mercoledì 5 novembre 2014

Guarigione da sclerosi multipla con la cannabis terapeutica



Malata di sclerosi multipla guarisce grazie a Bedrocan:la cannabis terapeutica

Di seguito la testimonianza, giunta a noi attraverso un commento, di una ragazza malata di Sclerosi multipla. Si tratta di uno dei cinque pazienti dell’ospedale di Casarano che stanno sperimentando la somministrazione del Bedrocan, nome medico della Cannabis Terapeutica. “Da quando ho cominciato a usarla, sono rinata”, scrive. Testimoniando il valore che la terapia assume nel miglioramentodella qualità della vita di chi si trova a combattere la difficile battaglia contro la malattia.

Gentile Redazione,
Mi chiamo Lucia,30 anni e vi scrivo dalla provincia di Lecce. Undici anni fa mi fu diagnosticata la Sclerosi Multipla. Vi scrivo in seguito al clamore suscitato dopo i vostri servizi sulla Cannabis Terapeutica che viene somministrata dall’Ospedale Ferrari di Casarano (LE). Al momento sono seguita dal centro SM dello stesso ospedale direttamente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. Io sono una dei 5 “pazienti fortunati” che sta assumendo il Bedrocan (infiorescenze essiccate di Marijuana) con miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura, nei tremori, nei dolori, negli spasmi muscolari, nella rigidità, nell’appetito, nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita.

Sono sempre stata una ragazza attiva, vivace e con la testa sulle spalle, fino a quando non mi è stata diagnosticata questa malattia che ovviamente ha condizionato ogni fase della mia vita. Nei vari anni ho provato tutti i farmaci convenzionali e non che vengono prescritti a coloro che si trovano nella mie condizioni: vari tipi di interferone, antidepressivi, antiepilettici, miorilassanti, immunosoppressori, vitamine, integratori… e chissà quanti altri.. 
Nel 2008 ho fatto un viaggio ad Amsterdam per testare personalmente le migliori varietà consigliate per la Sclerosi Multipla… ed è lì che ho potuto testare su di me gli effetti benefici della cannabis. A fine maggio di quest’anno,il centro SM dell’Ospedale Ferrari di Casarano,seguito dai dottori Pasca e De Masi, mi ha prescritto la prima ricetta per l’erogazione del farmaco: Bedrocan (a base di infiorescenze).
Prima di arrivare a questo farmaco però il protocollo prevede l’utilizzo di vari altri farmaci (miorilassanti etc.) che anziché calmare i dolori e gli spasmi, su di me non facevano altro che aumentare questi sintomi (per non parlare poi degli effetti collaterali di questi e di tutti gli altri farmaci che ho provato). Come ultima spiaggia, visto che non sto bene con nessun farmaco e visto che la regione Puglia ha approvato la cannabis terapeutica, sono stata ricoverata 6 giorni (come da protocollo) per iniziare questa nuova terapia (seguita sempre e costantemente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi).

Sono arrivata in ospedale che ero costretta a star seduta su una sedia a rotelle ormai e mi preparavo all’idea di doverla utilizzare per il resto della mia vita
Dopo 2 giorni di ricovero ho cominciato a bere tisane con la marijuana (somministrate in tre orari diversi della giornata). Il terzo giorno sono resuscitata (per richiamare una citazione delle “Sacre Scritture”). Sono infatti riuscita a lasciare la sedia e iniziare piano piano a camminare nuovamente sulle mie gambe (seppur con un aiuto affianco), avendo così la certezza che tale farmaco è l’unico in grado di sollevare oltre all’umore anche il mio fisico. Sono stata dimessa e mandata a casa con 6 confezioni di Bedrocan sufficienti a trascorre un mese di vita “normale” e ogni mese vado tranquillamente in farmacia (quella dell’Ospedale) a prendere il farmaco (previa ricetta del neurologo).
A questo punto la mia richiesta è semplice. Voglio dare la mia testimonianza di paziente affetta da una malattia gravemente invalidante, trentenne, nel pieno della vita… che ha trovato finalmente un sollievo alle sue sofferenze grazie al Centro SM di Casarano e all’enorme lavoro svolto da tutta l’equipe dei dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. Conosco perfettamente l’iter burocratico che bisogna affrontare affinchè questo farmaco possa giungere ai pazienti che attendono per mesi e mesi,in preda ai dolori e a sofferenze inimmaginabili. Un percorso esageratamente impervio,sia per i malati che per i medici.

Sarebbe fantastico informare tutti coloro che potrebbero usufruire di questo “farmaco” e soprattutto fare in modo che i centri come quello di Casarano abbiano più riflettori puntati addosso in modo da far emergere tutte le ottime attività che vengono svolte quotidianamente in favore dei pazienti affetti da questa e altre serie malattie. Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa “battaglia”. Ci hanno donato la “libertà di cura”… e scusate se è poco.
Lucia

lunedì 3 novembre 2014

Argento colloidale - Proibire le medicine alternative, in vista della pandemia programmata


PERCHÉ VIETANO LE MEDICINE ALTERNATIVE PERCHÉ NON VOGLIONO IL RISVEGLIO DELLE VERE CURE


Proibire, in vista della pandemia programmata

Argento Colloidale represso in Norvegia
Tutto il mondo sa che la vitamina C, la vitamina D e l’argento colloidale rafforzano e proteggono il sistema immunitario, ma la polizia norvegese le hanno sottoposte a restrizione, assieme ad altri prodotti naturali.
In Norvegia la paura della popolazione continua a crescere in maniera esponenziale in vista della nuova possibile mutazione del virus dell’influenzale H1N1. A questo scenario di paura collettiva se ne è ora aggiunto un altro ancora più inquietante: i mezzi di comunicazione norvegesi hanno riferito di irruzioni della polizia presso i fornitori di prodotti medicinali alternativi; vere e proprie incursione pianificate contro laMEDICINA ALTERNATIVA”.
Nessuno riesce a comprendere come mai le autorità abbiano imposto queste simili restrizioni visto che sono molto note le virtù benefiche delle VITAMINE e dell’argento colloidale; queste sostanze hanno dimostrato la loro efficacia ad un prezzo competitivo.

