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domenica 20 maggio 2018

I funzionari coprono i pericoli del vaccino HPV di Gardasil e Cervarix.

Il fattore di necrosi tumorale nel vaccino provoca gravi effetti collaterali


Traduzione a cura di Vivereinmodonaturale.com
Washington, DC-16 gennaio 2016- [ Globe Newswire ] -Dr. Sin Hang Lee, MD, direttore del Milford Molecular Diagnostics Laboratory, ha presentato una denuncia ufficiale e aperta al direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la dottoressa Margaret Chan, riferendosi a una cattiva condotta lecita, a comportamenti illeciti e a quanto ammonta potenzialmente al comportamento criminale per ingannare il pubblico globale per quanto riguarda la sicurezza dei vaccini HPV Gardasil e Cervarix.

Il Dr. Lee ha presentato una lunga lettera che dettaglia le comunicazioni tra i funzionari sanitari statunitensi, canadesi, giapponesi e dell'OMS, che dimostrano che questi funzionari sapevano che i vaccini HPV provocavano una reazione infiammatoria maggiore di altri vaccini, ma rassicuravano il pubblico nelle udienze ufficiali e affermazioni che i vaccini erano sicuri.

In particolare, alcune sostanze chimiche contenute nei vaccini HPV hanno dimostrato di innescare il rilascio di citochine o proteine ​​chiamate fattori di necrosi tumorale (TNF) nel corpo. 
Le citochine del TNF possono causare la morte cellulare. 
Il rilascio di TNF può anche comportare una vasta gamma di reazioni come la regressione del tumore, lo shock settico (grave risposta infiammatoria dell'intero corpo che può causare una pericolosa pressione sanguigna e morte) e la cachessia (una sindrome da deperimento in cui il corpo perde peso , diventa affaticato e atrofia muscolare). 
La somministrazione di TNF ha dimostrato di causare la morte negli esseri umani e negli animali.

"La catena di e-mail mostra ciò che sembra essere una scia di tentativi di nascondere la verità, coprire i pericoli e in generale ingannare il pubblico su ciò che è e non è noto sui vaccini HPV e sui pericoli insiti in loro", riferisce Leslie Manookian , portavoce della Weston A. Price Foundation (WAPF).

I funzionari discutono su come rispondere ai problemi di sicurezza sollevati dalla legittima inchiesta scientifica piuttosto che sui modi per accertare la reale portata dei pericoli scoperti nella ricerca indipendente. "Dichiarazioni ufficiali deliberatamente fuorviano il pubblico su ciò che è noto dei pericoli dei contaminanti scoperti nei vaccini HPV e delle risposte corporee a questi ingredienti. Dichiarazioni ufficiali sembrano essere un tentativo deliberato di confondere il pubblico nel credere che i problemi di sicurezza siano stati affrontati nella letteratura scientifica pubblicata e sottoposta a peer review quando questo non è il caso ", aggiunge Manookian.

"La lettera aperta, che asserisce quali sono i crimini contro l'umanità se sono dimostrati veri, è un campanello d'allarme per i funzionari di tutto il mondo. Un'inchiesta immediata deve iniziare e tutti i vaccini HPV devono essere immediatamente ritirati dal mercato ", afferma Sally Fallon Morell, presidente di WAPF.
Inoltre, The Weston A. Price Foundation richiede che tutti i vaccini debbano essere sottoposti a ulteriore revisione e chiede l'avvio di un'indagine del Congresso su CDC Whistleblower William Thompson. Thompson sostiene che il CDC ha alterato fraudolentemente i dati che collegano il vaccino MMR all'autismo e ha distrutto i documenti per nascondere le loro azioni.
Per leggere la lettera aperta del Dr. Lee nella sua interezza, fare clic qui, Accuse di cattiva condotta scientifica HPV .

Informazioni su The Weston A. Price Foundation

Weston A. Price Foundation è una fondazione di educazione alimentare 501 (c) (3) con la missione di diffondere informazioni accurate e basate sulla scienza su dieta e salute. Prende il nome dal pionere della nutrizione Weston A. Price, DDS, autore di Nutrition and Physical Degeneration, la Fondazione Washington, DC pubblica un giornale trimestrale per i suoi 15.000 membri, supporta 600 capitoli locali in tutto il mondo e ospita una conferenza internazionale annuale. Il numero di telefono della Fondazione è (202) 363-4394, www.westonaprice.org, info@westonaprice.org.
Contatto con i media:
Leslie Manookian 
208-721-2135

Questo articolo è apparso su Wise Traditions in Food, Farming e the Healing Arts, il giornale trimestrale della Weston A. Price Foundation, estate 2016 Articolo tratto da: www.westonaprice.org
Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

sabato 3 febbraio 2018

Vaccini: reazioni avverse scientificamente provate!

