ECCO PERCHE’ IL SANSCRITO E’ LA
LINGUA DELLA GUARIGIONE
Il
sanscrito è una lingua vibrazionale. Cosa significa? significa che non è il
suono a dare importanza alla parola ma la vibrazione che trasmette.
L’alfabeto è formato non da lettere ma
da sillabe che accedono al corpo attraverso diverse vibrazioni, toccando punti
specifici.Queste sillabe si chiamano Mantrika che significa “Piccola Madre” perché in ognuna è insita la capacità di
manifestare e creare l’energia e la vibrazione di ciò che si sta
menzionando. Il potere del Sanscrito è qui nascosto.
Molto spesso gli insegnanti di yoga chiedono di
ripetere un mantra durante una classe per insegnare agli studenti che non
è importante conoscere il significato di un mantra per riceverne il maggior
beneficio, questo perchè il
significato del sanscrito è nascosto nel suo suono.
La parola vibrazionale significa chesi può sentire attraverso il corpo. Siamo
fatti per la maggior parte di acqua e così come una goccia nell’acqua crea
movimento, nello stesso modo una vibrazione energetica risulta in un movimento
all’interno del corpo.
Si può usare il sanscrito per promuovere
la guarigione del corpo fisico, emotivo, spirituale e mentale.
Nel mondo, ogni cosa esistente è fatta da una
vibrazione ed una frequenza elettromagnetica. Le parole delle lingue moderne
sono usate per descrivere, indicare e connotare, ma in
sanscrito la parola denota la vibrazione e la frequenza dell’oggetto menzionato.
Cioé che la
parola che indica un oggetto in realtà si riferisce alla sua vibrazione nel
mondo piuttosto che all’oggetto stesso, arrivando così alla sua vera essenza.
ll sanscrito è la lingua dello
Yoga,
la lingua delle asana che spesso non sappiamo
pronunciare, ma che semplicemente se le ascoltiamo nel nome e nel corpo,
trasformano completamente la pratica. Il sanscrito è una lingua nata dalla
voglia di comunicare dal dentro per arrivare diretto al punto di chi ascolta. È
la lingua dei libri classici dello Yoga e dell’India antica.
La parola stessa significa “formato
nella sua interezza, completo, perfetto”. Ogni parola in sanscrito ha
molte sfaccettature e significati, è una lingua meravigliosa ed evocativa. Dove
ogni parola contiene un significato dentro l’altro da scoprire facendo,
studiando, agendo, vivendo. La sola parola YOGA ha tante
sfaccettature e connotazioni spiegate attraverso metafore in pagine e pagine di
libri. Questo perché le parole in sanscrito hanno un significato più profondo che
una semplice parola.
I mantra, le
frasi in sanscrito recitate nella pratica dello Yoga sono uno strumento
importante di guarigione, una preghiera vibratoria per smuovere le energie bloccate. L’effetto guaritore del sanscrito crea
armonia nel corpo e nella coscienza. Il significato non è
importante conoscerlo in quanto esiste una connessione speciale tra il suono ed
il significato che non sono due entità distinte, ma esattamente la stessa cosa.
Cioè la sillaba o parola contiene il significato
nella sua frequenza vibrazionale. Un esempio: un neonato che non sa parlare o
che non riconosce il significato delle parole. Alla vibrazione della voce della
mamma si calma e la riconosce come protettiva.
Questo perchè ogni voce ha una vibrazione
differente ed il neonato non ha bisogno di capire il significato delle parole,
gli basta la vibrazione
della voce della mamma per già sentirsi più sereno. Nello
stesso modo il sanscrito ha un effetto guaritore, calmante e rivitalizzante.
L’ANIMA PUO’ MODIFICARE LA STRUTTURA BIOLOGICA DEL CORPO E
GUARIRLO
Ecco come l’anima può modificare la struttura biologica
del corpo e la può aiutare a superare la malattia. La grande scoperta
Di Piero Cammerinesi (corrispondente
dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione) peraltrainformazione.it :
“Lo spirito che guarisce” titola la
copertina di questa settimana di Der
Spiegel, il più diffuso e autorevole settimanale tedesco.
Ebbene sì – dopo anni che chi segue vie interiori cerca
di trasmettere la propria esperienza, nella maggior parte dei casi invano –
oggi i neuroscienziati hanno fatto la grande scoperta: lo spirito può guarire
il nostro corpo[1].