Da alcune indiscrezioni pare che il governo norvegese stia cercando di “proteggere” i cittadini affinché non scelgano protocolli terapeutici alternativi che non garantiscono – sempre secondo le autorità – sufficiente protezione contro i virus mutanti. È evidente che i governanti voglio convincere i norvegesi, privandoli delle “medicine alternative” e quindi con la forza, a vaccinarsi con un cocktail velenoso a base di mercurio, squalene ed altre sostanze chimiche estremamente dannose, un vaccino che non è stato neppure testato ufficialmente.
Provate ad indovinare perché non è stato testato. Che risultati potevano scaturire da un simile miscuglio di veleni ?
Da indiscrezioni sembrerebbe che anche in certe zone della vicina Italia l’argento colloidale non sia più reperibile in alcune farmacie, neppure facendo richiesta presso i loro fornitori. Sarà un caso?
La NASA, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, raccomanda l’argento colloidale ai suoi astronauti perché si è scoperto che è UNO dei modi più efficaci per prevenire le malattie e la creazione di organismi virali di ogni tipo.
Incrementare i livelli di vitamina C e D significa rafforzare il sistema immunitario. E questo certe lobby norvegesi lo sanno!
Fonte: theflucase.com

Avevo scritto tempo fa un articolo proprio per diffondere le proprietà di questo fantastico preparato, totalmente NATURALE…

Con L’ARGENTO VIVO addosso

IMPROVVISAMENTE APPARSA SUL SITO DI TGCOM 24

questa notizia che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia:
http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/articoli/1101564/l-argento-potenzia-gli-antibiotici.shtml
Seguo questo argomento da un paio d’anni e aspettavo il momento in cui Big Pharma, a fronte di un dilagare a macchia d’olio delle informazioni sull’argento in FORMA colloidale metallica, ottenuto tramite procedimento elettrolitico, sarebbe balzato agli onori delle cronache mainstream in questo modo.
Un modo strategicamente molto interessante dal punto del profitto: il SOLO che interessi questo settore, che ricordo essere il primo per mole di affari nel Mondo, superiore a quello dell’industria del petrolio.
Premetto, per chi non ne abbia mai sentito parlare che l’Argento colloidale elettrolitico è il miglior antibiotico, antivirale, anti-flogistico, immuno-audiuvante che esista, oltre ad avere una serie di altre preziose caratteristiche che  vanno dal cicatrizzare i tessuti in un terzo del tempo e senza esiti, lenire arrossamenti, bruciature, eczemi, micosi…perfino la PSORIASI.
Esiste una nutrita letteratura scientifica pubblicata, quasi interamente in inglese, al riguardo.
Questo preparato olistico è ben conosciuto da tempo. I medici sanno cosa è capace di fare, come sappia sostituirsi ad un antibiotico, soppiantarlo, surclassarlo e compiere il lavoro della molecola di sintesi in metà tempo, senza controindicazioni ed effetti collaterali.
Senza contare che oramai sono tantissimi i batteri antibiotico-resistenti a causa della dissennata somministrazione che se ne fa, indebolendo in modo pericoloso il nostro sistema immunitario e rendendo assuefatti i batteri a questo “contatto” costante con il farmaco chimico.

MENTRE INVECE
questi batteri temibili non resistono affatto all’Argento Colloidale (per brevità e convenzione lo si definisce spesso “AC”), vengono distrutti in poche ore, l’Argento in FORMA di particelle nanometriche  di pochi micron di diametro li riconosce dalla costituzione della loro membrana cellulare, la penetra impedendo a queste cellule di riprodursi e di respirare (ogni cellula, anche virus e batteri, sopravvivono grazie al sistema respiratorio che avviene nel citoplasma, attraverso i mitocondri)
Ecco un esempio su parameci di grandi dimensioni in contatto con AC a bassa concentrazione
Il tempo è reale….

Qui potete invece assistere all’esplosione vera e propria di un battere, aggredito dalle particelle di argento colloidale.

Come leggete nella breve nota di TGCOM 24, si racconta poco e in forma stranamente incompleta dell’AC
Per prima cosa, non si specifica di che tipo di Argento si tratti, pur sostenendo che molti studi scientifici pubblicati hanno DATO dimostrazione che esso potenzi FINO A 1000 VOLTE, l’azione del normale antibiotico. Niente di MENO?!
SIAMO D’ACCORDO
che l’Argento come l’Oro (si ottengono colloidi potentissimi anche dal’Oro, con altra efficacia, su altre patologie) siano metalli NOBILI ed INERTI. Che ci si fabbrichino spazzolini da denti per l’igiene orale, che si inseriscano nei cerotti per i dolori articolari e muscolari, che per anni siano stati utilizzati per ricostruire i denti o per le otturazioni (molto meglio di qualsiasi malgama al mercurio!)…Ma non vi sembra strano?
“Argento”…non una specifica in più….e per una dimostrazione così evidente, addirittura pubblicata da ScienceMag, uno dei DATABASE più quotati per le Scienze Mediche e la Ricerca.
http://stm.sciencemag.org/content/5/190/190ra8
E allora ve lo diciamo noi di che argento si tratta. Ne esistono di vari tipi, ma quello che ha dimostrato l’efficacia maggiore è senz’altro…

L’ARGENTO COLLOIDALE ELETTROLITICO METALLICO

a diverso grado di concentrazione in acqua pirogena (un’acqua estremamente pura, completamente priva di sali).
Io lo assumo a 10 ppm (ossia 10 particelle di argento caricate elettricamente per litro d’acqua, una concentrazione già efficacissima, sebbene così rarefatta, non serve affatto assumerne di più potenti)
In secondo luogo TCOM 24 paventa la tossicità dell’Argento, generalizzando inspiegabilmente e giustificando l’uso che dovrebbe essere riservato SOLO alla chimica farmaceutica industriale (mi raccomando, non facciamoci sfuggire il business!), ed eccone una prova scientifica:
http://amsdottorato.cib.unibo.it/2254/1/BREGOLI_LISA_TESI.pdf
Questa tesi recente, discussa presso l’Università di Bologna per un dottorato di  ricerca, testimonia come la somministrazione di AC anche ad alta concentrazione, in quantità ingenti, quasi a livello di bevanda, non abbia lasciato alcuna traccia nel midollo e nei tessuti delle cavie, non si sia depositato affatto e sia stato smaltito dagli organismi in modo perfetto, dopo aver svolto il suo ruolo egregio.

