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venerdì 11 settembre 2020

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

di Carlo Dorofatti

La Coscienza Cristica rappresenta quel processo di risveglio totale, completo, che passa attraverso un percorso di dominio della nostra natura inferiore, in funzione di un risveglio di coscienza alla divinità potenziale che siamo. È la “seconda nascita”.

Noi, è vero che siamo Dio o, se preferite, un’emanazione di Dio, ma non lo siamo finché non ci risvegliamo a questa consapevolezza; finché non riscopriamo di esserlo attraverso la nostra coscienza umana. Non si può, come fa una certa new age, giungere a conclusioni troppo affrettate. Sì, è vero che siamo Dio, che abbiamo una scintilla divina, espressione di un essere cosmico assoluto… certo, tuttavia, noi qui siamo calati all’interno di un’esperienza umana, attraverso la quale riscoprire la nostra divinità. È vero che lo siamo, ma non lo siamo finché non riscopriamo di esserlo… è un paradosso ovviamente, però noi dobbiamo diventare quello che siamo.

La Coscienza Cristica è questo, il risveglio di questa profonda consapevolezza; Cristo vuol dire “unto”, unto attraverso il sacrificio; ma, sacrificio significa “rendere sacro”, nulla a che fare con la sofferenza e con la pena. Ci ammaliamo, soffriamo, peniamo se non capiamo. Se non ci rinnoviamo. Se non siamo capaci di sacrificare le nostre illusioni per la Realtà. Ma, se capiamo, allora il nostro processo di risveglio può essere felice, è un rendere sacro.
Nel momento in cui c’è un intoppo, è perché stiamo sbagliando qualcosa: ci identifichiamo con qualcosa di falso, proiettiamo qualcosa di falso, siamo attaccati a qualcosa che non è reale e allora ecco lo squilibrio… e siamo subito messi alla prova con la malattia, la sofferenza, ecc. La “guerra” contro i nostri aggregati psichici, le nostre paure, i nostri limiti, ciò che noi non siamo, può anche essere faticosa, sofferente, difficile, penosa, ma è anche giusto che sia così poiché è una conquista reale, in cui non c’è niente da dare per scontato.

Il risveglio della Coscienza Cristica, il ritorno di Cristo sulla Terra, coincide perfettamente con le profezie Maya: noi siamo alle porte di una Nuova Era dove, secondo molte profezie, l’essere umano ha la possibilità di accedere a determinate possibilità di Coscienza. Ma deve sempre saperle cogliere e riconoscere: c’è sempre il libero arbitrio di mezzo, nulla è automatico.

In altre tradizioni veniva prefigurato come il ritorno di Cristo sulla Terra, ma il ritorno di Cristo sulla Terra è proprio il risveglio della Coscienza Cristica dentro ognuno di noi: questo è il ritorno di Cristo sulla terra. Noi dobbiamo crocifiggere la nostra falsa identità. È quella che soffre, ma che attraverso la sua sofferenza rende possibile il sacrificio e ci rende sacri e rende sacra la nostra realtà, ci fa andare oltre l’illusione. Quel superamento sacralizza e riconduce la nostra esperienza umana al Dio che siamo.
Per analogia, in base a dove è posizionato il nostro baricentro, momento per momento, attiriamo aspetti più vicini alla natura spirituale, oppure aspetti più vicini ad altri aspetti, che non sono di per sé giudicabili perché fanno parte della nostra realtà. E tuttavia, domandiamoci, noi da quale parte ci posizioniamo rispetto alla realtà? 
Qual è la realtà alla quale possiamo davvero accedere per esprimere la nostra coscienza? 
Dov’è il baricentro della nostra identità? Su quale piano? 
Siamo davvero noi, viviamo davvero, o siamo solo il riflesso su uno specchio fatto di illusioni?
Dove sono io? Qual è la mia aspirazione? 
Allora ecco che mi regolo, in base alla verità che fino in quel momento ho conseguito e all’onestà che sono in grado di applicare a me stesso nel rispondermi alla domanda: “Dove sono io? Dove voglio orientarmi?” Tutto dipende da dove Tu ti collochi… e man mano farai delle scelte, collocherai il tuo baricentro, idealmente… se ti poni il problema di dare credito a quella sensazione profonda dentro di te che ti fa pensare di non essere solo “questo”, allora piano piano comincerai a dare spazio ad altre aspirazioni e ad altre parti di te e quindi, proietterai possibilità nuove sul tuo piano di esistenza.
E’ necessario imparare a muoversi partendo dalle cose semplici, dalla propria posizione reale, dai propri limiti. È molto meglio fare le cose gradualmente, anche attraverso dei compromessi consapevoli, piuttosto che adottare regole di vita insostenibili. L’importante è cominciare. Adesso.

Questa ricerca spirituale, tutto questo impegno, questo scoprire e sperimentarsi esigerà continuità, costanza nella ricerca, una certa serietà: un po’ come foste dei piccoli scienziati che comunque sperimentano con mente aperta, con cuore puro, quindi con le giuste motivazioni, con la giusta costanza, con il giusto investimento di tempo, di energia, di buona volontà e allora ecco che con il tempo otterrete determinati risultati, se ci starete dietro.

