domenica 28 settembre 2014

Terra 2.0, un futuro sintetico e senz'anima.

Un Futuro 'Acrilico'

La geoingegneria clandestina è una terribile realtà. Ogni giorno, centinaia di aereomobili (civili e militari) si adoperano per diffondere nell’atmosfera tonnellate di composti bio-chimici di natura ed origine imprecisata. Da terra, efficienti parabole bombardano il tutto con onde elettromagnetiche.

Tali operazioni sono appannaggio degli alti comandi militari sovranazionali e godono di una fitta e compatta rete di protezione ed occultamento. E’ superfluo ricordare come si sia al di fuori di un seppur vago controllo democratico. La bio-geo-ingegneria è quindi una vastissima operazione che si svolge attualmente in un regime di clandestinità e che, imperversando da vari decenni sui cieli di tutto il pianeta, numerosi ricercatori indipendenti hanno definito come un processo di ‘terraforming’, ossia di modifica sostanziale ed irreversibile delle caratteristiche tipiche della biosfera del Pianeta. Accanto a tale terrifica realtà, occorre a mio parere associare altre operazioni subdole in corso di modifica degli ecosistemi. Mi riferisco alla creazione e diffusione di organismi OGM (organismi geneticamente modificati) od alla diffusione di apparati per la diffusione di onde elettromagnetiche, oppure all’uso indiscriminato di elementi chimici nell’agricoltura e nell’industria alimentare. Tali operazioni, considerate nel complesso, conducono a figurarsi un pianeta sottoposto a pressioni inaudite di cui solo alcuni, evidentemente, conoscono il fine. Occorre infine considerare la mole impressionante di apparati elettronici sparsi per il pianeta e le operazioni di propaganda a favore di un punto di fusione prossimo tra organico ed inorganico, naturale ed artificiale, umano e cibernetico in un mondo distopico immaginato come prossimo venturo

Gli effetti di questa pressione sono ormai evidenti. Il clima naturale non esiste più, sostituito dalla sua gestione artificiale, con il fine di esasperare le condizioni climatiche normali, causando inondazioni, oppure siccità oppure eventi estremi, utilizzando il clima come un’arma contro l’umanità. Le alberature, soprattutto quelle secolari, sono in agonia. Palme, cipressi, pini, querce, ulivi e noci sono in evidente affanno e, trattandosi di specie molto diverse tra di loro, a nulla valgono le ‘scuse’ consuete degli agronomi su quel parassita o virus o fungo che sia. Tutte le alberature sono in difficoltà e sono quindi oggetto dei loro parassiti specifici. Gli esseri umani non se la cavano meglio. Se la durata della vita si è di poco allungata, la salute della terza età è peggiorata ma soprattutto colpiscono le statistiche sulla fertilità maschile e femminile in evidente e drammatico calo in tutto il pianeta. La fecondazione assistita sembra essere lo stadio ‘normale’ di questo futuro distopico, in cui scelta degli embrioni (in esecuzione di una sottesa eugenetica) diverrà probabilmente consuetudine. 

Il pianeta Terra tra vent’anni potrebbe essere irriconoscibile eppure simile ad oggi, sempre che ci sarà allora qualche essere umano in grado di ricordare, osservare e comparare, dato che è anche il quoziente intellettivo umano in netto calo negli ultimi decenni. Un uomo cablato, generato dall’artificio, uno schiavo senziente, sordo ed insensibile potrebbe essere il risultato di tali pressioni sull’umanità. Un pianeta instabile, ostile e sterile e popolato da animali transgenici, il risultato sul piano ambientale. In questo quadretto poco edificante, cosa resterà dell’umanità? Prede e predatori in un contesto ‘acrilico’? E’ evidente come da questo ferale progetto manchi del tutto l’anima: aspirazioni, sogni, illusioni, sentimenti, amori, percezioni e sfumature della mente non sono evidentemente previste in questo futuro entropico, freddo ed oscuro, sicuro appannaggio di mostri senz’anima.

BIO-GEOINGEGNERIA IL DOCUMENTARIO ITALIANO (by tankerenemy)


SCIE CHIMICHE: LA GUERRA SEGRETA  è un documentario dei fratelli Antonio e Rosario Marcianò con il quale si vuole denunciare il problema mondiale n.1: la bio-geoingegneria clandestina.

Ecco la pagina ufficiale:

https://www.youtube.com/watch?v=b8JsEhnLU94
CLICCARE SULL'IMMAGINE PER ACCEDERE AL DOCUMENTARIO


sabato 27 settembre 2014

META-FLAK VS CLOUD SEEDING

 
 SCIE CHIMICHE:
META-FLAK VS CLOUD SEEDING
Mandiamoli all'aceto !!

