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sabato 22 dicembre 2018

Pensiero Unico e Asilo Nido

Pensiero Unico e Asilo Nido
Negli ultimi decenni si è fatto sempre più strada l’addestramento al Pensiero Unico che inizia a prendere una netta consistenza, già in Asilo Nido. Il Pensiero Unico è una forma di dittatura culturale particolarmente subdola, nella quale la gente comune si trova incastrata senza nemmeno esserne consapevole.

Mentre da un lato stiamo oggi assistendo ad un desiderio e ad una volontà sociale, di creare individui svegli ed autonomi (si moltiplicano corsi di risveglio) e non più sottoposti alle leggi del “branco”.. in maniera subdola il “sistema” cerca di ripristinare l’accentramento di potere cercando di coltivare il Pensiero Unico, iniziando ad agire sulle menti dei bambini molto piccoli per poterli plasmare fin dalla nascita.
L’Asilo Nido è un luogo per il corpo, dove si impostano le menti, dove viene strappata al bambino la propria individualità.

Il Pensiero Unico è una sorta di incantesimo a misura d’uomo, che ti fa credere che ci sia un solo modo di vivere che uniforma tutti e al quale non si possa sfuggire.
Il Pensiero Unico che viene utilizzato come metodo di sviluppo scolastico già dall’Asilo Nido, è la chiave di accesso alla psico-prigione che incastra l’uomo dormiente, facendogli credere di essere libero e di scegliere come vivere.

Paola Liberace giornalista autrice del libro “Contro gli Asili Nido” scrive:
“L’ Asilo Nido è offerto culturalmente e politicamente come la salvezza, la sicurezza, la modernità e soprattutto come garanzia della non diminuita produttività di una madre, camuffata anche da realizzazione personale.
Come nella Germania dell’est pre 1989: fitta rete di Asili Nido aperti dodici ore al giorno e anche il sabato, se serve, così la signora lavoratrice con figlio di tre mesi può fare programmi di formazione nel fine settimana.
Quella non era democrazia, è Pensiero Unico: fare i figli e mollarli in fasce per chiuderci dieci ore in ufficio e dimostrare quanto siamo libere, disponibili, capaci e disinvolte.

Non ci sono alternative, non mancano tanto gli Asili Nido, quanto invece la libertà di scelta: telelavoro, part time, job sharing, banca del tempo, cose fattibili ma culturalmente lontane.
Siamo sommersi di blackberry, iPhone, computer, modem, chat, webcam, qualunque tipo di nuova geniale stronzata: possibile che dobbiamo ancora andare in ufficio come Fantozzi. Incolonnate nel traffico dopo aver svegliato all’alba il bambino per depositarlo al nido. Un bambino raffreddato, pieno di catarro e incapace di spiegarci che la socializzazione a sette mesi non gli interessa, che lui vuole stare in casa a rotolarsi, che vuole la mamma?
A quindici anni vorrà ucciderci, ma adesso per lui siamo degli idoli assoluti e questo non ricapiterà più.

Paola Liberace ha studiato tutto nel dettaglio, presenta cifre, percentuali, leggi (e purtroppo anche studi sulla sofferenza dei bambini allontanati troppo presto e troppo a lungo dai genitori – soprattutto dalla madre, tanto per non sentirci in colpa): cambiare si può, offrire alternative aziendali è possibile e non costa nemmeno molto di più che riempire ogni palazzo di asili nido aperti ventiquattr’ore al giorno. Dare alle madri la possibilità di scegliere come crescere i propri figli, magari offrire un’alternativa all’affaticata signorina del nido o alla tata colf vice madre ricattatrice…”
… e liberaci dal Pensiero Unico. Amen

Ambiente Olistico staff

Il programma occulto della scolarizzazione

Il programma occulto della scolarizzazione

'...il sistema scolastico ha dappertutto la stessa struttura, e dappertutto il suo programma occulto produce gli stessi effetti. Invariabilmente, esso plasma il consumatore che apprezza i prodotti istituzionali più dell'aiuto non professionale del vicino.

Dappertutto il programma occulto della scolarizzazione inizia il cittadino al mito dell'efficienza e benevolenza delle burocrazie guidate dalla conoscenza scientifica. Dappertutto questo stesso programma instilla nell'allievo il mito che una produzione maggiore assicurerà una vita migliore. 

