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mercoledì 27 giugno 2018

Dalla malattia alla benattia

Dalla malattia alla benattia

La maggior parte della gente vive nell'inconsapevolezza, nell'automatismo e negli schemi mentali. Le persone tendono a re-agire in base a schemi comportamentali acquisiti tramite l'educazione-programmatica e ripetuti nel tempo all'infinito.

Succede però che, quando non si è coscienti dei propri comportamenti re-attivi, si tenderà a vivere da automi all'interno di un circolo vizioso che causerà parecchio stress all'interno della mente, prima e, di conseguenza, sulla fisiologia dell'organismo in un secondo tempo. Questo schema di pensiero stressante potrà portare, se tenuto negli anni, ad uno squilibrio energetico, comunemente definito "malattia" dalla medicina allopatica.

In quest'ottica cosciente, si capisce bene come la malattia non è un evento voluto da un'entità superiore allo scopo di punire un determinato individuo per i suoi peccati. Semmai, la malattia rappresenta l'ultimo tentativo, da parte del nostro organismo, di farci aprire gli occhi sulle cose che non vanno nella nostra situazione di Vita, ciò prima che possa essere troppo tardi.

Nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, paragono la nostra Vita ad un'automobile, la malattia al guard rail e la morte al precipizio che sta oltre il guard rail. Può capitare che, mentre si guida l'automobile, si possa sbandare, ciò a causa di una distrazione o di un colpo di sonno. In quel caso il guard rail impedirà all'automobile di cadere nel precipizio. 

Proprio come il guard rail impedisce o, perlomeno, limita i danni alla nostra autovettura, anche la malattia arriva per comunicarci qualcosa che non va. In quest'ottica, la malattia va vista come l'ultimo tentativo da parte del nostro sistema psicofisico di salvarci dalla morte fisica. Ma molti non comprendono il significato simbolico racchiuso nella malattia e, lungi dall'ascoltare il suo messaggio, tenderanno a combatterla.

Combattere la malattia senza, per ciò stesso, comprenderne il significato è come uccidere una persona che viene a portarci un messaggio prima ancora di averlo ascoltato.
Ciò, del resto, è quello che fa la medicina allopatica quando tenta in tutti i modi di reprimere i sintomi di tutte le malattie imbottendo di farmaci chimici il paziente-macchina facendo perdere a quest'ultimo la possibilità di lavorare su di Sé fino a cambiare Vita.

Si capisce bene come, in questo contesto, assuma una rilevanza fondamentale la figura del terapeuta, sia esso il medico di base o lo sciamano di turno. Compito del terapeuta dovrà essere quello di guidare il proprio paziente in un viaggio all'interno del proprio corpo, stabilendo con esso un rapporto comunicativo che gli consenta di esprimere le ragioni del disagio fisico e lo portino, attraverso la comprensione dei conflitti che hanno determinato la malattia, alla loro risoluzione e alla guarigione spontanea.

Quando una persona si affida ad un terapeuta, quest'ultimo si assume il ruolo di guida ed alchimista all'interno della Vita del proprio paziente-assistito. In questo contesto hanno rilevanza le parole e il loro corretto utilizzo. Il terapeuta deve aiutare il proprio paziente a capire che, al di là dell'importanza dello squilibrio energetico, egli può guarire se avrà il coraggio e la capacità di osservare il proprio mondo interiore e capire ciò che non va per poterlo poi trasformare alchemicamente dal piombo/malattia in oro/guarigione-comprensione di Sé.

Insomma, il paziente deve diventare l'alchimista della propria salute, trasformando la propria malattia in, utilizzando il neologismo del Dott. Francesco Oliviero, "Benattia". Il passaggio dal termine malattia a quello di benattia ha un significato esoterico-alchemico-magico. Chi, infatti, riesce a non avere più paura del proprio disagio psicofisico e lo utilizza, anzi, a proprio vantaggio decidendo, ad esempio, di cominciare un serio lavoro su di Sé, diventa Mago e Padrone della propria realtà.

