martedì 20 marzo 2018

L’obiezione di coscienza (attiva) alle vaccinazioni, anche alla luce della Legge “Lorenzin” (119/2017).

I MOTIVI DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLE VACCINAZIONI

L’obiezione di coscienza, anche alla luce della L. 119/2017

GENERALITA’
I motivi che sottendono all’obiezione di coscienza alle vaccinazioni possono essere molteplici. Spesso gli obiettori sono ritenuti dei fanatici, dei settari, delle persone che rifiutano il progresso scientifico in nome di una particolare predilezione per le cose “naturali”, degli ingenui, degli approfittatori dei benefici (presunti) dell’altrui vaccinazione, persone che fanno questa scelta sulla base di motivazioni di carattere ideologico, e così via.
Tutte queste definizioni sono architettate ad arte per ridurre a banalità una scelta che nasce invece da una profonda esigenza di essere al centro delle proprie decisioni, senza delegare a nessuno questo compito. Ma ogni scelta deve poter essere il frutto di un percorso, anche interiore, di maturazione. L’analisi dei fatti ci aiuterà a percorrere parte di questo cammino, che per altri versi è del tutto personale.

Oggi praticare l’Obiezione di Coscienza, alla luce delle ultime normative (L. 119/2017 che ha convertito il DL n. 73/2017), è FONDAMENTALE, nonché DOVEROSO: significa non adempiere ad un dovere o ad un obbligo invocando l’ingiustizia o iniquità del medesimo e adducendo la sussistenza di norme di rango paritario o sovraordinato.

In particolare COMILVA ha da anni codificato un iter chiamato OBIEZIONE ATTIVA, che si esplicita attraverso questi fondamentali comportamenti:
·         E’ SEMPRE necessario prendere posizione formalmente con lettere e raccomandate da inviarsi all’azienda sanitaria che convoca per gli appuntamenti vaccinali;
·         Presentarsi ai colloqui preparati, con del materiale informativo, libri e pubblicazioni che vi rendono “informati” sul tema, a volte più dei vostri interlocutori;
·         È assolutamente sconsigliato nascondersi, o ignorare gli inviti: l’OBIEZIONE DI COSCIENZA è un comportamento “attivo”’ dal punto di vista etico e civico, serve a manifestare regolarità genitoriale. Nascondersi o ignorare non sarebbe OBIEZIONE, ma semplice fuga o inerzia.
·         NON firmare MAI i modelli predisposti dall’azienda sanitaria, modelli di dissenso informato o qualsivoglia altro prestampato.

Va tenuto ben presente che in genere i Tribunali per i Minorenni attivano le procedure sulla responsabilità genitoriale (ex potestà), proprio nei confronti degli obiettori silenti ed inattivi: la nuova legge NULLA toglie a questo principio: con l’attuale normativa, l’Obiezione Attiva serve sia alla propria tutela per la parte sanitaria, sia come materiale da utilizzare eventualmente nella tutela della fase scolastica (scuola dell’obbligo) o delle comunità infantili (materne e nidi).
È sempre importante far riferimento ai propri referenti locali che sono a disposizione per tutti gli associati, la cui lista è presente nell’area CONTATTI del nostro sito web. Istruzioni più dettagliate sono disponibili nell’area soci.

La Fase contingente (Agosto-Ottobre 2017)