E dappertutto crea l'abitudine al consumo frustrante di servizi e alla produzione alienante, l'assuefazione a dipendere dalle istituzioni e l'accettazione delle gerarchie istituzionali. Il programma occulto della scuola realizza tutto questo nonostante gli sforzi in senso contrario intrapresi dagli insegnanti e qualunque sia l’ideologia dominante.
In altri termini, le scuole sono sostanzialmente simili in tutti i paesi, siano essi fascisti, democratici o socialisti, ricchi o poveri, grandi o piccoli. L’identità dei sistemi scolastici ci costringe a riconoscere la profonda identità, su scala mondiale, del mito, dei modi di produzione e dei metodi per il controllo della società, nonostante la grande varietà di mitologie nelle quali il mito si esprime.

Alla luce di questa identità, è illusorio sostenere che le scuole siano, in senso non superficiale, delle variabili dipendenti. 
 
Ne consegue che è anche un'illusione sperare in un cambiamento sostanziale del sistema scolastico per effetto di un cambiamento sociale o economico di tipo convenzionale. Questa illusione, tra l'altro, assicura alla scuola, cioè all’organo di riproduzione della società dei consumi, un'immunità quasi incontestata'.
Ivan Illich

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mercoledì 19 settembre 2018

Ex carabiniere sui vaccini: viviamo in un mondo che disprezza le sue creature più innocenti e nessuno reagisce nè si scandalizza!!

MAI E POI MAI, SE FOSSI RIMASTO CARABINIERE, AVREI PERMESSO CHE UN SOLO BAMBINO RIMANESSE FUORI

Il mondo è nel pieno di un delirio.

Tutte le certezze che avevamo (e che ci facevano vivere "bene") sono crollate o stanno crollando una dopo l'altra: andare in pensione ad un'età accettabile, crescere i nostri figli senza il fiato sul collo di dover loro inoculare tonnellate di merda chimica, crescerli sapendo che una "diversità" non significa "visita dal neuropsichiatra", crescerli senza la paura di dover, un giorno o l'altro, ritirarli da scuola o vaccinarli forzatamente a causa dell'ennesima epidemia costruita ad arte, sapere che un magistrato è prima di tutto un essere umano come tutti noi e che quindi ci si aspetta che giudichi in diritto e coscienza.

Quando ero nell'Arma dei Carabinieri, chi veniva "beccato" senza documenti e/o entrato illegalmente nel nostro Paese, veniva chiamato "clandestino", e si portavano avanti tutte le procedure del caso, fino, all'epoca della Bossi-Fini, all'arresto obbligatorio in flagranza di reato per chi avesse omesso di ottemperare al decreto di espulsione.

Ora, sembra di vivere in un modo senza regole, ove vige la Legge del denaro e del più forte.

Un mondo che disprezza le sue creature più innocenti, ove un Ministro della Repubblica prima dice una cosa e poi fa l'esatto opposto.
Un mondo ove LA PAROLA DATA non conta più un cazzo di niente.

Un mondo ove NESSUNO più reagisce o si scandalizza davanti a promesse disattese.

Ringrazio, ogni giorno di più, di essermi congedato dall'Arma dei Carabinieri perché uno Stato che non mantiene la parola data NON merita di essere servito.

Quando mi sono arruolato, mi hanno "riempito il cervello" di parole come onore e lealtà.
Dove trovo onore e lealtà nell'impedire a un bambino di entrare all'asilo?
Pietro Eupremio Maria Bisanti

domenica 13 maggio 2018

Vaccini: la nuova shoah

Vaccini: la nuova shoah

Dopo qualche tempo di assenza sull’argomento “vaccini” è arrivato il momento di ribattere il ferro sul tema caldo.
Da oggi sono a rischio esclusione dagli asili i bimbi della fascia 0-6 ed i genitori, dopo mesi di trepidazione, di manifestazioni, di lettere, raccomandate, colloqui che hanno tolto loro tempo e sonno, hanno preso in mano la cosa e coalizzati hanno risposto in modo pacifico ed intelligente. Questa la lettera inoltrata alle redazioni dalla quale è stata estrapolato l’articolo apparso sui giornali locali. La riportiamo per intero perché è di una limpidezza disarmante e vale la pena leggerla tutta:

