domenica 2 febbraio 2014

Gli italiani tirano la cinghia e Napolitano si aumenta lo stipendio



I sacrifici valgono per tutti tranne che per la casta. E sicuramente non valgono per la casta più casta di tutte: il Quirinale e il suo inquilino.
Dal prossimo anno arriverà un vero e proprio schiaffo agli italiani: Napolitano si alzerà lo stipendio e ai 239.192 euro che già prende, ne aggiungerà altri 8.835.
Per lui, evidentemente, non vale la spending review che investe quasi tutti gli organi dello Stato ad eccezione degli alti gradi della magistratura.
Così il Quirinale, che già costa molto più di analoghe amministrazioni estere, costerà ancora di più. E non solo Napolitano non si è diminuito lo stipendio, cosa che sarebbe apparsa opportuna di questi tempi, ma se lo vedrà ulteriormente incrementare dal prossimo gennaio.
La nostra Presidenza della Repubblica è tra le più costose al mondo: con i suoi 224 milioni di euro di spese costa quattro volte Buckingham Palace. il Quirinale costa il doppio dell’Eliseo francese e otto volte il cancellierato tedesco. In dieci anni i costi del Colle si sono gonfiati del 91 per cento: fatta la tara dell’inflazione, l’aumento netto equivale al 61 per cento.
Per farsi un’idea più precisa, è necessario sapere che la Casa Bianca costa 136,5 milioni di euro, l’Eliseo 112,5 e Buckingham Palace 57 milioni.

IMPEACHMENT – Napolitano in Stato d’Accusa -

Impeachment
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha violato più volte, durante l’esercizio delle sue funzioni, i valori e i principi della Costituzione. Gli atti da lui compiuti hanno inciso in maniera profonda sulle attività degli organi costituzionali, sulla nostra stessa forma di Stato e di governo e, di riflesso, sulla vita di ogni cittadino italiano.
Ha esercitato un’indebita pressione affinché si cambiasse la Costituzione, avallando la forzatura dell’articolo 138. E ha umiliato il Parlamento, chiamando a discutere della nuova legge elettorale un gruppetto di pochi intimi. Ha tentato di mettere fuori dai giochi 9 milioni di italiani.
Ha sbilanciato gli equilibri istituzionali a vantaggio del Governo, permettendo l’abuso della decretazione d’urgenza. Sotto la sua guida, l’Italia si è trasformata in una Repubblica presidenziale. Senza nessun mandato del popolo.
Ha firmato senza scomporsi sia il Lodo Alfano che il Legittimo Impedimento, senza esercitare il potere di rinviare alle camere leggi palesemente incostituzionali. In questo modo, ha permesso che un futuro condannato controllasse il Paese per anni!
Ha abusato del potere di concedere la grazia e di commutare le pene, come dimostrano i casi Sallusti e Romano. Ed ha perfino messo in relazione il potere di grazia con la condanna definitiva di Silvio Berlusconi. Ma è un potere regale, che nessuna Costituzione gli ha mai concesso!
Ha accettato la sua rielezione, sapendo bene che la Costituzione non contempla tale possibilità. L’ha fatto per garantire un presidio forteall’Europa dell’austerity.
Ha minato l’autonomia e l’indipendenza della magistratura da ogni altro potere statuale. Ha esercitato una dubbia influenza nelle indagini sulla trattativa Stato – mafia. E’ riuscito a sottrarsi alla prova testimoniale e ha intimidito la Procura di Palermo in merito alle sue intercettazioni telefoniche con Nicola Mancino. E ora sono state distrutte.
Per tutti questi motivi, il Movimento 5 Stelle ha presentato formale denuncia per Attentato alla Costituzione.
Byoblu

http://altrarealta.blogspot.it/

Un Sincero Ringraziamento all'operato del M5S fin qui svolto nella dura e impari lotta contro la dittatura vigente in questo devastato paese  (A. Raja)

sabato 1 febbraio 2014

I vaccini che fanno morire. La toccante testimonianza di Daniela, donna-carabiniere

Solo ieri vi abbiamo parlato della sentenza storica del tribunale di Ferrara che ha riconosciuto il legame tra vaccinazioni e tumori. Per leggere l’articolo cliccate qui.
Oggi vi vogliamo mostrare una testimonianza reale, significativa che fa arrabbiare e mette i brividi.
Repubblica ha intervistato Daniela, donna, mamma e carabiniere. Le sue parole arrivano dirette al cuore e alla mente di chiunque l’ascolti.

