venerdì 23 giugno 2017

Esoterismo: la barca per attraversare il fiume

Esoterismo: la barca per attraversare il fiume
Qui tratteremo della barca per attraversare il fiume. Quella barca che, una volta giunti sull’altra sponda, non serve più a nulla. Anzi, una volta raggiunta l’altra sponda, sarebbe bene distruggere la barca, per evitare ogni tentazione di tornare indietro. Eppure c’è chi, pur avendo raggiunta l’altra sponda, si carica la barca sulle spalle, essendo così ostacolato nella prosecuzione del suo lungo nuovo percorso.
La barca che descriveremo ha comunque grande importanza e sono pochi gli uomini che intraprendono l’attraversamento del fiume, proprio come dice il Dhammapada : “Quelli che raggiungono l’altra sponda sono pochi. I più vagano avanti e indietro, senza fine, su questa sponda, non arrischiandosi al viaggio”.
Ecco dunque la descrizione della barca.

Prima fase l’uomo è un animale.
E’ bene che l’adepto abbia ben presente la sua situazione nel mondo che percepisce.
L’uomo è un animale, molto più intelligente degli altri animali, ma pur sempre un animale (tipo vertebrati, classe mammiferi, ordine primati, famiglia ominidi, genere homo, specie homo sapiens). L’uomo dunque appartiene alla famiglia delle “Grandi Scimmie”.
Come tutti gli animali superiori, l’uomo defeca, urina, si accoppia sessualmente, emette gas maleodoranti.
Se si assiste all’autopsia di un essere umano e di un qualunque mammifero, per esempio un maiale, si trovano esattamente le stesse “cose”, nelle stesse posizioni : un fegato, due polmoni, un cuore, due reni, un cervello etc ….
Come per tutti gli animali, la vita umana è un breve intervallo tra un nulla ed un altro nulla : prima dell’incontro dello spermatozoo con la cellula uovo, l’uomo non esisteva e, quando muore, non esiste più. Il suo cadavere va in decomposizione ed emana un odore sempre più insopportabile.

Seconda fase la nullità dell’essere umano.
L’uomo vive su di un “sassolino” che, a folle velocità, insieme ad una miriade di altri oggetti, ruota attorno ad una piccola stella situata alla periferia di una galassia formata da trecento miliardi di stelle che è solo una delle centinaia di miliardi di galassie che ci sono nell’Universo.
In una galassia, la distanza fra due stelle è semplicemente inimmaginabile: per raggiungere dalla Terra la stella più vicina, con le attuali tecnologie, impiegheremmo 75.000 anni.
La distanza poi tra le galassie è per noi semplicemente inconcepibile.

Terza fase la natura dell’Universo.
Questo Universo, nato improvvisamente 13,8 miliardi di anni fa, è dominato da forze cieche, irrefrenabili, quasi spietate.
Una forza immane spinge spazio e materia ad espandersi continuamente nel caos più completo: stelle che nascono, stelle che muoiono con esplosioni immani, buchi neri che inghiottiscono stelle o intere galassie, quasars che emettono quantità di energia inimmaginabile, pulsar che ruotano come trottole, galassie che si scontrano, pianeti ingoiati dagli strati esterni della loro stella, asteroidi e comete che bombardano impietosamente i pianeti etc….
Sperduto alla periferia di una galassia formata da trecento miliardi di stelle, si trova il nostro pianeta, la Terra, che, ripetiamo, a folle velocità ruota attorno ad una piccola stella, il Sole, che a sua volta, ruotando attorno al centro della galassia, è trascinato da questa nel suo folle moto causato dall’espansione dell’Universo.
Su questo piccolo pianeta sul quale, come un cancro inarrestabile della materia, è nata la vita, vige una legge crudele, feroce e spietata : animali che uccidono e mangiano altri animali, atrocità di ogni genere, terremoti ed eruzioni vulcaniche che uccidono a caso uomini ed animali, sofferenze, malattie e, per tutti la morte.
Il singolo individuo non conta niente: impera incontrastata la legge del caso.
Il predominio del pianeta è stato preso dall’animale più intelligente, un mammifero, l’Homo Sapiens, il più evoluto tra i Primati, ma anche il più cattivo, feroce, pronto ad uccidere, capace di atrocità inimmaginabili verso i suoi simili e gli altri animali.
Ora l’adepto cominci a prendere coscienza che questo mondo si può definire come il “Regno del male” e, se non è convinto, non vada avanti nella lettura.

