giovedì 23 novembre 2017

Boicotta il Black Friday, scegli il verde!

Il grande giorno si avvicina: il Black Friday. Venghino signori venghino che qui si vende tutto, si compra tutto, si spende tutto!

Il venerdì nero, lo chiamano. Ma non pensate che si tratti dell’ennesimo sciopero dei mezzi pubblici metropolitani. Magari fosse quello. Si tratta invece del giorno dello shopping sfrenato. Un’usanza che – chi l’avrebbe mai detto?! – arriva direttamente dagli Stati Uniti: il regno per eccellenza del consumismo bulimico.

Cosa prevede il Black Friday è presto detto: incredibili sconti, offerte speciali, gara all’acquisto e, ovviamente, montagne di soldi spesi per lo più in grandi negozi e siti di e-commerce, aperti 24 ore su 24, riforniti di qualsiasi merce… una festa, insomma, per le multinazionali e i mega centri commerciali, reali e virtuali.
Un po’ meno per i piccoli produttori.
Un castigo per tanti lavoratori.
Un raggiro per i consumatori.
Una condanna per il pianeta.

Non potevano scegliere nome migliore, in effetti: BlackFriday. Nero.

Nero come il petrolio che verrà sprecato tra plastiche e packaging. Ogni anno finiscono in mare 12 milioni di tonnellate di plastica per lo più usa e getta e imballaggi. L’anno scorso in questo giorno sono stati fatti in media 12 acquisti al secondo solo su Amazon. Provate solo a immaginare quante confezioni sono state utilizzate e quanta spazzatura è finita in mare. e quanta ne finirà ancora…
Nero come il fumo che sovrasterà le nostre città intasate da fattorini e corrieri. Secondo il rapporto ‘An integrated perspective on the future of mobility’, redatto da McKinsey e Bloomberg New Energy Finance, a Londra i corrieri rappresentano il 10% del traffico veicolare ma sono responsabili del 30% delle emissioni di CO2 e di ossido di azoto, mentre a Pechino i furgoni commerciali sono il 15% del traffico e generano addirittura il 70% dello smog. L’anno scorso in Italia è stato superato il milione di ordini. Pensate a quanti corrieri sono serviti per smistarli… Intanto in Europa si contano i morti per smog e inquinamento: 467mila l’anno, per la precisione.

Nero come le condizioni del lavoro che vi si nasconde dietro. A che ritmi lavorano i dipendenti di Amazon ormai è cosa nota. Ma di lati oscuri inerenti le produzioni di grandi marchi ce ne sono molti. Per esempio quelli svelati da Abiti Puliti e Change your Shoes in un’inchiesta che svela come grandi marchi di moda – tra cui Tod’s, GEOX e Prada – siano molto lontani dal rispettare i diritti umani e sindacali degli operai che confezionano le loro merci. Nella moda come altrove: relazioni inique, sfruttamento e violazione dei diritti sono causa di una crescente sproporzione tra prezzi e valore reale dei beni. E chi ci guadagna è sempre il marchio che si appropria di oltre il 60% del prezzo finale, lasciando le briciole agli altri attori della catena di fornitura.
Nero come la morte di tante piccole imprese. L’impossibilità di competere con scontistiche e marketing sfrenato, orario continuato e magazzino smisurato, ha costretto tantissime piccole e medie imprese a chiudere. Basti pensare che in Italia nello stesso tempo in cui l’e-commerce ha macinato un più 10% di fatturato circa 300 piccole librerie hanno chiuso bottega.

Nero come l’umore di chi dopo l’ennesimo acquisto compulsivo si ritrova ancora più triste. Lo shopping compulsivo e la dipendenza all’acquisto sono ormai patologie tristemente diffusa e riconosciute. Ma anche se non si toccano questi livelli il comprare, che spesso ci viene dipinto come momento di relax e divertimento, nasconde tutt’altro. Il piacere è effimero e la gioia dell’acquisto viene subito superata da una nuova insoddisfazione, dalla smania di comprare di nuovo. È il mercato bellezza! Verrebbe da dire. È la pubblicità, il marketing e i decenni di strategie commerciali affinate e sperimentate che parlano. Che ci sussurrano di spendere ancora. Oggi soprattutto!
Nero come il buco nero in cui finiranno tutte queste compere.
Nero come il nulla in cui stiamo andando a sbattere.
Nero come l’oblio di ciò che davvero conta.
Nero, nero, nero!

