mercoledì 24 giugno 2015

Il Metodo Gerson

di Marcello Pamio

Un medico illuminato. Un ebreo scampato all’Olocausto. Un’emicrania invalidante. Una dieta in grado di curare tutto, anche il tumore. Qual è il comun denominatore di tutte queste cose? Max Gerson, un medico tedesco nato nel 1881 in Polonia e morto a New York nel 1959.

Per parlare dello straordinario Metodo Gerson approfitto di una recente intervista radiofonica che ho fatto su Gamma 5 a Margaret Straus, una delle poche persone al mondo che più hanno diritto di parlare del Metodo: Gerson era suo nonno!

D: Gentile Margaret cosa ci può dire di suo nonno?
R: Mio nonno Max Gerson aveva una grande istruzione classica di medicina. Ricordiamo che all’inizio del Novecento la Germania era un paese leader nel campo medico e scientifico. Quindi ha avuto una delle migliori istruzioni dell’epoca, con grandi professori. Sicuramente Gerson avrebbe preso la strada dell’insegnamento universitario se non fossero accadute nella sua vita fondamentalmente due cose. La prima è stata la Grande Guerra, la seconda è che dall’età di 25 anni soffriva di allergie e tremende emicranie a grappolo così intense che doveva chiudersi in una stanza buia per qualche giorno ogni settimana, con nausee e vomito.
Siccome non poteva vivere in quella maniera, leggeva, studiava, chiedendo aiuto anche ai suoi professori, ma il tutto inutilmente. Fino al giorno in cui lesse un articolo di una signora che aveva risolto il suo stesso problema con la dieta. A questo punto Gerson s’illuminò e volle provare sulla sua pelle, anche perché tutto il discorso aveva una sua logica: quello che mettiamo dentro il nostro corpo sotto forma di alimenti, tutto quello che digeriamo, determina l’equilibrio biochimico interno.
Quindi, eliminò tutto iniziando con quello che all’epoca era considerato l’alimento più leggero: il latte! Prese solo latte vaccino per alcuni giorni, e il suo problema di salute invece di migliorare si aggravò. Da questa esperienza, e ragionando fino in fondo, prese coscienza che infatti nessun animale in natura beve latte dopo lo svezzamento, e quello che bevono non è mai latte di un’altra specie animale. Così eliminò il latte dalla sua dieta per sempre. E’ bene precisare che nella Terapia Gerson (come del resto in quella molto valida di Johanna Budwig) viene aggiunta, dopo circa 6-12 settimane, una piccola dose di yogurt e quark biologico senza grassi. Secondo la sua ricerca questo era importante per evitare carenze del sistema immunitario.

Il Dottor Gerson era quindi allergico al latte e in ogni caso una dieta di solo latte vaccino non poteva che essere dannosa. A questo punto ragionò sulla dieta degli animali più vicini all’uomo, i primati. Le scimmie si nutrono esclusivamente di frutta e verdura. Siccome nella Germania del ventesimo secolo il frutto più comune era la mela, il dottor Gerson iniziò a mangiare solo questo frutto. Incredibilmente e forse inaspettatamente, mangiare mele gli fece sparire completamente l’emicrania! A questo punto, a poco a poco, alle mele aggiunse lentamente un alimento alla volta, e tutto quello che gli dava fastidio lo eliminava per sempre. Alla fine è rimasto solo con una dieta a base di frutta e verdura. Il dottor Gerson, oltre ad essere felice, era finalmente rinato: la sua emicrania era sparita.
Quando dei pazienti andavano da lui con il problema del mal di testa, Gerson consigliava la strada che aveva guarito lui e ogni volta, la sua dieta per l’emicrania funzionava anche per le altre persone. In particolare, un paziente che soffriva di emicrania e di un problema alla pelle, dopo qualche settimana della dieta Gerson, tornò e oltre all’emicrania gli era sparito anche il problema alla pelle.

Libri sull'argomento

Fu così che lentamente Gerson, giorno dopo giorno, paziente dopo paziente, estese la sua dieta a qualsiasi altro problema di salute, anche alla tubercolosi polmonare, che in quegli anni mieteva tantissime vittime. Mio nonno guarì dalla tubercolosi polmonare la moglie del grande dottor Albert Schweitzer, medico, musicista, filantropo, filosofo, biblista e Premio Nobel per la pace.
Già all’epoca furono pubblicati oltre 500 articoli sulla cura della tubercolosi con la dieta di Gerson. A questo punto mio nonno comprese una cosa importantissima: la dieta non curava una malattia, ma dava al corpo il “necessario” per ripristinare il meccanismo di autoguarigione. Era per così dire una terapia metabolica, in grado di ripristinare tutti i sistemi del corpo, in grado di curare tutte le altre patologie (diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, ecc.).
L’organismo umano ha molti sistemi all’interno del corpo: immunitario, ormonale, nervoso, ecc. e se questi funzionano bene, perché nutriti bene e non intossicati, l’uomo torna in perfetta salute. Il corpo quindi non guarisce selettivamente, il corpo guarisce tutto. Se viene alimentato bene e soprattutto disintossicato da veleni e tossine, è in grado di guarire praticamente da tutto.