“OGNI GIORNO CI DICONO CHE NON ESISTONO STUDI SCIENTIFICI SUL DANNO DA VACCINI”

Dr. Luca Caristina, biologo (Post da suo account FB):
“Ogni giorno sento ripetere la storiella che non esiste alcun lavoro scientifico né documenti ufficiali, governativi che mostrino e riconoscano la causalità (relazione causa-effetto) fra vaccini e autismo. Allora, se vi va di approfondire un po’, ho pensato di condividervi qualcosa, ovviamente a proposito di autismo, ma non solo…” :
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3878266/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21623535
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25377033
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24995277
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12145534
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21058170
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22099159
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3364648/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17454560
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19106436
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3774468/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3697751/
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21299355
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21907498
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11339848
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17674242
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21993250
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15780490
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12933322
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16870260
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19043938
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12142947
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24675092
– http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25198681

– INOLTRE:
– I vaccini causano anche autismo, ad esempio in questo caso trattato dalla Corte degli Stati Uniti: http://www.uscfc.uscourts.gov/sites/default/files/opinions/ABELL.ZELLER073008.pdf
Segue qui: http://www.uscfc.uscourts.gov/sites/default/files/opinions/CAMPBELL-SMITH.MOJABI-PROFFER.12.13.2012.pdf
– e qui:
– https://ecf.cofc.uscourts.gov/cgi-bin/show_public_doc?2012vv0423-91-0

– Qui ci sono 83 casi esaminati dagli avvocati http://digitalcommons.pace.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1681&context=pelr

– Uno dei risarcimenti per morte causata da vaccino Human Papillomavirus (HPV) – Gardasil.
– https://ecf.cofc.uscourts.gov/cgi-bin/show_public_doc?2010vv0103-145-0

– “Client Compensation for Vaccine Injuries” – Un elenco delle cause legali per danni da vaccini denunciati e risarciti:
– http://www.mctlawyers.com/vaccine-injury/cases/

– Qui ci sono 137 diversi studi che collegano i vaccini e l’autismo. https://www.scribd.com/mobile/doc/220807175/124-Research-Papers-Supporting-the-Vaccine-Autism-Link


mercoledì 1 marzo 2017

L’industria farmaceutica diventa “antiscientifica” per vendere vaccini... non sono tutti sicuri!

Non sono tutti sicuri: l’industria farmaceutica diventa “antiscientifica” per vendere vaccini

DI MARTHA ROSENBERG
Per quale ragione i siti di informazione progressista che denunciano la disinformazione da parte del governo e delle multinazionali in altri settori accettano la disinformazione quando si tratta di vaccini – definendo gli attivisti “antiscientifici”?
Non stupisce che gli scienziati ufficiali siano assolutisti vaccinisti che denigrano gli “anti-vaccinisti” dato che i loro centri medici, reparti ospedalieri, università e spesso buste paga sono finanziati dalle società farmaceutiche (La motivazione dei siti progressisti è meno chiara). Tuttavia il motto “Pharma knows best” (“Big Pharma sa ciò che è meglio”, ndt) suona falso non appena si da una breve occhiata alla lunga lista di farmaci ritirati come Vioxx, Bextra, Baycol, Trovan, Meridia, Darvon, Phen-Fen, Raxar e Seldane – tutti dichiarati sicuri finché facevano fare milioni.

Nessun sito di informazione mainstream o progressista vuole ammettere l’esistenza del National Vaccine Injury Compensation Program (VICP, Programma federale di compensazione dei danni da vaccino) il quale, a partire dal 1988, ha indennizzato oltre 16.000 domande e risarcito danni per 3,18 miliardi di dollari.