Quarta fase la percezione.
La stragrande maggioranza dell’umanità è convinta che il mondo “esterno”, così come ce lo rappresenta il nostro cervello, corrisponda alla realtà. In effetti non è assolutamente così ed è molto semplice da comprendere.

Tutto ciò che esiste è fatto di atomi e gli atomi sono a loro volta costituiti da altre particelle.
Per un meccanismo qui inutile a descriversi, gli atomi emettono “Radiazione Elettromagnetica”, una perturbazione dello Spazio-Tempo.
Questa Radiazione viene di solito suddivisa in otto parti che, dalla lunghezza d’onda più piccola alla più grande, sono: raggi gamma, raggi x, raggi ultravioletti, luce visibile, raggi infrarossi, onde corte, onde medie ed onde lunghe.
Di tutta questa radiazione, il nostro occhio ne percepisce solo una minima parte, che, appunto, viene chiamata “Luce Visibile”.
Questa minima parte della radiazione raggiunge la retina in fondo all’occhio, dove delle cellule specializzate, i coni ed i bastoncelli, la trasformano in una debole corrente elettrica. Questa debole corrente percorre un sottile filo (il nervo ottico) e giunge in una certa zona del cervello. In questa zona il nostro cervello genera quelle immagini fantasiose che noi chiamiamo realtà. I dati che riceviamo li ordiniamo poi secondo due “Categorie”, lo Spazio ed il Tempo, che non esistono nella realtà, ma che servono solo a creare il nostro mondo illusorio.
Ecco, ora l’adepto ha fatto un piccolo passo avanti : La rappresentazione della realtà che abbiamo nel nostro cervello, non ha niente a che vedere con la realtà.

Quinta fase il Substrato Universale.
Prima di prcedere, ricordiamo che la parola “materia” viene dal latino “mater” (madre). Madre di tutte le cose, aggiungiamo noi.
Tutto ciò che esiste è fatto di “Materia”, ma ora sappiamo che le particelle elementari che costituiscono la Materia, e quindi tutto l’Universo, non sono affatto particelle materiali, ma quanti di energia che hanno tutte le caratteristiche delle onde, ma, solo all’atto dell’osservazione, presentano un comportamento corpuscolare.

Le nostre proiezioni …e la Matrix

POCHI GIORNI FA CHIESI AD UNA MIA AMICA:
LA FISICA DICE CHE IL FUTURO ESISTE ALLO STESSO MODO DI COME ESISTE IL PASSATO E ALLORA, SECONDO TE, PERCHE' RIUSCIAMO A VEDERE IL PASSATO E NON IL FUTURO?
LA RISPOSTA E' ARRIVATA PER CASO, NON VEDIAMO IL FUTURO PERCHE' DAVANTI A NOI C'E' UNO SPECCHIO.
MATRIX E' DENTRO...NON FUORI.

Se ti osservi profondamente, comprenderai che tutto ciò che vedi negli altri, in realtà, ti appartiene. Il mondo è lo schermo sul quale proietti te stesso, tutto ciò che nascondi in profondità, cose che vedi volentieri negli altri, ma, che non accetteresti mai di vedere così tanto volentieri anche in te stesso.

Meditazione è questo: conosci te stesso.
Ognuno pensa, vede, interpreta, in base a ciò che egli è.
Le paure, i desideri e i bisogni repressi, le ambizioni più nascoste...ti forniscono la trama della proiezione. Lo schema sottostante.

Una persona gelosa e invidiosa dentro, vedrà persone gelose ed invidiose dappertutto.
Ma lei non si riterrà affatto così.

Una persona avida dentro, crederà di essere generosa e altruista, di fare le cose per gli altri, ma, penserà di essere circondata da persone avide ed egoiste.
Una persona che si comporta con semplicità ed umiltà, ma, che tende a vedere solo persone arroganti e presuntuose intorno a se, dovrebbe farci riflettere.
Se sei un ladro dentro, anche se non lo credi, avrai sempre paura che qualcuno ti freghi o che ti derubi. Diventerà una tua ossessione.

