Visualizzazione post con etichetta donna oggetto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta donna oggetto. Mostra tutti i post

sabato 30 settembre 2017

Quale uomo? - Il maschio, il femminismo e il sexodus

Quale uomo? - Il maschio, il femminismo e il sexodus
Prendo spunto dall’articolo che riporto a fondo pagina per rimarcare una considerazione che in maniera più soft ho già avuto modo di esternare in altri articoli[1][2] sulla donna e che riguarda gli uomini di oggi, gli uomini oggetto, oggetto di un sistema diabolico che li ha separati dalle donne, anch’esse oggetto dello stesso burattinaio malvagio.

In quest’epoca in cui si sospinge all’estremo la difesa incondizionata e insensata delle donne da violenze quasi sempre incrementate e rese più cruente al sol fine di generare una percezione di pericolo irreale rivolgo la massima solidarietà ai giovani maschi di questo tempo per le sfide che dovranno affrontare, anche contro loro stessi.

Detti nuovi uomini oggi sono le vere vittime di un femminismo sfrenato inculcato al di sopra di ogni cosa in ogni ragazza tanto da porla sempre in maniera guardinga verso l’altro sesso, additato oramai da decenni come insensibile, violento, stupratore o peggio.

Pensare tuttavia che il fenomeno non esista è sbagliato perché le discriminazioni e le violenze esistono, come sono sempre esistite, tuttavia l’entità del fenomeno è di gran lunga più circoscritto rispetto a quanto viene “pubblicizzato”, è proprio il caso di dirlo, fattore necessario a renderne grande la percezione e spesso l’emulazione ad opera di una pletora di “uomini” che si sono persi e che la società non ha alcuna intenzione di far ritrovare perché è esattamente quello che si era prefissata.

Per quanto il femminismo introdotto viscidamente nelle famiglie del mondo abbia di fatto rese “vuote” e sole molte giovani donne di questa cupa epoca un danno rilevante l’ha subito anche il maschio che dopo un bombardamento mediatico di indubbia(a loro dire) colpevolezza verso di lui che dura ormai da oltre 50 anni si ritrova impaurito ad approcciarsi all’altro sesso a causa di ripercussioni legislative e pratiche pesantissime che possono distruggergli la vita in un istante; tanti e in continuo aumento sono quelli che non scelgono più una compagna, ma si accontentano di qualche amica e sopperiscono con surrogati di ogni genere[3][4][5] al vuoto relazionale indotto.

Oggi appare davvero controverso parlare di violenza verso gli uomini, ma è una amara constatazione sotto gli occhi di tutti, ignorata da ogni media che esaltano ed impongono esclusivamente il rispetto della donna e la punizione della “bestia”, ma gli uomini sanno bene che non esiste alcuna bestia, è una bestialità inventata ed ingigantita per i fini di distruzione delle famiglie e del genere umano come lo conosciamo attuata dal più diabolico dei sistemi.

Come già rappresentato più volte è indispensabile ed urgente conseguire una solida conoscenza del sistema distruttivo in cui stiamo vivendo per poter rivivere nelle nostre reali “vesti” e non in quelle confezionate dalla dittatura disumana dell’essere un nulla, perché il nulla nulla può contro il potere che lo ha generato.

Questa è la prima consapevolezza che dobbiamo acquisire, questa è la prima minaccia che dobbiamo affrontare e vincere, ma contrariamente a quanto inizialmente si possa pensare sarà automaticamente debellata non appena verrà svelata alla nostra anima che non sarà più ad essa assoggettata, di seguito tutte le altre guerre saranno facilmente vinte perché se saremo uniti saremo invincibili… e loro lo sanno. 

*Tale condizione relazionale che via via si va inasprendo spero possa portare, in un futuro non molto lontano, alla creazione di nuovi legami di coppia che trascendano tutto ciò che oggi appare consueto e “corretto” per generare unioni solide, rapporti paritari, con ruoli definiti e la giusta importanza per ognuno, come già avveniva in passato nelle società gilaniche.

Il maschilismo ed il femminismo odierni sono degli strumenti di distruzione relazionale e sociale, sta a noi comprenderlo e far in modo che tutto cambi abbandonando le gabbie sociali e giuridiche come il matrimonio che nulla hanno di naturale.
Prima o poi la natura dell’essere umano ritroverà l'equilibrio tra i sessi che oggi è stato volutamente alterato.
Marcello Salas

*Aggiornamento del 03-10-2017.

 

======
A seguire vi ripropongo uno stralcio dell’eccellente articolo di Emanuela di cui consiglio la lettura integrale, su enzopennetta.it...

Sexodus, parte 1: uomini che rinunciano alle donne e...

La criminalizzazione del maschio come mezzo per liquefare sempre più la società.

Ma colpisce anche le femmine spingendole verso una visione grottesca e alterata della loro identità.

Accademici, sociologi e scrittori affermano che un’ostilità sempre crescente e derisoria da parte dei media, e un certo numero di maschi un po’ confusi che collaborano col progetto femminista sono stati in parte responsabili di una generazione di ragazzi che, molto semplicemente, non ne vogliono più sapere niente.

lunedì 6 marzo 2017

Donne, avete sbagliato tutto. Svegliatevi. (Facciamo la festa alla donna, e anche all’uomo).

Donne, avete sbagliato tutto. Svegliatevi. (Facciamo la festa alla donna, e anche all’uomo).

"Chi mi conosce sa che mi piace provocare, nel senso più alto della parola, perché mi piace far uscire il sommerso e il non detto, anche a costo di tirare un po’ la corda.
Chi mi conosce sa quanto ami la donna, la sua essenza, il femminile e le infinite qualità che le donne possiedono.
Chi mi conosce sa che io sono per una società matriarcale più che patriarcale, dove le qualità femminili dell’amore e dell’accettazione prevalgano sul possesso, la prepotenza e il giudizio.