La benattia, quindi, diventa la più grande maestra di Vita che ogni essere umano possa mai avere la fortuna d'incontrare lungo il suo cammino. Quando si smette di aver paura e si traducono i messaggi del proprio corpo cambiando, contemporaneamente, ciò che non va nei propri comportamenti, nelle relazioni e, in generale, nel proprio approccio alla Vita, ecco che il miracolo si realizza e la benattia non ha più ragione di esistere avendo trasmesso il suo messaggio ad una persona in grado d'interpretarlo e di trasformarlo in insegnamento evolutivo anziché in morte e dolore.
Vincenzo Bilotta

domenica 8 aprile 2018

Medici e farmaci uccidono più delle guerre! Giornata Mondiale della Salute?

Medici e farmaci uccidono più delle guerre

Oggi nella ipocrita Giornata Mondiale della Salute dove ogni pretesto è buono per sponsorizzare criminosi e incontrollati sporchi vaccini, voglio ricordarvi che chi la festeggia, ovvero i medici, sono gli stessi che ve la tolgono! Vivere in modo naturale.

"I vaccini sono la spina dorsale di tutta l'industria farmaceutica. 
I bambini vaccinati diventano clienti a vita."
Dr. Sherri Tenpenny

La mafia medica DISTRUGGE il TUO sistema immunitario.

Articolo seguente di Marcello Pamio
«Qual è la differenza tra attraversare la strada bendato ed entrare in ospedale?   Nessuna, in entrambi i casi rischi la vita».-M.P.
Lo scrittore latino Publiliu Syrus nato nell’85 a.C. era convinto che «dagli errori degli altri, un uomo saggio corregge i suoi». In teoria dovrebbe essere così, ma oggi soprattutto in ambito medico le cose sono un po’ diverse…

Mortalità in Italia
In Italia ogni anno a causa di una qualche malattia muoiono circa 600.000 persone.
Secondo l’Istat nel 2014 i decessi sono stati quasi 598.670 e nel 2015 hanno superato quota 646.000.
Le principali cause in ordine decrescente sono: malattie ischemiche del cuore (69.653), malattie cerebrovascolari (57.230) e altre malattie del cuore (49.554). Poi i tumori maligni (33.386), malattie ipertensive (30.690), demenza e Alzheimer (26.600), malattie respiratorie (20.234), diabete mellito (20.183), tumori di colon/retto (18.671), tumore seno (12.330), tumori al pancreas (11.186) e via via fino al suicidio (4.147) all’ultimo posto.


Raggruppando le prime tre voci sotto “malattie cardiovascolari”, visto che tutte interessano lo stesso apparato, si raggiunge la cifra di 184.737 morti all’anno, mentre i tumori uccidono all’circa 125.000 persone.
Da qui l’arcinota classificazione che vuole al primo posto per mortalità le malattie cardiovascolari, poi i tumori.
Ma è proprio così?
Dall’elenco dell’immarcescibile Istat non esisterebbero infatti per esempio le «morti iatrogene», cioè tutte quelle morti dovute a errori medici o date dagli effetti collaterali dei farmaci.
Come mai? Mancanza alquanto anomala visto che si tratta di una delle prime cause di morte al mondo!

Errori medici
Mentre da noi le morti iatrogene sono un mistero, una delle riviste scientifiche più accreditate al mondo, il British Medical Journal, se ne esce denunciando l’impatto che queste hanno sulla salute pubblica e sulle casse dei sistemi sanitari.
Il 3 maggio 2016 con un titolo inequivocabile «Errori medici, terza causa di morte in USA» («Medical error – the third leading cause of death in the US»[1]) il B.M.J. pubblica uno studio che rimarrà nella storia.
Lo firmano l’oncologo Martin Makary e il suo allievo Michael Daniel del Dipartimento di chirurgia della Scuola di Medicina della Johns Hopkins University di Baltimora negli Stati Uniti. Secondo i ricercatori gli errori medici uccidono più di 250.000 persone ogni anno su un totale di circa 2,6 milioni di decessi.
Quindi negli States il 10% delle morti per malattia sono causate da errori umani o da farmaci.
Un problema enorme.

