martedì 28 febbraio 2017

Se fossimo in una grande prigione…

Se fossimo in una grande prigione…


Se fossimo in una grande prigione sarebbe sensato pensare che:
-          qualcuno ci ha messi dentro;
-      qualcuno ci controlla e ci gestisce(dall’interno e dall’esterno);
-     qualcuno ci vorrebbe nascondere dove ci troviamo veramente;
-          all’interno ci sarebbero molti “attori” consapevoli della verità con il solo scopo di tenerci lontani da essa ad ogni costo;
-          qualcuno farebbe di tutto per tenerci impegnati per non comprendere il come siamo stati creati ed il perché dell’”esperimento”;
-          qualcuno si adopererebbe con ogni mezzo affinché noi piccole cavie non ci avvedessimo del limite della “gabbia” altrimenti…;
-          se qualcuno lo sosterrebbe con prove o indizi gli “attori” della farsa lo attaccherebbero sminuendone le sue capacità cognitive ed intellettive, ridicolizzandolo agli occhi della massa, cosa peraltro già accaduta a chi accenna alla geoingegneria clandestina…
-          ecc.
Eppure oggi è semplice prendere atto che quella che noi chiamiamo Terra seppur vitale ed accogliente è verosimilmente una grande, grandissima, prigione con dei limiti, anche fisici, ben precisi dai quali ci tengono a debita distanza con ogni pretesto.
I governi consapevoli di tale realtà sono tutti d’accordo a tenerci lontani dalla verità e a tenerci impegnati a qualsiasi costo con guerre, politiche schiaviste, religioni ingannatrici, educazione alla conformazione, esasperazione delle pulsioni naturali, distrazioni mediatiche varie e leggi proibitive di ogni genere di genuina libertà.

Forse è arrivato il momento di non credere più, di non credere in primis alla voce del padrone, media main-stream e istituzioni, veri e propri catalizzatori degli eventi(disastrosi) mondiali, successivamente dubitare anche dell’informazione indipendente poiché essa da decenni è pesantemente infiltrata da scaltri personaggi della farsa planetaria che benché spesso diffondano notizie occultate alla massa perseguono lo stesso scopo del sistema di non farci andare oltre un determinato limite, spesso non offrono alcun soluzione pratica ed attuabile neanche alle problematiche da loro trattate, fanno il solito giochetto del creare indignazione ed una celata frustrazione, procrastinando per decenni la vera azione, non facendo mai scorgere una via e li si può anche riconoscere dal fatto che si arroccano dietro alle loro convinzioni-teorie e spesso non danno il giusto rispetto alle altre opinioni.

E’ chiaro che in un contesto di una grande prigionia l’azione è cosa ardua, ma bisogna pur cominciare da qualche parte invece siamo stati troppo abituati a disdegnarci davanti ad un monitor piuttosto che a pretendere verità a chi dice di rappresentarci… ho già ampiamente dibattuto sulla questione politica e sulla necessità di scardinare tutto e rimettere le basi ex novo puntando tutto sui veri problemi dell’umanità, tra cui la sua stessa schiavitù…

Oggi è necessario confidare solo in se stessi anche se si ignora molto, sarà opportuno cercare il proprio vero sé e seguire le proprie intuizioni, come spesso capita però risulterà difficile non credere, soprattutto quando si è a corto di conoscenze personali per crearsi una propria verità… sarebbe sensato non screditare a priori le altre verità e lasciarsi sempre un piccolo spazio per il dubbio su quelle acquisite.
Porsi sempre domande anche sulle proprie “certezze” perché potrebbero nascondere illusioni come ad esempio la mia illusione di averci capito qualcosa!

In questa realtà grandemente illusoria ogni fantasia o immaginazione assume carattere di concretezza… non diamo nulla per scontato perché del mondo in cui viviamo e di noi stessi sappiamo solo quello che ci hanno fatto sapere… non sono mica nati ieri i nostri padroni!
Potremmo benissimo essere una piccola coltura di organismi anima(ti), ad uso e consumo dei creatori, che esiste da tempo immemore in cui l’uomo moderno, che vorrebbe capire la verità sulla sua esistenza, non è altro che l’esperimento più recente.