D: In pratica cos’è il Metodo Gerson?
R: La terapia agisce simultaneamente su quattro livelli. La prima fase è una alimentazione a base di vegetali biologici in grado di fornire tutto quello che serve all’organismo. La seconda è la disintossicazione che si realizza somministrando ai pazienti notevoli quantità di succhi di frutta e verdura biologica fresca, che stimolano l’eliminazione attraverso i reni e un gran numero di clisteri al caffè. I succhi freschi contribuiscono anche alla terza parte della terapia, perché aiutano il corpo a ottenere tutte le sostanze nutrienti essenziali, i minerali, le vitamine.
Per le prime sei settimane vengono eliminate tutte le proteine di origine animale e tutti gli alimenti industriali, quelli conservati e pieni di additivi e chimica varia, per permettere al pancreas di tentare di sopprimere e digerire il tessuto canceroso. I succhi inoltre stimolano il fegato e reni ad eliminare le tossine accumulate. La quarta fase è l’integrazione: trattamento epatico di sostegno sotto forma di ioduro organico e inorganico, notevoli quantitativi di una combinazione di tre sali di potassio in soluzione al 10% (acetato, gluconato e fosfato monobasico di potassio), enzimi pancreatici e vitamina B3.
Nell’alimentazione una cosa molto importante da sapere è il rapporto tra sodio e potassio. Noi abbiamo bisogno di una alimentazione molto alta in potassio e bassa in sodio. Il cervello per esempio richiede molto potassio, perché questo favorisce lo sviluppo differenziato, mentre il sodio promuove la crescita rapida. La frutta e la verdura coltivate in un terreno ottimale (biologico) contengono molto potassio e poco sodio, esattamente quello che serve al corpo umano. Mentre nei terreni fertilizzati e pregni di chimica i frutti, oltre ad essere tossici e pieni di veleni, sono gonfi di acqua perché il terreno è ricco di sodio e povero di potassio… L’industrializzazione fa il resto: ad ogni passaggio viene aggiunto sodio.

D: Parliamo dei clisteri… quando suo nonno iniziò a sperimentare l’enteroclisma al caffè?
R: Non tutti sanno che nel famoso Manuale della Merck, la cosiddetta bibbia della medicina ufficiale, almeno fino agli Settanta esisteva la voce “clisteri di caffè”. Quindi la tecnica era considerata anche dalla medicina. Poi stranamente (dicono ‘per problemi di spazio’) la voce è stata fatta sparire… e oggi non se ne parla più. I clisteri di caffè si conoscono da ben prima della Grande Guerra. Non è una leggenda metropolitana che durante la guerra, i soldati feriti che avevano bisogno di antidolorifici usavano la morfina tramite i clisteri, con l’aggiunta di caffè. Il caffè che non mancava al fronte, arrivava con i treni, e i poveri medici per stare svegli ne bevevano a litri.
Quando la morfina per via della guerra iniziò a scarseggiare, i clisteri vennero fatti, forse per disperazione, solo con acqua e caffè. Ma incredibilmente l’effetto antidolorifico rimaneva. Fu a questo punto che due medici incuriositi, ne studiarono l’effetto, pubblicando uno studio. Il dottor Gerson lesse esattamente questo studio… In pratica scoprirono che la caffeina, presa per via emorroidale apre i dotti biliari permettendo una espulsione di bile, che depura profondamente l’organismo.
Il Dottor Gerson ha iniziato ad usare i clisteri al caffè nei casi di cancro, perché clinicamente notava che le persone cancerose avevano sempre un fegato assai intossicato. Il regime che usava mio nonno a base di succhi di frutta e verdura fresche (circa dieci succhi suddivisi nell’arco della giornata), provoca il rilascio di tossine dalle cellule e dai tessuti e queste tossine devono uscire il più velocemente possibile dal fegato. I clisteri servono proprio a questo: far uscire con la scarica le tossine rapidamente. Recenti scoperte, che mio nonno non poteva conoscere, hanno dimostrato che la caffeina introdotta per via rettale aumenta del 600% la produzione di un enzima chiamato glutatione. Questo enzima è una delle sostanze più potenti dal punto di vista antiossidante: combatte i radicali liberi e distrugge le cellule tumorali.

Breve introduzione alla nuova medicina germanica


Gli amici Marco De Biagi e Riccardo Cruciani si sono inventati la “Self Help Academy“, una sorta di distributore di strumenti utili a imparare, vivere meglio, stare in salute, conoscere le cose che TV e giornali non vi dicono. Mi avevano già invitato qualche mese fa, quando ho parlato dei meccanismi di controllo delle masse e di come l’informazione sia un potentissimo antidoto alla schiavitù che ci vogliono imporre.

A distanza di qualche mese, quando mi hanno chiesto di approfondire un tema a mio piacimento, ho deciso di parlare di NMG. Nonostante la mia evidente impreparazione e approssimazione, ho pensato che valesse la pena parlare di qualcosa che, se conosciuta, approfondita e applicata, può veramente cambiare la vita di ciascuno di noi, senza bisogno di rivoluzioni e cambiamenti politici, sociali, economici. Qualcosa che ognuno di noi può cominciare a fare nel suo piccolo, senza aspettare nessun altro. Unica condizione: aver voglia di mettersi in viaggio, fare adesso il primo passo. Per chi si aspetta la soluzione da fuori, da una medicina o da una cura, forse non servirà un granchè.