Direttamente dal suo letto di ospedale dà sfogo alla sua rabbia.
Daniela ha solo 35 anni e racconta che la sua malattia non le permette di fare le cose più semplici e belle della vita come prendere in braccio i suoi figli. La sua malattia si chiama connettivite indifferenziata: una patologia autoimmune che mette a dura prova i tessuti connettivi e che produce anticorpi contro il suo stesso corpo.  

Forse questa sua malattia non è sorta casualmente, forse la ragione che ha cambiato la sua vita e che l’ha resa così difficile e faticosa è da ricercarsi nelle vaccinazioni subite durante il corso dell’esercito per diventare carabiniere.

Nel 2000, infatti, Daniela inizia a frequentare con entusiasmo il primo corso militare aperto alle donne.
Durante il corso ha effettuato la prima vaccinazione (otto vaccinazioni insieme) ma nelle ore successive si è sentita male, ha avuto la febbre oltre i 40 gradi: ha avuto una reazione avversa. Nonostante ciò è stata vaccinata di nuovo e addirittura dichiara che il suo libretto vaccinale è stato contraffatto: la data della prima vaccinazione è stata cancellata e modificata.
Anche alcune sue colleghe si sono ammalate, una è anche deceduta.

Daniela ha deciso di esporsi per cercare giustizia, per fare da portavoce a tutte quelle persone che ormai non ci sono più ma che sono state danneggiate dai vaccini, per invitare chi è nella sua stessa situazione a gridare la propria rabbia.
Daniela vuole delle risposte, delle legittime risposte.
Eccovi il video della toccante intervista:
Il video su youtube [LINK]


Il principio attivo Alemtuzumab autorizzato per il trattamento della sclerosi multipla, 29.000 volte più caro dell'oro

Per un decennio, il principio attivo Alemtuzumab (nome commerciale MabCampath) è stato usato nel trattamento della leucemia. Per aumentare i profitti, questa indicazione terapeutica è stata abbandonata lo scorso anno e, lo stesso farmaco, che è stato recentemente autorizzato per il trattamento della sclerosi multipla col nuovo nome di Lemtrada, viene adesso venduto a un prezzo molto più alto.
Lo scorso settembre, la Commissione Europea ha concesso alla compagnia Genzyme l'autorizzazione per l'utilizzo dell'Alemtuzumab nel trattamento della sclerosi multipla. Genzyme fa parte dell'impresa farmaceutica Sanofi. La Bayer ha partecipato allo sviluppo dell'Alemtuzumab e riceve una parte dei profitti.
L'anno scorso, il farmaco è stato ritirato dal mercato come medicamento anti cancro anche se esso costituiva una valida opzione di trattamento per alcune forme di leucemia. A prima vista, la decisione sembra illogica, ma invece un motivo c'è: in tutta l'Europa, i pazienti che richiedono il farmaco per la leucemia sono poche migliaia. Il mercato per la sclerosi multipla è molto più promettente: nella sola Germania vi sono oltre 130.000 pazienti e a livello globale sono almeno 2,5 milioni.
Per il trattamento della sclerosi multipla il dosaggio del farmaco è molto inferiore, 30-60 mg all'anno contro i 1100mg all'anno per il trattamento della leucemia. Per legge, se un principio attivo è usato per più di una malattia, è proibito venderlo a prezzi diversi e questo è il problema per le compagnie. Se l'Alemtuzumab dovesse essere venduto al vecchio prezzo, l'utilizzo di un dosaggio così ridotto per la sclerosi multipla, non produrrebbe grandi profitti. Di conseguenza Sanofi e Bayer hanno completamente abbandonato la meno redditizia indicazione contro la leucemia, in modo da poter in seguito lanciare il prodotto a un prezzo più alto.
Infatti Sanofi ha appena annunciato che l'Alemtuzumab sarà venduto, col nuovo nome di Lemtrada, per il trattamento della sclerosi multipla. Il suo prezzo è 29.000 volte più alto di quello dell'oro. Una fiala da 12mg costa €10.653, equivalente a €888 al milligrammo. Come farmaco anti cancro, l'Alemtuzumab costava €21 al milligrammo, oltre 40 volte meno del nuovo prezzo.
Philipp Mimkes, portavoce della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania), afferma: "Ancora una volta risulta ovvio che Bayer, Sanofi e le altre compagnie equivalenti, sono interessate solo al profitto. Il benessere dei pazienti è considerato meno importante. Diventa anche chiaro che il prezzo di un principio attivo non ha nulla a che vedere con i suoi costi di sviluppo. La stessa sostanza può essere venduta a prezzi completamente diversi a seconda di quello che si riesce a imporre al mercato".