Raccontano stupefatti – e ancora increduli – come l’anima possa modificare la
struttura biologica del corpo e la possa aiutare a superare la malattia. Vale a
dire di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche
modo modificare il visibile, pesabile, misurabile.
Meditare, fare Yoga e
pensare positivamente – strilla Der
Spiegel – conquistano ora la medicina ufficiale.
Quello che decine di tradizioni sapienziali, di centinaia
di ricercatori indipendenti e di migliaia di persone che lo praticano
quotidianamente hanno sempre saputo, oggi – udite, udite – è verità
scientifica!
Beh, allora deve essere proprio vero…
Di documentazione la
rivista tedesca ne fornisce in gran quantità, compresi alcuni filmati che si
possono vedere sul sito web[2].
Qui di seguito i risultati di alcune interessanti ricerche su
questo argomento.
Iniziamo da due autorevoli psicologi, Vladimir Bostanov e Philipp
Keune, i quali avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo
umano mediante esame neurologico – misurazione dell’attività elettrica delle
cellule cerebrali – del cervello dei soggetti sotto indagine prima e dopo un
corso di meditazione.
I risultati di questo studio hanno evidenziato come il
cervello, dopo il corso di meditazione di otto settimane, abbia
significativamente incrementato la propria reattività. Il cervello dei soggetti
che lavoravano meditativamente aveva imparato a non rimuginare continuamente,
indirizzando le risorse di attenzione liberate concentrandosi sul test.
“Meditare aiuta
i pazienti a controllare la propria attenzione – ha dichiarato
il Dr.Keune – e li rende meno
inclini a perdersi in pensieri negativi”.
Allo stesso modo di Keune anche la psicologa Bethany Kok, sta
indagando il potere di guarigione della mente. La scienziata americana studia
in particolare il nervo vago.
Insieme ai colleghi della University
of North Carolina la Kok ha portato avanti un interessante
esperimento: per nove settimane 65 donne e uomini ogni sera dovevano annotare
in un questionario i sentimenti e le esperienze sia positivi che negativi della
giornata. La metà del gruppo partecipava poi a un corso di meditazione dove si
imparava ad esprimere emozioni come amore, gentilezza e compassione.
Bethany Kok ha presentato il risultato della ricerca sulla
rivista Psychological Science[3]:
ebbene, il tono del nervo vago di coloro che meditavano è aumentato in modo
significativo.
“Chi alimenta buoni sentimenti migliora il tono del
proprio nervo vago – conclude la Kok, che oggi lavora al
Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia – e questo
a sua volta è collegato con una buona salute e probabilmente con un
allungamento della vita”.
Il nervo, da sempre
poco conosciuto, potrebbe rappresentare il collegamento decisivo tra sentimenti
positivi e salute fisica. “Le
conoscenze acquisite – così il Dr.Thomas Schlaepfer dalla
Clinica di Psichiatria e Psicoterapia dell’Università di Bonn – rendono molto verosimile che il nervo vago sia
proprio la struttura di collegamento tra corpo e anima”.
“È lo spirito ad
edificare il corpo” scriveva Friedrich Schiller otre due secoli or sono.
Ed ecco che – passo dopo passo – la neuroscienza riconosce quello che il poeta,
che peraltro era anche medico, sosteneva: vale a dire che l’anima può cambiare
il corpo.
In molti ospedali universitari oggi psicologi e medici stanno
lavorando per abbinare tecniche meditative ricavate da Buddhismo e Induismo
alla medicina moderna. Nel suo libro “La
meditazione per gli scettici[4]” Ulrich Ott vom Bender
dell’Institute of Neuroimaging dell’Università di Gießen illustra il sentiero
della meditazione, utile “ad
ampliare la coscienza ed a liberarsi dagli stereotipi di pensiero e
comportamentali acquisiti”.
Anche al Massachussetts General Hospital di Boston è recentemente
stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente agitati, con sonno
disturbato e pieni di preoccupazioni. La diagnosi: disturbi d’ansia
generalizzata. Per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione; al
termine erano in grado di controllare meglio le loro paure e hanno ricominciato
a dormire bene. L’indagine ha rivelato che il loro cervello, meditando, aveva
subito una modificazione positiva; zone della corteccia prefrontale (deputata
alla coscienza di sé) registravano una irrorazione sanguigna superiore, così
come le aree deputate alla regolazione del sentimento. Inoltre si evidenziava
una maggiore connessione tra la corteccia prefrontale e l’amigdala, il centro
della paura nel cervello, rispetto ai pazienti che non avevano meditato.