Le indicazioni seguenti sono state elaborate in corsa e quindi potranno subire modificazioni nel tempo, non è vitale seguire ogni cosa in maniera maniacale, ma vanno fatti i passi fondamentali con ordine. Anche i tempi di intervento si modificheranno passo-passo. State tranquilli e agite. Al momento è perfettamente inutile fare domande su casi ipotetici e personali. Per favore, attenetevi a questa linea guida. Siate SEMPRE cittadini liberi ed informati!
LE AREE D’AZIONE PRINCIPALI
  • Quella della tutela SANITARIA, per la quale si dovrà fare molto bene OBIEZIONE ATTIVA. Va attivata SOLO quando si riceve l’invito-appuntamento per le vaccinazioni da parte dell’ASL (Azienda Sanitaria Locale, usiamo questo acronimo in modo generico anche perché a seconda dei territori queste aziende assumono connotazioni e sigle diverse …).
    La documentazione prodotta in questa area può essere utile anche per gestire la discussione con le comunità infantili e la scuola dell’obbligo ma non c’entra nulla con la parte di TUTELA per l’iscrizione alle scuole dell’infanzia, nidi e materne)
  • Quella della tutela PER L’AMMISSIONE A COMUNITA’ INFANTILI. La procedura che troverete esplicitata di seguito vi guiderà nel percorso tecnico per arrivare all’obiettivo dell’ammissione al nido e alle scuole dell’infanzia.
    Come lavoro di supporto è importantissima l’azione sul territorio, il coinvolgimento dei Sindaci, delle amministrazioni, degli istituti scolastici, degli insegnati … occorre sensibilizzare sui contenuti che abbiamo portato in questi mesi nei vari tavoli di confronto, anche quelli dove siamo stati sistematicamente ignorati.
    Occorre informare perché altrimenti passa SOLO quello che questo governo e questi ministeri attuali vogliono IMPORRE come PENSIERO UNICO.
    Presentarsi il primo giorno di asilo e forse anche i successivi, con vostro figlio rivendicando il diritto di accesso, poiché ISCRITTO REGOLARMENTE.
    Mantenere la calma, tenere atteggiamento composto, sereno non aggressivo e non violento. Attendere che l’asilo lo faccia entrare, o che il direttore o la maestra d’asilo chiami il Dirigente comunale per avere dritte su cosa fare. Poi il Sindaco. Nel frattempo NESSUNO può toccare il minore, né SPOSTARLO.
    Così facendo, tra documentazione prodotta e comportamento al primo giorno d’asilo, in ogni Comune o Regione prenderanno atto della vostra presenza (sarete molti), della vostra posizione non violenta, ferma e decisa sui diritti. E vedremo che faranno…
    Ricordate che probabilmente capiterà che se ci faremo sentire subito con i Sindaci, verranno adottate Ordinanze del Sindaco o Delibere di Giunta o Consiglio Comunale che diranno che il Comune (o la Regione…) intende prendere tempo nell’applicazione della L. 119/2017. Ed il problema sarà risolto (temporaneamente…).
    Certamente, in più realtà, incontrerete anche la solidarietà della scuola;
·         Quella per le SCUOLE DELL’OBBLIGO. Vale lo stesso concetto del punto precedente, con in meno il carattere di urgenza e di “ipotetica precarietà”, in quanto nella fattispecie l’ammissione non è a rischio, mentre si può innescare il sistema sanzionatorio, al quale si farà fronte con i ricorsi;
·         Quella per l’ESONERO. La legge è chiarissima sulle figure deputate al rilascio dell’esonero. Bisogna tuttavia provarci assolutamente, soprattutto con i danneggiati da vaccini ed i loro fratelli e per chi ha in casa una anamnesi familiare a rischio;
·         Quella per le SANZIONI AMMINISTRATIVE. L’inosservanza dell’obbligo vaccinale è stata depenalizzata dalla L. 689 24/11/81 sulle sanzioni amministrative e soprattutto dalla interpretazione della Corte di Cassazione con la sua sentenza 1511 del 12/12/90. Utilizzeremo questa norma per poter dare anche in questo caso risposte chiare ai nostri utenti, soprattutto contrastando interpretazioni fantasiose della legge 119/2017 sulla reiterazione della sanzione;
·         Quella per le eventuali CAUSE. Ove all’esito di tutta la serie di attività ed in assenza di collaborazione delle strutture preposte (Istituti, Comune, ecc.), non vi siano risultati proficui, si interverrà con le cause: ricorsi al giudice Ordinario ex art. 700 C.P.C., o ricorsi al TAR (impugnando i provvedimenti di esclusione). E’ preferibile senza dubbio il ricorso al Giudice Ordinario: è più vicino, costa meno, ed è meno rischioso. Mentre il TAR è costoso e, quando si perde, rappresenta un precedente pressoché insormontabile.
In generale, va detto che la normativa attuale (che è solo un sommacco di principio iniqui) non ci deve blindare: noi dobbiamo creare nuove prassi e cambiare la norma attraverso la legalità, ovvero il principio di Obiezione e la presa d’atto dei Comuni, delle Regioni e … finalmente … del Governo (magari non questo …), affinché si comprenda come la L. 119/2017 sia non solo INIQUA, INCOSTITUZIONALE ma anche INATTUABILE.

L’articolazione dell’azione urgente
In questa sezione verranno indicate passo-passo le azioni da fare per tutelarsi verso l’azienda sanitaria e la scuola (nidi, materne, scuola dell’obbligo) alla luce della nuova normativa (legge 119/2017 e circolari attuative, circolari del MIUR)

L’azione verso in Sindaco
In questo momento di contingenza è anche opportuno inviare al sindaco una lettera raccomandata per il suo coinvolgimento diretto nel farsi carico della “polis” e quindi del benessere e della crescita di TUTTI i suoi cittadini, senza discriminazione e ghettizzazione alcuna, soprattutto in totale assenza di situazioni di emergenza. Lo scopo è quello di organizzare in breve tempo incontri continui sul territorio con i Sindaci e le Autorità comunali preposte, le scuole e gli istituti.

La Scuola e le Comunità Infantili
Cosa fare alla luce delle circolari ministeriali

L’esonero, l’omissione e il differimento
Queste condizioni sono “confinate” in determinati ambiti dalla circolare ministeriale 0025233-16/08/2017-DGPRE-DGPRE-P: nella realtà la problematica è ben più ampia ed articolata ed è nostro diritto chiedere di rientrare in tali condizioni a fronte di ben determinate situazioni che hanno a che fare con l’anamnesi familiare o reazioni avverse che si sono verificate in precedenti sedute vaccinali. Vi offriamo un supporto per muovervi in questo ambito.

L’Obiezione
In questa sezione trattiamo l’iter di obiezione di coscienza: le risposte alle lettere di invito alla vaccinazione, i colloqui, la corrispondenza con ASL e Sindaci, la possibile evoluzione dell’iter e le sanzioni amministrative, i ricorsi, il Tribunale dei Minori.

I Motivi che sottendono all’obiezione: alcuni spunti

domenica 18 marzo 2018

I VACCINI FANNO MALE ANCHE AI MILITARI. LO DICE IL PARLAMENTO.

I VACCINI FANNO MALE ANCHE AI MILITARI. LO DICE IL PARLAMENTO.

(Uno Editori, 187 pagine, 12,90 €)  e non riesco a recensirlo. Tanto enorme la massa dei dati sulle  patologie prodotto nei bambini, tanto schiacciante il  capo d’accusa sui profitti oltraggiosi delle farmaceutiche, tanto odiose le prove della complicità anti-umana del governo Gentiloni-Lorenzini che  Pamio raccoglie, che uno finisce per dubitare. Si ha un bell’aver avvertito,  sulla scorta di Marco Della Luna, che la sedicente “democrazia” occidentale s’è mutata in “governo zootecnico”  di popoli che il  potere considerano ormai “superflui”. 