Proprio per questo, amate donne, sento l’urgenza di dirvi che avete cagato fuori dal vaso e vi spiego perché. "

1) BASTA CON "NOI DONNE/VOI UOMINI"
Non vi siete stufate anche voi di queste continue categorizzazioni?
Quando celebreremo l’essere umano in quanto essere umano?!
Quanto qualcuna mi dice: perché voi uomini…. io la mando subito a cagare.
Voi uomini?!!!!! Guardami negli occhi! Io sono io, e tu non mi conosci! E io non voglio metterti nello schema: ‘voi donne’, tu sei un miracolo, un essere unico e irripetibile, celebriamo questa unicitá e conosciamo insieme il miracolo che siamo. Questo mi interessa, non il file ‘voi uomini e noi donne’, una raccolta di stronzate e di idee prese a prestito che se poi ci credi costituiscono la tua realtá.

Quindi da questo momento mi vorrei riferire a te che leggi con il tu, non in quanto categoria di donne, ma proprio tu, essere umano miracoloso e unico. E lo so che tu, che ti prendi la briga di leggere questo meraviglioso scritto, forse sei anche un po’ meglio di tante donne che si vedono in giro (nel caso lasciami il tuo numero…). Ma accettiamo questo gioco assurdo e continuiamo con queste generalizzazioni...

2) BASTA CON QUOTE ROSA E SVILENTI PRIVILEGI FEMMINILI
Un uomo puó essere stupido o intelligente, una brava o una cattiva persona.
Voglio farti sapere che anche una donna può essere stupida o intelligente, brava o cattiva.
Ci sono molte donne stupide in giro (anche uomini lo so).
E allora se una donna é intelligente, brava, non ha bisogno delle quote rosa in politica o in altri ambiti, non ha bisogno che qualcuno le conceda uno spazio in quanto donna.
E’ come dire: sei handicappata, ti dobbiamo aiutare e facilitare.
Oggi, per una buona parte del mondo occidentale, le opportunità per le donne ci sono: dalla politica all’imprenditoria all’arte.
Tranquille, potete fare quello che fanno gli uomini, il sogno delle vecchie femministe. Ma proprio in questo avete toppato.

3) NON SIETE UGUALI AGLI UOMINI, PER FORTUNA
La lotta per i diritti e’ sacrosanta. Ogni essere umano deve avere gli stessi diritti, uomo, donna, bambino, (io ci metterei anche gli animali… comunque é un’ altro discorso).
Una donna deve avere, ad esempio, le stesse possibilità di lavoro che ha un uomo.
Però le femministe hanno commesso un grande errore. Erano molto arrabbiate con gli uomini, e un po’ li invidiavano. A volte hanno scambiato la parità di diritti con l’essere uguale agli uomini. Mai equazione fu tanto funesta.
Alcune qualità distorte del maschile sono la brama per il potere, il senso di superiorità, l’arroganza, il dominio, la sete di successo. Molte donne, anche in nome di presunti femminismi o parità dei sessi, hanno rincorso e rincorrono queste cose.
Donna, non essere uguale agli uomini! Non lo sei, per fortuna, e lì sta la tua bellezza e la possibilità di salvezza del genere umano.
Insegnami l’accettazione, risvegliami la dolcezza, fammi conoscere un altro tipo di forza, molto piú potente di quella mostrata dagli uomini. Ti prego, non inseguire gli uomini nelle loro aberrazioni. Be different. Be yourself.

4) ANCHE VOI SIETE VIOLENTE
Conosciamo bene la violenza che gli uomini hanno esercitato sulle donne nella storia di questa disgraziata umanità. Una storia che purtroppo continua.
Su questo non bisogna mai abbassare la guardia e riconoscere e sanare ogni tipo di violenza.
Nel mondo occidentale però, c’é un altro tipo di violenza al contrario, la violenza delle donne sugli uomini. Una violenza molto più difficile da riconoscere, nascosta, quasi sempre psicologica, ma non per questo meno dolorosa di altri tipi di violenze.
Questo tipo di violenza non si manifesta spesso fisicamente, ma e’ spesso una violenza fatta di ricatti affettivi, lo suscitare forti sensi di colpa, forme di crudeltà e sadismo che non fanno notizia anche se sono tanto devastanti e distruttive come le violenze fisiche.
Le donne possono avere un forte potere inconscio sulla psiche di un uomo, ma spesso quello che fa notizia è solo l’atto fisicamente violento di un uomo su una donna.
Molti uomini li avete create voi, e non solo fisicamente, ma soprattutto psicologicamente… Come direbbe Pasolini ‘Mi domando che madri avete avuto…’

5) NON VOLETE AMORE MA SICUREZZA
Moltissime donne scelgono il partner sulla base esclusiva di condizionamenti sociali ed economici che nulla hanno a che vedere con l’amore.
E’ una vecchia spinta biologica del cervello rettile
, un cervello che hai anche tu (vedi le piu’ recenti ricerche scientifiche e gli studi di MacLean), mascherato astutamente dalla mente razionale.
Così, amate donne, voi dite che volete amore, ma in realtà dell’amore non ve ne frega un cazzo.

Volete protezione, sicurezza, una vita comoda.
E cercate un uomo che vi dia queste cose.
E’ la stessa spinta biologica che induce nell’uomo, rispondendo allo stesso cervello rettile, il desiderio di scoparvi, voi e ogni essere sessualmente interessante dai 15 ai 50 anni (anche dopo dai).

Ovviamente il cervello rettile non è il solo cervello che possediamo, abbiamo anche il mammifero ( cuore) e la neocorteccia (ragione).
La maggior parte delle donne ragionano con il cervello rettile e sentono con la neocorteccia, e qui nascono i casini.
Quindi non potete prendervela con gli uomini che vogliono scoparvi e basta, se quello che volete voi è solo la sicurezza, il denaro, il senso di protezione che pensate possa darvi un uomo. E’ un commercio. Se non volete chiamarlo prostituzione per non sentirvi puttane chiamatelo scambio o do ut des.

Le prostitute sono molto piú chiare e oneste: la tariffa te la dicono subito.
Invece per la maggior parte delle donne lo scambio avviene su altri piani non sempre ben definiti, ma sempre merce di scambio è.
Quindi perché fingere?
Non dite che cercate l’amore, non è vero.
Esaminate davvero quello che vi muove. Riconoscete prima le spinte biologiche, i vostri desideri egoistici e le vostre paure.


Quando potremo accettarci per come siamo, senza pretese e condizionamenti, ecco, quello sarà il terreno dell’amore.

