giovedì 15 settembre 2016

CICAP: se li conosci li eviti

È ormai da qualche anno (diciamo da quando mi occupo di controinformazione, che poi in tanti casi è l’unica informazione possibile) che non appena tocco un qualsiasi argomento “interessante” perché ancora da esplorare e da interpretare, mi imbatto in qualche “esperto” del CICAP. Sto parlando di tematiche comunemente (e spesso erroneamente) chiamate come “teorie del complotto”. Comincio dicendo che secondo me, l’utilizzo stesso dell’espressione “teorie del complotto” è fuorviante. 

Non ho mai avuto una chiara idea di come mai teorie e tesi alternative a quelle “ufficiali” vengano messe tutte insieme nello stesso calderone: insomma, uno che crede che la versione ufficiale degli attentati delle Torri Gemelle presenti molte incongruenze, per quale motivo deve essere messo dentro lo stesso gruppo di un “ufologo”? Che nesso hanno le due cose? Ecco per quale motivo mi fa storcere il naso l’espressione vaga “teorie del complotto”: ci sono le teorie valide e poi ci sono le panzane. Non bisogna buttare entrambe le categorie in un solo pentolone, il rischio è quello di non ragionare più con la propria testa, ma con quella degli altri. Per chi vuole, ho già scritto su questo blog sull'argomento "debunkers".

Cos’è il CICAP? Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) è un’organizzazione italiana no-profit fondata nel 1989, che si pone come obiettivi la divulgazione del metodo scientifico e la spiegazione razionale dei cosiddetti fenomeni paranormali. Tra i soci fondatori spicca Piero Angela, il famosissimo divulgatore televisivo italiano. 

Cominciamo dai meriti (innegabili) de CICAP: i loro interventi e le loro inchieste hanno sicuramente salvato delle persone che rischiavano di cadere vittime di truffe (ad esempio sedicenti maghi, indovini, etc.) portando avanti campagne socialmente utili per evitare che questi raggiri potessero perpetrarsi ancora. Fin qui tutto bene. Ma veniamo ora alle critiche (altrettanto innegabili) che dobbiamo fare a questi signori.

Il metodo: mi dispiace, ma l’atteggiamento ultra-conservatore (quasi integralista) contro qualsiasi novità non è un atteggiamento scientifico. Esempio? L’omeopatia. Proprio sull’omeopatia sembra arenarsi oggi il CICAP, non a caso: pare che il drammatico calo di consensi e di soci (e quindi di entrate) siano in gran parte dovuti a questo atteggiamento di rifiuto anacronistico di ogni teoria alternativa (culminato con una brutta copia del “suicidio omeopatico” promosso dagli scettici inglesi). Queste posizioni medievali non sono certo ben viste, neanche dalle comunità scientifiche. Non a caso, quando il CICAP ha promosso una campagna per raccogliere 500 nuove associazioni per salvarsi dalla chiusura (quasi inevitabile) quanti “grandi scienziati” hanno sentito il bisogno di soccorrere questi prodi guerrieri della scienza? Zero. Neanche uno. E non riusciranno neanche a fare 500 soci in un anno. Il che è tutto dire. 

Questo atteggiamento di rifiuto è diametralmente opposto all’atteggiamento che dovrebbe tenere uno scienziato. La scienza avanza, non conserva. Non si ferma, ma procede. Si evolve. Ergo, fatti e fenomeni che oggi parrebbero assurdi e inspiegabili, in futuro potrebbero essere accompagnati da nuove scoperte scientifiche. Certo, non con l’atteggiamento chiuso e retrogrado del CICAP. Lo scienziato deve sempre avere la mente aperta a nuove scoperte, anche se dovesse significare mettere in dubbio le passate certezze. Insomma, questi del CICAP sembrano più talebani della scienza, che scienziati o ricercatori. Se tutti gli scienziati avessero avuto le posizioni di Piero Angela (un "uomo di scienza" nuclearista contro l'energia eolica?) e del CICAP, saremmo ancora all'età della pietra.

I temi: le tematiche che toccano spesso, al contrario di quello che il loro nome lascerebbe intendere, non sono affatto paranormali. I cerchi nel grano sono fenomeni paranormali? No. L’assassinio di J.F. Kennedy a Dallas è un fenomeno paranormale? No. Il crollo delle Twin Towers l’11 settembre è un fenomeno paranormale? No. La morte di Lady Diana è un fenomeno paranormale? No. Cos’è un fenomeno paranormale, innanzitutto? 
Un fenomeno paranormale è un evento che risulta contrario alle leggi della fisica e agli assunti scientifici.

Cosa dovrebbe fare a questo punto il CICAP, se fosse composto da persone serie? Indagare! Spiegare cosa c’è di strano e, se il fenomeno è spiegabile scientificamente, dire perché. Se non lo fosse, la scienza deve saper ammettere che non riesce a trovare spiegazione a questo dato fenomeno.