Quando ci si trova di fronte a queste prove anti-umano dominio su masse cieche e irresponsabili (anzi “favorevoli ai vaccini”), una “recensione” non potrebbe che concludersi con un appello alla rivolta di piazza e di strada, con barricate ed armi.  Ovviamente si esita,  anche perché si sa che   a denunciarci alle autorità, e spararci addosso, avremmo  non il  Potere, ma i nostri simili  “favorevoli ai vaccini”  ossia al governo zootecnico mondiale.

Che vale ricordare con Pamio che  l’imposizione obbligatoria dei vaccini a genitori e neonati “sta violando il Codice di Norimberga del 1947  –  enunciato contro le sperimentazioni naziste su cavie umane – che proclama in modo solenne che “il consenso volontario del soggetto è assolutamente necessario” – assolutamente – quando la Lorenzin ha dalla sua i media e oltre metà della popolazione indotta a credere che “i bambini non vaccinati minacciano i vostri all’asilo”  diffondendo epidemie? Importa poco sottolineare  che è noto e comprovato il fatto che quando si iniettano  “troppi”  vaccini contemporaneamente, ciò che si ottiene è il contrario del  proclamato “aumento di anticorpi”: si ottiene il fenomeno  ben studiato della ”paralisi immunitaria”,   dove “l’organismo non produce alcuna risposta immunitaria e rimane per sempre, o tempi molto lunghi, incapace di rispondere immunologicamente  ad esso”.

Rilutto a seguire Marcello Pamio  nella conclusione: “Malattie esantematiche come morbillo, varicella rosolia  sono così pericolose come vengono dipinte?  O sono estremamente importanti per l l’evoluzione fisico-spirituale del bambino –  L’imposizione vaccinale serve per sconfiggere le malattie infettive o per bloccare e impedire l’evoluzione delle coscienze?” .   Rilutto, se vogliamo, per timidezza davanti al Sistema: so che queste asserzioni saranno attaccate come superstiziose,  ridicolizzate come  cospirazioniste  e sepolte  nella fossa del discredito  in cui hanno inumato le scie chimiche.  Dopotutto, Pamio è una  persona privata, e su un tema di cui non so abbastanza come la medicina, si mette contro l’autorità costituita.
Ma che dire quando è – finalmente – una pubblica autorità a  confermare queste accuse.   Parlo delle

“Relazioni e documenti della Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini”, pubblicato il 7 febbraio e reperibile qui:

Ma chi legge una simile  massa? I media mainstream ne  hanno parlato per un giorno a febbraio,  ma limitandosi alla denunci dell’uranio impoverito; e tacendo la vasta sezione dedicata alle  malattie e anche alle morti di soldati italiani causate dalle vaccinazioni: mica si poteva turbare la sperata vittoria elettorale di Gentiloni e Lorenzini.

 

Un gruppo francese ha opposto il rapporto italiano alla UE

Anche il vostro cronista, distratto dalla politica, s’è lasciato sfuggire  questa documentazione. Per fortuna un gruppo francese  di opposizione (anche in Francia Macron ha  imposto dieci vaccini) ha ripreso il rapporto della Commissione italiana per lanciarlo, come  un sasso, contro la Commissione dal nome orwelliano “Ambiente, Sanità pubblica e sicurezza alimentare”  la quale  sta per porre ai voti una risoluzione sulle “Reticenze alla vaccinazione e il calo dei tassi di vaccinazione in Europa”- che sicuramente sancirà una “direttiva”  nel senso della Lorenzin-Glaxo.
La Relazione italiana ha lavorato per 18 anni (all’italiana) sulle cause   di “migliaia” di ammalati (4 mila) e di “centinaia” di decessi di nostri soldati, nostri  figli. Ed ha indicato un rischio significativo di sviluppare cancro e malattie auto-immuni dopo la somministrazione (prescritta dai regolamenti) di “vaccini combinati e multipli” (pag. 156). I  vaccini usati sui giovani adulti militari sono gli stesso usati per i bambini.

Attenzione: il Parlamento e la sua Commissione sono tutt’altro che”No-Vax”.  Anzi cercano  prove a favore. Ma:
La Commissione non ha potuto trovare un solo studio che dimostri la sicurezza dei vaccini combinati (p.154).

I VACCINI e la dissonanza cognitiva. Le raccomandazioni dello Stato!

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Toh, i bambini non vaccinati possono restare all’asilo

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Il 10 marzo è passato. Era la scadenza inserita nella legge 119 sull’obbligo vaccinale e arbitrariamente interpretata da funzionari pubblici e dirigenti scolastici. Molti direttori, infatti, hanno divulgato circolari perentorie avvertendo che, se i bambini non sono stati vaccinati o i loro genitori non riescono a dimostrare di essere sul punto di farlo, non potranno più frequentare i nidi o le materne.
Ma la legge non dice questo (una frase che sarebbe da ripetere come un mantra) la legge non dice questo, la legge non dice questo, la legge non dice questo (…) Giudicate voi, leggendola, qui.

Per chiarezza vi presento il parere di due giuristi, Laura Migliorini avvocato del Foro di Venezia e Daniele Trabucco, professore e Costituzionalista presso Unimed di Milano.
“Nell’agosto 2017 è stato convertito in legge ordinaria dello Stato (119/2017) il decreto 73/2017. Il testo è apparso da subito lacunoso e contraddittorio. Nei successivi mesi ne è seguita una produzione ipertrofica di circolari e altri atti normativi da comprendere. Occorre tener presente che una circolare nasce per chiarire un testo di legge e non per completarlo: una circolare non può introdurre una disciplina non prevista nella legge. 