12 marzo 2018: la primavera è nell’aria, la natura si sta risvegliando eppure i cuori di molte famiglie italiane non riescono a gioire. Questa data rischia di entrare nella storia d’Italia come una delle più amare, poiché molti bimbi da 0 a 6 anni dovranno lasciare per sempre i nidi e le scuole materne. La loro colpa? Quella di non essere in regola con gli adempimenti vaccinali.
Dalla presentazione del “Decreto” a maggio 2017, loro sono diventati non conformi per legge: eppure sono gli stessi bambini che fino alla scorsa settimana hanno frequentato le scuole insieme a tutti gli altri, senza arrecare nessun danno o trasmettere pericolose malattie. Malattie che fino a qualche decennio fa erano considerate la norma e venivano affrontate da genitori e nonni come un normale percorso di crescita. Malattie che probabilmente non contrarranno mai e non potranno diffondere, eppure vengono etichettati come piccoli untori che riportano a tragiche pagine di manzoniana memoria.

Le istituzioni scolastiche non vogliono prendere posizione e in molti casi si limitano ad applicare la legge, senza tenere conto che spesso le famiglie dei bambini considerati non in regola portano sulle spalle un fardello doloroso fatto di reazioni avverse, patologie autoimmuni, danni irreversibili, finanche morte. Non si chiedono, i dirigenti, i motivi che spingono queste famiglie, etichettate come No-vax, a non adempiere ad un obbligo che dovrebbe tutelare la salute pubblica, ma che forse nasconde qualcosa di diverso dietro quella irreprensibile affermazione: “Serve a proteggere i bambini e i più deboli”.

Non si ricordano forse del fatto che a scuola possono frequentare, giustamente tutelati dalla legge, i bimbi sieropositivi o affetti da epatite B. Non si interrogano sul fatto che tutti quei bambini vaccinati potrebbero però non essere immunizzati, quindi non rendono comunque sicura la permanenza a scuola di eventuali compagni con problemi di immunodepressione. Eppure basterebbe un semplice esame del sangue per verificare, ma questo la legge non lo prevede perché si è talmente sicuri dell’efficacia dei vaccini che non serve sprecare tempo e soldi.

Noi però vogliamo soffermarci sull’aspetto più intollerabile e inconcepibile, l’esclusione di bambini da un percorso educativo fondamentale per la loro crescita.
Gli ebrei deportati nei campi di concentramento ricordano come momento traumatico la comunicazione che non avrebbero più potuto frequentare la scuola e, ancor più, l’indifferenza di coloro che fino al giorno prima erano stati compagni e maestre.

Da quella buia pagina di storia italiana ci si e voluti allontanare e si sono condannati coloro che non hanno saputo reagire permettendo tale abuso nei confronti di bambini e giovani innocenti, rei solo di non appartenere a ciò che il nazismo considerava conforme e accertabile. “Mai più. Mai più”. Questo si è detto, si è scolpito su marmi commemorativi, si è manifestato in piazza e nei cortei, si è rievocato durante le giornate della Memoria.
Eppure sta per riaccadere: altri bambini verranno esclusi da scuola con la debole motivazione di prevenire ipotetiche epidemie, senza nessuna emergenza sanitaria in corso, senza allarmi pandemici (sicuramente tutte le scuole verrebbero chiuse in questi casi).

Ora è il momento di prendere una posizione nei confronti dell’applicazione di questa legge, che vìola un principio sancito dalla nostra Costituzione. Occorre decidere se si vuole essere ricordati come coloro che non fecero nulla per evitare di cacciare fuori i bambini dalle scuole, limitandosi ad applicare questa legge che provocherà un ulteriore fallimento delle istituzioni scolastiche, o come coloro che agirono per dire NO a questo abuso.
Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore il mondo della scuola di reagire di fronte a quella che verrà ricordata come una grande ingiustizia, proprio perché avrà ripercussioni sulla fascia di età più delicata e che abbiamo il dovere di tutelare in ogni modo e con ogni mezzo. Già molti docenti lo stanno facendo aderendo all’associazione “La Scuola che Accoglie”. Con il cuore in tempesta, ma ancora pieno di speranza, restiamo a disposizione di tutti coloro che vorranno confrontarsi ed informarsi.
Libertà di Cura Biella – Gruppo spontaneo di genitori
libertadicura@gmail.com

