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venerdì 4 novembre 2016

Sai cosa vuol dire essere una donna?

SAI COSA VUOL DIRE ESSERE UNA DONNA?

Cercate di capire dov’e’ la forza di una donna ….La tua forza è nel modo per “contenere” l'uomo.
La tua forza non è stare con l'uomo, con l'amore di un uomo, con l'odio di un uomo, con i pugni di un uomo, con il baciare l'uomo, perché quello non è il tuo problema, ma è contenere l'uomo o uscirne, allora saprai cosa sia un uomo.
tutti gli uomini sono uguali. C'è un detto, ogni uomo è un bambino  la solo differenza è il tempo di alimentazione….

Nella tua vita l’infelicità si basa sul non. Che cosa siete, cosa non sei ?... non ha alcun senso SE NON COMPRENDI COSA VOGLIA DIRE ESSERE UNA DONNA.
L'uomo ha una psiche totalmente diversa  da te, non sarai d'accordo, ma l'uomo ha una psiche diversa da quella di una donna: entrambi sono persone, entrambi sono umani, entrambi non hanno nulla in comune, nulla assoluto in comune.
Voglio porgere le mie scuse, non voglio inquadrare voi in una situazione, si pensa sempre che parlo così perché sono un essere umano uomo
ma l'uomo è un essere umano, è un essere umano per farvi incinta e tu sei un essere umano di rimanere incinta… e non parlo solo fisicamente.

Avere un rapporto sessuale, avere una gravidanza fisica, consegnare un bambino, non e’un grosso problema, ma quando la gravidanza mentale avviene attraverso un soddisfacente rapporto mentale, e’ li che la donna si trova in difficoltà e come donna il problema è nella sua linea d’arco e nella sua aura

….Poiche’ questi corpi sottili rappresentano tutti gli uomini che una donna incontra durante il giorno, durante il mese, durante l'anno, gli anni e sono responsabilità che si accumulano, sono un carico che voi portate, l'uomo non porta quel carico per tutte le donne che incontra.

sulla LINEA D’ARCO dell'uomo non c'è assolutamente nessun femminile, tranne la madre.  In una donna è diverso: tutti gli uomini che ha incontrato, mentalmente o fisicamente, vengono stoccati e non si può spazzarli via.
Per amor di Dio non abusare di te stessa come essere umano, tu non hai niente in comune con l'uomo da cima a fondo. Anche la crescita delle unghie varia di ritmo rispetto a quella di un maschio. Tutta la tua struttura, il vostro stile, il vostro sistema non ha niente a che fare con lui… ha uno stomaco, si ha uno stomaco, ma per le cose emotive “la fame e la digestione” sono differenti.

Cercate di capire dov’e’ la forza di una donna ….La tua forza è nel modo per “contenere” l'uomo.
La tua forza non è stare con l'uomo, con l'amore di un uomo, con l'odio di un uomo, con i pugni di un uomo, con il baciare l'uomo, perche’  quello non è il tuo problema, ma e’ contenere l'uomo o uscirne, allora saprai cosa sia un uomo.
tutti gli uomini sono uguali. C'è un detto, ogni uomo è un bambino  la solo differenza è il tempo di alimentazione. (Risate degli studenti)

Non sto scherzando. Sto parlando di antiche scritture, non sto inventando. Questo è ciò che è scritto lì. Tutti gli uomini sono dei neonati solo che loro hanno la differenza nel tempo di alimentazione. Così se vuoi chiedere scusa di essere una donna, ti dico di non farlo.
La parola è, 'Ekaa Maa-ee Jugat viaaa-ee Tin Chele Parvaan.'

C'era prima l’energia femminile, energia creativa, l'energia lunare, con il sole spunta solo il seme e il sole matura il seme…ma il frutto maturo, l'espansione, la crescita, la dimensione, tutto questo dipende dal femminile, dalla luna, e’ lunare. …come lo e’ la donna…

Ora immaginate, c'è un sole e c'è una luna e la luna non riflette la luce del sole ma “la deve” raffreddare.

ma, non, non, non credere a me, passa dalla natura. C'è un sole, c'è la luna, e la luna non riflette la luce del sole e non fa raffreddare? Supponiamo che il sole e il chiaro di luna fossero gli stessi allora questa terra sarebbe, una lava incandescente.

