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venerdì 15 luglio 2016

L'ENERGIA DELLA POVERTA', L'ENERGIA DELLA RICCHEZZA

L'ENERGIA DELLA POVERTA', L'ENERGIA DELLA RICCHEZZA

Le ricerche dimostrano: se una persona con pochi mezzi inizia a comportarsi come se fosse benestante, qualcosa cambia: inizia a irradiare delle vibrazioni che attirano i soldi. Cosa bisogna fare se non siete ricchi, come comportarsi, come pensare?
Prima cerchiamo di capire quali criteri caratterizzano l'energia della povertà e della ricchezza.

L'ENERGIA DELLA POVERTA'.
- Sporcizia e il disordine in casa (i soldi amano il pulito).
- L'accumulo delle cose inutili, non usate, crea un blocco delle energie. Se non si libera il posto, dove arriverebbe il nuovo? Alcune cose che sono a marcire per decenni nelle dispense (vecchi vestiti, scarpe, mobili), paradossalmente, non sono considerate spazzatura ("Non si sa mai, possono servire!").
- Una malsana economia (quando uno centesimo in più si mette da parte, per le eventuali disgrazie. Quando i collant si rompono e si cuciono altrettante volte ("se li metto sotto i pantaloni non si vede"). Quando la biancheria intima è talmente consumata che fa schifo ma continua a essere indossata, perché non si può spendere i soldi messi via per le eventuali disgrazie ("Qualcuno potrebbe ammalarsi e morire"). Questa l'auto programmazione non solo diffonde l'energia della povertà ma attira pure le disgrazie.
- Il divieto di sognare: quando vedete un bell'abito in vetrina ma non lo immaginate su di voi ("non ce lo posso permettere"). Quando il marito sogna una vacanza al mare e la moglie dice: "Quale mare, il bambino deve essere vestito!".
Non programmate il vostro futuro per la povertà. Se adesso avete i problemi dei soldi, questo non significa che tra sei mesi potreste andare al mare o comprare quell'abito. L'universo è generoso e potrebbe darvi tutte le possibilità.. siete voi che non glielo permettete.

L'ENERGIA DELLA RICCHEZZA.
- La casa pulita e in ordine. Le finestre pulite sono come i portali del futuro (a livello metafisico). Sia il bagno sia il wc devono essere altrettanto puliti.
- Le cose utili e funzionali sono quelle che usate almeno una volta all'anno. Se avete i libri che rileggete meno spesso, puliteli, spostateli (se no si "addormentano"), per evitare dei ristagni energetici.
- I pensieri giusti. Potete permettervelo! Un bell'abito, una macchina, una vacanza. Immaginate di averlo già. L'importante è crederci.
- Beneficenza. L'energia della ricchezza sorge laddove c'è uno scambio alla pari: dare e prendere. Se guadagnate e accumulate i soldi, oppure li spendete solo per voi, non ci sarà un equilibrio. Provate ad aiutare coloro che hanno bisogno.

L'importante è che i soldi non diventino per voi il Dio Denaro. Conservate nell'anima i veri valori e ricordate che i beni materiali esistono per la persona...
Advanced Mind Institute Italia FB

La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

lunedì 2 maggio 2016

RICOMINCIO DAI BAMBINI - Se conoscono Hamer possono cambiare il mondo

"RICOMINCIO DAI BAMBINI" - Vito Gadaleta Editore

UN LIBRO PER I GENITORI, INSEGNANTI, ALLENATORI

Tutto ciò che ho appreso con il tempo, tutto quanto ricevuto, sento fortemente la necessità di rimetterlo in gioco, di renderlo disponibile a coloro che sono ciechi, in senso lato naturalmente; intendo privi della luce della verità, una verità tanto nascosta quanto da sempre palese ai nostri occhi. 
Il nostro animo fuggitivo, i nostri sentimenti intrisi d’invidia, gelosia, caparbietà e paura.