Controllo totale inavvertito

Non è una zanzara. E' un insetto drone spia per le aree urbane, già in produzione, finanziato dal governo degli Stati Uniti. Può essere controllato a distanza ed è dotato di una telecamera e di un microfono. Può atterrare su di voi e prendervi un campione di DNA o, grazie alle nanotecnologie, lasciare un RFID di monitoraggio sotto la vostra pelle. Può volare attraverso una finestra aperta, oppure attaccarsi ai vestiti fino a quando non ha finito di filmare la vostra casa. (Mi dispiace di avervi spaventati).

Era ora che qualcuno gliele cantasse

Una signora di 81 anni, colpita dalle parole e dalle parolacce di Luciana Littizzetto, ha deciso di spedirle una lettera: “Gentile signora Littizzetto, ho 81 anni, ho lavorato nei campi da quando ne avevo dieci anni e sono andata in pensione quando ne avevo 60, oggi percepisco una pensione di 478,00 euro al mese. Grazie a Dio ho un fazzoletto di terra dove ancora oggi coltivo un piccolo orto, zappando la terra come si faceva una volta, riesco a racimolarci ben poco: qualche cipolla, qualche patata, un po’ di insalata….. Ho difficoltà a salire le scale perché la vita dura dei campi mi ha massacrato la schiena, dovrei fare delle terapie, ma dovrei pagarle perché il servizio sanitario nazionale non le passa, dovrei assumere degli integratori alimentari che costano sui trenta euro per 15 giorni di cura, ma come può immaginare non posso acquistarli, perché con 478 euro ci devo pagare la luce, il riscaldamento e il ticket per i farmaci che devo prendere per il mio cuore (circa 15 euro ogni 15 giorni). Non esco quasi mai da casa, perché abito in campagna a 6 km dal paese e ora c’è la neve e la mia compagnia è spesso la Televisione. Mi hanno detto che lei prende circa 5 mila euro al giorno per andare a dire qualcosa su Rai Tre, così l’altro giorno ho guardato il programma di Fazio per sentire le cose che avrebbe detto.


Pensavo che per prendere 5 mila euro al giorno dicesse cose importanti, mentre invece l’ho sentita dire solo parolacce e insultare Silvio Berlusconi che io ho votato, perché grazie a lui la mia pensione oggi è di 478,00 euro, altrimenti sarebbe stata mi pare di 387,00. Ora le chiedo, perché dovrei pagare alla RAI oltre cento euro per sentire le sue parolacce? Con cento euro potrei farci 4 cicli di terapia per le mie ginocchia! Lei se la prende con le escort, con Ruby, etc. ma non è differente, visto che guadagna 5 mila euro al giorno per tenere in bocca solo il ca…. e il turpiloquio! 
E’ comodo far finta di stare dalla parte dei poveri, far la parte delle verginelle, quando si prendono 5 mila euro al giorno facendo la escort del turpiloquio! Io sono una contadina vera, io sono una povera vera, io sono un’ignorante vera, ma le parolacce non le ho mai dette e non accetto che lei venga pagata anche con i miei soldi per dirle in RAI. Vada a dirle in un teatro dove solo chi vuole sentirle possa venire ad ascoltarla e si faccia pagare da quelli che vogliono sentirla, non da me che devo vivere con 478 euro al mese ad 81 anni! Grazie e scusi per il disturbo.”

Il vaccino esavalente Hexavac finisce in Parlamento. Quale sicurezza?


bambino vaccino
Il vaccino esavalente Hexavac finisce in Parlamento
Scarsa efficacia, dati insufficienti, studi non adeguati. Sei senatori del Movimento 5 stelle hanno presentato una interrogazione al ministro della salute ponendo una serie di interrogativi sul vaccino esavalente Hexavac che viene somministrato ai bambini e che dovrebbe proteggere contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse ed emofilo tipo B.