QUINDI
non lasciatevi spaventare dalle dicerie relative all’Argiria, la malattia da intossicazione d’argento che rende la pelle “blu”. Quella può occorrere bevendo litri, per anni, di soluzione concentrata di Sali d’argento in acqua (cosa completamente differente dall’Argento colloidale, che non usa nitrati, non si produce in acqua normale, è in forma nanometrica e si assume in gocce…non esiste un SOLO caso di argiria da colloidi di argento documentato o documentabile)
Inoltre, tanto per sfatare questa menzogna messa in giro proprio per dissuadere dall’uso dell’AC, l’argento in colloidi ha un’AZIONE CHELANTE potentissima, ossia cattura i metalli pesanti presenti nel nostro organismo, che esso non ha possibilità di smaltire, patendone i gravi effetti da accumulo negli anni, e facilita la loro eliminazione attraverso le urine.
La verità è che l’Argento è un elemento NATURALE, che NON PUO’ ESSERE BREVETTATO IN ALCUN MODO DA BIG PHARMA ed allora, per tenerlo lontano ed al riparo da un uso PERSONALE E COSCIENTE, che ogni individuo potrebbe farne, si spaventa il consumatore, dicendo che è tossico!
“Attenti, bambini stupidini….Solo noi possiamo maneggiarlo: voi non capite nulla, siete stupidini!”

LA TERZA INESATTEZZA EPOCALE
nell’annuncio di TGCOM24 è l’azione dal Sparring Partner, da ausiliario, che l’argento eserciterebbe perforando la membrana cellulare e poi facendosi da PARTE, per far entrare Sua Maestà la Molecola Antibiotica coperta da Brevetto Mondiale….
Iperbolica DISTRAZIONE, nella migliore delle ipotesi, e gli studi che potrete trovare in calce all’articolo, nella sezione bibliografica ve ne daranno prova (sono solo una minima parte, il resto leggetelo in rete, informandovi in modo cosciente)
L’ARGENTO NON HA BISOGNO DI NESSUN ANTIBIOTICO IN COMBINAZIONE L’ARGENTO E’ ESSO STESSO UN INFALLIBILE ANTIBIOTICO (e non SOLO, come detto!) Con la differenza che non è ANTI=contro e BIOTICO= organismi viventi
…E quindi non devasterà il vostro organismo, minando il vostro sistema immunitario, che di per sé è perfetto, se non fosse per i continui attacchi che la farmacopea, che notoriamente cura una cosa e ne fa ammalare sei, gli muove da sempre.
E’ comunque un traguardo leggere queste MEZZE verità: vuol dire che la Verità INTERA sta venendo fuori e che, per non perdere le galline dalle uova d’oro, così prolifiche  remunerative da sempre, l’industria farmaceutica sta tentando di appropriarsi di quanto la Natura ci ha messo a disposizione dalla Notte dei Tempi…come la Cannabis, come tante altre ricchezze inestimabili…
Sappiate che non ci riusciranno, se solo voi sarete coscienti e consapevoli di come stanno EFFETTIVAMENTE le cose in realtà.

Quindi vi prego, informatevi, cercate, leggete e poi sperimentate su di voi, senza paura, NON ESISTONO DANNI DA SOVRADOSAGGIO, NE’ ASSUEFAZIONE, NE’ EFFETTI COLLATERALI…dovete solo ASCOLTARE COME GUARISCE IL VOSTRO CORPO e chi meglio di voi può farlo?
Auspico che ciascuno di voi si faccia un’opinione indipendente, acritica, personale, basata sull’osservazione e sulla conoscenza che ognuno di voi ha dei propri “acciacchi” e dei propri problemi di salute, prendendosi il tempo di leggere il materiale che allego nella nutrita, ma solo accennata, lista dei links utili.
Una piccola PARTE, beninteso, poiché a citarli tutti, comprese le testimonianze di pazienti e medici che utilizzano questo presidio, ci vorrebbe più di un  mese!
Trovate quanto di più attendibile e qualificato in rete, non preoccupatevi: potrete approfondire a vostro piacimento la vostra conoscenza, in sospensione di giudizio e con la curiosità intelligente e serena che, come sempre, è necessaria per questo
 TIPO di indagine conoscitiva.
Aggiungo che, proprio in questo periodo, molti dei miei amici stanno testando su sé stessi l’argento colloidale, alcuni hanno la Sclerosi multipla, altri forti depressioni del sistema immunitario in seguito a terapie farmacologiche molto invasive, altri li stanno testando sui loro acciacchi cronici di vario tipo, lievi e più gravi, dei quali conoscono molto bene andamenti ed insorgenze, altri hanno infiammazioni intestinali croniche, vicine per serietà al morbo di Crohn…Altri il DIABETE insulino-dipendente…insomma, un range che va dall’ascesso al dente fino a sindromi complesse e gravissime…
  
DIPENDE DALLA VOSTRA SCELTA INDIVIDUALE:
libertà di cura, prima di tutto. Voi siete SOVRANI! 

Forni a microonde: dove sta la verità?

È una discussione che non pare avere fine quella sui forni a microonde; ma cosa ancora più preoccupante, una questione sulla quale la scienza ha cercato ben poche risposte, se non quelle adatte a rassicurare i consumatori. Eppure ci sono parecchi elementi che dovrebbero indurre a capirne di più.
 