Come giustamente si legge dalla lettera del gruppo “Libertà di scelta” ci si chiede cosa mai provocherebbe la presenza di un bambino non vaccinato a scuola dato che la sua esclusione non eviterebbe di essere contagioso fuori scuola. Ma siccome nelle menti contorte dei servi del Sistema nessuno che non sia omologato può frequentare gli ambienti approvati dal Sistema stesso (scuole, mense pubbliche, palestre, piscine…) ecco allora scendere la scure impietosa della nuova inquisizione con un ministro della sanità emulo di Torquemada brandendo non più crocifissi e roghi ma sanzioni ed esclusioni ghettizzanti.
Peccato che a questi diavoli, tanto bravi con le pentole, scappino i coperchi ed uno studio relativo alle vaccinazioni sui militari scopra il velo sui danni relativi alle inoculazioni di sostanze rivelatesi tossiche al punto di provocare gravi patologie e addirittura portare alla morte quelle carni da macello chiamate “militari”.
Lo studio si chiama “Signum” (linkato sul sito informativo per il comparto sicurezza e difesa) ed ha comprovato la correlazione vaccinazioni-malattie autoimmuni e degenerative. Ma è importante notare che lo stesso studio rivela che queste problematiche sono state riscontrate con l’inoculazione di 5 vaccini. Abbiamo scritto 5 vaccini. Ai neonati ne vengono inoculati dieci, per legge.
Ma sentiamo Marcello Pamio, scrittore e ricercatore, sul caso vaccini e la Relazione Finale della Commissione Parlamentare sui casi di morte e malattie che hanno colpito i militari italiani

Marcello Pamio parla di: commissione parlamentare e vaccini

Consigliamo anche la visione di questa testimonianza. Si tratta della madre di un ragazzo che credeva nelle forze armate tanto da morirci. Ma non per una missione, sotto il fuoco di mitragliatrice ma per il liquido di una siringa, più letale di arma da fuoco perché il suo calvario è durato quasi un anno. Prognosi: non c’è nulla da fare!

Linea Gialla - Storia dell'alpino vaccinato e deceduto (11/02/2014)

Vogliamo ancora indignarci per la Shoah? Sempre che sia stata anch’essa come ce l’hanno raccontata. Per approfondimenti in merito vedi QUI

domenica 18 marzo 2018

Toh, i bambini non vaccinati possono restare all’asilo

Toh, i bambini non vaccinati possono restare all’asilo

Il 10 marzo è passato. Era la scadenza inserita nella legge 119 sull’obbligo vaccinale e arbitrariamente interpretata da funzionari pubblici e dirigenti scolastici. Molti direttori, infatti, hanno divulgato circolari perentorie avvertendo che, se i bambini non sono stati vaccinati o i loro genitori non riescono a dimostrare di essere sul punto di farlo, non potranno più frequentare i nidi o le materne.
Ma la legge non dice questo (una frase che sarebbe da ripetere come un mantra) la legge non dice questo, la legge non dice questo, la legge non dice questo (…) Giudicate voi, leggendola, qui.

Per chiarezza vi presento il parere di due giuristi, Laura Migliorini avvocato del Foro di Venezia e Daniele Trabucco, professore e Costituzionalista presso Unimed di Milano.
“Nell’agosto 2017 è stato convertito in legge ordinaria dello Stato (119/2017) il decreto 73/2017. Il testo è apparso da subito lacunoso e contraddittorio. Nei successivi mesi ne è seguita una produzione ipertrofica di circolari e altri atti normativi da comprendere. Occorre tener presente che una circolare nasce per chiarire un testo di legge e non per completarlo: una circolare non può introdurre una disciplina non prevista nella legge. 