Il tempo delle denunce è finito, la gente ha capito che le operazioni clandestine di CLOUD SEEDING, visibili sotto forma di scie chimiche, sono un gravissimo problema da debellare prima di mai, meglio ieri.
Se la denuncia è terminata, dobbiamo necessariamente lasciare spazio alla fase successiva, quella dell'azione.
Parallelamente alla controinformazione svolta negli anni, per sensibilizzare l'opinione pubblica verso queste aberranti tecniche di manipolazione climatica, dobbiamo necessariamente partire con lo studio di sistemi e tecniche per eliminare o quantomeno ridurre gli effetti negativi dei composti chimici irrorati.
Ciò, sempre nell'attesa di governi e mastri di loggia migliori.
Sino ad ora, gli unici esperimenti in questo senso, venivano eseguiti tramite strumenti orgonici, come Chembusters, Tower Busters, CloudBusters ecc.. ma da poco ho testato un sistema che potrebbe essere rivoluzionario ed al contempo semplice e visto come ci hanno ridotto, a basso costo.
Venite.. fatevi attraversare dalla Sphaeralux... 
L'altro giorno pensavo, se guerra chimica deve essere, che sia !!
Ho rispolverato vecchi libri di chimica che usavo a sQuola ed ho letto delle cosine interessanti sulle reazioni del Bario e di altre sostanze chimiche, sospettate di essere utilizzate per le irrorazioni durante il Cloud Seeding.
Leggendo mi è venuto in mente, che i composti irrorati, devono forzatamente reagire ad altre sostanze, pertanto mi sono messo come Davide, pazientemente a levigare il mio sassolino da ficcare direttamente in mezzo al Occhio che tutto vede.
Ed ecco il META-FLAK, un sistema che affronto con cautela, essendo scienza di frontiera, solo pochi altri nel pianeta hanno già testato e documentato il fenomeno.
Diciamo che è ancora un campo aperto, non ci sono manuali.
Consiglio, pertanto, caldamente di approfondire empiricamente la questione, meglio se supportati da una basilare conoscenza della chimica.
Logica di base dell'esperimento:
I sali di Bario possono reagire a varie sostanze ed alcune scompongono la molecola originale.
In alcuni casi, una parte del Bario originario, potrebbe addirittura trasformarsi in acqua.
Così mi son detto, perché non provare ?
Ho preso, quindi, dell'aceto di mele che avevo in cucina e notando il cielo gelatinoso oltre che uniformemente grigio, ho aperto la bottiglia posandola sul balcone per vedere se l'esperimento fosse in grado di sortire l'effetto desiderato.
Ho acceso la telecamera per documentare il possibile, ed atteso qualche minuto.
Al ritorno ho notato alcuni mutamenti nelle nuvole artificiali sopra la mia testa.
Altri 10 minuti e si era aperto uno spiraglio di luce, nella fitta coltre chimica che prima ricopriva l'intero arco celeste.
Con lo scorrere del tempo, la coltre si diradava fino a sparire definitivamente, in un raggio che ad occhio poteva essere di qualche chilometro.
Come noterete dal video, non vi sono trucchi o altro, ho semplicemente ripreso più volte a distanza di 5 minuti.
Il cielo, alcune ore dopo ed entro il raggio d'azione, della bottiglietta di aceto, era pulito.
...e la notte, mi sono goduto la stellata.
Qualcuno giustamente si chiederà, come diavolo fa una semplice bottiglietta di aceto ad arrivare così in alto per reagire con i composti irrorati, ebbene quei composti prima o poi ricadono saturando anche gli strati inferiori della biosfera, l'aceto, invece, sale verso l'alto ed impregna l'atmosfera similmente alla carta assorbente con l'acqua, basta appoggiare un lato che la reazione ha inizio.
La reazione probabilmente ha un moto a spirale ed è chiaramente a cono rovesciato, dove il vertice ha come sede il collo della bottiglia di aceto.
Cercando di seguire per gioco, un modus operandi para-scientifico, ho provato a richiudere la bottiglia ed infatti in pochi minuti il cielo si è ricoperto come in origine.
Quindi ho aperto nuovamente la bottiglia ed ho notato, ancora una volta, il cielo aprirsi come in precedenza.
E' doveroso precisare che al momento in cui scrivo questo articolo, ho eseguito l'esperimento solo trè volte, in giorni e condizioni climatiche differenti.
I risultati sono stati identici, per cui mi sento di poter affermare che almeno in questa fase i risultati sono più che incoraggianti ed allora io incoraggio voi a fare lo stesso.
Provate di persona, che è sempre la cosa migliore.
Fate come mi hanno insegnato NON CREDETE AD UNA SOLA PAROLA di quanto scrivo, ma informatevi, verificate voi stessi !!
e il cielo si aprirà...
Sono ben accetti, pareri di chimici (no perdi tempo e debunkers, please) per un confronto tecnico su quanto prodotto dalla reazione tra la soluzione di aceto e probabilmente sali di bario o chissà quale altro ingrediente, delle simpatiche irrorazioni clandestine, che dobbiamo sorbirci quasi ogni giorno.
Allora avete già provato ?
Mi raccomando, se volete il massimo, attivate il META-FLAK con cielo completamente coperto o gelatinoso, anche durante temporale in essere, con pioggia e vento, l'effetto è assicurato.
Che ne pensate ?
Ah dimenticavo un consiglio, NON VOTARE CHI TI AVVELENA !!
Ecco un primo esempio, gentilmente inviato da Pasquale Covucci, che nel suo caso si avvale anche delle proprietà del Fiore della Vita sulla bottiglia che ha per base il Frutto della vita, opera in ferro sempre del Covucci.




