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venerdì 11 settembre 2020

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

di Carlo Dorofatti

La Coscienza Cristica rappresenta quel processo di risveglio totale, completo, che passa attraverso un percorso di dominio della nostra natura inferiore, in funzione di un risveglio di coscienza alla divinità potenziale che siamo. È la “seconda nascita”.

Noi, è vero che siamo Dio o, se preferite, un’emanazione di Dio, ma non lo siamo finché non ci risvegliamo a questa consapevolezza; finché non riscopriamo di esserlo attraverso la nostra coscienza umana. Non si può, come fa una certa new age, giungere a conclusioni troppo affrettate. Sì, è vero che siamo Dio, che abbiamo una scintilla divina, espressione di un essere cosmico assoluto… certo, tuttavia, noi qui siamo calati all’interno di un’esperienza umana, attraverso la quale riscoprire la nostra divinità. È vero che lo siamo, ma non lo siamo finché non riscopriamo di esserlo… è un paradosso ovviamente, però noi dobbiamo diventare quello che siamo.

La Coscienza Cristica è questo, il risveglio di questa profonda consapevolezza; Cristo vuol dire “unto”, unto attraverso il sacrificio; ma, sacrificio significa “rendere sacro”, nulla a che fare con la sofferenza e con la pena. Ci ammaliamo, soffriamo, peniamo se non capiamo. Se non ci rinnoviamo. Se non siamo capaci di sacrificare le nostre illusioni per la Realtà. Ma, se capiamo, allora il nostro processo di risveglio può essere felice, è un rendere sacro.
Nel momento in cui c’è un intoppo, è perché stiamo sbagliando qualcosa: ci identifichiamo con qualcosa di falso, proiettiamo qualcosa di falso, siamo attaccati a qualcosa che non è reale e allora ecco lo squilibrio… e siamo subito messi alla prova con la malattia, la sofferenza, ecc. La “guerra” contro i nostri aggregati psichici, le nostre paure, i nostri limiti, ciò che noi non siamo, può anche essere faticosa, sofferente, difficile, penosa, ma è anche giusto che sia così poiché è una conquista reale, in cui non c’è niente da dare per scontato.

Il risveglio della Coscienza Cristica, il ritorno di Cristo sulla Terra, coincide perfettamente con le profezie Maya: noi siamo alle porte di una Nuova Era dove, secondo molte profezie, l’essere umano ha la possibilità di accedere a determinate possibilità di Coscienza. Ma deve sempre saperle cogliere e riconoscere: c’è sempre il libero arbitrio di mezzo, nulla è automatico.

In altre tradizioni veniva prefigurato come il ritorno di Cristo sulla Terra, ma il ritorno di Cristo sulla Terra è proprio il risveglio della Coscienza Cristica dentro ognuno di noi: questo è il ritorno di Cristo sulla terra. Noi dobbiamo crocifiggere la nostra falsa identità. È quella che soffre, ma che attraverso la sua sofferenza rende possibile il sacrificio e ci rende sacri e rende sacra la nostra realtà, ci fa andare oltre l’illusione. Quel superamento sacralizza e riconduce la nostra esperienza umana al Dio che siamo.
Per analogia, in base a dove è posizionato il nostro baricentro, momento per momento, attiriamo aspetti più vicini alla natura spirituale, oppure aspetti più vicini ad altri aspetti, che non sono di per sé giudicabili perché fanno parte della nostra realtà. E tuttavia, domandiamoci, noi da quale parte ci posizioniamo rispetto alla realtà? 
Qual è la realtà alla quale possiamo davvero accedere per esprimere la nostra coscienza? 
Dov’è il baricentro della nostra identità? Su quale piano? 
Siamo davvero noi, viviamo davvero, o siamo solo il riflesso su uno specchio fatto di illusioni?
Dove sono io? Qual è la mia aspirazione? 
Allora ecco che mi regolo, in base alla verità che fino in quel momento ho conseguito e all’onestà che sono in grado di applicare a me stesso nel rispondermi alla domanda: “Dove sono io? Dove voglio orientarmi?” Tutto dipende da dove Tu ti collochi… e man mano farai delle scelte, collocherai il tuo baricentro, idealmente… se ti poni il problema di dare credito a quella sensazione profonda dentro di te che ti fa pensare di non essere solo “questo”, allora piano piano comincerai a dare spazio ad altre aspirazioni e ad altre parti di te e quindi, proietterai possibilità nuove sul tuo piano di esistenza.
E’ necessario imparare a muoversi partendo dalle cose semplici, dalla propria posizione reale, dai propri limiti. È molto meglio fare le cose gradualmente, anche attraverso dei compromessi consapevoli, piuttosto che adottare regole di vita insostenibili. L’importante è cominciare. Adesso.