Questa è la chiave per comprendere i lati ombra: le nostre fissazioni ed ossessioni.
Serve qualcuno che abbia già in se - una certa caratteristica - per riuscire a vederla anche negli altri
. Ognuno vede ciò che è.

Una persona meditativa, una persona che vive attraverso la sua consapevolezza e' fuori da questo meccanismo, perché vive fuori dalla mente che proietta.
Vedrà semplicemente ciò che è...senza proiettarci sopra nulla.
E senza alcun bisogno di giudicare.

Da dove nasce il continuo bisogno di giudicare sempre e chiunque?
E qui, non intendo il discriminare che è una qualità dell'intelligenza e consapevolezza, che funziona ancora meglio in uno stato di non mente.
Nasce dal bisogno di liberare il proprio inconscio quando è pieno di tensione, carico di emozioni negative, carico di frustrazione...bisogna liberarlo dal peso.
E allora si getta sugli altri il nostro materiale psichico rimosso
, con grande sollievo e soddisfazione.
Non siamo noi a sbagliare, sono gli altri.
Puoi trovare negli altri solo ciò che sei.
Negli altri trovi sempre te stesso.

Ognuno litiga con le proprie proiezioni...quando litiga con gli altri.
Litiga con i propri lati ombra.
Ognuno si innamora delle proprie proiezioni...quando s'innamora di qualcuno.
Fa l'amore con i propri lati ombra, anche se positivi stavolta.

Da qui: l'attaccamento, l'avversione, l'indifferenza.
Attaccamento...in relazioni alle nostre proiezioni positive.
Avversione...in relazione alle nostre proiezioni negative.
Indifferenza...nel caso in cui, gli altri, non corrispondono a nessuna delle nostre proiezioni.

Quindi: MATRIX e' dentro...non fuori.
Credere che sia fuori e' l'ennesimo trucco della mente per sviare le indagini.
Per farti guardare altrove, ma non in te stesso.
Conosci te stesso... [Roberto Potocniak]

giovedì 22 giugno 2017

I Bambini Prodigio e l'evoluzione dell'Umanità

“I Bambini Prodigio”

di Léon Denis

Certe manifestazioni precoci di genialità si possono considerare come prove di preesistenza, perché rivelano attività compiute dall’Anima in altri cicli anteriori.

Fenomeni di questo genere, di cui parla la storia, non possono essere accadimenti a sé stanti, senza alcun legame con il passato, prodottisi per caso nel vuoto dei tempi e dello spazio. Dimostrano, al contrario, che il Principio divino in noi è un Essere che arriva in questo mondo con un bagaglio completo di lavoro e di evoluzione, conseguenza di un progetto ben delineato e di un obbiettivo perseguito nel corso delle sue diverse esistenze.

Ciascuna incarnazione trova nell’Anima che reitera la sua esistenza una cultura particolare, delle attitudini, delle acquisizioni mentali che spiegano la sua facilità di operare e la sua potenza di assimilazione. È per questo che Platone diceva: “Apprendere è ricordarsi!”. La legge dell’ereditarietà viene spesso ad intralciare, in un certo modo, tali manifestazioni dell’individuo, perché lo Spirito plasma il suo involucro fisico mediante gli elementi messi a disposizione dai fattori ereditari.
Tuttavia, nonostante le difficoltà materiali, si manifestano in certi individui, sin dalla più tenera età, delle prerogative talmente elevate e senza alcun rapporto con quelle dei loro progenitori, che non è possibile, malgrado tutte le sottigliezze della casistica ordinaria, collegarle a nessuna causa immediata e conosciuta.

