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venerdì 8 maggio 2020

Nuova compagnia di pandemia popolare

Nuova compagnia di pandemia popolare

Come ogni racconto anche la narrazione epidemica sembra avere una sua morale severa e stringente: non è una pandemia per poveri. La costante di tutta la macabra fiaba che ci stanno raccontando su una sindrome influenzale di gravità minore rispetto a quella del 2017 – 2018, accanto all’elefantiasi del dramma funzionale alla caduta dell’economia reale e delle libertà, contiene un inesplicabile elemento di contrasto ad ogni possibile cura che non sia il favoloso vaccino di Bill Gates o alternativamente farmaci di altissimo costo.
Ogni volta che un metodo di cura che implica farmaci o metodiche a basso costo   si è rivelato efficace, su di esso si è alzata la canea di cosiddetti scienziati e luminari di regime contro chi abbia osato violare il giuramento di Ipocrita che è ormai strettamente legato a quella medicina industriale per cui il paziente è in funzione del farmaco e non viceversa.

Dalla Cina era arrivata l’indicazione per l’uso dell’idrossiclorochina  in combinazione con altre principi attivi, ma subito contro di essa si è levata la voce di Anthony Fauci, quello che da quarant’anni promette un vaccino contro l’Aids mai arrivato, insomma un fallito che detta legge grazie ai miliardi del suo padrone filantropo Gates, mentre in Francia il professor Raoult, che aveva osato proporre questa cura a basso costo ha trovato una insormontabile opposizione opposizione del governo Macron. Eppure Raoult non è un virologo della domenica come i nostri, è stato lo scopritore dei virus complessi è classificato tra i dieci principali ricercatori francesi dalla rivista Nature, ovvero la rivista che tanto piace a qualche scienziatino dilettante del parterre televisivo, è anche tra i ricercatori più influenti nel campo della microbiologia e le sue pubblicazioni sono tra le più consultate su riviste accademiche. Poco dopo è stata proposta in alcuni ospedali italiani, sulla base di protocolli già sperimentati, una diversa visione della malattia, che comunque è abbastanza tipica delle sindromi influenzali e che porta a un trattamento con eparina e antinfiammatori, il che ha ridotto in maniera drastica l’ospedalizzazione: ma anche qui è cominciato l’abbaiare dei cani di regime che negavano ogni efficacia a questo approccio, prima di scoprire che lo stesso Oms lo prevedeva. Insomma come si direbbe alla corte di Inghilterra una figura di merda che però non ha scalfito di una briciola il prestigio della Nuova compagnia di pandemia popolare che si esibisce ogni giorno e in tv e sui giornali con grande successo: si vede che la sostanza marroncina si mimetizza bene su certe figure.
Adesso tocca alla cura sierologica essere sotto accusa, insieme al prof. De Donno, subito silenziato, benché essa sia comunemente usata da decenni contro tutte le malattie infettive.
Gli argomenti usati sono ridicoli e consistono nel dire che non c’è abbastanza plasma con gli anticorpi, cosa di per sé falsa visto che i guariti sarebbero 85 mila, ammesso che queste cifre abbiano qualche senso nell’immenso bordello numerico che si è creato, probabilmente con dolo, ma che svela come questi scienziati ignorino che anche gli anticorpi possono essere moltiplicati  con la tecnica della clonazione di immunoglobuline. In realtà la vera controindicazione consiste nel fatto che la cura costa solo 80 euro: una vergogna che una vita umana costi così poco e che non ci si possa arricchire.

Una persona dotata di un minimo senso critico si domanderebbe come mai tutte queste polemiche terapeutiche quando si tratta di salvare vite umane nel corso di una drammatica pandemia.
E andandosi a leggere i dati scoprirebbe che si tratta di una sindrome influenzale iperdrammatizzata ed utlizzata per molti scopi il primo e il più ovvio dei quali è quello di vaccinare tutti con profitti giganteschi a fronte di spese modeste per un vaccino approntato in poco tempo e  che nel migliore dei casi sarà inutile vista la variabilità del virus. E per questo che tutte le cure a basso costo vengono scartate e ostracizzate da medici scelti dalla politica e che starnazzano come le oche. Inoltre la scoperta di cure efficaci toglierebbe la patina millenaristica all’epidemia e non consentirebbe di imporre ancora e ancora misure assurde che servono per azzerare la piccola economia diffusa. Ma d’altronde se non si ha un sistema immunitario mentale forte, si è facile preda delle patologie sociali e mediatiche.

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sabato 21 marzo 2020

I virus "vivi" NON ESISTONO(non sono microrganismi) ed il CONTAGIO è un’illusione!!!

I virus "vivi" NON ESISTONO

I virus "vivi" NON ESISTONO, sono sempre "MORTI" (prodotti di scarto dalle apoptosi cellulari per il disgregamento dei mitocondri e del nucleo che contiene DNA che poi viene accorpato ed agglutinato dai grassi contenuti ne liquido extracellulare, per essere popi eventualmente eliminati dalle vie emuntorie, oppure immagazzinato nei grassi dei tessuti !)
(NdR: questo perche' sono Proteine complesse a DNA nel loro capside di lipidi=grassi e non sono microrganismi)

I termini "virus vivi" indicano semplicemente quei virus creati dalla coltura di cellule di tessuti viventi in vitro (cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus/proteine complesse a DNA) replicati dalle cellule stesse per mezzo del loro meccanismo di autoriproduzione, moltiplicazione. - vedi: da dove la cellula trae l'energia bioelettronica per poter rimanere viva.
Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambio cellulare ed è dalle cellule morenti, che vengono ottenuti i "virus" come scarti proteici.
Essi sono comunque "morti ed inattivi", poiché non possiedono: né metabolismo, né vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine complesse con un involucro/Capside, di lipidi (grassi).

I virus contengono acido nucleico e proteine, ma mancano di enzimi e non possiedono una vita propria poiché mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, e cioè dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri "inferiori" possiedono).
Il Guyton's Medical Textbook riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun metabolismo e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi.