Perdonate l’impreparazione: il mio scopo è semplicemente quello di riuscire a smuovere qualche pigro, instillare la curiosità di cominciare ad approfondire questi temi. Se anche uno solo lo farà, ne sarà valsa la pena. Buon ascolto.

martedì 23 giugno 2015

Primi consigli per affrontare il tumore.

Primi consigli per affrontare il tumore.

Paolo Franceschetti
Alcune delle terapie e soluzioni possibili (con numeri telefonici e indirizzi utili).
1)     Protocollo D’Abramo. Questo protocollo, ideato dal dottor D’Abramo, consiste in una terapia infusionale che viene prescritta dal dott. Roberto Santi, medico in genova. E’ una terapia che rafforza il susistema immunitario, senza controindicazioni, che va a rafforzare il fisico sia nell’eventualità che si seguano le terapie tradizionali (chemioterapia e radioterapia) sia che si seguano terapie alternative

2)    Cura Di Bella. E’m una cura dimostratasi efficace e risolutiva in molti tipi di tumore giudicati incurabili dalla medicina ufficiale. La cura Di bella NON ha effetti collaterali negativi e, nella peggiore ipotesi,

3)    Medicina antroposofica. Praticata da medici che aderiscono alla cosidetta medicina steineriana, il centro di riferimento è la Lukas klinik a basilea. In questa clinica si pratica la terapia tradizionale (chemioterapia, radioterapia, ormonale, ecc.) ma affiancata da un approccio olistico che comprende dieta, meditazione, approccio psicologico. A richiesta il paziente può chiedere di essere curato con qualsiasi altro tipo di terapia

4)    Dieta. La dieta del malato di tumore dovrebbe essere costituita prevalentemente da centrifugati e succhi di frutta e  verdura. La dieta si è dimostrata risolutiva, e quindi da sola sufficiente, a ridurre ed eliminare completamente la massa tumorale nel caso di tumori a fegato, pancreas, stomaco e intestino. Quando questi organi sono invasi dal tumore, infatti, la loro funzionalità è ridotta, ed è necessario non stressare l’organismo con alimenti solidi che costringono il fisico a digerire e assimilare i vari componenti; la dieta a base di succhi e centrifugati garantisce al fisico l’apporto necessario di sostanze nutrienti, senza affaticare i vari organi. Il corpo riprende più velocemente e ci sono casi, come quello di Arturo Villa, che si consiglia di studiare e approfondire cercando su google, che è guarito da un tumore incurabile al fegato solo con questo tipo di dieta.

5)    Sostanze naturali (Aloe, Artemisia, Ganoderma, Graviola, Essiac)

6)    Terapia chelante. Il tumore può dipendere (o comunque essere agevolato) spesso da un accumulo di metalli pesanti. L’analisi specifica può mostrare il livello di tossicità raggiunto, che può essere diminuito con la zeolite, alga clorella,

7)     Metodo Pantellini

8)    Metodo Gerson


Numeri telefonici
1)     Dottoressa Rita Brandi (terapia di Bella).
2)    La dottoressa riceve a Roma. Chi vivesse in altre zone o non avesse la possibilità di raggiungerla può chiedere alla fondazione Di Bella l’elenco dei medici accreditati nella sua zona.

3)    Dottor Norsa (per il metodo Di Bella). 373 5248479  Mail: norsaachille@yahoo.it

4)    Dottor Roberto Santi: 339.4637489

5)    Lukas Klinik, Basilea. Visitare il sito: http://www.klinik-arlesheim.ch/it/    dove troverete tutti i riferimenti.


Terapia consigliata.
1) In alternativa alle terapie tradizionali
Il miglior metodo per combattere il tumore è dato da una combinazione di: 1) protocollo D’Abramo; 2) terapia Di Bella; 3) dieta; 4) assunzione di aloe arborescens, graviola, Essiac, ganoderma e artemisia. Eventualmente aggiungere terapia chelante. Le varie terapie non vanno ad interferire tra loro e si sono dimostrate efficaci anche in casi in cui la medicina ufficiale non aveva lasciato alcuna speranza, dando solo poche ore o pochi giorni di vita al paziente.
Qualora non si possano sopportare i costi della terapia Di Bella (passata comunque gratuitamente nella regione Puglia) sarà efficace anche l’approccio D’Abramo – Dieta – erbe

2) Da affiancare a chemioterapia, radioterapia e altre terapie convenzionali
1) protocollo D’Abramo; 2) dieta; 4) assunzione di aloe arborescens, graviola, Essiac, ganoderma e artemisia. Eventualmente aggiungere terapia chelante.
Tali terapie aumentano l’efficacia della chemioterapia e della radioterapia e ne diminuiscono gli effetti collaterali.


Consigli dietetici.
1)     Eliminare totalmente glutine, farinacei, carni, zuccheri ed alimenti raffinati.
2)    Centrifugati di frutta: mele, pere, fragole, limone, mirtilli, pomodoro, banane, mirtilli, kiwi, avocado, uva, anguria
3)    Centrifugati di verdure miste. In particolare hanno proprietà antitumorali: aglio, carciofo, cavoli
4)    Altri alimenti consigliati da far assumere: Curcuma, bacche di Goji, Tè verde, Miele, alghe (assumerne molte, comprandole in erboristeria)
Bere 3/5 litri di centrifugati al giorno, di frutta e verdura.
Mangiare regolarmente Bacche di Goji miele e pappa reale.