Se saltellate da una tecnica all’altra, da una moda all’altra, da una curiosità all’altra, potrete divertirvi, però difficilmente riuscirete a inanellare tutte queste esperienze attraverso un filo conduttore che vi porti da qualche parte. Questi aspetti hanno bisogno di un investimento, di un’energia, di tempo, di attenzione, quindi è tutto molto impegnativo, sebbene da viversi con gioia e senso della scoperta, ovvero con entusiasmo, leggerezza, ma con la dovuta profondità d’animo.
Grazie a questo revival spiritualista, che viene chiamato new-age (mi riferisco alla moderna new-age perché la new-age degli anni ’70 è ben diversa dal fenomeno new-age che stiamo vivendo oggi), molte cose sono accessibili, ma occorre discernimento. È tutto molto interessante, in quanto fornisce tanti stimoli, fornisce tantissimi spunti di riflessione, però a volte rischia di indurre ad un atteggiamento un po’ superficiale.

Infatti, quando si tratta di investire tempo, energia, buona volontà e mettercisi di impegno, ecco che siamo un pochino pigri, perché veniamo educati al tutto e subito, ad un atteggiamento consumistico, molto mentale. Questi aspetti, che hanno a che fare con un investimento di sé molto concreto, non sono “prodotti”: non siamo al supermercato della spiritualità.
E’ inutile che parliamo di tante belle cose spirituali, di facoltà interiori, di indagini multidimensionali della realtà, quando ancora siamo bestie tra bestie, in un recinto di fango. Prima dobbiamo lavorare per renderci un po’ conto di che cosa siamo: lasciar elevare un po’ di più la nostra animalità, la nostra umanità: noi siamo esseri divini, qui per imparare a diventare finalmente “umani”. Non il contrario!
Non siamo esseri umani che devono diventare divini: noi siamo dèi qui per esplorare un’esperienza umana e ricondurla ad un’altezza spirituale, nobile, elevata. Il nostro obbiettivo è diventare umani: noi siamo molto lontani da questo obbiettivo. Raggiunto quell’obiettivo, potremo richiudere il cerchio, ovvero reintegrarci in quell’unità divina dalla quale sorgiamo, quella fonte dalla quale nasciamo tutti quanti.
E’ l’esperienza umana da conquistare: però noi, in questo particolare periodo storico, in questa dimensione, viviamo un’esperienza molto “bestiale”, molto legata a necessità e percezioni, direi identificazioni, piuttosto devianti rispetto alla nostra reale natura. Va bene! È andata così, non è un problema, ci sono dei corsi storici: noi viviamo alla fine di un’epoca e questa civiltà, questa manifestazione di realtà, sta giungendo alla sua apocalisse, al suo collasso… ben venga, non c’è niente da cambiare, non c’è niente da salvare, va bene, va benissimo così. È quello che abbiamo proiettato, è quello che abbiamo saputo manifestare, però, giunto a questo capolinea, è possibile pensare ad un rinnovamento di sé e dell’umanità, del mondo, dell’universo…

Non c’è da temere alcunché, perché la morte non esiste. Lasciamo pure che questa epoca, nella sua decadenza, collassi e salviamo quei semi di rinnovamento che possiamo intuire dentro di noi. E da quei semi ripartiamo verso una nuova epoca, una nuova era, una nuova possibilità umana, una nuova manifestazione, rinnovando però completamente il paradigma e tutti gli assunti, altrimenti rischiamo di metter “il vino nuovo negli otri vecchi”.
Bisogna veramente ritrovare, o creare, dentro di sé dei riferimenti nuovi, rinnovarsi radicalmente: non c’è niente da rivoluzionare. Non c’è da distruggere per ricostruire con gli stessi mattoni. Non si tratta di imboccare ora un ciclo evolutivo che ancora una volta si trasformerà in involutivo, sempre sulla stessa ruota del criceto. Questa realtà è così: va bene così. Va bene così, perché tutto questo è funzionale ad un fenomeno evolutivo.
Ma c’è un rinnovamento potenziale ben più radicale che possiamo cavalcare: possiamo scendere dalla ruota del criceto, non per salire su altre ruote, ma per scrollarci di dosso una melassa che non corrisponde a niente che si possa chiamare davvero VITA. Si tratta di uscire dalla “grotta di Platone”, di sconnettersi dalla Matrix, da tutte le Matrix.
Non confondiamo una possibile epoca nuova di evoluzione con quella che invece è ora una possibilità di rivoluzione davvero autentica, una rivoluzione della coscienza, del concetto stesso di esistenza, come nuova specie umana e spirituale rinata, o forse finalmente nata, fuori da questo guscio d’uovo così angusto e ormai asfittico.

Il tempo del rinnovamento è ormai giunto, evidentemente, necessariamente. Entriamo dentro noi stessi, poniamoci le domande fondamentali, poniamoci domande nuove, meditiamo, indaghiamo le nostre potenzialità reali, quelle della nostra anima, non crediamo più a niente se non alla nostra intuizione profonda, non stiamo più a nessun gioco, a nessun compromesso con l’illusione. Senza paura. Senza suggestioni, aspettative, finzioni, drammi. Svegliamoci, finalmente.
Articolo di Carlo Dorofatti
Pubblicazione sotto licenza Creative Commons - www.creativecommons.it

domenica 7 aprile 2019

“Half Life” - Siamo metà “sangue” e metà “fuoco”.

“Half Life” - Siamo metà “sangue” e metà “fuoco”.
In quest’epoca così moderna così avanzata solo in pochi si accorgono che abbiamo perso la conoscenza e la saggezza in cambio della modernità tecnologica, in particolare sappiamo davvero ben poco sul nostro essere multidimensionale, mi accingo dunque a lasciarvi alcune mie riflessioni su chi/cosa siamo.

