sabato 22 settembre 2018

Guerriero Spirituale, la Nuova Mascolinità

Guerriero Spirituale, la Nuova Mascolinità

Carla Babudri

Un “guerriero spirituale” è qualcosa di ben diverso dagli uomini che vengono mandati in Afghanistan o in Iraq, uomini che purtroppo vanno contro la propria stessa anima.

Il guerriero spirituale è il guerriero del cuore, combatte per la vita, non contro di essa, e credo che, oggi, molti giovani stiano rivendicando sempre di più questo diritto.

A scuola i bambini imparano a comportarsi bene e ad essere dei bravi ragazzi, ma questo non li rende uomini veri. Abbiamo bisogno di autenticità, di spontaneità, di una nuova iniziazione del maschile ai misteri della vita stessa.
Un tempo l’iniziazione era composta da riti che onoravano il mistero della vita e della magia, valori che non possono essere appresi a scuola. Al contrario, le fondamenta del patriarcato si radicano su religioni istituite da uomini per uomini, con una visione fortemente unilaterale.
Adesso abbiamo bisogno di incentivare un nuovo equilibrio tra energia maschile e femminile. Le donne hanno sacrificato la loro femminilità profonda per diventare uguali agli uomini, ma le donne non sono uguali agli uomini e viceversa. 
La mascolinità sana non è di sicuro quella del “macho”, che non ha alcun sentimento e che si nasconde ancora dentro una immagine antiquata e autoritaria, ma nemmeno quella dell’uomo troppo fragile ed inerme, in balia delle sue emozioni, che non sa più cosa vuole e che non è più in grado di agire. Ci sono, però, anche uomini che ricercano nelle profondità dell’anima e fanno la loro discesa nel silenzio, anche se è un percorso doloroso.
Mentre il movimento energetico della donna è verso l’alto e dall’interno verso l’esterno, il movimento dell’uomo va verso il basso e va dall’esterno verso l’interno. A causa di questo movimento opposto, le donne camminano avanti e sono più presenti. Ma entrambi i sessi devono percorrere la loro strada parallelamente. La donna deve recuperare il potere che le è stato tolto, invece l’uomo lo dovrà perdere, imparando a morire per rinascere, un processo di “iniziazione invisibile” incominciato già molto tempo fa.
Nella società di oggi, abbiamo bisogno di nuovi padri che sappiano insegnare ai loro figli maschi la strada verso la vera mascolinità. Abbiamo già perso troppi uomini, proprio per il mancato esempio di paternità positiva.
Per via di questa carenza, molti giovani uomini, oggi, stanno cercando di creare da sé la propria iniziazione, riversando il loro vuoto nella depressione, a volte nelle droghe, nella solitudine infinita, nella dispersione… perdendo del tutto la propria identità.
Quando un padre è assente, come può un figlio maschio trovare la giusta iniziazione al proprio sesso, in modo da poter vivere come un vero Guerriero Spirituale?
Articolo di Carla Babudri


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mercoledì 19 settembre 2018

I vaccini uccidono i bambini e i Senatori sono complici!

I vaccini sono bombe che uccidono


Da Daniele 12 – 07 – 2017
I vaccini sono bombe che uccidono i bambini, e i Senatori sono complici.
Il Dottor Franco Trinca è un Biologo Nutrizionista, Specializzato in Scienza dell’Alimentazione all’Università di Perugia.
Nel video che segue, registrato l’11 luglio 2017 nei pressi di Piazza Montecitorio, durante una delle proteste che da mesi continuano a oltranza, il biologo spiega che sono state inviate delle PEC (Posta Elettronica Certificata) agli indirizzi e-mail delle principali istituzioni, con dei documenti scientifici in allegato.

I documenti scientifici dimostrano che gli attuali vaccini contengono metalli pesanti e altre sostanza che vanno a distruggere il sistema antiossidativo, sistema che permette agli esseri umani di vivere.