E allora perché non rispondere col verde?
Il verde di una passeggiata all’aperto in un parco.
Il verde di un disegno a matita. Il verde di una cicoria ripassata!
Il verde di un venerdì passato in compagnia di chi si ama.
Il verde della natura.
Il verde dei soldi risparmiati e del tempo guadagnato!
Il verde speranza, che oggi ci siano più persone pronte a sorridere di quel che già hanno, piuttosto che comprare ciò che non gli serve.

Un giorno in cui essere liberi dai bisogni indotti, dal consumo fine a sé stesso, dagli sprechi e da questa sudditanza all’avere, tutto e sempre
Un grandissimo Pepe Mujica insegna che quando compriamo, quello che stiamo sprecando è tempo di vita, perché quando io compro qualcosa non lo faccio con il denaro ma con il tempo di vita che ho dovuto utilizzare per guadagnare quel denaro.
Venerdì riprendiamoci il nostro tempo e dipingiamolo di verde. Che di nero ce n’è già abbastanza.


mercoledì 22 novembre 2017

La Ricerca Interiore in un mondo completamente sbagliato

La Ricerca Interiore in un mondo completamente sbagliato

Questo nostro mondo è ormai così completamente sbagliato, talmente rovesciato e illusorio che per le persone è diventato praticamente impossibile anche solo immaginare che potrebbe essere migliore. Non è rassegnazione; quando uno si rassegna significa che sa come potrebbe essere una situazione ma si arrende a quello che invece è. Qui siamo ben oltre la rassegnazione: su questo mondo assurdo, le persone non sono rassegnate: no, sono così inconsapevoli di come potrebbe essere da litigare, in tutti i sensi e le concezioni di questo termine, all’interno delle condizioni assurde in cui vivono.
Ci sono le eccezioni ovviamente, ma essendo tali, tale è considerata anche la loro visione.

Per essere più chiari, è come se il mondo fosse una grande stanza con dentro una folla. All’interno della stanza ci sono alcuni piccoli tavoli, forse tre o quattro, con sopra poco cibo, per giunta in avanzato stato di decomposizione. L’aria è torrida, piena di fumo, maleodorante e La stanza non è chiusa, ci sono porte, finestre, uscite di emergenza.
All’interno della stanza la folla in preda alla fame si ammazza costantemente per il poco cibo marcio.
All’esterno della stanza, il mondo è pieno di cibo fresco, è primavera inoltrata, l’aria pulita profuma di fiori e le persone che ci vivono prosperano in civiltà, armonia, salute ed evoluzione.
Ogni tanto qualcuno da “fuori” decide che non ha senso la condizione delle persone dentro nella stanza e ci entra, cercando di convincerle ad uscire. Mediamente viene fatto fuori, oppure imprigionato, malmenato etc. etc.
All’interno della stanza ogni tanto qualcuno decide di non poterne più: inizia a farsi largo tra la folla. Le entrate e le finestre non si vedono a causa del fumo ma, proseguendo sempre nella stessa direzione, ovvero lontano dai pochi tavoli di cibo marcio, pian piano arriva in vista di una porta. Quando la trova si accorge che è aperta e il mondo, quello vero, è facilmente raggiungibile: allora si gira per avvertire gli altri i quali, per tutta risposta, gli si avventano addosso per cercare di trascinarlo di nuovo all’interno, a volte riuscendoci, a volte no.
Ecco, più o meno questa è la condizione del mondo vista da chiunque abbia attraversato una delle porte, ma anche semplicemente raggiunto una finestra e dato una sbirciatina fuori.

La Ricerca Interiore è un processo continuo, progressivo, di ricerca appunto, che consente di vedere il mondo per quello che è davvero. Lo stato di realizzazione è progressivo anch’esso, a meno che non si giunga per un motivo qualsiasi ad una condizione di realizzazione completa o di illuminazione. Lo stato precedente, quello di completo oscuramento della ragione, della percezione e di tutti i sensi è un po’ come la stanza dell’esempio. In realtà non esiste una stanza, non esiste una vera “prigione” o un luogo, se non nell’illusione di chi non si rende conto che il cibo per cui si batte è marcio, e continua ostinatamente a considerarlo come piatto prelibato.