Cosa fa invece il CICAP?  A priori, dice “questo non è possibile”. Ed ecco che il gioco riesce. Ma le cose non stanno così, la realtà è molto più grave invece: il CICAP, “smascherando” maghi e impostori, assume una credibilità “a basso costo” (“Avete visto? Hanno scoperto il mago che ingannava la gente?”) per poi sfruttare strumentalmente questa credibilità per mettere dentro un unico calderone assieme a maghi, nani e buffoni ambulanti, anche questioni che il Sistema non vuole che vengano messe in discussione: 11 settembre, Dallas e così via.

Quello che il CICAP sembra fare non è smascherare bufale paranormali: l’obiettivo è sbufalare (in malo modo e in malafede) tematiche molto più delicate (come l’11 Settembre) per indurre la gente a credere (senza porsi domande) alle cosiddette “versioni ufficiali”. Certo, ci vuole una bella faccia tosta. Specialmente in Italia, il paese delle stragi di Stato, Ustica, le trattative Stato-Mafia, eccetera, eccetera, eccetera.

E. PRIEBKE: L'OLOCAUSTO E' UNA TRUFFA

https://www.youtube.com/watch?v=_jjrffa5JmA

Hitchcock, maestro dell'orrore e della menzogna. I suoi filmati shock, girati nel 1945, nei campi di concentramento tedeschi sono una montatura. Quei filmati sono un’ulteriore prova della falsificazione: Provengono quasi tutti dal campo di Bergen Belsen. Era un campo dove le autorità tedesche inviavano da altri campi gli internati inabili al lavoro. Vi era all’interno anche un reparto per convalescenti. Già questo la dice lunga sulla volontà assassina dei tedeschi. Sembra strano che in tempo di guerra si sia messo in piedi una struttura per accogliere coloro che invece si volevano gasare.

I bombardamenti alleati nel 1945 hanno lasciato quel campo senza viveri, acqua e medicinali. Si è diffusa un’epidemia di tifo petecchiale che ha causato migliaia di malati e morti.

Quei filmati risalgono proprio a quei fatti, quando il campo di accoglienza di Bergen Belsen devastato dall’epidemia, nell’aprile 1945, era ormai nelle mani degli alleati. Le riprese furono appositamente girate, per motivi propagandistici, dal regista inglese Hitchcock, il maestro dell’horror.

E’ spaventoso il cinismo, la mancanza di senso di umanità con cui ancora oggi si specula con quelle immagini. Proiettate per anni dagli schermi televisivi, con sottofondi musicali angoscianti, si è ingannato il pubblico associando, con spietata astuzia, quelle scene terribili alle camere a gas, con cui non avevano invece nulla a che fare. Un falso! (...)

I mezzi di propaganda di chi oggi detiene il potere globale sono inarginabili. Attraverso una sottocultura storica appositamente creata e divulgata da televisione e cinematografia, si sono manipolate le coscienze, lavorando sulle emozioni. In particolare le nuove generazioni, a cominciare dalla scuola, sono state sottoposte al lavaggio del cervello, ossessionate con storie macabre per assoggettarne la libertà di giudizio.

Come le ho detto, siamo da quasi 70 anni in attesa delle prove dei misfatti contestati al popolo tedesco. Gli storici non hanno trovato un solo documento che riguardasse le camere a gas. Non un ordine scritto, una relazione o un parere di un’istituzione tedesca, un rapporto degli addetti. Nulla di nulla.

Nell’assenza di documenti, i giudici di Norimberga hanno dato per scontato che il progetto che si intitolava “Soluzione finale del problema ebraico” allo studio nel Reich, che vagliava le possibilità territoriali di allontanamento degli ebrei dalla Germania e successivamente dai territori occupati, compreso il possibile trasferimento in Madagascar, fosse un codice segreto di copertura che significava il loro sterminio. E’ assurdo! In piena guerra, quando eravamo ancora vincitori sia in Africa che in Russia, gli ebrei, che erano stati in un primo tempo semplicemente incoraggiati, vennero poi fino al 1941 spinti in tutti i modi a lasciare autonomamente la Germania. L’inganno sta proprio nel far credere alla gente che chi, per esempio, si oppone al colonialismo israeliano e al sionismo in Palestina sia antisemita; chi si permette di criticare gli ebrei sia sempre e comunque antisemita; chi osa chiedere le prove della esistenza di queste camere a gas nei campi di concentramento, è come se approvasse una idea di sterminio degli ebrei. Si tratta di una falsificazione vergognosa.