Il testo stabilisce la data del 10 marzo come termine per consegnare la documentazione sugli obblighi vaccinali. Ma si riferisce all’ipotesi in cui il genitore abbia autocertificato, entro le date del 10 settembre 2017 o del 31 ottobre 2017, le vaccinazioni già eseguite al proprio figlio. 
Significa che la legge riconosce la possibilità, per chi, a inizio scolastico non disponeva del certificato vaccinale, di poter consegnare alla scuola intanto un’autocertificazione con la quale chiarire la situazione vaccinale del proprio figlio.
La data del 10 marzo 2018 rappresenta il termine ‘ultimo’ solamente per chi doveva completare la consegna di questi certificati in base a quanto precisato sopra. 
Va da sé che, laddove un genitore avesse scelto di non vaccinare, per lui non era prevista l’autocertificazione da presentare a inizio anno e neppure l’onere di consegnare altri documenti sullo stato delle vaccinazioni entro il 10 marzo.
Il genitore che ha scelto di non vaccinare, poteva valutare o potrà valutare, al massimo, se sussistono ipotesi di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni oppure chiedere infine un appuntamento all’Asl competente per dare inizio all’eventuale iter vaccinale. 
Questo è ciò che si può ricavare da una lettura testuale della legge 119. Null’altro”.

Eppure. Non si contano le circolari ministeriali o dei dirigenti che parlano di “esclusione dai servizi per chi non è in regola con gli adempimenti vaccinali”. Dal comunicato stampa del ministro uscente Lorenzin dell’ 11 marzo che “vieta l’accesso a nidi materne sino a quando i minori non saranno vaccinati”, all’avvertimento – poi ritrattato – della FISM, Federazione scuole materne che il 6 marzo scorso ha addirittura suggerito di segnalare il minore inadempiente “alla locale stazione di pubblica sicurezza” (circ.12/18).
Poi, però, dopo la diffida del Comilva (Coordinamento comitato italiano per la libertà delle vaccinazioni), FISM ha rettificato che “la scuola dovrà attendere le decisioni che l’azienda sanitaria vorrà assumere”.
Insomma, un ginepraio, un gran guazzabuglio, una legge da Azzeccagarbugli interpretata con circolari in modo punitivo e al di fuori della giurisprudenza.
Ci chiediamo: è possibile che un parlamento voti una legge che non prevede le esclusioni e poi una serie fra circolari e comunicati stampa alzi i toni e inviti ad allontanare i bambini non vaccinati dalle scuole? Ricordiamo che le espulsioni non sono previste per malati di Aids e di epatite. Anche chi ha i pidocchi può andare all’asilo purchè rassicuri di aver fatto almeno un trattamento.

Ecco la risposta dei giuristi:
“L’interpretazione delle disposizioni normative è prerogativa tipica (sebbene non esclusiva) dell’Autorità giudiziaria. Le circolari, anche quando forniscono una lettura uniforme di un testo legislativo, restano atti interni della Pubblica Amministrazione che esprimono un punto di vista della stessa, non costituendo nè fonti di produzione del diritto, nè atti amministrativi.
La stessa Corte di Cassazione, con sentenza delle sezioni unite n. 23031 del 02 novembre 2007, ha chiarito che la circolare non può varare norme, non può imporre e non può proporre deroghe alla legge.
Del resto, ammettere nelle circolari opinioni interpretative dell’amministrazione con vincoli, equivale a riconoscere all’amministrazione stessa un potere legislativo in conflitto con la Costituzione vigente che lo assegna alle due Camere (art. 70 Cost.) e, in casi particolari, al Governo della Repubblica (art. 76 e art. 77, comma 2 e 3, Cost.).”
Circolari in conflitto con la Costituzione. Circolari in conflitto con il potere legislativo. Se ne deduce che i bambini non vaccinati possono restare all’asilo, anche per la legge 119.



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Nota: Come si può notare negli art. 3 e 5 della Legge 119/2017 si può (non dico potrebbe perchè è stato uno strumento già usato) evitare l’esonero dalla scuola per i bambini 0-6 anni (nidi, scuole materne), infatti se ci si attiene alle prescrizioni di cui all’art.3 presentando anche una semplice dichiarazione di omissione delle vaccinazioni nei termini previsti la decadenza dell’iscrizione scolastica viene elusa.

Stralcio degli art 3 e 5 della L 119/2017.
Art.- 3. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi di cui al comma 2, i dirigenti delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie invitano i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati nei suddetti elenchi a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente.
Art. - 5. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3 nei termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione…

lunedì 12 marzo 2018

Dr Claudio Colombo: e se la teoria dei microbi fosse sbagliata?

Dr Claudio Colombo: e se la teoria dei microbi fosse sbagliata?

Interessantissima esposizione del dr Claudio Colombo, omeopata,  che avanza il dubbio:  e se la teoria dei microbi fosse sbagliata? Non è il solo a sospettarlo, come già presentato in altri articoli su questo sito.
Una mia riflessione: la realtà non è “fissa” ma mutevole, come appare anche dall’opera dei microrganismi nel nostro corpo, come leggiamo nel seguito, che mutano, a seconda delle condizioni. Non esiste, quindi non siamo, materia solida, come la ricerca quantistica postula da decenni. L’uso del dispositivo SCIO, è una pratica molto utile per comprenderlo ed esperirlo. 

dr Claudio Colombo
Uno dei padri fondatori della “Teoria dei Germi della Malattia” fu il chimico francese (e non medico) Louis Pasteur. Il concetto da lui codificato, e cioè che i batteri sono la causa di malattie specifiche, è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 1800 in Europa e poi nel mondo intero.

Tale teoria ovviamente fu accolta a braccia aperte dall’establishment medico-scientifico e dal nascente cartello farmaceutico che si stava organizzando attorno all’Associazione dei medici americani (A.M.A.), perché diede origine non solo alle vaccinazioni di massa ma anche allo sviluppo dei farmaci di sintesi.