Così ogni donna che vuole stare con un uomo e non può rifletterlo è una donna morta. Se la luna non riflette il sole è una luna morta, è un corpo morto, capisci. Oh, non imparare da me, impara dal cielo.

Una femmina contiene il maschio e “lo raffredda”, il sole è la luce, il caldo, la donna è una luce, fredda, ma la luce è la stessa, solo il sole ha la luce, la luna ha il suo riflesso. E non e’ poca cosa!

Se siete disposti a capire questo principio non si può essere infelici, se non si è disposti a capire questo principio non c'è nulla sul pianeta che può renderti felice, si può essere donna americana, donna canadese, donna tedesca, donna francese, indiana donna, donna giapponese, non fa alcuna differenza, ora perché è così? Chiedi a Dio, Egli deve essere impazzito, non è il mio problema. Posso dirvi che è quello che è, e ciò che le leggi sono lì per essere.

Massima : troppo sole non va bene.
Uomo, MAN ci sono tre parole che, si capisce. L'uomo, l'uomo, l'uomo, e se lo metti WO, uomo meravigliosamente organizzata si chiama donna.(Risate degli studenti)
 
So che non si ha intenzione di credere a tutto questo, ma i fatti sono fatti. Se una donna non è meravigliosamente organizzata, si tratta solo di organizzazione, non va bene, non funziona perché deve affrontare tre cose, un bambino, un nevrotico, e un maschio. Un bambino e un uomo egocentrico nevrotico è solo un nevrotico come chiunque può essere e poi  è un maschio. Quindi devi affrontare tre lati del uomo-spirituale, mentale e fisico.

Tu sei una femmina, primo bisogno essenziale del maschio, è per questo che ti chiama  la metà migliore, tesoro, mio miele…, non è qualcosa che cade dal cielo si deve prima capire che cosa siete come donna.

Come donna la tua natura non è di amare l'uomo, .... Io ho intenzione di cambiare la vostra attitudine: non amare l'uomo, ma riflettere l'uomo e non riflettere il calore di un uomo, ma di fare “raffreddare”... (attivare i sentimenti, la mente riflessiva anche in lui)

Tu sei bella quando si c’è la luna piena e sei bella quando c’è la prima luna, e tu sei meravigliosa quando si è senza luna, ma non usare mai il calore, perché quello non sei tu !
Non succede mai nel cielo, perché dovrebbe accadere nella terra, non è tollerato lì, non è tollerato qui,
Perché imparare questa semplice cosa da me, perché non si può non guardare di notte, la luna e di giorno il sole? (Risate degli studenti)

Identifichi te stessa come donna, allora perché si soffre? La risposta è molto semplice, perché vuoi possedere un uomo,
tu vuoi avere un uomo, che può riprodurre un uomo, perché vuoi tutto tranne la cosa  più importante: come fa la luna col sole, tu dovresti invece riflettere l’uomo !

LA DONNA che non riflette un uomo, una donna che non impara l'arte di come riflettere un uomo deve soffrire, non importa chi è, quali sono i suoi gradi, ciò che la sua ricchezza è, ciò che la sua bellezza è, come sessuale e’, quanto sensuale e’ lei, …non ha senso.

venerdì 4 aprile 2014

Vogliono mettere i microchip ai neonati

Vogliono mettere i microchip ai neonatiLa notizia è di quelle che sconcertano. L’università del sud della California l’ha annunciata come una grande conquista: entro al massimo dieci anni i bambini nati nei paesi occidentali potrebbero avere il loro microchip dopo poche ore di vita. 


