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martedì 5 aprile 2016

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale.

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale alterata da diete ricche di zuccheri o di grassi
Grassi e dolci danneggiano la flora batterica intestinale e, di conseguenza, è danneggiata la funzione cognitiva.

L’attività cognitiva è influenzata negativamente dalle diete ricche di grassi e/o di zuccheri, che alternano la flora batterica intestinale. Uno studio condotto presso l’Università dello Stato dell’Oregon indica che sia le diete ricche di zucchero che quelle ricche di grassi, rispetto a una dieta normale, causano mutazioni nella flora batterica intestinale che sembrano connesse con una perdita significativa di “flessibilità cognitiva”, vale a dire della capacità di adattarsi al cambiamento di situazioni. 
Le più dannose sembrano essere le diete ad alto contenuto di zucchero, che danneggiano anche l’apprendimento giovanile per compromissione della memoria, sia a breve che a lungo termine.

La ricerca è stata condotta in Laboratorio sui topi che vennero nutriti in modo diverso e poi sottoposti a una serie di test, come quello del labirinto acquatico, per monitorare i cambiamenti delle loro funzioni mentali e fisiche, e associati all’impatto su vari tipi di batteri. Le scoperte sono state pubblicate nella rivista Neuroscience.

Kathy Magnusson, professore presso l’OSU College of Veterinary Medicine and e ricercatore principale del Linus Pauling Institute, ha detto: “è sempre più chiaro che i batteri che vivono nel nostro intestino, o microbiota, possono comunicare con il cervello umano. I batteri possono rilasciare delle sostanze che agiscono come neurotrasmettitori, stimolare i nervi sensoriali o il sistema immunitario e influenzare un’ampia gamma di di funzioni biologiche. Non siamo certi di quali messaggi vengono inviati, ma stiamo rintracciando i percorsi e gli effetti.”
I topi si stanno rivelando assai utili come modello per studi rilevanti per gli umani – ha detto Magnusson – su temi come l’invecchiamento, l’obesità, la memoria spaziale e altro ancora.

Nella presente ricerca, dopo solo quattro settimane di dieta ricca di grassi o di zuccheri, la performance dei topi in vari test su funzioni fisiche o mentali incominciò a decadere, rispetto agli animali a dieta normale. Il cambiamento più significativo si è avuto in quella che i ricercatori chiamano “flessibilità cognitiva”.
Magnusson ha commentato così: “il decadimento della flessibilità cognitive in questo studio è stato forte.” Questo vuol dire che di fronte a un problema inatteso – anche piccolo – non si è in grado di trovare soluzioni efficaci a risolverlo.

Questo studio è stato condotto su animali giovani – ha detto Magnusson, i quali normalmente hanno un sistema biologico più integro e perciò più capace di resistere alle influenze patologiche del loro microbiota. Se ne può dedurre che i risultati dello studio sarebbero stati ancora più severi se lo studio fosse stato condotto su una popolazione anziana.
Quella che viene indicata come “dieta occidentale”, ricca di grassi e zuccheri semplici è stata messa in relazione con una varietà di malattie croniche negli Stati Uniti, includenti l’obesità sempre più diffusa e un’aumentata incidenza di malattia di Alzheimer. (Science daily, June 22, 2015)

domenica 18 ottobre 2015

76 (si, avete letto bene 76) buoni motivi per non mangiare zucchero !!!

76 (si, avete letto bene 76) buoni motivi per non mangiare zucchero !!!

Secondo un nuovo studio, tra i tanti danni causati dallo zucchero, c’è anche il rischio di malattie cardiache e cardiovascolari. Vediamo perché è bene limitare l’assunzione di questo dolce nemico della salute e i quasi 80 motivi per farlo
Attenzione perché lo zucchero può uccidere, in molti e molti modi.
LM&SDP

Zucchero killer. In molti ormai sono convinti che un’assunzione eccessiva possa intaccare in modo grave la salute. Eccesso di zuccheri è, per esempio, causa di eccitabilità e iperattività. Eccesso di zuccheri è legato al rischio di obesità – e dunque di diabete. …Eccesso di zuccheri è molto molto dannoso in tanti modi. Se volete farvene un’idea maggiore potete leggere la lista dei ben 77 danni che lo zucchero può causare alla salute, e non solo, redatta dalla dott.ssa Nancy Appleton, autrice del libro Lick the Sugar Habit e che trovate in calce all’articolo.

Ma, per il momento, torniamo allo studio in questione. Qui, i ricercatori del Research Fellow in collaborazione con l’Otago Department of Human Nutrition hanno condotto uno studio revisionale e una meta-analisi di tutti gli studi internazionali che hanno confrontato gli effetti di un maggiore o minore consumo di zuccheri aggiunti sulla pressione arteriosa e i lipidi (grassi e colesterolo) nel sangue, che sono entrambi importanti fattori di rischio cardiovascolare.
 
La dott.ssa Lisa Te Morenga, con il professor Jim Mann e colleghi, hanno scoperto che lo zucchero ha un effetto diretto sui fattori di rischio per le malattie cardiache, con un probabile che impatto sulla pressione sanguigna, indipendente dall’aumento di peso.

La nuova ricerca ha preso in esame gli studi pubblicati tra il 1965 e il 2013. Di questi, 37 erano incentrati sulla segnalazione degli effetti dello zucchero sui lipidi e 12 sugli effetti sulla pressione sanguigna. I risultati delle singole prove sono state poi sommate per determinare gli effetti complessivi di tutti gli studi.
Le precedenti ricerche, commenta la dott.ssa Te Morenga, hanno suggerito che non vi sembra essere un qualsiasi particolare effetto metabolico degli zuccheri – che rende le persone più inclini ad aumentare di peso con diete ad alto contenuto di zucchero, rispetto a diete a basso contenuto di zucchero – quando la quantità totale di carboidrati e di energia rimane la stessa. Nonostante ciò, l’impatto sulla salute cardiovascolare rimane.
Lo studio è stato pubblicato sulla versione online dell’American Journal of Clinical Nutrition.

Ecco dunque come un nuovo studio sostiene l’idea che lo zucchero, specie se raffinato, e quello aggiunto possano avere un impatto significativo sulla salute. Ma, per concludere, ecco il lungo elenco stilato dalla dottoressa Appleton sui possibili danni dello zucchero.