Chi ricorda lo scienziato svizzero Hans Hulrich Hertel? Questo ricercatore, recentemente scomparso, ha combattuto negli anni ’90 del secolo scorso una strenua battaglia giudiziaria per poter pubblicare i risultati dei suoi studi (1) sul forno a microonde. È stato costretto a ricorrere persino alla Corte europea per i diritti umani, ma alla fine l’ha spuntata. E quanto emerso era tutt’altro che rassicurante. 
 
Purtroppo quello studio è stato condotto su un numero molto piccolo di individui e avrebbe dovuto essere ripetuto, visti gli esiti allarmanti, con urgenza su numeri molto più ampi per avere ulteriori risposte. Invece la “scienza” si è fermata lì, studi simili non sono mai più stati condotti. Forse la questione è troppo spinosa, tocca troppi interessi, ha troppe implicazioni scomode… meglio lasciar perdere. Non prima però di avere cercato di screditare il lavoro di Hertel e lui stesso. È andata così e, se ci si pensa, è legittimo chiedersi cosa un simile atteggiamento abbia a che fare con la vera scienza.

Sulla questione è uscito di recente un libro che offre una panoramica del problema, “Forno a microonde? No grazie” (Macro Edizioni). Se anche il titolo lascia intuire la direzione intrapresa dall’autore Saverio Pipitone, è vero però che tutto è ampiamente documentato e permette di raccogliere le idee su una questione che sicuramente merita di essere approfondita.

Ma cosa aveva scoperto Hertel? Per due mesi aveva studiato otto volontari che seguivano una determinata dieta, analizzando il sangue prima e dopo il consumo di otto tipi di alimenti, alcuni dei quali cotti o scongelati nel microonde e altri crudi o cotti in modi convenzionali. Il risultato fu che l’energia delle microonde assorbita dal cibo si trasferiva nel sangue dei soggetti studiati, 
«fenomeno governato dalle leggi della fisica e confermato in letteratura»
si leggeva nel suo rapporto. Gli effetti misurabili comprendevano 
«anche modifiche nel sangue compatibili con lo stadio iniziale di un processo patologico simile a quello che si osserva all’inizio di una condizione cancerosa».
La rivista trimestrale svizzera Journal Franz Weber dedicò grande attenzione a questo tema nel numero 19 del 1992, proponendo e sostenendo la ricerca di Hertel e del suo collega Blanc. A scrivere un lungo articolo che richiamava gli esiti dello studio, fu Renè d’Ombresson dello staff editoriale della rivista. 

«Il cibo trattato con le microonde ha causato modifiche significative nel sangue dei volontari (riduzione evidente dei livelli di emoglobina, aumento dell’ematocrito, dei leucociti e del colesterolo soprattutto HDL e LDL)» scriveva D’Ombresson. 
E ancora: 

«Le radiazioni assorbite dal cibo cotto con le microonde possono trasferirsi nell’organismo di chi consuma quel cibo? Per rispondere a questa domanda cruciale, i ricercatori hanno utilizzato un nuovo metodo di bioluminescenza batterica che permette di individuare il livello di stimolazione o inibizione dei batteri nel sangue. I risultati hanno mostrato con chiarezza che il cibo irradiato irradia a sua volta e questo effetto prolungato sul sangue deve essere preso in seria considerazione poiché ci si viene a trovare di fronte ad una irradiazione diretta». 
D’Ombresson aveva poi aggiunto: 

«Oltre agli effetti termici delle microonde, ci sono anche effetti non termici, malgrado la scienza ufficiale vi presti scarsa attenzione. Sotto questa doppia influenza, le molecole vengono frantumate, la loro struttura si deforma e le loro naturali funzioni risultano alterate». 
In conclusione si leggeva: 
«Se perdura lo stress indotto dalle microonde, i meccanismi riparatori saltano e le cellule, in cerca di energia, passano alla respirazione anaerobica (senza ossigeno). Al posto di H2O e CO2 (respirazione aerobica), si hanno elementi tossici, H2O2 e CO, come si osserva nelle cellule cancerose. Come si può vedere, le scoperte del professor Blanc e del dottor Hertel sono sufficientemente allarmanti per indurre la rapida messa al bando dei forni a microonde, lo stop alla produzione e alla vendita e la rottamazione di tutti quelli in attività. Ne va della salute pubblica».
Il numero della rivista riportava poi lo studio integrale di Blanc e Hertel, dove si spiegava come 

«attraverso l’irradiazione del cibo la struttura delle molecole viene sgretolata e deformata e si formano nuove sostanze con effetti duraturi sulle quali la scienza sa ben poco», inoltre «sulla base di un ben noto processo elettromagnetico, quel cibo diventerà fonte e vettore della radiazione». 
Veniva quindi illustrato l’abbassamento della concentrazione di emoglobina e l’aumento dell’ematocrito con consumo di vegetali cotti con questa tecnica, segnali rispettivamente, sosteneva Hertel, di una tendenza all’anemia e di un avvelenamento acuto. 

Hertel aveva poi registrato un aumento dei leucociti e del colesterolo, soprattutto HDL e LDL, e una diminuzione dei linfociti. Il quadro complessivo lo aveva indotto a concludere che si trattava di modifiche compatibili con disturbi patogeni e con una iniziale evoluzione cancerosa, problemi simili agli effetti delle deformazioni osservate in cellule viventi sottoposte a irradiazione con microonde
 
Inoltre la luminescenza dei batteri entrati in contatto con il siero dei volontari che avevano mangiato cibo irradiato era molto più alta di quella riscontrata nel sangue dei volontari che avevano mangiato cibo cotto con altre tecniche, a dimostrazione di un possibile trasferimento di energia radiante.

Con la pubblicazione di quello studio Hertel si guadagnò gli strali di enti, istituzioni e produttori di elettrodomestici. Ne seguì una battaglia fatta di udienze e sentenze di vario grado, fino alla Corte Europea.