Qui il Meta-Flak di Covucci terminato con le 13 bottiglie in posizione



Che ne dite ?
Decisamente "Made in Italy".
Artigianato puro ed improvvisato, senza prezzo.
Ma vediamo il Meta-Flak di Tiziano che prevede anche l'integrazione di un mini Chembuster, fantastico !!
Osserviamolo nel suo video dimostrativo
BASI CHIMICHE del Meta Flak
Alcuni lettori mi ha suggerito questo video, che in modo chiaro e semplice spiega la reazione chimica che avviene tra Acido Acetico e Bario.
ADDENDUM del 1/09/2012
A fronte delle numerose richieste di analisi chimiche che attestino la presenza di vari elementi chimici presenti nei composti irrorati pubblico di seguito i seguenti risultati di analisi eseguite su campioni di neve, acqua piovana, sedimenti etc.
Vorrei inoltre segnalare che nelle sostanze rilevate vi è anche UNRAION RADIOATTIVO. 

NO COMMENT
Si ringrazia sentitamente il Ministero della Discesa per l'ampio NON ausilio dimostrato nel combattere questa piaga ed anche il Ministero degli Inferni per lo stoico tentativo di far INTERNARE chi cerca di denunciare le illegali attività di CLOUD SEEDING ( SCIE CHIMICHE ) ormai presenti e ben visibili, sull'intero territorio nazionale.
Ciao.
Ubi Morazzoni. 
http://sphaeralux.blogspot.it/2012/06/scie-chimiche-meta-flak-contro-cloud.html

ARTICOLO CORRELATO: >>> META-FLAK Reloaded Abbattimento di una tempesta chimica in tempo reale


Vedi anche:

 

venerdì 26 settembre 2014

Facebook (& social network): barricarsi nelle proprie convinzioni



L’esperimento di Facebook. Ecco cosa accade se metti Mi Piace a tutto

Mat Hanon, redattore di Wired, ha effettuato un esperimento su Facebook: per 48 ore di fila non ha fatto altro che mettere Mi Piace a qualunque contenuto. Scopriamo com’è andata

Immaginate di collegarvi a Facebook e di apprezzare, senza sosta e senza alcuna logica, qualunque post, foto, video e articolo che vi si para dinnanzi agli occhi nel News Feed. Nella redazione di Wired è stato provato, e i risultati sono stati interessanti.

Tutto è stato meritevole di un Mi Piace, tranne un singolo status in cui un amico di Mat Hanon aveva accennato alla morte di un caro e, per rispetto, l’esperimento ha subito un’eccezione. Avete presente il disagio che si prova in quei casi, giusto? Un utente pubblica uno status triste, le persone mettono Mi Piace e l’utente non capisce se il like sia rivolto al godimento nel vedere l’utente triste o a una sorta di empatia digitale verso quanto scritto nello status. Per ovviare a queste incomprensioni, il redattore di Wired ha preferito fare una piccola deviazione. Per il resto, ogni contenuto, anche quello più odiato, insensato, sdolcinato è stato meritevole di un apprezzamento digitale. E per completezza dell’informazione, ogni qual volta veniva messo un Mi Piace ad un articolo, e Facebook suggeriva ad Hanon 4 articoli correlati, anche questi primi 4 articoli correlati ricevevano un like.
L’idea di fondo di Hanon era vedere come avrebbe reagito l’EdgeRank, l’algoritmo di Facebook che regola la rilevanza e il peso dei singoli contenuti e che decide, su base informatica, quali post mostrare all’utente e quali gettare nell’oblio digitale.

FACEBOOK PUNTA DI PIÙ SUL TRAFFICO DA MOBILE - A 24 ore di distanza, Mat ha subito preso atto di un cambiamento enorme: nel connettersi a Facebook da dispositivo mobile, i contenuti umani erano completamente scomparsi dal suo News Feed. Erano rimasti solo brand e post promozionali. Nel connettersi da dispositivo fisso, invece, stante la preminenza dei contenuti aziendali rispetto a quelli umani, erano sopravvissuti alcuni status degli amici.