Ci portano di continuo sulla strada sbagliata e anche quando ci sono diverse "alternative" sovente sono tutte fuorvianti; anche se non vivessimo realmente come mostrano alcuni film alla "Matrix" o "Il 13° piano" siamo comunque soggetti ad un sofisticato inganno, una possente gabbia percettiva, che rende fittizia la nostra realtà quindi che senso hanno le alternative in tale irreale contesto?
L'uomo moderno è stato programmato a credere di sapere... in questo modo non cerca oltre i suoi limiti, oltre le sue conoscenze e non le mette in dubbio!
Pare purtroppo che l’esperimento “uomo ubbidiente” sia perfettamente riuscito, la massa non ha alcuna capacità di reazione quindi basterà ridicolizzare quei quattro stupidi idealisti della vera libertà, solo se non già abbondantemente attaccati dalla stessa massa che tesse le lodi del suo stesso oppressore.

Sebbene la nostra anima persegua fini nobili appare fin troppo evidente come il luogo in cui ci troviamo non sia il più indicato per perseguire gli scopi dell’umana esistenza.

Se fossimo in una grande prigione tutto quello che sta accadendo al genere umano acquisirebbe un senso logico.

In ogni circostanza la nostre scelte sono sempre in una qualche misura indotte cerchiamo almeno di sbagliare per conto nostro... anche per subire meno effetti deleteri(malesseri) indotti dal nostro subconscio che non ama le imposizioni.

Considerato che si dovrà pur vivere in questa ingannevole realtà e visto che non esistono risposte valide per tutti ad ognuno la scelta dei propri ideali da seguire per giungere ad un equilibrio, ad una consapevolezza di ciò che nel profondo sente di essere, di dove si trova e del perché, per ritrovare l’essenziale, accettando l’evidenza della nostra più totale ignoranza nella quale ci costringono a sopravvivere.
Marcello Salas

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4 commenti:

  1. Questo è uno di quegli articoli Signor Salas che cerca di mettere ordine al disordine attuale, sotto ogni punto di vista..

    Ho sempre creduto a questa forma di prigionia ma mi risulta un po'strano ipotizzare di vivere a fianco ad attori che sono nelle nostre stesse prigioni e che hanno il solo scopo di tenerci lontano da una verità... Quegli attori risulterebbero altri prigionieri che ubbidiscono a chi sta fuori dalle Gabbie!

    Eccellente articolo il suo ma sottolinea e sotto intende che noi siamo ingabbiati senza avere nessuna responsabilità del perché ci troviamo li /qui dentro?

    Eppure la risposta l' ha data! Si esatto ha dato la soluzione...ed è proprio nell' ultimo pensiero che ha scritto!

    Ognuno di noi possiede la consapevolezza di quell'ESSENZIALE...essenziale invisibile agli occhi e percepibile nel cuore..


    Signor Salas quelle prigioni esistono ma possiamo spezzare le catene e ribellarci prima di tutto verso noi stessi...capire Cosa ci rende infelici, tristi...cosa ci porta a sopravvivere a tutto questo..!!Lei ha lasciato davvero provocatoriamente un filo di speranza nel dire che Possiamo ancora Noi scegliere i nostri ideali, e raggiungere una forma di equilibrio per ciò che nel profondo ognuno Sente di Essere..

    La prima *ignoranza *parte dalla mancata voglia personale di ascoltare se stessi ...di interrogarsi... di rispondere a se stessi e di acquisire la consapevolezza del non sapere e di conseguenza l'incapacità del volere.... più che del potere.




    Buone cose a lei...e Grazie per l'ascolto.

    L.

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    Risposte
    1. Ciao L., sono chiaramente sulla tua stessa lunghezza d'onda...
      Grazie a te e buona vita.

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  2. Esistono tanti modi per risentirci/si..basta seguire il cuore....Li non inciampiamo mai...è l'unica fonte non contaminata al di fuori di tutta l'immondizia che spesso ostacola le tue gambe .. con l'intento di ostacolare il tuo viaggio.

    A presto....

    RispondiElimina
  3. Considerato che si dovrà pur vivere in questa ingannevole realtà e visto che non esistono risposte valide per tutti ad ognuno la scelta dei propri ideali da seguire per giungere ad un equilibrio, ad una consapevolezza di ciò che nel profondo sente di essere, di dove si trova e del perché, per ritrovare l’essenziale, accettando l’evidenza della nostra più totale ignoranza nella quale ci costringono a sopravvivere.

    Ma chi è lei?
    Come fa a scrivere i miei pensieri?
    Come ha fatto a comprendere quel che scrive?
    Se lei riesce ,possono riuscirci tutti?
    Perchè queste domande?
    Perchè l' ascolto esiste ed è dentro ognuno di noi..

    Grazie Marcello Salas

    RispondiElimina

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