Ho fortemente voluto scrivere questo libro e soprattutto metterlo a disposizione di tutti in maniera gratuita. Potrai scaricare il libro in formato pdf in maniera gratuita al seguente indirizzo:

oppure acquistare una copia cartacea al seguente indirizzo:
http://www.lulu.com/spotlight/vitogadaleta



[1] ALTRI LINK FUNZIONANTI: [FREE DOWNLOAD CON REGISTRAZIONE]        [FREE DOWNLOAD]

giovedì 28 aprile 2016

Volontariato: oltre 6 milioni di italiani sono per il no profit ma i media non ne parlano

VOLONTARIATO - OLTRE 6 MILIONI DI ITALIANI SONO PER IL NO PROFIT MA I MASS MEDIA OVVIAMENTE NON PUBBLICIZZANO

Creare una mentalità sociale
di sfiducia egoismo competizione rivalità e paura...
Genera profitto a chi detiene potere e denaro...
Ciò che non si condivide si compra....
(Raymond Bard presidente di Namaste International Community)
Anche se poco pubblicizzato dai mass media per ovvi motivi...  l'Italia è un paese dove un gran numero di cittadini pratica volontariato in varie forme: secondo l'ISTAT il numero di volontari stimato in Italia è di 6,63 milioni di persone, (tasso di volontariato totale pari al 12,6%)

Il volontariato è un'attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà e di giustizia sociale. Può essere rivolta a persone in difficoltà, alla tutela e valorizzazione dell'ambiente e promuovere la cultura della solidarietà.
 

Il volontario è la persona che, in modo spontaneo, si rende disponibile al servizio gratuito e disinteressato alle persone o ad una comunità dedicando tempo, professionalità e passione. Quindi, essere volontario implica una libera dedizione del proprio tempo e risorse al servizio di chi, lasciato da solo, non sarebbe in grado di riuscire nella vita.
Caratteristica del volontariato è l'anteporre il benessere collettivo al massimo profitto individuale senza lasciare nessuno sotto il livello di sussistenza.
Il volontariato è sempre una testimonianza di solidarietà umana; è l'espressione della volontà di una o più persone di rendersi disponibili per aiutare chi è in difficoltà. La dimensione sociale del volontariato consiste nel rappresentare e promuovere il bene comune di quella parte delle persone deboli, sfruttate ed abbandonate.
Il volontariato, come un soggetto sociopolitico, è in grado di influire laddove si fanno le scelte più importanti per il paese; perché i poveri, i bisognosi, le persone in difficoltà (oggi e domani) non siano dimenticate, ma al contrario rappresentino una priorità nell'organizzazione sociale.

giovedì 14 aprile 2016

Tutti malati d'indifferenza

IL MALE DEL TERZO MILLENNIO
Da dove comincio? Beh, comincio proprio dall'indifferenza: quando siete fuori casa, quando passeggiate o siete in un bus, in metro o al parco, insomma ovunque siate, vi siete mai presi la briga di guardarvi attorno, attenti e guardinghi, prudenti e accorti, pronti a notare se tutto ciò che vi circonda sia naturale, normale e pacifico? 

Guardate mai in faccia le persone che incrociate? Vi siete mai chiesti, giudicando dal volto, se avessero problemi o se sembrassero sereni? 

Sono domande precise, tese a capire quanto la nostra indifferenza sia latente e consueta, quanto siamo pervasi dalla noncuranza, impassibili verso il nostro prossimo. Ora vi mostro un breve filmato, seguitelo e non preoccupatevi della lingua, il video è molto chiaro, basta guardare:


Voglio subito tranquillizzarvi: il bambino è un attore e recita bene. In Nuova Zelanda, la polizia ha voluto girare questo video per testare quanta gente sia pronta, disponibile ad accorgersi del ragazzino che fruga nella spazzatura.
In mezz'ora circa, hanno calcolato che almeno cinquecento persone abbiano visto il povero affamato. Solo una decina di persone si sono fermate a parlare con lui per cercare di aiutarlo. La Nuova Zelanda non si può definire un paese incivile eppure, l'indifferenza è quasi totale, la gente non ha tempo per notare e se nota, non ha voglia di "immischiarsi".
La polizia ha girato questo video per formare i nuovi poliziotti: loro devono essere in sintonia con questi casi, l'empatia deve prevalere e metterli nella condizione di notare tutto ciò che accade per strada. 
Non accorgersi e attivarsi per il piccolo, è un brutto segnale, non solo per chi voglia fare il poliziotto, ma soprattutto per la gente comune: sempre meno attenta, sempre menefreghista e sempre meno disposta all'aiuto, all'assistenza immediata di chi abbia bisogno. 
Stante così il pianeta, dove pensate che arriveremo? E soprattutto, ci arriveremo?