Quando ho chiesto ad un esperto di vaccini il motivo dell’esistenza di tale corte, dal momento che i vaccini dovrebbero essere assolutamente sicuri, questi mi rispose che i vaccini sono così fondamentali per la sanità pubblica e tuttavia così poco remunerativi (rispetto alle pillole da un miliardo di dollari), che il governo non vuole che i produttori di vaccini rischino il fallimento per le cause legali.
Tuttavia, ignorando il tribunale e i danni spaventosi che liquida—mi è stato raccontato, in via confidenziale, di una donna che ha perso tutte le dita di mani e piedi per una vasculite causata da un vaccino — sono proprio gli scienziati mainstream che si comportano in modo “antiscientifico”.
La verità è che non tutti i vaccini sono sicuri, salvavita o necessari e i conflitti di interesse esistono eccome. Prendete in considerazione il caso del Gardasil, un vaccino contro i tipi 6, 11, 16, 18 del papilloma virus umano.

Il caso del Gardasil
Qualche anno fa, la Merck attuò una aggressiva campagna commerciale per il Gardasil, un vaccino contro il virus HPV (associato a verruche veneree e cancro cervicale) persino in paesi poveri dove il cancro cervicale non è certo causa primaria di morte in confronto a malaria o diarrea.
(Nei paesi sviluppati, un Pap test è efficace quanto un vaccino nella prevenzione del tumore cervicale.)
Lo scorso anno, i giudici della Corte Suprema indiana hanno chiesto chiarimenti dopo la morte di alcune bambine durante un test con Gardasil e Cervarix, il vaccino concorrente prodotto dalla GlaxoSmithKline, qualche anno prima.
Secondo CBS News c’era un’altra ombra sul Gardasil: “La Merck ha contribuito con 6.000 dollari al fondo per la campagna elettorale di Rick Perry [governatore del Texas] come parte di uno sforzo lobbistico nazionale per persuadere gli stati a richiedere Gardasil come uno dei vaccini obbligatori a tutti i bambini per poter accedere a scuola”. Alla guida del gruppo pro-Gardasil finanziato dalla Merck c’era la suocera dell’allora capo dello staff di Perry.
Non è parso molto etico neppure il passaggio della ex direttrice dei CDC Julie Gerberding alla guida della divisione vaccini della Merck.

Documenti andati a male
Gli scienziati hanno massacrato Andrew Wakefield, un ricercatore medico britannico che aveva associato il vaccino MPR (morbillo per morbillo, parotite e rosolia) all’autismo. La sua presunta corruzione avrebbe smentito ogni dubbio scientifico relativo alla sicurezza del vaccino.
Tuttavia quando un ricercatore americano è così corrotto da finire in prigione, la comunità scientifica non rifiuta per questo le sue ricerche. Scott Reuben pubblicò una ricerca fraudolenta su Lyrica, Effexor, Celebrex ed altri farmaci. Andò in prigione per sei mesi ma la “scienza” dietro ai farmaci che promuoveva rimane valida. Richard Borison, ex primario di psichiatra presso il centro medico per veterani di Augusta (VA) e presso la facoltà di medicina della Georgia, andò in prigione per 15 anni dopo aver condotto test clinici dell’antipsicotico Seroquel sui veterani per fare soldi. Il farmaco continuò a far guadagnare miliardi e la sua “ricerca” a scopo di lucro è ancora valida.

lunedì 4 luglio 2016

L’agenzia europea del farmaco nasconde le segnalazioni avverse sul vaccino contro il papilloma virus (HPV)!

Così l’Agenzia europea imbosca i dati sul vaccino anti-papilloma

Immaginiamo di andare dal medico perchè stiamo male. Ci sentiamo stanchissimi. Ci gira la testa dalle due alle tre volte al giorno. E se non ci sdraiamo immediatamente cadiamo a terra svenuti. Non riusciamo più a studiare nè a lavorare. Il dottore ci ascolta prendendo nota, poi esterna le sue ipotesi, ci prescrive esami e farmaci.
Immaginiamo che, nella nostra situazione e con gli stessi sintomi, vi siano centinaia di altre persone, in tutto il Paese.
Immaginiamo anche che vi sia una circostanza che accomuna noi e gli altri malati: prima di stare male ci siamo vaccinati contro il papilloma virus (HPV).