“Nell’essere umanovi sono
elementi chiave per la guarigione – sostiene Winfried Rief,
del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università di
Marburg – egli, se vuole, può
influenzare il suo recupero anche con gravi malattie fisiche”.
“Per guarire con lo
spirito si ha bisogno della connessione tra anima e corpo”, dice lo psicologo Manfred Schedlowski, dell’Istituto di
Psicologia Medica e Immunobiologia Comportamentale dell’Università di Essen. “Sia che io mediti o che il mio medico susciti
un’aspettativa di me, produco dei cambiamenti biochimici che raggiungono i miei
organi attraverso il sangue e i nervi”.
Che un atteggiamento positivo verso la vita e la salute siano
collegati, viene confermato anche dagli studi epidemiologici. Negli Stati
Uniti, i ricercatori hanno studiato fotografie di 196 giocatori di baseball, a
partire dal 1952, individuando quelli che sorridevano. Poi hanno ricercato
quelli ancora in vita nel 2009. Il risultato: coloro che ridevano avevano avuto
un grado di mortalità molto più basso!
Ma non è tutto.
Alla Duke University Medical Center hanno scoperto che
anche la fede garantisce maggiore serenità. In uno studio su 3851 anziani in
North Carolina, coloro che pregano e meditano, hanno avuto una vita più lunga.
La psicologa Julianne Holt-Lunstad ha analizzato 148 studi di
questo tipo con dati provenienti da oltre 300.000 persone. Il risultato è che
vive più a lungo chi abbia legami sociali, e con un tasso di sopravvivenza
maggiore del 50%! In altre parole, essere soli è nocivo quanto fumare, non fare
esercizio fisico ed essere sovrappeso.
Di grande importanza
ed efficacia naturalmente anche il rapporto medico-paziente; da molte ricerche
condotte negli ultimi anni si è visto come un rapporto di fiducia nei confronti
del medico possa aiutare enormemente il paziente ad attivare le forze di
guarigione latenti in lui.
Infine, alcuni ricercatori statunitensi hanno recentemente
riconosciuto come cuore e spirito siano strettamente legati. Hanno studiato 201
uomini e donne con problemi coronarici, di cui la metà praticava la meditazione
trascendentale. Questi ultimi hanno potuto ridurre il proprio stress e
rinforzare il cuore, con il risultato che quelli che meditavano hanno subito un
minor numero di attacchi di cuore e ictus e hanno vissuto più a lungo.
Insomma – concludono gli scienziati giustamente affascinati da
questa straordinaria capacità dell’essere umano – la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza.
Essa incrementa la
materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate ad attenzione,
concentrazione e memoria. In questo modo, contrasta attivamente stati di
tensione e di esaurimento. Inoltre, non rafforza solo il cervello, ma anche i
processi vitali del corpo. Insomma, il sistema immunitario funziona meglio, la
pressione sanguigna diminuisce, aumenta l’attività degli enzimi.
Vi pare poco?
Poi, magari, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio il
mondo e noi stessi, ma quella è un’altra storia…
Il diaframma: il muscolo dell’intelligenza emotiva
Se chiedessimo ad un ingegnere come un palazzo
riesce a svilupparsi verso l’alto, lui ci risponderebbe che ha bisogno di
strutture verticali, ma anche di quelle trasversali, affinché risulti stabile e
compatto.
Le strutture trasversali del nostro corpo sono i
diaframmi:
Diaframma
tentorio del cervelletto
Diaframma
toracico
Diaframma
pelvico
Il
diaframma toracicoè il
più importante muscolo respiratorio. La sua contrazione, che ha l’effetto
di abbassare la cupola diaframmatica, determina, assieme all’elevazione del
torace, operata dai muscoli inspiratori, l’espansione della cavità toracica e
dei polmoni, necessaria al richiamo d’aria nelle vie aeree, durante
l’inspirazione. Inoltre, il diaframma è coinvolto in quasi tutte le funzioni
del nostro corpo (come ad esempio quella digestiva).
La parola “diaframma” è formata da DIA “attraverso”
e FRAGMA, “chiusura”. Si tratta quindi di un elemento che separa in due parti
un intero e, in qualche modo, mette queste due parti in relazione, proprio in
virtù di questa separazione.