domenica 24 gennaio 2016

Consapevole irresponsabilità

Mi sono veramente rotto..., tutti a dirmi cosa devo e non devo fare, sappiate che è da quando ero piccolo che faccio quel che mi dice la testa quindi per favore non provateci neanche, non con me, io devo sbagliare, ma tranquilli non sarete voi a pagarne le conseguenze; dalla mia parte ho la consapevolezza di farlo sempre a fin di bene(altrui) come ho sempre fatto anche se..., ma non importa, non posso smettere poiché sono nato per questo, o forse ne sono solo convinto, chissà; ora lasciatemi fare, lasciatemi stare, e ridete pure di me se vi pare[1].

Scusate lo sfogo, ma a volte bisogna "scoppiare", in questa circostanza prendo spunto da diversi moniti di amici e conoscenti che in buona fede e con le migliori intenzioni mi dicono di stare attento, attento a cosa? Attento a quello che dico agli altri riguardo alla realtà, riguardo alla società, ma soprattutto riguardo alla salute...

Io mi chiedo invece se tu mio caro amico(?), proprio tu che leggi il mio blog e ti vergogni anche di dirmelo, verresti a conoscenza di informazioni che possono aiutare gli altri e nessuno ti credesse cosa faresti? Le diresti lo stesso o le terresti per te? Se verresti a conoscenza di una tecnica innovativa che consente di curare molte delle odierne malattie incurabili cosa faresti? Lo diresti in giro vero?  O solo se dopo ci sarà qualche dottore a poterlo certificare/prescrivere?
E se di quella teoria non ci fossero certificazioni ufficiali, per motivi che credo ormai sono palesi anche ai sassi, e si dovesse decidere ed applicarla autonomamente te la sentiresti di consigliarla?
Tu e gli altri mi avete detto di no, anzi assolutamente no, non si può diventare responsabili di un male altrui.
Quello che ti fa più paura amico mio è il carico della responsabilità della riuscita/efficacia di tali informazioni, sbandierate ai quattro venti a chi forse non le comprende nemmeno; la responsabilità di far credere alle persone che possono stare meglio in quanto se le cose dovessero andare male...

Sei/siete intimoriti dal fatto che si possa fornire una falsa illusione ad una persona malata e quindi danneggiarla, ma purtroppo devo dire che questo è il solito ragionamento di chi ancora vive nell'illusione; ognuno di noi è responsabile di se stesso, ognuno di noi deve discernere cosa è bene o male per lui, se sceglie una strada che gli viene indicata ne deve essere consapevole, non si deve affidare ciecamente agli altri(eccetto in alcuni casi es: madre-figlio), che non sono nessuno e ancora di meno, a mio avviso, agli stessi dottori, no, deve comprendere cosa sta facendo, cosa sta accadendo veramente altrimenti potrebbe pagare spiacevoli conseguenze.

E’ proprio questo il punto, mostrare una teoria, una tecnica che consenta di vivere meglio non comporta responsabilità poiché è l'interessato a doverla comprendere ed applicarla dopo una sua libera e consapevole scelta, nessuno può imporre un percorso che è strettamente personale, molto intimo, ma sarebbe ben più grave non indicarlo neppure.

A mio avviso la vera responsabilità è quella del non agire in favore altrui per il timore di ipotetiche conseguenze e/o fallimenti e questo ha un pò il sapore della meschinità; pensando alle conseguenze non si potrà mai fare veramente del bene.

Caro amico, io sono “fatto male” questo è chiaro, nel senso che non mi ci ritrovo col ragionamento di molti, ma proprio non capisco, quale responsabilità dovrei sobbarcarmi per aver detto/diffuso informazioni che possono essere utili agli altri?
Con molta probabilità sei/siete ancora saldamente attaccati all’illusione della realtà che è stata imposta fin dai tempi della scuola ed in quella realtà da cui mi guardate e mi giudicate, le mie esternazioni possono apparire effettivamente folli, ma se non fossero del tutto folli? quale sarebbe la tua/vostra responsabilità?

Ma lasciano stare per favore…, ma quale responsabilità? La responsabilità è stretta cugina della colpa, un cavillo mentale introdotto per frenare la creatività e le altre virtù umane.
Non esiste responsabilità se si agisce con consapevolezza ed in nome del bene comune.