Qualche anno fa nell’articolo “Emozioni, vibrazioni e scelte” ricordavo che la natura fisica conosciuta è costituita da una vibrazione di fondo che è presente in ogni cosa, ma rimane ancora il mistero su cosa essa sia; la fisica nucleare ha dimostrato che a livello subatomico di fatto non esiste nulla “il re è nudo”, nei componenti subnucleari non c’è nulla di tangibile per le limitate conoscenze dell’uomo moderno, solo non una forte energia che con il suo movimento vorticoso genera delle pareti elettromagnetiche con dei limiti di forma specifici che noi chiamiamo particelle elementari.

Riguardo a queste particelle, che sono i costituenti della dimensione in cui viviamo, la scienza ha fatto passi da gigante, basti pensare agli enormi investimenti negli acceleratori sparsi per il mondo necessari per scoprire i segreti della materia, tuttavia ci sono dei limiti al nostro metodo d'indagine(scientifico) e quando con esso non si riesce a risolvere un problema si crea-stabilisce una formuletta-principio-dogma-assioma che ci solleva dai nostri fallimenti-limiti; in materia di particelle elementari vige il principio di indeterminazione che dichiara la possibilità di determinare solamente o la posizione oppure la velocità di una particella elementare (es. elettrone), non si riuscirà a determinarle entrambe simultaneamente, quindi il suddetto principio ci solleva da qualche "colpa" per non essere riusciti a … l’uomo è fatto così, si deve sempre giustificare.

Nell’individuare la posizione dell’elettrone o delle altre particelle ci si è accorti che la loro impressionante velocità è apparente poiché in realtà queste particelle non si muovono affatto ma, in tempi infinitesimali, scompaiono e ricompaiono in un’altra posizione all’interno della “nuvola” orbitale, tali scomparse e riapparizioni dovrebbero(io non ho avuto ancora modo di trovare conferme) avere analoghi tempi di esecuzione. Chiaramente gli scienziati si sono chiesti dove vanno a finire l’elettrone o le altre particelle subnucleari nel tempo in cui scompaiono, ma oggettivamente non è facile trovare una risposta a questa domanda che pertanto ancora non c’è.

Da quanto detto si può desumere che ogni infinitesimale costituente del nostro corpo occupa la realtà fisica solo metà del tempo che passa, l’altra metà si trova altrove e dove?
Non è che noi abbiamo una doppia natura fisica e spirituale, costituenti che si compenetrano?
Non è che l’altra nostra metà è quella spirituale di cui tanto si parla e che l’uomo un pochino più evoluto riesce a percepire e concepire?
La metà invisibile-non fisica è quello spirito che ci sentiamo bruciare dentro e che è alla base di questa realtà fisica, spirito contenuto in ogni cosa come ben sapevano i nativi americani che lo contemplavano in ogni essere vivente e “non vivente”?

La nostra esistenza terrena è dunque metà fisicità e metà spiritualità?
C’è da dire poi che la nostra "metà" fisica, che riguarda ogni singolo atomo e sua sub particella, di fatto è costituita da niente di solido, ma di pura energia e quindi viene da chiedersi, come hanno già fatto molti pensatori del passato, quanto è reale la nostra esistenza?
E’ forse quello spirito che facendo vorticare le energie crea la materia e ce la fa percepire come fisica?

E a noi esseri in carne ed ossa ci hanno sempre fatto credere e vedere solo una piccola parte di ciò che siamo, la nostra effimera materialità contenuta nel tempo e nello spazio mentre ci viene nascosta la nostra metà “divina”, illimitata nella concezione spazio temporale. Ci tengono centrati  solo sulla nostra natura fisica e ben a distanza da tutto il resto per non farci capire chi siamo; hanno il timore che potremmo scoprire il nostro essere nella sua interenza e con ciò arginare molte delle paure moderne, perlopiù indotte, rendendo vano il loro controllo-oppressione.

Di questo altro stato dell’essere si parla da sempre ed in molti modi, c’è chi lo chiama etere, chi la chiama coscienza, chi spirito universale, virtualità, energia oscura, pensiero cosmico, forza elettrodebole(particella Z°), anima ecc. ecc. tuttavia da più parti viene riconosciuto che tale status è componente del sé ed è alla base della nostra parte percettibile ai sensi ed è presente in ogni cosa “fisica”, e anche se non riscontrabile con i mezzi moderni l’uomo può percepire quella forza che è alla base di tutto e che potremmo anche chiamare Amore.
“…personalmente ho compreso che esiste una cura alle molteplici vicissitudini dell’essere umano, non è un rimedio, ne tantomeno un farmaco, non si vede né si può toccare, non costa nulla ma ha un suo prezzo, pervade in ogni cosa dall'atomo all’universo intero, costituisce la stragrande percentuale di tutto ciò che esiste di misurabile (5%) e non (95%), è una forza, è intelligente, dona la vita, è una forma d’energia sconosciuta alla scienza tanto che la definisce oscura, viene anche chiamata forza elettro debole, ma di debole ha solo il nome, essa genera e modifica costantemente la materia, mai nessuno è riuscito a individuarla scientificamente, nonostante ciò l’uomo può accedere ad essa ed usarla, l’uomo la percepisce come un umore, come un sentimento; si chiama AMORE. ”- Fonte
“Noi siamo e non siamo allo stesso tempo” diceva un saggio pensatore del passato(Eraclito) ed io aggiungo che anche quando “siamo” in realtà non siamo poiché la realtà fisica non esiste è solo percepita quindi, anche quando “siamo”, non siamo, ma sentiamo-percepiamo.
Siamo un continuo pulsare di una forza sconosciuta.
Se per un attimo fermassimo le nostre attività mentali forse riusciremo a “sentire” nel profondo l’altra nostra metà, poi pian piano la capiremmo ed infine ad useremmo per cambiare anche la metà fisica sia che riguardi noi che il mondo circostante. 