Il testo stabilisce la data del 10 marzo come termine per consegnare la documentazione sugli obblighi vaccinali. Ma si riferisce all’ipotesi in cui il genitore abbia autocertificato, entro le date del 10 settembre 2017 o del 31 ottobre 2017, le vaccinazioni già eseguite al proprio figlio. 
Significa che la legge riconosce la possibilità, per chi, a inizio scolastico non disponeva del certificato vaccinale, di poter consegnare alla scuola intanto un’autocertificazione con la quale chiarire la situazione vaccinale del proprio figlio.
La data del 10 marzo 2018 rappresenta il termine ‘ultimo’ solamente per chi doveva completare la consegna di questi certificati in base a quanto precisato sopra. 
Va da sé che, laddove un genitore avesse scelto di non vaccinare, per lui non era prevista l’autocertificazione da presentare a inizio anno e neppure l’onere di consegnare altri documenti sullo stato delle vaccinazioni entro il 10 marzo.
Il genitore che ha scelto di non vaccinare, poteva valutare o potrà valutare, al massimo, se sussistono ipotesi di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni oppure chiedere infine un appuntamento all’Asl competente per dare inizio all’eventuale iter vaccinale. 
Questo è ciò che si può ricavare da una lettura testuale della legge 119. Null’altro”.

Eppure. Non si contano le circolari ministeriali o dei dirigenti che parlano di “esclusione dai servizi per chi non è in regola con gli adempimenti vaccinali”. Dal comunicato stampa del ministro uscente Lorenzin dell’ 11 marzo che “vieta l’accesso a nidi materne sino a quando i minori non saranno vaccinati”, all’avvertimento – poi ritrattato – della FISM, Federazione scuole materne che il 6 marzo scorso ha addirittura suggerito di segnalare il minore inadempiente “alla locale stazione di pubblica sicurezza” (circ.12/18).
Poi, però, dopo la diffida del Comilva (Coordinamento comitato italiano per la libertà delle vaccinazioni), FISM ha rettificato che “la scuola dovrà attendere le decisioni che l’azienda sanitaria vorrà assumere”.
Insomma, un ginepraio, un gran guazzabuglio, una legge da Azzeccagarbugli interpretata con circolari in modo punitivo e al di fuori della giurisprudenza.
Ci chiediamo: è possibile che un parlamento voti una legge che non prevede le esclusioni e poi una serie fra circolari e comunicati stampa alzi i toni e inviti ad allontanare i bambini non vaccinati dalle scuole? Ricordiamo che le espulsioni non sono previste per malati di Aids e di epatite. Anche chi ha i pidocchi può andare all’asilo purchè rassicuri di aver fatto almeno un trattamento.

Ecco la risposta dei giuristi:
“L’interpretazione delle disposizioni normative è prerogativa tipica (sebbene non esclusiva) dell’Autorità giudiziaria. Le circolari, anche quando forniscono una lettura uniforme di un testo legislativo, restano atti interni della Pubblica Amministrazione che esprimono un punto di vista della stessa, non costituendo nè fonti di produzione del diritto, nè atti amministrativi.
La stessa Corte di Cassazione, con sentenza delle sezioni unite n. 23031 del 02 novembre 2007, ha chiarito che la circolare non può varare norme, non può imporre e non può proporre deroghe alla legge.
Del resto, ammettere nelle circolari opinioni interpretative dell’amministrazione con vincoli, equivale a riconoscere all’amministrazione stessa un potere legislativo in conflitto con la Costituzione vigente che lo assegna alle due Camere (art. 70 Cost.) e, in casi particolari, al Governo della Repubblica (art. 76 e art. 77, comma 2 e 3, Cost.).”
Circolari in conflitto con la Costituzione. Circolari in conflitto con il potere legislativo. Se ne deduce che i bambini non vaccinati possono restare all’asilo, anche per la legge 119.



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Nota: Come si può notare negli art. 3 e 5 della Legge 119/2017 si può (non dico potrebbe perchè è stato uno strumento già usato) evitare l’esonero dalla scuola per i bambini 0-6 anni (nidi, scuole materne), infatti se ci si attiene alle prescrizioni di cui all’art.3 presentando anche una semplice dichiarazione di omissione delle vaccinazioni nei termini previsti la decadenza dell’iscrizione scolastica viene elusa.