Proprio queste leggi dimostrano la paura che la verità venga a galla. Ovviamente si teme che dopo la campagna propagandistica fatta di emozioni, gli storici si interroghino sulle prove, gli studiosi si rendano conto delle mistificazioni. Proprio queste leggi apriranno gli occhi a chi ancora crede nella libertà di pensiero e nella importanza della indipendenza nella ricerca storica. Certo, per quello che ho detto posso essere incriminato, la mia situazione potrebbe addirittura ancora peggiorare ma dovevo raccontare le cose come sono realmente state, il coraggio della sincerità era un dovere nei confronti del mio Paese, un contributo nel compimento dei miei cento anni per il riscatto e la dignità del mio popolo. (Erich Priebke)

Intervista integrale rilasciata da Erich Priebke a fine luglio 2013 nella ricorrenza dei suoi 100 anni. http://ondasud.blogspot.it/2015/06/in...
http://altrarealta.blogspot.it/2016/09/e-priebke-lolocausto-e-una-truffa.html

mercoledì 14 settembre 2016

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

PER RIFLETTERE UN PO’
Era il paradiso del welfare, la meta di ogni sogno di liberazione. Che cosa è successo alla Svezia? Nel suo ultimo documentario, l'autore di Videocracy Erik Gandini racconta un Paese in cui le persone vivono isolate, sempre più donne single scelgono la fecondazione artificiale e molti anziani muoiono da soli, dimenticati da tutti. E con 80 euro vi spediscono anche il kit per la fecondazione artificiale a domicilio

«Nell'inverno del '72, un gruppo di politici ebbe una visione rivoluzionaria del futuro. Era giunto il momento di liberare le donne dagli uomini, gli anziani dai figli, gli adolescenti dai genitori». Venne scritto anche un manifesto, La famiglia del futuro. A volerlo, fu la sezione femminile del partito socialdemocratico allora guidato dal primo ministro Olof Palme.

Che cosa prevedeva il documento? Ce lo spiega Erik Gandini, regista bergamasco autore di Videocracy, che in Svezia vive e lavora. Lo spiega in un documentario importante, di cui si è parlato poco o, comunque, non abbastanza in Italia: La teoria svedese dell'amore. Andato in onda la settimana scorsa sulla Rai (che, a dispetto delle critiche, fa ancora qualcosa di buono) per Doc3, lo potete vedere cliccando qui.

Ogni individuo dovrà essere considerato come autonomo, non come l'appendice di qualcun altro. È dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti
Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese, 1972
Olof Palme, pilastro della socialdemocrazia svedese, voleva modernizzare il Paese. Riformò il sistema pensionistico, stabilì sussidi e forme di sostegno, edificò il paradiso del welfare attorno a un'idea non così scontata, quando si parla di Stato e diritti sociali: l'autonomia individuale. L'indipendenza degli individuio. L'indipendenza della donna dall'uomo, dei figli dai padri, della madri dai figli. In qualche modo, la distopia immaginata dal grande drammaturgo svedese August Strindberg nella riscrittura post-amletica del Padre, ma senza più ossessioni per la solitudine.

Oggi, in Svezia il 50% dei cittadini vive solo. Una vita senza l'altro e una morte che non è da meno: 1 cittadino su 4 muore in solitudine, abbandonato dai figli. È la teoria svedese dell'amore: un'idea talmente assoluta di indipendenza che porta a considerare che l'amore autentico può esistere solo tra estranei. O tra sconosciuti. O tra sé e sé: la relazione è un peso che sempre meno svedesi sembrano disposti a sopportare. Non serve. Nemmeno per avere figli.

Il manifesto "La famiglia del futuro"
In Svezia va per la maggiore la fecondazione fai da te. Una gran parte delle donne svedesi - svela Gandini - acquista sperma per corrispondenza. Lo fa dalla Cryos, una società danese fondata da Ole Schou. «La banca del seme più grande del mondo», alimentata da donatori che dichiarano di «volere il bene dell'umanità» e disponibile per tutti e per tutte le tasche. Lo sperma in Europa arriva con corriere espresso, conservato in ghiaccio secco e pronto all'uso (vengono fornite delle apposite fiale/siringhe fai da te). I tempi di consegna vanno da 1 a massimo 2 giorni.

Il prezzo va da 63 euro per 1 fiala/siringa ai 12mila euro per il "donatore esclusivo". Si possono poi consultare i dati ex post, con le fotografie dei bambini, il loro - testuale - «profilo di intelligenza emotiva e il campione vocale». Si può pure scegliere - anche qui: testuale - la razza: caucasica, africana, medio orientale. Più della metà dei clienti della Cryos sono donne single.

«Ho pensato che fosse meglio avere un figlio da sola, ed evitarmi la fatica di trovare un partner», dichiara una donna.