1. Lo zucchero può sopprimere il sistema immunitario e mettere in pericolo le difese contro le malattie infettive. [1] [2]
2. Lo Zucchero sconvolge i rapporti dei minerali nel corpo: causa carenze di cromo e di rame e interferisce con l’assorbimento di calcio e magnesio. [3] [4] [5] [6]
3. Lo zucchero può causare un rapido aumento di adrenalina, iperattività, ansia, difficoltà di concentrazione e irritabilità nei bambini. [7] [8]
4. Lo zucchero può produrre un aumento significativo del colesterolo totale, trigliceridi e colesterolo LDL (cattivo) e diminuzione del colesterolo HDL (buono). [9] [10] [11] [12]
5. Lo zucchero causa perdita di elasticità e di funzione dei tessuti. [13]
6. Lo Zucchero alimenta le cellule tumorali ed è stato collegato con lo sviluppo dei cancri al seno, ovaie, prostata, retto, pancreas, vie biliari, polmone, stomaco e colecisti. [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20]
7. Lo zucchero può aumentare i livelli di glucosio a digiuno, può indurre a mangiare di più a causa dell’ipoglicemia reattiva (senso di fame). [21] [22]
8. Lo zucchero può indebolire la vista. [23] [24]
9. Lo zucchero può causare molti problemi nel tratto gastrointestinale, tra cui: acidità di stomaco, cattiva digestione, malassorbimento, un aumento del rischio di morbo di Crohn e colite ulcerosa. [25] [26][27] [28] [29]
10. Lo zucchero può causare invecchiamento precoce. [30] Questo fattore di accelerazione dell’invecchiamento è dovuto all’insulina che viene prodotta in maggiori quantità dal consumo di zucchero. [31]
11. Lo zucchero può portare all’alcolismo. [32]
12. Lo zucchero può produrre acidità salivare, carie e malattie parodontali. [33] [34] [35]
13. Lo Zucchero contribuisce in maniera determinante all’obesità. [36] [31]
14. Lo zucchero può causare malattie autoimmuni come artrite, asma e sclerosi multipla. [37] [38] [39]
15. Lo zucchero favorisce di molto lo sviluppo e diffusione incontrollati del lievito Candida albicans. [40]
16. Lo zucchero può causare la formazione di calcoli biliari. [41]
17. Lo zucchero può essere causa di appendicite. [42]
18. Lo zucchero può favorire la formazione di emorroidi. [43]
19. Lo zucchero può favorire la formazione di vene varicose. [44]
20. Lo zucchero può elevare la glicemia e l’insulinemia nelle donne che assumono contraccettivi orali. [45]
21. Lo zucchero può contribuire allo sviluppo dell’osteoporosi. [46]
22. Lo zucchero può causare resistenza insulinica, ossia la diminuzione nella sensibilità all’insulina. Il livello anormalmente elevato di insulina ha anche come conseguenza il diabete. [47] [48] [49]
23. Lo Zucchero può ridurre i livelli di vitamina E.[50]
24. Lo zucchero può far aumentare la pressione arteriosa sistolica. [51]
25. Lo Zucchero può provocare sonnolenza e diminuzione dell’attività nei bambini. [51]
26. Lo Zucchero aumenta la produzione dei prodotti finali della glicazione (AGE), che sono molecole di zucchero che si attaccano alle proteine nel corpo. Le AGE accelerano l’invecchiamento delle cellule e contribuiscono a una moltitudine di malattie croniche e potenzialmente letali. [52] [31]
27. Lo Zucchero può interferire con l’assorbimento delle proteine. [53]
28. Lo zucchero può causare lo sviluppo di allergie alimentari. [53]
29. Lo zucchero può causare tossiemia durante la gravidanza. [54]
30. Lo zucchero può contribuire alla formazione dell’eczema nei bambini. [55]
31. Lo zucchero può causare l’aterosclerosi e altre malattie cardiovascolari (come suggerito dallo studio presentato in questo articolo). [56] [57]
32. Lo zucchero può alterare la struttura del DNA. [58]
33. Lo zucchero può modificare la struttura delle proteine e originare un’alterazione permanente delle funzioni delle proteine nel corpo. [59] [60]
34. Lo zucchero può far invecchiare la pelle alterando la struttura del collagene. [61]
35. Lo zucchero può procurare cataratta e miopia. [62] [63]
36. Lo zucchero può causare l’enfisema polmonare. [64]
37. L’alto consumo di zucchero può danneggiare l’omeostasi (l’equilibrio) fisiologica di svariati sistemi dell’organismo. [65]
38. Lo Zucchero riduce la capacità di funzionamento degli enzimi. [66]
39. L’assunzione di zucchero è risultata superiore nelle persone che hanno sviluppato la malattia di Parkinson. [67]
40. Lo zucchero può aumentare il volume del fegato inducendo una velocizzazione della divisione cellulare. Oltra a ciò, può far aumentare la quantità di grasso nel fegato, causando una condizione nota come steatosi epatica. [68] [69]
41. Lo zucchero può aumentare il volume dei reni e causare modificazioni patologiche, tra cui la formazione di calcoli renali. [70] [71].
42. Lo zucchero può danneggiare il pancreas. [72]
43. Lo zucchero può aumentare la ritenzione di liquidi del corpo. [73]
44. Lo zucchero è il principale nemico della peristalsi intestinale. [74]
45. Lo zucchero può compromettere il rivestimento dei capillari arteriosi. [75]
46. Lo zucchero può rendere più fragili i tendini. [76]
47. Lo zucchero può causare mal di testa ed emicrania. [77]
48. Lo zucchero può causare disturbi dell’apprendimento nei bambini. [78] [79]
49. Lo zucchero può causare un incremento delle onde cerebrali alfa, delta e theta. La conseguenza è anche un’alterazione della capacità di pensiero. [80]
50. Lo zucchero può causare depressione. [81]
51. Lo zucchero può aumentare il rischio di gotta. [82]
52. Lo zucchero può aumentare il rischio di malattia di Alzheimer. [83]. Diversi studi con risonanza magnetica mostrano che negli adulti di 60 e più anni con alti livelli di acido urico vi è 4-5 volte un aumentato rischio di soffrire di demenza su base vascolare – la seconda più comune forma di demenza dopo la Malattia di Alzheimer. [31]
53. Lo zucchero può causare squilibri ormonali tra cui un aumento di estrogeni negli uomini, un peggioramento di sintomi della sindrome premestruale (PMS) nella donna, e una diminuzione della secrezione dell’ormone della crescita. [84] [85] [86] [87]

sabato 20 giugno 2015

CAUSE ALZHEIMER: Il glucosio danneggia i neuroni del cervello

CAUSE ALZHEIMER Il glucosio danneggia i neuroni del nostro cervello


cause alzheimer L’Alzheimer, come altre forme di demenza senile, è causato dalla morte dei neuroni proprio perchè queste cellule non posso essere sostituite, ciò causa la degenerazione del cervello. Molti studi confermano una forte correlazione tra l’azione nefasta dei radicali liberi  e la comparsa di questa malattia. Inoltre è stata confermato un rapporto molto stretto con il diabete (tanto da rinominarla come diabete di tipo 3).

A questo punto poniamoci una domanda.
Tale degenerazione dipende dal consumo di carboidrati insulinici?
Da anni ci dicono che lo zucchero fa bene al cervello, ma bisogna crederci davvero?

Purtroppo devo confermare che il consumo di amidi (pane, pasta, patate, cereali, riso e legumi) e di zuccheri semplici, sono la causa principale dell’insorgenza delle malattie degenerati celebrali. Tali disfunzioni purtroppo operano su tre distinti livelli che agiscono sinergicamente portando alla morte dei neuroni.
Vediamone insieme i meccanismi.
Troppo e troppo poco glucosio

Ricorderete che i neuroni hanno degli speciali “carrier proteici” chiamati Glut 1 e Glut  3, indipendenti dall’insulina.