Se, per fare un esempio, metà di quelli che si ammazzano in palestra per gli addominali a tartaruga dedicasse un decimo del tempo che passa ad allenarsi a sviluppare consapevolezza, questo mondo non sarebbe assolutamente riconoscibile rispetto a quello che vediamo ora.
Oppure, se un centesimo dei medici che pensano che la propria professione sia scegliere quale farmaco somministrare, dedicassero un solo decimo del loro tempo a comprendere quale sia la visione più oggettiva della vera cura, avremmo una vita media ben più lunga e uno stato di salute, nel frattempo, completamente diverso.
Se i ministri delle grandi religioni monoteiste dedicassero un decimo del tempo che dedicano alla politica ed all’ingerenza nelle questioni materiali, al benessere interiore degli altri esseri umani, non avremmo più guerre, delitti a sfondo religioso, fanatismi e sharie varie.

La Ricerca Interiore non è, come molti propinano, una fuga dalla realtà ma il suo esatto contrario: la potente ricerca di ciò che davvero E’!
Questo mondo è completamente sbagliato ma non “di suo”: sono gli uomini che ancora non hanno imparato a rifiutare il cibo marcio e andare in cerca di quello genuino. Fintanto che questo stato di ignoranza, superficialità e inconsapevolezza proseguirà, la nostra vita continuerà ad essere così profondamente errata.

E’ la visione che deve cambiare: occorre cercare il cibo buono, occorre rifiutare quello cattivo. Ma dato che le persone credono che quello marcio sia l’unico cibo possibile, ecco che, prima di tutto, occorre inizino a rendersi conto che quello che gli viene servito costantemente non è quello che gli spetta.
Occorre svegliarsi, farsi venire dei dubbi, intraprendere quei “percorsi” (espressione oggi tanto in voga quanto fuorviante) che portino a comprendere che la nostra vita, così com’è oggi e nella stragrande maggioranza dei casi, non è affatto tale.
Sveglia, cazzo!
Ci si vede in giro!

10 consigli per riprogrammare il cervello e uscire da Matrix

10 consigli per riprogrammare il cervello e uscire da Matrix

C’è un modo per riprogrammare il cervello e uscire da Matrix, il condizionamento sociale?

Pensa al modo in cui la maggior parte delle persone vive…
Ci si sveglia la mattina più o meno sempre alla stessa ora, ci si veste, si va a lavorare, si torna a casa 8 ore più tardi (se va bene), si guarda la TV e poi a nanna, per ripetere l’indomani la stessa routine chissà per quanti anni.

In molti considerano questo tipo di vivere come normale e salutare, ma se ti fermi e ci pensi bene non è poi così tanto salutare
E’ davvero questo vivere oppure è solo una programmazione mentale e stiamo sprecando tempo?
Le abitudini, le tradizioni e tutti i milioni sistemi di credenze ci hanno trasformati in automi senza cervello che non godono abbastanza della vita. Questa programmazione, tuttavia, può essere scardinata, rendendoci consapevoli di ciò in primis e scegliendo di cambiare poi.
Riprogrammare il Cervello è Possibile:
Qui di seguito trovi 10 suggerimenti che ti aiuteranno a riprogrammare il cervello e sfuggire alla matrice (MATRIX) in cui probabilmente sei intrappolato dal giorno della tua nascita:

1. Liberati dalle catene della religione

Dogmatica! La religione impone alla gente cosa credere e a cosa non credere, ciò che è buono e ciò che è male, ciò che è giusto e cosa è sbagliato. Così la religione impedisce alle persone di usare il proprio pensiero critico, la ricerca della verità (spiritualità) e raggiungere le proprie conclusioni.
Il risultato? Guerre e sofferenza da 2000 anni. Se desideri recuperare la tua individualità, inizia la tua personale ricerca della verità da zero e dentro di te.