Questo ha confermato al redattore di Wired quella che, tra gli addetti ai lavori, era una piccola grande verità già appurata: Facebook reputa la navigazione da mobile economicamente più fruttuosa e, per questo, rispetto a quella da laptop, manipola il proprio algoritmo a tutto favore dell’advertising. Il News Feed di Hanon, sovrastimolato con un dose massiccia di Mi Piace, ha avuto l’innesco finale per gettare nell’oblio totale foto di vacanze e profondi status degli amici. Semplicemente perché, a conti fatti, questi non fanno guadagnare.
Per quanto strano possa sembrare ai meno esperti, no, il News Feed che compare sul vostro cellulare non è lo stesso che compare sul portatile.

BARRICARSI NELLE PROPRIE CONVINZIONI – La seconda presa di coscienza di Hanon è stata che, nell’aver casualmente apprezzato molti contenuti ideologicamente attinenti all’area di destra, conservatrice e xenofoba, Facebook aveva iniziato a rispondere promuovendo pagine e contenuti simili. Il redattore di Wired ha sperimentato sulla propria pelle la cosiddetta logica del Daily Me teorizzata da Cass Sunstein, ovvero quel meccanismo digitale perverso per cui l’utente finisce per essere circondato dall’eco assordante delle proprie convinzioni, creando idealmente un proprio giornale in cui non si apre mai ad altri punti di vista. Lo sperimentatore, che ha portato il suo News Feed ad un punto massimo di estremismo, ha descritto questa parte con un certo disagio:
We set up our political and social filter bubbles and they reinforce themselves—the things we read and watch have become hyper-niche and cater to our specific interests.
Il News Feed di Hanon non ha fatto altro che rimpolpare – in linea puramente teorica, essendo solo un esperimento – le convinzioni palesate dall’utente a colpi di Mi Piace. Nella “testa” dell’EdgeRank, come in quella di tutti gli algoritmi che governano i contenuti dei colossi informatici, c’è l’idea che nell’era della personalizzazione perfetta l’utente voglia solo leggere quel che già concerne alla sua area comportamentale e ideologica. Amazon vi suggerirà libri a partire dai comportamenti d’acquisto precedenti, Facebook vi suggerità contenuti a partire dalle vostre interazioni passate.


saluto

L’effetto perverso lo potete immaginare facilmente: l’utente si trincera dinnanzi alle sue credenze e, come in un guscio ermetico, non riesce a venire a conoscenza di altre opinioni – che è poi la vera essenza del concetto stesso di pluralismo informativo e di opinione pubblica, il confronto tra punti di vista diversi. Facebook appaga alla perfezione questo Daily Me, visto che il News Feed appare agli occhi dei più come un giornale su misura, più che un semplice aggregatore di contenuti. E nel giornale personalizzato l’utente si sente a casa, ideologicamente al sicuro, semplicemente perché i punti di vista opposti sono banditi e l’algoritmo implementa il proprio credo, senza mai metterlo in discussione.
It reminded me of what can go wrong in society, and why we now often talk at each other instead of to each other.
Quindi, la prossima volta che in Tv sentirete esimi guru digitali narrare le mirabolanti gesta dei social network nei confronti dell’aumento dell’informazione, ricordatevi della piccola lezione tratta da questo esperimento su Facebook. Solo perché la creatura di Mark Zuckerberg propone più contenuti – di numero -, non vuol dire che informi di più giovani e adulti, visto che l’informazione esprime un concetto di qualità prima che di quantità. Anzi, è molto probabile che Facebook sedimenti idee precostituite alimentando il cameratismo tra utenti che la pensano allo stesso modo e l’odio nei confronti di coloro che non appartengono alla camerata. D’altronde, in un mondo digitale in cui abbiamo deciso di dare le chiavi del cancello agli algoritmi, dobbiamo ammettere che i gatekeeper dell’informazione non siamo più né noi né i giornalisti, bensì chi ci dice, quotidianamente, cosa leggere e cosa non leggere.
http://dailystorm.it/2014/08/14/l-esperimento-facebook-accade-se-mettete-mi-piace-tutto/ 

Smartphone cinesi e applicazioni spione

estratto dall'articolo originale che si trova qui.

...Ed è proprio di furbizie cinesi che stiamo per parlare. Tra i vari prodotti che hanno clonato, non mancano di certo gli spartphone. C’è un modello in particolare che contiene applicazioni di spionaggio, si tratta del modello Star N9500 che sarà sicuramente molto apprezzato per via del suo prezzo; 160 euro, e della sua somiglianza al Galaxy S4. E’ fatto molto bene, esteriormente indistinguibile dal telefono Samsung (che costa circa 300 euro). Per quanto riguarda i componenti utilizzati, il display da 5 pollici offre una qualità decente, mentre il processore quad core da 1,2 GHz e gli 8 gigabyte di memoria sono più che sufficienti per far girare Android 4.2. Inoltre, su alcuni mercati, è possibile trovare in dotazione oltre alle cuffie anche una seconda batteria.
Tuttavia, l’ignaro compratore non sa che questo smartphone contiene delle app spia. I tecnici di G Data hanno analizzato questo smartphone.