Il Glut 1 assicura al cervello la quantità basale del glucosio, in quanto non è sensibile agli aumenti di glucosio nel sangue. Ricordiamo che i neuroni utilizzano, per produzione di energia, sia i mitocondri che la glicolisi, di conseguenza la quantità di glucosio trasportata dai Glut 1 è sufficiente al funzionamento del cervello.

Quando invece abbiamo maggiore necessità di energia, il cervello utilizza  un altro tipo di  glut, il numero 3, che invece è sensibile all’incremento di glucosio nel sangue. Quindi per aumentarne il livello, attiva il cortisolo. Un meccanismo assolutamente perfetto, che nel mondo paleolitico, bilanciava ogni necessità energetica. Se tale meccanismo però lo confrontiamo con quello dell’insulina, ci si accorge che qualcosa non quadra.

Sappiamo che dopo un pasto glicemico, subiamo dapprima un picco glicemico e poi un calo glicemico. Ciò significa indurre un aumento di glucosio nei neuroni (senza che il nostro cervello lo abbia richiesto) tramite le Glut 3, e dopo un calo di zuccheri.
Sarebbe come collegare un computer ad una presa che ha sbalzi di corrente: quanto credete che durerà prima di fulminarsi?

Diversi studi hanno proprio dimostrato che l’ipoglicemia è uno dei fattori scatenanti della demenza senile. Fonte: morbo-alzheimer.it

domenica 7 dicembre 2014

Santa Inulina, lo zucchero miracoloso che non devi conoscere altrimenti ti fa bene.

Che cosa è l’inulina? Prova a recarti in una qualsiasi farmacia e chiedi: “Vorrei 250 grammi di inulina”. Credo che ti guarderebbero con sospetto e quasi certamente ti risponderebbero che ne sono sprovvisti. Una paziente di Milano non è riuscita a trovare Santa Inulina in tutte le farmacie del centro. In una di esse la risposta è stata” Si rivolga altrove, non la teniamo”.
Perché mi interesso così tanto di “zucchero”? Perché esalto questo oligosaccaride introvabile? La risposta lo sai soffia nel vento. Quindi a cosa serve l’inulina e i suoi figli prediletti:  i fruttoligosaccaridi (FOS)?
Si tratta in buona sostanza di una fibra solubile costituita da lunghe catene di fruttosio.

Possiede caratteristiche fondamentali per il corretto funzionamento ed assorbimento del nostro intestino.
1) favorisce la digestione
2) riduce i gas intestinali
3) migliora la qualità del microbiota elevando la percentuale dei batteri buoni (eubiotici ) del genere bifidobacterium diminuendo la popolazione dei batteri nocivi che producono il cancro del colon
4) aumenta la massa fecale e il numero di evacuazioni
5) aumenta l’assorbimento di calcio, ferro, magnesio.
6) è ben tollerato dai diabetici
7) riduce il colesterolo e i trigliceridi nel siero.
8) controlla la fame
9)incrementa l’energia
10) riduce il  peso modulando il glucagon-like peptide (GLP). Pub Med 1  Pub Med 2
In poche parole Santa Inulina andrebbe veramente venerata. Pensa che non hai più bisogno di acquistare probiotici e fermenti lattici spesso costosissimi perché l’inulina li produce dentro di te, nutrendo il tuo microbiota, con una facilità estrema.

Questa manna per i batteri intestinali, che ti ricordo pesano un chilo e mezzo e contengono cento volte il materiale genetico presente nel nostro DNA, viene definita prebiotico. Si tratta di un nutriente fondamentale per i batteri intestinali (probiotici) per la nostra salute digestiva, per il nostro assorbimento, per la prevenzione dalle malattie.
Sai perché non la trovi in giro? Perché costa troppo poco, la stessa cosa accade alla vitamina D. Che strano!
Barbara, consulente  alimentare diplomata alla Scuola Medico Tecnica di Lugano e mia fida collaboratrice sa esattamente quanto è importante l’inulina e i fruttoligosaccaridi (FOS) per la salute dei nostri angeli in pancia, del nostro importantissimo microbiota.

Dove si trova Santa Inulina? La radice di cicoria, i topinambur, i tuberi, le verdure ne sono molto ricchi. Puoi però acquistare l’inulina in polvere  anche in farmacia. Quanta ne devi assumere? Attenta/o al fai da te che come al solito impera nel mondaccione. Un cucchiaino al mattino? Dipende, magari è poco o troppo e deve essere integrato da una appropriata dieta e stile di vita. Stai attento/a ad assumerne troppa perchè se sbagli gonfia il pancino.

Pensa che con l'intestino in forma e lo spirito alto ti approccerai anche meglio al cammino di ricerca di te stessa /o. Santa Inulina migliora anche la  profondità dell’ipnosi medica regressiva evocativa se il tuo asse intestino/cervello è in buona forma.
Domande: sapevi che esisteva Santa Inulina? Hai provato a chiederla in farmacia? La stai usando e ti fa bene?  Come mai cadono dalle nuvole e non la procurano? Costa troppo poco per riconoscerne il valore?
Buona Vita Angelo Bona

mercoledì 12 novembre 2014

DAL TUMORE ALLE RUGHE, ECCO QUANTO MALE FA LO ZUCCHERO


Lo sosteneva anche Marge Simpson, e io sono d’accordo con lei: serve una guerra allo zucchero, che in realtà è già iniziata. Demenza, danni al fegato, obesità, cancro, per non parlare dei denti e della pelle. Lo zucchero è preso di mira come e più dei grassi, osservato speciale dalla scienza per i guai che è in grado di causare, aggravati dalla dipendenza: una droga, ma una droga molto pericolosa.
L’ultimo studio a riguardo (dell’Oregon Research Institute e pubblicato sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition) ha indagato la capacità dello zucchero di spingerci tra le braccia del cibo e indurci a iper-abbuffate. Sarebbe proprio il sapore dolce a farci mangiare troppo, e non i grassi. 
I ricercatori hanno offerto a 100 volontari un frappé al cioccolato fatto con diverse concentrazioni di grassi e zuccheri, tenendo sotto osservazione il loro cervello con la risonanza magnetica funzionale, per monitorare i circuiti del piacere: erano gli zuccheri, e non i grassi, a far ululare “ancora” al nostro cervello. Da qui arriviamo al rischio sovrappeso e obesità.