Alcuni consigli generali.
-               tenete presente che sottoponendo ad un oncologo queste terapia vi sentirete inevitabilmente rispondere che sono inefficaci e inutili.
-               Altresì da tenere presente c’è che anche tra i medici che praticano terapie alternative regna molta discordia e confusione, e sono spesso l’uno contro l’altro.
-               Le terapie indicate in questo documento sono alcune, tra le più diffuse e più accessibili, ma ce ne sono altre, efficaci e sovrapponibili a queste.

Metà della letteratura medico-scientifica è falsa !!!

L'editore capo della rivista medica più prestigiosa: "metà della letteratura medica è falsa"!

In questi ultimi anni molti professionisti si sono fatti avanti per condividere una verità che, per molte persone, si rivela difficile da ingoiare. Una di queste autorità è il dottor Richard Horton, attuale caporedattore del Lancet – una delle riviste mediche (peer-reviewed) più rispettate al mondo.
Il Dr Horton ha recentemente dichiarato che moltissime delle ricerche pubblicate sono, nella migliore delle ipotesi, inaffidabili, se non completamente false.

"Il caso contro la scienza è molto semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, potrebbe essere semplicemente falsa. Le problematiche sono molteplici: studi con campioni di piccole dimensioni, effetti molto piccoli, analisi esplorative non valide e palesi conflitti di interesse, insieme a un'ossessione per il perseguimento di tendenze (mode) di dubbia importanza. La scienza ha preso una piega verso il buio." (fonte)

Ciò è inquietante, tenuto conto del fatto che tutti questi studi (sponsorizzati dall'industria farmaceutica) sono usati per sviluppare farmaci/vaccini che in teoria dovrebbero aiutare le persone, per addestrare il personale medico, per educare gli studenti di medicina, ecc.
È comune per molti rifiutare un sacco di ottimo lavoro di esperti e ricercatori presso varie istituzioni in tutto il mondo, perchè non è "peer-reviewed", e non viene pubblicato in una rivista medica "credibile". Ma come possiamo vedere, "peer-reviewed" in realtà non significa più gran che. 
Le riviste mediche "Credibili" stanno sempre più perdendo credibilità agli occhi degli esperti, e perfino dei collaboratori delle riviste stesse, come il Dr Horton, che è arrivato, in un certo senso, a "chiamarsi fuori", affermando che i redattori delle riviste aiutano ed incoraggiano i peggiori comportamenti, che la quantità di ricerca spazzatura è allarmante, che dati sono scolpiti ad hoc per montare teorie di comodo. Egli continua, osservando che importanti conferme vengono spesso rifiutate e che si fa molto poco per correggere le cattive pratiche. Quel che è peggio, è che molto di ciò che accade potrebbe anche essere considerato reato.
La dottoressa Marcia Angell, medico e da molto tempo direttore del New England Medical Journal (NEMJ), un'altra delle più prestigiose riviste mediche del mondo, dice molto chiaramente:

"Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio di medici "fidati" o linee guida mediche autorevoli. Questa conclusione, a cui sono giunta lentamente e con riluttanza in due decenni come redattore del New England Journal of Medicine, non mi da alcun piacere."(fonte)
Una dichiarazione veramente notevole, che viene da una persona che in pratica fa lo stesso lavoro del Dr Horton.

Ci sono molte prove a sostegno di tali affermazioni. Ad esmpio i documenti ottenuti da Lucija Tomljenovic, PhD, del gruppo di ricerca dinamica neurale nel dipartimento di oftalmologia e scienze della vista presso la University of British Columbia, che rivelano come le autorità sanitarie, aziende farmaceutiche e produttori di vaccini conoscessero molti dei pericoli associati a vaccini, ma abbiano scelto di naconderli al pubblico. Questa è frode scientifica, e la loro complicità suggerisce che questo modo di fare sia una norma che continua tutt'oggi. (fonte)
Questo è solo uno di molti esempi, che allude ad una delle problematiche che mette in risalto il Dr Horton: l'omissione di dati. 

È veramente un momento bellissimo per essere vivi. Nel corso della storia umana, molti paradigmi sono stati cancellati da improvvise illuminazioni che all'inizio andavano incontro a dure resistenze. Un grande esempio è quando ci siamo resi conto che la terra non è piatta. Oggi, stiamo vedendo accadere cambiamenti di questo tipo in molteplici ambiti, quasi contemporaneamente. Può sembrare opprimente per coloro che stanno prestando attenzione, soprattutto in considerazione del fatto che un sacco di queste idee cozzano con sistemi di credenze. Ci saranno sempre resistenze alle nuove informazioni che non si inseriscono nel quadro attuale, indipendentemente da quanto ragionevole (o fattuale) esse siano.
Articolo di Arjun Walia
Traduzione di Enrico Carotenuto per Coscienzeinrete Magazine


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lunedì 22 giugno 2015

Infarti e colesterolo: altro luogo comune da sfatare

Il 75% degli attacchi cardiaci presenta normale livello di Colesterolo!

, infarti al miocardico acuti. Insomma l’infarto.

Un altro luogo comune da sfatare? Per bocca della stessa medicina? Sembra crollare un altro mito: che il colesterolo sia relazionato agli attacchi cardiaci. Quanti altri presunti “evidenze mediche” dovremo scoprire essere altrettanti miti capaci di giustificare solo favolosi guadagni all’industria farmaceutica?