A 40 anni dal manifesto Familjen i framtiden - en socialistisk familjepolitik l'utopia svedese si è rivelata una desolante emancipazione regressiva. Si nasce soli, si vive soli, si muore soli. Come nota Gandini nel Docu-film: “Ognuno va per la propria strada ma non c'è nulla che li tenga insieme”. Quest’ultimo fenomeno è talmente aumentato negli ultimi anni che lo Stato svedese ha dovuto creare uffici appositi che si occupano di tutte le incombenze legali e burocratiche legate alla scoperta di un morto senza legami, nel disinteresse di figli e parenti.

lunedì 12 settembre 2016

Costellazioni cerebrali: ogni pazzia ha un senso... biologio (5LB)

Sintomi e Comportamenti nelle Costellazioni cerebrali

Perla saggia:
Chi non ammette l'insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato -
Albert Einstein

Tratto da PasadoFuturo: leggi l'articolo in lingua spagnola
Traduzione a adattamento di Giorgio Beltrammi
Parte di questa sezione è stata elaborata da Pasadofuturo.com con informazioni della Scuola di Formazione Professionale 5LB di Marco Pfister. 

La ricerca del Dr. Hamer mostra che i cambi nel comportamento e nel carattere, chiamati anche disturbi dello stato d'animo e disturbi mentali, si sviluppano a partire da combinazioni di shock biologici che hanno una correlazione cerebrale, così come anche una correlazione organica.
 
Tenendo in conto la interazione biologica tra psiche, cervello e organo corrispondente, le scoperte del Dr. Hamer spiegano il perché una persona diventa depressa, maniacale, paranoide, delirante, autistica, suicida, costernata, megalomane, senza emozioni, anoressica, violenta, ecc..
Il grado del cambiamento nel comportamento è determinato dalla intensità degli SBS coinvolti.
Le combinazioni di diversi programmi speciali, biologici e sensati (SBS), che danno luogo alle Costellazioni Cerebrali rappresentano in realtà un evento biologico sensato, composto di vari programmi SBS, che insieme producono un nuovo comportamento biologicamente sensato.
 

Ogni costellazione cerebrale ha un nuovo e specifico senso biologico per l'individuo. Questi "superprogrammi" permettono all'individuo, proprio grazie al cambio di comportamento, di avere maggiori opportunità di sopravvivenza in un ambiente che gli è molto conflittuale.

Indice
1.      Costellazioni del Tronco Cerebrale (Endoderma)
2.     Costellazioni del Cervelletto (Mesoderma Antico)
3.     Costellazione della Sostanza Bianca (Mesoderma Recente)
4.     Costellazioni della corteccia non territoriale (Ectoderma)
o        4.1 Costellazione Frontale
o        4.2 Costellazione dello Stato Asmatico
o        4.3 Costellazione del Centro del Glucosio
o        4.4 Costellazione Motoria
o        4.5 Costellazione Sensoriale
o        4.6 Costellazione Post-Sensoriale
o        4.7 Costellazione Occipitale
o        4.8 Costellazione Fronto-Occipitale
o        4.9 Costellazione Planante o Volante (Flying)
o        4.10 Costellazione Post-Mortale o Suicida
o        4.11 Costellazione Casanova (solo negli uomini)
o        4.12 Costellazione Ninfomane (solo nelle donne)
o        4.13 Costellazione Compulsiva-Aggressiva
o        4.14 Costellazione Enuretica
o        4.15 Costellazione Mitomane
o        4.16 Costellazione Mitomane Compulsiva
o        4.17 Costellazione Autistica
o        4.18 Costellazione Autistica Compulsiva
o        4.19 Costellazione Anoressica
o        4.20 Costellazione Anoressica Grave
o        4.21 Costellazione Ossessivo-Compulsiva
o        4.22 Costellazione Maniaco-Omicida
o        4.23 Costellazione Isterica
o        4.24 Costellazione Isterica Suicidiaria

1. Costellazioni del Tronco Cerebrale (Endoderma)

Sintomi o comportamenti

  • Costernazione, offuscamento, sconcerto, stordimento, turbamento, stupore, perdita del filo del discorso. La persona non può pensare, le è impossibile reagire, perde il filo del discorso. Si può avere perdita di memoria retrograda, che in qualche occasione viene diagnosticata come malattia atipica di Alzheimer.
  • Se sono coinvolti i Tubuli Collettori del rene (TCR), la costernazione è molto forte e si può avere disorientamento nel tempo e nello spazio e della stessa persona. Incapacità di orientarsi, sentirsi letteralmente o figurativamente perduta, sviato, scarso senso del tempo. Occasionalmente si può osservare un leggero strabismo divergente a causa del passaggio del nervo abduttore attraverso il Focolaio di Hamer (FH) dei TCR, che dirige il muscolo laterale esterno dell'occhio, e che in Fase Attiva (muscolatura liscia) "tira" l'occhio verso l'esterno (omolateralmente). Grazie a questo strabismo divergente possiamo vedere anche se solo un FH dei TCR è attivo.
Tecnica per far uscire momentaneamente la persona dalla costellazione del Tronco Cerebrale
Dato che la costernazione del Tronco Cerebrale è data (come minimo) dall'esistenza di due FH attivi o in Crisi Epilettoide, uno in ogni emiparte del Tronco Cerebrale, e che gli organi di ogni lato hanno la seguente funzione:
Destro: necessità di agguantare (assorbire) un boccone.
Sinistro: necessità di espellere (eliminare) un boccone.
La forma per far uscire rapidamente la persona dalla costellazione e di fatto dalla costernazione è pronunciarle la seguente frase:
«Non ti danno e non ti rubano nulla»
Enneagramma: In base agli studi dell'Enneagramma delle personalità, questa costellazione è di facile riscontro negli enneatipi 9

2. Costellazioni del Cervelletto (Mesoderma Antico)

Questa è una delle costellazioni più frequenti, come meccanismo di sopravvivenza. L'individuo fortemente minacciato o attaccato da tutti i lati entra in uno stato di "fare il morto" mentre il pericolo incombe, in stato di emergenza (nessuno attacca un morto).