Riportiamo il testo integrale dell'interrogazione:

Premesso che:
"Hexavac" è un vaccino esavalente utilizzato per la prevenzione delle infezioni causate da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite ed infezioni invasive causate da Haemophilus influenzae b, ed è stato prodotto e distribuito da Sanofi Pasteur MSD a partire dal 2000;
il 17 novembre 2005 la Commissione europea ha sospeso l'autorizzazione all'immissione in commercio su raccomandazione del comitato dell'Agenzia per i medicinali per uso umano (CHMP) a causa del sospetto di inefficacia nell'indurre protezione a breve e lungo termine nei confronti dell'epatite, mentre l'11 aprile 2012 Sanofi Pasteur MSD ha volontariamente ritirato l'autorizzazione all'immissione in commercio di Hexavac;

l'Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha quindi impegnato la Sanofi Pasteur MSD a condurre un primo studio clinico per misurare il livello della risposta immunitaria al virus dell'epatite B nei bambini vaccinati nel corso del primo anno di vita. I risultati dello studio, condotto in 6 centri vaccinali italiani tra il 2008 e il 2009 e pubblicati sulla rivista "Vaccine", hanno rilevato come solo il 60,1 per cento dei bambini vaccinati presenta valori attestanti l'efficacia dell'immunizzazione;
risulta agli interroganti che la Sanofi Pasteur MSD sia stata la responsabile dello studio dalla fase di progettazione fino all'analisi e all'interpretazione dei dati e quindi con un evidente conflitto di interessi;

a seguito di questi risultati l'EMA ha chiesto alla Sanofi Pasteur MSD di eseguirne un secondo sui bambini vaccinati con Hexavac 10 anni prima per valutare se abbiano bisogno di una dose di richiamo o meno relativamente alla sola immunizzazione rispetto al virus dell'epatite B. Questo secondo studio è stato approvato sia dal comitato etico del centro coordinatore della ASL di Sassari il 21 maggio 2013 che dal comitato etico di pertinenza della ASL 5 Bassa friulana l'11 giugno 2013, nonché dall'Agenzia Italiana del farmaco il 5 luglio 2013;

le aziende sanitarie coinvolte nello studio sottolineano la libera partecipazione, dopo un'adeguata informazione, e la raccolta del consenso degli aderenti. È però parere degli interroganti che l'informazione fornita agli aderenti non sia affatto adeguata. Nella scheda tecnica del vaccino si riporta testualmente che "poiché i dati relativi alla sicurezza del vaccino anti-apatite B sono insufficienti quando vengono somministrate dosi addizionali in eccesso rispetto alle serie raccomandate, la rivaccinazione eseguita dopo il completamento della prima serie non è raccomandata diroutine. La rivaccinazione deve essere presa in considerazione per i soggetti ad alto rischio, dopo aver valutato il beneficio della vaccinazione rispetto al potenziale rischio di aumento delle reazioni avverse locali o sistemiche." A questo proposito il secondo studio presenta una particolarità: non prevede due fasi, una prima fase di acquisizione dei dati sullo stato immunitario ed una seconda con l'eventuale risposta alla rivaccinazione dei soggetti non protetti;

il protocollo prevede infatti un prelievo di sangue per valutare lo stato immunitario e contemporaneamente la somministrazione della dose di richiamo. Un secondo prelievo è invece effettuato dopo 21-35 giorni per stabilire se la nuova immunizzazione ha avuto successo o meno. Per le famiglie che partecipano è prevista infine la consegna di un omaggio che comprende: un termometro digitale, un righello, una tessera identificativa ed un diario dove annotare la temperatura del bambino ed eventuali reazioni locali nei 14 giorni successivi all'iniezione;

il vaccino contiene idrossifosfato amorfo di alluminio solfato e, secondo quanto si apprende dalla scheda tecnica, può contenere tracce di formaldeide e potassio tiocianato, sostanze che possono essere utilizzate nel processo di produzione. Le possibili reazioni avverse comprendono dolore, rossore, gonfiore ma anche effetti collaterali di maggiore gravità quali dolore alle articolazioni, parestesie, neuriti e disordini del sistema nervoso centrale quali la sclerosi multipla;
appare agli interroganti quantomeno improbabile che genitori efficacemente informati accettino tali rischi senza la preventiva dimostrazione che lo stato immunitario del proprio figlio richiede effettivamente una dose di richiamo,

si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente delle ragioni per le quali il secondo studio sulla durata dell'immunizzazione del vaccino al virus dell'epatite B non preveda una prima fase di acquisizione dei dati sullo stato immunitario dei soggetti vaccinati e, solo dopo, una seconda fase di somministrazione ai soli soggetti che ne hanno bisogno;
se non ritenga opportuno attivarsi con urgenza, per quanto di sua competenza, al fine di rendere la procedura di valutazione della copertura vaccinale il più trasparente possibile e libera da conflitti d'interesse;
se non ritenga opportuno promuovere una verifica volta ad accertare che i genitori aderenti al secondo studio siano effettivamente informati dei maggiori rischi che i loro figli corrono nell'assumere una nuova dose di vaccino senza averne preventivamente valutato lo stato immunitario”

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