Riferendosi al diaframma, Andrew Taylor Still –
considerato il padre dell’osteopatia – così si esprime:
Per
mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e di
morte, imparate a conoscermi e siate sereni.
Il diaframma è un muscolo dalla forma irregolare:
più largo lateralmente che in senso antero-posteriore; più alto sul lato
sinistro che sul lato destro. La sua cupola si forma in fase embrionale, dalla
migrazione di strutture che partono dal tratto cervicale (C3-C5). Questo legame
fa intuire come molti disturbi cervicali che si sviluppano in età adulta siano
strettamente connessi al funzionamento errato del diaframma e viceversa.
Una corretta respirazione prevede una massima
espansione del corpo nella fase dell’ispirazione e una massima concentrazione
nella fase dell’espirazione.
La respirazione non condiziona solo l’ossigenazione
delle cellule, ma anche il flusso della linfa, quella cioè che contiene
leucociti, le cellule in grado di proteggere l’organismo dalle malattie. Tale linfa circonda tutte le cellule
del nostro corpo e il suo quantitativo è quattro volte superiore a quello del
sangue.
A differenza del sistema circolatorio che è dotato
di una pompa (il cuore), il sistema linfatico ne è privo e l’unico modo per tenere in
movimento la linfa è la respirazione profonda e l’attività muscolare.
Un linfologo californiano , il dottor Jack Shields,
dopo aver condotto una serie di studi a riguardo, è arrivato alla conclusione
che l’unico modo per purificare il
sistema linfatico è attraverso una profonda respirazione diaframmatica: essa crea una specie di vuoto grazie al
quale la linfa viene come risucchiata nella corrente sanguigna, moltiplicando
la velocità con cui l’organismo elimina le tossine.
Per convincerci dell’importanza che l’ossigeno e la
corretta respirazione hanno sullo stato di salute del nostro corpo, basti
ricordare gli esperimenti condotti dal dottor Otto Warburg che riuscì a
trasformare cellule normali in cancerose, semplicemente diminuendo il
quantitativo di ossigeno fornito loro.
Ma qual
è il modo più giusto per ossigenare in modo corretto tutto l’organismo.
Lo yoga
pranayama insegna: l’espirazione deve durare il doppio del tempo
dell’inspirazione, perché così facendo si eliminano tossine attraverso il
sistema linfatico. Tra le due fasi è necessaria una pausa inspiratoria pari a
quattro volte il tempo dell’inspirazione: in questo modo si ossigena
completamente il sangue e si attiva il sistema linfatico.
Il diaframma inoltre svolge un’importante funzione a livello emotivo: è come se fosse un
grande centro che distribuisce energia all’intero corpo, attraverso il respiro.
Non a caso al diaframma
corrisponde il terzo chakra o plesso solare. In questo chakra nasce la spinta che porta l’individuo ad affermarsi
nella vita e rispetto al mondo che lo circonda, affrontando le continue
sfide dell’esistenza di ogni giorno.
E’ la
sede del carisma personale, della consapevolezza di essere un individuo unico,
al di là della semplice necessità di sopravvivere.
Allo stesso modo di come il sole è il centro di
gravità e tutti i pianeti gli girano intorno, il terzo chakra è il centro di gravità dell’essere umano. Esiste
una frequenza detta del Sole, la cui nota è considerata la linea di
demarcazione tra lo Yin e lo Yang: essa ascende ad una dimensione più alta e,
privando se stessi di un’osservazione razionale, permette di raggiungere uno
stato di consapevolezza superiore
Uno squilibrio di questo centro può rendere facili
all’ira, predispone a ulcere di origine nervosa, all’incapacità di essere
calmi, mentre uno squilibrio in senso opposto può causare timidezza, scarsa
energia, necessità di ricorrere a sostanze esterne per stimolare
il proprio fisico; una tendenza alla sottomissione e a disturbi di digestione.
Se ci
pensi “respirare” è sinonimo di “sentire”, non in senso olfattivo, ma emotivo.
Il Canto delle Vocali è lo
strumento più utile e il più veloce disponibile attualmente sul pianeta, per
elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo umano.
I suoni coscienti agiscono sulla
materia: elevano la frequenza vibratoria del corpo umano e accelerano la
trasmutazione cellulare, che è la base dell’evoluzione dell’umanità.
