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mercoledì 24 gennaio 2018

Gustavo Rol: l’uomo più sconcertante di sempre!

Un grande mistero del ‘900: Gustavo Rol

CHI ERA

Gustavo Rol, fu un sensitivo capace di imprese che nulla avevano di normale e che era  impossibile interpretare ed inquadrare. Chi era veramente? Lo hanno definito sensitivo, medium, mago, indovino e molto altro ancora, ma egli rifiutava di essere incluso in una qualsiasi di queste categorie. Si riteneva piuttosto una persona qualsiasi e affermava che quel mondo fosse molto lontano dalla sua mentalità. Considerava i suoi esperimenti come appartenenti alla scienza e affermava con convinzione che nel futuro tutti gli uomini sarebbero stati in grado di realizzare le medesime cose e maturare le stesse sue facoltà.  
Diceva: “Non sono un mago. Non credo nella magia… Tutto quello che io sono e faccio viene di là (e indicava il cielo), noi tutti siamo una parte di Dio… E  a chi mi domanda perché faccio certi esperimenti, rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio… ”

Nel corso della sua lunga vita, durata 91 anni (1903-1994), Rol è venuto in contatto con grandi personaggi della storia del Novecento: Einstein, Fermi, Fellini, De Gaulle, D’Annunzio, Mussolini, Reagan, Pio XII, Cocteau, Dalì, Agnelli, Einaudi, Kennedy e tanti altri ancora. Il suo ruolo è stato quello di mostrare l’esistenza di “possibilità” (come lui chiamava questi “poteri”, che di fatto corrispondono alle “siddhi” della Tradizione indù), che possono essere conseguite da ogni essere umano, e di confermare la presenza di Dio fuori e dentro l’uomo. Oltre ad una vasta antologia di prodigi spontanei, ha codificato una originale serie di esperimenti che si situano al confine della metafisica, dove convergono scienza e religione. Ha fatto spesso uso di carte da gioco, il che ha fatto insinuare ad alcuni che facesse della prestidigitazione. Tuttavia queste carte, che nella maggior parte dei casi non erano da lui nemmeno toccate, costituivano solo il primo e più semplice gradino cui accedevano i neofiti durante le “serate” di esperimenti in casa Rol, ed erano un mezzo divertente e dinamico per scaldare l’ambiente. Ciò non significa che ciascuno dei “semplici” esperimenti non fosse di per sé sconvolgente.

Qui di seguito, si riportano le descrizioni che alcuni noti personaggi fecero di Gustavo Rol:
Dino Buzzati, noto giornalista e scrittore italiano del ‘900, che conobbe bene Rol, lo descrisse  così: “Colpisce in Rol, che a sessantadue anni ne dimostri almeno dieci di meno, una vitalità straordinaria, e gioiosa. Insisto sulla serenità e l’allegrezza che ne emanano. Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile, almeno secondo la mia esperienza dei rari uomini, arrivati col superamento di sé stessi, ad un alto livello spirituale, e di conseguenza all’autentica bontà. In quanto alla faccia, descriverla è difficile. Qualcuno l’ha definita da “bon vivant”. Non è vero. Potrebbe essere quella di un guru indiano. Ma potrebbe anche appartenere ad un chirurgo, ad un vescovo, ad un tenero bambino. Ci si aspetta una maschera impressionante e magnetica. Niente di tutto questo. Ciò che sta dietro a quella fronte, almeno a prima vista, non traspare”.

Anche il dott. Massimo Inardi, studioso di parapsicologia, sul quotidiano di Bologna “Il Resto del Carlino” del 10 giugno 1975, ne dà una interessante descrizione: “Stando vicino a Rol… si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un essere che di umano ha solo l’aspetto fisico e il comportamento, nonché il cuore: tutto il resto pare andare al di là di ogni concezione terrena delle possibilità umane”.

