Il diaframma: il muscolo dell’intelligenza emotiva
Se chiedessimo ad un ingegnere come un palazzo
riesce a svilupparsi verso l’alto, lui ci risponderebbe che ha bisogno di
strutture verticali, ma anche di quelle trasversali, affinché risulti stabile e
compatto.
Le strutture trasversali del nostro corpo sono i
diaframmi:
- Diaframma tentorio del cervelletto
- Diaframma toracico
- Diaframma pelvico
Il
diaframma toracico è il
più importante muscolo respiratorio. La sua contrazione, che ha l’effetto
di abbassare la cupola diaframmatica, determina, assieme all’elevazione del
torace, operata dai muscoli inspiratori, l’espansione della cavità toracica e
dei polmoni, necessaria al richiamo d’aria nelle vie aeree, durante
l’inspirazione. Inoltre, il diaframma è coinvolto in quasi tutte le funzioni
del nostro corpo (come ad esempio quella digestiva).
La parola “diaframma” è formata da DIA “attraverso” e FRAGMA, “chiusura”. Si tratta quindi di un elemento che separa in due parti un intero e, in qualche modo, mette queste due parti in relazione, proprio in virtù di questa separazione.
Riferendosi al diaframma, Andrew Taylor Still –
considerato il padre dell’osteopatia – così si esprime:
Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e di morte, imparate a conoscermi e siate sereni.
Il diaframma è un muscolo dalla forma irregolare:
più largo lateralmente che in senso antero-posteriore; più alto sul lato
sinistro che sul lato destro. La sua cupola si forma in fase embrionale, dalla
migrazione di strutture che partono dal tratto cervicale (C3-C5). Questo legame
fa intuire come molti disturbi cervicali che si sviluppano in età adulta siano
strettamente connessi al funzionamento errato del diaframma e viceversa.
Una corretta respirazione prevede una massima
espansione del corpo nella fase dell’ispirazione e una massima concentrazione
nella fase dell’espirazione.
La respirazione non condiziona solo l’ossigenazione delle cellule, ma anche il flusso della linfa, quella cioè che contiene leucociti, le cellule in grado di proteggere l’organismo dalle malattie. Tale linfa circonda tutte le cellule del nostro corpo e il suo quantitativo è quattro volte superiore a quello del sangue.
A differenza del sistema circolatorio che è dotato
di una pompa (il cuore), il sistema linfatico ne è privo e l’unico modo per tenere in
movimento la linfa è la respirazione profonda e l’attività muscolare.
Un linfologo californiano , il dottor Jack Shields,
dopo aver condotto una serie di studi a riguardo, è arrivato alla conclusione
che l’unico modo per purificare il
sistema linfatico è attraverso una profonda respirazione diaframmatica: essa crea una specie di vuoto grazie al
quale la linfa viene come risucchiata nella corrente sanguigna, moltiplicando
la velocità con cui l’organismo elimina le tossine.
Per convincerci dell’importanza che l’ossigeno e la
corretta respirazione hanno sullo stato di salute del nostro corpo, basti
ricordare gli esperimenti condotti dal dottor Otto Warburg che riuscì a
trasformare cellule normali in cancerose, semplicemente diminuendo il
quantitativo di ossigeno fornito loro.
Ma qual
è il modo più giusto per ossigenare in modo corretto tutto l’organismo.
Lo yoga
pranayama insegna: l’espirazione deve durare il doppio del tempo
dell’inspirazione, perché così facendo si eliminano tossine attraverso il
sistema linfatico. Tra le due fasi è necessaria una pausa inspiratoria pari a
quattro volte il tempo dell’inspirazione: in questo modo si ossigena
completamente il sangue e si attiva il sistema linfatico.
Il diaframma inoltre svolge un’importante funzione a livello emotivo: è come se fosse un
grande centro che distribuisce energia all’intero corpo, attraverso il respiro.
Non a caso al diaframma
corrisponde il terzo chakra o plesso solare. In questo chakra nasce la spinta che porta l’individuo ad affermarsi
nella vita e rispetto al mondo che lo circonda, affrontando le continue
sfide dell’esistenza di ogni giorno.
E’ la
sede del carisma personale, della consapevolezza di essere un individuo unico,
al di là della semplice necessità di sopravvivere.
Allo stesso modo di come il sole è il centro di
gravità e tutti i pianeti gli girano intorno, il terzo chakra è il centro di gravità dell’essere umano. Esiste
una frequenza detta del Sole, la cui nota è considerata la linea di
demarcazione tra lo Yin e lo Yang: essa ascende ad una dimensione più alta e,
privando se stessi di un’osservazione razionale, permette di raggiungere uno
stato di consapevolezza superiore
Uno squilibrio di questo centro può rendere facili
all’ira, predispone a ulcere di origine nervosa, all’incapacità di essere
calmi, mentre uno squilibrio in senso opposto può causare timidezza, scarsa
energia, necessità di ricorrere a sostanze esterne per stimolare
il proprio fisico; una tendenza alla sottomissione e a disturbi di digestione.
Se ci
pensi “respirare” è sinonimo di “sentire”, non in senso olfattivo, ma emotivo.