I dottori sarebbero d’accordo nell’affermare che “non si può sapere se i vostri disturbi siano stati provocati dal vaccino: per stabilire un nesso di causa effetto occorrono studi scientifici. In sintesi, si osservano nel tempo due gruppi, i vaccinati e i non vaccinati, si registrano tutti gli eventi capitati dopo la data del vaccino, tenendo presente che per escludere le responsabilità di un vaccino, nel gruppo dei vaccinati, si devono riscontrare circa la metà di eventi considerati avversi rispetto a quelli che compaiono nel gruppo dei non vaccinati: è il modo migliore per cercare di escludere la casualità e per rispondere alla fatidica domanda: il tal evento avverso, poniamo il diabete, mi sarebbe capitato comunque o mi è venuto a causa del vaccino? (Fonte: Paul Fine, epidemiologo)
I medici a cui sono segnalati disturbi sopraggiunti dopo un vaccino comunicano il dato alle autorità (Aifa per l’Italia, Ema per gli altri Paesi europei, Fda, Food and Drug Administration, per gli Stati americani)
Qualsiasi lavoro scientifico su un vaccino non può prescindere da ogni tipo di segnalazione.

Ebbene, nel caso del vaccino contro il papilloma virus, in Danimarca non è andata così. I medici hanno denunciato centinaia di presunti effetti collaterali. Ma l’Ema li ha respinti!
È successo nei mesi scorsi ma la notizia non è arrivata ai giornali.

A maggio, la Nordic Cochrane Foundation - l’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro formata da 37mila ricercatori di 130 Paesi – proprio sul caso danese ha espresso giudizi severi contro l’Agenzia del farmaco europea.
Sentite cosa è emerso. Leggete qui.

Secondo i ricercatori Cochrane, Ema avrebbe: manipolato gli studi sulla sicurezza del vaccino anti-papilloma; divulgato alcuni dati marginali in una relazione di 40 pagine e omesso di riportare una serie di presunti effetti collaterali importanti.
Dalla stanchezza cronica ai continui capogiri all’impossibilità di stare a lungo in piedi, pena ripetuti svenimenti (sindrome ortostatica). Dai disturbi neurologici ai dolori articolari e muscolari (fibromialgia). Questi sintomi sono da considerarsi gravi perchè a soffrirne sono ragazze giovanissime, sane fino al momento della prima vaccinazione.

Quando i medici danesi hanno presentato le relazioni cliniche all’Agenzia europea, si sono sentite dire che “nessun altro Paese ha riportato così tante segnalazioni”. (Dichiarazione giudicata “poco professionale” dalla Cochrane).
Per Cochrane “il non tener conto dell’evidenza è anti-scientifico”.
In sostanza Ema ha scelto (come si fa con le ciliegie) solo le dichiarazioni belle e buone, quelle che non parlano di effetti collaterali gravi come conseguenza del vaccino anti papilloma.

Cochrane continua: “Piuttosto che lodare la diligenza dei danesi, Ema ha gettato dubbi sulla loro ricerca. Si tratta di un atteggiamento inadeguato alla sicurezza per un’agenzia di farmacovigilanza”. Ancora: “Ema fa credere che i medici danesi abbiano presentato ricerche scadenti ma è l’Agenzia che utilizza metodi scadenti, omettendo intenzionalmente alcuni importanti danni da vaccino”.

Per Cochrane è inaccettabile che nella sua relazione ufficiale di 40 pagine Ema non chiarisca che ha permesso alle compagnie farmaceutiche di essere “giudici di se stesse” nella valutazione di sicurezza del vaccino, specialmente perché c’è una quantità enorme di denaro in gioco: ad oggi la spesa globale dei vaccini contro l’HPV viaggia sui 25 miliardi euro”. (E pensare che in televisione raccontano che non c’è business, giusto quei quattro euro…)
Non è tutto. I documenti di Ema sono privati, nessuno può accedervi. Per Cochrane è gravissimo che Ema lavori “a porte chiuse” e che non vi sia trasparenza sulle questioni di salute. (Abbiamo capito bene: Ema approva farmaci e vaccini, decide i prezzi, detta le regole scientifiche e le carte sono inaccessibili, roba che neanche alla Cia…).
Leggiamo qui le conseguenze. Il comportamento disonesto dell’Agenzia europea ha fatto crollare a picco le vaccinazioni contro il papilloma virus in Danimarca. Sull’isola di Funen l’adesione è passata in pochi mesi dal 71% al 34%. (Ci si stupisce?)
Peccato che l’eco di questo scandalo non sia arrivato a noi. Come spiegare alle trasmissioni televisive (ma prima in Parlamento) che non esistono solo medici favorevoli ai vaccini? Che c’è anche qualche serio professionista - che studia e pratica le vaccinazioni – che si chiede perchè debba decidere sempre e solo l’Industria?
Già, l’Industria. Alias Ema. L’Agenzia europea che invece di tutelare i malati imbosca  i dati scomodi.