È stato dimostrato, infatti, che lo stress ossidativo ha causato la morte di bambini autistici. È lo stress ossidativo che uccide i bambini e dunque, se i vaccini contengono sostanze che causano questo stress, le massicce dosi di vaccini che il Governo vorrebbe sottoporre ai nostri figli, secondo il biologo, sono «bombe che uccidono i bambini».

Il Dottor Trinca è perentorio: se prima i Senatori potevano non saperlo, adesso lo sanno e non potendo più giustificarsi, in qualche modo, con la scusa dell’ignoranza, diventano complici di una «legge omicida».

E incalza: «Lo dico ai Senatori: se mi volete querelare, almeno lo spiego in Tribunale».

Ex carabiniere sui vaccini: viviamo in un mondo che disprezza le sue creature più innocenti e nessuno reagisce nè si scandalizza!!

MAI E POI MAI, SE FOSSI RIMASTO CARABINIERE, AVREI PERMESSO CHE UN SOLO BAMBINO RIMANESSE FUORI

Il mondo è nel pieno di un delirio.

Tutte le certezze che avevamo (e che ci facevano vivere "bene") sono crollate o stanno crollando una dopo l'altra: andare in pensione ad un'età accettabile, crescere i nostri figli senza il fiato sul collo di dover loro inoculare tonnellate di merda chimica, crescerli sapendo che una "diversità" non significa "visita dal neuropsichiatra", crescerli senza la paura di dover, un giorno o l'altro, ritirarli da scuola o vaccinarli forzatamente a causa dell'ennesima epidemia costruita ad arte, sapere che un magistrato è prima di tutto un essere umano come tutti noi e che quindi ci si aspetta che giudichi in diritto e coscienza.

Quando ero nell'Arma dei Carabinieri, chi veniva "beccato" senza documenti e/o entrato illegalmente nel nostro Paese, veniva chiamato "clandestino", e si portavano avanti tutte le procedure del caso, fino, all'epoca della Bossi-Fini, all'arresto obbligatorio in flagranza di reato per chi avesse omesso di ottemperare al decreto di espulsione.

Ora, sembra di vivere in un modo senza regole, ove vige la Legge del denaro e del più forte.

Un mondo che disprezza le sue creature più innocenti, ove un Ministro della Repubblica prima dice una cosa e poi fa l'esatto opposto.
Un mondo ove LA PAROLA DATA non conta più un cazzo di niente.

Un mondo ove NESSUNO più reagisce o si scandalizza davanti a promesse disattese.

Ringrazio, ogni giorno di più, di essermi congedato dall'Arma dei Carabinieri perché uno Stato che non mantiene la parola data NON merita di essere servito.

Quando mi sono arruolato, mi hanno "riempito il cervello" di parole come onore e lealtà.
Dove trovo onore e lealtà nell'impedire a un bambino di entrare all'asilo?
Pietro Eupremio Maria Bisanti

La storia scioccante della chemioterapia!

CANCRO - DOMANDE FREQUENTI - FAQ – 1
D. In che modo si giunge alla chemioterapia come prima opzione per il trattamento del cancro?

R. Durante la seconda guerra mondiale, il cosiddetto dipartimento della "difesa" statunitense si ritrova in giacenza smodate quantità di gas nervino inutilizzato. Il temutissimo gas nervino è impiegato alla grande durante la prima guerra mondiale ma dato che le regole di combattimento, questa volta, nella seconda guerra mondiale, prevedono il bombardamento delle popolazioni civili disarmate delle città, non si sa bene che uso fare dei gas nervini rimasti in giacenza. E allora qualcuno del dipartimento, non avendo di meglio da fare, prova a convertire il gas nervino in sostanze alternative per uso terapeutico. È questo l'inizio dell'era del trucco della chemioterapia.

Almeno un centinaio di farmaci brevettati del tempo di oggi derivano direttamente dal velenosissimo agente contenuto nel gas nervino, precedentemente utilizzato per ammazzare soldataglia di trincea in battaglia.
Molti ruffiani in camice bianco ignorano questi dettagli ma stai sicuro che non troverai mai un oncologo tanto sprovveduto da maneggiare quei farmaci senza guanti robusti, maschera anti-tutto e senza essersi garantito con le altre protezione prescritte dalla casa produttrice.