Il Canto delle
Vocali è lo strumento più utile e il più veloce disponibile
attualmente sul pianeta, per elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo
umano. Questo Canto, praticato tutti i giorni, vi permetterà di aggiustare la
vostra frequenza vibratoria con quella del pianeta, assicurando la vostra
sopravvivenza energetica, grazie alla trasmutazione cellulare rapida.
Il Canto delle
Vocali non è un canto melodioso: deve risvegliare le vostre
cellule. Va eseguito con il corpo intero (fisico ed energetico), con
determinazione e con l’obbiettivo di disturbare la materia. In questo
lavoro, ogni vocale gioca un ruolo ben preciso; ogni vocale è una “specialista”
che viene a compiere un lavoro particolare in voi attraverso la sua vibrazione.
Curarsi con i suoni delle vocali
Ogni vocale ha una sua specifica
frequenza.
Quando cantate la A, poi la U, sentite che questi due suoni non risuonano nel
vostro corpo nello stesso posto. La prima viene avvertita a livello della gola
– Nel Taoismo, la vocale HE viene posta a livello del cuore ( o secondo la
fonetica utilizzata: HA), ma si tratta di un suono soffiato piuttosto che
cantato. Nell’Hatha Yoga, il bìja-mantra Ham
corrisponde al chakra laringeo , la seconda vibra alla base della spina dorsale
e nel basso ventre. Su un piano
emotivo, ciascuna vocale induce uno stato d’animo differente, la E acquieta
laddove la I è più incisiva. Associato alla consonante che
possiede ugualmente una sua particolare tónalità, il suono della vocale — o la
sua combinazione — agisce contemporaneamente sul piano fisico, energetico e mentale.
Non per nulla da tempi immemorabili si parla del canto delle vocali, della
potenza degli incantesimi magici, del potere del Verbo . Oggigiorno, con
l’ausilio di strumenti scientifici, si localizza con precisione la risonanza di
ogni vocale nel corpo e le si associa una frequenza. Stando alle mie ricerche, la O e la E vibreranno
rispettivamente a 427 Hz (l’OM universale) e 288 Hz. I suoni
delle vocali che utilizzerete appartengono a differenti tradizioni, sia
orientali sia occidentali, e lo scopo non è semplicemente quello di
trasmettervele sotto forma di ricette per la salute, ma di farvi penetrare nei
segreti del suono; nella straordinaria capacità di trasformazione contenuta in
ogni vibrazionè0 canto delle vocali presenta una grande facilità nella messa in
pratica e i suoi effetti vengono rapidamente avvertiti. Il semplice fatto di
intonare le vocali A-E-I-O-U deve rendervi consapevoli della loro rispettiva
collocazione all’interno del vostro corpo, ma anche dei suoni armonici che
fuoriescono naturalmente ad ogni cambio di vocale.
Autoguarigione mediante la voce
Ora sperimenterete i suoni delle vocali attingendo dalle
loro sane vibrazioni tutti i benefici che potete attendervi. Cantate ciascuna
vocale — o combinazione di vocali — sul suono che vi verrà spontaneamente, che
sgorgherà da voi, svincolato dall’intelletto. Ogni essere umano possiede la sua
gamma personale a partire dalla nota base fondamentale, dalla sua “tastiera”
vibratoria, e sceglie nel suo campionario di sfumature sonore le vibrazioni di
cui abbisogna. A tal scopo è necessario mollare la presa ed è evidente che ( il
primo suono emesso, la mattina per esempio, sarà il più significativo della
vostra nota personale poiché in esso sarà contenuto il canto del vostro lato
inconscio, del vostro sonno profondo: l’Io che ha viaggiato nei differenti
stati di coscienza.) Tuttavia, in un qualsiasi momento della giornata, se
avete cura di fare il vuoto mentale effettuando parecchie respirazioni
profonde, potrete riconnettervi a questo aspetto spontaneo del suono. Intonando
con regolarità i suoni delle vocali, osserverete i loro effetti tanto sul piano
fisico quanto su quello mentale, che vi procureranno ispirazione e saggezza
nella vita. Avrete in tal modo fondato, mediante l’utilizzo dei suoni e
l’igiene di vita che l’accompagna, un terreno vibratorio positivo sul quale la
malattia e gli innumerevoli problemi della vita quotidiana avranno poca
influenza e poche conseguenze irrimediabili.