Gli esseri umani sono sempre "infetti" di "virus" e batteri, poiché essi sono presenti nel nostro corpo in qualsiasi momento.
Per questo motivo non si può affermare che essi "invadano" l'ospite. Le malattie non sono infezioni; sono piuttosto processi di purificazione del corpo e non sono provocate da batteri o da "virus".
Né i "virus" né i batteri possono causare la malattia/processo risanante. Il vero responsabile è lo stile di vita biologicamente scorretto dell'ammalato. Quando le abitudini debilitanti vengono abbandonate, non vi sarà ulteriore accumulo di scorie tossiche e il corpo non avrà più bisogno di mettere in moto i processi di guarigione/malattia. La buona salute ne sarà il naturale risultato.

I farmaci sono controproducenti
Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilità di rimettersi, i medici credono di dover somministrare dei farmaci.
Credono anche che la medicina sia d'aiuto nella guarigione. I farmaci, in effetti, uccidono i batteri, ma sono altrettanto dannosi ad ogni altra forma di vita metabolica, cellule umane incluse.
L'utilizzo di farmaci e di medicine alle erbe ostacola gli sforzi di detossificazione che il corpo conduce, rappresentando per il sistema una minaccia addizionale oltre alle sostanze nocive che il corpo va espellendo attraverso il processo di malattia. Eliminare le nuove sostanze dannose che vengono ingerite assume la precedenza sull'eliminazione di quelle che stanno alla base della crisi risanante.
La prassi medica di uccidere i germi con farmaci, antibiotici, antinfiammatori o di sopprimerne l'attività con appositi sieri è la causa della crescente degenerazione della popolazione e di malattie iatrogene.
Le malattie acute sono in grado di auto-limitarsi, commisuratamente allo sforzo necessario per liberare l'organismo dalle sostanze dannose. Il lavoro condotto dai batteri-spazzini durante il processo della malattia è al tempo stesso debilitante e fastidioso per l'ospite, ma è di vitale necessità per la preservazione della vita e della salute.

Quando il processo di detossificazione è stato completato, i sintomi della malattia scompaiono e l'organismo torna ad utilizzare le proprie energie per i compiti ordinari. La forza, allora, torna a fluire nelle estremità. Il corpo, benché indebolito dallo sforzo reso necessario per contrastare le sue condizioni di tossicità, riacquista le proprie energie e la vitalità funzionale e si riprende senza che sia necessario alcun trattamento. Quando la crisi risanante è stata completata, il recupero ha inizio.

L'illusione del contagio 
La gente è stata educata ad essere terrorizzata dai batteri e dai virus e a credere implicitamente nell'idea del contagio: e cioè che specifiche entità patogene, aggressive e maligne, siano in grado di passare da un ospite all'altro. "Contagio", nella definizione medica, è la trasmissione della malattia per contatto: una malattia infettiva può essere comunicata per contatto da una persona che ne è affetta o attraverso un oggetto che essa ha toccato. Il dizionario a questo proposito parla di "virus o altri agenti infettivi" o di "qualcosa che funga da tramite per la trasmissione della malattia con mezzi diretti o indiretti".

Il "contagio", tuttavia, è uno dei miti della medicina, poiché le scorie tossiche non possono essere trasmesse da un corpo all'altro attraverso il normale contatto. Le malattie contagiose sono un'invenzione, poiché nessuno può passare ad altri la sua malattia, non più di quanto possa trasmettere la propria salute.
Qualcosa di simile al contagio sembra avvenire quando una persona in condizioni gravemente tossiemiche viene messa a contatto con un'altra che si trovi in una situazione similare, attivando in questo modo una crisi risanante. - vedi l'effetto gregge e' una BALLA !

Ciò che accade in realtà 

I batteri o i germi di questi individui vengono stimolati ad agire da quegli elementi devitalizzati su cui i batteri prosperano. Quando vengono trasferiti alle membrane mucose o ai tessuti di un'altra persona egualmente tossiemica, è possibile che i batteri inizino immediatamente ad agire come fanno nell'organismo portatore, se vi è una quantità adeguata di prodotti della decomposizione su cui le colonie batteriche possano impiantarsi e prosperare.
Ma l'esistenza di un ambiente inquinato è prerequisito affinché tale azione batterica possa verificarsi.
Un individuo in salute, con un flusso sanguigno incontaminato e relativamente puro, non avrà quindi alcun motivo di temere le "malattie contagiose".

Di norma, non è possibile trasmettere ad altri il proprio carico di tossicità, a meno che esso non venga estratto dal nostro corpo (come accade nelle donazioni di sangue) e poi iniettato ad un'altra persona (ad esempio con una trasfusione). In questo caso può verificarsi un contagio medicalmente indotto o malattia iatrogenica, che non ha però nulla a che fare con quelli che si verificano nell'ambito dei naturali processi biologici della vita. E' questa la reale spiegazione di ciò che chiamiamo "contagio".
Il germe attiva, affretta o sollecita il processo di malattia in coloro che sono già tossiemici. Ma per coloro che non lo sono, il contagio non funziona e non può verificarsi finché il corpo si mantiene puro, poiché è la contaminazione del sistema che prepara l'organismo per le "epidemie", a causa della nostra incapacità di mantenere fluidi e tessuti corporei puliti e non inquinati.
Le vere cause e i veri fattori del "contagio" 

lunedì 2 dicembre 2019

AIDS LA TRUFFA CONTINUA - L'AIDS NON HA MAI CONTAGIATO NESSUNO, LA PAURA DELL'AIDS INVECE SI'

AIDS LA TRUFFA CONTINUA

IL NOBILE SCOPO DI SPAVENTARE LA GENTE
Ciao Marco, hai fatto bene ad inviarmi questa notizia.
Non c’è nulla di scientifico e di vero in tutte queste carognate create apposta per creare il panico tra la gente. Non occorre approfondire, sfogliare testi, fare ipotesi su cosa diavolo preparano. E' tutto un discorso politico, preciso, preparato, pianificato.
La cosa più logica e scientifica che dobbiamo tutti fare di fronte a tutto questo è una sola, e cioè chiederci "Cui prodest?" (A chi torna mai comodo terrorizzare il pianeta?)