Classificazione internazionale 
Il problema però è ancora più serio di quello che si possa pensare.
A livello internazionale quando muore una persona in ospedale il medico compila un certificato assegnando un codice I.C.D. (International Classification of Disease).
Ogni malattia ha un corrispondente numero ben preciso. Se per assurdo una causa di morte NON è associata ad un codice I.C.D., cioè non è contemplata dal manuale in teoria non dovrebbe esistere.
Il punto cruciale è che «il fattore umano» sfugge a tale conteggio! Quindi tutte le cause di morte non associate a un codice semplicemente NON vengono registrate come “errori”, ma sotto un’altra voce...
Per l’O.M.S., l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 117 i Paesi ad aver adottato la codifica I.C.D. tra cui ovviamente anche l’Italia!
Come allora codificare e misurare l’errore umano?
Stiamo parlando di numeri preoccupanti: negli USA l’impatto è quantificabile intorno ai 210 - 400.000 decessi ospedalieri ogni anno.
Hanno cercato di farlo gli autori dello studio del B.M.J. sopracitato analizzando gli studi dal 1999 in poi ed estrapolando il dato in base al numero di ricoveri ospedalieri.

Manuale ICD-9-CM
Nella versione italiana di 1120 pagine della ICD-9-CM (International Classification of Diseases - 9th revision - Clinical Modification) si parla solo di «Avvelenamento da farmaci, medicamenti e prodotti biologici» e i codici vanno da 960 a 979.[2]
Nella classificazione ufficiale si contemplano i danni dei medicinali solo nel contesto di un avvelenamento e non in merito agli effetti collaterali che questi inducono. Ecco perché alle voci «errore medico», «effetto collaterale farmaco», «effetto secondario farmaco», ecc. c’è il vuoto cosmico…

Quanto è grande il problema?
Il dato americano sembra catastrofico, ma come vedremo è sottostimato…
In America la fonte che riporta le stime dei decessi annuali causati da errori medici è un report datato 1999 molto limitato e obsoleto dell’Istituto di Medicina (I.O.M.). Questo report parla di una media che va da 44.000 a 98.000 decessi annuali.
Un altro rapporto del 2004 riguardante i decessi di pazienti ricoverati associati all’Agenzia per la Qualità nella Sanità e per la Verifica della Sicurezza del Paziente riferita alla popolazione con assistenza sanitaria, ha stimato che 575.000 decessi sono stati causati da errori medici in tre anni, tra il 2000 e il 2002. Il che rappresenta poco meno di 200.000 morti all’anno.
Il Ministero della Salute americano esaminando gli archivi dei ricoverati nel 2009 riportò che 180.000 decessi tra coloro aventi assicurazione sanitaria erano dovuti a errori medici.

Death by Medicine
Un documento illuminante del 2004 si intitola «Death by Medicine» ed è firmato da un gruppo di ricercatori quali Gary Null, PhD, Carolyn Dean MD, ND, Martin Feldman, MD, Debora Rasio, MD e Dorothy Smith, PhD.
Secondo questo inquietante e fastidioso rapporto, il numero delle persone che finiscono in ospedale ogni anno in America a seguito di reazioni avverse è di oltre 2,2 milioni; circa 20 milioni sono gli antibiotici non necessari prescritti annualmente e 7,5 milioni sono le persone che subiscono procedure mediche e chirurgiche non necessarie. Mentre le persone che vengono ospedalizzate inutilmente sarebbero quasi 9 milioni.
Le loro stime sono allucinanti: 783.936 gli americani che muoiono ogni anno a causa della medicina allopatica, cioè per malasanità. Una ecatombe ogni anno. Se questi dati sono veri, il podio delle morti sarebbe occupato dal caduceo con il serpente attorcigliato…
Di questi oltre 106.000 americani morirebbero SOLO per gli effetti collaterali dei farmaci!
Situazione italiana

sabato 3 febbraio 2018

Vaccini: reazioni avverse scientificamente provate!