Sintomi o comportamenti

  • Appianamento emotivo, "anestesia", "morte emozionale", assenza di qualsiasi emozione, di desideri e stimoli. Eventuali azioni non convenzionali. Sensazione di essere "morto dentro", pietrificato, spento. Il "muro di gomma", "tutto mi rimbalza".
Enneagramma: In base agli studi dell'Enneagramma delle personalità, questa costellazione è di facile riscontro negli enneatipi 5
  • Comportamento antisociale, non considerazione dei diritti e del benessere degli altri. La persona si mostra fredda e solitaria.

giovedì 8 settembre 2016

Le tempeste geomagnetiche: cosa sono, come ci influenzano e come proteggersi

LE TEMPESTE GEOMAGNETICHE: COSA SONO, COME CI INFLUENZANO E COME PROTEGGERSI

Le tempeste geomagnetiche sono delle perturbazioni del campo magnetico terrestre che durano da alcune ore ad alcuni giorni. Sono causate dall’arrivo sulla Terra, ad alta velocità, dei flussi del vento solare e della rispettiva onda d’urto.  Accadono soprattutto nelle latitudini  medie e basse: toccano soprattutto  gli abitanti del Nord, ma non solo. 
Anche in questo periodo si susseguono forti tempeste geomagnetiche che molti sentono. 

Il sole è una specie di calderone atomico, sempre in ebollizione. Sul sole si forma il cosiddetto “vento solare”; il vento “regolare” viaggia con la velocità 300 km/sec, e non ci sono delle perturbazioni nella magnetosfera terrestre.
Di tanto in tanto, dalle profondità del Sole affiora una sostanza fortemente magnetica (le macchie solari), la loro energia è paragonabile allo scoppio di alcune centinaia di bombe ad idrogeno.
Come conseguenza, c’è una forte uscita di protoni ed elettroni (velocità 400-1000 km/sec); questo flusso in 1-2 giorni arriva nell’atmosfera terrestre, e si crea una perturbazione del campo magnetico terrestre. Il campo magnetico terrestre capta le particelle caricate dallo spazio, di conseguenza, le caratteristiche del campo magnetico cambiano rapidamente e fortemente.
 
In altre parole, il “geomagnetic storm” rappresenta una forte e rapida modificazione del campo magnetico terrestre nei periodi di maggiore attività solare.
La tempesta più forte di tutta la storia c’è stata il 4.11.2003. la sua energia sarebbe bastata per fornire l’elettricità ad una megalopoli come Mosca per 200 milioni di anni.

E’ possibile sapere quando ci sono? 
Devo dire che  i meteorologi sovietici  fornivano delle previsioni riguardanti l’attività solare nei bollettini comuni sin dagli anni 80, se non dagli anni 70. Questo perché causano, purtroppo, il peggioramento dello stato dei malati cronici e non solo. 

Esiste un sito  russo che fornisce le previsioni della situazione geomagnetica per tutto il mondo. Questa è la versione inglese (dati per Milano):  https://www.gismeteo.com/city/gm/3497
Ecco ancora un sito: tutto in tempo reale. Scorrete la pagina, un po' più giù ci sono i dati continuamente rinnovati che riguardano la radiazione solare (quella che provoca le tempeste geomagnetiche). La Terra è u pallino giallo. http://spacegid.com/prognoz-magnitnyih-bur-na-solntse-onlayn.html

Perché è importante essere informati?
Le tempeste geomagnetiche influiscono enormemente l’attività umana: 
- distruggono sistemi energetici, 
- peggiorano le comunicazioni, 
- danneggiano sistemi si navigazione, 
- aumentano il numero degli incidenti sul lavoro ed automobilistici, incidenti con gli aerei. 
- Secondo le statistiche, il numero dei suicidi aumenta circa 5 volte.  

