verso dimostrazioni, ed  esempi di inversione della dissociazione, ovvero dell'uso della tecnica comparativa.
Il dogma ammette solo una opposizione  ed una critica fine a sé stesse, prive di senso reale, ma solo dialettiche, e, senza proposte di metodo.
Il dogma non ammette libertà alcuna, sia nella formulazione diversa della realtà rappresentata dalla dissociazione, sia nella proposta di confronto. 
Il dogma non ammette confronti o comparazioni.
Il dogma è l'inizio e la fine di un ragionamento.
Usando la matematica elementare si può dire, che il numero uno, 1 è tanto indispensabile, quanto inutile senza il due, 2, diverso e complementare.
Lo zero, iniziale e finale di una serie di numeri, non può essere considerato un numero elementare, per la simultaneità dell sua funzione interattiva.
Il dogma non ammette il numero due come equivalente, indispensabile quanto inutile da solo, anch'esso.

La scienza è la descrizione formale e tecnica della realtà, dell'insieme degli oggetti nella loro unità di elementi e proprietà.
Il Principio e Metodo di comparazione, sia universale che esistenziale, sia relativa che assoluta sono la base della razionalità scientifica.
Esempio; il sistema Solare esiste come tale per la "Stella" nome tradizionale, ed i Pianeti hanno funzione relativa in quanto:
Se non vi fosse la Stella- Sole non esisterebbe un sistema Planetario complesso e con forme di vita come la nostra, senza luce ravvicinata.
La forma dogmatica è la più applicata in Europa, dopo la catastrofe nucleare, sembra un ripiegamento su sé stessa della scienza:
Il dogmatismo europeo nella cultura politica ha portato ad ideologie sia relative sia assolute.
Le assolute:liberismo e comunismo, le relative fascismo, nazismo e socialismo.
Ad esse, nel dopoguerra, si è aggiunto il dogmatismo clericale in Italia che ha portato ad una falsa Costituzione, con la doppia funzione paritetica della Camera e del Senato, una contraddizione di compiti, senza controllo di supervisione e legislativa, la dissociazione è un duplicato  di funzione.
La realtà Democratica prevede la proposta Legislativa, Camera, il controllo e la legislazione, Corte Costituzionale e Senato. 
Si comprende come la cultura scientifica sia plasmata e ridotta a tecnica riduzionista dal dogmatismo.
Il dogmatismo come procedimento riduttivo, induce ad un comportamento psicologico egocentrico della personalità, chi è diverso e non accetta il Modello culturale tecnico della scienza " dogmatico"  non esiste o non è ammesso nella realtà riduttiva, le Istituzioni scientifiche in Italia ed Europa.
 
Il Modello ha più di dieci lacune e contraddizioni, insanabili sulla base di un solo paradigma  o elemento di base: l'elettromagnetismo.
Ora e sempre:  X ma Legio Italiana Democratica  d'Europa.

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