2. BASTA dare potere a un’autorità

Ci è sempre stato detto di affidarci di quello e di quello ma mai nessuno ci ha insegnato ad affidarci di noi stessi. Cresciamo delegando la nostra felicità a chi ha più potere. Facciamo ciò che l’autorità ci dice di fare, votiamo politici che oltre a mentire sono anche loro stessi marionette manovrate molto molto bene da altre autorità più grandi.
Se vuoi davvero iniziare a riprogrammare il cervello e creare un cambiamento positivo nella tua vita e nel mondo, hai bisogno di smettere di dare il potere a pochi e assurdamente ritenerli responsabili per la tua vita e invece iniziare a prenderti la responsabilità del tuo destino, della tua storia, della tua vita.

3. Informati sul sistema economico attuale

Il denaro è creato dal debito, creando così l’illusione della scarsità di risorse. Questo costringe le persone a competere sul mercato e a lavorare come schiavi salariati. Ciò si traduce inevitabilmente nella tremenda sofferenza e nel conflitto sociale che prevale in tutto il mondo.
Inoltre, il nostro sistema economico richiede alle persone di consumare senza fine in modo che il denaro continui a circolare, portandoci così a comprare continuamente cose che non ci servono
Se non ti piace questo tipo di vita e desideri creare un cambiamento positivo nella tua vita e nel mondo approfondisci questo discorso educando te stesso a risorse alternative, e educare te stesso su alternative e ambientalmente sostenibili.

4. Staccati dal materialismo

Si ritiene che il denaro possa comprare tutto quello che serve e portare la felicità nella nostra vita. Ciò di cui abbiamo bisogno (oltre ovviamente a soddisfare bisogni come la sicurezza, l’alimentazione, ecc. che richiedono denaro) non sono né beni né servizi ma l’amore, l’amicizia e la creatività.
Vuoi riprogrammare il cervello? Investi del tempo per coltivare l’Amore dentro te stesso, per coltivare l’abbondanza nel tuo cuore e l’abbondanza riempirà la tua vita.

5. Sii consapevole di ciò che immetti nel tuo corpo

Mangi salutare o mangi male? Mangiamo cibi pieni di zuccheri, conservanti e chi più ne ha più ne metta. Non mi soffermerò molto su questo punto. Siamo ciò che pensiamo? Sì. Siamo ciò che proviamo? Sì. Siamo ciò che mangiamo? Ancora sì…

6. Segli con saggezza le tue fonti di notizie

Se da oggi in poi scegli di evitare i telegiornali farai l’affare migliore della tua vita. Miliardi di bit di spazzatura, paura in meno nel tuo cervello.
Riprogrammare il cervello significa anche scegliere cosa immettere al suo interno.
Non farti problemi, tanto se succede qualcosa di grosso lo sai comunque in meno di 5 minuti da un’altra persona.
Leggi, formati, sperimenta. Cerca il bello intorno a te

7. Leggi, leggi, leggi

Ci sono stati molti saggi nel tempo che hanno scritto i loro pensieri sui problemi della vita (e come possono essere superati). Ci sono state molte persone che hanno criticato il funzionamento della società e ci hanno offerto e ci offrono tuttora le loro intuizioni su come possiamo contribuire a creare un mondo più bello. I libri possono essere immensamente utili per aprire gli occhi e migliorare la qualità della tua vita. Leggili con cuore e con mentalità aperta.

8. Fuggi dal gregge

Tu sei un essere straordinariamente speciale, talentuoso, sei un essere unico e irripetibile. Purtroppo la società ha soppresso la nostra individualità fin dal giorno in cui siamo nati. Siamo stati programmati a dubitare di noi stessi e a fare in modo che ci consideriamo tali e quali agli altri. Da oggi staccati dal pecorame, chiediti cosa sai fare e migliorati migliorando gli altri. Ascolta la tua voce interiore e vivi davvero la vita che vuoi vivere!

9. Esprimi la Tua Creatività

Un ottimo modo per riprogrammare il cervello è quello di concentrare la tua attenzione sulla creatività, ci sono molti modi per farlo. Siamo tutti nati creativi, ma piano piano la nostra creatività è stata soppressa così tanto che abbiamo quasi dimenticato che siamo esseri creativi. Ricordi quando eri bambino?! Essere creativi significa pensare fuori dagli schemi e vedere la vita da prospettive diverse. Renditi conto che tutto ciò che esiste prima è stato un’idea…. Pensaci.