D. E allora, se si tratta di veleni tanto tossici e potenti, con che coscienza si sparano in vena a della gente già malata e disabilitata?

R. L'industria del cancro è un'industria di monopolio e pratica le politiche restrittive. I veleni brevettati sono gli unici ammessi dall'industria medica del cancro e tutti i ruffiani del sistema si devono adeguare, se vogliono guadagnare e/o solo mantenere il posto di lavoro. Dietro alla morte di 8 milioni di vittime ogni anno, le multinazionali incamerano cifre spropositate, e si tratta per la gran parte di denaro dei contribuenti, perché la propaganda per la finta lotta contro il cancro consente alle mega-imprese, che guarda il caso sono sempre le stesse, ogni anno, di accedere a sistematiche raccolte fondi e a conti bancari che tutte le altre industrie dei veleni e delle malattie si sognano.

D. Ma è possibile che esiste gente tanto insensibile alla sofferenza degli altri?

R. Pare di sì. Solo per fare un esempio, c'è una ditta nota, che in quel tempo si chiama IG Farben e che oggi, in tutto o in parte, si chiama Bayer, ha eretto uno dei suoi primi e giganteschi centri di fabbricazione farmacologica proprio ad Auschwitz, e naturalmente il lavoro fisico per la sua costruzione è stato assegnato ai detenuti-schiavi dei campi di concentramento.
Nessuno potrà mai sapere e spiegare fino in fondo cosa ha in testa certa gente.

The Shocking History of Chemotherapy! (video)


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La Chemioterapia è cancerogena: l’Oms lo conferma

La Chemioterapia è cancerogena: l’Oms lo conferma

Sembra una barzelletta, purtroppo è tutto vero: la chemio è cancerogena. Sì, avete letto bene: la terapia che dovrebbe curare i tumori, in realtà spesso è un agente che ne scatena l’insorgere.

In realtà, c’è da dire che già da tempo si conoscono gli effetti collaterali di questa cura. Per fare un esempio, già nel 1938 il farmaco “DES”, usato principalmente per curare il cancro alla mammella, era stato messo in discussione per i suoi noti effetti collaterali, anche nel lungo termine. Tuttavia, il DES uscì fuori commercio solo nel 1970, sostituito dall’altrettanto discusso “TAMOXIFEN” farmaco antitumorale e antiestrogeno.
A proposito di TAMOXIFEN, il ricercatore canadese Pierre Blais lo descrive come “farmaco spazzatura che si pone ai vertici del mucchio di immondizia”, poiché promotore di cancri particolarmente aggressivi all’utero e al fegato, nonché responsabile di fatali coagulazioni di sangue e ostacolo ad altre numerose funzioni. È sconcertante e paradossale pensare a quei milioni di donne nel mondo che vengono indotte a curare il cancro alla mammella con la chemioterapia e altri farmaci pericolosi come il tamoxifen, ovvero con sostanze classificate proprio come cancerogene.

Come se non bastasse, una statistica condotta dall’OMS in unione con l’American Cancer Society, quantifica il reale beneficio della chemioterapia in una media di appena il 2,2%. Come dire: i rischi sono di gran lunga maggiori dei reali effetti positivi.