Federico Fellini, noto regista vincitore di cinque premi Oscar, e grande amico di Rol, ne dà questo ritratto: “Ciò che fa Rol è talmente meraviglioso che diventa normale; insomma, c’è un limite allo stupore. Infatti le cose che fa, lui li chiama giochi, nel momento in cui le vedi per  tua fortuna non ti stupiscono, ma nel ricordo assumono una dimensione sconvolgente. Com’è Rol? A chi assomiglia? Che aspetto ha? È un po’ arduo descriverlo. Ho visto un signore dai modi cortesi, l’eleganza sobria, potrebbe essere un preside di ginnasio di provincia, di quelli che qualche volta sanno anche scherzare con gli allievi, e fingono piacevolmente di interessarsi ad argomenti quasi frivoli. Ha un comportamento garbato, impostato ad una civile discrezione, contraddetta talvolta da allegrezze più abbandonate, e allora parla con una forte venatura dialettale che esagera volutamente, come “Macario”, e racconta volentieri barzellette. Credo che la ragione di questo comportamento sia nella sua costante e previdente preoccupazione di sdrammatizzare le attese, i timori, lo sgomento che si possono provare davanti ai suoi traumatizzanti prodigi di mago. Ma, nonostante tutta questa atmosfera di familiarità, di scherzo tra amici, nonostante questo suo sminuire, ignorare, buttarla sul ridere per far dimenticare e dimenticare lui per primo tutto ciò che sta accadendo, i suoi occhi, gli occhi di Rol non si possono guardare a lungo. Son occhi fermi e luminosi, gli occhi di una creatura che viene da un altro pianeta, gli occhi di un personaggio di un bel film di fantascienza. Quando si fanno “giochi” come i suoi, la tentazione dell’orgoglio, di una certa misteriosa onnipotenza, deve essere fortissima. Eppure Rol sa respingerla, si ridimensiona quotidianamente in una misura umana accettabile. Forse perché ha fede e crede in Dio. 
I suoi tentativi spesso disperati di stabilire un rapporto individuale con le forze terribili che lo abitano, di cercare di definire una qualche costruzione concettuale, ideologica, religiosa, che gli consenta di addomesticare in un parziale, tollerabile armistizio la tempestosa notte magnetica che lo invade, scontornando e cancellando le delimitazioni della sua personalità, hanno qualcosa di patetico ed eroico”.

LE POSSIBILITA’ DI ROL

In generale, le possibilità di Rol spaziavano dalla “visione a distanza” (lettura di libri chiusi, visione di cose che si trovano in un altro luogo o di ciò che accade altrove), ai “viaggi nel tempo” (con escursioni nel passato e nel futuro) sperimentati direttamente dai testimoni all’esperimento, dalla “veggenza selettiva” (osservazione dell’aura energetica che circonda il corpo umano, utile all’identificazione di eventuali malattie), alla capacità di visione dell’interno del corpo umano. 

Era in grado di agire dinamicamente sulla materia, cioè poteva spostare a distanza oggetti di qualsiasi genere (telecinesi), o materializzarli e smaterializzarli (apporti/asporti), sapeva prevedere gli eventi futuri (precognizione) e conoscere il passato di una persona (chiaroveggenza), leggeva nel pensiero (telepatia), era in grado di guarire a distanza persone ammalate (tra i sistemi usati anche quello della pranoterapia) o trovarsi in due luoghi differenti nello stesso momento (bilocazione), poteva attraversare superfici solide (ad es. pareti) o farle attraversare da qualsiasi oggetto, così come poteva estendere o ridurre il proprio corpo fisico a piacimento.
 