10. Sviluppa consapevolezza

L’ultimo consiglio che voglio darti è quello di imparare l’arte del vivere nel momento presente. Quando sei consapevole del qui e ora non sei una vittima del tuo passato e non sei vittima della preoccupazione del futuro. Ci sono molte tecniche di meditazione là fuori che possono aiutarti a diventare consapevole. Inizia ora non aspettare!
Fonte: blogpositivo.it

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lunedì 20 novembre 2017

Bio-logico o Bio-illogico?

Bio-illogico
di Silver
Sono ormai tanti anni che la parola BIO è entrata nel vocabolario comune: grazie al marketing, si sa, ogni anno alcune parole assurgono al ruolo di catalizzatore e condensatore di concetti che, salvo qualche rara eccezione, hanno il compito di indorare la pillola se non, addirittura, vestire il lupo coi panni della nonna.
Perché il marketing non è certo fatto per influenzare la realtà, bensì la percezione della realtà.

Per meglio esser chiari… non esiste nessuno che può creare un bianco che sia più bianco del bianco, ma esiste qualcuno che, grazie a questo concetto, è riuscito a far comprare ad un prezzo maggiore del suo reale valore un fustino (ormai famoso) e a rendere più ricca qualche multinazionale della nettatura.
Il marketing, d’altra parte, è figlio di una mamma di cui tutti conoscono l’esistenza ma di cui pochi ne sanno davvero qualcosa: la propaganda.
Madre è figlio si somigliano davvero tanto perché entrambi discendenti da un avo di origine ellenica che si chiama linguaggio persuasivo a sua volta figlio di Retorica e Dialettica.

Questa particolare “casata” nacque con lo scopo di influenzare le persone creando una (non) realtà verosimile nell’immaginario degli ascoltatori così che possa essere in grado di dare un’aura di sicurezza e di servire una soluzione attraente, unica e formalmente corretta; può essere destinata all’acquisto di un prodotto o al far digerire al volgo una nuova legge iniqua o l’ingresso in una guerra d’occupazione.
Solo la Storia sa quante persone hanno subito gli effetti di un arma tanto potente quanto invisibile. E noi sappiamo quanto questa famiglia sia viva ed attiva oggi più che mai perciò affrontiamo il discorso che segue con mente vigile ed aperta.

In questo articolo parleremo un tema che ci sta molto a cuore: cosa è BIO-LOGICO e cosa BIO-IL-LOGICO.

Per iniziare partiamo banalmente dall’etimo della parola. BIO = Vita, per cui biologico significa “la logica della vita” o, in senso lato, la logica della Natura e ciò che vi è di vero in essa e nelle sue leggi universali.
Per contro, bio-il-logico significa “la NON logica della vita” (ironicamente si potrebbe pensare anche come “la logica della NON vita”), laddove NON logico significa “errato”, “falso”.

L’articolo ha un seguito di altri argomenti correlati al BIO che, a parer nostro, possono essere riassuntivi di quanto vogliamo esporre, ma sentitevi liberi di indicarci altri esempi e mandateci i vostri articoli o chiedeteci di pubblicarne uno per voi. Lo faremo con piacere.

Iniziamo col cibo Biologico ( e da cos’altro potevamo iniziare, se no? Qualche anno fa, quando iniziai a sentir parlare di verdura biologica, mi venne da ridere. Per me quella verdura era semplicemente… normale.

Semmai avrebbero dovuto definire Bioillogica la verdura coltivata con le tecniche moderne!
Marketing 1 – Buonsenso 0

Da allora sono stati creati fior di marchi BIO, articoli su quanto fa bene mangiare BIO, catene di negozi BIO, e a Torino si prega… pardon… si mangia da Oh Mio Bio.
Mangiare un frutto “biologico” significa mangiare un frutto cresciuto in modo naturale sulla pianta ovvero crudo e fresco.
Vi sembra una banalità quanto ho scritto? Io credo proprio di no.