Analizzando l’evoluzione delle teoria microbica è doveroso inquadrarla nella sua giusta prospettiva filosofica e porla nel contesto di filosofia biologica che dominava in quel periodo. Il XIX° secolo fu infatti il secolo del grande sviluppo scientifico, nel quale avvenne il grande capovolgimento delle idee sulla malattia, la salute, la guarigione, la biologia stessa. Fu il secolo per esempio della teoria evoluzionistica di Charles Darwin.
Di conseguenza quando il francese Louis Pasteur e il tedesco Robert Koch fecero la loro comparsa con la teoria dei microbi, avvenne la perfetta fusione con la filosofia biologica: nacque il germe maligno che invadeva il corpo, annientava le difese, si moltiplicava nei tessuti, proliferava, causava infezioni, malattie e distruggeva alla fine l’organismo. Cosa può desiderare di più una medicina sintomatica basata su una velenosa e tossica farmacopea, sempre più nelle mani delle lobbies?
E le case farmaceutiche possono desiderare qualcosa di meglio, di malattie provocate da un “essere” non visibile ad occhio umano che può essere ucciso solo da veleni chimici?

Secondo la batteriologia moderna, i microbi sono ovunque, onnipresenti, vivono costantemente assieme a noi e dentro di noi. Viviamo tra loro, siamo totalmente e completamente dipendenti dai batteri. Sono con noi dalla nascita alla morte.
Se analizzassimo al microscopio una qualsiasi sezione del corpo, la pelle, le membrane mucose, le cavità, ecc. vedremmo milioni di questi microrganismi: il tratto gastrointestinale del neonato, per esempio, non presenta batteri, ma nel giro di qualche ora se ne riempie. Quindi i batteri costituiscono una realtà positiva e non possono essere la causa della malattia, almeno non nel senso convenzionale del termine: possono complicare certamente le malattie, ma non ne sono la causa! La vita senza batteri sarebbe impossibile su questo pianeta: agiscono infatti da “spazzini” riducendo la struttura molecolare complessa in una più semplice, operano fenomeni di scissione.
Nel terreno i batteri fissano l’azoto presente nell’aria e lo convertono in nitrato necessario per l’assorbimento delle piante che poi grazie a questo potranno fornire le importantissime proteine vegetali… L’essere umano assimila le sostanze nutritive (vitamine, minerali, oligoelementi) che sono alla base della vita, contenute negli alimenti, perché il nostro intestino contiene circa 120000 miliardi di microrganismi (la cosiddetta “flora batterica”). I batteri, come è stato detto prima, fungono da veri e propri “spazzini” che riducono i tessuti morti o malati e non hanno alcuna influenza invece sui tessuti e sulle cellule vive! Il fatto che i microbi siano incapaci di penetrare i tessuti sani dovrebbe illuminarci sul fatto che qualunque sia il ruolo che giocano i batteri nella produzione di alcuni tipi di malattia, sono sempre fattori secondari e mai primari. Non possono annidarsi nell’organismo, se non quando questo è stato sufficientemente alterato da altre cause per permettere questa intrusione.

I batteri non sono la causa della malattia, anche perché dal punto di vista igienistico, la malattia non è qualcosa che arriva dall’esterno o che è provocata da qualcosa, è un processo biologico che viene messo in atto dal corpo stesso, con l’obiettivo di eliminare le tossine che stanno inquinando pericolosamente l’organismo stesso. Tutto questo lo aveva scoperto un contemporaneo di Pasteur, il francese Antoine Bèchamp. Questo batteriologo fece delle scoperte così straordinarie che “giustamente” vennero dimenticate dalla scienza proprio perché quest’ultima ha appoggiato in toto Pasteur.

Bèchamp ha spiegato il processo della fermentazione per quello che è: un processo di digestione di microrganismi; è stato il primo a descrivere il sangue non come liquido ma come tessuto fluente. Bèchamp ha scoperto i microzimi (chiamati anche somatidi) e che i germi, sicuramente sono il risultato e non la causa della malattia. Ma nelle Università si studia Pasteur e non Bèchamp…

I microbi mutanti
Intorno agli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, il dottor Royal Raymond Rife con il microscopio che prese il suo nome, ha dimostrato che i germi sono il risultato delle malattie e non la causa. Ma non si limitò a questo, perché riuscì a dimostrare la capacità dei microrganismi di modificarsi dal livello (o forma) di batterio a quello di fungo per giungere all’ultimo stadio: la muffa.

Il dottor Rife identificò ben 10 famiglie nello spettro dei microrganismi, all’interno delle quali, un membro qualsiasi poteva trasformarsi in qualcos’altro a seconda del terreno biologico. Quindi i batteri sono in grado di operare mutazioni in presenza di talune condizioni interne dell’organismo e infatti, ricerche scientifiche hanno dimostrato che cambia prima l’organismo e secondariamente i batteri.
In Scozia nell’Università di Edimburgo per esempio, attraverso l’osservazione di pazienti è stato dimostrato che la flora batterica cambiava nel giro di poche ore parallelamente allo stato di salute del paziente stesso. Nel giro di minuti o qualche ora i batteri dentro e sul corpo si trasformavano proprio per il cambiamento verificatosi all’interno dell’organismo.

Dai somatidi ai virus?
Dal punto di vista biologico i virus non soddisfano i requisiti che deve possedere un organismo vivente: non respirano, non digeriscono e non hanno alcun metabolismo. Sono semplicemente delle molecole di DNA (informazione) ricoperte da una membrana proteica. Quindi biologicamente parlando i virus non sono esseri viventi, non possono interagire con le cellule vive, ma solo con quelle morte.
Parlare quindi di “virus vivo” o di “virus morto” è un falso biologico. Quando invece sentite parlare di “virus attenuati” (come nel caso dei vaccini) sappiate che l’attenuazione si ottiene ricoprendo la proteina tossica (cioè il virus) di formaldeide che è già di per sé una sostanza cancerogena.