Io mi sento in dovere di esporre un percorso di vita alternativo che ho potuto sperimentare su me stesso. Nel mio dire non c’è imposizione, non c’è inganno, non c’è punizione; ognuno dovrà comprendere, decidere ed agire in base alle proprie convinzioni e non accetterà certo che io tracci la strada per lui/lei, quindi…

A fare del bene oggigiorno si rischia e ci si rimette sempre, dal punto di vista legislativo e anche da quello sociale, considerato che vieni guardato come un alieno; a fare del male, ad essere egoisti, a disprezzare, ad odiare pare invece che non ci siano ripercussioni atteso che è la norma, la consuetudine in una società arrivista, competitiva, insana, egoista, scellerata e disumana.
Sentiti profondamente responsabile nel dire quello che pensi e fallo nella consapevolezza di aiutare anche se solo in pochi comprenderanno il tuo modo di amare.
Marcello Salas




sabato 28 marzo 2015

Consigli per aiutare chi non vuole essere aiutato

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Scopri come consigliare le persone che non si prendono cura della propria salute

Kicking the Habit!E ‘frustrante quando  un amico prende delle cattive decisioni riguardo alla propria salute, come fumare, mangiare male o rifiutare di vaccinare i  figli. Ci sono una serie di modi per cercare di convincere le persone ad  uno stile di vita equilibrato e sano.

 

Va bene  prendere le distanze (ma senza smettere di fornire il proprio aiuto)

E’ giusto chiedere ai fumatori di non accendere  la sigaretta  in un luogo pubblico , o vietare  i viaggi con i bambini che non sono vaccinati. Se le cattive abitudini, vi danno fastidio, avete tutto il diritto di proteggere  voi stessi – e questo vale anche per l’inquinamento visivo, che vi propinano i  social network.

Si possono prendere le distanze da chi conduce una vita sregolata, senza, però, negare un aiuto, soprattutto, se la persona che ha preso le decisioni sbagliate è un membro della famiglia o un amico, è meglio trovare un modo per sostenerli senza alienarsi da essi.

 

 I consigli tradizionali spesso non funzionano

“Spesso un consiglio tradizionale  legato alla salute non è  molto utile quando si è di fronte a qualcosa che si ritiene essere una questione di vita o di morte per il proprio figlio”, ha detto il corrispondente di scienza sociale NPR, Shankar Vedantam, in un’ intervista sulle campagne anti-vaccinazione.

In realtà, i messaggi di salute di tutti i tipi possono ritorcersi contro, soprattutto se la persona che si sta cercando di convincere fa parte di un gruppo affiatato (come  ad esempio molti attivisti anti-vaccinazione). Un consiglio che essi vedono come legato alla tradizione può comportare che respingano  il consiglio  più pesantemente, cercando  conforto nel proprio gruppo. Gli studi dimostrano che ciò è legato, tra l’altro, al senso di appartenenza ad un  gruppo con il quale condividere idee .

Messaggi duri a volte funzionano, ma dipende più dalla persona che dal  messaggio. Ma ecco il punto: voi  non siete le prime persone a suggerire a qualcuno di smettere di fumare o di vaccinare i loro figli. Hanno sentito il messaggio e non ha funzionato.

 

Cosa funziona? Evidenziare i benefici

Una volta che hai evidenziato l’errore, la prossima tattica logica dovrebbe essere quella di correggere la disinformazione che ha portato il vostro amico a credere in qualcosa di nocivo. Sfortunatamente, anche questo spesso non funziona.

Questo modello chiamato di deficit , presuppone il fatto che manca una certa conoscenza. Colmate il divario e la luce nella mente del  vostro amico arriverà alla fine della storia. Ma gli esseri umani si aggrappano alle credenze con i sentimenti e con le proprie convinzioni. Le persone  tendono  a credere in cose che si adattano a ciò che già comprendono e rifiutano il resto come nocivo o non importante.

Esperti di salute pubblica discutono su  quali siano i modi migliori per raggiungere le persone con problemi patologici, ma l’idea che sembra emergere è quella di presentare i cambiamenti comportamentali  nei termini dei benefici che offrono.