Il microchip sarebbe in grado di monitorare tutti i parametri vitali, dall'elettrocardiogramma in tempo reale allo status nutrizionale: schedati in tempo reale 24 ore su 24 fin nei risvolti più reconditi del loro corpicino. E che diventeranno adulti schedati, monitorati, super conosciuti in ogni piega. A lanciare la notizia è stato Leslie Saxon, capo della divisione di cardiologia della University of Southern California, durante una sessione del congresso Ieee Technology For Humanity. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE IN INGLESE SUL SITO DELL'IEEE.«I dati potranno essere trasmessi direttamente allo smartphone dei genitori e dei pediatri - ha spiegato l'esperta - per monitorare la salute dei bimbi in tempo reale». Ma l’idea è quella di non limitarsi ai neonati, perché questi dispositivi, di cui esistono già diversi prototipi, sono già previsti anche per sportivi, militari e cittadini. E con la più grande naturalezza, come se fosse cosa da dare per scontata pena l’esser giudicati stupidi, la Saxon ha ammesso, come riportato anche dall'Ansa il 29 marzo: «I dati saranno preziosi per compagnie farmaceutiche e ricercatori e si potranno anche vendere». Poi ha “dipinto” la situazione attuale: il 27% degli americani indossa già qualche dispositivo che misura i dati corporei ed è connesso in rete e la naturale evoluzione sarà impiantarli direttamente nel corpo. Peraltro sono già in uso sono dei piccoli sensori ingeribili, approvati dall'Fda, usati per monitorare il dosaggio dei farmaci. Se siete sconcertati, avete la nostra solidarietà.
di Alexis Myriel

sabato 15 febbraio 2014

Le emozioni del bambino durante la gravidanza decidono la sua vita futura

Durante la gestazione, madre e bambino costituiscono un tutt’uno emozionale: il legame tra le emozioni e i traumi nel periodo prenatale e la futura vita del bambino in età adulta