NWO, BILDERBERG, MASSONERIA, CABALA, TRILATERALE
La mia personale risposta è che l'intera faccenda torna comodo al NWO, al gruppo Bilderberg, alla Massoneria, alla Trilaterale, e a tutti i gruppi che tramano nell'ombra per concludere i famosi piani della Cabala per cui entro il 21/12/12 si dovranno eliminare dollaro ed euro, creando la supermoneta mondiale (soprattutto le carte di credito col microchip), il super-stato, la super-religione Scientology e tutto il resto. A questo progetto stanno lavorando alacremente e pure ci credono.

NON CI SONO GUARDIE E NON CI SONO LADRI, MA UN COESO ED UNICO MANIPOLO DI FARABUTTI
I ricercatori vogliono far sapere, e la comunità scientifica si oppone?
Sono balle. Sono false diversità. Sono giochini tra guardie e ladri (in realtà tutti ladri e tutti truffatori, dall'olandese Ron Fouchier all'americano Paul Keim) che si sono accordati per il preciso obiettivo di rubare alla gente quel minimo di serenità residua che ancora le rimane.
Un modo come un altro per produrre infarti e ictus e diradare il pianeta verso la quota desiderata da Kissinger, verso i 2 miliardi di bipedi e i 10 miliardi di bovini adatti ad allattarli a vita, eliminando ogni forma di svezzamento, e a saziarli di sangue e proteine nobili.

L'IMPORTANZA DEI PONTI E DEI DIRUPI
Con l'AIDS, o meglio col sospetto di essere contagiata dal fantasma Aids, la gente si buttava dai ponti. E questi sono stati i soli morti veri e specifici causati da questa immonda frode planetaria.
Con la caduta delle borse, delle economie, di Gheddafi, dell'Euro, altra gente continua a cercare ponti e dirupi da cui lanciarsi nel vuoto.
"Se cominciamo a rispaventarli con il super-virus bio-ingegnerizzato 5 volte, sai quanti decideranno di scendere dal tram della vita?"
Queste sono le parlate che riecheggiano tra le pareti del gruppo Bilderberg.

ANCHE LA PIU' FETENTE DELLE MENZOGNE, RIPETUTA PIU' VOLTE, DIVENTA VERITA'
L'AIDS è stato per loro un ottimo campo di allenamento. Hanno capito che si può inventare qualsiasi baggianata, anche la più fetente e la più illogica, facendola rimbombare e riecheggiare sul pianeta con la forza dei media e delle antenne televisive, per mettere in riga la popolazione mondiale come nei lager nazisti di Auchswitz e di Mauthausen. Antenne che arrivano oggi ad irradiare e condizionare persino le ultime tribù della Nuova Guinea e del Mato Grosso.

BASTA GRIDARE "AL LUPO!"
Basta gridare Al Lupo, al Lupo, è il Lupo si materializza.
Basta gridare B12 perché gli pseudo-igienisti e gli pseudo-vegani corrano dal farmacista a prendersi la cobalamina.
Basta gridare Omega-3 e il popolo si ubriacherà di occhi di tonno e di balena, debitamente centrifugati.
Basta gridare HIV/AIDS, HIV/AIDS, perché il mondo ignorante, superstizioso, pigro di corpo e di mente, cali le brache per non farsela addosso e si spalmi doppie creme antivirali, si infili triplo preservativo, e indossi lo scafandro protettivo.

BASTA GRIDARE ALLA PESTE BUBBONICA
Basta gridare all’aviaria, alla suina, alla cetriolina, al bio-ingegnerizzato, e ai virus fatti risorgere e ridestare dalla morte, per accorciare il respiro alla massa di pecore che popola il pianeta e che deve comunque essere sfoltita.
Basta gridare alla peste messicana, e c'è pronto in ogni paese un Fazio che coi sudatissimi danari, rubati o prelevati con le tasse più inique al popolo italiano, si fa una immonda scorta miliardaria di antivirus Tamiflu, che poi l'America di Rumsfeld si rifiuta di riprendersi indietro anche a metà prezzo, e suggerisce cinicamente di regalare come aiuti alla Somalia e al Burundi, i quali si rifiutano di ricevere quelle porcherie nemmeno a titolo gratuito!

IL REGIME SANITARIO MONDIALE
Ippocrate ha detto Primo Non nuocere, primo non spaventare?
Loro fanno l'opposto. Primo nuocere e primo terrorizzare.
Ippocrate ha detto La Natura è Sovrana Medicatrice di tutti i Mali?
Loro dicono Il Potere Sanitario Mondiale è Sovrano Dispensatore (con le scie chimiche, l'Aids, gli Haarp, gli tsunami artificiali, i climi controllati, le guerre mirate, le crisi economico-finanziari-valutarie manovrate, ecc) nonché Sovrano Medicatore (con le vaccinazioni obbligatorie al microchip invisibile, da tempo realizzate dai servizi segreti, e da tempo in attesa di essere finalmente impiegate per un controllo planetario della popolazione, in ossequio a quanto disposto dalla triade dei gerarchi Rockefeller-Brezinsky-Kissinger, strumento di punta della oligarchia dei Rothschild, dei regnanti d'Olanda e d'Inghilterra, e della quindicina di famiglie proprietarie del 90% di tutte le multinazionali, incluse banche, zecche, vaticani ed assicurazioni.