L’analisi del codice del fìrmware in laboratorio ha fatto emergere che il sistema operativo dello Star N9500 è stato manipolato dal produttore. Oltre al GoogIe Play c’è una seconda alternativa per installare le app, che però non compare nel menu dello smartphone. Questo secondo app store segreto nascosto all’utente, serve solo al produttore dello smartphone per scopi discutibili. Ad esempio permette di nascondere le porte che il sistema lascia aperte per consentire un eventuale accesso remoto, proprio come se fosse un vero e proprio trojan.

In buona sostanza, questo app store segreto può consentire al produttore cinese di iniettare programmi dannosi nel sistema e utilizzare il dispositivo come parte di una botnet. Queste app, una volta installate, non appariranno all’interno del menu del telefono. In più, le istruzioni relative all’installazione vengono immediatamente cancellate dai registri dello smartphone e, come svelato dal team di Geschkat (G Data), gli aggiornamenti di sicurezza distribuiti da Google possono essere bloccati.

E’ possibile quindi intercettare le telefonate, ciò significa che il produttore può vedere quando e con chi si è parlato. E caricando delle apposite app è possibile anche intercettare le conversazioni.

La fotocamera e il microfono possono essere attivate a distanza così l’utente sarà spiato facilmente. Inoltre, il produttore può accedere anche ai dati di geo-localizzazione dello smartphone.

Gli SMS possono essere spiati dal produttore cinese di questo smartphone che, ad esempio, potrebbe leggere codici di sicurezza per l’accesso a siti o addirittura al vostro online banking. Si può cadere vittima dell’invio di SMS a pagamento con servizi premium e le impostazioni del dispositivo permettono addirittura al produttore di avere accesso alle email e ad altri dati ancora.

I tecnici di G Data hanno individuato la destinazione dei dati trasmessi dallo smartphone: “Tutti i dati vengono trasmessi ad un server anonimo, e le loro tracce si perdono in Cina”.

Quindi, analizzando il codice del firmware, il team di esperti ha svelato che il produttore ha inserito nel sistema Androld dell’N9500 un app store nascosto che tra le altre cose gli permette di avere accesso completo al device tramite server cinesi. L’app di sicurezza di G Data ha Individuato il “play store” segreto che non compare In nessun menu del dispositivo. Solo chi ha familiarità con la programmazione Android riesce ad individuarlo.

Beh, il messaggio mi pare abbastanza chiaro: Occhio a quello che comprate!

Volevo chiudere qui, ma ho ancora due paroline sulla punta della lingua… ;-)
Non che vi debba interessare, ma giusto per farvi capire, nella mia vita ho svolto parecchi mestieri (mi piace variare, purtroppo) e tra questi ho lavorato anche per una ditta importante (non dirò il nome) di mobilificio. Mi capitava di andare spesso a casa del cliente per montare tavoli e sedie, a parte le camere, soggiorni, etc.. E indovinate un po’? Questa roba è cineseeeee, soprattutto le sedie facevano ca….re, a volte mancavano i fori per inserire i bulloni, le montavi ed erano sempre storte, per carità, una porcheria del genere meglio evitarla.
Le povere persone compravano queste sedie o tavoli pensando di aver fatto un affare, alcuni pretendevano l’oro pagandolo al prezzo del ferro. Questo significa risparmiare comprando cinese. Ma la gente lo sa, ed è questo il paradosso, molti sono consapevoli di comprare porcheria.
Ovvio, quei 4 lì, hanno lasciato le famiglie italiane con le tasche vuote e cosa possono fare se non comprare porcheria cinese. Sta a vedere che non siano i cinesi responsabili di questa crisi italiana, in fin dei conti ne stanno beneficiando più di tutti.

Concludendo..
Naturalmente riguardo la crisi, era solo per dire, cosa ne posso sapere io. Però ragazzi/e fate attenzione quando comprate tecnologia clonata cinese, perché potrebbero nascondere delle cattive soprese in grado anche di alleggerire ancora di più le vostre tasche.

giovedì 25 settembre 2014

INTERNET: UNA PRIGIONE PER LA MENTE E PER L'ANIMA

INTERNATI in INTERNET: ordine mondiale

Quando si prende coscienza dell’attuale situazione mondiale si cerca una scappatoia, cosa non del tutto biasimabile. Avrete tuttavia notato che quanto più i cercatori si sentono impotenti di fronte all’Ordine Mondiale liberticida tanto più si rifugiano in Internet. Disgustati dalla lotta politica, i nuovi dissidenti si perdono nella Rete, dibattono nei forum, firmano petizioni anti N.O.M. e cercano l’informazione veramente «libera», che dia loro l’impressione di essere fuori dal nido di vipere, mentre in Internet ci sono proprio in pieno! Difficile da accettare, perché il web facilita così tanto la vita e tutti vi possono accedere liberamente. Eppure... A coloro che sono prigionieri della rete siamo solidali nell’anima. A coloro che da anni ripetono che Internet sia l’ultimo spazio di libertà, vogliamo dimostrare il contrario