Con il suo microscopio il dottor Rife dimostrò che nel sangue di ogni essere vivente vi sono dei piccoli puntini chiamati “somatidi” o “microzimi”. I somatidi sono microscopiche forme di vita subcellulare in grado di riprodursi. Se l’ambiente che circonda le cellule, cioè il terreno biologico, diventa acido, inquinato dalle tossine, questi puntini si legano tra loro e si modificano in virus, batteri o funghi a seconda della situazione. Il loro lavoro, come abbiamo visto, è quello di ripulire il terreno dai tessuti morti e inquinati. Se invece il terreno biologico è alcalino, i somatidi non si trasformano e i batteri non possono proliferare.
Tratto da: thelivingspirits

sabato 3 marzo 2018

Guarigione naturale da ipotiroidismo di Hashimoto

GUARIGIONE HASHIMOTO CON CRITERI DA APRIPISTA
LETTERA
GUARIGIONE DA IPOTIROIDISMO
Gentile Valdo, anche se lei non mi conosce io le scrivo per ringraziarla perché grazie alle sue tesine ed alle sue informazioni libere ho potuto seguire un percorso di guarigione e di felicità. Nel 2010 mi avevano diagnosticato un ipotiroidismo con Hashimoto, dopo essermi svegliata una mattina con mal di gola e collo e un gozzo, con Tsh a 22. Quel gozzo in realtà mi salvò da alcuni anni di stanchezza, ansia e mente annebbiata, perché grazie ad esso ho iniziato a capire cosa mi stava succedendo. Avevo spinto me stessa troppo oltre, piena di problemi che non riuscivo ad affrontare e stress dovuti allo studio e al lavoro.
VANI TENTATIVI RIMEDIALI CON EUTIROX E TIROIDE SECCA
Ero anche provata da dispiaceri, con mia madre malata di tumore da 20 anni, aggravato da recidive al cervello, ma anche dal mio fisico che non voleva andare avanti, e procedeva come lei dice “col freno a mano tirato”. Ho iniziato a prendere l’Eutirox che, seppure all’inizio mi ha dato un po’ di carica, non riuscivo ad accettare perché sapevo che non stavo guarendo ma solo agendo sul sintomo e non sulle cause reali. Non vedendo cambiamenti ho provato a prendere la tiroide secca, ma ero sempre più intenzionata a voler cambiare, ed è lì che ho iniziato a leggere dal suo blog le sue tesine riguardo alla tiroide, e poi al cibo in generale e a come il corpo guarisce da sé a patto di essere ascoltato.

NETTO CAMBIAMENTO ALIMENTARE IN LINEA CON LIBRI E TESINE
Ho anche letto i suoi libri e pian piano ho iniziato a cambiare il modo di mangiare, iniziando prima col crudo e poi col cotto, cominciando a bere nella maniera corretta ed eliminando quei cibi tossici che mi danneggiavano. Non ho mai amato la carne, né i formaggi ma ero amante del latte vaccino sin da piccola. Da adolescente ne bevevo un litro al giorno e difatti soffrivo di acne e costipazione. Così ho deciso di togliere qualsiasi proteina animale. Ho mangiato prevalentemente crudo, con aggiunta di non troppi cereali o legumi, semi e noci. Ho eliminato nel contempo anche il caffè.

TOTALE TRASFORMAZIONE DAL 2010 AD OGGI
Dal 2010 ad oggi, ad un anno e mezzo senza nessun ormone sostitutivo, posso dire felicemente che i miei valori della tiroide sono perfetti, con un Tsh a 2,56 e con una forza incredibile oltre ad una mente serena e che riesce a concentrarsi senza problemi, oltre al fatto di essere riuscita a far scendere completamente gli auto-anticorpi.

ESPRIMO LA MIA GRATITUDINE VERSO LEI E L’IGIENISMO
Ringrazio Dio poiché avendogli chiesto una via di guarigione Lui me l’ha data, dicendomi però di trattare il corpo, che Lui mi ha donato davvero come un tempio, e dirigendomi verso l’igienismo tramite le sue tesine e le sue informazioni.
Per questo le sono grata, perché è disponibile a condividere il suo sapere con altri e senza lucro!!

I MEDICI CON ME HANNO COMPLETAMENTE SBAGLIATO
Per stare bene bisogna indagare dentro se stessi e capire davvero la causa di una malattia ed affrontarla per potersi migliorare ogni giorno.

l suo blog mi ha dato speranza, quella speranza alla quale ho dovuto aggrapparmi da sola con Dio poiché i medici erano sempre perplessi sulla guarigione e preferivano sempre darmi la pastiglia.
Sentirmi dire “la tiroide e il cibo non hanno nulla a che vedere” e poi trovarmi qui, ora a stare così bene proprio grazie ad un cambiamento radicale di stile di vita e di alimentazione, direi che hanno completamente sbagliato!!

MI PARE GIUSTO OFFRIRE AL PUBBLICO QUESTA MIA ESPERIENZA
Le scrivo non solo per ringraziarla ma anche affinché questa mia testimonianza possa essere di aiuto a chi è in una situazione di malattia e ha bisogno di incoraggiamento e di speranza. Dio mi ha certamente guarito e mi ha indicato la giusta via.
Dio guarisce ma vuole che anche noi facciamo la nostra parte, che ci ravvediamo sia sul piano spirituale che su quello pratico o materiale. Come predico il vangelo di Cristo, ora predico anche la giusta alimentazione poiché Dio vuole che trattiamo il nostro tempio con amore e rispetto e perché Lui ci ha creati in maniera stupenda!! Ancora grazie!!
Jennifer
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RISPOSTA
I CASI DI AUTOGUARIGIONE SONO REGOLA E NON ECCEZIONE
Ciao Jeniffer. Ammirevole la tua decisione di condividere coi lettori del blog la tua personale esperienza. Ogni giorno mi arrivano per telefono o per altre vie segnali dai toni simili, facendomi capire che non si tratta affatto di casi rari e sporadici, ma di punte di iceberg che affiorano da un vasto fenomeno sommerso.