Consiglio pratico: Scegliete uno o
due suoni per volta. Non provateli tutti insieme. Prolungate più che potete il
canto di ciascuna vocale al fine di far emergere l’armonica che, con la sua
frequenza acuta, agirà ad un livello vibratorio elevato.
LA VOCALE U: radicarsi meglio
La vocale U ha la caratteristica di riunire gli estremi. È
in primo luogo un suono di radicamento, di centratura alla terra, che vibra
alla base della spina dorsale e nel basso ventre. Prolungando il suono si
percepiscono le armoniche che “cantano” nella testa. Associata a certe
consonanti come la S o la W — come SU o WU — questa vocale produce dei suoni
estremamente potenti. Per la sua forma simbolica, la vocale U è il crogiolo
della vita. Rappresenta l’unione dei lati opposti, del maschile e del
femminile, come i due poli di un magnete. Il suono U vi radica maggiormente
alla terra e, attraverso le sue armoniche, vi pone ad un livello di coscienza
molto elevato. Rappresenta contemporaneamente le radici del vostro albero della
vita e la cima del suoi rami più alti. Le sue vibrazioni inducono degli stati
emotivi caratterizzati dalla gravità e dalla dolcezza. La U è utilizzata nel
canto prenatale poiché le sue risonanze nel grave si propagano attraverso le
ossa fino al bacino e, grazie alla voce della madre, stabiliscono una
comunicazione con il feto. In generale, la U è una vocale armonizzante sia a
livello relazionale, sia fisico: Le sue vibrazioni sono in relazione al primo
chakra e alle ghiandole surrenali.
Inspirate a fondo e cantate il
suono U in un tono grave il più a lungo possibile. Sentite le sue risonanze in
fondo alla schiena, a livello del basso ventre, ma anche nella testa.
Mantenendo il suono U, aggiungete le vocali A-E-I-O che andranno ad unirsi al
vostro bordone continuo. La vocale U contiene il canto degli altri suoni delle
vocali e i suoi effetti armonizzanti si prolungheranno ben oltre la vostra
sperimentazione.
LA VOCALE E (chiusa): dinamizzare
la sessualità
La E chiusa risuona a livello dell’apparato genitale, dei
reni e della vescica. Questa vocale esprime la continuità, la trasformazione
eterna, la fonte della vita. Essa stabilisce una relazione equilibrata con il
corpo fisico e armonizza il rapporto di coppia. Ha una corrispondenza
energetica con il secondo chakra. Emettete la vocale E senza che la volontà
intervenga. Sentite come risuona a livello del basso ventre, delle ghiandole
sessuali e dei reni. Essa fluisce armoniosamente e vi ricarica. Affrontate la
vita con maggiore calma e serenità.
LA VOCALE E aperta: controllare le
emozioni e renderle positive
La È libera la mente e agisce sulle “grida del vostro
corpo”, conseguenza delle vostre tensioni e delle vostre emozioni
perturbatrici. L’organismo si difende dai cattivi umori e dalla collera
secernendo ormoni di difesa come l’adrenalina che agisce in modo particolare
sul ritmo cardiaco e sulla pressione arteriosa. Se i vostri accessi collerici
sono frequenti, tutto il metabolismo ne risulta modificato: appaiono spasmi,
dolori. muscolari, mal di schiena, disturbi digestivi ed emicranie.
All’avvelenamento mentale si aggiungono le tossine e se questo stato di
intossicazione si stabilizza, il terreno diventa favorevole per l’instaurarsi
della malattia. E’ bene “vuotare”
questo eccesso di vibrazioni negative attraverso la respirazione profonda e il
suono della E che entra in corrispondenza del terzo chakra (appena sotto
l’ombe-lico) , il plesso solare (sterno) e il pancreas.
Nel silenzio, ascoltate la vocale È nel vostro intimo.
Essa purifica, lenisce, infonde cure materne poiché la sua natura femminile vi
permette di portare tutta la vostra attenzione sull’essere, di riconnettervi
con lo spazio vergine, puro che risiede dentro di voi. Cantando la È,
focalizzatevi su un punto situato sotto l’ombelico e pensate alle onde
circolari provocate dall’impatto di una pietra sulla superficie dell’acqua.
Rimanete centrati sull’esatta posizione in cui la pietra cade e trascurate i
cerchi nell’acqua che raggiungono le rive opposte. Fate lo stesso nella vostra
vita: attenetevi all’essenziale.