6) SIETE VOI A CREARE GLI UOMINI
Se molte ragazze sognano di fare le veline, se molte belle donne vanno con uomini ricchi anche se criminali e bastardi, se date in pasto il vostro corpo alla pubblicità, se mostrate il vostro bel culo in televisione suscitando le fantasie perverse degli uomini repressi, se l’idea di uomo che rincorrete è quella del vincente non importa come, allora non lamentatevi degli uomini. Voi siete il vostro carnefice.

venerdì 4 novembre 2016

Riconsegnare il potere al mondo femminile

Women Power – riconsegnare il potere al mondo femminile, incomincia da noi donne.

Fonte Originale:

Le ferite inflitte sulle donne, da parte del mondo femminile, sono le più profonde, le più dolorose da supportare, perché sono oscurati dal tradimento della sorellanza femminile, quella forza della natura, tipica delle culture tribali, che protegge, assiste e sostiene una donna quando riceve un’attenzione malsana: un’invasione sia fisica, sia emozionale, che offende e danneggia la sua femminilità, trascinandola in una spirale di sofferenza tutta femminile.

La qualità della femminilità è la ricettività, ma come ‘forza’, abbiamo perso il significato, confondendo questa naturale caratteristica ‘non attiva’ con la passività, la sottomissione, la pretesa e l’invasione del corpo e tutti i livelli della coscienza umana, però… non sono solo gli uomini a confondere le differenze, ma la donna stessa, giudicano duramente alcune sue coetanee in modo disdegnoso, smontando e odiando con un’intensità incomprensibile, lasciando l’altra donna spiazzata davanti a tanta rabbia e disprezzo, perché paradossalmente, sono le donne ed esprimere gli aggettivi più dispregiativi e più duri nei confronti di un’altra donna che fa l’errore di scambiare il sesso per l’affetto, il denaro per la sicurezza, che sceglie di abortire perché non si sente di affrontare una gravidanza non voluta, o perché per ‘sentire’ nuovamente predilige il dolore ritornando più volte dal marito che abusa di lei.

Questa energia aggressiva che morde, non è femminile, ma una specie d’intolleranza quasi bellica, e il nemico è il mondo maschile che deve pagare per il dolore inflitto su milioni di donne attraverso il tempo. Questa crociata che separa i sessi, crea scompiglio anche tra lo stesso genere femminile, perché solo le donne sono in grado di distruggere emotivamente con la stessa capacità con cui sono in grado di procreare.
Le donne che poi cadono nella trappola di ‘ricevere’ attenzioni malsane dagli uomini, sono le nemiche più grandi. Giudicate deboli, stupide e superficiali, sono meritevoli del dolore inflitto su di loro, sono considerate traditrici della causa, quel movimento dell’emancipazione femminile che tuttora sta rallentando un macchinario secolare che ha obbligato il mondo femminile a sottomettersi nel ruolo della vittima, vista dal suo carnefice come un oggetto sessuale, una mera dispensatrice di piacere, lavoratrice gratuita e contenitore per la riproduzione. Ora però, il pendolo oscilla dall’altro estremo, le donne moderne hanno acquistato il diritto di tenere una spada in mano per difendersi, e per alcuni, l’intento è di dare indietro quello che hanno ricevuto – dolore.

Emmeline Pankhurst 1858-1928, attivista e politica britannica, guidò il movimento Suffragista nel Regno Unito per ottenere il diritto al voto femminile; finalmente liberando le donne dalla loro posizione sociale declassate. Questa donna straordinaria non fu contro gli uomini, al contrario, egli dichiarò:
“Dobbiamo liberare metà della razza umana, le donne,cosi loro possono aiutare a liberare l’altra metà”.
una visione rivoluzionaria appunto perché, come movimento di diritti femminili, l’intento della sua missione era di liberare, partendo dalle donne come matrice – tutti gli esseri umani.

L’Era femminile è tornata per equilibrare questa mondo maschile che vaga per secoli senza la sua sposa. Prima che questo accada pienamente, come donne forte e libere, è il nostro compito di accogliere, senza pregiudizi, le nostre sorelle ancora indebolite da un sistema sociale che tuttora resiste nel restituire il potere alle donne in modo autentico e rispettoso.
La donna deve essere nuovamente ‘empowered’ ovvero, il potere femminile va riconsegnato nelle mani delle donne, non gestita dagli uomini che spesso la vedono come figura più debole e bisognosa, da mantenere, consolare, oppure come una minaccia, un avversario a malapena assecondata, la non benvenuta, supportata in-generosamente come figura politica ‘rosa’ in Italia con uno spazio giusto per avere i voti e le sovvenzioni.

Tuttavia, non tutte le donne sono fatte per correre con i lupi, esiste chi non è predisposto alla lotta, alcuni utilizzano strategie di sopravvivenza come ‘usarsi’ reciprocamente in uno scambio – il corpo per il mantenimento, altri rimangono congelati per non sentire, apparendo falsi e superficiali, facendo male solo a se stessi, molti si sacrificano per i figli. Queste donne non vanno disprezzate ma accolte come sorelle ferite nel profondo. Tuttavia, la guerriera con le spine e la dama indifesa, che ne è priva, non sono così diverse, quello che lì unisce è la paura dell’uomo con la sua energia penetrante come una spada filata, che non sa riconoscere il valore del suo ‘ricevere’ femminile, che come un rosa delicata, va approcciata con premura e rispetto, perché nel ‘ricevere’ l’uomo, la donna è vulnerabile e fisicamente indifesa. Nella sua apertura, rischia di essere devastata, invasa nella carne viva, nell’intimo, un’angoscia che solo un’altra donna può comprendere, perché l’ha vissuto, o perché rischia di vivere sulla propria pelle.

Come donne, siamo connesse tramite la nostra vulnerabilità sessuale e la capacità di procreare la vita. La scelta di diventare madre oppure no, il dolore di una donna sterile, la disperazione di chi ha perso un figlio, o il senso di colpa a causa della decisione di terminare una gravidanza per necessità oppure per volontà propria, sono circostanze che dovrebbe unirci invece di allontanarci; perché solo una donna può capire cosa significa essere negata dal potere di gestire e vivere il proprio corpo come lei crede. Solo una donna è in grado di comprendere i traumi subiti dagli abusi nelle mani di chi ha tolto quella libertà di scelta con la forza sia fisica, sia psicologica.