VOLGARI PROPINATORI DI VELENI E DI PANICO
Ron Fouchier, e tutti i virologi della sua fatta, non è niente di meglio e niente di più di un cialtrone.
Niente di più di un burattino-robot nelle mani di chi gli manda degli input a pagamento.
Gli bastano 5 passaggi per far mutare il virus dell'aviaria in un terribile microrganismo contagioso stile super-Aids?
Queste sono stronzate dalla prima all'ultima sillaba. Non virologi ma giocatori d'azzardo e millantatori, superstregoni che avendo accesso pagato a dei puzzolenti e merdosi laboratori di chimica, pretendono di essere i nuovi semidei fabbricatori di invincibili mostri bio-ingegnerizzati.
Ricercatori e scienziati? Niente di tutto questo, ma soltanto volgari propinatori di veleni e di panico.

MASSIMO RISPETTO PER PETER DUESBERG
In tutti i campi c'è la parte sana e la parte marcia. Sono virologi pure Peter Duesberg e Kary Mullis, scienziati indipendenti, incorruttibili e di prima grandezza, per cui occorre sempre fare le opportune distinzioni.
Ma la gentaglia di cui parliamo, e l'intera categoria mondiale dei virologi da strapazzo e degli immunologi venduti al sistema, è degna soltanto di finire in Casa di Cura, o al massimo ai lavori forzati, per pagare i danni che produce al mondo intero.
Non c'è un Gesù o un Maometto o un Buddha, e non c'è un superuomo capace di trasformare la morte in vita.
Basta però l'ultimo degli imbecilli, dotato di sufficiente faccia tosta e di voracità pecuniaria, per inventare qualsiasi menzogna, per darle corpo e per crearne un dogma ad uso e consumo del potere.

TANTI FUMETTI PER UN PUBBLICO DEFICIENTE
Un virus è per definizione un detrito cellulare, o polvere esausta di cellula.
Non servono 5 o 50 o 500 passaggi. Non servono manipolazioni. Se uno parla di rafforzare, indebolire, depotenziare, ripristinare, ravvivare, resuscitare, ingegnerizzare un virus, sta spacciando fumetti per un pubblico deficiente. Il virus è morto e morto rimane. Non c'è trucco che tenga. Non esiste gioco di prestigio che tenga. Altrimenti non era morto ma addormentato, altrimenti era moribondo e col mal di pancia, altrimenti faceva solo il finto tonto.
Puoi bio-ingegnerizzare altre cose vive, tipo batteri, vermi e funghi, gas e materia chimica, facendone magari insidiosi veleni, con risultati sempre aberranti, sempre schifosi e sempre pericolosi per la salute, questo lo sappiamo bene dagli arsenali di armi biologiche e tossicologiche che da molti decenni stanno a disposizione dei servizi segreti delle maggiori potenze.

DOPO 50 ANNI DI FORMAZIONE SCOLASTICA TELEVISIVA L'IGNORANZA IMPERA SUL PIANETA
Quanta deficienza e quanta ignoranza circoli, i mestatori e i manipolatori di regime lo sanno a memoria.
Da Copenaghen a Città del Capo, da Buenos Aires a Vladivostok, fermi la gente per strada, le chiedi la differenza tra un virus e un batterio, e quella, con tanto di sorriso ebete, dimostrerà a volte maturità tecnica e culturale, capacità di risolvere l'equazione di II grado e persino i seni e i coseni del calcolo trigonometrico, ma ti darà regolarmente una risposta sbagliata sulle cose piccole ed invisibili, avendo lasciato il tutto nelle mani di chi maneggia lenti, provette e microscopi.

IL MONDO RESTA E RIMANE PURTROPPO UN BRANCO DI PECORE
I manipolatori vedono giustamente la popolazione mondiale come un grande branco di pecore.
Pecore che presentano sì una lana esterna diversificata, che parlano sì diverse lingue e diversi idiomi, che praticano sì diversi riti e diverse religioni, ma che alla fine fanno tutti indistintamente "beeeh, beeeh e ri-beeeh" di fronte a qualcuno che abbia l'autorevolezza del camice bianco o verde che sia, che porti qualche divisa, o che appaia da un qualunque video attivato da etere e antenna televisiva.

L'UNICO VERO VALORE DISCRIMINANTE RIMANE IL CONTAGIO
Ma, paradossalmente, la gente non la spaventi abbastanza con tutto questo.
Il veleno terribile, che si chiami diossina, che si chiami plutonio, che si chiami amianto, che si chiami acido urico da pesce-carne-uova, che si chiami cadaverina da tonno-maiale-pollo, che si chiami caseina da latticino-gelato-grana o caffeina da espresso-cappuccino-cola-the, in qualche modo lo riesci sempre a schivare.
La gente la spaventi solo con una cosa, ovvero col contagio.

L'INGREDIENTE IMMANCABILE NELLA PSICHE E NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO E' LA PESTE
Le statistiche mondiali dicono che il 70% e oltre del popolo crede al contagio e crede all'Hiv/Aids e crede alle favole dei ceppi virali che arrivano dalle Filippine, da Hongkong e dalla Nuova Caledonia, se non dalla Luna non appena avremo creato maggiori collegamenti col nostro bel satellite.
I veleni, bene o male si evitano, si esorcizzano, si insabbiano, si seppelliscono. Ma dal contagio e dalle pesti bubboniche non c'è modo di pararsi, nell'immaginario collettivo ereditato dalle epidemie del passato.

L'AIDS NON HA MAI CONTAGIATO NESSUNO, LA PAURA DELL'AIDS INVECE SI'

lunedì 14 ottobre 2019

Ennesimo ritiro di farmaci: ma la strage continua!

Ennesimo ritiro di farmaci: ma la strage continua!

Marcello Pamio
Non ha senso elencare i farmaci che per problemi di sicurezza sono stati e vengono tuttora ritirati dal mercato dalle stesse aziende che li producono o dagli enti di controllo: sarebbe impossibile dato il numero.
Ma le cose sono molto più complesse…
Non tutti sanno infatti che le molecole attive scoperte e/o copiate dalle industrie chimiche devono prima passare l’assurda quanto inutile sperimentazione animale, e poi quella umana (volontari per disperazione o per soldi). Nonostante sia risaputo che il «modello animale» non ha nulla da spartire con il «modello umano», ancora oggi continua questa follia che ha come conseguenza ineluttabile una strage immane di animali e di uomini.