Se la razione giornaliera raccomandata di zuccheri è all’incirca 7,5 cucchiai per un uomo e 6,5 per una donna, in media ne consumeremo 32 a testa solo il giorno di Natale. Eppure lo zucchero non è solo una bomba di calorie. Le ultime ricerche lo accusano di alterare processi cruciali dell’organismo, come i livelli ormonali. Uno studio francese del 2007 lo accusa poi di creare dipendenza, più della cocaina: almeno nei ratti che, potendo scegliere tra le due “droghe”, sceglievano lo zucchero anche nel caso in cui avessero già sviluppato una dipendenza da cocaina.
Lo zucchero non sarebbe neppure in grado di darci una botta d’energia, dice un’altra ricerca dell’università di Cambridge. Anzi, ci appesantisce e dà sonnolenza perché blocca l’azione della orexina, l’ormone responsabile dei sentimenti, della veglia e capace anche di regolare la capacità di bruciare calorie. Ecco quindi che cade un altro luogo comune: se ci sentiamo assonnati e pesanti, molto meglio un uovo sodo che una barretta di cioccolato.
Lo zucchero è anche in grado – confermano nuove evidenze – di far produrre più acido urico al fegato, e di conseguenza di alzare la pressione arteriosa, la principale causa di aumento del rischio cardiovascolare. Pare anche che lo zucchero sia in grado di elevare i livelli di colesterolo, a prescindere dall’indice di massa corporea.
Naturalmente lo zucchero è un enorme problema per chi soffre di diabete e può aumentare il rischio di diventarlo. Ma ci sono anche collegamenti tra il consumo di zucchero e l’insorgere della demenza.

Una delle reazioni del corpo a un eccesso di zucchero è il mal di testa. Ma alcune ricerche hanno ipotizzato che alti livelli di zucchero nel sangue invecchino il cervello precocemente, fino all’insorgere della demenza senile. L’analisi è stata pubblicata dalla rivista Neurology lo scorso anno, dopo aver indagato le reazioni ad alti livelli di zucchero nel sangue di 249 volontari per 4 anni. Lo zucchero causava restringimenti dell’amigdala e dell’ippocampo, aree associate alla memoria e alle funzioni cognitive.
Lo zucchero infine danneggerebbe il fegato come gli alcolici, per via del grasso che si accumula se la nostra dieta ci fa metabolizzare più calorie del necessario e troppo a lungo.

Il fruttosio è spesso considerato un’alternativa naturale allo zucchero. Effettivamente ha meno calorie perché non viene assorbito completamente, ma pare sia in grado di causare disturbi digestivi fermentando nell’intestino e portando diarrea e flatulenza. In generale, alti livelli di zuccheri nel sangue – come hanno stabilito numerose ricerche, tra le quali una del 2011 condotta su 5mila persone – aumentano il rischio di sviluppare tumore al fegato, al pancreas, al seno e all’intestino, pare a causa dei processi infiammatori che lo zucchero è in grado di stimolare.
Non basta? L’ultima ricerca in merito è olandese, del Leiden University Medical Center, condotta su 600 persone, e ha mostrato come lo zucchero sia anche capace di farci più vecchi. La stima dei ricercatori è 5 mesi in più per ogni 180 gr di zucchero ingerito. Com’è possibile? Pare che quando l’organismo scompone lo zucchero, rallenta anche la produzione di collagene ed elastina, proprio le componenti che fanno la pelle giovane ed elastica.
Michela Dell’Amico

fonte: wired.it

martedì 2 settembre 2014

5 alternative naturali allo zucchero

1. Sciroppo d'acero

 Un recente studio sul Journal of Agriculture and Food ha scoperto che è ricco di una serie di anti-ossidanti, alcuni dei quali sono unici. Particolarmente salubre è il più scuro grado B sciroppo, che è alto in questi antiossidanti e anche ricchi di calcio. C'è da dire, però, che queste informazioni nutrizionali si riferiscono allo sciroppo d'acero reale e non agli sciroppi di imitazione che spesso non contengono veri e propri prodotti d'acero a tutti sono in gran parte basati su sciroppo di fruttosio.
2.  Zucchero di cocco
Come altri dolcificanti naturali, lo zucchero di cocco è una fonte migliore di nutrienti rispetto allo zucchero bianco raffinato e contiene ferro, magnesio e vitamina B. E'anche un'opzione più sostenibile per l'ambiente, visto le palme producono in media il 50-75% in più di zucchero per acro rispetto allo zucchero di canna.
3. Miele
 Il miele è dimostrato essere incredibilmente ricco di antiossidanti, soprattutto per quanto riguarda il miele di grano saraceno. Uno studio condotto presso l'Università del Wyoming ha anche scoperto che il miele ha il più basso indice glicemico dello zucchero, il che significa che ha meno di un effetto sulla glicemia e sui livelli di insulina.
4. Monk Fruit 
Gli americani stanno solo ora iniziando ad esplorare questo dolcificante  coltivato in tutta la Cina e nel Sudest asiatico. Ha una lunga tradizione in Asia come un rimedio a base di erbe. Tuttavia, bisogna tenere a mente che, mentre è stato commercializzato come dolcificante a zero calorie, in realtà contiene circa 2 calorie per 2 cucchiaini. Questo, tuttavia, è ancora sostanzialmente inferiore allo zucchero, che invece contiene 15 calorie per gli stessi 2 cucchiaini!
5. Date Sugar
Questo dolcificante viene ottenuto macinando i datteri in una polvere, che lo rende un'ottimo sostituto dello zucchero. E' ricco di fibre e di vitamina B6, ferro e magnesio, che è presente in tutti i datteri ed è particolarmente buono in piatti come la farina d'avena.
Nessuno di questi dolcificanti hanno il valore nutrizionale di cereali integrali o frutta e verdura fresca.Tuttavia, essi sono tutti delle alternative sane agli zuccheri raffinati, sciroppo di fruttosio e aspartame e la maggior parte hanno qualche antiossidante o sono ricchi di fibre, che  li rendono anche una scelta interessante e sana per soddisfare la vostra golosità.
Traduzione di Salvatore Santoru

venerdì 9 maggio 2014

L'assunzione di zucchero e le malattie mentali un legame sorprendente.