La solidarietà femminile è una forza che va incoraggiata e diffusa, perché la vita entra solo dalla porta del femminile – un mondo misterioso e cosi potente da far scatenare le guerre!

Sai cosa vuol dire essere una donna?

SAI COSA VUOL DIRE ESSERE UNA DONNA?

Cercate di capire dov’e’ la forza di una donna ….La tua forza è nel modo per “contenere” l'uomo.
La tua forza non è stare con l'uomo, con l'amore di un uomo, con l'odio di un uomo, con i pugni di un uomo, con il baciare l'uomo, perché quello non è il tuo problema, ma è contenere l'uomo o uscirne, allora saprai cosa sia un uomo.
tutti gli uomini sono uguali. C'è un detto, ogni uomo è un bambino  la solo differenza è il tempo di alimentazione….

Nella tua vita l’infelicità si basa sul non. Che cosa siete, cosa non sei ?... non ha alcun senso SE NON COMPRENDI COSA VOGLIA DIRE ESSERE UNA DONNA.
L'uomo ha una psiche totalmente diversa  da te, non sarai d'accordo, ma l'uomo ha una psiche diversa da quella di una donna: entrambi sono persone, entrambi sono umani, entrambi non hanno nulla in comune, nulla assoluto in comune.
Voglio porgere le mie scuse, non voglio inquadrare voi in una situazione, si pensa sempre che parlo così perché sono un essere umano uomo
ma l'uomo è un essere umano, è un essere umano per farvi incinta e tu sei un essere umano di rimanere incinta… e non parlo solo fisicamente.

Avere un rapporto sessuale, avere una gravidanza fisica, consegnare un bambino, non e’un grosso problema, ma quando la gravidanza mentale avviene attraverso un soddisfacente rapporto mentale, e’ li che la donna si trova in difficoltà e come donna il problema è nella sua linea d’arco e nella sua aura

….Poiche’ questi corpi sottili rappresentano tutti gli uomini che una donna incontra durante il giorno, durante il mese, durante l'anno, gli anni e sono responsabilità che si accumulano, sono un carico che voi portate, l'uomo non porta quel carico per tutte le donne che incontra.

sulla LINEA D’ARCO dell'uomo non c'è assolutamente nessun femminile, tranne la madre.  In una donna è diverso: tutti gli uomini che ha incontrato, mentalmente o fisicamente, vengono stoccati e non si può spazzarli via.
Per amor di Dio non abusare di te stessa come essere umano, tu non hai niente in comune con l'uomo da cima a fondo. Anche la crescita delle unghie varia di ritmo rispetto a quella di un maschio. Tutta la tua struttura, il vostro stile, il vostro sistema non ha niente a che fare con lui… ha uno stomaco, si ha uno stomaco, ma per le cose emotive “la fame e la digestione” sono differenti.

Cercate di capire dov’e’ la forza di una donna ….La tua forza è nel modo per “contenere” l'uomo.
La tua forza non è stare con l'uomo, con l'amore di un uomo, con l'odio di un uomo, con i pugni di un uomo, con il baciare l'uomo, perche’  quello non è il tuo problema, ma e’ contenere l'uomo o uscirne, allora saprai cosa sia un uomo.
tutti gli uomini sono uguali. C'è un detto, ogni uomo è un bambino  la solo differenza è il tempo di alimentazione. (Risate degli studenti)

Non sto scherzando. Sto parlando di antiche scritture, non sto inventando. Questo è ciò che è scritto lì. Tutti gli uomini sono dei neonati solo che loro hanno la differenza nel tempo di alimentazione. Così se vuoi chiedere scusa di essere una donna, ti dico di non farlo.
La parola è, 'Ekaa Maa-ee Jugat viaaa-ee Tin Chele Parvaan.'

C'era prima l’energia femminile, energia creativa, l'energia lunare, con il sole spunta solo il seme e il sole matura il seme…ma il frutto maturo, l'espansione, la crescita, la dimensione, tutto questo dipende dal femminile, dalla luna, e’ lunare. …come lo e’ la donna…

Ora immaginate, c'è un sole e c'è una luna e la luna non riflette la luce del sole ma “la deve” raffreddare.

ma, non, non, non credere a me, passa dalla natura. C'è un sole, c'è la luna, e la luna non riflette la luce del sole e non fa raffreddare? Supponiamo che il sole e il chiaro di luna fossero gli stessi allora questa terra sarebbe, una lava incandescente.

Così ogni donna che vuole stare con un uomo e non può rifletterlo è una donna morta. Se la luna non riflette il sole è una luna morta, è un corpo morto, capisci. Oh, non imparare da me, impara dal cielo.

Una femmina contiene il maschio e “lo raffredda”, il sole è la luce, il caldo, la donna è una luce, fredda, ma la luce è la stessa, solo il sole ha la luce, la luna ha il suo riflesso. E non e’ poca cosa!

Se siete disposti a capire questo principio non si può essere infelici, se non si è disposti a capire questo principio non c'è nulla sul pianeta che può renderti felice, si può essere donna americana, donna canadese, donna tedesca, donna francese, indiana donna, donna giapponese, non fa alcuna differenza, ora perché è così? Chiedi a Dio, Egli deve essere impazzito, non è il mio problema. Posso dirvi che è quello che è, e ciò che le leggi sono lì per essere.

Massima : troppo sole non va bene.
Uomo, MAN ci sono tre parole che, si capisce. L'uomo, l'uomo, l'uomo, e se lo metti WO, uomo meravigliosamente organizzata si chiama donna.(Risate degli studenti)
 
So che non si ha intenzione di credere a tutto questo, ma i fatti sono fatti. Se una donna non è meravigliosamente organizzata, si tratta solo di organizzazione, non va bene, non funziona perché deve affrontare tre cose, un bambino, un nevrotico, e un maschio. Un bambino e un uomo egocentrico nevrotico è solo un nevrotico come chiunque può essere e poi  è un maschio. Quindi devi affrontare tre lati del uomo-spirituale, mentale e fisico.