David H. Newman, M.D. – medico e ricercatore – lo racconta a modo suo:
Lo studente di medicina era confuso e si diceva: “Non va bene”
Stava guardando, nero su bianco, i rischi e i benefici delle statine. Dopo che per anni gli avevano continuamente inculcato il potere terapeutico della riduzione del livello di colesterolo per scongiurare attacchi cardiaci, quella fu la prima volta che aveva potuto esaminare i dati.

“Non riesco a comprendere. Ho sempre pensato che il colesterolo fosse la causa principale degli attacchi cardiaci.”
E invece Non era così. Oggi si è evidenziato che 3 persone su quattro che hanno un attacco cardiaco per la prima volta, ad esempio, hanno un livello normale di colesterolo.

Non ci poteva credere e si domandava : “Seriamente?”
50 anni fa durante una studio (studio Framingham)  i ricercatori coinvolti furono i primi ad evidenziare che il colesterolo fosse un debole fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Questo portò a tutta una serie di farmaci (fibrati, ezetimibe, niacina, ecc.) che, anche se abbassando il livello di colesterolo, non aiutarono le persone a vivere più a lungo o ad evitare gli attacchi cardiaci.

“Non avevo mai sentito parlare di tutto questo finora.”
Quando lo studio fu completato e furono analizzati i dati raccolti in 30 anni, la maggior parte dei gruppi per fascia d’età con presenza di colesterolo alto, non presentavano un maggior numero di morti. Infatti, nelle persone più anziane, la maggior parti delle morti avviene in presenza di colesterolo basso.
“Aspetta. Le statine sono considerate da tutti come un vero e proprio farmaco miracoloso. Le malattie cardiache stanno diminuendo sempre più, giusto?”
Per la verità, le morti per cause cardiache cominciarono a calare fortemente 40 anni fa e il tasso di questa diminuzione non è mutato da quando le statine sono usate in maniera così diffusa. A livello di salute pubblica, le statine sono un fallimento.

“Tutto questo è assurdo.”
E’ assurdo anche che nelle facoltà di medicina non vengano insegnati i fallimenti del modello basato sul colesterolo per le malattie cardiache. Anche nei pazienti cardiopatici, un gruppo in cui i benefici delle statine sono ampiamente accettati, si riscontra che per 80 persone sotto trattamento farmacologico sola una vita viene salvata. E si riuscirà ad evitare un attacco cardiaco ogni 40 persone. Per questi piccoli benefici c’è un prezzo da pagare: un nuovo caso di diabete ogni 50. Queste erano i dati che stava esaminando il mio studente.
Le nuove linee guida dell’American Heart Association comporteranno ancor meno benefici, espandendo la raccomandazione dell’utilizzo delle statine anche nelle persone senza patologie cardiache riscontrate. In questo gruppo di persone la probabilità di presentare diabete a causa dell’uso di statine sarebbe la stessa di evitare un attacco di cuore non fatale. E anche se preferirei evitare entrambi i casi, il diabete è una condizione cronica che condiziona pesantemente la qualità della vita mentre un attacco di cuore non fatale comporta solamente alcuni giorni di malessere.

Se questi farmaci non salvano vite, o anche se ne salvano qualcuna, questo tema è ancora fortemente dibattuto. C’è anche un’altra ragione per dubitare dei benefici delle statine: la maggior parte dei trial clinici sono effettuati delle stesse aziende farmaceutiche con diversi precedenti di cattiva condotta o vera e propria frode nel riportare i risultati delle ricerche. Le cifre pubblicate tendono a sopravvalutare i benefici e a sottostimare i rischi.
Infine, i cardiologi della commissione che ha redatto le linee guida sono in stretti rapporti con le aziende farmaceutiche che producono statine, avendo legami finanziari diretti in 7 casi su 15 componenti. La storia giudicherà gli effetti che provocheranno le linee guida dell’American Heart Association.

Al momento possiamo riscontrare una vera e propria epidemia di statine con il 25% degli adulti con più di 45 anni sotto terapia farmacologica, la maggior parte dei quali senza patologie cardiache e senza che abbiano avuto la possibilità di vedere i dati. Eppure sono chiari, e disponibili.
Nessun dottore dovrebbe prescrivere statine e nessuna persona dovrebbe assumerle, prima di aver visto quelle cifre. Se un numero crescente di persone senza patologie cardiache prenderà le statine, sarà a causa di una vera e propria azione di informazione ingannevole.
E anche io concorderò con il mio studente: Tutto questo è assurdo e insano.

David H. Newman, M.D. – medico-ricercatore, docente ed esperto di medicina basata sull’evidenza scientifica.
originale www.huffingtonpost.com/david-h-newman-md/statins_b_4277001.html
traduzione a cura di  www.saluteattivaonlus.it/news/lassurdita-delle-statine
a cura di Andrea Leone


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domenica 21 giugno 2015

E' iniziata la sesta estinzione di massa sulla Terra

Earth Changes: “iniziata la sesta estinzione di massa sulla Terra”

Gli esperti avvertono che i tassi di estinzione,  hanno raggiunto livelli mai visti dalla scomparsa dei dinosauri e che l’esistenza umana è minacciata!!