La dimostrazione di quanto detto sono i numeri: il 92% delle molecole chimiche che superano brillantemente la sperimentazione (o vivisezione) animale, poi NON superano quella sull’uomo!
Quindi un miserrimo 8% sono i principi attivi che entrano effettivamente in commercio.
Ma il 51% di questo 8% presenta effetti collaterali gravi.
Chiaro? La metà dei farmaci commercializzati, cioè di quelli che hanno superato le DUE sperimentazioni (animale e uomo, obbligatorie per legge) secondo l’AMA, l’Associazione dei Medici Americani presentano gravi reazioni avverse, spesso letali.
Possiamo tradurlo in altri termini: la metà dei farmaci commercializzati uccidono solo negli Stati Uniti ogni anno un numero di persone impressionante: da 100.000 a 250.000 persone!
Solo negli States…
Strage che avviene costantemente anno dopo anno e che riguarda il globo intero.
E’ questo il motivo per cui i farmaci (e vaccini) sono tra le prime cause di morte (se non la prima) nel mondo Occidentale!

Ennesimo farmaco ritirato
Detto questo, venerdì 20 settembre scorso l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il ritiro di tutti i lotti di farmaci contenenti il principio attivo RANITIDINA, utilizzato nei medicinali contro l’acidità nello stomaco.
Stiamo parlando di prodotti (alla fine dell’articolo l’elenco completo) come: Buscopan antiacido, Zantac, Ranitidina Almus, Ranidil (fiale, compresse, sciroppo, compresse effervescenti), Ulcex, ecc.

La causa è la presenza di N-nitrosodimetilammina (NDMA) una sostanza chimica appartenente alla classe delle nitrosammine. Le stesse – tra le altre cose – trovate l’anno scorso in alcuni anti-ipertensivi.
La NDMA è classificata come «sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo» (associata al cancro gastrico e al colon) dallo IARC di Lione (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS).
Generalmente l’esposizione alla NDMA avviene attraverso l’ingestione di acqua contaminata ed è certamente presente in alcuni pesticidi.
La NDMA si può trovare nell’acqua potabile poiché deriva dalla degradazione della dimetilidrazina, un componente del carburante per missili ed è presente in vari processi industriali, oltreché nei pesticidi.

E’ stata recentemente identificata anche come sottoprodotto della disinfezione dell’acqua potabile con la monocloramina (disinfettante usato come alternativa al cloro libero per l’acqua).
Ovviamente l’AIFA ha subito specificato che la decisione del ritiro è stata presa solo in base al principio di precauzione e non per danni conclamati. Ovvio…
Sempre a scopo precauzionale hanno disposto pure il divieto di utilizzo di tutti i lotti contenenti ranitidina prodotta da altre case farmaceutiche per essere analizzati.
Rimane un mistero il perché, per lo stesso principio di precauzione, l’AIFA non ritiri anche i lotti dei vaccini risultati essere molto più inquinati e contaminati rispetto ai farmaci sopradetti. Ma lasciamo questo mistero alla fede medica…

Se la PRESSIONE ARTERIOSA è più alta di 140/90, l’organismo è carente di…
Se la PRESSIONE ARTERIOSA è più alta di 140/90, l’organismo è carente di…
SCONVOLGENTE! Non avrai più necessità di una visita dal dentista!
SCONVOLGENTE! Non avrai più necessità di una visita dal dentista!
ADDIO ipertensione. Prendi un economico...
ADDIO ipertensione. Prendi un economico...

A cosa serve la Ranitidina?

domenica 28 luglio 2019

Cancellati gli eventi avversi di farmaci e vaccini dal rapporto Osmed

Così il rapporto sui farmaci ha “cancellato” gli eventi avversi
È stato depennato dal rapporto Osmed (Osservatorio Nazionale sull’impiego dei farmaci) l’intero capitolo dedicato agli eventi avversi.

Edito dal 1998 da Aifa, il volume si prefigge di:
* sviluppare e validare i meccanismi di raccolta, analisi ed interpretazione dei dati di uso dei farmaci in Italia
* descrivere i cambiamenti nell’uso dei farmaci
* correlare problemi di sanità pubblica e uso di farmaci o categorie terapeutiche
* favorire la diffusione dell’informazione sull’uso dei farmaci
* confrontare il consumo dei farmaci in Italia con quello di altri Paesi
* contribuire alle iniziative per promuovere un migliore uso dei farmaci
* chiarire il profilo beneficio-rischio dei farmaci mettendo in collegamento le informazioni sulle reazioni avverse con quelle sui livelli d’uso dei farmaci nella popolazione.

Sette, dunque, le finalità. È chiaro che, mancando l’ultimo punto, viene meno una delle più importanti ragion d’essere della pubblicazione. Solo con la conoscenza degli eventi avversi, infatti, un medico può informare correttamente il paziente e Aifa può realizzare l’importante farmacovigilanza, che così invece resta nascosta.

Nella presentazione, il direttore Aifa, Luca Li Bassi parla di “appropriatezza dell’uso dei farmaci”. Ci chiediamo come ci possa essere appropriatezza senza conoscenza delle conseguenze.

In una delle due foto allegate si vede uno stralcio dell’edizione 2014 nella parte dedicata al monitoraggio dei farmaci. Sezione che manca nel report 2018. Cliccate qui. Dove, per la prima volta non vengono neppure citate le sette ragioni che giustificavano i precedenti documenti.
Per dir la verità anche il rapporto Osmed del 2017 è carente del capitolo sugli eventi avversi, malgrado questo venga menzionato con rilievo nella postfazione, cioè nell’ultima pagina. Cliccate qui e scorrete fino alla pag 472.
Abbiamo chiesto ad Aifa le ragioni di queste omissioni (siamo in attesa di risposta). Difficile pensare a una dimenticanza. Anche perché sul sito dell’Istituto superiore di Sanità anche il rapporto Osmed di quest’anno è presentato con le sette finalità citate poc’anzi. Cliccate qui.