Tu sei una femmina, primo bisogno essenziale del maschio, è per questo che ti chiama  la metà migliore, tesoro, mio miele…, non è qualcosa che cade dal cielo si deve prima capire che cosa siete come donna.

Come donna la tua natura non è di amare l'uomo, .... Io ho intenzione di cambiare la vostra attitudine: non amare l'uomo, ma riflettere l'uomo e non riflettere il calore di un uomo, ma di fare “raffreddare”... (attivare i sentimenti, la mente riflessiva anche in lui)

Tu sei bella quando si c’è la luna piena e sei bella quando c’è la prima luna, e tu sei meravigliosa quando si è senza luna, ma non usare mai il calore, perché quello non sei tu !
Non succede mai nel cielo, perché dovrebbe accadere nella terra, non è tollerato lì, non è tollerato qui,
Perché imparare questa semplice cosa da me, perché non si può non guardare di notte, la luna e di giorno il sole? (Risate degli studenti)

Identifichi te stessa come donna, allora perché si soffre? La risposta è molto semplice, perché vuoi possedere un uomo,
tu vuoi avere un uomo, che può riprodurre un uomo, perché vuoi tutto tranne la cosa  più importante: come fa la luna col sole, tu dovresti invece riflettere l’uomo !

LA DONNA che non riflette un uomo, una donna che non impara l'arte di come riflettere un uomo deve soffrire, non importa chi è, quali sono i suoi gradi, ciò che la sua ricchezza è, ciò che la sua bellezza è, come sessuale e’, quanto sensuale e’ lei, …non ha senso.

lunedì 26 settembre 2016

La triste guerra tra i sessi

LA TRISTE GUERRA TRA I SESSI
di Tiziano Terzani
"Una guerra a cui non ero abituato, essendo vissuto per più di 25 anni in Asia, era la guerra dei sessi, combattuta in una direzione soltanto: le donne contro gli uomini.

Seduto ai piedi di un grande albero a Central Park, le stavo a guardare. Le donne: sane, dure, sicure di sé, robotiche. Prima passavano sudate, a fare il loro jogging quotidiano in tenute attillatissime, provocanti, con i capelli a coda di cavallo; piu tardi passavano vestite in uniforme da ufficio - tailleur nero, scarpe nere, borsa nera con il computer -, i capelli ancora umidi di doccia, sciolti. Belle e gelide, anche fisicamente arroganti e sprezzanti.

Tutto quello che la mia generazione considerava "femminile" è scomparso, volutamente cancellato da questa nuova, perversa idea di eliminare tutte le differenze, di rendere tutti uguali e fare delle donne delle brutte copie degli uomini.

Folco, mio figlio, anche lui cresciuto in Asia, mi aveva raccontato che, pochi giorni dopo essere arrivato da studente alla New York University Film School, aveva cercato di aprire la porta di un'aula per lasciar passare una sua compagna e quella lo aveva freddato, dicendo: "Ehi, tu, credi che io non sia capace di aprire questo cazzo di porta da sola?" Avevo pensato che fosse un'eccezione. No. Era la regola. E più le donne svillupano muscoli e arroganza, piu gli uomini si fanno impauriti e titubanti. Se sono necessari per concepire un figlio, capita loro di essere convocati per la bisogna e rimandati a casa dopo l'uso.

Il risultato? una grande infelicità, mi sembrava, specie se quello che mi capitava di osservare in silenzio, da sotto l'albero o dalla mia finestra, era il secondo atto della stessa storia: tante donne sole, sui quaranta, cinquant'anni , molte con la sigaretta in bocca, a portare a spasso un cane che mi pareva avesse il nome di qualche loro uomo che non c'era più. "Bill, vieni qui da me", "No, Bill, non traversare la strada da solo", "Avanti, Bill, vieni, ora andiamo a casa." Erano le stesse donne che anni prima correvano per costruirsi dei bei corpi, ora comunque attempati; le stessa donne che avevano investito la loro gioventù nel preteso sogno di una libertà guerriera, finita ora in solitudine, piccoli tic, tante rughe e almeno per me che osservavo, in una pesante malinconia.

Mi venivano spesso in mente le donne indiane, ancora oggi così femminili, così diversamente sicure di sé, così più donne a 40, 50 anni che a 20. Non atletiche, ma naturalmente belle. Davvero, l'altra faccia della luna. E poi, le donne indiane, come le europee della generazione di mia madre, mai sole; sempre parte di un contesto familiare, parte di un gruppo, mai abbandonate a se stesse.

Dalla finestra assistevo spesso a un vero proprio trasloco: una ragazza che, da una qualche parte d'America, arrivava a New York con tutta la sua vita in una borsa. La immaginavo leggere gli annunci economici di un giornale, trovarsi una camera d'affitto, una palestra in cui fare aerobica e un impiego davanti allo schermo di un computer. La immaginavo, durante la pausa pranzo, andare in una salad bar a mangiare, in piedi, con una forchetta di plastica, verdure biologiche messe con delle pinze in una vaschetta e pagate a peso.
E la sera? Un corso di Kundalini Yoga che promette di risvegliare tutte le energie sessuali per quell'atto un tempo potenzialmente divino e ora ridotto, nel migliore dei casi, a una prestazione sportiva... a punteggio: John batte Bob quattro a due.

Alla fine anche quella ragazza, attratta come una falena dalle luci di N. York sarebbe finita nel grande falò di umanità che ricarica in continuazione questa particolarissima città.
Fra dieci, vent'anni potrà toccarle di essere una di quelle tristissime donne che osservavo, silenziose e impaurite, senza un amico o un familiare aspettare nelle poltroncine dell'MSKCC (ospedale oncologico famosissimo, n.d.r.) di essere operate o di avere il responso di un qualche preoccupante esame."
Da: "UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA" (ed. Longanesi, Milano 2004) pagg. 56-57

Correlati:
·        Donna, ricordati chi sei.

mercoledì 14 settembre 2016

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

PER RIFLETTERE UN PO’
Era il paradiso del welfare, la meta di ogni sogno di liberazione. Che cosa è successo alla Svezia? Nel suo ultimo documentario, l'autore di Videocracy Erik Gandini racconta un Paese in cui le persone vivono isolate, sempre più donne single scelgono la fecondazione artificiale e molti anziani muoiono da soli, dimenticati da tutti. E con 80 euro vi spediscono anche il kit per la fecondazione artificiale a domicilio

«Nell'inverno del '72, un gruppo di politici ebbe una visione rivoluzionaria del futuro. Era giunto il momento di liberare le donne dagli uomini, gli anziani dai figli, gli adolescenti dai genitori». Venne scritto anche un manifesto, La famiglia del futuro. A volerlo, fu la sezione femminile del partito socialdemocratico allora guidato dal primo ministro Olof Palme.