Quando si giunge a “sentire” l’altra metà l’inquietudine nascosta ed insita nell’essere umano-divino(di scoprire chi è) si acquieta e non si sente più il bisogno d’altro.
E' auspicabile vivere con consapevole presenza questo impercettibile quanto inesplicabile “battito” di Vita.(fonte)
Siamo metà “sangue”(emozione-sentimento) e metà “fuoco”(intenzione-volontà-pensiero-intelletto).
Marcello Salas

domenica 18 novembre 2018

La ragione bio-logica delle belle ragazze di oggi.

Ragazze belle

Perla saggia:
Gli animali si nutrono, l'uomo mangia,
e solo l'uomo intelligente sa mangiare.
Anthelme Brillant Savarin
Questo breve articolo non ha molto da dire. Lo sto scrivendo a bordo di un FrecciaBianca diretto a Milano ed è un articolo sulla bellezza delle ragazze e sulle ragioni per cui oggi è difficile trovarne di francamente brutte o comunque esteticamente sgradevoli.
Può sembrare un discorso da vecchio maiale quasi-sessantenne, ma non è così.

C'è una ragione biologica ben precisa per la quale oggi le ragazze sono così belle.
Mancano i conquistatori, i corteggiatori, gli uomini da donna, i maschi che cantano sottovoce qualcosa all'orecchio di lei, quegli uomini che "incantonano" la femmina e la "prendono" e non sono solo io a dirlo, sono le donne stesse.

Non sto ad indagare sulle ragioni del perché mancano i corteggiatori. Scie chimiche, glifosato, uova estrogeniche, pollo e carni agli ormoni, ipercompetitività, microonde telefoniche stritolacoglioni, donne iperaggressive, società cerebrale, permalosità alle avances, consenso informato alla pratica sessuale o al semplice corteggiamento? Chi lo sa?
Sta di fatto che la omosessualità maschile è un fenomeno dilagante e non sono qui a dire se sia giusto o sbagliato, non mi interessa.
Quello che mi interessa è cercare di illustrare il perché le ragazze oggi sono così belle ed è una ragione lapalissiana. "Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto".

Entra in gioco un particolare effetto studiato da molte persone al mondo, il Progetto Senso, un sentito "intraspecie" che suggerisce alle nuove femmine caratteristiche estetico-comportamentali tal per cui il divenire l'obiettivo del maschio sia più facile.
Ciò potrebbe spiegare le ragioni per cui le femmine, oggi, siano più aggressive anche dal punto di vista sessuale.
D'altra parte la biologia vuole, pretende la sua parte, e quella che conta di più in assoluto è la prosecuzione della specie in generale e della vita in assoluto.

La femmina è, biologicamente, l'individuo che ha l'ultima parola su tutta la catena opportunità sessuale→consenso→approccio sessuale→accoppiamento→gestazione→nascita→imprinting→crescita.
Come noto, in Natura nulla si spreca e nulla si risparmia e per ottenere il meglio occorre che il meglio venga messo in campo. Una donna bella, sana, energeticamente nel pieno delle sue dotazioni, non può perdere molto tempo ad attendere che un buon maschio offra quanto di meglio ha da dare. Se lui non si approccia, occorre far si che sia attirato e spronato a farlo.
Da qui le arti attive e passive dell'attrazione sessuale. La bellezza, l'appetitosità e i profumi naturali (feromoni) fanno parte delle arti passive, ma certo non meno efficaci di quelle attive. Queste sono l'aggressività, le richieste dirette.
Se un tempo la femmina non si sarebbe mai azzardata a chiedere esplicitamente, perché il maschio le stava addosso, oggi la figura maschile è "addormentata" e lei cerca di svegliarla a costo di essere pedante o "maschile".

Attenzione! Quanto ho scritto sembra svilire i concetti di amore e tenerezza, complicità e rispetto, condivisione e collaborazione, ma questi sono concetti mentali, spesso sopravvalutati o comunque messi troppo spesso in primo piano rispetto alla sfera animale alla quale, pur bestiale, non è possibile rinunciare.
Quando la bestia sta rischiando di morire, l'unica cosa che le rimane da fare è sovvertire il suo comportamento e le sue dotazioni standard per tentare di sopravvivere.
Come noto, nella formazione di una coppia uomo-donna è necessario che si formi prima la coppia maschio-femmina. Sono ormoni, profumi, energie che si scambiano ancor prima che tra i due scattino quelle sensazioni mentali di cui sopra. E c'è una precisa ragione per cui ciò avviene.
Ognuno di noi, maschio o femmina, è unico ed emette codici sessuali unici. Ma riceve anche tanti codici sessuali e solo per pochi di essi si hanno le password di accesso/attivazione. Quando chiave e serratura si accoppiano, scatta quello che chiamiamo infatuazione, amore, desiderio, bramosia, etc. È in quei momenti che non si capisce nulla, che si perde il controllo, che si è attratti diabolicamente dall'altro ed è giusto che sia così. La mente viene messa da parte e si entra nella beatitudine dell'incoscienza, dei sensi, del sesso più bello, appagante, ma...
...c'è un ma.
Non si può rimanere in quello stato per troppo tempo, altrimenti ci si trasforma in prede, attaccabili, vulnerabili. Deve tornare il controllo della situazione. Negli animali tutto è demandato alla rapidità dell'atto, per cui tutto si circoscrive a quel minuto o due di rapporto.
Nell'uomo torna in campo la mente sotto forma di coccole vigili, di tenerezze accorte, di amore conscio.
Che bello aver scritto tutto questo; poca roba d'accordo, ma affascinante.
Ah, visto che siamo in tema di femmine e maschi, credo di aver capito il perché una donna talvolta nasconde il seno ed altre volte lo mostra decisamente.
Le mammelle sono l'immagine stessa della femmina, ma non l'unica immagine della donna. La donna è ben di più della sola femmina e talora vuole ben scindere la femmina in se' dalla donna in se'. Quando non vuole che si confonda la femmina con la donna, copre il suo seno. E' come se dicesse "Guardami come donna, come essere pensante razionale, io non sono solo emozione, sono anche un cervello sofisticato e generoso. Rispettami come se fossi un uomo!"
Quando vuole che si capisca bene la sua natura femminile - e vuole che lo capisca chi lei ha scelto - allora mostra il seno o ne sottolinea le forme. La ragione lascia spazio all'istinto.
Opere d'arte che viaggiano in questo mondo, le ragazze.
Solo pochi occhi sanno cogliere la ragione di tanta speranzosa bellezza.