Stralcio degli art 3 e 5 della L 119/2017.
Art.- 3. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi di cui al comma 2, i dirigenti delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie invitano i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati nei suddetti elenchi a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente.
Art. - 5. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3 nei termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione…

venerdì 16 febbraio 2018

LE NUOVE DIRETTIVE UNESCO PER CORROMPERE I BAMBINI

LE NUOVE DIRETTIVE UNESCO PER CORROMPERE I BAMBINI

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.
Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttive della “nuova educazione sessuale” , l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

L’Unesco prescrive le conoscenze e gli atteggiamenti da inculcare nei giovani secondo ogni classe di età. Si martella sull’esigenza di informare sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate (contraccezione ovunque, l’aborto “laddove è legale”: ecco lo sviluppo sostenibile) e sui “diritti alla salute riproduttiva”; ma non meno martellante è l’insistenza sulla ‘uguaglianza di genere’ e la promozione dell’ideologia di genere. Con particolare cura per l’insegnamento gender ai bambini tra i cinque e gli otto anni.

In 139 pagine scritte in perfetta neolingua della dittatura LGBT, l’UNESCO sottolinea con forza il “rispetto” per l’orientamento sessuale, il “rifiuto degli stereotipi”, il “diritto” degli scolari di godere dei piaceri della carne, naturalmente condito con gran pedagogia “della responsabilità” da non confondere in alcun modo con la moralità tradizionale. Difatti afferma come cosa fatta che la responsabilità dell’educazione sessuale dei figli va sottratta alla famiglia e ai genitori, e deve essere data allo Stato (che veglia su tutti noi ché non insegniamo ai bambini gli “stereotipi” che mancano di rispetto ai sodomiti). L’educazione alla castità non viene evocata se non per condannarla come malsana, e contraria allo sviluppo sostenibile. Ai bambini viene insegnato a mettere in discussione e persino a rigettare i valori e le convinzioni dei loro genitori sul sesso e sul matrimonio, i bambini devono al più presto “riconoscere” che i loro “valori” possono essere “diversi” dai loro genitori.

Audrey Azoulay, ebrea francese.
Il programma pedagogico che l’UNESCO vuole estendere ai bambini del pianeta intero attraverso le sue “linee-guida tecniche” prevede che fin dalla scuola primaria (dai 5 agli 8 anni) gli scolari imparino dall’insegnante l’omosessualità nel quadro di una sessualità sostenibile. Dai 9 ai 12, ai ragazzini e ragazzine viene insegnato come individuare i segnali della gravidanza. Dai 9 anni gli scolari imparano le modalità del piacere maschile e femminile. La masturbazione viene raccomandata purché, stranamente, “in privato”: forse per scongiurare che adulti particolarmente sensibili a queste direttive vengano colti in flagrante pedofilia, insegnando in classe come “toccarsi”? Forse si suggeriscono ripetizioni private in casa? Fuori dagli occhi indiscreti?

Secondo il nostro ministero e governo, come noto, la “teoria del gender” non esiste, e non viene insegnata nelle scuole, si tratta di una allucinazione di genitori complottisti, gli stessi che credono che 12 vaccini siano dannosi, e che esistono le scie chimiche. Infatti è vero: ecco l’UNESCO prescrivere che i bambini a 5 anni imparino a “definire il genere e il sesso biologico e descrivere la loro differenza”, e vengono invitati a “riflettere sul proprio sentimento di appartenenza a un genere”. 
Una nozione di cui ciascuno capisce la necessità per preparare i piccini alla dura realtà della vita che li attende nel mondo globalizzato come disoccupati sostituiti da robot e “immigrati”; infatti la “riflessione” sul proprio “sentimento gender” è il preludio necessario per il corso ulteriore: a 9 anni, si chiederà agli scolari di “saper spiegare come l’identità di genere di una persona può non corrispondere al sesso biologico” – e soprattutto a “dimostrare rispetto per l’identità di genere altrui”; dai 5 anni va inculcato il rispetto per le famiglie “diverse”; dai 12, i bambini devono essere già edotti sul fatto che i rapporti omosessuali sono “piacevoli” e non portano affatto infezioni; l’uso del condom sarà insegnato approfonditamente.