Lo studio di Hertel era all’epoca pressoché unico nel suo genere e tale è rimasto. Sebbene condotto su un campione molto piccolo di soggetti e non indicizzato dalla banda dati medica Med-Line, ha fornito elementi interessanti. Eppure il mondo accademico non ha raccolto l’input, non sono state eseguite ricerche su larga scala per verificare cosa accade all’organismo dopo l’ingestione di cibo trattato con microonde. Si è scelto di lasciarsi alle spalle il dubbio, di ignorare quegli elementi di preoccupazione.
Ma sapete quanti forni a microonde si producono ogni anno? Ben 25 milioni. Sarebbe proprio il caso di andare a fondo.

Ad approfondire la tematica è proprio il libro di Pipitone, fresco di stampa. 
«Descrivo la nascita, l’evoluzione e la diffusione del microonde nelle cucine del mondo e riporto studi o pareri di esperti sulla sua pericolosità, compresa la vicenda di Hertel» spiega l’autore.
Il cibo in questi apparecchi viene cotto tramite microonde che si diffondono all’interno, rimbalzano sulle pareti propagandosi in tutte le direzioni e vengono quindi assorbite dagli alimenti. Le molecole di acqua nei cibi vibrano quando assorbono l’energia delle microonde e la frizione tra di esse genera il calore che cuoce l’alimento. Ma i grassi e l’acqua si riscaldano in tempi diversi rispetto ai carboidrati e alle proteine e questo crea disomogeneità con aree più fredde dove i batteri possono sopravvivere. Siccome la cottura non risulta sempre uniforme, molti produttori hanno inserito una piastra mobile che fa ruotare il cibo in modo che venga colpito da più parti.
«Nel dopoguerra, i produttori dei primi forni a microonde dovettero precisare che si trattava di un Radarange, da radar+range, per cuocere i cibi mediante radar che fino a quel momento era conosciuto solo per faccende militari - prosegue Pipitone - Nel 1949 la Raytheon Com­pany, titolare del brevetto della cottura a microonde e adesso azienda di difesa missilistica, noleggiò uno dei primi forni per 5 dollari al giorno all’Hotel Roosevelt. Erano gli anni in cui il mondo veniva diviso in due blocchi ideologici: da un lato i comunisti dell’Unione Sovietica con la smania della ricerca scientifica che incluse anche i radar militari per studiare eventuali sintomi cancerogeni sull’uomo; dall’altro lato i capitalisti degli Stati Uniti con la furia di un’economia di mercato che portò i radar in cucina per sostenere nuovi stili di vita sempre più rapidi con la parallela diffusione di cibi industrialmente modificati. Con la fine delle ideologie, è rimasto solo il fast consumo che ha riunito il mondo in un grasso globo massificato modellandolo nell’aspetto di un “junk food and obesity” con un accelerazione tecnica, sociale ed umana che si ripercuote sull’alimentazione provocando una destruttura­zione nella regolarità dei pasti, consumati in continuazione e spesso senza trarre alcun piacere. Peraltro esistono già sistemi di cottura tecnologicamente evoluti con contenitori o pentole in grado di scaldare i cibi con onde elettromagnetiche di tipo wireless, delineando così un futuro sempre più legato a un’energia che immergerà ed affogherà l’essere umano in uno spettrale campo magnetico invisibile, inodore, intoccabile e altamente nocivo».
(1) Al documento viene dato il titolo: Vergleichende Untersuchungen über die Beeinflussung des Menschen durch konventionell und im Mikrowellenofen aufbereitete Nahrung (“Studio comparativo degli effetti sugli esseri umani del cibo preparato nei modi convenzionali o con il forno a microonde”)

domenica 2 novembre 2014

L'effetto delle Proteine della Carne sul Comportamento Umano


Moltissimi sono gli animali che forniscono all’uomo le proteine della loro carne a scopo alimentare. Tali proteine creano indubbiamente nell’uomo aggressività, violenza, odio e insensibilità morale: si può pertanto affermare che la carne influisce negativamente sul comportamento umano. Al contrario, il vegetariano crea le basi per un atteggiamento caratterizzato da tolleranza, mitezza, socievolezza e condivisione. Oggi, le affermazioni e le intuizioni di grandi uomini contrarie al ricorso alle proteine della carne possono avvalersi anche della chimica dei neurotrasmettitori e della neurobiologia, discipline scientifiche che spiegano come, e per effetto di quali alimenti, si creano determinati comportamenti nell’uomo. Conseguentemente, noi possiamo oggi operare con accresciuta sicurezza delle scelte consapevoli tra i vari cibi, preferendo alcuni ed evitando altri. Occorre, fra l’altro, respingere l’affermazione che la violenza é insita nella natura umana: nessuno nasce aggressivo e cattivo, ma può diventarlo con l’alimentazione carnea
 
Conseguenze delle proteine della carne sul comportamento umano
Le proteine animali indicate commercialmente come “carne” sono quelle del tessuto muscolare di vertebrati terricoli i cui cadaveri l’uomo utilizza a scopo alimentare. In particolare si tratta di bovini: (bue, bufalo, bisonte); cervo, capriolo, daino, renna; cammello, alce, dromedario; capra, pecora; asino, cavallo; lepre, coniglio; riccio di terra, ippopotamo, canguro, suini (maiale, cinghiale, ecc.). L’uomo utilizza, a scopo alimentare, anche la “carne” di vertebrati non terricoli: quelle dei pesci (il pesce, non dimentichiamo, é “carne di pesce”) e di altri animali acquatici (balena, rana), nonché le carni di uccelli (pollame, anatra, tacchino, struzzo, cacciagione varia). Ma l’uomo che mangia carne infierisce, uccidendoli e poi mangiandoli, su molti animali invertebrati, come: molluschi (polpo, seppia, calamaro, patella, chiocciola, ostrica, mitilo, dattero di mare, cardio, manicaio, cappa lunga, folode, sigaro di mare, vongola). Crostacei (gambero di fiume, gambero di mare, aragosta, scampo, gammano, granchio di mare, cancro, squilla, mala, grancevola). Echinodermi (riccio di mare, trepang-oloturia).  
Tale prelievo di proteine dal mondo animale costituisce una autentica carneficina, che non solo non è necessaria, non solo è eticamente riprovevole, ma che é anche apportatrice di stati patologici fisici, dovuti alla conseguente tossiemia (sino al cancro) e psichici (a causa dell’aggressività che induce nel comportamento)
Di solito si intende per “carne” il tessuto muscolare (sempre contenente dei grassi “saturi”, cioè della peggiore qualità). Ma mangia carne anche chi mangia il fegato o le cosiddette “animelle” (pancreas, timo e ghiandole salivari) o il rene (rognone) o il cervello, organi non costituiti da tessuto muscolare; così pure mangia carne chi mangia la cosiddetta “trippa” (che è una parte del complesso stomaco dei ruminanti), oppure gli “insaccati”, come la coppa, il cotechino, la mortadella, il prosciutto, il salame, i1 würstel, lo zampone, ecc. Così ancora, mangia carne chi consuma la lingua o i muscoli della coda di bovini, oppure salciccia o bresaola o pancetta, ecc. E mangia carne anche chi mangia il caviale, la bottarga o (come in Cina) la carne di cane, o la cosiddetta “corata” o la “pagliata”.