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Nel Medioevo le anime inquiete venivano raramente imprigionate perché uscivano di senno. Questo genere di imprigionamento iniziò nel periodo dell’Illuminismo, dopo che lo zucchero passò dalla prescrizione farmaceutica alla produzione dolciaria. "La grande reclusione degli alienati", come la definisce uno storico, cominciò alla fine del 17mo secolo, dopo che il consumo di zucchero in Gran Bretagna nell’arco di 200 anni si era impennato da un pizzico o due in un barile di birra qua e là, a più di due milioni di libbre all’anno; in quel periodo i medici di Londra avevano iniziato ad osservare e registrare i segni ed i sintomi fisici terminali dello "sugar blues".
Quando, inizialmente, a Parigi fu fondato per decreto reale l’Ospedale Generale, vi era rinchiuso l’un per cento della popolazione cittadina. Da quel tempo fino al 20mo secolo, man mano che il consumo di zucchero saliva sempre di più (specie nelle città), altrettanto accadeva per il numero delle persone rinchiuse nell’Ospedale Generale.
Oggi i pionieri della psichiatria ortomolecolare, come il Dr. Abram Hoffer, il Dr. Allan Cott, il Dr. A. Cherkin, così come il Dr. Linus Pauling, hanno confermato che i disturbi emotivi possono rappresentare semplicemente il primo sintomo dell’ovvia incapacità dell’organismo umano di gestire lo stress della dipendenza da zucchero.
Il Dr. Pauling, in Orthomolecular Psychiatry, scrive: "Il funzionamento del cervello e del tessuto nervoso è dipendente in modo più sensibile dalla velocità delle reazioni chimiche di quello di altri organi e tessuti. Ritengo che la malattia mentale sia per la maggior parte dovuta a velocità di reazione anormali, in quanto determinate dalla costituzione genetica e dalla dieta, e da anormali concentrazioni molecolari di sostanze essenziali... La scelta dei cibi (e dei farmaci) in un mondo che sta passando attraverso un rapido cambiamento scientifico e tecnologico spesso é ben lungi dall’essere la migliore".
Il Dr. Abram Hoffer, in Megavitamin B3 Therapy for Schizophrenia, nota: "Ai pazienti viene inoltre consigliato di seguire un valido programma nutrizionale con l’esclusione di saccarosio e cibi ricchi di tale sostanza".
La ricerca clinica su bambini iperattivi e psicotici, così come su quelli con danni al cervello e con difficoltà di apprendimento, ha dimostrato:
# "Una storia familiare di diabete elevata in modo anormale - vale a dire genitori e nonni che non riescono a gestire lo zucchero; un’incidenza insolitamente elevata di scarsità di glucosio del sangue, o ipoglicemia funzionale nei bambini stessi, la quale indica che i loro organismi non riescono a gestire lo zucchero; dipendenza da un elevato livello di zucchero nelle diete proprio di quei bambini che non riescono a gestirlo.
# "Un’indagine relativa alla storia dietetica di quei pazienti diagnosticati come schizofrenici rivela che la dieta di loro scelta è ricca di dolciumi, caramelle, torte, caffè, bevande con caffeina e alimenti preparati con lo zucchero; tali alimenti, che stimolano le surrenali, dovrebbero essere eliminati o rigidamente limitati".
Negli anni ‘40 il Dr. John Tintera riscoprì la vitale importanza del sistema endocrino, in particolare delle ghiandole surrenali, relativamente alla "condizione mentale patologica" o "sbalzo cerebrale".
In 200 casi in cura per insufficienza corticosurrenale (la mancanza di adeguata produzione degli ormoni corticosurrenali o lo squilibrio fra essi) egli scoprì che i principali disturbi dei suoi pazienti erano spesso simili a quelli riscontrati in persone i cui organismi non erano in grado di gestire gli zuccheri: stanchezza, nervosismo, depressione, apprensione, voglia di dolci, incapacità di tollerare l’alcol, incapacità di concentrazione, allergie, bassa pressione sanguigna.... Sugar blues!
Il Dr. Tintera alla fine insistette affinché i suoi pazienti si sottoponessero ad un test di tolleranza al glucosio (GTT) della durata di quattro ore per scoprire se fossero in grado o meno di gestire lo zucchero. I risultati furono così allarmanti che i laboratori eseguirono un controllo incrociato della loro strumentazione e quindi si scusarono per quelle che ritenevano essere delle letture errate. Ciò che li confondeva erano le basse, piatte curve dei precoci adolescenti affetti da turbe psichiche. Questo procedimento di laboratorio in precedenza era stato utilizzato solo per pazienti con riscontri fisici che presupponevano il diabete.
La definizione di schizofrenia (la dementia praecox di Bleuler) di Dorland comprende la frase, "spesso individuata durante o subito dopo l’adolescenza" e inoltre, in riferimento all’ebefrenia e alla catatonia, "si presenta subito dopo l’inizio della pubertà".
Può sembrare che queste condizioni si presentino o si aggravino nel periodo puberale, ma indagando nel passato del paziente si troveranno di frequente indicazioni rivelatrici del fatto che tali condizioni erano presenti sin dalla nascita, nell’arco del primo anno di vita e di quelli prescolastici e della scuola elementare; ciascuno di questi periodi presenta il proprio caratteristico quadro clinico.
Un test di tolleranza al glucosio eseguito in uno di questi periodi potrebbe mettere in guardia genitori e medici e risparmiare innumerevoli ore e piccole fortune impiegate nel sondare la psiche del bambino e l’ambiente familiare alla ricerca di difficoltà di adattamento di discutibile importanza nello sviluppo emotivo del bambino medio.
Negativismo, iperattività e ostinato rancore nei confronti della disciplina sono indicazioni indiscutibili almeno per i test di laboratorio basilari: analisi delle urine e completo conteggio del sangue, determinazione PBI ed il test di cinque ore di tolleranza al glucosio.
Un GTT può essere eseguito su di un bambino piccolo tramite il micro-metodo senza indebiti traumi per il paziente. In verità ho sollecitato che questi quattro test fossero di routine per tutti i pazienti, anche prima di intraprendere un esame fisico o storico.
In quasi tutte le discussioni sulla tossicodipendenza, l’alcolismo e la schizofrenia, si sostiene che non c’è un tipo costituzionalmente definito che cade preda di queste disgrazie e si afferma quasi universalmente che tutti questi individui sono emotivamente immaturi.
Nostro scopo da lungo tempo è quello di persuadere ogni medico, sia egli orientato verso la psichiatria, la genetica o la fisiologia, a riconoscere che nella maggioranza di questi casi viene coinvolto uno specifico individuo endocrino: l’ipocorticosurrenale.
Tintera ha pubblicato svariati documenti medici. Egli ha ripetuto più e più volte che il miglioramento, il lenimento, l’attenuazione o la cura "dipendevano dal ristabilimento del normale funzionamento dell’intero organismo". Il suo primo articolo di prescrizione nella cura era la dieta ed egli ripeteva sino alla nausea che "l’importanza della dieta non potrà mai essere sottolineata abbastanza". Egli predispose un’intimazione permanente e radicale contro lo zucchero in tutte le sue forme e sembianze.
Mentre il portoghese Egas Moniz riceveva un premio nobel per l’ideazione della lobotomia come cura della schizofrenia, la ricompensa di Tintera fu il tormento e la persecuzione dei baroni della medicina organizzata; e mentre la radicale concezione di Tintera relativa allo zucchero come causa di quella che era chiamata "schizofrenia" poteva essere confinata ai giornali del settore, egli fu lasciato solo e ignorato; egli avrebbe potuto essere tollerato se fosse rimasto nel suo territorio assegnato, l’endocrinologia.
Anche quando egli suggerì che l’alcolismo era collegato alle ghiandole surrenali che erano state colpite dall’abuso di zucchero, non gli diedero retta; poiché i medicastri avevano deciso che per loro l’alcolismo non era nient’altro che una seccatura, erano ben contenti di lasciare la questione agli Alcolisti Anonimi.
Tuttavia quando Tintera, su una rivista a diffusione non specialistica, osò suggerire che "è ridicolo parlare di vari tipi di allergie quando ne esiste uno solo, cioè le ghiandole surrenali menomate...dallo zucchero", allora non poté più essere ignorato.
Gli esperti di allergie disponevano di un notevole racket per sé stessi; le belle anime dell’allergia si erano divertite a vicenda per anni con racconti assurdi di allergie esotiche - di tutto, dai crini di cavallo alle code di aragoste.
Ed ecco che arriva qualcuno a dire che niente di tutto ciò ha importanza: togliete loro lo zucchero e teneteli lontani da esso.
Forse la prematura morte di Tintera nel 1969, all’età di 57 anni, rese più facile alla professione medica accettare scoperte che un tempo erano sembrate tanto bizzarre quanto la semplice tesi medica orientale della genetica e della dieta, yin e yang.
Oggi i medici di tutto il mondo ripetono ciò che Tintera aveva preannunciato anni or sono: a nessuno, ma proprio a nessuno, dovrebbe essere mai permesso di iniziare quello che viene definito "trattamento psichiatrico" in alcun luogo senza e prima di essere stato sottoposto al test di tolleranza al glucosio per scoprire se è in grado di gestire lo zucchero.
La cosiddetta medicina preventiva si spinge oltre e suggerisce che poiché noi pensiamo soltanto di poter gestire lo zucchero perché inizialmente disponiamo di ghiandole surrenali forti, perché aspettare sino al momento in cui esse ci danno dei segnali e degli avvertimenti che sono esauste?
Liberatevi del fardello adesso eliminando lo zucchero in tutte le sue forme, iniziando dalla bibita zuccherata che tenete in mano.
Zucchero e malattie mentali: un legame sorprendente
Un noto psichiatra e ricercatore britannico, Malcolm Peet, ha condotto uno studio per analizzare il rapporto fra la dieta e le malattie mentali. Già una prima parte dello studio ha dato un esito sorprendente: pare vi sia un forte legame tra il consumo di zucchero e il rischio di depressione e schizofrenia .
In effetti, ci sono due potenziali meccanismi attraverso i quali l'assunzione di zucchero raffinato è in grado di esercitare un effetto tossico sulla salute mentale.
In primo luogo, lo zucchero sopprime di fatto l'attività di un ormone della crescita chiave nel cervello denominato BDNF , attivo nell'ippocampo e nella corteccia cerebrale, regioni chiave nei processi di apprendimento, memoria e pensiero; il BDNF promuove la differenziazione di nuovi neuroni e delle loro parti costituenti, cioè assoni, dendriti e sinapsi - ndt), . Questo ormone promuove la salute ed il buon funzionamento dei neuroni nel cervello e gioca un ruolo vitale nella funzione della memoria innescando la crescita di nuove connessioni tra i neuroni. I livelli di BDNF sono criticamente bassi sia in caso di depressione che di schizofrenia, il che spiega perché entrambe le sindromi spesso portano ad un danno nelle regioni cerebrali (in effetti la depressione cronica determina un danno cerebrale).
Ci sono anche prove svolte su animali in cui una bassa quantità di BDNF può innescare la depressione .
In secondo luogo, il consumo di zucchero innesca una cascata di reazioni chimiche nel corpo che promuovono l'infiammazione cronica. In determinate circostanze, come quando il corpo umano ha bisogno di guarire da una ferita, una minima quantità di infiammazione può essere una buona cosa, dato che può aumentare l'attività immunitaria e il flusso di sangue alla ferita. Ma nel lungo periodo, l'infiammazione è un grosso problema. Si interrompe il normale funzionamento del sistema immunitario e va in collisione con il cervello.
L'infiammazione è associata ad un aumentato rischio di malattie cardiache, diabete, artrite e persino alcune forme di cancro; è anche legato a un maggiore rischio di depressione e schizofrenia. E ancora, mangiare zucchero raffinato scatena l'infiammazione.
http://www.bipolari.it/Joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=605:zucchero-e-salute-mentale&catid=90:ipotesi&Itemid=197 
http://medbunker-la-verita.blogspot.it/2014/04/lassunzione-di-zucchero-e-le-malattie.html 