Ad esempio, una persona che smette di fumare inizia immediatamente a sentire i benefici: in pochi minuti, la pressione del sangue scende; in pochi mesi, i polmoni funzionano meglio. Un’alimentazione sana  e l’esercizio fisico migliorano  la salute del cuore, i marcatori e fattori psicologici come l’autostima. Se volete aiutare amici o sconosciuti, cercare di concentrarvi  sui benefici.

Nel frattempo, non saltate a conclusioni circa la motivazione della persona. Quando si è sostenitori dell’anti-vaccinazione, per esempio,  il fine ultimo è lo stesso di quello di qualsiasi altro genitore: la salute del bambino. Fate capire  quali sono i benefici dei  vaccini, è la tattica migliore.

Chiedere alla persona quali sono le sue motivazioni può essere un ottimo modo per avvicinarsi al soggetto, se le vostre domande sono rispettose. Questo approccio ha due vantaggi: si arriva a scoprire quale problema realmente sta cercando di risolvere, e perché; e talvolta si può percepire  che ci sono delle falle nelle  loro teorie.

 

In ultima analisi, la vita è loro

Il rispetto è fondamentale, non solo perché aiuta le persone a fidarsi di  voi, ma perché la vita è loro, non vostra. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti dell’American Cancer Society su come aiutare un amico a smettere di fumare:

Osservare se il fumatore si astiene dal  suo vizio  e il cambiamento dello stile di vita. Questa sfida è solo sua, non vostra.
Chiedete come si sente  regolarmente.
Lasciate che la persona si convinca che sia un  bene parlare con voi ogni volta che ha bisogno di sentire parole di incoraggiamento.

Anche chi vuole smettere  di fumare, non può iniziare immediatamente. Vincere una dipendenza (o anche una cattiva abitudine) è un complicato e difficile compito. Se non  lo avete mai provato, non potete rendervi conto di quanto sforzo mentale  richieda – e, anche se si è vissuta un’esperienza del genere, è facile dimenticare.

Inoltre, la forza di volontà è una risorsa limitata. Chi è a dieta,ad esempio, può di nuovo fermarsi da McDonalds perché non ha avuto il tempo di preparare un pranzo sano o non ha la conoscenza per cucinare qualcosa di appetibile, oppure dedica i propri sforzi ad altre cose della vita che richiedono un’attenzione più urgente. Se qualcuno sta attraversando un periodo stressante, è meno probabile che riesca ad attuare un cambiamento  di vita.

Se chiedono il vostro sostegno, si può  cercare di aiutarli a sviluppare sistemi per affrontare le decisioni che devono essere prese (ad esempio, Ricette e suggerimenti per risparmiare tempo per chi è dipendente dai fast food, distrarre il fumatore quando ha voglia di accendere una sigaretta).

Convincere qualcuno è difficile, ma è un’abilità che si può acquisire. Di nessuna tattica  è garantita l’ efficacia, ma  è bene rispettare l’altra persona e aiutarla, piuttosto che metterla in imbarazzo. Ciò  dà una maggiore possibilità di convincerla ad uno stile di vita  più sano.

venerdì 30 gennaio 2015

Waka Waka: condividi il sole! (progetto A.U.R.U.M)


A.U.R.U.M, l’energia del sole: preziosa come l’oro, ancor più buona per il mondo.

Se ricordate abbiamo parlato qualche tempo fa della lampada Waka Waka, una lampada fotofoltaica che grazie ad un solo giorno di esposizione al sole garantisce 80 ore di luce. Ebbene, in casa Waka Waka il 2015 parte con una luce ancora più brillante in casa WakaWaka. Da quest’anno, infatti, la missione sociale assume un’importanza ancora più strategica e tangibile nell’ottica di perseguire il progetto di illuminare la vita di tutti coloro che vivono, ancora oggi, in assenza di elettricità. A.U.R.U.M. è un acronimo e significa “Acquistane Una – Regalane Una al Mondo” ed è il sistema con cui WakaWaka si impegna, in modo concreto e significativo, nell’ambizioso progetto di combattere la povertà energetica.

Come funziona AURUM?
È molto semplice: ogni volta che viene acquistata una WakaWaka Power, una WakaWaka Light viene regalata ad una persona dei 1.5 miliardi nel mondo che ancora, purtroppo, vive in assenza di elettricità. Anche con l’acquisto di una WakaWaka Light però, è possibile contribuire a illuminare la vita di coloro che vivono al buio: una quota parte del tuo acquisto infatti, viene devoluta alla WakaWaka Foundation per inviare una lampada fotovoltaica che raggiungerà una famiglia off-grid nel Sud del Mondo.