Tutto ciò che viene cotto, alterato e sofisticato non ha nulla a che vedere con la logica della vita e quindi non dovrebbe potersi onorare del titolo di Biologico.
Eppure… contate quanti prodotti confezionati ci sono un un supermercato BIO e ditemi in quale angolo remoto del mondo la Natura li fa crescere sulle piante.

Comunicare che una marmellata è BIO o che una marmellata è stata ottenuta da frutti biologici (ovvero naturali e normali) non è la stessa cosa e il marketing lo sa bene. Il marketing vive di etichette.
Marketing 2 – Buonsenso 0

Un giorno mi recai per la prima volta in un supermercato BIO pensando, ingenuamente e scioccamente, di assistere alla nascita della nuova era vegana. Nel mio piccolo e confortevole mondo avevo solo notizia di vegetali e detersivi bio (ovvero con tensioattivi vegetali) e di certo non mi aspettavo un mega reparto carni e formaggi. Che colpo allo stomaco!
Pezzi di animali con etichette BIO. Commovente: un animale morto con l’etichetta “Vivo”.
Latte cagliato e stagionato BIO. Ovvero derivato da latte fatto da mucche che probabilmente hanno visto un pezzo di pascolo e sottratto al vitellino che, probabilmente, ora stava facendo mostra di quanto fosse bello dentro… nel banco affianco. Il formaggio è un puro artefatto umano, inesistente in natura e perciò non contemplato in alcuna alimentazione naturale. Non è né Bio né, tanto meno, logico.
Marketing 3 – Buonsenso 0

Partita finita e tutti a casa.
Le nostre istituzioni hanno creato la macchina del business del BIO, aumentando i costi per gli agricoltori, distraendo l’attenzione del consumatore e vendendogli l’etichetta di fiducia.

Sia chiaro: non vogliamo parlar male delle verdure biologiche, che certamente sono migliori di quelle bioillogiche, ma solo dare una visione più ampia e meno incantata di questo prodotto di marketing.
Ricordate una legge immutabile: “il mercato è fatto dai consumatori”
In un mondo dove esistono agricoltori che spediscono da tutta Italia, che coltivano in modo naturale, che hanno 1000 recensioni, che partecipano a GAS, ancora sento dire “ma come posso essere sicuro che non utilizzi sostanze nocive?”
I benefici di alimentarsi in modo naturale sono innumerevoli e ben spiegati nel libro Fruttalia.
Il gusto stesso dei cibi è diverso, più ricco di sfumature, intenso ed invoglia a mangiar più crudo.
Al contrario, carne e formaggi, anche se con l’etichetta di fiducia, non potranno mai essere salubri perché rimarranno delle aberrazioni dell’alimentazione umana.
Tutti i cibi di origine animale, inacidiscono il corpo, sono difficilmente digeribili, sporcano molto il sangue, incollano gli intestini, debilitano il sistema immunitario.

Quando un cibo è BIO-IL-LOGICO non potrà mai apportare benefici nemmeno se tutti i medici e tutte le istituzioni del mondo continueranno a dire il contrario.
Prendete questo articolo e quelli che seguiranno come spunto di riflessione.

Se non sarete voi stessi a preservare la vostra salute, nessuno lo farà mai davvero per voi: il marketing delle etichette è in mano ad industrie alimentari e farmaceutiche che hanno a cuore solo i loro interessi, non i vostri.

Ippocrate disse:
“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo ”
Ippocrate parla a te e ti chiede di prenderti cura in prima persona della tua salute senza demandarla a nessun altro. Questo è un pensiero BIO-LOGICO.
Grazie

Seconda parte…

domenica 12 novembre 2017

Le 5 Leggi Biologiche: un VACCINO contro la “paura”, l’interruttore di tutte le malattie!

Prendo spunto da questo articolo e dal relativo video per tornare su un argomento fondamentale alla base della malattia e della salute: la paura.

La paura è l’interruttore che attiva la malattia(SBS - Speciale processo Biologico Sensato).
Il termine “paura” tuttavia non è da intendersi in maniera letterale bensì molto allargata per poter comprendere ogni situazione in cui il nostro essere multidimensionale percepisca, quasi sempre in maniera inconscia, una situazione di pericolo da cui è necessario divincolarsi.