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sabato 22 settembre 2018

Guerriero Spirituale, la Nuova Mascolinità

Guerriero Spirituale, la Nuova Mascolinità

Carla Babudri

Un “guerriero spirituale” è qualcosa di ben diverso dagli uomini che vengono mandati in Afghanistan o in Iraq, uomini che purtroppo vanno contro la propria stessa anima.

Il guerriero spirituale è il guerriero del cuore, combatte per la vita, non contro di essa, e credo che, oggi, molti giovani stiano rivendicando sempre di più questo diritto.

A scuola i bambini imparano a comportarsi bene e ad essere dei bravi ragazzi, ma questo non li rende uomini veri. Abbiamo bisogno di autenticità, di spontaneità, di una nuova iniziazione del maschile ai misteri della vita stessa.
Un tempo l’iniziazione era composta da riti che onoravano il mistero della vita e della magia, valori che non possono essere appresi a scuola. Al contrario, le fondamenta del patriarcato si radicano su religioni istituite da uomini per uomini, con una visione fortemente unilaterale.
Adesso abbiamo bisogno di incentivare un nuovo equilibrio tra energia maschile e femminile. Le donne hanno sacrificato la loro femminilità profonda per diventare uguali agli uomini, ma le donne non sono uguali agli uomini e viceversa. 
La mascolinità sana non è di sicuro quella del “macho”, che non ha alcun sentimento e che si nasconde ancora dentro una immagine antiquata e autoritaria, ma nemmeno quella dell’uomo troppo fragile ed inerme, in balia delle sue emozioni, che non sa più cosa vuole e che non è più in grado di agire. Ci sono, però, anche uomini che ricercano nelle profondità dell’anima e fanno la loro discesa nel silenzio, anche se è un percorso doloroso.
Mentre il movimento energetico della donna è verso l’alto e dall’interno verso l’esterno, il movimento dell’uomo va verso il basso e va dall’esterno verso l’interno. A causa di questo movimento opposto, le donne camminano avanti e sono più presenti. Ma entrambi i sessi devono percorrere la loro strada parallelamente. La donna deve recuperare il potere che le è stato tolto, invece l’uomo lo dovrà perdere, imparando a morire per rinascere, un processo di “iniziazione invisibile” incominciato già molto tempo fa.
Nella società di oggi, abbiamo bisogno di nuovi padri che sappiano insegnare ai loro figli maschi la strada verso la vera mascolinità. Abbiamo già perso troppi uomini, proprio per il mancato esempio di paternità positiva.
Per via di questa carenza, molti giovani uomini, oggi, stanno cercando di creare da sé la propria iniziazione, riversando il loro vuoto nella depressione, a volte nelle droghe, nella solitudine infinita, nella dispersione… perdendo del tutto la propria identità.
Quando un padre è assente, come può un figlio maschio trovare la giusta iniziazione al proprio sesso, in modo da poter vivere come un vero Guerriero Spirituale?
Articolo di Carla Babudri


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lunedì 6 marzo 2017

LA DOVE IL FEMMINILE ACCOGLIE, IL MASCHILE RISORGE

LA DOVE IL FEMMINILE ACCOGLIE, IL MASCHILE RISORGE
Il Passaggio che stiamo vivendo

di Sara Surti
“Gli uomini veri non ci sono più”, quante volte ho sentito ripetere questa frase, e quante volte l’ho detta anche io. Poi mi sono fermata a riflettere..
l’Energia Maschile e l’Energia femminile è presente dentro ognuno di noi a prescindere dal corpo che stiamo incarnando.
Noi donne in questi secoli di patriarcato abbiamo sviluppato per sopravvivenza l’energia maschile. Oggi finalmente abbiamo la possibilità di ristabilire l’equilibrio con il nostro femminino.
Ma gli Uomini? loro sono stati tarpati in entrambe le energie. Basta pensare a come sono stati cresciuti i nostri bisnonni senza dover andare troppo indietro nel tempo. l’uomo non può piangere, non può perdersi in sentimenti, deve prendersi cura materialmente della famiglia, deve difendere la patria in guerra: aridità, repressione delle emozioni, violenza. Energia femminile ed energia maschile totalmente in zona d’ombra.