“OGNI GIORNO CI DICONO CHE NON ESISTONO STUDI SCIENTIFICI SUL DANNO DA VACCINI”

Dr. Luca Caristina, biologo (Post da suo account FB):
“Ogni giorno sento ripetere la storiella che non esiste alcun lavoro scientifico né documenti ufficiali, governativi che mostrino e riconoscano la causalità (relazione causa-effetto) fra vaccini e autismo. Allora, se vi va di approfondire un po’, ho pensato di condividervi qualcosa, ovviamente a proposito di autismo, ma non solo…” :
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3878266/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21623535
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25377033
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24995277
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12145534
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21058170
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22099159
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3364648/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17454560
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19106436
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3774468/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3697751/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21299355
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21907498
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11339848
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17674242
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21993250
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15780490
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12933322
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16870260
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19043938
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12142947
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24675092
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25198681

– INOLTRE:
– I vaccini causano anche autismo, ad esempio in questo caso trattato dalla Corte degli Stati Uniti: http://www.uscfc.uscourts.gov/sites/default/files/opinions/ABELL.ZELLER073008.pdf
Segue qui: http://www.uscfc.uscourts.gov/sites/default/files/opinions/CAMPBELL-SMITH.MOJABI-PROFFER.12.13.2012.pdf
– e qui:
– https://ecf.cofc.uscourts.gov/cgi-bin/show_public_doc?2012vv0423-91-0

– Qui ci sono 83 casi esaminati dagli avvocati http://digitalcommons.pace.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1681&context=pelr

– Uno dei risarcimenti per morte causata da vaccino Human Papillomavirus (HPV) – Gardasil.
– https://ecf.cofc.uscourts.gov/cgi-bin/show_public_doc?2010vv0103-145-0

– “Client Compensation for Vaccine Injuries” – Un elenco delle cause legali per danni da vaccini denunciati e risarciti:
– http://www.mctlawyers.com/vaccine-injury/cases/

– Qui ci sono 137 diversi studi che collegano i vaccini e l’autismo. https://www.scribd.com/mobile/doc/220807175/124-Research-Papers-Supporting-the-Vaccine-Autism-Link


domenica 12 novembre 2017

Le 5 Leggi Biologiche: un VACCINO contro la “paura”, l’interruttore di tutte le malattie!

Prendo spunto da questo articolo e dal relativo video per tornare su un argomento fondamentale alla base della malattia e della salute: la paura.

La paura è l’interruttore che attiva la malattia(SBS - Speciale programma Biologico Sensato).
Il termine “paura” tuttavia non è da intendersi in maniera letterale bensì molto esteso per poter comprendere ogni situazione in cui il nostro essere multidimensionale percepisca, quasi sempre in maniera inconscia, una situazione di pericolo da cui è necessario divincolarsi.

Il nostro vivere è governato dall’amore, quando c’è amore c’è vita serena e spensierata, si può sperimentare l’esistenza che è uno degli scopi per cui siamo qui, questo lo si evince in particolar modo quando sopraggiunge la paura che frena la vita, ci colpisce dentro, ci destabilizza dal precedente stato di armonia, oggi purtroppo fin troppo effimero, e costringe il corpo ad una reazione automatica(modifiche del corpo) che ci consenta il superamento del “pericolo”. Al termine di tale situazione angosciante, che bene o male tutti viviamo anche più volte al giorno con varie colorazioni ed intensità, subentra la malattia a porre rimedio alle modificazioni biologiche indotte nel corpo dalla paura(molto spesso inconscia).

La permanenza prolungata nello stato di paura, tensione, ansia, determina la gravità e la durata del processo biologico di ripristino SBS(malattia) del quale continuano a dirci insistentemente che è un male e che va bloccato ad ogni costo(sempre il nostro!).