E: mantenere la padronanza di sé
LA VOCALE I: aprire il cuore e
aprirsi al mondo
La vocale I favorisce l’innalzamento delle energie al
cuore e, temperando l’influenza dell’ego, promuove un sentimento di compassione
verso gli altri. Il suo glifo evoca l’immagine della colonna, dell’asse, della
Via di Mezzo e, molto concretamente, quando inspirate a fondo percepite con
intensità l’energia vitale che parte dalla base della schiena e sale formando
“un nodo a livello del cuore”, poi prosegue la sua ascensione fino alla sommità
della testa. La risonanza della vocale I viene avvertita in tutta la zona cardio-polmonare,
in corrispondenza del quarto chakra e del timo. Ma questo suo-no incarna anche
il riso. Ridete dunque più spesso e relativizzate l’impor-tanza degli
avvenimenti. Riportateli alla loro effettiva scala di valori, microcosmica in
rapporto all’universo.
Cantate la I sorridendo, un sorriso simile a quello
del clown che nasconde sotto la maschera i suoi piccoli problemi personali per
meglio trasmettere gioia a chi gli sta intorno. Intonate questo suono con
dolcezza, con benevolenza poiché esso esprime la vostra volontà di progredire
in tutto ciò che intraprendete
e di aprirvi agli altri.
LA VOCALE A : Liberare la capacità
espressiva e comunicare meglio
La vocale A favorisce gli stati di calma, di pace e
serenità. Essa risuona a livello della gola e regolarizza la tiroide. Agisce
sui blocchi della voce e reintegra la capacità espressiva. La voce è uno
strumento fantastico, ma soggiace al nostro stato d’animo fisico e mentale, ai
nostri umori. Pertanto il suono A va privilegiato sia dal cantante, sia dall’individuo
che presenta difficoltà nella comunicazione. Bisogna aver cura di emettere il
suono A nasalizzandolo leggermente e distendendo bene la mascella inferiore e
il volto. La vocale A è in relazione al quinto chakra.
1) Create mentalmente la vocale A nello spazio. Da un punto luminoso che si viene a formare in cielo, visualizzate l’apparizione
di due raggi che discendono sulla terra.
L’ orizzonte è una linea che li
attraversa da parte a parte, in tal modo riunendoli. La vocale A così sagomata rende perfette le sue fondamenta poiché si appoggia simbolicamente
all’elemento terra e, grazie ai suoi due raggi, può essere considerata
un’emanazione del cielo.
2) Ora cantate la
vocale A affinché si instauri
nella vostra gola, si costruisca un “corpo”, una vibrazione per trasmettervi quel qualcosa d’indefinibile che vi tocca nel profondo
dell’animo. Con questo suono
rinascete e il nodo che ostacolava la vostra voce in ultimo si scioglie.
Sentite come la voce si libera e comincia ad espandersi. Cantare la A
è un po’ come aprire il proprio
compasso di luce allar-gandolo sempre più
fino ad includere gli esseri che vi
circondano.
Consiglio pratico: quando sentite un blocco a livello della gola, un’impossibilità ad
emettere un suono, cantate il suono HA insistendo sull’H aspirata e rientrando il ventre ad ogni espirazione
sonora. Visualizzate la gola e le corde vocali e cancellate tutti i “veli
oscuri” che le avvolgono e che rappresentano le vostre paure, le emozioni e i
pensieri inespressi, fino al momento in cui sentite che la zona della laringe
inizia a liberarsi.
LA VOCALE O: dare una nuova
direzione alla propria vita
La vocale O è simile al tunnel che le vostre labbra
formano quando la cantate. È una vocale di passaggio, di trasformazione. Vibra
a livello della fronte nella sede del sesto chakra, tra le due sopracciglia, ma
le sue risonanze vengono avvertite in tutta la testa. Cantare la O è come
cantare l’OM poiché, chiudendo la bocca, create una vibrazione nasale in modo
del tutto naturale: O MMM. Il simbolismo della O evoca certamente il cerchio,
la perfezione, il punto da raggiungere nello spazio. Questo ideale da
perseguire si manifesta ogni giorno nella vostra vita quotidiana attraverso i
riti di passaggio che effettuate spesso inconsciamente: un libro che vi capita
tra le mani, un incontro imprevisto, una variazione di itinerario che cambiano
impercettibilmente il corso della vostra esistenza.