Gli uomini di oggi sono gli eredi di queste esperienze, cresciuti con mamme a cui spesso è mancato quell’Amore avvolgente dei mariti abituati a non esprimere sentimenti; mamme che si sono completamente affidate all’Amore dei figli maschi. Un figlio maschio che per l’istinto primordiale del Cavaliere si è preso cura di lei, assorbendo la fragilità della mamma e facendosene carico, come fosse la sua principessa: il primo grande amore.
Come del resto per noi è stato il papà..un papà appunto incapace di esprimere i suoi sentimenti seppur ci ha amate con tutto il suo cuore, che ha travisato la protezione con la paura che ci potesse succedere qualcosa, dandoci regole insindacabili, provvedendo come ha potuto ai nostri bisogni materiali e dicendoci meno volte di quanto avremmo desiderato TI AMO.

Nella nostra bambina interiore si è creato un vuoto, un mancato calore, che continuiamo a pretendere da chi incontriamo.
Nei bambini interiori dei nostri uomini si è creato l’appesantimento di un femminile che invece di accogliere ha caricato di aspettative e senso di responsabilità il suo cuore pur con un massimo intento di Amore.

Prima di divenire entrambi Sposi dobbiamo divenire quei genitori di noi stessi che si colmano dell’Amore di entrambe le energie.

Il Femminino Sacro è Grazia, Accoglienza, è Magnetismo.
Non è aggressione e pretesa.
Il Maschile Sacro è quel Cavaliere d’Amore, Protezione, Forza.

E’ attraverso la nostra accoglienza incondizionata che l’Uomo può aprire un varco nel cuore e sentirsi libero di Essere.
Siamo in un momento di transizione, in cui ognuno di noi sta cercando di risollevare se stesso e liberarsi da un’eredità pesante di chi è venuto prima di noi.

Noi Donne siamo per Natura Sacerdotesse e Madri..è attraverso di noi come nel tantra che si svela quel ponte per un ritorno a sé, del Maschile.
Non facciamo gli uomini se vogliamo Uomini, impariamo a valorizzarci, a non essere nella mancanza come le loro mamme, ad essere consapevoli della nostra Bellezza..è cosi che attiviamo il Magnetismo attreando chi davvero può cogliere il nostro Valore.

Quando Amiamo, amiamo incondizionatamente anche come Madri..Madri consapevoli e guarite..che lasciano libero l’uomo che hanno riconosciuto di sceglierle o meno, che hanno occhi per comprendere, pazienza di attendere i suoi tempi, il Calice Sacro per accoglierlo..
NON SIAMO PRINCIPESSE DA SALVARE
MA REGINE COSCIENTI DI SE STESSE

Il Femminile Sacro sta risorgendo Ora, ricordiamo a questi antichi cavalieri chi è la Donna.
Con questo non tolgo agli uomini la responsabilità di sé stessi ne dico che noi dobbiamo prostrarci..tutt’Altro.

La Dea che è in te splende nel cuore consapevole della Sua Bellezza e già nutrita dall’Amore del Padre..cosi tanto da essere Certa che il Suo Cavaliere giungerà al giusto tempo dopo aver affrontato se stesso e lei sarà il Suo più grande Dono..Colei che gli riconsegnerà lo Scettro e la Corona..

venerdì 4 novembre 2016

Riconsegnare il potere al mondo femminile

Women Power – riconsegnare il potere al mondo femminile, incomincia da noi donne.

Fonte Originale:

Le ferite inflitte sulle donne, da parte del mondo femminile, sono le più profonde, le più dolorose da supportare, perché sono oscurati dal tradimento della sorellanza femminile, quella forza della natura, tipica delle culture tribali, che protegge, assiste e sostiene una donna quando riceve un’attenzione malsana: un’invasione sia fisica, sia emozionale, che offende e danneggia la sua femminilità, trascinandola in una spirale di sofferenza tutta femminile.

La qualità della femminilità è la ricettività, ma come ‘forza’, abbiamo perso il significato, confondendo questa naturale caratteristica ‘non attiva’ con la passività, la sottomissione, la pretesa e l’invasione del corpo e tutti i livelli della coscienza umana, però… non sono solo gli uomini a confondere le differenze, ma la donna stessa, giudicano duramente alcune sue coetanee in modo disdegnoso, smontando e odiando con un’intensità incomprensibile, lasciando l’altra donna spiazzata davanti a tanta rabbia e disprezzo, perché paradossalmente, sono le donne ed esprimere gli aggettivi più dispregiativi e più duri nei confronti di un’altra donna che fa l’errore di scambiare il sesso per l’affetto, il denaro per la sicurezza, che sceglie di abortire perché non si sente di affrontare una gravidanza non voluta, o perché per ‘sentire’ nuovamente predilige il dolore ritornando più volte dal marito che abusa di lei.

Questa energia aggressiva che morde, non è femminile, ma una specie d’intolleranza quasi bellica, e il nemico è il mondo maschile che deve pagare per il dolore inflitto su milioni di donne attraverso il tempo. Questa crociata che separa i sessi, crea scompiglio anche tra lo stesso genere femminile, perché solo le donne sono in grado di distruggere emotivamente con la stessa capacità con cui sono in grado di procreare.
Le donne che poi cadono nella trappola di ‘ricevere’ attenzioni malsane dagli uomini, sono le nemiche più grandi. Giudicate deboli, stupide e superficiali, sono meritevoli del dolore inflitto su di loro, sono considerate traditrici della causa, quel movimento dell’emancipazione femminile che tuttora sta rallentando un macchinario secolare che ha obbligato il mondo femminile a sottomettersi nel ruolo della vittima, vista dal suo carnefice come un oggetto sessuale, una mera dispensatrice di piacere, lavoratrice gratuita e contenitore per la riproduzione. Ora però, il pendolo oscilla dall’altro estremo, le donne moderne hanno acquistato il diritto di tenere una spada in mano per difendersi, e per alcuni, l’intento è di dare indietro quello che hanno ricevuto – dolore.