Poniamoci questa domanda: chi ha creato Internet e a quale scopo?
Avrete probabilmente già sentito parlare della DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency – Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa). Incaricata dello sviluppo delle nuove tecnologie destinate all’esercito, la DARPA è all’origine di molte tecnologie che hanno avuto un enorme impatto nel mondo intero. Citiamo per esempio le reti informatiche, fra cui Arpanet, l’antenato di Internet. 
Internet è quindi nato nel Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il che non è da sottovalutare. È un’arma da guerra che è stata resa accessibile a tutti.
 

Le origini storiche della DARPA risalgono alla creazione, a partire dal 1940, del National Defense Research Committee (Comitato di ricerca sulla difesa nazionale). La creazione di tale comitato fu motivata dal lancio del satellite sovietico Sputnik nel 1957, un duro colpo per gli Stati Uniti che, sulla scia del nemico russo, si erano lanciati alla conquista dello spazio. Fu così che, il 7 febbraio 1958, il presidente Eisenhower firmò la direttiva che diede i natali alla DARPA, con l’obiettivo di far sì che la tecnologia dell’esercito americano fosse sempre superiore a quella dei suoi nemici.
Credete che un tale organismo possa condividere le sue armi con tutto il mondo, mosso da un sentimento irresistibile di altruismo? Pensate che l’esercito americano si preoccupi di portare la libertà ai cittadini del mondo, come vorrebbe farci credere? Se la risposta è sì, vuol dire che non disponete di tutti i dati. In nome della democrazia, della libertà e dei diritti dell’uomo, lo zio Sam è pronto a utilizzare qualsiasi arma, per quanto perniciosa possa essere, e ad aggirare tutte le convenzioni internazionali pur di sottomettere i resistenti al suo Ordine Mondiale.


Come vedremo, qualsiasi scoperta tecnologica proveniente dalla DARPA ha per scopo il controllo del bestiame umano. Controllo dei corpi, ma soprattutto delle coscienze.
 

Come sicuramente saprete, per quanto riguarda la ricerca tecnologica l’esercito è in anticipo di una cinquantina di anni rispetto alle tecnologie rese pubbliche. Ciò significa che quando decide di proporre una certa tecnologia al grande pubblico, significa che ne ha il controllo e che ha ampiamente valutato l’opportunità di una tale decisione.
Anche se il suo mandato è principalmente di carattere militare, e le sue scoperte devono pertanto rimanere segrete, molti progetti della DARPA hanno trovato diffuse applicazioni nel settore civile. Ne illustriamo brevemente alcuni esempi, affinché possiate comprendere il motivo per cui ci sono state offerte tali tecnologie.

 
I SETTORI DI RICERCA  
Oltre a Internet, la DARPA è all’origine del sistema GPS che utilizziamo quotidianamente e che permette di localizzarci quasi all'istante.
Non si vedrà per forza il legame tra la DARPA e una corsa automobilistica, ma invece esiste. La DARPA Urban Challenge (Sfida urbana della DARPA) mette in competizione veicoli che si sfidano a Victorville, in California. Tuttavia, i piloti che ne sono alla guida non sono esseri umani, bensì dispositivi molto sofisticati, composti da GPS, sensori, rivelatori, telecamere e computer, il tutto installato in veicoli convenzionali. Questi robot dotati di un’intelligenza artificiale devono poter trovare un percorso tra migliaia di itinerari possibili, evitando tutti gli ostacoli che non sono indicati su una mappa, giungere al loro obiettivo e infine ritornare in tutta sicurezza al punto di partenza. Tutto questo senza alcun intervento umano.
Computer di bordo, GPS e piloti automatici sono fra le innumerevoli ripercussioni di questa gara nella nostra vita di tutti i giorni, sotto forma di automatismi sempre più sofisticati.

 

Un’interfaccia neuronale diretta (o BCI che sta per Brain-Computer Interface) è, come indica il nome, un’interfaccia di comunicazione diretta tra cervello e computer. Ufficialmente questi sistemi possono essere concepiti per assistere, migliorare o riparare funzioni umane di cognizione o di azione carenti. In un prossimo futuro, possiamo quindi attenderci che questa tecnologia sia proposta (il che equivale a dire imposta) a tutti

Legare il pensiero umano alla macchina è uno degli obiettivi perseguiti dalla DARPA fin dalla sua istituzione, un processo ormai in dirittura d’arrivo.