Conoscere le reazioni del nostro corpo e le motivazioni del perché questo accade ci permette di sapere dove si trova l’interruttore e molto spesso anche di riuscire a spegnerlo per tempo.

La conoscenza, anche se non ben approfondita, dei processi biologici e del loro senso naturale costituisce una barriera impenetrabile alla paura, una barriera che possiamo ben definire come vaccino, nel senso che ci rende quasi del tutto immuni ad essa tenendoci alla larga praticamente da tutte le malattie, soprattutto le più gravi. 

E’ opportuno rappresentare che la malattia non può essere del tutto eliminata, ma quando si scoprono le sue reali cause e funzioni si comprenderà che questo è un bene. 
Attraverso la conoscenza dei propri processi corporei, suffragata costantemente dalla diretta esperienza su di sé, la paura di sottofondo che fa da catalizzatore alle patologie, soprattutto quelle più gravi, sarà quasi del tutto rimossa e si potrà facilmente evitare di inciampare nei grandi mali del secolo come ad es. : infarti, sclerosi, tumore, diabete, ecc..

Questo diventa possibile poiché si acquisisce un modo di vivere particolarmente attento alle proprie reazioni e comprendendo le circostanze che conducono alla lunga alle patologie più spaventose si potrà starne abbondantemente alla larga, inoltre conoscendo molto bene se stessi si vivranno anche percezioni(emozioni) molto intense ma scevre della paura che attiva il meccanismo automatico di sopravvivenza comunemente definito malattia.
 
Insomma un vaccino di un’efficacia sorprendente che potenzialmente protegge da ogni patologia, un vaccino che esiste eccome, ma non è in vendita e nessuno, dico nessuno, deve avere accesso ad esso, perché altrimenti il diabolico “gioco” della “sanità” e del controllo si sgretolerebbe irrimediabilmente. 

Queste ed altre motivazioni sono la causa per la quale le 5 Leggi Biologiche vengono combattute, derise, oltraggiate, ostracizzate, taciute e strumentalizzate, inoltre sono controllati gli addetti al settore che comunemente vengono additati come santoni, illusionisti e quindi quando possibile perseguitati nei modi più infimi(leggi), nonostante le evidenze scientifiche non manchino affatto.
La diatrogenesi(non so se il termine esiste) è forse la sola vera causa della morte di un paziente che versa in condizioni cliniche precarie.
La causa diatrogena(da diagnosi) è una paura “tagliente” che si instaura a livello consapevole, ma molto più spesso a livello profondo e arreca danni inimmaginabili poiché il corpo vive in un perenne stato di massima allerta, allerta che lo sfinirà del tutto se non si abbandona quella programmazione mentale potentissima che ci hanno inculcato per secoli.
La paura ha un ruolo fondamentale nella patogenesi e nel mantenimento delle condizioni croniche e, anche se la paura della malattia è solo una delle tante, nella nostra società ha però un peso schiacciante e ipnotizzante.
La paziente integrazione delle leggi biologiche nella cultura può sciogliere questa paura come neve al sole. - Fonte
La malattia non uccide, eccetto solo alcuni casi particolari e la costante recidivazione di un conflitto profondo(paura), ma se non si capisce veramente il perché di questo, la paura rimarrà sempre a fare più danni(blocco renale/arresto cardiocircolatorio) di qualsiasi abominevole cura fino a…

Vacciniamoci contro la paura, non ce ne pentiremo e tra l’altro non dovremmo inocularci alcunché, ma apprenderemo le meraviglie della macchina biologica che ci contiene e ci sostiene.

giovedì 7 settembre 2017

Una medicina senz’anima! Senza coscienza!

La causa diatrogena della malattia(e della morte) non è affatto un’ipotesi di impercettibile entità in quanto costituisce la componente essenziale del peggioramento clinico di ogni paziente e molto spesso porta alla morte e nessuno, dico nessuno, se ne occupa attivamente anche perché al contrario di quella iatrogena neanche viene citata ed è spesso sconosciuta agli addetti al settore.