domenica 25 gennaio 2015

VACCINAZIONE DEL PAPILLOMA VIRUS... GENITORI FERMATEVI A LEGGERE

SOS AI GENITORI: SE VI HANNO GIA' INVIATO L'AVVISO PER LA VACCINAZIONE DEL PAPILLOMA VIRUS.. FERMATEVI A LEGGERE QUESTO ARTICOLO


SOS AI GENITORI 
RIFLETTETE PRIMA DI VACCINARE LE VOSTRE FIGLIE CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS
NON SONO CAVIE PER LA SPERIMENTAZIONE DELLE MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE
INFORMATEVI PRIMA, NON E’ UN VACCINO OBBLIGATORIO ANCHE SE INSISTONO...

Già da un po’ di tempo molti genitori stanno ricevendo l’invito da parte dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica di portare le loro figlie  a vaccinarsi contro il Papillomavirus (HPV). L’invito è arrivato anche per mia figlia ma credo non ci sia in paese alcun tipo di informazione in merito a questo vaccino, ne tanto meno verranno fornite indicazioni disinteressate dai nostri medici di fiducia. Informatevi in rete prima di vaccinare le vostre figlie, credetemi non c’è alcuna fretta. Io d’altro canto ho avuto la fortuna di conoscere uno dei maggiori esperti in tematica di vaccini in Italia, un uomo che ha pagato a proprie spese con la perdita di due figli l’essersi adeguato a queste pratiche vaccinali. Sto parlando di Giorgio Tremante, stimabile personaggio, noto ormai alle lobby farmaceutiche per la campagna di informazione che sta portando avanti e per il fatto che sta dedicando con ogni risorsa la sua vita a questa causa. Lo trovate in rete, sul sito omonimo www.tremante.it
 
Ma veniamo al vaccino in questione.. Molti genitori accettano di vaccinare i propri figli perché viene detto loro che questa vaccinazione è sicura ed efficace nel proteggere dal tumore del collo dell’utero.
La realtà invece è molto diversa, ma nessuno la fa conoscere, perché le ASL, che per legge dovrebbero dare una informazione completa, corretta ed esauriente, si limitano a presentare solo una parte della medaglia dimenticando totalmente le incognite, i dubbi e le reazioni avverse di questo vaccino che lasciano la Comunità scientifica sempre più perplessa e con più interrogativi che certezze.

Anzi, di certo c’è solo che non abbiamo alcuna dimostrazione che questo vaccino sia efficace nelle donne, perché le supposizioni della sua capacità protettiva verso il tumore del collo dell’utero è solo una estrapolazione di pochi dati desunti da pochissimi studi clinici ancora incompiuti. Inoltre, ancora più certo è che l’efficacia sulle dodicenni non è nient’altro che l’estrapolazione dei dati desunti da pochi studi condotti su donne adulte.

Secondo i principi della Farmacologia, un farmaco come il vaccino anti-HPV non avrebbe mai dovuto essere commercializzato, almeno fintanto che non saranno disponibili dati concreti sul suo reale rapporto rischio/beneficio e quindi non prima di altri 15 anni. Oggi però anche i farmacologi assistono, attoniti, ad un totale sovvertimento delle regole che hanno da sempre regolamentato la commercializzazione dei farmaci e che erano state codificate per proteggere il paziente da effetti indesiderati inattesi e limitare gli abusi.  Queste regole oggi non esistono più, perché sono state soppiantate dalle leggi economiche e dagli interessi delle grandi lobby farmaceutiche. La Medicina non è più una Missione e neppure un Servizio verso colui che soffre, ma solo un lavoro sottoposto, come tutti gli altri lavori, solo a leggi di mercato dove l’obiettivo ultimo non è il bene dell’altro ma il conseguimento dei guadagni personali. 
 
Quando viene proposto qualcosa di nuovo, quindi, la prima cosa che dobbiamo fare è prendere tempo e informarci leggendo articoli o consultando siti internet rigorosamente indipendenti dagli interessi di parte.
Agendo in questo modo, i genitori verrebbero a conoscere aspetti totalmente ignorati su questo vaccino, che però sono di una gravità che non può essere trascurata.