Emmeline Pankhurst 1858-1928, attivista e politica britannica, guidò il movimento Suffragista nel Regno Unito per ottenere il diritto al voto femminile; finalmente liberando le donne dalla loro posizione sociale declassate. Questa donna straordinaria non fu contro gli uomini, al contrario, egli dichiarò:
“Dobbiamo liberare metà della razza umana, le donne,cosi loro possono aiutare a liberare l’altra metà”.
una visione rivoluzionaria appunto perché, come movimento di diritti femminili, l’intento della sua missione era di liberare, partendo dalle donne come matrice – tutti gli esseri umani.

L’Era femminile è tornata per equilibrare questa mondo maschile che vaga per secoli senza la sua sposa. Prima che questo accada pienamente, come donne forte e libere, è il nostro compito di accogliere, senza pregiudizi, le nostre sorelle ancora indebolite da un sistema sociale che tuttora resiste nel restituire il potere alle donne in modo autentico e rispettoso.
La donna deve essere nuovamente ‘empowered’ ovvero, il potere femminile va riconsegnato nelle mani delle donne, non gestita dagli uomini che spesso la vedono come figura più debole e bisognosa, da mantenere, consolare, oppure come una minaccia, un avversario a malapena assecondata, la non benvenuta, supportata in-generosamente come figura politica ‘rosa’ in Italia con uno spazio giusto per avere i voti e le sovvenzioni.

Tuttavia, non tutte le donne sono fatte per correre con i lupi, esiste chi non è predisposto alla lotta, alcuni utilizzano strategie di sopravvivenza come ‘usarsi’ reciprocamente in uno scambio – il corpo per il mantenimento, altri rimangono congelati per non sentire, apparendo falsi e superficiali, facendo male solo a se stessi, molti si sacrificano per i figli. Queste donne non vanno disprezzate ma accolte come sorelle ferite nel profondo. Tuttavia, la guerriera con le spine e la dama indifesa, che ne è priva, non sono così diverse, quello che lì unisce è la paura dell’uomo con la sua energia penetrante come una spada filata, che non sa riconoscere il valore del suo ‘ricevere’ femminile, che come un rosa delicata, va approcciata con premura e rispetto, perché nel ‘ricevere’ l’uomo, la donna è vulnerabile e fisicamente indifesa. Nella sua apertura, rischia di essere devastata, invasa nella carne viva, nell’intimo, un’angoscia che solo un’altra donna può comprendere, perché l’ha vissuto, o perché rischia di vivere sulla propria pelle.

Come donne, siamo connesse tramite la nostra vulnerabilità sessuale e la capacità di procreare la vita. La scelta di diventare madre oppure no, il dolore di una donna sterile, la disperazione di chi ha perso un figlio, o il senso di colpa a causa della decisione di terminare una gravidanza per necessità oppure per volontà propria, sono circostanze che dovrebbe unirci invece di allontanarci; perché solo una donna può capire cosa significa essere negata dal potere di gestire e vivere il proprio corpo come lei crede. Solo una donna è in grado di comprendere i traumi subiti dagli abusi nelle mani di chi ha tolto quella libertà di scelta con la forza sia fisica, sia psicologica.

La solidarietà femminile è una forza che va incoraggiata e diffusa, perché la vita entra solo dalla porta del femminile – un mondo misterioso e cosi potente da far scatenare le guerre!

Sai cosa vuol dire essere una donna?

SAI COSA VUOL DIRE ESSERE UNA DONNA?

Cercate di capire dov’e’ la forza di una donna ….La tua forza è nel modo per “contenere” l'uomo.
La tua forza non è stare con l'uomo, con l'amore di un uomo, con l'odio di un uomo, con i pugni di un uomo, con il baciare l'uomo, perché quello non è il tuo problema, ma è contenere l'uomo o uscirne, allora saprai cosa sia un uomo.
tutti gli uomini sono uguali. C'è un detto, ogni uomo è un bambino  la solo differenza è il tempo di alimentazione….

Nella tua vita l’infelicità si basa sul non. Che cosa siete, cosa non sei ?... non ha alcun senso SE NON COMPRENDI COSA VOGLIA DIRE ESSERE UNA DONNA.
L'uomo ha una psiche totalmente diversa  da te, non sarai d'accordo, ma l'uomo ha una psiche diversa da quella di una donna: entrambi sono persone, entrambi sono umani, entrambi non hanno nulla in comune, nulla assoluto in comune.
Voglio porgere le mie scuse, non voglio inquadrare voi in una situazione, si pensa sempre che parlo così perché sono un essere umano uomo
ma l'uomo è un essere umano, è un essere umano per farvi incinta e tu sei un essere umano di rimanere incinta… e non parlo solo fisicamente.