domenica 19 gennaio 2014

Zucchero come la droga: dà assuefazione e fa venire ancora più fame

Da uno studio americano proviene un’interessante scoperta che potrebbe spingere molti a cambiare le proprie diete. La ricerca dell’Oregon Research Institute, pubblicata sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition, condotta dal Erice Stice ha rivelato che lo zucchero potrebbe spingerci alle abbuffate contribuendo, più dei grassi, ad aumentare l’assunzione di alimenti durante i pasti.
Si è giunti a questo risultato somministrando frappé al gusto di cioccolato con differenti concentrazioni di zuccheri e grassi a due diversi gruppi del campione formato da 100 giovani; durante l’assunzione sono stati monitorati i livelli di attività cerebrale dei volontari e si è riscontrato che all’aumento della concentrazione di zuccheri corrispondeva un incremento della stimolazione dei centri del piacere, in modo molto maggiore rispetto a quanto avveniva con i grassi.
Lo zucchero, quindi, segnalerebbe al cervello il piacere del cibo, inducendo a continuarne l’assunzione, proprio come avviene nei meccanismi di dipendenza da altre sostanze. Pertanto questo ingrediente, al pari di una droga, dà dipendenza a chi lo assume e spinge ad abbuffarsi.

giovedì 16 gennaio 2014

ZUCCHERO BIANCO . . . 35 milioni di morti l’anno!


35 milioni di morti l’anno! Cocaina? Sigarette? Droga? NO, ZUCCHERO BIANCO !!