Che cosa prevedeva il documento? Ce lo spiega Erik Gandini, regista bergamasco autore di Videocracy, che in Svezia vive e lavora. Lo spiega in un documentario importante, di cui si è parlato poco o, comunque, non abbastanza in Italia: La teoria svedese dell'amore. Andato in onda la settimana scorsa sulla Rai (che, a dispetto delle critiche, fa ancora qualcosa di buono) per Doc3, lo potete vedere cliccando qui.

Ogni individuo dovrà essere considerato come autonomo, non come l'appendice di qualcun altro. È dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti
Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese, 1972
Olof Palme, pilastro della socialdemocrazia svedese, voleva modernizzare il Paese. Riformò il sistema pensionistico, stabilì sussidi e forme di sostegno, edificò il paradiso del welfare attorno a un'idea non così scontata, quando si parla di Stato e diritti sociali: l'autonomia individuale. L'indipendenza degli individuio. L'indipendenza della donna dall'uomo, dei figli dai padri, della madri dai figli. In qualche modo, la distopia immaginata dal grande drammaturgo svedese August Strindberg nella riscrittura post-amletica del Padre, ma senza più ossessioni per la solitudine.

Oggi, in Svezia il 50% dei cittadini vive solo. Una vita senza l'altro e una morte che non è da meno: 1 cittadino su 4 muore in solitudine, abbandonato dai figli. È la teoria svedese dell'amore: un'idea talmente assoluta di indipendenza che porta a considerare che l'amore autentico può esistere solo tra estranei. O tra sconosciuti. O tra sé e sé: la relazione è un peso che sempre meno svedesi sembrano disposti a sopportare. Non serve. Nemmeno per avere figli.

Il manifesto "La famiglia del futuro"
In Svezia va per la maggiore la fecondazione fai da te. Una gran parte delle donne svedesi - svela Gandini - acquista sperma per corrispondenza. Lo fa dalla Cryos, una società danese fondata da Ole Schou. «La banca del seme più grande del mondo», alimentata da donatori che dichiarano di «volere il bene dell'umanità» e disponibile per tutti e per tutte le tasche. Lo sperma in Europa arriva con corriere espresso, conservato in ghiaccio secco e pronto all'uso (vengono fornite delle apposite fiale/siringhe fai da te). I tempi di consegna vanno da 1 a massimo 2 giorni.

Il prezzo va da 63 euro per 1 fiala/siringa ai 12mila euro per il "donatore esclusivo". Si possono poi consultare i dati ex post, con le fotografie dei bambini, il loro - testuale - «profilo di intelligenza emotiva e il campione vocale». Si può pure scegliere - anche qui: testuale - la razza: caucasica, africana, medio orientale. Più della metà dei clienti della Cryos sono donne single.

«Ho pensato che fosse meglio avere un figlio da sola, ed evitarmi la fatica di trovare un partner», dichiara una donna.

A 40 anni dal manifesto Familjen i framtiden - en socialistisk familjepolitik l'utopia svedese si è rivelata una desolante emancipazione regressiva. Si nasce soli, si vive soli, si muore soli. Come nota Gandini nel Docu-film: “Ognuno va per la propria strada ma non c'è nulla che li tenga insieme”. Quest’ultimo fenomeno è talmente aumentato negli ultimi anni che lo Stato svedese ha dovuto creare uffici appositi che si occupano di tutte le incombenze legali e burocratiche legate alla scoperta di un morto senza legami, nel disinteresse di figli e parenti.

venerdì 27 maggio 2016

Cambiare eliminando l'ignoranza (La porta a due batacchi)

La porta a due batacchi.
Esistono posti in questo pianeta in cui le porte di accesso alle case hanno due ante.
Adesso starete pensando che è una cosa normale, infondo basta aprire una sola anta, quella di destra per esempio, e il gioco è fatto, ma la situazione, in alcuni posti, non è così semplice.
Le differenze che esistono sul nostro pianeta a volte arricchiscono e altre volte limitano, altre volte addirittura imprigionano.
Le porte di cui voglio parlarvi hanno due ante e su queste ante vi sono due batacchi, quello di sinistra è rettangolare e pesante, quello di destra è rotondo e vuoto, come un anello per intenderci. Il batacchio di sinistra può usarlo solo un uomo e quello di destra soltanto una donna. Se a bussare è un uomo la donna non può aprire, deve coprirsi per bene con il chador e aspettare.

In molti posti nel nostro pianeta la donna vale la metà di un uomo se va bene, a volte vale anche molto meno della metà.
Mi chiedo spesso: se la donna vale così poco allora i suoi figli sono tutti bastardi, risultato dell'incrocio di un uomo che vale molto e di una donna che vale poco. In tal caso i bastardi dove sono?

Un tempo l'uomo venerava la donna che era in grado di generare la vita, riusciva a comprendere che il ventre della donna generava non solo il corpo ma era anche il passaggio dell'anima, dello spirito.
Oggi l'uomo teme la donna proprio per questa caratteristica, pertanto ha spostato l'asse naturale creando una società patriarcale in cui la donna è praticamente una schiava.
Interviene però il Karma e ad ogni atto di prepotenza e di abuso corrisponde il suo contrario, ecco che la società umana, tutta, non trova mai pace.
Non ci sarà mai pace senza una pacificazione, tutti noi, maschio e femmina, siamo prima di tutto spirito, tutti noi abbiamo un percorso da compiere che passa, come prima cosa, attraverso la pacificazione con noi stessi.