Si è sovente citato il caso di Mozart, esecutore di una sonata al pianoforte all’età di 4 anni, mentre ne aveva 8 quando ha composto un’opera. Paganini e Teresa Milanollo, da bambini, suonavano il violino in maniera strabiliante. Liszt, Beethoven, Rubinstein si facevano applaudire a 10 anni. Michelangelo e Salvator Rosa si rivelarono ad un tratto con delle capacità improvvise. Pascal a 12 anni, scoprì la geometria piana, e Rembrandt, prima di saper leggere, disegnava come un grande maestro. Napoleone si fece notare per la sua tendenza prematura per la guerra. Nella sua prima giovinezza, non giocava con i soldatini come i bambini della sua età, ma con un metodo straordinario che sembrava attingere da sé stesso.
Il sedicesimo secolo, invece, ci ha lasciato il ricordo di un prodigioso poliglotta, Jacques Chrichton, che Scaligero denominava “genio mostruoso”. Era scozzese e a 15 anni discuteva in latino, greco, ebraico, arabo su qualsiasi argomento. Fin dai 14 anni, aveva conquistato il diploma magistrale. Henri de Heinecken, nato a Lubecca nel 1721, parlò pressoché dalla nascita. A 2 anni, sapeva tre lingue. Imparò a scrivere in qualche giorno e si esercitò ben presto a pronunciare dei piccoli discorsi. A 2 anni e mezzo, fu sottoposto ad un esame sulla geografia e sulla storia antica e moderna. Viveva soltanto del latte della sua nutrice e quando si volle svezzarlo, deperì e si spense a Lubecca il 27 giugno 1725 nel corso del suo quinto anno di età, sostenendo le sue speranze in un’altra vita. Egli era, dicono “Le Memorie di Trévoux”, delicato, disabile e spesso malato.
Questo giovane talento ebbe la piena coscienza della sua fine prossima. Ne parlava con una serenità così ammirevole quanto la sua scienza precoce e volle consolare i suoi genitori infondendo loro degli incoraggiamenti tratti dalle loro comuni credenze. La storia degli ultimi secoli segnala un gran numero di questi bambini prodigio.

Ma riprendiamo a parlare del concetto di ereditarietà, come accennato sopra, che si esprime con la trasmissione di alcuni fattori da un individuo ai suoi discendenti. Le influenze genetiche sono molte, sia dal punto di vista fisico che psichico. Il passaggio dai genitori ai figli del temperamento, dei tratti somatici, del carattere e dell’intelligenza, risulta molto evidenziato in certe persone. Ritroviamo in noi, sotto diversi aspetti, non soltanto le particolarità organiche dei procreatori o dei nostri antenati, ma anche i loro difetti e le rispettive qualità.

I membri di una stessa famiglia però, pur presentando delle somiglianze, delle fattezze comuni, rivelano anche talvolta delle differenze notevoli. Il fatto può essere constatato dappertutto, intorno a noi, in ciascuna famiglia, tra fratelli e sorelle e persino tra gemelli. Molti di costoro, simili nel fisico nei loro primi anni, al punto che difficilmente è possibile distinguerli l’uno dall’altro, presentano nel corso del loro sviluppo delle differenze pronunciate di lineamenti, di personalità e di intelletto.

Per spiegare queste divergenze, necessita immettere un termine nuovo nella soluzione del problema e ciò riguarda le precedenti esperienze esistenziali, che consentono all’Essere di accrescere le inclinazioni, di vita in vita, di costituirsi un’individualità recante in sé la propria originale impronta e le singole facoltà.
Solo questo saliscendi reincarnativo, potrà farci comprendere come certi Spiriti, incarnandosi, mostrino sin dai loro primi anni, le scioltezze d’espressione e d’opera che caratterizzano i bambini prodigio. Laboriose ricerche, studi, esercizi secolari hanno lasciato nel loro corpo causale delle tracce profonde, creando una sorta di automatismo psicologico.

In particolare, la maestria si manifesta molto presto nei musicisti, attraverso tecniche di esecuzione che sorprendono i più indifferenti e rendono perplessi molti scienziati. Esistono in questi giovani soggetti, delle grandi riserve di conoscenze relegate nel subconscio, che da lì si riversano nella coscienza sveglia, producendo manifestazioni precoci di capacità e genio.

domenica 18 giugno 2017

La Scienza non è affidabile.

LA SCIENZA NON E' AFFIDABILE
Il Nobel che vuole boicottare le riviste scientifiche
Randy Schekman attacca Science, Cell e Nature: rovinano la scienza mercificandone i contenuti e spingendo i ricercatori ad aggiustare i risultati

La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente.

