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mercoledì 19 settembre 2018

Ex carabiniere sui vaccini: viviamo in un mondo che disprezza le sue creature più innocenti e nessuno reagisce nè si scandalizza!!

MAI E POI MAI, SE FOSSI RIMASTO CARABINIERE, AVREI PERMESSO CHE UN SOLO BAMBINO RIMANESSE FUORI

Il mondo è nel pieno di un delirio.

Tutte le certezze che avevamo (e che ci facevano vivere "bene") sono crollate o stanno crollando una dopo l'altra: andare in pensione ad un'età accettabile, crescere i nostri figli senza il fiato sul collo di dover loro inoculare tonnellate di merda chimica, crescerli sapendo che una "diversità" non significa "visita dal neuropsichiatra", crescerli senza la paura di dover, un giorno o l'altro, ritirarli da scuola o vaccinarli forzatamente a causa dell'ennesima epidemia costruita ad arte, sapere che un magistrato è prima di tutto un essere umano come tutti noi e che quindi ci si aspetta che giudichi in diritto e coscienza.

Quando ero nell'Arma dei Carabinieri, chi veniva "beccato" senza documenti e/o entrato illegalmente nel nostro Paese, veniva chiamato "clandestino", e si portavano avanti tutte le procedure del caso, fino, all'epoca della Bossi-Fini, all'arresto obbligatorio in flagranza di reato per chi avesse omesso di ottemperare al decreto di espulsione.

Ora, sembra di vivere in un modo senza regole, ove vige la Legge del denaro e del più forte.

Un mondo che disprezza le sue creature più innocenti, ove un Ministro della Repubblica prima dice una cosa e poi fa l'esatto opposto.
Un mondo ove LA PAROLA DATA non conta più un cazzo di niente.

Un mondo ove NESSUNO più reagisce o si scandalizza davanti a promesse disattese.

Ringrazio, ogni giorno di più, di essermi congedato dall'Arma dei Carabinieri perché uno Stato che non mantiene la parola data NON merita di essere servito.

Quando mi sono arruolato, mi hanno "riempito il cervello" di parole come onore e lealtà.
Dove trovo onore e lealtà nell'impedire a un bambino di entrare all'asilo?
Pietro Eupremio Maria Bisanti

mercoledì 19 febbraio 2014

Il carabiniere e la bambina

 Il carabiniere e la bambina

Scuola media di un paese della bassa Valle di Susa.
Una mattina come tante: campanella, tutti in classe, e mentre si chiacchera arriva il prof: “Oggi niente lezione, si va in palestra ad ascoltare l’arma dei carabinieri”
E così ci si “intruppa” e si prende posto.
Il carabiniere relatore spiega nei dettagli quanto bene fanno alla popolazione, spiega cos’è il bullismo e come loro possono intervenire in simili casi, che la loro missione è quella di aiutare i più deboli e fermare i cattivi, infine un bel video dove si vedono volanti sgommare, cattivoni arrestati e bambini salvati.
Tutto sembra finito nei migliori dei modi…ma c’è un ma.
Perchè i bambini possono fare delle domande e la prima domanda la fa una piccola bambina che frequenta la prima media (11 anni!) che molto candidamente dice: “Voi dite che fate tanto bene, ma in questa Valle io so che picchiate e manganellate i no tav, a me non sembra che facciate tutto sto bene”.
Al che il carabiniere si dimostra per quello che è, e al posto di chiudere la questione con una battuta inizia un lungo panegirico contro i no tav:  ”Sono “disobbidienti (usa prorpio questo termine), non ascoltano come quando un bambino non ascolta la mamma” e in un crescendo wagneriano inizia a raccontare che si camuffano, tirano pietre e bombe, attaccano le reti e che fanno cose illegali e quest’ultima parola la ripete più volte.
La bambina ascolta, poi finito il panegirico, si ritrova ancora il micorfono in mano e allora ribatte: “Ma a me sembra che i primi ad essere illegali siete voi. Sparate dei gas lacrimogeni che sono vietati da tutto il mondo, proprio voi che dovreste essere legali”.
A quel punto succede quello che non ti aspetti.
Succede che tutti i bambini si mettono ad applaudire e ad osannare la piccola bambina di prima media e che il carabiniere non riesce più a parlare.
Lei in tutto quel clamore scoppia a piangere per l’emozione, mentre i tutti i bambini gli sono addosso: chi le  fa i complimenti, chi l’abbraccia, chi le dice che è una piccola eroina.
Nelle ore dopo non si parla di altro. Della “primina” che ha azzitito il carabiniere.
Stiamo sereni perchè hanno già perso!

sabato 1 febbraio 2014

I vaccini che fanno morire. La toccante testimonianza di Daniela, donna-carabiniere

Solo ieri vi abbiamo parlato della sentenza storica del tribunale di Ferrara che ha riconosciuto il legame tra vaccinazioni e tumori. Per leggere l’articolo cliccate qui.
Oggi vi vogliamo mostrare una testimonianza reale, significativa che fa arrabbiare e mette i brividi.
Repubblica ha intervistato Daniela, donna, mamma e carabiniere. Le sue parole arrivano dirette al cuore e alla mente di chiunque l’ascolti.

Direttamente dal suo letto di ospedale dà sfogo alla sua rabbia.
Daniela ha solo 35 anni e racconta che la sua malattia non le permette di fare le cose più semplici e belle della vita come prendere in braccio i suoi figli. La sua malattia si chiama connettivite indifferenziata: una patologia autoimmune che mette a dura prova i tessuti connettivi e che produce anticorpi contro il suo stesso corpo.  

Forse questa sua malattia non è sorta casualmente, forse la ragione che ha cambiato la sua vita e che l’ha resa così difficile e faticosa è da ricercarsi nelle vaccinazioni subite durante il corso dell’esercito per diventare carabiniere.

Nel 2000, infatti, Daniela inizia a frequentare con entusiasmo il primo corso militare aperto alle donne.
Durante il corso ha effettuato la prima vaccinazione (otto vaccinazioni insieme) ma nelle ore successive si è sentita male, ha avuto la febbre oltre i 40 gradi: ha avuto una reazione avversa. Nonostante ciò è stata vaccinata di nuovo e addirittura dichiara che il suo libretto vaccinale è stato contraffatto: la data della prima vaccinazione è stata cancellata e modificata.
Anche alcune sue colleghe si sono ammalate, una è anche deceduta.

Daniela ha deciso di esporsi per cercare giustizia, per fare da portavoce a tutte quelle persone che ormai non ci sono più ma che sono state danneggiate dai vaccini, per invitare chi è nella sua stessa situazione a gridare la propria rabbia.
Daniela vuole delle risposte, delle legittime risposte.
Eccovi il video della toccante intervista:
Il video su youtube [LINK]


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