lunedì 23 febbraio 2015

L'ipnosi regressiva medica: guarisci la tua anima oltre la psicoterapia

Esiste sai una differenza fondamentale tra un trattamento di psicoterapia ed un percorso di ipnosi regressiva medica. Cerco in questo articoletto di trattare i punti fondamentali che distinguono queste due metodologie.Pemetto che non ho intenzioni critiche nei confronti della psicoterapia e che i mio intento è solo quello di ampiarne i confini. 

Come tu sai la psicoterapia estende il campo della ricerca, della analisi, dell’interpretazione alla vita attuale temporalmente valutabile dal concepimento alla morte. 
Il lasso di tempo che considera l’ ipnosi medica regressiva non è limitato da confini temporali.

Qualcuno si spinge arditamente ad affermare la presenza di vite precedenti, altri ancora più impavidi credono negli angeli e nella possibile comunicazione con guide spirituali o con defunti.
Appartengo a questa categoria di arditi, di motivati cercatori del Sé e  non penso che la nostra esistenza inizi alla nascita e finisca al momento del decesso.

Il tempo non è un ingrediente essenziale della vita ed anzi credo possa fermarsi o portarsi all’infinito con il fine di oliare  gli ingranaggi eterni della nostra evoluzione.

Quindi l’ipnosi regressiva medica segue questa prima anarchia che la differenzia dalla psicoterapia classica: valuta che il conflitto o il karma non siano segregati solo all’archivio inconscio della esistenza attuale.

Il karma poi non lo devi considerare una brutta parola. Anzi è quel gomitolo che tutti noi dobbiamo dipanare per guarire il nostro infantile ed autoreferenziale ego.


L’ipnosi regressiva medica nega persino la validità della teoria della libido e del monopolio della sessualità nella dinamica conflittuale.
Devo essere sincero con te e ti confesso che non  ho mai creduto che un bambino “fallico” di tre anni desideri  morbosamente la madre e odi il padre. Non ho mai criminalizzato un pupo treenne di essere incestuoso o “mammofilo”.
Per trent’anni ho sperimentato la grande efficacia dell’ipnosi  regressiva medica  estremamente più efficace del solo colloquio psicoterapeutico.

Non penso inoltre che la “rimozione” di desideri, pensieri e residui di memoria possa rappresentare la causa di tutte le nevrosi. Non ho mai guarito nessun paziente che abbia ricordato un contenuto rimosso, una esperienza sepolta nell’archivio del subconscio con il semplice colloquio.
Senza l’ipnosi medica la mia vita professionale sarebbe stata monca della funzione di indagine e di cura più efficace. Come vedi ho sancito "medica" e ci tengo a differenziarmi dalla squalificante appropriazione dell'ipnosi regressiva da parte di persone non qualificate professionalmente. Statt accort!

Gli studi scientifici che insieme a validi colleghi portiamo avanti all’Istituto IRCCS Don Gnocchi di Milano sanciscono la presenza in ipnosi “vera”, “profonda” di un tramonto, di uno spegnersi dell’attività della corteccia cerebrale nei soggetti “virtuosi”. Dicesi virtuoso il paziente che manifesta tutti i fenomeni della trance tra  i quali: l’amnesia, cioè la perdita completa di coscienza intraipnotica e la capacità di evocare identificazioni multiple ovvero “vite precedenti”.

In ipnosi profonda si manifesta il fenomeno del default corticale e non ti devi spaventare pensando ad un tracollo finanziario. In neuroscienza il “default” sancisce una insolvenza, una incapacità della corteccia cerebrale prevalentemente frontale dei soggetti in trance profonda. Questo sai è il preludio all’attivazione di parti dell’encefalo che presiedono alla connessione spirituale all’Uno, all’Oltre. Link 1
Come comprendi non vedo l’ora che la nostra mente, questo cicaleggio interiore spesso vano si spenga perché vengano accesi i sensori dell’anima.

Sono un rabdomante dell’Uno e nello stesso tempo rivendico il mio ruolo di scienziato dello spirito. Altrimenti cosa ci starei a fare su questo mondaccione?

Altra differenza con la psicoterapia è quella  che l’ipnosi regressiva medica non obbliga il paziente ad una cadenza di sedute settimanali, ma solo mensili o bimestrali con notevole riduzione di costi. Lavorando a maggiore profondità si può evitare di vedersi frequentemente puntando sulla qualità e non sulla quantità.


Teoricamente la psicoterapia cura le stesse patologie dell’ipnosi medica regressiva quali: fobie, psicosomatizzazioni, ansie, panico, depressioni, disturbi alimentari e sessuali, insonnie, cefalee, traumi affettivi, lutti ecc, ma l’ipnosi medica va ben oltre.

L’ipnosi medica regressiva non considera il paziente come “malato”, ma lo eleva ad un ruolo di cercatore spirituale di se stesso
La psicoterapia in questo modo muta la sua pelle e diviene in ipnosi medica regressiva un cammino evolutivo e maieutica, direbbe Socrate, essenziale e Unico.

La terapia smette in questo modo di essere una metodologia laica e con il dovuto rispetto, non lascia mai l’anima in sala d’aspetto.


Domande: Credi che la psicoterapia possa estendere i suoi confini alla ricerca spirituale del Sè? Ritieni esistano "identificazioni multiple" o "vite precedenti"? Sei in cerca di te stesso/a? pensi che l'anima debba restare in sala d'aspetto?
Buona Vita Angelo Bona
http://www.ipnosiregressiva.it/blog/557/lipnosi-regressiva-medica-guarisci-la-tua-anima-oltre-la-psicoterapia.html

1 commento:

  1. Sono sinceramente interessata ma una domanda mi viene spontanea,io ho letto tutto della Dott.ssa Dolores Cannon da poco scomparsa e lei ha più volte dichiarato che x quanto riguarda l'ipnosi regressive alle vite precedente con finalità di guarigione da alcune patologie ,Lei non ha mai avuto necessità di ripetere il trattamento di Ipnosi che effettuava una sola volta ,risolvendo il problema e non ha mai più dovuto ripetere o rivedere lo stesso paziente. Lei Dottore specifica che necessitano incontri mensili i bimestrali il che mi fa pensare che certamente il Suo metodo sia diverso.

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