Lo dice Randy Schekman, biologo americano che ha appena vinto il premio Nobel per la medicina per aver scoperto il meccanismo che regola il trasporto delle molecole nelle cellule. Nuova icona anti-casta, Schekman lancia accuse violente, su un problema di cui in realtà si discute da tempo. Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate a tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione.
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Queste riviste, dice lo studioso, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni. Ma il suo laboratorio (all’università di Berkeley in California) le boicotterà – ha detto al Guardian –, evitando di inviare alcun genere di ricerca.

Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza. Almeno così la pensa il Nobel.

Come ha sottolineato Schekman, la tentazione di vedere i propri lavori pubblicati su quelle riviste spinge infatti i ricercatori ad aggiustare i risultati, per renderli più accattivanti e “alla moda”. Tutto questo ovviamente a discapito di scoperte magari meno trendy ma determinanti per il progresso.

Non pago, Schekman attacca anche gli editori, che, non essendo scienziati, preferiscono pensare allo scoop piuttosto che al valore intrinseco di un lavoro. Come dire, prima i soldi poi la scienza.

E addirittura, il prestigio di finire su quei giornali – ha denunciato il Nobel – ha spinto enti come la Chinese Academy of Sciences a pagare anche 30mila dollari i ricercatori che son riusciti nell’impresa di farsi pubblicare, costi quel che costi in termini di professionalità. E per alcuni – continua Schekman – queste tangenti rappresentano anche la metà dei loro stipendi. Schekman invita tutti i membri della comunità scientifica a imitarlo e a rifiutare questo ordine costituito, sostenendo piuttosto l’open-access (come fa lui da anni sul sito eLife). “Esattamente come Wall Street deve cancellare la vecchia cultura dei mega stipendi, allo stesso modo la scienza deve smetterla di assecondare la tirannia dei giornali di lusso”.

“Selezioniamo i lavori da pubblicare sulla base della loro rilevanza scientifica da oltre 140 anni“, ha risposto il redattore capo di Nature Philip Campbell. “Il sostegno che riceviamo dagli autori e dai critici sono l’unica conferma di cui abbiamo bisogno. Questo può portare a un certo successo mediatico, ma i nostri editori non considerano questo come l’obiettivo del nostro lavoro”.

È tuttavia certamente vero che l’affidabilità di un lavoro di ricerca passa attraverso il giornale che lo pubblica. Lo stesso Nature Publishing Groupha recentemente diffuso un sondaggio, condotto su oltre 20mila ricercatori, secondo cui i criteri giudicati fondamentali per scegliere la rivista a cui sottoporre i propri lavoro sono: la reputazione del giornale, la rilevanza che viene assegnata alla categoria per cui lavorano e l’impact factor. Quest’ultimo può tradursi con appetibilità, ovvero la probabilità che una pubblicazione sollevi interesse generale e copertura mediatica.
https://www.wired.it/scienza/lab/2013/12/11/nobel-boicottare-schekman-science-nature/

E' per questo che mi gira l'elica ogni volta che qualcuno dice "è scientifico". Soprattutto se non è uno del settore, crede nelle baggianate rese "scientifiche" dal un articolo pubblicato su riviste blasonate; e più sono blasonate, più sono corrotte.
Non lo dico io, lo dice un premio nobel, e assieme a lui, e già da decenni, molti altri.
Ci vogliono far passare per scientifiche le vaccinazioni, la chemio, le statine, l'Insulina come cura per il diabete....... e così i pazienti in terapia peggiorano la qualità di vita in modo scientifico, e muoiono in modo scientifico. E state certi che le loro morti non peggioreranno la statistica di quel chemioterapico, poichè il paziente sarà certamente morto per altri motivi; infarto, blocco renale...

Finiamola con i lavori scientifici pagati dalla Glaxo, sono morti da tempo. Per guarire bisogna disintossicare da cibo inquinato, aria insana, acqua sporca, denti metallici o morti, riequilibrare la flora batterica, eliminare i parassiti; e poi si guarirà da soli, senza farmaci.
Non è scientifico? Pazienza
Antonio Miclavez


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Accordo di Parigi sul Clima: genocidio contro la vita vegetale e tutta la vita sul pianeta

Accordo di Parigi sul Clima: genocidio contro la vita vegetale e tutta la vita sul pianeta

Proprio ora alberi, erbe, e raccolti stanno morendo per carenza di CO2 perché questa si trova quasi al livello piu’ basso mai avuto nella storia della Terra
by  Mike Adams
(Natural News) L’obbiettivo primario dell’accordo sul clima di Parigi, ovvero la riduzione dell’anidride carbonica atmosferica- non è niente di meno che genocidio contro tutta la vita vegetale sul pianeta

Questo perché tutte el piante dipendono dalla CO2 per la loro sopravvivenza. E’ l’”ossigeno” per le piante“ e proprio ora alberi, erbe, e raccolti stanno morendo per carenza di CO2 perché questa si trova quasi al livello piu’ basso mai avuto nella storia della Terra (a stento sopra i 400 ppm ora quando era solito essere oltre i 7,000 ppm in passato).