Non è affatto normale che in un mondo di umani quello che manca è proprio l’umanità, l’umanità di comprendere che una diagnosi spesso fa molto più danni di un qualsiasi tumore, sclerosi, chemio, radio o altra terapia, a questo si aggiunge il fatto che la stessa viene reiterata a causa dei disumani, ma redditizi, protocolli di controllo che durano anni e che di fatto sono la spada di Damocle del malato che quindi è tenuto in una situazione psico-emotiva disumana per tutto il corso della malattia.

Prendiamo atto che è la salute emotiva e psichica del paziente la prima a cui bisogna rivolgere le attenzioni, dopo si può intervenire anche sul corpo certi che esso sosterrà ogni tipo di cura esistente perché il corpo è perfetto, ma se non c’è il cuore a sorreggerlo sarà l’assenza d’amore a decretarne la fine.
Marcello Salas

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Il vero problema non sono nemmeno le chemio!

di Adriano Buranello

Alcuni recenti fatti di cronaca in Italia che chiamano in causa la morte di due giovani donne che, secondo numerosi articoli di giornale, sono morte per aver rifiutato la chemioterapia, inducono molte persone a schierarsi contro pratiche di medicina naturale, che non prevedono l’utilizzo della chemio e che basano la comprensione del processo di malattia (tumori compresi), sulla consapevolezza della causa emozionale quale attivazione di questi processi biologici.

Il can can mediatico sulla questione, porta i sostenitori della medicina di Stato a chiedere a gran voce alle autorità di intervenire per arginare con leggi o leggine, il proliferare di queste conoscenze che sono così osteggiate dalla medicina convenzionale. Per contro, coloro che operano con queste conoscenze basate su una visione alternativa, sentendosi attaccati e sentendo in particolare attaccato il diritto di scelta terapeutica, tendono a difendersi rincarando la dose e denunciando gli effetti devastanti di terapie così fortemente invasive come la chemio.
In entrambi i casi, però, non stiamo evidenziando la vera natura del problema. Non sono le chemio o le radio o qualunque altra terapia ad essere (almeno nella maggioranza dei casi) la vera causa di morte dei pazienti trattati. Il problema va ricercato altrove. Ve lo dice una persona che ha visto morire molte persone nelle corsie di ospedali, che avevano seguito tutti gli iter previsti dalla medicina ufficiale, come pure persone che si erano affidate a pratiche alternative e che sono comunque morte.

Tutto questo mi ha portato a chiedermi quale fosse la “reale” motivazione dell’insuccesso nel trattare questi pazienti. La risposta forse vi sorprenderà? ma prima di darvela desidero fare una premessa: questo articolo non l’ho scritto per la gente comune che tende a credere e ad affidarsi a questa o quella terapia nella speranza di conservare la salute. A queste persone chiedo, per questa volta, di essere spettatori di quanto sto per scrivere, osservatori senza giudizio, capaci di fare una profonda riflessione davanti a quanto ora dichiarerò.

L’articolo in questione in realtà lo rivolgo a tutti i terapeuti, consulenti delle “5 leggi biologiche”, medici che praticano terapie alternative, operatori olistici nelle varie discipline, insomma tutti gli operatori nell’ambito della salute, che abbiano imparato a vedere la malattia come qualcosa di diverso dalla visione della medicina convenzionale. A loro mi rivolgo per chiedere di unire i nostri sforzi per fare una denuncia importantissima, per evidenziare la vera causa della morte di più di 500 persone, ogni giorno in Italia, nelle corsie degli ospedali… sì quelle persone che non fanno scalpore con la loro morte e non sono menzionate negli articoli scandalistici di qualche giornale, perché perlopiù sono morte di ‘medicina di Stato’ seguendo cioè tutti i protocolli medici previsti per la loro malattia e ciò nonostante sono morte.
Chiedo quindi a tutti gli operatori che come me sono stanchi di veder morire così tante persone, di denunciare la vera causa di tante morti:

L’accanimento diagnostico!