Come agiscono sull’uomo:
- Prima di tutto, soffre il sistema cardiocircolatorio. Si abbassa la risposta ai farmaci.
- Aumentano i casi di morte improvvisa, d’infarto e di ictus.
- Rischiano fortemente coloro che fanno un’attività collegata ad alta responsabilità e al forte stress psicofisico (gli autisti, per esempio).
- Aumentano l’insonnia, le emicranie, i dolori articolari, l’irritabilità, la stanchezza (anche nelle persone sane).
- Peggiorano delle malattie croniche, soprattutto negli anziani.
Gli scienziati spiegano così il peggioramento della salute, nelle persone meteoropatiche: il cambiamento  del campo magnetico terrestre rallenta la circolazione nei capillari, il sangue si addensa, potrebbe aumentare il livello del colesterolo, gli organi e i tessuti iniziano ad avere la fame dell’ossigeno  (i primi a risentirne sono il cervello e i nervi). Se però, le tempeste si susseguono per diversi giorni, la maggioranza delle persone riesce ad adattarsi e, di conseguenza, a reagire meglio alle tempeste successive.

Cosa fare? Come affrontare le tempeste geomagnetiche? 
- Fare una doccia di contrasto per 20 min (ricarica i vasi sanguini, il cuore e il cervello)
- Prendere la valeriana ed altri semplici rimedi naturali (per chi è solo nervoso).
- Dormire di più, per almeno 8 ore.
- Non bere gli alcolici, perché aumentano il carico sul sistema circolatorio.
- Non mangiare i cibi grassi e dolci (in quoti giorni aumenta il colesterolo)
- Dopo i pasti, può aiutare la tintura d’eucaliupto, 15 gocce.

E’ stato notato che ci sono dei posti dove i campi elettromagnetici “picchiano” di più:  è LA METROPOLITANA, per esempio. I campi magnetici più forti si osservano nella cabina di guida, nei vagoni e sul bordo delle piattaforme.

Le persone particolarmente sensibili in quesito giorni non devono prendere l’aereo, nell’aria si hanno meno difese.
I picchi dell’attività solare sono in primavera e in autunno (in primavera sono più forti).


Tra i rimedi “nuovi” e non tradizionali, segnalerei una bella invenzione russa:
Evghenij Rodimin aveva inventato il cosiddetto  "cerchietto d'argento".
Un giorno una signora amica di Rodimin gli aveva chiesto di preparare per lei un sottile cerchio d'argento, come quello che lei aveva ereditato dalla bisnonna e che le faceva passare il mal di testa in certe giornate (la signora era meteopatica), perché quello della nonna l'aveva perso.
Il cosiddetto "bandeau" sulla testa era di moda negli anni 20.
Rodimin si è messo a studiare il fenomeno.
Nei periodi delle tempeste solari nella ionosfera terrestre sono presenti i campi elettromagnetici instabili, le cosiddette tempeste geomagnetiche ("l'eco terrestre delle tempeste solari", dalla definizione del fisico ed inventore A. Chizhevsky).

Quanti stecchiti dalla chemio. E dai giornalisti ignoranti.

... MA QUANTI NE HA STECCHITI LA CHEMIO ?
Quanti stecchiti dalla chemio. E dai giornalisti ignoranti.
Il Lancet, una delle più stimate riviste mediche, “Giorni fa ha pubblicato un lavoro firmato dal Public Health England e Cancer Research Uk, condotto su 23,000 donne con cancro al seno e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014 e 1.383 sono morti entro 30 giorni.

«L’indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli affetti da tumore del seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali la percentuale è di molto superiore alla media riscontrata. «Ad esempio, in quello di Milton Keynes il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultata addirittura del 50,9%. …. Al Lancashire Teaching Hospitals il tasso di mortalità a 30 giorni è risultato del 28%» *

«Per la prima volta i ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, cosa che indica che i medicinali hanno provocato la loro morte, piuttosto che il cancro».

Ho copiato e incollato da “Senza Nubi”, sito del professor Sandro Carlo Mela. Che è stato docente di medicina interna all’Università di Genova, ha avuto diversi incarichi scientifici al CNR, è co-autore di 583 pubblicazioni scientifiche, delle quali 212 su riviste internazionali, con 1823 citazioni da riviste internazionali.

Suo anche il commento che segue: “È notevole che siano stati proprio il Public Health England ed il Cancer Research Uk a sentire il bisogno di rivedere criticamente il proprio operato, raccogliendo una casistica imponente e traendone infine le conseguenze. Ci si pensi bene. Questa è l’essenza della metodologia scientifica.

Fare ipotesi. Verificarle. Accettarle se i fatti le corroborino e rigettarle se i fatti le contraddicano. Quanto è duro accettare che i fatti smentiscano le teorie!”.
Gli antiblastici come causa di morte precoce. Lancet.

Poiché il professor Mela è scienziato e scrittore elegante, penso questo sia stato il suo modo di intervenire nella canea giornalistica innescata da un caso di cronaca. Regolarmente riportato dai media in questi termini: “I genitori rifiutano la chemio, lei muore a 18 anni di leucemia”. Naturalmente accusando i genitori di aver ammazzato la figlia perché credono a ciarlatani (“il dottor Hamer”), ché se invece avessero portato la figlia dal celebre professor Veronesi, che l’avrebbe sottoposta alla chemio, la fanciulla sarebbe ancora viva.