Il nostro vivere è governato dall’amore, quando c’è amore c’è vita serena e spensierata, si può sperimentare l’esistenza che è uno degli scopi per cui siamo qui, questo lo si evince in particolar modo quando sopraggiunge la paura che frena la vita, ci colpisce dentro, ci destabilizza dal precedente stato di armonia, oggi purtroppo fin troppo effimero. Al termine di tale situazione angosciante, che bene o male tutti viviamo anche più volte al giorno con varie colorazioni ed intensità, subentra la malattia a porre rimedio alle modificazioni biologiche indotte nel corpo dalla paura(molto spesso inconscia).

La permanenza prolungata nello stato di paura, tensione, ansia, determina la gravità e la durata del processo biologico di ripristino SBS(malattia) del quale continuano a dirci insistentemente che è un male e che va bloccato ad ogni costo(sempre il nostro!).

Conoscere le reazioni del nostro corpo e le motivazioni del perché questo accade ci permette di sapere dove si trova l’interruttore e molto spesso anche di riuscire a spegnerlo per tempo.

La conoscenza, anche se non ben approfondita, dei processi biologici e del loro senso naturale costituisce una barriera impenetrabile alla paura, una barriera che possiamo ben definire come vaccino, nel senso che ci rende quasi del tutto immuni ad essa tenendoci alla larga praticamente da tutte le malattie, soprattutto le più gravi. 

E’ opportuno rappresentare che la malattia non può essere del tutto eliminata, ma quando si scoprono le sue reali cause e funzioni si comprenderà che questo è un bene. 
Attraverso la conoscenza dei propri processi corporei, suffragata costantemente dalla diretta esperienza su di sé, la paura di sottofondo che fa da catalizzatore alle patologie, soprattutto quelle più gravi, sarà quasi del tutto rimossa e si potrà facilmente evitare di inciampare nei grandi mali del secolo come ad es. : infarti, sclerosi, tumore, diabete, ecc..

Questo diventa possibile poiché si acquisisce un modo di vivere particolarmente attento alle proprie reazioni e comprendendo le circostanze che conducono alla lunga alle patologie più spaventose si potrà starne abbondantemente alla larga, inoltre conoscendo molto bene se stessi si vivranno anche percezioni(emozioni) molto intense ma scevre della paura che attiva il meccanismo automatico della sopravvivenza comunemente definito malattia.
 
Insomma un vaccino di un’efficacia sorprendente che potenzialmente protegge da ogni patologia, un vaccino che esiste eccome, ma non è in vendita e nessuno, dico nessuno, deve avere accesso ad esso, perché altrimenti il diabolico “gioco” della “sanità” e del controllo si sgretolerebbe irrimediabilmente. 

Queste ed altre motivazioni sono la causa per la quale le 5 Leggi Biologiche vengono combattute, derise, oltraggiate, ostracizzate, taciute e strumentalizzate, inoltre sono controllati gli addetti al settore che comunemente vengono additati come santoni, illusionisti e quindi quando possibile perseguitati nei modi più infimi(leggi), nonostante le evidenze scientifiche non manchino affatto.
Non è un vaccino di facile accesso poiché richiede un certo impegno, anche se in effetti non più di tanto, richiede di dovere lasciar andare ogni paradigma imposto e riscrivere ex-novo tutto ciò che riguarda la salute e la malattia, ma una volta riprogrammatici secondo le leggi della natura(5LB) la vita prenderà un’altra piega.

La malattia non sarà più temuta bensì amata e quando sopraggiungerà, perché essa non può essere del tutto elusa in quanto dono della natura per sopravvivere, sarà accompagnata con consapevolezza ed amore alla sua bio-logica conclusione, certi che avrà fatto al meglio il suo compito sul nostro corpo, ma ancor più nel nostro spirito.
Auguro ad ogni essere portatore di umanità di poter iniziare questa meravigliosa scoperta della vita e di se stesso.
Buona vita.
Marcello Salas

Approfondimenti necessari:
·       Metastasi o paura?


Eccovi uno stralcio di un breve ed interessante video:

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