Le conoscenze dei bambini in materie omosex devono essere sistematicamente valutate e tracciate (forse come preludio all’espulsione dalle scuole, come per i non-vaccinati; forse per identificare i renitenti da sottoporre a “corsi di recupero”). Ma non solo i bambini: anche gli insegnanti dovranno essere sottoposti ad un rigoroso programma di indottrinamento, e se occorre di rieducazione, in modo che apprendano a trasmettere le opinioni e i valori richiesti dall’ONU . “Questa formazione può essere inclusa come parte del curriculum degli istituti di formazione degli insegnanti (pre-servizio) o come formazione degli insegnanti in servizio”, spiega il documento dell’UNESCO: è facile capire che questo è un progetto di “selezione” di insegnanti omogenei all’ideologia LGBT e “sbarramento”, quando non licenziamento, di insegnanti non convinti dei “valori ONU”: una intimidazione e discriminazione odiosa basata sulle idee e la morale dei docenti. 
Possono essere bloccati nella carriera e perdere lo stipendio se non si adeguano alla nuova morale “libertaria”, così come i medici di base possono essere espulsi dal sistema sanitario se si oppongono alle 12 vaccinazioni.

IL NUOVO “JUS SODOMITICUM”

martedì 19 dicembre 2017

I bambini della nuova Era, spiritualmente più consapevoli

I bambini della nuova Era, spiritualmente più consapevoli

di Alessandra Morri
I bambini della Nuova Era sono estremamente intelligenti, vivaci, curiosi, multi-tasking, cresciuti tra latte e tablet sono dotati di un cervello più percettivo e meno simbolico rispetto a quello degli adulti a discapito di una reale percezione della realtà e di un aumentato rischio di scarsa attenzione, perdita di memoria, incremento di ansia e di depressione.

Per questi bambini è di vitale importanza riuscire a radicarsi, imparare a connettere con pazienza l’energia della propria anima verso la realtà energetica di questo pianeta.
I bambini della Nuova Era appena nascono, hanno grandi occhi luminosi, come se volessero guardarti dentro e appena il loro linguaggio inizia a svilupparsi iniziano a diffondere come dei guru, messaggi spirituali che stupiscono i genitori.
Il loro ingresso a scuola è sempre un grosso trauma, faticano a stare alle regole rigide di vecchie modalità educative e solo i più temerari non rinunciano a mantenere viva la loro connessione spirituale.

Il primo passo per gestire questi nuovi umani è comprendere che non esiste alcuna anomalia o malattia, ma una semplice presa di coscienza che il mondo sta cambiando e se i nostri figli o allievi sono “particolari” è perché rappresentano ciò che noi stiamo creando.
Anzichè cercare di guarire o studiare questi bambini, potremmo iniziare a guarire, studiare e lavorare in noi.

Educarli al meglio in questa società sempre più frenetica e veloce risulta molto impegnativo, ma se prendiamo atto che l’unica cosa stabile nella vita è il cambiamento, dove tutto è sempre in continuo movimento, proprio da questo, possiamo come una forza propulsiva, guidarli nell’armonizzare la loro crescita.
Per accompagnare l’evoluzione di questi meravigliosi bambini è nata una disciplina sportiva, riconosciuta a livello nazionale che aiuta a mantenere sempre attivi i loro talenti, a riconoscersi nel proprio corpo fisico, emozionale ed energetico.
Il metodo Gioìa® 4kids è la disciplina che li guida con un approccio globale, armonizza corpo, mente e spirito e attraverso il gioco e il colore si integrano i due emisferi, si scopre il corpo attraverso i sensi e le emozioni e si sviluppano i poteri spirituali innati in un ambiente naturale ricco di suoni, colore e allegria.
Il metodo Gioìa® nasce a Rimini e si sta diffondendo con numerosi istruttori certificati che guidano i bambini su tutto il territorio nazionale.
Alessandra Morri – insegnante, fondatrice del Metodo Gioìa®, coreografa di danze, artista, autrice del libro Gioìa e i bambini della Nuova Era edito da Le due Torri.
Sito: www.gioia4kids.it
email: gioiadalcuore@gmail.com

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