Cantate la vocale O protendendo le labbra in avanti. Sentite la sua forza che si concentra
in un punto situato tra le due sopracciglia e che si irradia fino al centro
della testa. Visualizzate una luce bianchissima che vi acquieta, vi apre ad
altre percezioni. Quando state finalizzando un lavoro o vi trovate di fronte ad
una svolta decisiva della vostra vita, fate vibrare dentro di voi la vocale O
che completa un ciclo particolare e vi sospinge già in un
altro.
LA VOCALE I (acuta):
realizzarsi
Alcune ricerche condotte con l’aiuto dei miei allievi
sulle risonanze del corpo han-no messo in evidenza che il suono I emesso nel
suo tono acuto vibra alla sommità del cranio e che l’attività dell’epifisi
(ghiandola pineale) ne risulta stimolata. Ricordiamo che questa ghiandola
endocrina secerne ormoni come la doparnina, così importante per la nostra
psiche e la costruzione delle immagini mentali. Cantando i suoni I-0 in un registro
acuto, si avverte effettivamente che la risonanza si sposta dalla sommità del
cranio alla fronte. Questa esperienza sulla potenza dei suoni delle vocali
acuisce la nostra percezione psichica e favorisce i viaggi interiori. Questa I
in tono acuto non può non richiamare alla mente il suono HRI appartenente al
buddismo tibetano e il punto di apertura che, secondo la tradizione, permette
al-l’anima di uscire dalla porta della fontanella. Nello yoga, la sommità del
cranio corrisponde all’estremità del canale centrale Sushumma e al settimo
chakra che “risplende al di sopra della testa”. Sarà pertanto utile intonare la
I acuta se si desidera stimolare l’attività cerebrale e risvegliare le proprie
capacità parapsichiche.
Focalizzate l’attenzione sulla sommità del cranio. Tutto il vostro corpo tende verso il cielo, come sospeso da un filo
invisibile che si prolunga nello spazio. Sentite anche l’energia che sale lungo
la vostra spina dorsale. Intonate la I in tono acuto. Lasciate che la vocale si
stacchi da voi come una bolla di sapone, la bocca aperta e ben rilassata. Ora
cantate le vocali I-0 e vivete questa combinazione di suoni come una
“doccia mentale” che vi purifica a tutti i livelli.
Gli
antichi Yogi scoprirono che non respiriamo attraverso entrambe le
narici allo stesso tempo e che le due narici sono collegate ai nostri
due emisferi.
Quando respiriamo dalla narice sinistra stimoliamo la creatività, quando respiriamo dalla narice destra, stimoliamo la logica.
In tutto il corpo umano è presente una certa distinzione tra destra e
sinistra, per esempio l'emisfero destro del cervello non svolge le
stesse funzioni del sinistro.
Secondo antiche teorie, usando la
narice destra e chiudendo la sinistra andiamo ad alimentare l'emisfero
sinistro, sede della mente razionale, pratica, che ci aiuta a eseguire i
lavori manuali, in quanto concentra l'energia su gli organi interni, favorendo per esempio la digestione, mentre se intendiamo stimolare la parte creativa del cervello, quella spirituale, tesa alla concentrazione e alla calma, è consigliabile respirare dalla narice sinistra.
Nulla impedisce di respirare da tutte e due le narici
contemporaneamente, anzi un simile stato favorisce la concentrazione e
genera una gradevole sensazione di tranquillità. Di
norma però alterniamo automaticamente, circa ogni due o ore, la
respirazione attraverso una narice o l'altra. Possono comunque
intervenire eventi, quali forti emozioni, la presenza di polvere o il
mutare degli orari stabiliti per il sonno o per i pasti, a farsi
modificare il ritmo.
Sentire le narici o una sola di esse che restano chiuse per più ore significa avvertire uno squilibrio presente nell'organismo, squilibrio che facilmente conduce a malesseri più o meno rilevanti. Ecco una cosa da ricordare quando
ci si corica con il naso "tappato": coricandosi sul fianco sinistro si
libera la narice destra, sdraiandosi sul fianco destro si libera invece
la narice sinistra.
Per liberare la narice chiusa, quando non ci si può sdraiare, si può procedere alla respirazione
alternata, che consiste nell'espirare e inspirare una volta dalla
narice libera, poi dall'altra per tre volte, quindi ancora per tre volte
dalla prima. Tutte le respirazioni devono avvenire senza rumore in modo lento e senza sforzo.