Non si tratta di fantascienza ma dell’esito di uno studio condotto da tre rinomate università statunitensi, la Stanfort, Princeton e Berkeley, secondo le quali anche l’uomo potrebbe essere coinvolto in questa nuova era di estinzione, proprio come avvenne con i dinosauri 65 milioni di anni fa.  Secondo quanto verificato dai tre atenei i vertebrati, famiglia alla quale appartiene anche l’uomo, stanno scomparendo con grandissima rapidità, ad un ritmo 114 volte superiore a quanto ci si aspetterebbe.
Un processo di estinzione di massa che va arrestato, altrimenti, ha spiegato Gerardo Ceballos alla Bbc, qualora non faremo nulla per fermarlo, “ci vorranno milioni di anni per riprendersi e la nostra specie sarà probabilmente tra le prime a scomparire“.

Il risultato è arrivato analizzando il tasso di scomparsa di specie di vertebrati ed esaminando i fossili di quelli già persi. Lo studio ha evidenziato che sono scomparsi oltre 400 vertebrati dal 1900 con un ritmo in costante crescita legato in primis a cambiamento climatico, inquinamento e deforestazione. Secondo i ricercatori in appena tre generazioni umane verranno persi i benefici incalcolabili per l’agricoltura e l’ambiente in generale dell’impollinazione delle api, ad altissimo rischio estinzione.
La causa della sesta estinzione di massa si chiama Homus stupidus
Di tutte le estinzioni di massa che si sono verificate sulla Terra, questa sarebbe la prima causata dai suoi stessi abitanti.  Le altre hanno avuto tutte origini esterne, come la caduta di meteoriti, l’esplosione di una supernova nello spazio o variazioni nella temperatura ambientale. Alla Terra, che ha 4,5 miliardi di anni, non importa molto: ogni volta ha ricostruito con pazienza la vita, in forme diverse rispetto a quelle precedenti, ma anche progressivamente più evolute. Dovrebbe importare invece molto all’Homo sapiens, che la abita da soli 200 mila anni e che in soli due o tre secoli – più stupidus che sapiens – distruggerà l’ambiente necessario alla propria sopravvivenza.
Come dichiarato da Papa Francesco nella recente Encliclica “Laudato si” – “occorrono un nuovo modello di sviluppo e di solidarietà, il rispetto di tutti gli esseri viventi che formano l’ecosistema e la fine della depredazione delle risorse terrestri in nome del guadagno.”

In un mondo guidato da governi che non riescono a mettersi d’accordo su nulla, sembra proprio impossibile. Come in un film di Kubrick, lasceremo da qualche parte un monolite con scritto: «Siamo stati qui, non fate come noi».
Redazione Segnidalcielo

Cellule staminali. La connessione con l’argento

Cellule staminali. La connessione con l’argento

Fino a quando nel flusso sanguigno è presente una quantità sufficiente di ioni di argento l’organismo è capace di produrre le proprie cellule staminali nella misura necessaria nonché di dirigerle ovunque siano richieste.
Articolo di Marvin-Lee Robey © 2008 - tratto da NEXUS New Times n. 77