zzz


Lo zucchero raffinato è tra i maggiori imputati dell’insorgere di quelle che vengono definite come malattie del benessere: diabete, obesità, problemi legati al metabolismo, ipertensione, danni a livello del fegato. Secondo studi recenti lo zucchero raffinato sarebbe da considerare tra le cause che ogni anno provocano la morte di 35 milioni di persone, con particolare riferimento al diabete ed alle malattie cardiocircolatorie.
Uso e abuso di un alimento nocivo e di largo consumo presente nella nostra alimentazione
La presenza dello zucchero è del 14% nella canna, del 17,20% nella barbabietola, insieme a clorofilla, microelementi e minerali. In questa concentrazione e composizione, lo zucchero, è un alimento di alto valore nutrizionale poiché contiene in forma organica molte sostanze nutritive necessarie alla vita.
Alimento che assumiamo in modo alterato attraverso dolci, caramelle, bevande commerciali, conserve, liquori, prodotti salati, ecc, è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale (circa 9 lavaggi chimici!) che uccide e sottrae tante sostanze vitali, come le vitamine presenti appunto nella barbabietola o nella canna da zucchero.
Le sostanze zuccherine sono alimenti importantissimi della nostra dieta poiché rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia necessaria all’organismo e per questo motivo devono essere completi di tutto ciò che la natura ha loro fornito per cedere al nostro corpo, la loro ricchezza.
Perché lo zucchero bianco, è una sostanza nociva?
Lo scienziato Dr. M.O. Bruchner, specialista delle malattie interne, primario dell’ospedale Eben Ezer, LemgoLippe, (Germania), dopo diverse ricerche scientifiche sostiene che l’uomo necessita di carboidrati “zuccheri” per la sua attività vitale, quali fattori di energia. Di conseguenza viene da pensare: lo zucchero è uno degli alimenti più favorevoli per produrre energia, insieme ad altri zuccheri derivati da farina bianca come pane, pasta, riso, patate. Gli zuccheri industriali, quindi le farine bianche come pure lo zucchero d’uva, il fruttosio, l’aspartame, il saccarosio per esempio fabbricati sinteticamente, nel corpo agiscono ben diversamente.
Per la loro decomposizione e disposizione necessitano delle stesse vitamine, sostanze minerali ed enzimi come tutti gli zuccheri di frutta e amidi naturali, ma questi ultimi contemporaneamente li forniscono, mentre gli altri ne privano il corpo (andando a pescare nelle ossa, nelle cartilagini, nelle strutture tendinee ecc.) impoverendolo da un lato e disorientando le sue funzioni dall’altro. Purtroppo la scienza ha sempre voluto trascurare questo problema che è alla base di molte malattie a carattere infiammatorio autoimmunitario.
Dove passa lo zucchero che distrugge, arriva la medicina che tenta di riparare curando gli effetti del diabete, del colesterolo, della pancreatite, della iperglicemia ecc. Il consumo abituale dello zucchero bianco distrugge in gran parte le vitamine del gruppo B. La vitamina B1 d’altro canto è necessaria per l’assimilazione dei carboidrati.
La vitamina B
Quanto più zucchero viene introdotto, tanto maggiore è il fabbisogno di Vitamina B1, poiché esso l’asporta, causando:
  • Lesioni ai tessuti nervosi; dato l’alto fabbisogno di vitamina B1, essi perdono assai presto la loro capacità di funzionamento.
  • La vitamina B1 permette, in presenza di magnesio, la così importante decomposizione dell’acido lattico (prodotto di degradazione del glicogeno [glucosio immagazzinato]). Per mancanza di vitamina B1 aumenta il contenuto di questi acidi nel sangue e nei tessuti e ne sono soprattutto coinvolte l’ attività cerebrale e cardiaca.
  • La B1 regola il giusto scambio dell’insulina nel corpo. La sua carenza è causa di diabete.
  • La carenza di B1, causa inoltre una modifica nell’economia fosforica (ricordo che il fosforo è un minerale molto importante ai fini di molti processi metabolici) e un’elaborazione insufficiente del glucosio, che si manifestano con malattie cardiache croniche.
  • La B1, regola lo scambio dell’albumina (proteina del plasma prodotta dal fegato che regola in un certo senso i liquidi cellulari e le varie pressioni all’interno della cellula) e dei nuclei cellulari. La sua presenza abbatte gli stadi preliminari dell’acido urico prevenendo malattie degenerative come gotta, artrite ecc.
  • La carenza di B1 causa anormalità nella pressione del sangue, e nella sudorazione.
  • La B1 è necessaria per la sintesi degli acidi grassi essenziali (i famosi Omega 3 – Omega 6), che hanno il potere di arrestare l’arteriosclerosi.
  • La carenza di B1 causa disturbi nella formazione dell’acido cloridrico (prodotto per la digestione) nello stomaco, l’affievolimento e la degenerazione della muscolatura intestinale ed anche la degenerazione dei vasi sanguigni capillari, con conseguenti dilatazioni, ed emorragie.
  • La carenza di B1 fa sentire il bisogno di stimolanti come alcool, carne, caffè, tè, cioccolato, tabacco, poiché determina l’indebolimento degli effetti stimolanti dell’adrenalina.
Questi sono soltanto degli effetti più gravi causati dalla carenza di vitamina B1.
Spesso a stati carenziali metabolici come i problemi relativi al calo delle difese immunitarie, il medico dietologo, integra l’alimentazione con le vitamine del gruppo “B”, ma non consiglia al paziente di “abolire” lo zucchero bianco e limitare l’uso delle farine bianche; è come dire all’obeso di continuare a mangiare come fa di solito ma con la sola eccezione di mettere la saccarina nel caffè oppure consigliare l’aspirinetta o altro “come per esempio il doppler alla carotide” al cardiopatico che divora ogni giorno quantità ingenti di cibo e magari sta morendo!
Ma non è finita… La carenza di vitamina “B” causa disturbi nell’assimilazione degli zuccheri, crampi e ostacola pure la formazione dei globuli rossi, poiché i composti del ferro sono male utilizzati. Gli occhi non distinguono i colori e perdono la potenza visiva all’imbrunire; spesso è ostacolato il normale sviluppo del feto, con conseguenti malformazioni, accorciamento delle ossa delle braccia e delle gambe, della mandibola, fusione delle dita e delle costole, fenditure del palato e persino aborti, parti prematuri e nati morti.
Consideriamo inoltre ciò che può ancora causare lo zucchero quale distruttore dell’Acido Nicotinico, altro membro del gruppo delle vitamine B. Esso aiuta a promuovere le ossidazioni, vale a dire la combustione e la scomposizione dei prodotti intermedi del ricambio, degli zuccheri. Inoltre esso è di aiuto nell’utilizzazione dei grassi e delle proteine, nella trasformazione di sostanze minerali e degli ormoni, e partecipa in modo determinante alla respirazione cellulare, vale a dire allo scambio di assunzione dell’ossigeno e di eliminazione dell’acido carbonico nelle cellule (un prodotto del metabolismo cellulare).
Vanno ancora aggiunti come effetti nocivi all’uso abituale di zucchero bianco i più svariati quadri morbosi, fra cui: stanchezza, insonnia, debolezza nervosa, stati depressivi, mal di testa, disturbi nel ritmo del sonno, facile sudorazione, crampi e intorpidimento delle estremità, debolezza muscolare, inappetenza o bulimia (appetito insaziabile), stitichezza, atonia gastrica e intestinale, assenza di succhi gastrici, bruciori di stomaco, dismenorree (mestruazione dolorosa), metrorragie (perdita di sangue di origine uterina), aborti e parti prematuri, disturbi cardiaci e circolatori, anemia, disfunzioni ghiandolari, pruriti, infiammazioni della lingua, delle gengive e della laringe. ecc.
Lo zucchero raffinato ci sottrae anche l’acido pantotenico facente parte del gruppo “B”
La sua mancanza blocca addirittura l’effetto delle altre vitamine e ostacola la giusta rigenerazione del sangue e delle mucose. L’acido pantotenico agisce inoltre quale epatoprotettore (protettore del fegato) e aiuta la funzione della tiroide. I bruciori ai piedi e alla pianta dei piedi, con dolori passeggeri, fulminei agli arti inferiori, combinati ad arrossamento o colore bluastro della pelle, come pure la formazione della forfora sono, altri sintomi di carenza di questa vitamina. Lo zucchero raffinato per poter essere utilizzato sottrae inoltre anche altre vitamine e sostanze minerali importanti tra le quali vitamina E, H, con possibili altri danni causati da queste carenze.