Insomma, uno spaventoso massacro, un autentico grande olocausto
Questo immane prelievo, a scopo alimentare, di proteine dal mondo animale influisce profondamente sul comportamento umano. In linea generale, in condizioni di vita naturale, gli animali carnivori sono feroci e aggressivi, mentre quelli non carnivori sono pacifici e socievoli. Un’altra facile constatazione: la graduale riduzione dell’aggressività dell’uomo a misura che esso passa da una dieta comprendente molta carne a una dieta che esclude i cibi iperproteici e in particolare la carne. È noto anche che i cani, sebbene in natura siano carnivori, se si vuole che montino con efficacia la guardia e aggrediscano persone a loro sconosciute, debbono essere alimentati con razioni di carne superiori al normale. Analogamente, se si vuole, in tempo di guerra, impiegare degli uomini in azioni belliche molto rischiose, occorre dar loro abbondanti razioni di carne, utilizzata come una droga atta a sviluppare aggressività, violenza e insensibilità morale; nell’Iliade di Omero si narra di festini a base di carne, ai quali prendevano parte i guerrieri, tra una battaglia e l’altra.
Seneca faceva notare che tra i mangiatori di gran quantità di carne si annoverano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide e di guerre fratricide, i mandanti di assassinii, gli schiavisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra hanno un comportamento mite.
Liebig racconta che nel giardino zoologico di Giesen l’orso, se era costretto a mangiare carne al posto di vegetali, diveniva oltremodo irrequieto e pericoloso.

Si può quindi affermare che l’igiene fisica é anche igiene mentale, come sosteneva J. Dalemont, descrivendo la storia dell’alimentazione umana nel suo lavoro “Manuale d’igiene mentale”.
È nota l’espressione “la carne mi dà la carica”, usata da chi vuole giustificarne l’uso alimentare, dato che questa società, basa suÌla competitività, sulla libera e sfrenata concorrenza e sull’arrivismo, esige dall’individuo una grinta aggressiva che permetta di farsi strada (é nota la frase “struggle for life”).

È nota l’espressione “la carne mi dà la carica”, usata da chi vuole giustificarne l’uso alimentare, dato che questa società, basa suÌla competitività, sulla libera e sfrenata concorrenza e sull’arrivismo, esige dall’individuo una grinta aggressiva che permetta di farsi strada (é nota la frase “struggle for life”).

E non é un caso che questi due grandi pensatori siano stati vegetariani. Il Beccari, fra l’altro, è lo scopritore del glutine e della isovalenza tra le proteine vegetali e quelle animali. L’uomo non é un semplice tubo digerente da riempire con cibi vari. L’uomo é un essere pensante, il cui cervello é un organo che, come tutti gli altri organi del corpo, deve essere nutrito con il materiale che occorre al suo metabolismo e che gli porta la corrente sanguigna. E poiché noi oggi mangiamo in gran parte cibi prodotti dalle industrie alimentari, vendute solo a scopo di profitto e non tenendo in alcun conto le nostre autentiche necessità alimentari naturali, si può affermare che, come la medicina ufficiale é condizionata e finanziata dall’industria farmaceutica, così la cosiddetta “scienza dell’alimentazione” é completamente nelle mani dell’industria chimica del cibo.

Tale industria, in notevole parte, cerca di smerciare autentici “cibi-spazzatura”, soprattutto quelli a base di proteine della carne, servendosi anche del potente ausilio dei mass-media. Succede, quindi, che un’accettazione acritica di tali attività degli industriali alimentari, si traduce inevitabilmente, sul piano pratico, in comportamenti violenti nei riguardi dei nostri simili e degli altri esseri viventi, a causa dell’aggressività indotta dal cibo cadaverico. Già il grande Giovenale (Satira X,512) circa venti secoli fa aveva sentenziato, con una massima eterna, la stretta dipendenza della sanità della mente da quella del corpo: “Mens sana in corpore sano”.

La mente, quindi, non può essere sana se non é sano il corpo, il che, in termini pratici, significa che occorre dare alla salute del corpo la priorità essendo essa “conditio sine qua non” per la salute mentale. Molto più tardi, nel XVII secolo, un’altra voce autorevole, quella del filosofo inglese John Locke, nella sua opera “Pensieri sull’educazione” (1693) sottolineava la validità dell’assioma di Giovenale, cioè la dipendenza della sanità della mente da quella del corpo.
Da quanto precede deriva la grande importanza del vegetarismo (nella accezione, beninteso, derivante da una giusta valutazione dell’origine etimologica del termine) il quale, disintossicando il corpo, purifica anche il sangue che nutre il cervello; il pensiero, di conseguenza, si fa più lucido e penetrante, ne consegue una vera e propria “dilatazione della mente”, aumenta la capacità di autocontrollo e la resistenza al lavoro intellettuale e a quello fisico e si instaura un atteggiamento caratterizzato da tolleranza, mitezza, disponibilità al dialogo sereno, alla ricerca di soluzioni pacifiche delle vertenze, all’amore, alla socievolezza, alla condivisione.