LA GENTE SI SOTTOVALUTA E NON SFRUTTA LE PROPRIE RISORSE
Tutti guariscono a patto di credere fortemente in se stessi e a patto di applicare con coerenza le regole o le leggi stabilite da Madre Natura, e a patto che una serie di circostanze negative non prendano il sopravvento.

L’organismo si impegna con tutte le sue forze per eliminare le scorie e per rimettersi sui giusti binari. Il corpo non va mai contro se stesso, purché rispettato, purché lasciato fare, purché non sottoposto a invasività, a pregiudizievoli interferenze, a frettolose sentenze negative, purché assistito, nei casi di reale emergenza, da cure mediche opportune ed adeguate.

Il fatto è che troppa gente non conosce se stessa e si sottovaluta, sciupando le sue preziose risorse. Non si rende conto che il pensiero è una forza formidabile, più potente del magnetismo, dell’elettricità e della gravitazione messe assieme. Non si rende conto che la mente umana è una scintilla dell’onnipossente coscienza universale, una scintilla della coscienza divina.

OCCORRE CREDERE MA CON GRANDE INTENSITÀ
Come racconta Paramahamsa Yogananda in Autobiografia di uno Yogi, ai suoi esordi stava male con problemi di stomaco e di sottopeso. Era tormentato da pensieri negativi e da brividi di paura. Decise di recarsi da Lahiri Mahasaya, il suo Maestro di Benares, India Meridionale. “Maestro, se credo di star bene e di riacquistare il mio peso, ciò può davvero avvenire?”. “Potrei provarti che qualsiasi cosa ragionevole tu credessi con grande intensità, si avverrebbe all’istante”, gli rispose il Saggio. E fu proprio questo che accadde.

ASSAI DIVERSE SONO LE CURE MEDICHE
Se invece vai da qualcuno che ti rifila dei vaccini o dei farmaci solo per adeguarsi a degli obblighi elaborati ed imposti da un Regime Sanitario Arrogante e Dogmatico, secondo criteri schematici ed innaturali nei quali tu stesso nutri giustificati dubbi, sarà molto difficile che tu ne abbia reale e stabile giovamento.

MICIDIALE BRODO COME COSTANTE IDEOLOGIA OSPEDALIERA
L’odioso vizietto del brodo di manzo e di gallina negli ospedali, lo spiccato intreccio di interessi e di ideologie con macelli, salumerie e vivisezioni caratterizzano da sempre le tendenze della medicina. Pretendere sensibilità animalistica e spiritualità interspecista da chi va a scuola di anatomia e di sezionamento cadaveri potrebbe essere utopia.

EPPURE LE VERITÀ AUTENTICHE TRAPELANO SPESSO DALLE STESSE FONTI SANITARIE

lunedì 26 febbraio 2018

Scie chimiche: “A Malpensa tutti lo sanno ma nessuno parla”

Scie chimiche: “A Malpensa tutti lo sanno ma nessuno parla”

Aerei fantasma che spengono il Transponder e spariscono dai radar passivi delle torri di controllo. Voli civili che di colpo, varcato lo spazio aereo italiano, vengono configurati come voli militari. E ancora: velivoli che da qualche anno vengono caricati in modo anomalo, con i bagagli non più nelle stive di coda. Ma soprattutto: aerei che, una volta a terra, perdono liquidi strani, da misteriosi tubicini, appena il loro contenuto si scongela.

Scie chimiche? Ebbene sì. Ne parla, in una clamorosa video-denuncia, un operatore aeroportuale di Milano-Malpensa. Si chiama Enrico Gianini, e sa che le sue dichiarazioni potrebbero costargli il posto di lavoro. E’ addetto al carico e scarico dei bagagli sugli aerei di linea. Si è convinto che i jet emettano scie chimiche, probabilmente miscelando acqua “addizionata” con cristalli minerali.
Accusa: tutti sanno, a Malpensa. «Piloti, controllori di volo, meccanici. Persino la polizia aeroportuale». Tutti sanno, ma nessuno parla.

Dice: ci sono di mezzo i servizi segreti, si rischia grosso. Premette: «Voglio fare un appunto a chi vedrà questo video e vorrà portarmi in tribunale. Noi lavoriamo 8 ore al giorno sotto quegli aerei. Siamo immersi in un bagno chimico, non sappiamo neanche di che cosa si tratta». Avverte: «Se qualcuno viene fuori con qualsiasi minaccia giuridica, io vi metterò in condizioni di dover spiegare, a tutti gli aeroportuali e al popolo italiano, come mai i vostri aerei sversano sostanze chimiche sul piazzale senza permesso. Non mi interessa il cielo: basta solo il piazzale».