 
I punti che seguono sono la sintesi di quella che, al giorno d’oggi, è la verità scientifica sulla vaccinazione anti-papillomavirus:
 
1) Il Papillomavirus (HPV) è un virus umano molto comune che si ritrova molto facilmente nei genitali femminili, anche indipendentemente dai rapporti sessuali (può anche essere trasmesso dalla madre al neonato durante il parto).
 
2) L’infezione da HPV è tanto più facile quanto maggiori sono i partner sessuali ed è più facile quando la donna ha altre malattie sessualmente trasmesse o fuma o assume contraccettivi.
3) Nella maggior parte dei casi l’infezione da HPV è asintomatica o al massimo produce alcune verruche cutanee o condilomi genitali; lo sviluppo di uno stadio tumorale benigno è raro e l’evoluzione verso un tumore maligno è eccezionale.

 
4) Esistono circa 120 tipi di questo virus e solo 12 di essi sono potenzialmente cancerogeni, ma la loro cancerogenicità si manifesta solo in certe condizioni e in particolare se il sistema immunitario della persona è particolarmente depresso e incapace di svolgere le sue normale funzioni difensive.
 
5) In ogni caso, anche una infezione HPV con un tipo virale potenzialmente cancerogeno regredisce spontaneamente nel 90% dei casi entro 3 anni dalla diagnosi. In un 9% dei casi, invece, il virus convive per tutta la vita del soggetto che lo ospita senza causare disturbi o problemi (in questi casi il test per l’HPV sarà positivo, mentre il Pap-test risulterà sempre negativo).
 
6) Solo nell’1% dei casi può esserci la progressione dell’infezione verso una lesione precancerosa e solo l’1% di queste ultime può evolvere verso lesioni cancerose vere e proprie e in ogni caso lo fa solo dopo un periodo di latenza di circa 20-50 anni (cioè, il carcinoma si manifesta con una frequenza complessiva di 1 caso ogni 10.000 persone con HPV e con una mortalità di 3 casi ogni 100.000 persone; il tutto avviene solo in presenza di una grave alterazione del sistema immunitario). Da questo emerge che la stragrande maggioranza delle donne che presenta un’infezione da HPV, anche con ceppi ad alto rischio, non svilupperà mai il tumore della cervice uterina.
 
7) Diversamente da quanto accade nei Paesi poveri del Terzo Mondo, dove il tumore del collo dell’utero è più frequente e quindi anche più mortale a causa di minor igiene, sistema immunitario più debole per cattiva alimentazione e assenza di controlli ginecologici con Pap-test, nei Paesi industrializzati il carcinoma del collo dell’utero da HPV è in graduale e continua diminuzione e, se ogni donna dopo i 30 anni si sottoponesse ad un semplice Pap-test ogni 3-4 anni, questo tumore sarebbe sicuramente e completamente debellato, perché verrebbe diagnosticato per tempo e, una volta identificato ancora allo stadio iniziale di carcinoma in situ, potrebbe essere eliminato con un semplice, piccolo e indolore intervento ambulatoriale.
 
8) Quindi, le morti associate al carcinoma della cervice, nei Paesi in cui esistono i normali programmi di screening, potrebbero essere evitate dall’esecuzione di un comune Pap-test e dalla conduzione di una vita igienicamente sana.
 
9) Il Pap-test è un test di screening (non è un test diagnostico, perché evidenzia delle alterazioni cellulari e non la presenza o meno del virus) e la sua funzione principale é quella di individuare nella popolazione femminile la presenza di eventuali alterazioni cellulari pretumorali prima che diventino maligne. Purtroppo, in Italia solo una minoranza delle donne (circa il 30%) si sottopone periodicamente al Pap-test.
 
10) Con il campione vaginale prelevato per eseguire il Pap-test si può eseguire anche il test per l’HPV. Questo test non dice se la paziente è malata o meno (dato che la sola presenza del virus non implica una patologia), ma è un test di rischio oncologico, perché identifica la presenza o meno dell’HPV e dice se questo è di un genotipo a basso o alto rischio oncogeno e quindi se la donna si deve sottoporre a Pap-test frequenti (ogni anno) o meno (ogni 3-4 anni).
 