Nel film 2001 Odissea nello spazio Stanley Kubrick ripercorre tutti i passaggi dell’evoluzione della vita su questo pianeta come processo necessario a rinnovare la meraviglia, lo stupore, ma anche a stimolare una rinnovata attenzione alla vita così come si presenta a ciascun uomo e a ciascuna donna nella sua interezza. Che cos’è il nostro esserCi se non un eterno accorgersi della vita intorno e della vita dentro? Ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero, le nostre azioni, anche le più semplici, da dove originano, da cosa sono motivate? Noi siamo liberi così come crediamo? Chi siamo noi? Chi sono io? Perché un odore può dare fastidio e un altro può suscitare una commozione, perché alcune persone compiono gesti che suscitano dei ricordi, perché fumo, perché mangio troppo o troppo poco e così via? Ognuno di noi potrebbe campionare tranquillamente tutta una serie di comportamenti propri o degli altri a cui è consapevolmente sensibile e da cui è inspiegabilmente attivato a livello emozionale, secondo vari gradienti, fino ad arrivare, talvolta, a essere bloccato nell’agire a causa del proprio modo di “sentire” la realtà. Joaquin Grau descrive questo mondo emozionale, talvolta così travolgente, come “verità sentita” e la definisce coraggiosamente come l’“unica verità”. E ipotizza, così come tanti altri autori, che molte delle azioni, pensieri, scelte che le persone compiono in età adulta siano il necessario svolgersi di una sinfonia le cui note primordiali sono state tutte scritte, sotto dettatura, dal concepimento alla nascita, e successivamente nei primi anni di vita. Nostro malgrado ci troveremmo cioè costretti a sviluppare nella nostra esistenza tutta una serie di comportamenti per rinnovare l’attenzione emozionale necessaria alla risoluzione o alla compensazione delle condizioni traumatiche che si sono presentate dalconcepimento alla nascita e successivamente almeno nei primi anni di vita. Grau definisce queste condizioni con l’acronimo “CAT”, cioè Cumuli Analogici Traumatici: le prime note, il primo deposito nella memoria cellulare, di emozioni qualitativamente e soggettivamente dolorose e quindi non pienamente ascoltate o respinte come “sentire”. Ovvero ipotizza come presupposto di partenza per un percorso di comprensione e superamento, la possibilità di attivare una consapevolezza di noi nell’attraversamento delle nostre emozioni, quando percepite come dolorose e spiacevoli.
L’universo emozionale del bambino
Questa riflessione, che non vuole essere un’affermazione, bensì uno stimolo di ricerca, ci può portare a riconsiderare tutto il processo, dal concepimento alla nascita, come interregno di sviluppo e deposito dei primi nuclei traumatici emozionali a carico della memoria cellulare dell’embrione, del feto e poi del bambino. Come sappiamo, il primo aggregato di cellule nel grembo della madre non pensa, perché non ha a disposizione un sistema nervoso centrale maturo, ma è suscettibile alle emozioni della madre che inconsapevolmente trasmette il suo sentire piacevole o spiacevole al tutto in potenza, ma ancora indifferenziato, che ospita all’interno del suo corpo e che sta diventando, giorno dopo giorno, il “suo” bambino. Durante la gestazione, madre e bambino costituiscono un tutt’uno emozionale in cui la madre processa il suo sentire, ovvero lo comprende e lo trasforma, mentre l’embrione – poi feto e bambino – ne viene impregnato mantenendo nella propria memoria profonda l’emozione, la quale potrà poi successivamente riemergere in età adulta in presenza di situazioni emozionalmente analoghe. Il bambino cresce, si sviluppa e apprende fino all’età di circa sette anni sostenuto da processi di pensiero tipicamente definiti come analogici e prelogici, mantenuti dalle onde cerebrali theta, caratteristiche dell’emisfero cerebrale destro. La fondamentale differenza di questa modalità di apprendimento rispetto a quella fondata su processi logici e razionali (che appartengono all’emisfero sinistro e che si muovono sulle onde beta, più veloci) che si sviluppano nel corso della crescita e dominano la vita adulta, consiste nel fatto che il bambino si muove, in questo periodo della sua esistenza, in una dimensione in cui non è il nesso causale a costruire il suo universo di conoscenza, bensì quello analogico. Le cose, le esperienze, si richiamano perché riconducono allo stesso vissuto emozionale e non perché sono simili per caratteristiche oggettive: è la qualità dei vissuti a generare i nessi che costituiscono il mondo in cui il bambino vive. Un’esperienza emozionale di abbandono, ad esempio, può essere vissuta in diverse circostanze e per motivi completamente diversi, ma tutto ciò, per l’emisfero cerebrale destro, che è l’archivio delle nostre emozioni, non riveste alcuna importanza. Ciò che conta è che il bambino, in quel momento, anche in una circostanza oggettiva radicalmente diversa, si trova a esperire nuovamente quella emozione. Né va dimenticato che il bambino, nella pancia della mamma e in diversa misura fino a circa due anni, non distingue tra le sue emozioni e quelle che gli provengono dal quel sé più grande che per lui è l’unico universo esistente: la madre. Fino all’età di sette anni il bambino non riesce a produrre i primi tentativi di ragionamento formale, cioè consequenziale, secondo un punto di vista logico, tant’è che per poter comunicare con lui ci riferiamo alla necessità di utilizzare linguaggi magici e analogici, tipicamente utilizzati nelle fiabe, nelle ninne nanne e nelle cantilene. Fino all’età di sei anni circa, è impossibile consolare un bambino che piange perché ha avuto paura del rumore di un aereo che sta passando nel cielo, o delle urla di persone che discutono fra loro. Inutile convincerlo a parole di non aver paura e che questi stimoli non lo riguardano e che tantomeno sono pericolosi per lui: egli li percepisce come un cucciolo indifeso nella foresta, che non sa interpretare correttamente la realtà che  o circonda e che prova potenzialmente paura per tutto. Conviene invece abbracciarlo, coccolarlo, accarezzarlo, cioè fargli “sentire” attraverso l’esperienza fisica, un’emozione gratificante e piacevole, per scacciare l’esperienza spiacevole dal suo qui e ora. Il bambino vive costantemente nel presente. Dai sei o sette anni in poi, con la maturazione del pensiero logico sostenuto dalla maturazione delle onde cerebrali beta, il bambino è in grado di “leggere” la realtà e di “discernere”, acquisendo una risorsa di protezione per il mondo emozionale. È caratteristica del pensiero beta l’analizzare, dividere, distinguere e selezionare. Non a caso in questa fase di sviluppo del bambino si stabilizzano ed entrano a far parte della sua esperienza concreta i concetti di tempo, spazio, io, mio, e il linguaggio verbale viene utilizzato stabilmente come strumento di comunicazione col mondo esterno.

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