Gianini lavora a Malpensa dal 1998. Nella questione è “inciampato” tra il 2004 e il 2005, prima ancora che Alitalia trasferisse la flotta a Fiumicino. «Ho cominciato a vedere che le scie erano davvero tante. Troppe. Chiedevo spiegazioni, in aeroporto, ma mi dicevano che il traffico era aumentato. La logica era: più aerei, più scie». Via web, contatta Rosario Marcianò, gestore del sito “Tanker Enemy” che documenta la presenza di scie anomale nei nostri cieli. «Ho cominciato a non dar retta più ai meccanici», racconta Gianini, nel video, caricato su YouTube. «Le loro spiegazioni erano prive di riscontri logici». Sugli aerei, spiega, ci sono speciali condotti per lo scolo delle acque di condensa che si formano tra i piani mobili delle ali. Sono posizionati in vari punti, soprattutto vicino ai reattori. Possono servire a convogliare l’acqua e i vapori dell’olio. «Spiegazioni che all’inizio avevo preso per buone», ammette Gianini. «Ma i cieli erano sempre più pieni di scie bianche». Un giorno, sulla piazzola di servizio arriva un Boeing 767 di una compagnia charter. «Su tutti e due i motori, all’interno, di fronte alle pale delle eliche del reattore, avevano installati dei Tubi di Pitot. Un accrocchio quasi artigianale, certo non una cosa uscita dalla fabbrica. E su quell’aereo ne ho trovati mi pare 4, di diverse misure e altezze». Una stranezza, che all’operatore non sfugge: a che servono, quei tubi?
Si stupisce, Gianini, che i tecnici controllino il consumo delle pale dei reattori, sugli Airbus 321, nella parte più vicina alla carena. «Mi si è accesa la lampadina: mi son ricordato dell’aereo che m’era arrivato in piazzola qualche settimana prima», il Boeing 737. «Guardo nel reattore e vedo due protuberanze, che loro dicono essere dei sensori antincendio del reattore. Ma non ha senso, perché l’antincendio dovrebbe essere nel corpo centrale del reattore, non sulle pale esterne. E il sensore cosa deve misurare? Lì l’aria passa a velocità allucinanti…». Il tecnico si allontana dall’Airbus, e Gianini ha via libera: «Metto la mano dietro questo sensore e sento tre buchi, larghi sui 6-7 millimetri. Allora, da lì ho detto: forse Rosario Marcianò ha ragione». Dai filmati su YouTube, l’operatore scopre che le scie bianche fuoriescono dai motori, in due punti ben distinti: uno sopra e l’altro sotto. «Torno a esaminare i motori sul piazzale. Sotto c’è davvero lo scarico dell’olio. Ma non c’è una legge che mi impedisce di far passare nello scarico dell’olio un’altra sostanza. Quindi: il buco c’è, e da lì esce qualcosa che non è olio, perché sui filmati si vede».

Poi ci sono i famosi scoli dell’acqua, che ricevono i liquidi di condensa, oppure la pioggia: acqua che l’aereo scarica dai piani mobili delle ali. «Solo che, per capire se esce qualcosa da quei tubicini, dovevo trovare delle giornate dove le condizioni meteo fossero state tali da non causare condensa col carburante residuo all’interno dell’ala». Funziona così: «L’aereo vola, il carburante raggiunge temperature sotto zero, poi atterra in una zona calda. Si forma della condensa, corre sull’ala e viene intercettata da questi tubi e scaricata». Esce liquido, d’accordo, ma non è la prova di niente. «Un giorno – racconta Enrico Gianini – mentre scarico un aereo proveniente da Londra, subito dietro arriva il “Charles de Gaulle”», volo proveniente da Parigi, 5 minuti dopo. «Il Londra grondava di brutto. Giornata serena, senza una nuvola, e veniva giù di tutto. Ho detto: ma dove l’ha presa, tutta quest’acqua? Per salutare un collega, sono passato sotto il “Charles de Gaulle”, che aveva fatto praticamente la stessa aerovia. Il “Charles de Gaulle” era asciutto».
Rilevare lo sgocciolamento di quei tubi è difficile, sostiene Gianini, perché – immagina – quello «è un lavoro che viene fatto in pressione, quindi il liquido non cola fuori ma viene spinto fuori e nebulizzato». Un gocciolamento lieve, una volta a terra, con poco materiale reperibile. «Ma in questo caso mi sono venuti in aiuto i tecnici», racconta. «Perché gli aerei, in quegli anni, non spruzzavano abbastanza. Allora hanno cominciato a trovare diversi sistemi, diversi uno dall’altro, da provare sul campo.
Stiamo parlando di una tecnologia che non è stata progettata ad hoc per fare questo tipo di lavoro. E’ stata ingegnerizzata sul campo, a partire dal 2000», modificando cioè gli aerei in servizio. Oggi invece «escono già dalla fabbrica “a posto”, con tutti i i mezzi per fare questo tipo di lavoro: Airbus, Boeing, tutti. Ma siccome non è stato progettato, quel sistema lì, ha una falla. E quella falla mi ha permesso di reperire dei campioni», rivela Gianini. «Quando hanno aperto i buchi sotto la fusoliera degli Airbus, anche dei Boeing ma specialmente degli Airbus, non hanno calcolato (questa è la mia opinione personale) che nei tubi dove correva questo liquido potevano esserci dei fenomeni di congelamento. Poi quando l’aereo atterra il ghiaccio si scioglie, ed esce il liquido. E quindi ne abbiamo recuperato abbastanza per poter capire di che cosa si trattava».

Il liquido che fuoriesce da quei tubi, dichiara Gianini, «è una soluzione acquosa con dentro dei cristalli minerali». L’operatore aeroportuale si domanda «come facciano a caricare le polveri», perché invece l’acqua viene caricata in aeroporto: ogni velivolo ne accoglie «centinaia di litri». Deduzione: «Mi viene da pensare che loro carichino solo la polvere, che poi verrebbe miscelata addirittura a bordo. Questo – aggiunge – spiegherebbe anche la sindrome aerotossica: se quel sistema va in default, si rischia l’intossicazione del personale e dei passeggeri». Il problema, aggiunge, gli si è ripresentato sotto un’altra forma: la strana modalità di carico di bagagli e merci.

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