Un moderno miracolo di guarigione
Ci capita in continuazione di sfogliare i quotidiani o vedere i telegiornali e venire a sapere delle più recenti ricerche inerenti alla produzione di cellule staminali. Di conseguenza, molti potrebbero rimanere decisamente sorpresi dallo scoprire che alcuni fra i più eminenti ricercatori del settore medico hanno dimostrato che è possibile produrre agevolmente cellule staminali di eccelsa qualità, artificialmente nonché dove e quando necessarie. Oltre a questo si è dimostrato che l’organismo umano è in grado di stabilire in anticipo con esattezza le cellule staminali richieste per guarire una lesione. In condizioni appropriate l’organismo è in grado di produrne il numero esatto, nonché di utilizzarle tutte senza lasciarne alcuna in soprannumero! Sbalorditivo! Ancor più sorprendente è il fatto che potete fare facilmente altrettanto voi stessi a casa vostra.
Quindi su cosa verte il grande impulso che ruota intorno alla questione? La ricerca vera e propria concerne un processo di produzione di cellule staminali che possa essere brevettato e, in tal modo, controllato e commercializzato dalle aziende farmaceutiche con enormi profitti. Se le aziende in questione riusciranno a brevettare il processo di produzione di tali cellule staminali, quindi a immagazzinarle, trasportarle e iniettarle in base a complesse procedure, ricavandone al contempo lauti profitti, e se la conoscenza delle modalità di produzione potrà essere negata alla gente comune, allora tali aziende avranno facoltà di vita o di morte sui malati e gli invalidi e di distribuire le cellule al prezzo da esse stabilito; sono i prestigiatori che impugnano la bacchetta magica della guarigione.
Di norma una cellula è in grado di riprodurre unicamente una cellula del proprio tipo. Una cellula della pelle può riprodursi solo nella forma di un’altra cellula cutanea dello strato cutaneo di appartenenza. Altrettanto dicasi per una cellula cardiaca. Una cellula staminale è una cellula priva di specifiche caratteristiche tissutali, quindi in grado di diventare una cellula cutanea, cardiaca, polmonare, ossea, etc. Può diventare qualunque cosa.
Per comprendere meglio la questione serve conoscere la differenza fra cellule staminali, cellule indifferenziate e cellule dedifferenziate. Le staminali sono cellule non ancora diventate di qualche tipo specifico; solitamente provengono da un embrione, un feto o dal cordone ombelicale. Le cellule indifferenziate provengono dal midollo osseo, principalmente dal femore. Le dedifferenziate sono cellule già differenziatesi in cellule sanguigne, cutanee, muscolari, etc., ma trasformatesi in cellule indifferenziate e quindi ora in grado di diventare qualsiasi tipo di cellula richiesto. L’unica differenza fra i tre tipi concerne la loro storia. Sono tutte cellule staminali e hanno il DNA del donatore. Per semplicità, da qui in avanti verranno definite tutte “cellule staminali”, salvo nei casi in cui la differenza risulti rilevante per la comprensione dell’argomento trattato.
Alcuni genitori hanno prodotto un embrione al solo scopo di fornire cellule staminali per un membro della famiglia. I laboratori producono abitualmente embrioni per ricavare cellule staminali. L’impiego di embrioni e feti per ricavarne cellule staminali è diventato un tema che ha scatenato roventi dibattiti; l’embrione può essere ucciso allo scopo di derivare cellule staminali, che quindi si possono utilizzare in altri esseri umani se il DNA è sufficientemente simile.
Il DNA è un grosso problema in quanto è estraneo a chi riceve le staminali. Una cellula staminale è come un organo donato: il sistema immunitario tende a rigettarla, quindi di solito, affinché accetti la cellula in questione, esso deve essere inibito. Come nel caso della donazione di un organo, la cellula staminale si riproduce con il suo DNA ancora estraneo e il sistema immunitario del ricevente dovrà probabilmente essere inibito a tempo indeterminato.
Un sistema immunitario vigoroso rappresenta certamente uno dei nostri beni più preziosi, tant’è che uno degli obiettivi più auspicabili sotto il profilo della salute è quello di costruire un forte sistema immunitario. Dovremo dunque scambiare il nostro sistema immunitario con le fantastiche proprietà guaritive delle cellule staminali e quindi dipendere in modo permanente da farmaci in sua sostituzione?
L’organismo dispone costantemente di alcune cellule indifferenziate derivate dal midollo osseo e altri tessuti. Quindi in alcuni ospedali i medici stanno eseguendo esperimenti nell’ottica di separare queste cellule dal sangue del paziente e realizzare un embrione dal nucleo di ciascuna cellula, a scopo di impianto o di congelamento e conservazione delle cellule stesse in vista di un pianificato utilizzo futuro. Si tratta di una procedura assai costosa. Ad ogni modo, posto che tali cellule non vengano danneggiate nella fase del congelamento, hanno comunque il DNA del paziente e tale procedimento ha conseguito risultati davvero notevoli. Queste cellule staminali possono essere quindi iniettate dove necessario. Tuttavia tale processo può risultare oneroso sotto il profilo dei costi e del tempo impiegato – e talvolta i pazienti non ne hanno molto a disposizione.
Di recente, nel Wisconsin e in Giappone, alcuni scienziati sono riusciti a prelevare alcune cellule da un paziente e a iniettare in esse un virus geneticamente alterato, con l’intento di produrre cellule che si comportano quasi come cellule staminali e hanno il DNA del paziente. Tuttavia sinora le cellule prodotte in questo modo non sono identiche a quelle del paziente e vi sono dubbi che si avrà la sicurezza che mai lo saranno. Riprodurranno cellule difettose?
Pare che in assenza di cellule staminali l’organismo sia in grado di guarire grazie al tessuto formatosi da tessuto esistente dello stesso tipo. Così, nel caso in cui manchi una consistente porzione di tessuto, il tessuto di guarigione deve svilupparsi da quello che è rimasto; quindi, lì dove manca un’estesa porzione di pelle, la ferita deve rimarginarsi dai bordi verso l’interno. Nello sforzo di guarire dove una guarigione appropriata non è possibile, si sviluppa tessuto cicatriziale, costituito da cellule deformate che, una volta consunte, si riproducono nella stessa condizione deformata. Così le cicatrici di solito durano a tempo indefinito. Ma esiste una soluzione.
 