Ricapitolando: la sezione dedicata agli eventi avversi dei farmaci e vaccini compare fino all’edizione 2016. Doverosamente, in quella sezione, erano accorpati anche gli eventi avversi post vaccinazioni senza però che fosse precisato quanti e quali fossero da attribuirsi ai farmaci e quanti e quali ai vaccini. Avevamo commentato qui la procedura poco chiara.

Di cosa tratta dunque Osmed 2018?
Riporta le percentuali dei medicinali più usati, dagli antibiotici agli antiipertensivi agli antidepressivi, i consumi per età, per territorio, le voci di spesa. Ci sono tanti grafici.
Curioso che in quest’ultima edizione Aifa abbia voluto dedicare un capitolo alle “popolazioni fragili”: bambini, anziani e donne in gravidanza “perché spesso queste sottopopolazioni non sono adeguatamente rappresentate negli studi clinici autorizzativi”. Già.  Al riguardo, nella comunità scientifica, ci sono opinioni e risultati controversi sugli effetti nelle così definite “popolazioni fragili”. In particolare sulla sicurezza in gravidanza gli studi clinici effettuati sono rari e poco convincenti. Tanto più che, fino a pochissimi anni fa era vivamente sconsigliato assumere medicine durante la gestazione. Oggi, invece, si dice che si può e pazienza se il principio di precauzione non viene seguito… Anche per queste “sottopopolazioni” manca il capitolo sugli eventi avversi. Come vedete dall’immagine in allegato ci si preoccupa di più delle gatte che delle donne. Il sito wiki how raccomanda una gestazione sicura senza farmaci e vaccini per le micette.
Attendiamo le risposte di Aifa, non vorremmo che, una volta depennata la sezione e cancellate le parole, si arrivi a dire che … gli eventi avversi non esistono.

sabato 30 marzo 2019

La chemioterapia è un’arma chimica, il suo uso in guerra è vietato da numerose convenzioni!

Origine storica della chemioterapia
Innanzitutto è necessario occuparsi di guerra chimica, la cui paternità va attribuita al chimico tedesco Fritz Haber.
Allo scoppio della Grande Guerra il dott. Haber dirige il prestigioso Kaiser Wilhelm Institute a Berlino e il suo laboratorio chimico ha un ruolo centrale nello sforzo bellico: sviluppa gas irritanti utili per stanare dalle trincee i soldati nemici.
Tra tutti i gas studiati uno solo emerge per caratteristiche utili allo scopo: il cloro.
Questo gas dal colore gialloverde è estremamente tossico ed è caratterizzato da un odore soffocante che penetra violentemente nelle vie respiratorie.

Il 22 aprile 1915 l’esercito tedesco scarica oltre 146 tonnellate di gas di cloro (detto dicloro o diossido di cloro) a Ypres in Belgio: le truppe francesi, britanniche e canadesi prese alla sprovvista cadono come mosche cercando di proteggersi le vie aeree con banali fazzoletti.
Fu una vittoria straordinaria per i tedeschi, ma Fritz Haber pagherà molto caro questo attacco perché, qualche giorno dopo aver usato il gas, sua moglie Clara Immerwahr, chimico pure lei, si suicida con un colpo di pistola direttamente al cuore usando l’arma di servizio del marito che per questi servizi era stato promosso al grado di capitano…
Gli Alleati nel frattempo si sono dotati di maschere antigas per cui il cloro non è più un problema. Fatta la legge e trovato l’inganno. Haber per ovviare il problema maschera mette a punto il fosgene, costituto da una miscela di dicloro e monossido di carbonio. Meno irritante per naso e gola del cloro stesso ma rappresenta la più letale arma chimica preparata a Berlino, poiché attacca violentemente i polmoni riempiendoli di acido cloridrico.

Verso la fine della Guerra quando le vittime dei gas si contano a decine di migliaia Haber lancia il suo ultimo ritrovato: il gas mostarda, detto anche iprite. Il nome deriva dalla località in cui è stato sperimentato: le trincee di Ypres in Belgio.
Gli effetti del gas mostarda sono terribili: provoca vastissime vesciche sulla pelle, brucia la cornea causando cecità permanente e attacca il midollo osseo distruggendolo e inducendo la leucemia.
Proprio da questa leucopenia (diminuzione dei linfociti nel sangue) nasce il concetto medico di chemioterapia.
Ma andiamo per ordine.

La sera del 2 dicembre 1943 il porto di Bari era gremito da quasi una quarantina di navi cariche di preziosi rifornimenti, tra queste la nave americana John Harvey partita dal porto di Baltimora. La Harvey, a differenza delle altre navi, aveva le stive piene di bombe all’iprite. Oltre 100 tonnellate di iprite (gas tossico e vescicante) sotto forma di bombe lunghe 120 centimetri e del diametro di 20. La nave sarebbe stata scaricata il giorno seguente.
Alle 19,30 uno stormo di aerei della tedesca Luftwaffe arrivarò nel porto di Bari bombardando le navi.
La John Harvey colpita prese fuoco e l’iprite mescolata alla nafta delle petroliere affondate formò un velo mortale su tutta la superficie del porto, mentre i suoi deleteri vapori si sparsero ovunque intossicando i polmoni dei sopravvissuti .
Il numero esatto di morti non si saprà mai, ufficialmente si parla di circa 1000 cittadini baresi uccisi.
Nel rapporto che seguì l’incidente vennero evidenziati dei fatti interessanti: le persone colpite da iprite svilupparono una grave aplasia del tessuto linfoide e del midollo osseo. Il colonnello statunitense Steward Alexander nella sua relazione finale notò che dalle autopsie dei morti per iprite si notava una notevole soppressione dei linfomi e dei mielomi.