Come viene prodotto lo zucchero bianco?
Meno di due secoli fa lo zucchero bianco non esisteva e l’unica fonte dolce, oltre al miele e alla frutta, era rappresentata dallo zucchero di canna integrale importato dai tropici. Come conseguenza delle guerre napoleoniche, l’Europa smise di importare lo zucchero dalle Americhe. Napoleone ebbe allora la brillante idea di estrarre lo zucchero dalla barbabietola. Essendo il prodotto dell’estrazione poco gradevole al gusto, si completò l’opera con un processo di raffinazione il quale, come avviene anche per la farina bianca, provoca la perdita di vitamine e minerali producendo una sostanza chimica pura e morta, ma bianca.
Il succo zuccherino proveniente dalla prima fase della lavorazione della barbabietola o della canna da zucchero, viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene sottoposto a depurazione con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio; poi, per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride carbonica.
Il prodotto quindi subisce ancora un trattamento con il velenosissimo acido solforoso per eliminare il colore scuro e successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione. Si arriva così allo zucchero grezzo.
Da qui si passa alla seconda fase di lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduta al pubblico per zuccherare (avvelenare) gran parte di ciò che mangiamo.
Che cosa è rimasto del primo succo scuro ricco di vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi che avrebbero dato tutto il loro benefico apporto, di energia e di salute? Nulla! Anzi, per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il calcio e il cromo) per ricostituire almeno in parte quell’armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. Le conseguenze di tale processo digestivo sono la perdita di calcio, nei denti e nelle ossa, con l’indebolimento dello scheletro e della dentatura. Ciò favorisce la comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e delle carie dentarie che affliggono gran parte della civiltà occidentale.
Cosa provoca il tossico zucchero bianco a livello intestinale?
A livello dello stomaco del pancreas e del duodeno provoca quello che tutti i giorni o quasi riscontro a studio: processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale e l’alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta (coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze tossiche, ecc.).
Come faccio ad asserire questo? Semplice, chiedo alle persone che si sottopongono ai miei trattamenti il loro stile alimentare e puntualmente mi confermano che adottano un’alimentazione “zuccherina”! Quindi questo prodotto così trasformato è necessario alla buona salute?
È stato ampiamente verificato che le popolazioni non raggiunte dalla cosiddetta “civiltà bianca” non sono soggette a carie o altre malattie dei denti. Con l’arrivo dei bianchi e dei loro prodotti alimentari raffinati (zucchero, dolciumi, alcool, pane, pasta…), gli aborigeni dell’Australia, i Maori della Nuova Zelanda, gli Indios del Perù e dell’Amazzonia, i Pellerossa del Nordamerica ecc. hanno anch’essi cominciato ad essere soggetti alle stesse malattie dei bianchi; l’incidenza della carie, che prima era una malattia a loro del tutto sconosciuta, è arrivata a colpire fino al 100% cosi come le altre malattie dell’organismo dall’artrite reumatoide all’osteoporosi, alle malattie autoimmuni ecc ecc.
Il pericoloso zucchero bianco ha una grossa influenza sia sul sistema nervoso sia sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione. In realtà si crea una vera forma di dipendenza, come avviene con la droga, a tutti gli effetti! Ciò è causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la cosiddetta glicemia. Di fronte a tale subitanea salita, il pancreas (l’organo per eccellenza che gestisce gli zuccheri) risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico detta “crisi ipoglicemica” caratterizzata da uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza, bisogno di mangiare per sentirsi di nuovo su di tono (il classico stato down che avverte il tossicodipendente). La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l’immissione in circolo, da parte dell’organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia.
Questi continui “stress” ormonali con i loro risvolti psicofisici determinano un esaurimento delle energie con l’indebolimento di tutto l’organismo e impoverimento del sistema immunitario.
Quando mangiamo 50 gr. di zucchero bianco, la capacità fagocitaria dei globuli bianchi si riduce del 76% (ossia la capacità di questi organi a combattere le infezioni) e questa diminuzione del sistema di difesa dura circa 7 ore. Le gravi malattie che oggi affliggono l’umanità (cancro, AIDS, sclerosi, malattie autoimmuni, ecc.) nascono proprio da un indebolimento immunitario del quale lo zucchero bianco e l’alimentazione raffinata sono senz’altro tra i maggiori responsabili. I danni dello “squisito veleno” bianco sono tanti altri ancora e a tutti i livelli, per esempio, circolatorio (con l’aumento di colesterolo e danni alle arterie), epatico, intestinale, ponderale (con l’aumento di peso e l’obesità), cutaneo ecc., ecc. Ipotizziamo, ad esempio, di bere quattro tazzine di caffè zuccherato nell’arco della giornata: 40 g di zucchero corrispondono a 160 kcal che noi assumiamo come calorie vuote, prive di vitamine e minerali. Sarebbe molto diverso se le stesse 160 kcal le assumessimo sotto forma di riso integrale avena, orzo, miglio, o frutta dove risulterebbero accompagnate da fibre, enzimi, vitamine e sali. Se a questi primi 40 g di saccarosio aggiungiamo biscotti o marmellata o brioche o corn-flakes per colazione, un bel bicchiere di una qualche bibita gassata a pranzo, un gelato o uno snack al cioccolato o una brioche al pomeriggio, il gioco è fatto. Non dimentichiamoci però le salse (ketchup, maionese, cocktail…), i cibi inscatolati (piselli, mais), gli aperitivi: anche loro contengono saccarosio nascosto. Se sommiamo tutto questo zucchero, senza esagerare, arriviamo addirittura a 500 kcal. Ciò significa che delle 2000 kcal circa che dovremmo quotidianamente introdurre, solo 1500 sono rappresentate da cibi veri e propri, il resto sono calorie vuote, con una carenza del 25% circa del fabbisogno giornaliero di vitamine e minerali.
L’uomo moderno, di fronte agli zuccheri ma anche ai grassi, assume un atteggiamento pressoché identico a quello dell’uomo preistorico. Anticamente l’umanità viveva alla ricerca continua di cibo con cui sfamarsi e il reperimento di frutta matura o di un favo di miele veniva vissuto come un’occasione da non lasciarsi sfuggire: di fronte a tali leccornie l’atteggiamento era quello di sfruttarle al massimo, rimpinzandosi per bene così da accumulare più energia possibile, in previsione di tempi di magra. La mente e il corpo dell’uomo del ventunesimo secolo non sono cambiati molto e di fronte a torte farcite, brioche alla crema e dolci al cioccolato ragioniamo e ci comportiamo esattamente nello stesso modo: nasce dentro di noi un desiderio incontrollabile che ci spinge a grandi abbuffate nel tentativo di farci delle scorte, come se un’altra occasione non dovesse capitarci mai più e dimenticando che la nostra dispensa è colma di altrettante schifezze. Per chi ha occhi per vedere, orecchie per sentire, nonché un cervello che funzioni, tutto questo dovrebbe essere sufficiente per portarlo a riesaminare le sue abitudini “dolcificanti” e a correggerle per una vita migliore.
Alternative allo zucchero raffinato: La Melassa, il succo d’Agave, lo sciroppo d’Acero, il Malto d’Orzo, l’Amasake, la Stenia, il Miele, Lo Zucchero di Canna Integrale e non Raffinato.
Autore: Dott. Giuseppe Pensieri
D.O. Osteopata M.R.O.
Laureato in Scienze Motorie e Sportive
Specialista in Prevenzione e Rieducazione Università di Roma
(IUSM) Italian University Sports and Moviment
Fonte: avisnovara.it e altre

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