Durante i suoi esperimenti, inoltre, potevano verificarsi “epifanie di spiriti”, che contribuivano alla dinamica degli esperimenti. Questi spiriti non erano però i veri spiriti dei defunti, ma piuttosto i “residui psichici” lasciati dagli stessi, al momento della morte. Così come viene lasciato un residuo organico alla morte del corpo, viene anche lasciato un residuo psichico. Questo residuo è stato chiamato da Rol “spirito intelligente”, ed ogni Tradizione Metafisica sa di cosa si tratta. Per Rol ogni cosa ha un proprio spirito, ma quello dell’uomo è uno spirito intelligente, per le superiori possibilità che la natura gli ha conferito. Tuttavia, il rapporto tra Rol e gli spiriti non aveva nulla a che vedere con questioni medianiche, si trattava piuttosto di qualcosa di simile a ciò che avveniva in alcune antiche pratiche egizie e sumero-babilonesi.

Infine, Rol produceva altri due tipi di fenomeni particolari, e cioè la “proiezione a distanza” di figure o scritte (soprattutto a grafite) su ogni genere di superfice e la “pittura a distanza” (che potremmo chiamare telepittura), dove pennelli e spatole si libravano per aria da soli e dipingevano in pochi minuti quadri di pregevole fattura, con l’aiuto dello “spirito intelligente” di un pittore scomparso: Ravier, Picasso, Goya, etc. Questi non sono che i fenomeni principali, essendovene molti altri (ne abbiamo classificati 49), tra cui possiamo ancora citare la levitazione, l’agilità, la traslazione, la glossolalia e l’azione post-mortem.

Dunque, chi era Rol? Era un Maestro Spirituale, nel quale il risveglio della Luce interiore gli ha permesso di espandere le normali possibilità umane.  
Che ruolo ha avuto? Quello di confermare la presenza di Dio in un’epoca di grande materialismo, e quello di incoraggiare ogni uomo ad intraprendere il suo stesso cammino, al fine di dimostrare che il divino non è irraggiungibile e lontano dall’uomo, bensì alla sua portata, quando egli naturalmente intenda cercarlo. Ha inoltre indicato nella Scienza (la Scienza Sacra, quella dell’Armonia, sintesi di tutte le scienze) la Via da seguire. Disse: “Ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e codificare queste mie sensazioni che sono certo ogni uomo possiede, e sarà la Scienza stessa a rivelare queste facoltà e a promuoverle in tutti gli uomini…”

IL PENSIERO DI ROL

 “Ogni cosa ha il proprio spirito, le cui caratteristiche stanno in rapporto alla funzione della cosa stessa. Quello dell’uomo però è uno “spirito intelligente”, perché l’uomo sovrasta ed è in grado, di regolare, se non di dominare, gli istinti che sospingono incessantemente tutto ciò che esiste e si forma. Questa prerogativa dell’uomo è sublime. Ho definito “coscienza sublime” ogni impegno volto a raggiungere, sia pure attraverso la materia, dimensioni fuori della consuetudine. Ammesso che la genialità faccia ancor parte dell’istinto, i prodotti della genialità appartengono invece a quella libertà di creare che è prerogativa dello “spirito intelligente” dell’uomo, quindi ben oltre l’istinto stesso. Questa considerazione sarebbe sufficiente a comprendere l’esistenza dell’anima, la quale si identifica poi in quell’armonia universale alla quale contribuisce e partecipa”.

“Quando mi venne chiesto di esprimere il mio pensiero a proposito della medianità e dello spirito non ho esitato a rispondere che ogni individuo possiede un certo potenziale di medianità. Con l’arresto di ogni attività fisica – la morte del corpo – l’anima si libera ma non interrompe la propria attività. 
Lo “spirito intelligente”, invece, rimane in essere e anche operante. Di questo ne ho le prove e ne ho fornite a conforto di tanta gente che non sapeva rassegnarsi alla perdita di persone care. Il fatto di rimanere in essere si richiama al motivo e quindi alla funzione di ogni cosa esistente, in perenne sollecitazione e travaglio, proprio come si addice al moto creativo che non saprebbe estinguersi e nel quale ogni cosa concorre armonicamente anche nelle mutazioni più varie, essendo Dio  eterno ed inconsumabile”.

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