A Veronesi nessun giornalista ha mai chiesto conto di quanti, nella sua lunga carriera, ne ha ammazzati con la chemio. I lavori dei due importanti istituti sanitari pubblici inglesi, riportati da Mela, dimostrano che c’è una percentuale da alta a ragguardevole di pazienti che viene addirittura stecchita dalla chemio. Nei primi trenta giorni dal trattamento.

I giornalisti soprattutto, hanno colto il caso o i due casi di cronaca per lanciarsi in una battaglia morale: non solo contro di due genitori che hanno accusato di aver ucciso la figlia, ma in genere contro la diffidenza della “gente” contro tutto ciò che è scientifico, o anche solo ufficiale: c’è chi ha messo la diffidenza generale del pubblico per la chemio sullo stesso piano del “il rigetto dei partiti”; il rifiuto delle vaccinazioni alla stessa stregua di un rigetto anarchico e cieco verso ogni autorità; il discredito verso “il celebre oncologo Veronesi” alla stessa stregua del “populismo” che “abbiamo visto emergere anche nelle elezioni in Germania”. Insomma vedono, i giornalisti, un rigurgito di passatismo, oscurantismo e pensiero magico, un ritorno al Medioevo, che si sentono in dovere di combattere con l’ironia dei loro Lumi. Invocando anche i giudici, se occorre, perché sottraggano la patria potestà dei genitori anti-chemio e affidino i figli malati per forza pubblica a Veronesi e alla sua terapia citotossica con metalli pesanti ed iprite; la libertà dei pazienti non è accettabile, se essa sfocia in superstizione e cure con vitamina C o veleno di scorpione.

Manca la cultura generale
Il problema è la quantità di Lumi in possesso di detto giornalisti. Nell’ascoltare Radio 24, mi è capitato di ascoltare – per esempio – che per alcuni di qui valorosi redattori, la funzione di insetti impollinatori era una scoperta recentissima, dovuta alla lettura di qualche articolo sulla sparizione delle api che mette in pericolosa produzione di frutta. Alcuni erano persino increduli del processo, “finalmente anche i più testoni di noi l’hanno capito”, ha detto giulivo un giornalista. Sentito con le mie orecchie. Ora, la meravigliosa simbiosi fra le api e gli alberi da frutta è una nozione che dovrebbe essere nota già dalle elementari. Anche giornalisti radiofonici (che si ammette siano di qualche tacca sotto i colleghi “della carta stampata”) dovrebbero saperlo. A cosa serve, sapere la funzione impollinatrice, se si è giornalisti economici o dello spettacolo? Serve: è un elemento di quella che si chiama “cultura generale”, senza la quale, sfuggono le complessità del discorso scientifico. Infatti costoro, nella missione che si era dati di condannare la famigli che aveva sottratto la figlia alla chemio, e per estensione- – la loro battaglia contro “il populismo”, han rimbeccato i lettori con argomenti di mera fede: bisogna credere a Veronesi, perché egli è famoso, e rappresenta la Scienza.

Nel caso, essi non sono in grado di informarsi. Ignorano che su questi temi, è utile consultare come fonte il sito del National Cancer Institute (fondato da Nixon nel ’71 per ‘sconfiggere il cancro’,e che il cancro ha sconfitto – reca onestamente tutti i dati, lo stato dell’arte della ricerca, e avverte che nessuno dei trattamenti che indica uno per uno può essere definito “cura del cancro”).

Invece i media italiani hanno dato spazio al Veronesi che ha detto e ripetuto: “Il cancro non è più una malattia incurabile, e le moderne terapie possono salvare la vita”. Affermazione, così come espressa, menzognera. Gli oncologi parlano di “sopravvivenza a cinque anni” del malato trattato con la chemio, che è cosa molto meno ambiziosa che guarigione. A proposito del caso dei genitori che hanno evitato alla ragazza la chemio, qualche giornalista ha tirato fuori che la cosa era particolarmente colpevole, perché con la chemio c’è, nel caso, una sopravvivenza del 63 per cento. E’ già un miglioramento rispetto al 50% (di sopravvivenza a 5 anni) vantato fino ad alcuni anni fa. Ma come e dove si ottengono queste percentuali? L’ha spiegato il dottor Francesco Bottaccioni membro dell’Accademia delle scienze di New York, docente di psico-oncologia alla Sapienza (cito da Cancro SpA di Marcello Pamio):

“Il 50% di cui parlano gli oncologi non è effettivamente la metà del numero dei malati, come si è indotti a credere, ma la media delle varie percentuali di guarigione dei diversi tipi di cancro. Per capirci: si somma, ad esempio, l’87% di guarigione del cancro del testicolo con il 10-12 di quella del polmone e si fa la media delle percentuali di guarigione, senza calcolare che i malati di carcinoma al testicolo sono 2 mila l’anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone sono attorno alle 40 mila”.