Questo rinforzò l’ipotesi che solo un anno prima Goodman e collaboratori avevano fatto sull’impiego di derivati dell’iprite.
I dottori Goodman, Gilman e Dougherty somministrarono mostarda azotata (derivata dell’iprite) in sei pazienti affetti da linfoma maligno registrando un miglioramento iniziale delle condizioni cliniche e una riduzione delle lesioni neoplastiche. Poco importava se tale terapia era risultata devastante sotto altri punti di vista: questo era quanto bastava perché venisse pubblicato nel settembre del 1946 uno studio di portata epocale sull’effetto dell’iprite nei linfomi. Tale studio venne pubblicato sulla rivista Science con il titolo: “Azioni biologiche e indicazioni terapeutiche delle beta-cloroetilamine e dei sulfidi”.

Tutto ciò diede inizio – purtroppo per noi – all’utilizzo della chemioterapia che giunge fino ai nostri giorni.
Negli attuali bugiardini dei chemioterapici alla voce Categoria terapeutica viene riportato: “Analoghi della mostarda azotata”.

“Le mostarde azotate – ce lo dice il Ministero della Salute alla voce Emergenze sanitarie – furono prodotte per la prima volta negli anni Venti come potenziali armi chimiche. Si tratta di agenti vescicatori simili alle mostarde solforate. Sono in grado di penetrare le cellule in modo rapido e causare danni al sistema immunitario e al midollo osseo”.

Quindi la chemioterapia è nata grazie ad un incidente di guerra ed è una vera e propria arma chimica!
Lo scrivono nei bugiardini le stesse case farmaceutiche che li producono e lo conferma il Ministero della Salute.

L’utilizzo in guerra di tali armi chimiche è vietato da numerose convenzioni: Dichiarazione dell’Aja del 1899, Convenzione dell’Aja del 1907, Protocollo di Ginevra del 1925 e Convenzione di Parigi del 1993, ma nella guerra al cancro non solo sono legittime ma sono anche le uniche riconosciute.
Oggi ad un qualsiasi malato di cancro viene iniettato un mix di sostanze chimiche vietate in guerra per la loro pericolosità dalla Convenzione di Ginevra.

Conclusione
Iniettare una sostanza citotossica, cioè velenosa e mortale per le cellule malate e sane, per il sistema immunitario, per il sangue, per la linfa, per il midollo osseo, per il cervello e quindi per la Vita stessa non può essere considerato un trattamento terapeutico, ma una vera e propria aggressione e guerra chimica.

Se fosse vivo oggi il chimico Fritz Haber molto probabilmente farebbe la stessa fine della moglie: si sparerebbe un colpo in testa nel vedere le armi chimiche mortali, scoperte da lui in periodo di guerra, usate nei protocolli oncologici nella Grande Guerra al Cancro….
Tratto dal nuovo libro di Marcello Pamio: “Cancro SPA”, rEvoluzione edizioni, 2016
www.macrolibrarsi.it/libri/__cancro_spa.php

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mercoledì 19 settembre 2018

La storia scioccante della chemioterapia!

CANCRO - DOMANDE FREQUENTI - FAQ – 1
D. In che modo si giunge alla chemioterapia come prima opzione per il trattamento del cancro?

R. Durante la seconda guerra mondiale, il cosiddetto dipartimento della "difesa" statunitense si ritrova in giacenza smodate quantità di gas nervino inutilizzato. Il temutissimo gas nervino è impiegato alla grande durante la prima guerra mondiale ma dato che le regole di combattimento, questa volta, nella seconda guerra mondiale, prevedono il bombardamento delle popolazioni civili disarmate delle città, non si sa bene che uso fare dei gas nervini rimasti in giacenza. E allora qualcuno del dipartimento, non avendo di meglio da fare, prova a convertire il gas nervino in sostanze alternative per uso terapeutico. È questo l'inizio dell'era del trucco della chemioterapia.

Almeno un centinaio di farmaci brevettati del tempo di oggi derivano direttamente dal velenosissimo agente contenuto nel gas nervino, precedentemente utilizzato per ammazzare soldataglia di trincea in battaglia.
Molti ruffiani in camice bianco ignorano questi dettagli ma stai sicuro che non troverai mai un oncologo tanto sprovveduto da maneggiare quei farmaci senza guanti robusti, maschera anti-tutto e senza essersi garantito con le altre protezione prescritte dalla casa produttrice.

D. E allora, se si tratta di veleni tanto tossici e potenti, con che coscienza si sparano in vena a della gente già malata e disabilitata?

R. L'industria del cancro è un'industria di monopolio e pratica le politiche restrittive. I veleni brevettati sono gli unici ammessi dall'industria medica del cancro e tutti i ruffiani del sistema si devono adeguare, se vogliono guadagnare e/o solo mantenere il posto di lavoro. Dietro alla morte di 8 milioni di vittime ogni anno, le multinazionali incamerano cifre spropositate, e si tratta per la gran parte di denaro dei contribuenti, perché la propaganda per la finta lotta contro il cancro consente alle mega-imprese, che guarda il caso sono sempre le stesse, ogni anno, di accedere a sistematiche raccolte fondi e a conti bancari che tutte le altre industrie dei veleni e delle malattie si sognano.

D. Ma è possibile che esiste gente tanto insensibile alla sofferenza degli altri?

R. Pare di sì. Solo per fare un esempio, c'è una ditta nota, che in quel tempo si chiama IG Farben e che oggi, in tutto o in parte, si chiama Bayer, ha eretto uno dei suoi primi e giganteschi centri di fabbricazione farmacologica proprio ad Auschwitz, e naturalmente il lavoro fisico per la sua costruzione è stato assegnato ai detenuti-schiavi dei campi di concentramento.
Nessuno potrà mai sapere e spiegare fino in fondo cosa ha in testa certa gente.

The Shocking History of Chemotherapy! (video)


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La Chemioterapia è cancerogena: l’Oms lo conferma

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Sembra una barzelletta, purtroppo è tutto vero: la chemio è cancerogena. Sì, avete letto bene: la terapia che dovrebbe curare i tumori, in realtà spesso è un agente che ne scatena l’insorgere.