L’attività elettrica del cervello, rivelata elettroencefalograficamente (EEG), ha evidenziato che l’alimentazione vegetariana induce il cosiddetto “ritmo alfa”, che é espressione di uno stato di rilassamento neuromuscolare non solo del cervello, ma di tutto l’organismo. Leadbeater sostiene che tale indagine scientifica comprova la benefica azione del vegetarismo sul comportamento, in quanto vi apporta una sensazione di benessere “analogo allo stato di meditazione sulle realtà più profonde”.

Ecco perché gli uomini più intelligenti, più colti, più aperti, più tolleranti del mondo, di tutti i tempi, si annoverano tra i vegetariani, in tutti i campi dello scibile: nelle scienze, nella filosofia, nell’arte, nella letteratura, nella medicina, ecc.

sabato 1 novembre 2014

Ricordando Masaru Emoto, pioniere della Memoria dell'acqua

Pace e acqua era il titolo dell'intervista che Scienza e Conoscenza aveva fatto, a suo tempo, a questo grande ricercatore e scienziato, da poco scomparso


Vincent Gambino - 23/10/2014

"Affinché le nuove generazioni possano avere non solo pane e acqua, ma Pace e Acqua".

Sempai Emoto mi è apparso essere un'anima semplice ed aperta, anche se nascosta da un'apparente impassibilità Zen, tutta giapponese. Ho avuto la fortuna di sedergli accanto per pranzo (dove ho scoperto che oltre ad essere esperto di acqua è anche un grande estimatore del vino!) e di parlare con lui della sua vita e delle sue esperienze. E’ apparso molto soddisfatto dell’accoglienza da parte del mondo del messaggio che porta col suo lavoro e per questo si sente fiducioso per il futuro. Uno dei progetti che ha più a cuore infatti è quello di stampare diversi milioni di copie di libri per bambini sul tema dell'acqua (e della pace) da distribuire gratuitamente in tutto il mondo. Così che le nuove generazioni possano avere la possibilità di un approccio differente all'acqua e alla vita e siano in grado di dar corpo e vita a quei cambiamenti sperati che le generazioni passate non sono state in grado di realizzare. 
Il nostro incontro è terminato con una benedizione alle acque di una fonte delle montagne venete e con l'intervista che segue. 

S&C: Dott. Emoto la ringrazio per questa intervista e le do il "bentornato" in Italia. Vorrei iniziare chiedendole che cosa l'ha spinta ad iniziare il suo studio sulle acque.
M.E.: Inizialmente ho cominciato ad occuparmi di acqua per lavoro, avevo una piccola compagnia commerciale che trattava acqua.
Ma dopo poco sono rimasto “stregato” dall'acqua, dal suo fascino e dalle sue caratteristiche; così ho cambiato la mia impostazione ed anziché proseguire con l'attività commerciale ho deciso che l'acqua sarebbe stato il tema dei miei studi e della mia vita.

Si è mai interessato agli studi di altri ricercatori a riguardo? Qualcuno è stato fonte d'ispirazione per lei?
No, non ho avuto nessun riferimento specifico nel campo scientifico, in quanto io non vengo da questo settore. Ho iniziato da solo.

Una cosa che si apprende dai suoi studi e che mi ha affascinato molto è come l'acqua abbia una forte "ricettività". E' corretto secondo lei dire che l'acqua ha una natura magnetica?
Sì, penso sia una giusta definizione. L'acqua è molto sensibile, impressionabile da ogni cosa e da tutti.

Ma l'acqua, a livello vibrazionale, ha una propria "impronta" o è semplicemente un veicolo che si carica di vibrazioni da altre fonti?
Io penso, noi pensiamo, che l'acqua sia il mezzo per eccellenza per trasmettere quella che noi chiamiamo Hado, ovvero la vibrazione.

Dai suoi studi si vede come l'acqua si cristallizzi in modo differente a seconda della fonte a cui viene esposta, ad esempio un brano musicale. Lei pensa che un brano musicale possa avere una sua natura oggettiva, ovvero che produca la stessa risposta vibratoria in chiunque l'ascolti, o che dipenda dallo stato di coscienza dell'ascoltatore o di chi fa, come in questo caso, l'esperimento di cristallizzazione?
E' una buona osservazione. Infatti abbiamo notato che la condizione dell'operatore che esegue la cristallizzazione influisce sul risultato dell'esperimento. Ad esempio la sinfonia numero 40 di Beethoven a me piace tantissimo mentre ad altri operatori può piacere meno. Quindi i cristalli non saranno mai identici, cambiano a seconda della risposta al brano da parte di chi fa l'esperimento.

Nel suo libro parla anche del potere delle parole. Ad esempio riferisce di come alcuni idiomi nascano da suoni onomatopeici, come accade con il giapponese. Shakespeare scrisse che la Rosa avrebbe avuto lo stesso colore e lo stesso profumo anche se noi le avessimo dato un nome differente. Le parole quindi hanno un valore oggettivo o dipende dall'intenzione con cui le pronunciamo? Grazie, per esempio, lo si può dire per convenienza, anche sentendo l'opposto nel cuore, non crede?
Si, credo infatti che l'acqua sia intelligente e capisca l'intenzione con cui si dicono le parole come "grazie" o "amore". E' per questo che noi scriviamo su dei fogli queste parole, per poter comunicare esattamente il messaggio che trasporta una parola all'acqua

Un'altra cosa che mi ha colpito dei suoi esperimenti è come l'acqua si cristallizzi in modo differente anche se esposta a fotografie. Non si potrebbe allora pensare che anche la pellicola fotografica, la carta su cui si stampano le foto, tutte queste cose possano caricarsi vibrazionalmente come l'acqua? Che differenza c'è allora tra l'acqua e queste cose? Qual'è la particolarità dell'acqua?
E' chiaro che esponendo l'acqua ad una fonte come una fotografia che, a differenza di una parola scritta, è più elaborata, questa riceva una gamma più vasta di informazione e di emozione. Per questo il cristallo che ne risulterà sarà più particolare e sicuramente più complesso