Ora, chiunque vede che questo è un metodo di conteggio disonesto, indegno di un settore che si dichiara “scientifico” e di una pretesa “scienza” chiamata oncologia; un metodo truffaldino che giustifica ad abbondanza la diffidenza crescente dei pazienti, e autorizza i peggiori sospetti sui veri motivi per cui si continua ad imporre la “cura” chemioterapica.

La triste verità è che la sopravvivenza a cinque anni nel caso, poniamo, di carcinoma del pancreas è il 2 percento. I l che significa che il 98 per cento dei pazienti sono morti. A cinque anni, sono trapassati il 90% dei malati di glioma cerebrale, l’80 per cento dei colpiti da melanoma maligno, il 92,5 per cento dei cancri polmonari; è scomparso il 98 per cento dei colpiti dal carcinoma del fegato, e il 100 per cento degli affetti da carcinoma della pleura.

Si può dire che “il cancro oggi non è più una malattia incurabile”? E che i malati devono affidarsi ad occhi chiusi a Veronesi invece che ai “ciarlatani”? Non esistono statistiche sui pazienti di ciarlatani: c’è il fondato sospetto che i loro dati di sopravvivenza cinque anni sarebbero se non migliori, pari a quelle vantate dalle false statistiche degli oncologi.

mercoledì 7 settembre 2016

COS'E' IL FOCUSING

COS'E' IL FOCUSING
Dopo il terzo incontro conoscitivo-esperienziale sul Focusing, mi sento in grado di raccontare/trascrivere qualcosa a proposito di questa chiamiamola tecnica, che ultimamente va molto di moda, ma, all'atto pratico se ne capisce poco..
Premetto che ho già fatto 2 incontri con Laura T., la quale ha proposto un percorso basato su 3 incontri successivi a cadenza settimanale, e ieri ne ho fatto uno anche con Claudia D., che è stata molto più chiara, per cui ora mi sento in grado di riversare questo piccolo sapere, a beneficio di chi voglia leggerne/saperne qualcosina.

La premessa è che, un po' tutti noi, ci siamo allontanati dal nostro sentire corporeo, siamo un po' tutti “nella mente” oppure, per dirla con un'immagine più easy: siamo delle menti che camminano..

Dunque il focusing ci aiuta a metterci in contatto con il corpo. Come?
Ecco in breve la tecnica:
Prima di tutto ci si mette in un luogo tranquillo, senza telefono e rumori.
A questo punto occorre farsi una domanda, rivolgerla a sé stessi, dentro. Tipo: com'è la mia vita ora? Oppure, dato che parliamo di una tecnica che agisce bene sulle situazioni congiunturali, potrei chiedermi: come mi sento in questo nuovo lavoro? Oppure, come mi sento dopo il litigio con Giovanna?.., ecc.
A questo punto, a occhi chiusi, ascoltando il proprio respiro, si aspetta che arrivi il cosiddetto “FELT SENSE” , cioè la sensazione pregnante che in qualche modo il corpo lega alla domanda che gli abbiamo posto.
Questa sensazione ci può mettere un po' ad arrivare, ma bisogna avere pazienza, anche perché questa del Focusing è veramente un tecnica molto sottile.

Quando ci arriva la sensazione chiave, io provo a trovare una parola o una immagine che possa corrispondergli.
Poi cerco di mettere insieme le due cose, di associarle: la sensazione e l'immagine o parola che sia.
Se la sensazione si amplifica o se ne va, abbiamo trovato la strada giusta, era quello che cercavamo.
Altrimenti, se non c'è alcun input di ritorno, dobbiamo raffrontare alla sensazione iniziale un'altra parola o immagine, da cercare.

Se la parola o immagine è corretta, succede che la sensazione iniziale cambia (FELT SHIFT),
e quando cambia, cambia di seguito anche la consapevolezza del problema e noi abbiamo una risposta!
E la risposta del corpo non mente! A differenza della mente..

Quando poi decidiamo che, per ora, la nostra sessione di lavoro col focusing è terminata, salutiamo la sensazione, o quella parte di noi stessi su cui avevamo lavorato.
Possiamo anche riporre le cose in un luogo simbolico a cui tornare, che abbiamo creato nel frattempo, tipo un cassetto arancione nella nostra mente che sappiamo solo noi come e quando ritrovare ed aprire.

Concludendo, è possibile fare anche degli scambi tra due persone col focusing, un po' come lo si fa col reiki, anche se qui la persona che accompagna non deve fare molto, a parte far sentire protetto e ascoltato chi focalizza.

Concludendo, il Focusing aumenta la consapevolezza di come viviamo le situazioni della nostra vita e, aggiungo io: se il corpo è aperto, rilassato e disponibile, per esempio dopo una seduta di ginnastica dolce o di bioenergetica, i segnali che da esso ci arrivano sono molto più chiari e facilmente leggibili.
Buon lavoro su voi stessi!
Trag

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