Chi tollera l'ingiustizia, chi la fomenta, chi la pratica, non sarà mai in grado di elevarsi spiritualmente, rimarrà per sempre legato al cerchio della materia.
E' interesse di tutta l'umanità intera abolire le ingiustizie, le differenze, il razzismo e l'intolleranza affinchè sia possibile pacificare se stessi e poi il mondo, non c'è altra via se non quella dell'impegno personale.

E' stato proprio questo motivo che mi ha spinta, una volta davanti a quella porta, ad afferrare entrambe i due batacchi e bussare! Ad aprire sono stati un uomo e una donna insieme, il suono che ne è venuto fuori allora era unisex!!!

Volendo si può cambiare, basta eliminare l'ignoranza e la superstizione, e poi vorrei capire chi veramente pensa che la propria mamma è un essere inferiore?

sabato 7 maggio 2016

LE DONNE AGLI OCCHI DEGLI UOMINI di Paulo Coelho

LE DONNE AGLI OCCHI DEGLI UOMINI
Le donne negli occhi di un uomo? Non importa quanto pesano è affascinante toccare, abbracciare ed accarezzare il corpo di una donna. Sapere quanto pesa non ci provoca nessuna emozione. Non abbiamo alcuna idea di quella che sia la tua taglia e se sei in forma. 
Il nostro interesse viene rivolto ad un altro tipo di forme. 
Ad esempio se la forma è a mandolino... va bene.
Non ci importa quanto misuri in centimetri, è una questione di proporzioni, non di misure. Una donna ben fatta deve essere rotonda ed "in carne". 
Quel tipo di corpo che, senza alcun dubbio, si nota in una frazione di secondo. 


Le magrissime che sfilano in passerella, seguono la tendenza desiderata dagli stilisti che, detto fuori dai denti, sembra che odino le donne e con loro competano. I loro modelli sono esasperatamente filiformi, segaligni.  
Il trucco è stato inventato perché le donne lo utilizzino, usatelo! Di facce semplicemente lavate con acqua e sapone, bastano le nostre. Le gonne sono state inventate per mettere in risalto le vostre fantastiche gambe.
Se la natura vi ha dotato di queste forme c'è una ragione e lo ripeto, ci piacete così. Nascondere queste forme è come tenere il miglior divano in cantina.
E' una legge naturale che tutti quelli che si sposano con una modella magra, anoressica, bulimica e nervosa, poi vanno a cercarsi un'amante in carne, simpatica e che scoppia di salute.
Le giovani sono carine, ma quelle dopo i quaranta sono il vero piatto forte. Per tante di loro saremmo capaci di attraversare l'Atlantico a nuoto.
Il corpo cambia, cresce. Non diventare matta perché non riesci ad entrare nel vestito di quando avevi diciotto anni.

Una donna di quarantacinque anni a cui calza il vestito di quando ne aveva diciotto o ha problemi di sviluppo o si sta autodistruggendo.
Ci piacciono le donne che sanno vivere una vita equilibrata e sanno controllare i loro sensi di colpa.
O anche quelle che quando devono mangiare mangiano con gusto (la dieta si fa da settembre, non prima), quando devono fare dieta lo fanno con allegria (senza farsi violenza e sofferenza); quando sono nell'intimità con i rispettivi compagni, ne godono pienamente, quando desiderano comprare qualcosa lo comperano e quando devono risparmiare risparmiano.

Alcune rughe sul viso, alcune cicatrici sul ventre, alcune smagliature, non le porta la bellezza. Sono la testimonianza che avete fatto qualcosa nella vostra vita, non siete rimaste nella naftalina o avete passato la vostra vita nei centri estetici. Avete vissuto! 

Il corpo della donna è il sacro recinto della gestazione di tutta l'umanità che lì è stata alimentata, è cresciuta e, senza volere, segnata da smagliature, tagli ed altre cose che hanno fatto parte del processo che ha contribuito a mantenerci vivi.
Pertanto abbiate cura di noi, abbiate cura di voi ed amatevi. La bellezza è tutto questo."

Paulo Coelho

sabato 16 aprile 2016

Sciamane e Sacerdotesse

Sciamane e Sacerdotesse
Una donna conscia del suo ciclo, delle sue energie, acquisisce consapevolezza dei livelli invisibili della vita. Ella mantiene un collegamento intuitivo con le energie della vita, della nascita, della morte e percepisce la divinità nella terra e in sé stessa.

Per mezzo di questa consapevolezza la donna interagisce non solo con ciò che è visibile e di questo mondo ma anche con gli aspetti invisibili e spirituali della vita. Era attraverso questo stato alterato di coscienza mensile che le sciamane, le donne di medicina, e più tardi le sacerdotesse, portavano energia, ispirazioni e unione tra il divino e il mondo manifesto e la comunità. Guarigione magia, profezia, insegnamento, ispirazione e arte della sopravvivenza provenivano dalla sua capacità di percepire entrambi i mondi, di viaggiare e fare esperienze nell'uno e nell'altro.

L'aumento del predominio maschile nella società, nella religione, portò al declino dello status della donna sciamana e della sacerdotessa al punto che gli uomini si sostituirono completamente in questi ruoli. La figura della sacerdotessa fu repressa in modo così sistematico e completo che la posizione attiva della donna nelle religioni istituzionalizzate sparì completamente.

Il lavoro di queste donne sagge o streghe continuò in modo sotterraneo rappresentando l'ultimo legame con le antiche religioni matriarcali. La strega del villaggio conosceva la magia della natura, l'arte di guarire in delle giuste relazioni ed era in grado di interagire con il suo ciclo mestruale, il periodo del suo sé intuitivo e interiore. 

Ella offriva aiuto e guida nel passaggio dalla vita alla morte, iniziava e trasformava attraverso i riti di passaggio e conduceva rituali estatici per attirare e trasmettere fertilità, ispirazione e unità alla sua gente. La strega del villaggio bilanciava la società e la religione dominate dai maschi, con la coscienza e l'energia femminile.

Sfortunatamente i poteri femminili erano visti come una chiara minaccia alla struttura maschile della società e infatti le persecuzioni medioevali distrussero quasi completamente la tradizione magica delle "donne sagge" o streghe. 