La ricerca in materia robotica occupa enormemente la DARPA. Quest’anno 7 milioni di dollari del budget globale dell’agenzia nazionale di ricerca militare saranno stanziati per un progetto denominato Avatar. Quest’ultimo consiste nel mettere a punto interfaccia e algoritmi che dovrebbero consentire all’uomo di lavorare in partenariato con un robot semiautonomo, che a termine dovrebbe servire a sostituire i soldati. Non siamo ancora ai livelli del film hollywoodiano in cui gli avatar sono creati a partire dal DNA dei militari, ma ci stiamo avvicinando a grandi passi. Questi bipedi completamente meccanizzati saranno controllati da soldati distanti diversi chilometri dal luogo in cui si svolge la missione. Questo progetto non è altro che un’ulteriore tappa dell’intensa ricerca robotica condotta dalla DARPA. Citiamo per esempio l’Alpha dog, un cane robot in grado di trasportare fino a 180 chili con un’autonomia di una trentina di chilometri seguendo gli ordini del suo padrone umano. Oppure Cheetah Cheetah Cheetah (ghepardo), il robot a quattro zampe più veloce del mondo, in grado di raggiungere una velocità di 30 km/h grazie alla flessibilità della sua colonna vertebrale. Al momento è alimentato da una pompa idraulica esterna, ma sono previste sperimentazioni per renderlo autonomo. L’agenzia americana lavora anche sul primo esoscheletro motorizzato militare che potrà trovare applicazione in un prossimo futuro. Vivremo quindi in un mondo sopraffatto da robot di ogni genere.
 

Le ricerche sulle applicazioni della memoria olografica produrranno il «computer del futuro». La memoria olografica è una tecnica di memoria di massa che si avvale dell’olografia per immagazzinare un’enorme quantità di dati nei cristalli o nei polimeri fotosensibili. È spesso designata come la prossima generazione di immagazzinamento ottico dei dati. Questa breve presentazione, non esaustiva, dell’attività dell’agenzia che ci interessa intende dimostrare che tutte queste tecnologie vanno nella stessa direzione: la totale robotizzazione dell’umanità.
 
PERCHÉ TUTTE QUESTE RICERCHE?
Le spese amministrative della DARPA risultano minime, dato che il personale permanente è ridotto e rinnovato con un certa frequenza (5 anni in media). Il budget sembra quindi essenzialmente dedicato al finanziamento degli studi e dei programmi. Ma se un attore esterno è interessato a un progetto partecipa al suo sviluppo. È quindi praticamente impossibile farsi un’idea precisa delle somme investite. La DARPA non fa quasi niente da sola: subappalta le ricerche e lo sviluppo a molteplici contraenti. I laboratori universitari e le imprese che lavorano con l’agenzia americana si impegnano a mantenere una certa riservatezza. 
La DARPA dispone di antenne sui quattro continenti, il che significa che anche voi, a vostra insaputa, potreste lavorare per questa agenzia, e quindi per l’esercito americano, soprattutto se operate nel settore della ricerca scientifica, dell’informatica o semplicemente in ambito universitario. Molto abile, no? La domanda che dobbiamo porci se non vogliamo diventare un agente inconsapevole è: «Da dove viene il denaro che ricevo?» Ma la risposta non è facile da ottenere.
Se fate uno sforzo di riflessione capirete che in un prossimo futuro, l’esercito farà convergere tutte queste tecnologie: è peraltro ciò che sta già facendo. Pertanto, dopo aver abituato il pubblico alle tecnologie in voga, le userà contro di lui. Internet, GPS, telefono portatile ecc., il tutto è già uno. Spesso non sarà più possibile fare a meno del cellulare. Certamente c’è sempre qualche ribelle che afferma di potere farne a meno, visto che l’ha sempre fatto, ma rappresenta una specie in via d’estinzione. Osservate le giovani generazioni: tutta la loro vita affettiva e sociale passa attraverso la sfera tecnologica: sottrarsi significa desocializzare. Oggi rifiutare la tecnologia vuol dire essere automaticamente marginalizzati, e lo sarà sempre di più. Per esempio, il giorno in cui non ci vedremo più alcun testo su insegne e manifesti ma solo pittogrammi da fotografare con lo smartphone, chi non possiede questo strumento cadrà al livello di analfabeta. Peggio ancora, perché le banche si interessano sempre di più ai micropagamenti mediante il telefono portatile: non potremo più fare acquisti senza disporre di un cellulare, tanto più che il denaro contante è chiamato a scomparire.

Ma perché i «disconnessi» danno così fastidio? Perché una tale ossessione nell’imporre la tecnologia a tutti? La risposta è semplice: consente di tracciare tutti gli individui.