A tutto questo, c’è una spiegazione scientifica. La chemioterapia distrugge il DNA di tutte le cellule che si dividono velocemente. Le cellule cancerogene si dividono rapidamente. Ma anche le cellule del sistema immunitario si dividono rapidamente! La chemio, in sostanza, distrugge anche l’unica cosa che può salvarci la vita! Questo avviene perché nel nostro corpo una stessa proteina funzionale (come quelle attivate dalla chemioterapia) può svolgere compiti completamente diversi in distretti diversi del corpo. Sono i famosi “effetti collaterali”. A volte possono essere leggeri; altre volte, come nel caso della chemio, possono essere devastanti.
Altro dato interessante: la chemioterapia non distruggerà mai il 100% delle cellule cancerogene. Al massimo potrà eliminare dal 60% all’80% (nel più ottimistico dei casi!) delle cellule cancerogene. Il “resto” del lavoro è svolto dal nostro sistema immunitario. La domanda ora sorge spontanea: perché è stato possibile continuare a curare i malati di cancro con la chemio per così tanto tempo, senza cercare una soluzione alternativa?
Ignoranza? Interessi “maggiori” di quelli dalla salute delle persone (dato che un trattamento chemioterapico può costare al Sistema Sanitario Nazionale anche mille euro al giorno)? Forse a questa domanda non avremo mai una risposta. E allora facciamone un’altra: esiste davvero una soluzione alternativa per la cura del cancro?

Per trovare una risposta, bisognerebbe prima capire cos’è il cancro. Secondo il professor Giuseppe Genovesi, ricercatore universitario presso il Policlinico Umberto I di Roma e presidente del PNEI: “Bisogna riconsiderare l’uomo non più come un organismo biochimico, ma come un organismo biofisico. Le nuove scoperte della Fisica Quantistica ci dicono che noi siamo costituiti sì da atomi, molecole, ma ci dice anche che questi atomi e queste molecole non sono altro che la manifestazione di una determinata frequenza di energia. Il cancro è il risultato di un’alterazione delle frequenze del nostro corpo, che causa un errore informazionale nelle nostre cellule, facendole ammalare. Se quindi guardiamo all’uomo come a un campo energetico costituito da fotoni e non più come a un semplice aggregato di atomi, è chiaro che si può guarire semplicemente ripristinando i corretti flussi di energia nel nostro corpo, in modo tale che le cellule malate riacquistino le giuste informazioni e ripristino le loro corrette funzioni.”

E chi legge le “informazioni” che riceviamo dall’esterno? Per decenni si è creduto che i nostri geni fossero responsabili della nostra salute. Se un genitore era morto di cancro al polmone, lo stesso destino avrebbe potuto attendere suo figlio. Ma non è così. Uno studio condotto dalla università di Montreal, ha evidenziato che su 100 donne con cancro al seno, solo 7 trasmetteranno il gene malato alle proprie figlie. E tra le figlie portatrici del gene malato, non è detto che tutte si ammaleranno di cancro. E lo stesso ci insegna lo scienziato americano Bruce Lipton: non sono i geni a farci ammalare, ma il modo in cui il nostro corpo interpreta gli stimoli ambientali. Per questo Lipton parla di “Biologia delle credenze”. La nostra mente inconscia elabora ogni secondo oltre 4 miliardi di informazioni e risponde ad essi in base a come è stata programmata.
Come ci ricorda anche il Dr. Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI®: “È la nostra mente inconscia che controlla il 95% delle nostre funzioni. È lei che regola la respirazione, la digestione, il battito cardiaco, la pressione arteriosa. È lei che “legge” le informazioni dell’ambiente e attua meccanismi di risposta appropriati. Allo stesso modo, è lei che sa quali frequenze sono giuste per noi. Possiamo quindi comprendere quanto sia importante imparare a comunicare con la mente inconscia, se vogliamo prendere piena consapevolezza della nostra vita. Imparare a comunicare con la nostra Mente Profonda, è infatti l’unico modo per determinare autonomamente se i flussi di energia nel nostro corpo sono corretti o scorretti. Le cellule impazzite del cancro non sono altro che cellule che hanno ricevuto frequenze sbagliate. Ridando loro le giuste informazioni, esse possono riappropriarsi della loro corretta natura e ripristinare tutte le loro funzioni.”
Da quali risorse possiamo attingere per ridare le giuste frequenze al nostro corpo? Il Metodo RQI® lo fa a partire da tre soluzioni, che lavorano sui tre differenti “livelli” che costituiscono l’essere umano: la materia, l’energia e lo spirito.
Riferimenti:


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