La bacchetta magica d’argento
Avete la facoltà di produrre tutte le vostre cellule dedifferenziate di cui avete bisogno! E conterranno il vostro DNA. Si tratta di una procedura semplice e agevole. In presenza di ioni d’argento, prodotti dal “metodo Bredig”, l’organismo dedifferenzia tutte le cellule che gli servono!
Nel suo best seller The Body Electric (1985), scritto in collaborazione con Gary Selden, il celebre chirurgo ortopedico e scienziato ricercatore Robert O. Becker, MD, tratta dei suoi esperimenti condotti nel tentativo di rigenerare arti completi in esseri umani. Anche se si ritrovò a corto di finanziamenti per la ricerca prima di riuscire a conseguire compiutamente l’obiettivo, egli enunciò in misura rilevante la comprensione dei processi di guarigione. Nel corso di sette anni di ricerca, egli essenzialmente scoprì che una bassissima corrente elettrica continua, fatta scorrere fra un elettrodo positivo e un elettrodo negativo, produceva un effetto di guarigione nelle ossa. Per i propri elettrodi Becker sperimentò svariati metalli: oro, platino, titanio, acciaio inossidabile e argento. Gli esiti ottenuti con l’argento risultarono di gran lunga più efficaci di quelli derivati da tutti gli altri metalli, quindi Becker si dedicò a condurre esperimenti per comprenderne la ragione. In base alle sue scoperte, la corrente elettrica continua attirava ioni d’argento dall’elettrodo positivo, ed erano questi ultimi a incrementare in modo così drastico la guarigione. Il Dr. Becker dimostrò che in presenza di sufficienti ioni d’argento, l’organismo produceva tutte le cellule staminali di cui necessitava. Senza l’argento, questo non era possibile.
La tecnica nota come “metodo Bredig”, inventata negli anni Ottanta del diciannovesimo secolo da Georg Bredig, costituisce il metodo fondamentale tramite cui realizzo il prodotto che denomino “Argento Ionico Colloidale”.
La scienza medica sostiene che un globulo rosso non è in grado di dedifferenziarsi in quanto privo di nucleo, il che sembra una conclusione alquanto ovvia, inizialmente condivisa anche dal Dr. Becker; tuttavia, quando studiò i cambiamenti di produzione di cellule staminali secondo incrementi minimali, egli scoprì che queste derivavano in massima parte da globuli rossi! Uno studio approfondito rivelò che prima di diventare tale, un globulo rosso dispone di un nucleo; nel processo di dedifferenziazione, il globulo rosso sviluppa nuovamente il proprio nucleo e quindi diventa dedifferenziato. Dunque, quando su una ferita si forma una crosta, essa ha tutte le cellule potenziali per dedifferenziarsi, ma solitamente le cellule non si comportano così; però, in presenza di argento, lo fanno.
In The Body Electric, il Dr. Becker dedica un intero capitolo, ovvero “The Silver Wand”, agli effetti de “lo strabiliante ione d’argento”. La “bacchetta d’argento” cui fa riferimento è il suo elettrodo in argento. A pagina 175 il Dr. Becker afferma: “Forse abbiamo appena scalfito in superficie l’eccellenza medica dell’argento. Già così si tratta di uno strumento stupefacente; stimola le cellule adibite alla formazione delle ossa, cura le infezioni più persistenti di tutti i tipi di batteri e stimola la guarigione nella pelle e in altri tessuti soffici. …Forse in questo magico caduceo si celano altre meraviglie… Quale che sia la sua esatta modalità di azione, lo ione d’argento generato elettricamente è capace di produrre abbastanza cellule per i blastemi umani [il materiale prodotto dalle cellule staminali e che si trasforma in tessuto guarito]; ha rinfocolato la mia convinzione che negli esseri umani sia possibile portare a termine una completa rigenerazione degli arti e, forse, di altre parti del corpo…”
Notate che il Dr. Becker afferma con chiarezza che, con l’argento, “la tecnica rende possibile produrre grandi quantitativi di cellule dedifferenziate” (pag. 175). Notate inoltre che queste “cellule dedifferenziate” (cellule staminali) avrebbero lo stesso DNA del paziente. Se questo corrisponde al vero (ne fornirò ulteriori prove più avanti), allora perché tutta questa fatica per ricavare cellule staminali dagli embrioni – con il relativo strascico di questioni morali e dispendiose tecniche associate? Non sarà perché è talmente semplice e sicuro che chiunque è in grado di farlo, persino a casa? Migliaia di persone che orbitano attorno al campo della salute alternativa lo stanno già facendo senza rendersene conto. Se mai la gente comune se ne renderà a sua volta conto, l’establishment medico ci rimetterà miliardi di dollari.
Il Dr. Becker descrive in modo approfondito la guarigione di vari pazienti affetti da infezioni multiple delle ossa e della carne, non curabili tramite pratiche mediche convenzionali ma che reagivano drasticamente a questi “ioni d’argento”, il prodotto derivante dal processo di Bredig. Sull’argomento il Dr. Becker ha scritto, singolarmente e in collaborazione, vari libri e documenti, ad esempio R. O Becker e J. A. Spadaro, “Treatment of Orthopedic Infections with Electrically Generated Silver Ions: A preliminary report”, J Bone Joint Surg Am ottobre 1978; 60(7):871-81.
 
Cellule staminali e trattamento del cancro
Il ricercatore del settore oncologico Gary Smith, MD, è arrivato in maniera indipendente a una conclusione simile partendo dalle sue ricerche sul cancro. In una lettera inedita egli afferma: “Il successo [nel trattamento del cancro] dipende dall’argento presente nell’organismo di un soggetto. Quando l’argento è presente le cellule del cancro si dedifferenziano e l’organismo si ripristina… Quando i livelli di argento sono…inesistenti, il tasso di crescita del cancro…continua…perché le cellule non sono in grado di dedifferenziarsi… Sospetto che la carenza di argento sia forse una delle ragioni per cui il cancro esiste e sta aumentando a un tasso talmente rapido.” (Il corsivo è aggiunto.)
Il Dr. Smith sostiene che è naturale avere nell’organismo abbastanza argento per produrre tutte le cellule staminali di cui abbiamo bisogno, e che non ne disponiamo in quanto i nostri alimenti vengono coltivati o allevati in terreni impoveriti.
Attualmente nella cura del cancro si fa molta sperimentazione con le cellule staminali, e a quanto risulta gli esiti sono sorprendenti. Ora ci viene detto che il problema è quello di ottenere abbastanza cellule staminali per curare i vari tipi di cancro. Seguendo una serie di procedure alcuni ricercatori stanno raccogliendo da malati di cancro cellule staminali, per poi congelarle e utilizzarle in successivi trattamenti contro la malattia.
 
Il potere dell’establishment medico

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