Siamo esseri spirituali rivestiti di un bio-corpo

I filosofi pitagorici ritenevano che il corpo fosse la prigione dell'anima, le religioni, poi, nel corso dei secoli hanno affermato con forza la componente spirituale dell'essere umano. In epoca contemporanea, la scienza si è spinta ad ipotizzare che la coscienza umana sia indipendente dal corpo.
William A. TillerLa scienza, finalmente, sta allargando i propri confini oltre i limiti del corporeo, per cominciare ad esplorare, nell'ambito della fisica quantistica, la possibilità che la coscienza umana sia una realtà sussistente al di là del corpo fisico.
Molte persone descrivono William A. Tiller - professore emerito di Scienza e Ingegneria dei Materiali, presso la Stanford University - come uno scienziato in anticipo sui tempi. Tiller si è guadagnato la sua reputazione accademica per il suo lavoro scientifico nel campo della cristallizzazione. Ma le sue riflessioni più intriganti fanno riferimento a idee che vanno molto oltre le teorie scientifiche convenzionali sulla natura della coscienza umana: egli ipotizza l'esistenza di energie sottili che vanno al di là delle quattro forze fondamentali (la forza gravitazionale, la forza elettromagnetica, la forza nucleare debole e la forza nucleare forte), le quali lavorano in concerto con la coscienza umana.
Tiller, è convinto che la nostra mente e le nostre emozioni possano evolvere in modo da poter influenzare la nostra vita quotidiana, e persino modificare fisicamente la realtà. Ovviamente, si tratta di idee che affondano nella teoria quantistica della realtà, e quindi di una vera e propria sfida per la comunità scientifica ortodossa.

I pensieri possono cambiare la realtà?
Tiller considera gli esseri umani come esseri spirituali rivestiti di un bio-corpo, dotati, inoltre, di enormi poteri di cui non sono nemmeno consapevoli. Egli ritiene che la nostra coscienza sia un sottoprodotto che viene a generarsi quando lo spirito entra nella materia densa. Tiller, che ha trascorso ben 34 anni nel mondo accademico, dopo essere stato per nove anni fisico consultivo presso i Laboratori di Ricerca Westinghouse, ha pubblicato oltre 250 lavori scientifici convenzionali e numerosi brevetti. Parallelamente, da oltre 30 anni, ha condotto un rigorosissimo studio sperimentale e teorico nel campo della psicoenergia, materia che probabilmente diventerà parte della fisica di domani.

Il professor Tiller sostiene che la scienza classica è spesso troppo limitata per spiegare la complessità del reale. Ad esempio, la nostra comprensione della coscienza è limitata perché l'attuale paradigma è legato essenzialmente alla prospettiva dello spazio-tempo. Egli afferma: "Non si può usare lo spazio-tempo come quadro di riferimento per comprendere la coscienza. Bisogna espandere i sistemi di riferimento in modo da poter cominciare a vedere cosa essa significhi, e come interagisca con la realtà fisica grossolana"Secondo Tiller: "La nostra coscienza interagisce con la realtà attraverso il nostro bio-corpo: la nostra natura spirituale si esprime così su più livelli: fisico, emotivo, mentale".
Afferma ancora il professore: "Veniamo al mondo inseriti in questo mega contenitore fisico chiamato Universo, per crescere in coerenza, sviluppare i nostri doni e diventare ciò che abbiamo intenzione di diventare. L'Universo è la scuola in cui impariamo a esprimere il nostro libero arbitrio, facendo delle scelte e accettandone le conseguenze. Queste scelte partecipano alla creazione del nostro presente e del nostro futuro, offrendoci anche la possibilità di comprendere e guarire i danni collaterali conseguenti a tali scelte. Per essere in grado di esplorare i nostri pieni poteri, dobbiamo prima capire chi e cosa siamo".

Siamo esseri spiritualiE' chiaro che per Tiller siamo molto più che carne e sangue:"Siamo tutti spiriti che vivono un'esperienza fisica. Siamo inseriti in questo enorme simulatore che è l'Universo, ove rappresentiamo, costituiamo esattamente il prodotto delle nostre azioni, dei nostri pensieri e atteggiamenti. In questo simulatore siamo mortali dal punto di vista corporeo, ma essenzialmente indistruttibili dal punto di vista della coscienza".
Per realizzare noi stessi in questa vita, e quindi influenzare la nostra realtà fisica, dobbiamo prima trovare lo scopo della nostra vita. "Bisogna dare un senso alla vita, ed essere disposti a sospendere il giudizio. Essere individui aperti e imparare il più possibile su se stessi, sugli altri e sul mondo. Con la meditazione è possibile spingersi ad esplorare la propria interiorità" afferma ancora il professor Tiller.

La scienza psicoenergetica inaugurata da Tiller, assumendo le idee della Teoria Quantistica, afferma essenzialmente che la coscienza umana e la realtà fisica si influenzano reciprocamente, e che il fine della vita fisica sia quello di imparare a conoscere se stessi, gli altri e il mondo. La ricerca del professor Tiller è riassunta da lui stesso con un pensiero del Buddha: "Tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato".
Fonte: http://gold.libero.it/Stella112/12908144.html

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