Avere un rapporto sessuale, avere una gravidanza fisica, consegnare un bambino, non e’un grosso problema, ma quando la gravidanza mentale avviene attraverso un soddisfacente rapporto mentale, e’ li che la donna si trova in difficoltà e come donna il problema è nella sua linea d’arco e nella sua aura

….Poiche’ questi corpi sottili rappresentano tutti gli uomini che una donna incontra durante il giorno, durante il mese, durante l'anno, gli anni e sono responsabilità che si accumulano, sono un carico che voi portate, l'uomo non porta quel carico per tutte le donne che incontra.

sulla LINEA D’ARCO dell'uomo non c'è assolutamente nessun femminile, tranne la madre.  In una donna è diverso: tutti gli uomini che ha incontrato, mentalmente o fisicamente, vengono stoccati e non si può spazzarli via.
Per amor di Dio non abusare di te stessa come essere umano, tu non hai niente in comune con l'uomo da cima a fondo. Anche la crescita delle unghie varia di ritmo rispetto a quella di un maschio. Tutta la tua struttura, il vostro stile, il vostro sistema non ha niente a che fare con lui… ha uno stomaco, si ha uno stomaco, ma per le cose emotive “la fame e la digestione” sono differenti.

Cercate di capire dov’e’ la forza di una donna ….La tua forza è nel modo per “contenere” l'uomo.
La tua forza non è stare con l'uomo, con l'amore di un uomo, con l'odio di un uomo, con i pugni di un uomo, con il baciare l'uomo, perche’  quello non è il tuo problema, ma e’ contenere l'uomo o uscirne, allora saprai cosa sia un uomo.
tutti gli uomini sono uguali. C'è un detto, ogni uomo è un bambino  la solo differenza è il tempo di alimentazione. (Risate degli studenti)

Non sto scherzando. Sto parlando di antiche scritture, non sto inventando. Questo è ciò che è scritto lì. Tutti gli uomini sono dei neonati solo che loro hanno la differenza nel tempo di alimentazione. Così se vuoi chiedere scusa di essere una donna, ti dico di non farlo.
La parola è, 'Ekaa Maa-ee Jugat viaaa-ee Tin Chele Parvaan.'

C'era prima l’energia femminile, energia creativa, l'energia lunare, con il sole spunta solo il seme e il sole matura il seme…ma il frutto maturo, l'espansione, la crescita, la dimensione, tutto questo dipende dal femminile, dalla luna, e’ lunare. …come lo e’ la donna…

Ora immaginate, c'è un sole e c'è una luna e la luna non riflette la luce del sole ma “la deve” raffreddare.

ma, non, non, non credere a me, passa dalla natura. C'è un sole, c'è la luna, e la luna non riflette la luce del sole e non fa raffreddare? Supponiamo che il sole e il chiaro di luna fossero gli stessi allora questa terra sarebbe, una lava incandescente.

Così ogni donna che vuole stare con un uomo e non può rifletterlo è una donna morta. Se la luna non riflette il sole è una luna morta, è un corpo morto, capisci. Oh, non imparare da me, impara dal cielo.

Una femmina contiene il maschio e “lo raffredda”, il sole è la luce, il caldo, la donna è una luce, fredda, ma la luce è la stessa, solo il sole ha la luce, la luna ha il suo riflesso. E non e’ poca cosa!

Se siete disposti a capire questo principio non si può essere infelici, se non si è disposti a capire questo principio non c'è nulla sul pianeta che può renderti felice, si può essere donna americana, donna canadese, donna tedesca, donna francese, indiana donna, donna giapponese, non fa alcuna differenza, ora perché è così? Chiedi a Dio, Egli deve essere impazzito, non è il mio problema. Posso dirvi che è quello che è, e ciò che le leggi sono lì per essere.

Massima : troppo sole non va bene.
Uomo, MAN ci sono tre parole che, si capisce. L'uomo, l'uomo, l'uomo, e se lo metti WO, uomo meravigliosamente organizzata si chiama donna.(Risate degli studenti)
 
So che non si ha intenzione di credere a tutto questo, ma i fatti sono fatti. Se una donna non è meravigliosamente organizzata, si tratta solo di organizzazione, non va bene, non funziona perché deve affrontare tre cose, un bambino, un nevrotico, e un maschio. Un bambino e un uomo egocentrico nevrotico è solo un nevrotico come chiunque può essere e poi  è un maschio. Quindi devi affrontare tre lati del uomo-spirituale, mentale e fisico.

Tu sei una femmina, primo bisogno essenziale del maschio, è per questo che ti chiama  la metà migliore, tesoro, mio miele…, non è qualcosa che cade dal cielo si deve prima capire che cosa siete come donna.

Come donna la tua natura non è di amare l'uomo, .... Io ho intenzione di cambiare la vostra attitudine: non amare l'uomo, ma riflettere l'uomo e non riflettere il calore di un uomo, ma di fare “raffreddare”... (attivare i sentimenti, la mente riflessiva anche in lui)

Tu sei bella quando si c’è la luna piena e sei bella quando c’è la prima luna, e tu sei meravigliosa quando si è senza luna, ma non usare mai il calore, perché quello non sei tu !
Non succede mai nel cielo, perché dovrebbe accadere nella terra, non è tollerato lì, non è tollerato qui,
Perché imparare questa semplice cosa da me, perché non si può non guardare di notte, la luna e di giorno il sole? (Risate degli studenti)

Identifichi te stessa come donna, allora perché si soffre? La risposta è molto semplice, perché vuoi possedere un uomo,
tu vuoi avere un uomo, che può riprodurre un uomo, perché vuoi tutto tranne la cosa  più importante: come fa la luna col sole, tu dovresti invece riflettere l’uomo !

LA DONNA che non riflette un uomo, una donna che non impara l'arte di come riflettere un uomo deve soffrire, non importa chi è, quali sono i suoi gradi, ciò che la sua ricchezza è, ciò che la sua bellezza è, come sessuale e’, quanto sensuale e’ lei, …non ha senso.

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