Sì signori! Tutti questi morti sono la conseguenza di una pratica seguita da tutti i medici convenzionali e cioè quella di accanirsi nel voler trovare, a tutti i costi il ‘germe della malattia’ nei loro pazienti. In particolare, coloro che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore o malattia oncologica sono soggetti per tutta la loro vita a regolari controlli, che hanno la finalità non di garantire la salute del soggetto controllato, ma solo di trovare possibili recidive della malattia oncologica. Una sorta di ‘spada di Damocle’ sulla testa di queste persone, che vivono nella paura ad ogni controllo di sentirsi dire la famosa parola che suona come una condanna a morte: Metastasi.

Metastasi!

Sapete che la maggior parte delle persone che ricevono una diagnosi di metastasi muore entro 6 mesi? Perché pensate che muoiano? Per delle cellule impazzite che replicano senza più controllo nel corpo del malato o piuttosto per le conseguenze emotive generate dalla diagnosi di morte ricevuta dal proprio medico? Perché non denunciare proprio questo? E cioè, che è proprio il medico con il suo accanimento diagnostico, la prima causa di morte in questi pazienti!
Cito il recente caso di Eleonora, morta a 18 anni in una corsia di ospedale. Nella precedente dimissione da un altro ricovero ospedaliero, sapete cosa avevano scritto nel foglio di dimissioni? Malata terminale! Si proprio così! Malata terminale! Un foglio dato in mano ad Eleonora! Che effetto pensate possa aver avuto su di lei una frase di questo tipo? Cosa avreste provato voi se l’avessero scritto su un vostro referto? Allora ha ragione Hamer quando dice che questa medicina è una medicina senz’anima! Senza coscienza!
Capite ora perché dico che il vero problema non sono le chemio? Dobbiamo risalire a quello che vive il paziente sottoposto a diagnosi infauste e/o accanimento diagnostico, per trovare le vere cause di quei processi che inducono poi la morte! Questo dobbiamo denunciare! Le 5 leggi biologiche evidenziano proprio questo, e cioè che diagnosi di questo tipo generano conflitti biologici nel paziente, che sfoceranno in nuovi processi tumorali che prontamente indurranno il medico ad emettere ulteriori diagnosi di morte! Il tutto, in nome di una medicina che ha scordato l’enorme impatto emozionale che ‘quello che dice il medico’ (considerato legge dai pazienti) ha sul paziente. In seconda battuta l’accanimento diagnostico sfocia in un altro processo altrettanto devastante: l’accanimento teapeutico. 

L’accanimento terapeutico!

Davanti a delle diagnosi di malattia grave, il medico si sente autorizzato a provare qualsiasi terapia pur di arginare le metastasi, anche solo per aggiungere qualche mese di vita al paziente. Ecco quindi proporre terapie devastanti da un punto di vista biologico, come la chemio e la radio terapia; ma davanti ad un “brutto male” cos’altro si potrebbe fare se non tentare il tutto per tutto e sperare nella buona sorte? E’ vero, molti muoiono come conseguenza diretta del veleno delle chemio, ma credo che abbiate capito che la vera causa di morte non và ricercata qui, bensì nell’intero iter diagnostico praticato dal medico.

Questo chiedo di denunciare pubblicamente!

Siamo disposti ad unire le nostre voci per rispetto di tanti caduti vittime di questa medicina? Avremo il coraggio di fare questo senza accanirci verso i medici e le loro terapie, che in fondo si limitano solo a seguire quei ‘protocolli’ che sono il vero problema?
Nessuna guerra quindi! Solo una presa di coscienza per chiederci cosa abbiamo sbagliato nel praticare una medicina, che nel pretesto di essere scientifica, ha dimenticato il centro della consulenza del medico, e che non è la malattia bensì l’individuo con il suo vissuto e con le sue emozioni, si proprio quelle emozioni attivate da un conflitto biologico, ad essere la vera causa della malattia.
Articolo di Adriano Buranello (Naturopata)


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