11) Il vaccino anti-HPV (sia quello bivalente che quello tetravalente) stimola il sistema immunitario a formare anticorpi contro 2 dei 12 tipi potenzialmente cancerogeni di HPV: sono i due tipi più frequenti, ma sono solo 2 e quindi l’effetto protettivo del vaccino, anche se fosse del 100% verso questi due tipi, in ogni caso è dello 0% verso gli altri 11 tipi. Comunque, dato che l’HPV impiega più di 20 anni per passare dallo stato di tumore benigno (displasia) a quello di tumore maligno e dato che la sperimentazione di questo vaccino è iniziata solo 5 anni fa, bisognerà attendere altri 15 anni per sapere se il vaccino protegge effettivamente verso quei 2 tipi.
 
12) Più specificatamente, parlando dei dati concreti di cui disponiamo oggi e non di estrapolazioni statistiche, possiamo certamente dire che il vaccino anti-HPV sembra essere significativamente efficace solo nella displasia intraepiteliale cervicale di grado 2 (CIN 2), che è una lesione che nel 40% dei casi regredisce spontaneamente e non necessita di alcun trattamento e per il rimanente 60% può essere facilmente eliminata ambulatorialmente. I dati di efficacia del vaccino riguardo la displasia intraepiteliale cervicale di grado 3 (CIN 3) o l’adenocarcinoma in situ sono totalmente insufficienti per trarre una qualsiasi conclusione. Per quanto riguarda invece i dati di efficacia del vaccino nei confronti del carcinoma cervicale conclamato, si può dire che i dati non sono totalmente insufficienti, bensì che sono totalmente inesistenti.
 
13) Un numero relativamente piccolo di ragazze (circa 1.200), di età compresa tra 9 e 15 anni, è stato arruolato negli studi clinici che hanno valutato l’efficacia del vaccino. Di queste ragazze, che rappresentano la popolazione target dell’attuale vaccinazione anti-Papillomavirus, appena 100 avevano 9 anni e la più giovane è stata seguita solamente per 2 anni. È palese che non si può certamente partire da questi dati per pianificare una vaccinazione di massa nei confronti di un virus che causa una patologia cancerosa dopo almeno 20-30 anni di convivenza nell’organismo.
 
14) Sappiamo che la scelta di vaccinare soggetti di sesso femminile di 11-12 anni è legata alla bassa probabilità che queste ragazze abbiano avuto rapporti sessuali e che pertanto siano state infettate dall’HPV, perché si sa che questa vaccinazione è efficace solo se la persona non è già venuta in contatto con il virus. Ciò però non giustifica minimamente le vaccinazioni di massa, perché l’uso esteso di un farmaco è giustificato solo se si è certi che quel trattamento sia efficace e ottimamente tollerato, mentre in questo caso non si sa nulla né dell’efficacia anti-tumorale né degli effetti indesiderati del vaccino e allora si può solo concludere che queste vaccinazioni di massa sono solamente delle sperimentazioni di massa e per di più sono a totale carico della popolazione che deve pagare il vaccino e sperimentare sulla propria pelle gli eventuali danni.
 
15) Il sistema VAERS (Vaccine Adverse Event Report System), che raccoglie le segnalazioni di effetti indesiderati durante e dopo una vaccinazione, ha raccolto fino alla fine di febbraio 2008 più di 5.300 reazioni avverse dopo vaccinazione con il vaccino tetravalente Gardasil®, su un totale di circa 8 milioni di dosi vendute. Secondo la Ditta produttrice, il 2-4% di tutti gli effetti indesiderati del vaccino erano effetti gravi, mentre secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) questi effetti ammontavano a circa il 5%. Finora sono stati riportati 10 casi ad esito fatale tra le ragazze/donne vaccinate, ma la Ditta produttrice rassicura dicendo che “gli eventi riportati erano in linea con gli eventi attesi nella popolazione sana”. La FDA (Food and Drug Administration) ha ricevuto anche 28 segnalazioni di aborto dopo somministrazione del vaccino Gardasil® a 77 donne in stato di gravidanza (28/77: 36%); altre 5 donne hanno registrato danni fetali gravi a carico dei loro feti.
 
16) Altre reazioni avverse meno gravi sono state le seguenti: cefalea, febbre, nausea, vertigini, vomito, diarrea, dolori muscolari, broncospasmo, asma, orticaria, gastroenteriti, mialgie, trombosi, patologie pelviche infiammatorie, artrite giovanile, artrite reumatoide e artriti aspecifiche, svenimento, intorpidimento prolungato agli arti, paralisi periferica, paralisi facciale, sindrome di Guillain-Barré, convulsioni, encefalopatia, ecc.
 