Cosa si può fare grazie ad AURUM? 
Continuando a sostenere la missione sociale di WakaWaka- portata avanti grazie alla WakaWaka Foundation (l’Organizzazione Non Governativa che si occupa di distribuire lampade fotovoltaiche a coloro che vivono in condizioni di povertà energetica o si trovano in zone colpite da guerre o calamità naturali)- con l’acquisto si contribuisce a migliorare la vita di un miliardo e mezzo di persone che vivono nell’oscurità rendendo la luce – in modo concreto – un diritto di tutti.
Ogni volta che una lampada fotovoltaica viene venduta in Italia, online tramite l’e-commerce o nei negozi dei nostri rivenditori autorizzati, un’altra lampada solare arriva a chi ne ha bisogno: l’acquisto infatti fa sì che una famiglia in difficoltà possa finalmente migliorare le proprie condizioni di vita.

Chi guadagna grazie ad AURUM?
-Chi decide di acquistare una WakaWaka, perché può contare su un prodotto altamente efficiente, sostenibile e a basso costo, dal design moderno e dalle caratteristiche tecniche innovative che lo accompagnerà in qualunque attività indoor e outdoor, dando anche la possibilità di ricaricare le batterie di smartphone, tablet, mp3 e qualunque dispositivo elettronico portatile.
-Le famiglie off-grid, perché grazie a WakaWaka, ogni anno, vengono evitati pericolosi incidenti causati dalle lampade a cherosene (ustioni e malattie dell’apparato respiratorio); le ore in cui è possibile lavorare e studiare aumentano, favorendo istruzione e imprenditoria; le interazioni sociali vengono favorite ed ampliate, illuminando letteralmente le vite delle persone.
-Il pianeta, perché WakaWaka è la più economica e sostenibile tra le soluzioni energetiche, contribuisce a diminuire le emissioni di CO2 nell’ambiente, l’inquinamento prodotto dai combustibili fossili e incide positivamente sulla riduzione del riscaldamento globale del Pianeta.
-Il mondo Occidentale, perché WakaWaka crea la consapevolezza che questi problemi esistono e che, insieme, possiamo risolverli.

venerdì 31 ottobre 2014

Aiuta...

A…Aiuta!
Aiuta le persone che hai vicino ma non scordare  di donare il tuo aiuto  anche a chi è lontano..
Aiutami a far sì che questo mondo non dimentichi chi non ha avuto la fortuna di nascere sulla luna,
 
Aiutami a tagliare quelle catene a sconfiggere quei pregiudizi che mi tengono confinato su una sedia come se il mio fosse un mondo diverso, dimenticato o perso.
 
Aiutami ti scongiuro, dammi la forza di combattere questa malattia che  mi sta scoppiando dentro, che mi fa vivere di incertezze ed emergere la mie debolezze e regalami un sorriso da portarmi dentro quando i miei pensieri si faranno un po’ più scuri.
 
Insegnami ad amare perché non lo so più fare da quel giorno in ospedale quando tutti sono scomparsi quando i miei problemi sono apparsi, perché a volte un sorriso e un abbraccio sono la cura migliore per non far smettere di  battere un cuore. 
A..Aiutami!
 

venerdì 1 agosto 2014

GLI INVISIBILI



Gli "invisibili", quelli di cui ignoriamo l'esistenza anche se magari  vivono nel nostro stesso quartiere, sono moltissimi; presi come siamo dalla nostra routine quotidiana e dai nostri problemi difficilmente ci accorgiamo di loro.
Gli invisibili non sono soltanto quelli che vivono ai margini della società, i senza tetto, ad esempio; se è vero che questi sono invisibili per la maggior parte di noi, nel senso che non ce ne preoccupiamo più di tanto, ci sono molte associazioni ed enti che cercano di occuparsi di loro, nel limite del possibile.