Personalmente ragionando su questa cosa ho pensato che tutto sia in realtà un'unica "cosa", un unico "spirito", che assume stati e forme differenti. Lei nel suo libro mette in relazione i 108 elementi chimici conosciuti con le 108 emozioni che prova l'uomo, secondo la dottrina buddista. Si può supporre che l'acqua sia l'elemento principe che mette tutti gli elementi in relazione gli uni con gli altri?
Io penso che l'acqua "rappresenti" tutti questi 108 elementi, di questo sono sicuro. E quindi penso anche che senza acqua non possa esserci niente, nessuna vita. Sì, l'acqua ha a che fare con tutti gli elementi esistenti, e li può "contenere" tutti.
Infatti credo, ad esempio, che anche un diamante “contenga” l'acqua.

Mi ha anticipato, infatti volevo proprio parlarle di questo. Conosciamo oggi il potere vibrazionale, o meglio radioattivo di alcuni elementi, come i minerali. Tradizionalmente si è sempre conosciuto il potere dei vari elementi, ad esempio delle pietre che possono portare un messaggio proprio, ma possono anche caricarsi di vibrazioni, come fa l'acqua. Lei cosa ne pensa? Possono esistere altri elementi che hanno caratteristiche simili a quelle dell'acqua?
Sì, credo proprio che le pietre, in special modo quelle che chiamiamo preziose, possano essere un ottimo elemento di trasmissione della Hado (vibrazione) ed anche dei sentimenti. Infatti l'acqua è molto influenzata dall'ambiente, dalle rocce in cui scorre. Penso che la differenza stia nel fatto che l'acqua, essendo un liquido possa essere molto più influenzabile, mentre le pietre come solidi siano più portatrici di un messaggio proprio, una propria Hado.

Una cosa interessante che lei cita nel suo libro è uno studio della Nasa riguardante l'origine dell'acqua sulla terra. Dott. Emoto, da dove proviene l'acqua secondo lei e questo che cosa ci dovrebbe far comprendere?
Si tratta, se ben ricordo, degli studi risalenti al 1998, del professor Franck dell'università dell'Iowa ed i suoi collaboratori. Una notte osservarono un gran numero di meteoriti neri che si dirigevano verso il pianeta. Il fatto li mise in allarme, poi si accorsero come questi si distruggevano a contatto con l'atmosfera. Scoprirono infatti che si trattava di grandi masse di ghiaccio. All'incirca 10 milioni di meteoriti, alcuni dei quali di oltre 100 tonnellate. Questo diede il via all’ipotesi che l'acqua provenga, in realtà, dallo spazio, vista la frequenza con cui questo fenomeno accade e calcolandolo su i quattro miliardi e mezzo di anni della terra. Questa stessa scoperta ed affermazioni sono state fatte anche dall'università delle Hawaii, ma ancora oggi l'ambiente scientifico stenta ad accettarlo. Per me è una scoperta grandiosa. Io concordo sul fatto che all'inizio, sul pianeta Terra non c'era acqua e che è arrivata dallo spazio. E' chiaro che non si vuole accettare questo nell'ambiente scientifico, se così fosse si dovrebbero ripensare il 95% delle scoperte e delle teorie precedenti, diventeremmo come gli odierni Galileo o Copernico!

Coi suoi studi ha mostrato quanto l'acqua sia sensibile a stimoli di natura sottile, come la consapevolezza umana. Infatti lei invita le persone a pregare e ringraziare l'acqua. Dott. Emoto, se la sente di darci una sua definizione di quell'”arcano” che è la consapevolezza umana?
E' molto semplice: non dobbiamo fare all'acqua quello che non vorremmo fosse fatto a noi. Tutto qui, è molto semplice.
Dobbiamo considerare l'acqua come parte di noi. Anche quando le facciamo fare compiti meno nobili, come quando andiamo al bagno. Dovremmo pensare "Mi dispiace farti fare questo ma è necessario". Dovremmo rispettare profondamente l'acqua.
(Emoto qui sembra voler evitare la domanda...)

In alcune tradizioni e nella floriterapia odierna, secondo le indicazioni di Edward Bach, si espongono i fiori di diverse piante immersi in acqua alla luce del sole o della luna per preparazioni curative. Secondo lei che differenza c'è tra il messaggio vibratorio che può trasmettere una pianta, il sole o la terra stessa e quello di un essere umano? Secondo lei anche il sole potrebbe avere una forma di coscienza che comunica all'acqua e da questa a noi?
Sono convinto che ogni cosa nel creato abbia una propria Hado e sicuramente una propria forma di emozione o sentimento. Certo, anche una pianta o una pietra. Pensiamo alle piante in particolare. Il polline delle piante ad esempio trasporta una certa Hado che può essere in risonanza con l’ansia tipica di alcune persone. Per questo quando entra in contatto con certi individui questa vibrazione innesca una reazione allergica.

Secondo lei è giusto allora rivalutare la concezione contemporanea di vita? Non è la vita una cosa molto più vasta di quello che noi oggi pensiamo?
Sicuramente, la vita è ovunque, nel mondo organico e non. Noi in Giappone abbiamo una Dea che si chiama Cannon, questa parola in ideogrammi significa "Vedere il Suono". Sta a significare il sentire la vibrazione ovunque, anche in un sasso che troviamo per strada. E voglio ora aggiungere una cosa: pensate alla macchina fotografica Canon, viene da Can-non, ovvero la divinità che "Vede" il suono - o Hado della vita - ovunque.

Cito il suo libro "I cristalli che l'acqua ci mostra sono le porte d'accesso per altre dimensioni". Come intende lei il concetto di dimensioni sottili, oggi contemplato dagli studi d’avanguardia, e che le più svariate tradizioni spirituali hanno sempre affermato? 

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