Gli umani che tentano di eliminare la CO2 dall’atmosfera sono come fosse “una malvagia pianta demone” di fantasia che cerca di eliminare ossigeno dall’atmosfera e nel fare questo causa una asfissia di massa di tutta la razza umana. Proprio come l’eliminare l’ossigeno è un genocidio contro gli umani, eliminare l’anidride carbonica è un genocidio contro le piante.
Esattamente come tutto cio’ che viene spinto da globalisti e burocrati scientificamente analfabeti, il cambio climatico, è una narrativa globale di distruzione della vita.

Se i terroristi del cambio climatico raggiungono i loro obbiettivi, DISTRUGGERANNO la catena alimentare del pianeta e getteranno tutta la vita sulla Terra – incluso quella umana- in una moria di massa.

Vedete, l’obbiettivo è la depopolazione. Eliminare la CO2 dall’atmosfera ha sempre voluto dire distruggere la vita umana, per raggiungere obbiettivio di riduzione della popolazione, apertamente esposti da ogni globalista liberale da Bill Gates a Ted Turner

Non potete salvare il pianeta uccidendo le piante
Come spiego nel mio video, non potete “salvare” il pianeta uccidendo tutta la vita vegetale. Il pianeta ha bisogno di maggiore CO2 e piu’ precipitazioni per sostenere piu’ riforestazione, piu’ produzione di cibo e la trasformazione di deserti in maggiori regioni che producono cibo.

L’aumento di precipitazoni è causato da temperature globali piu’ calde che aumentano le acque dei mari e rendono “piu’ umide” le masse di terra del pianeta
Un pianeta piu’ umido e verde con piu’ vita vegetale, sostiene piu’ biodiversità, sostenibilità animale ed una produzione di cibo autonoma nelle nazioni in via di sviluppo
Un pianeta piu’ caldo e piu’ verde, in altre parole, risolve la piu’ parte di problemi che ora affliggono l’umanità, incluso la scarsità di cibo, la desertificazione, le carenze di fornitura idrica

Non c’è da stupirsi quindi, se i globalisti malvagi e distruttivi non vogliono che il pianeta sia piu’ caldo con piu’ elevati livelli di CO2: disprezzano tutta la vita e cercano attivamente di depopolare il pianeta da umani.

I pazzi globalisti anti-vita vogliono che la Terra sia piu fredda, piu’ secca e svuotata di quelle piante ed ecosistemi che supportano la produzione di cibo e medicine. (Perché vogliono piu’ ghiaccio ovunque? Ecosistemi verdi non sarebbero meglio di terre ghiacciate? Perchè gli allarmisti del cambiamento climatico sono in iperventilazione, quando sentono che gli iceberg si stanno sciogliendo? )

Tutti loro vogliono che la Terra sia un pianeta morto, in altre parole sia come un mezzo per commettere omicidio di massa contro tutta la vita.

Veri ambientalisti e scienziati, come lo sono io, vogliono aumentare la vita sostenibile sul pianeta, che è la ragione per cui sosteniamo un pianeta piu’ verde e piu’ caldo con maggiori precipitazioni, una produzione di cibo piu’ veloce e maggiori livelli di CO2 nell’ atmosfera
Se amate la natura, vi unirete a noi nel sostenere la molecola che Madre Natura ha bisogno di fra fiorire: l’Anidride Carbonica
L’Accordo di Parigi sul Clima è un trattato per il genocidio ed una dichiarazione di Guerra contro Madre Natura e il Pianeta Terra.
Tradotto da: Cristina Bassi per thelivingspirits

Vedi anche: Il biossido di carbonio, il gas della vita 

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