Gli invisibili veri, gli individui che sul serio sembrano non esistere per nessuno, sono spesso quelli più indifesi, quelli che non riescono neppure a chiedere aiuto. Purtroppo al giorno d'oggi gli invisibili sono in continuo aumento, vuoi per la crisi economica, vuoi per la crescente incapacità degli uomini di preoccuparsi degli altri.
Gli invisibili sono i figli di famiglie disastrate, ma anche solo di coniugi separati e litigiosi, che vivono in modo lacerante l'assenza di punti di riferimento responsabili.
Gli invisibili sono i giovani coinvolti nella criminalità, tutti intorno a loro sanno, ma nessuno si preoccupa sul serio della strada che stanno percorrendo.
Gli invisibili sono quelli che cercano di mantenere una vita dignitosa ed onesta, nonostante l'assenza di lavoro, nonostante i soldi che per pagare le bollette vengono limitati nell'acquisto di beni di prima necessità.
Gli invisibili sono i bambini costretti a crescere troppo in fretta per sopperire all'irresponsabilità di chi li ha messi al mondo, bambini venduti, abbandonati o uccisi già nel ventre delle loro madri.
Gli invisibili sono quelli che si battono ogni giorno per un mondo migliore ma vengono ignorati o addirittura ostacolati dalle istituzioni.
Gli invisibili sono i vecchietti che se gli chiedi come stai ti dicono "bene" anche se non hanno i soldi per comprarsi  il caffè, un lusso troppo dispendioso per la loro pensione.

Gli invisibili sono quelli che negli ospedali non hanno nessuno che li va a trovare ed i ragazzini negli istituti che sognano una mamma ed un papà ma che nessuno vuole perchè sono troppo grandi.

Apriamo gli occhi.
Lasciamo che l'amore ci faccia tornare a vedere.

lunedì 9 giugno 2014

mercoledì 28 maggio 2014

Volontariato in che senso?

Che il volontariato sia la sconfitta dello Stato è chiaro. I privati colmano le carenze che il settore pubblico non è in grado di colmare nel settore sociale, pur essendo obbligato dalla Costituzione. 
Che poi il volontariato sia finanziato con soldi o progetti pubblici più che dai cittadini, questo è cosa che si dice di meno. Non si dice per niente che se lo Stato si occupasse in prima persona di garantire ciò che è obbligato a fare, ci sarebbero con tutta probabilità dei risparmi, a parità di prestazioni. Il sistema delle cooperative e delle associazioni ha creato un reticolo perverso e vischioso, che potrebbe coprire situazioni poco trasparenti. 
Le grandi associazioni hanno ciascuna organi e strutture che reclamano soldi, cariche da remunerare e i cosiddetti rimborsi spese, tanto che se da una parte abbiamo anche il vero volontariato o comunque associazioni e cooperative che si preoccupano di spendere in attività e servizi ogni centesimo che entra in cassa, dall’altra pare che abbiamo un sistema costruito apposta per drenare risorse e per mantenere in piedi una scenografia, che organizza poche o sporadiche attività, che risultano alla fine costosissime, la differenza di costi va all’associazione o cooperativa, a copertura di spese generali etc. Ma chi c’è dietro certe associazioni? 

Spesso non ci sono persone comuni o furbetti qualunque, piuttosto nomi altisonanti della finanza nazionale e della politica. Quando questo viene pubblicizzato, si fa passare la cosa come sinonimo di serietà, di garanzia di trasparenza, di competenza. Alle famiglie dei disabili il nome famoso dà impressione di importanza e sicurezza. Storiella vecchia. 
Gli italiani, che sono dei fessacchiotti, ci sono cascati tante volte, garantendo addirittura all’uomo più ricco d’Italia di governare per anni, credendo che siccome era ricco, non aveva bisogno certo del compenso da politico. Il potere delle cariche non lo si considerava. Accade la stessa cosa nel mondo del sociale. 
Grandi nomi che gestiscono organizzazioni che sembrano benefiche, almeno in apparenza. I benefici sono sicuramente appannaggio di chi gestisce il sistema. Gli utilizzatori finali delle attività sociali hanno ben pochi mezzi per indagare cosa c’è sotto. 