In realtà, c’è da dire che già da tempo si conoscono gli effetti collaterali di questa cura. Per fare un esempio, già nel 1938 il farmaco “DES”, usato principalmente per curare il cancro alla mammella, era stato messo in discussione per i suoi noti effetti collaterali, anche nel lungo termine. Tuttavia, il DES uscì fuori commercio solo nel 1970, sostituito dall’altrettanto discusso “TAMOXIFEN” farmaco antitumorale e antiestrogeno.
A proposito di TAMOXIFEN, il ricercatore canadese Pierre Blais lo descrive come “farmaco spazzatura che si pone ai vertici del mucchio di immondizia”, poiché promotore di cancri particolarmente aggressivi all’utero e al fegato, nonché responsabile di fatali coagulazioni di sangue e ostacolo ad altre numerose funzioni. È sconcertante e paradossale pensare a quei milioni di donne nel mondo che vengono indotte a curare il cancro alla mammella con la chemioterapia e altri farmaci pericolosi come il tamoxifen, ovvero con sostanze classificate proprio come cancerogene.

Come se non bastasse, una statistica condotta dall’OMS in unione con l’American Cancer Society, quantifica il reale beneficio della chemioterapia in una media di appena il 2,2%. Come dire: i rischi sono di gran lunga maggiori dei reali effetti positivi.

A tutto questo, c’è una spiegazione scientifica. La chemioterapia distrugge il DNA di tutte le cellule che si dividono velocemente. Le cellule cancerogene si dividono rapidamente. Ma anche le cellule del sistema immunitario si dividono rapidamente! La chemio, in sostanza, distrugge anche l’unica cosa che può salvarci la vita! Questo avviene perché nel nostro corpo una stessa proteina funzionale (come quelle attivate dalla chemioterapia) può svolgere compiti completamente diversi in distretti diversi del corpo. Sono i famosi “effetti collaterali”. A volte possono essere leggeri; altre volte, come nel caso della chemio, possono essere devastanti.
Altro dato interessante: la chemioterapia non distruggerà mai il 100% delle cellule cancerogene. Al massimo potrà eliminare dal 60% all’80% (nel più ottimistico dei casi!) delle cellule cancerogene. Il “resto” del lavoro è svolto dal nostro sistema immunitario. La domanda ora sorge spontanea: perché è stato possibile continuare a curare i malati di cancro con la chemio per così tanto tempo, senza cercare una soluzione alternativa?
Ignoranza? Interessi “maggiori” di quelli dalla salute delle persone (dato che un trattamento chemioterapico può costare al Sistema Sanitario Nazionale anche mille euro al giorno)? Forse a questa domanda non avremo mai una risposta. E allora facciamone un’altra: esiste davvero una soluzione alternativa per la cura del cancro?

Per trovare una risposta, bisognerebbe prima capire cos’è il cancro. Secondo il professor Giuseppe Genovesi, ricercatore universitario presso il Policlinico Umberto I di Roma e presidente del PNEI: “Bisogna riconsiderare l’uomo non più come un organismo biochimico, ma come un organismo biofisico. Le nuove scoperte della Fisica Quantistica ci dicono che noi siamo costituiti sì da atomi, molecole, ma ci dice anche che questi atomi e queste molecole non sono altro che la manifestazione di una determinata frequenza di energia. Il cancro è il risultato di un’alterazione delle frequenze del nostro corpo, che causa un errore informazionale nelle nostre cellule, facendole ammalare. Se quindi guardiamo all’uomo come a un campo energetico costituito da fotoni e non più come a un semplice aggregato di atomi, è chiaro che si può guarire semplicemente ripristinando i corretti flussi di energia nel nostro corpo, in modo tale che le cellule malate riacquistino le giuste informazioni e ripristino le loro corrette funzioni.”

E chi legge le “informazioni” che riceviamo dall’esterno? Per decenni si è creduto che i nostri geni fossero responsabili della nostra salute. Se un genitore era morto di cancro al polmone, lo stesso destino avrebbe potuto attendere suo figlio. Ma non è così. Uno studio condotto dalla università di Montreal, ha evidenziato che su 100 donne con cancro al seno, solo 7 trasmetteranno il gene malato alle proprie figlie. E tra le figlie portatrici del gene malato, non è detto che tutte si ammaleranno di cancro. E lo stesso ci insegna lo scienziato americano Bruce Lipton: non sono i geni a farci ammalare, ma il modo in cui il nostro corpo interpreta gli stimoli ambientali. Per questo Lipton parla di “Biologia delle credenze”. La nostra mente inconscia elabora ogni secondo oltre 4 miliardi di informazioni e risponde ad essi in base a come è stata programmata.
Come ci ricorda anche il Dr. Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI®: “È la nostra mente inconscia che controlla il 95% delle nostre funzioni. È lei che regola la respirazione, la digestione, il battito cardiaco, la pressione arteriosa. È lei che “legge” le informazioni dell’ambiente e attua meccanismi di risposta appropriati. Allo stesso modo, è lei che sa quali frequenze sono giuste per noi. Possiamo quindi comprendere quanto sia importante imparare a comunicare con la mente inconscia, se vogliamo prendere piena consapevolezza della nostra vita. Imparare a comunicare con la nostra Mente Profonda, è infatti l’unico modo per determinare autonomamente se i flussi di energia nel nostro corpo sono corretti o scorretti. Le cellule impazzite del cancro non sono altro che cellule che hanno ricevuto frequenze sbagliate. Ridando loro le giuste informazioni, esse possono riappropriarsi della loro corretta natura e ripristinare tutte le loro funzioni.”
Da quali risorse possiamo attingere per ridare le giuste frequenze al nostro corpo? Il Metodo RQI® lo fa a partire da tre soluzioni, che lavorano sui tre differenti “livelli” che costituiscono l’essere umano: la materia, l’energia e lo spirito.
Riferimenti:


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