Attaccando le streghe i persecutori si resero conto che esse avevano realmente dei poteri ma la vera distruzione della loro tradizione derivò, piuttosto, dalla negazione, che avvenne in seguito da parte della società, di questi poteri. La strega divenne oggetto di scherno, ritratta nei libri per bambini e nel periodo di Halloween come personaggio grottesco e comico.

Le punizioni inflitte nei tempi antichi e, in seguito, l'indottrinamento indotto con la paura e la vergogna, indussero le donne a non mostrare le capacità e le aspirazioni che avrebbero potuto portare a un risveglio della tradizione. Le conseguenze della caccia alle streghe si ritrovano ancora oggi nella mancanza pressoché totale di insegnamenti spirituali riconosciuti, di archetipi e di tradizioni che facciano conoscere alle donne la natura e l'energia del femminile nella mancanza di indicazioni per il loro uso.

Il risultato derivante dall'aver negato alle donne la pratica attiva nella spiritualità, è l'accettazione, da parte delle stesse donne, della religione strutturata e dominata dai maschi, senza più avere alcun riferimento o una vaga idea della loro innata spiritualità. Per diventare conscia di questa spiritualità una donna dovrebbe rimanere al di fuori della religione maschile riconosciuta e dalla maggior parte delle comunità religiose, cosa alquanto difficile se è cresciuta in un simile contesto senza alcun concetto alternativo; sarebbe un'esperienza piuttosto alienante per mancanza totale di guida e di tradizioni.

La disgregazione della spiritualità femminile è relativamente recente rispetto alla storia dell'umanità, ma fu così profonda che se ne possono trovare tracce soltanto nel folklore occidentale, nei reperti archeologici, nei miti e nelle leggende.

Nel ventunesimo secolo il riconoscere alle donne uno stato sociale sempre più parificato a quello dell'uomo, ha portato con sé un accresciuto bisogno di esprimere la spiritualità al femminile in una forma riconosciuta. A causa della pressione delle donne, alcune Chiese cristiane le hanno accettate nel ruolo di sacerdote; ma anche se ciò riconosce a esse la coscienza spirituale, nega loro la femminilità.

L'uso del termine "donna sacerdote" invece di quello di sacerdotessa rende la donna un "maschio onorario", non tenendo in considerazione la natura femminile e i poteri che incarna. Una donna non può essere un prete in virtù della sua femminilità ma è proprio questa che la lega alla coscienza del divino, ai ritmi della vita e dell' universo. Il sacerdozio offre alle donne un ruolo spirituale riconosciuto ma non conferisce nulla di più. 

Esistere come essere spirituale è una qualità innata nella natura e nel corpo di una donna. La capacità della sacerdotessa, della donna saggia, della sciamana o della strega di mediare i poteri del divino, è insita, in potenza, in tutte le donne e deriva dalla coscienza di sé.

Diventare sacerdotessa significa cercare dentro. L'immagine della donna che tiene un calice ha un significato diverso da quello dell'uomo nella stessa posizione, che ciò venga riconosciuto consciamente o inconsciamente; forse è questo che spaventa gli uomini quando pensano che le donne li potrebbe sostituire nei ruoli della “loro” religione. 

C'è il bisogno di risvegliare entrambe le polarità, che dovrebbero essere equilibrate e compatibili, accettate entrambe nei loro diritti. Il mito del maschio e il mito della femmina non sono uguali ma neanche separati; sono, anzi, legati strettamente assieme in armonia ed equilibrio.

Nel passato la natura lunare delle donne era riconosciuta come dimostrazione del legame tra queste e l'universo. Attraverso il suo corpo la donna sperimentava inconsciamente l'unità di tutto il creato, la mancanza di distinzione tra il divino e la creazione e i cicli della vita e della morte e della rinascita. Questa presa di coscienza manca nella società moderna ed è difficile comprenderla a meno di sperimentarla direttamente attraverso il corpo per le donne e attraverso le donne per gli uomini. Nella società di oggi non c'è posto per le danze estatiche, per la spiritualità espressa con la sensualità e il corpo, per gli oracoli e per le profezie.

La società è tagliata fuori dai poteri del femminile, dall'ispirazione e dall'empatia che portano con sé crescita e comprensione, il superamento della paura della morte e l'unità di mente, corpo, creato e il divino. La recente conquista del mondo maschile da parte delle donne ha portato a loro solo un progresso intellettuale svuotato della comprensione intuitiva e della creatività che e la base della loro natura. 

Non ci sono archetipi o tradizioni a guidare le donne nei loro bisogni e nelle loro capacità all'interno delle nuove aree di lavoro ed esperienza. E’ quindi di importanza vitale che le donne rimedino a questa lacuna e acquistino riconoscimento nella società per tutti gli aspetti della loro natura.

Lo sviluppo e la comprensione di ogni singola donna e importante e quindi e altrettanto importante che essa sia guidata nel passaggio dall'infanzia alla maturità. La società moderna ha perso molti dei suoi riti di passaggio, perciò se la società intende riappropriarsi dei doni del femminile è necessario ripristinare i riti di iniziazione della pubertà, i riti stagionali e lunari e quelli di trasformazione per la nascita e per la morte. 

Se vogliamo che la tradizione delle donne venga ristabilita è necessario scrivere storie e creare nuovi miti, cantare canzoni e far nascere nuovi archetipi. Questo risveglio potrebbe riconnettere le donne con la loro natura completa e offrire consapevolezza alle future generazioni, nella speranza che non si perdano mai più.
Tuttavia la cosa essenziale è creare un posto nella società per la donna sciamana, la donna saggia, la sacerdotessa dell'oracolo, la strega, la donna di medicina.

Nel racconto "Il risveglio", Eva capisce di appartenere a due mondi e di avere la capacità di viaggiare tra essi. Portando il velo rosso delle mestruazioni acquisisce i poteri e la natura del divino femminile e questa responsabilità accompagna il suo risveglio alla comprensione della sua vera natura. 

Per le donne moderne che non hanno la comprensione del loro ciclo, le mestruazioni sono una scusante per comportamenti considerati anomali ma persino quelle che lo comprendono sono incapaci di accettare la responsabilità che ne deriva perché la società non lascia comunque esprimere la loro vera natura.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...