Dietro il volontariato, dietro l’assistenza ai disabili, dietro le manifestazioni sportive, dietro il soccorso non c’è solo il fallimento dello Stato, ma anche una precisa volontà di utilizzare la cosa per fini che hanno ben poco di sociale, di sostituirsi allo Stato in modo da lucrarci sopra. 
Dov’è la nobiltà di tutto questo? E nell’utilizzare per fini elettorali chi ha bisogno? Creare fondi neri? Gestire clientele? Tutto questo per dire che se le attività cosiddette benefiche fossero organizzate direttamente dallo Stato, si potrebbe dare di più a parità di costi, perché verrebbe a mancare la parte di lucro del privato. Ci si dovrebbe poi chiedere come mai certi nomi stanno dietro a certe organizzazioni, ma nessuno sembra farsi la domanda. Intrecci di amicizie e di ambienti nei quali le disabilità sembrerebbero essere l’ultimo degli elementi di cui curarsi.
http://opposizione.blog.tiscali.it/2014/05/05/volontariato-in-che-senso/

I disabili non interessano alla stampa perché fanno poca notizia e quando la fanno è cattiva pubblicità per i governanti.

Stampa libera? E chi se la ricorda? Nell’era del post-berlusconismo, ossia nell’era del renzismo, la faccia giovane di Berlusconi, la stampa continua peggio che mai il suo percorso di appiattimento sulle posizioni di governo. Il soccorso mediatico a chi vince è sempre più forte e vergognoso. Ora poi che viviamo tempi di governi non scelti dai cittadini e che rappresentano gli schieramenti che in campagna elettorale erano avversari, giornali e televisioni non possono più permettersi il lusso (sempre che l’abbiano mai fatto) di criticare chi governa. 

È tutto molto soft, molto patinato, niente inchieste e molta cronaca nera, per tenere la popolazione sotto un costante bisogno di protezione e una paura di fondo. 
Certe notizie faticano a conquistare le prime pagine dei giornali o i titoli di testa dei TG. Sono impopolari per i governi che sostengono. È di ieri la notizia che il governo si appresterebbe (anche questo ci prova) a mettere mano sulle indennità dei disabili. Bell’esempio di giustizia sociale. 
Non si sente molto parlare di recupero dell’evasione, sebbene ci sarebbe molto da dire, soprattutto sul fatto che circa il 90% dell’evasione accertata e reale non viene recuperata. 
Un bel premio a chi ha evaso le tasse e i tributi, un premio che si chiede di far pagare alle fasce più deboli della società. Lo sa Renzi o il suo entourage, che cosa significa essere disabili? 
Come cambia la vita di una famiglia che deve accudire un disabile, sia esso fisico o psichico? Io credo proprio di no. Questa distanza siderale dalla realtà, cosa di cui il neo non eletto Presidente del Consiglio parla, ma che non credo che conosca, sebbene reduce dall’esperienza di sindaco, è l’imprinting che hanno ricevuto tutti i nuovi politici, siano essi anagraficamente giovani o meno giovani, siano essi un Letta o un Monti o chiunque altro abbia calcato le scene da 20 anni a questa parte. 

Essere disabili significa capire quanto sia importante l’aiuto reciproco in una società, quanto incida sulla personalità il rendersi conto di dover dipendere da qualcun altro per svolgere i compiti più semplici, e quanto anche possa arricchire l’anima l’apprezzare le cose semplici della vita e il poterle condividere con chi ci è a fianco. Camminare, vedere, sentire, parlare, riuscire a mangiare e lavarsi senza aiuto, sono cose naturali e semplici, ma non sono cose scontate. Le si apprezza quando non le abbiamo più. Fare queste cose semplici ha un prezzo che i più non si possono permettere e che il Governo pare abbia intenzione di non voler sostenere. È come se durante un naufragio, anziché far scendere dalla nave prima donne, vecchi e bambini, le scialuppe se le accaparrassero i marinai più nerboruti. L’Italia affonda e continuerebbe a pagare il prezzo più alto la parte più debole della popolazione. 
Non è vendendo 100 auto blu o la portaerei Garibaldi, che si da un segno di giustizia sociale. 
È riequilibrando gli scompensi, aiutando chi è debole e perseguendo chi non pagando le tasse impedisce allo Stato di eliminare le barriere che impediscono ai deboli di sentirsi parte di questa società, così come scritto nella Costituzione. 
Se sono sacrifici, che lo siano prima di tutto per chi non ne ha mai fatti, politici ed evasori, caste di privilegiati e di intoccabili. L’Italia ha bisogno di questi segnali e non di slide e spot pubblicitari.
http://opposizione.blog.tiscali.it/2014/03/19/i-disabili-non-interessano-alla-stampa-perche-fanno-poca-notizia-e-quando-la-fanno-e-pubblicita-cattiva-ai-governanti/

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