17) Questi effetti indesiderati del vaccino, ovviamente, non sono comparsi durante le sperimentazioni controllate eseguite dalla Ditta produttrice, perché quest’ultima ha registrato solo gli effetti che comparivano nei 14 giorni successivi ad ogni somministrazione: un periodo gravemente insufficiente per un trattamento che dovrebbe mantenere i suoi effetti per anni, specie per un vaccino virale antineoplastico (ricordo che maneggiare virus oncogeni è fortemente pericoloso, perché i virus mutano con estrema facilità e questo virus dimostra di essere molto variabile proprio per avere più di 120 tipi).
 
18) Infatti, un grande pericolo di questa vaccinazione, come di tutte le vaccinazioni verso virus oncogeni, è che se anche fosse vero che la vaccinazione riduce la frequenza di infezione da parte di due tipi oncogeni di HPV, è molto probabile che ciò induca un incremento percentuale della frequenza degli altri tipi virali ora meno frequenti e meno oncogeni rispetto quelli vaccinali. Cioè, come già documentato con altri vaccini, una vaccinazione massiva contro due tipi di virus HPV potrebbe indurre delle mutazioni virali che possono cambiare la virulenza patogena dei tipi oncogenici ad alto rischio che oggi conosciamo, inducendo la selezione di altri tipi virali di HPV molto più oncogeni e aggressivi degli attuali.
 
19) L’uso del vaccino è un enorme costo in più per lo Stato che lo distribuisce gratuitamente senza alcun beneficio attuale, perché le donne vaccinate dovranno continuare ad eseguire le visite ginecologiche e i Pap-test sia perché potrebbero infettarsi con altri tipi di HPV che non vengono coperti dal vaccino, sia perché non si sa assolutamente quanto efficace sia la protezione del vaccino e neppure quanto tempo duri (si pensa che questa vaccinazione protegga per circa 5-6 anni, ma è una supposizione priva di base scientifica). Inoltre, l’imponente spesa che lo Stato deve sostenere per finanziare le vaccinazioni anti-HPV implica togliere i finanziamenti da altri settori della sanità pubblica, mentre, dato che il semplice ed economico esame Pap-test è perfettamente in grado di diagnosticare per tempo un tumore cervicale allo stato iniziale di semplice displasia, sarebbe più logico, più economico e totalmente privo di rischi presenti e futuri finanziare una campagna di sensibilizzazione delle donne affinché si sottopongano periodicamente al Pap-test, invece che finanziare un vaccino la cui efficacia, durata nel tempo e innocuità sono ancora tutte da dimostrare.
 
20) In conclusione, la campagna pubblicitaria secondo cui il vaccino contro l’HPV sia capace di impedire lo sviluppo di tutti i carcinomi della cervice uterina, non è corretta. La pressante attività di marketing esercitata dalle Ditte produttrici, iniziata già prima dell’autorizzazione alla commercializzazione del vaccino e fattasi ancora più pressante ora, ha reso difficile una valutazione serena del problema, sia dal punto di vista scientifico che politico-sociale.
 
Alcuni ricercatori, con un tono un po’ ironico, hanno proclamato che le dodicenni che verranno vaccinate nei prossimi anni saranno le “cavie” che permetteranno alle Ditte venditrici di questo vaccino di guadagnare i soldi necessari per portare avanti ulteriori studi miranti al perfezionamento della vaccinazione. Pertanto, è come se queste ragazzine si sacrificassero involontariamente e gratuitamente per il progresso della Scienza! 
Vorrei tanto poter dire loro almeno che le ringraziamo moltissimo per questo sacrificio, ma non posso dire neppure questo, perché in realtà sono convinto che questo vaccino non serve assolutamente all’umanità e che di questo farmaco un domani è molto probabile che ce ne pentiremo!

Fa il vaccino anti papilloma e si ammala: grave 12enne
Fonte: Il Giornale.it 18/05/2012

Una bambina di 12 anni è stata colpita da una grave forma neurologica dopo essersi sottoposta al vaccino anti papilloma virus (HPV). È successo a Milano, alla fine di febbraio.
La ragazzina, che chiameremo Anna, è ancora in cura all’ospedale Niguarda e sta seguendo un percorso di riabilitazione. I genitori di Anna avevano aderito alla campagna promossa dalle Asl: alle preadolescenti è offerto il vaccino anti HPV in tre somministrazioni. 

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