Questa ricerca spirituale, tutto questo impegno, questo scoprire e sperimentarsi esigerà continuità, costanza nella ricerca, una certa serietà: un po’ come foste dei piccoli scienziati che comunque sperimentano con mente aperta, con cuore puro, quindi con le giuste motivazioni, con la giusta costanza, con il giusto investimento di tempo, di energia, di buona volontà e allora ecco che con il tempo otterrete determinati risultati, se ci starete dietro.

Se saltellate da una tecnica all’altra, da una moda all’altra, da una curiosità all’altra, potrete divertirvi, però difficilmente riuscirete a inanellare tutte queste esperienze attraverso un filo conduttore che vi porti da qualche parte. Questi aspetti hanno bisogno di un investimento, di un’energia, di tempo, di attenzione, quindi è tutto molto impegnativo, sebbene da viversi con gioia e senso della scoperta, ovvero con entusiasmo, leggerezza, ma con la dovuta profondità d’animo.
Grazie a questo revival spiritualista, che viene chiamato new-age (mi riferisco alla moderna new-age perché la new-age degli anni ’70 è ben diversa dal fenomeno new-age che stiamo vivendo oggi), molte cose sono accessibili, ma occorre discernimento. È tutto molto interessante, in quanto fornisce tanti stimoli, fornisce tantissimi spunti di riflessione, però a volte rischia di indurre ad un atteggiamento un po’ superficiale.

Infatti, quando si tratta di investire tempo, energia, buona volontà e mettercisi di impegno, ecco che siamo un pochino pigri, perché veniamo educati al tutto e subito, ad un atteggiamento consumistico, molto mentale. Questi aspetti, che hanno a che fare con un investimento di sé molto concreto, non sono “prodotti”: non siamo al supermercato della spiritualità.
E’ inutile che parliamo di tante belle cose spirituali, di facoltà interiori, di indagini multidimensionali della realtà, quando ancora siamo bestie tra bestie, in un recinto di fango. Prima dobbiamo lavorare per renderci un po’ conto di che cosa siamo: lasciar elevare un po’ di più la nostra animalità, la nostra umanità: noi siamo esseri divini, qui per imparare a diventare finalmente “umani”. Non il contrario!
Non siamo esseri umani che devono diventare divini: noi siamo dèi qui per esplorare un’esperienza umana e ricondurla ad un’altezza spirituale, nobile, elevata. Il nostro obbiettivo è diventare umani: noi siamo molto lontani da questo obbiettivo. Raggiunto quell’obiettivo, potremo richiudere il cerchio, ovvero reintegrarci in quell’unità divina dalla quale sorgiamo, quella fonte dalla quale nasciamo tutti quanti.
E’ l’esperienza umana da conquistare: però noi, in questo particolare periodo storico, in questa dimensione, viviamo un’esperienza molto “bestiale”, molto legata a necessità e percezioni, direi identificazioni, piuttosto devianti rispetto alla nostra reale natura. Va bene! È andata così, non è un problema, ci sono dei corsi storici: noi viviamo alla fine di un’epoca e questa civiltà, questa manifestazione di realtà, sta giungendo alla sua apocalisse, al suo collasso… ben venga, non c’è niente da cambiare, non c’è niente da salvare, va bene, va benissimo così. È quello che abbiamo proiettato, è quello che abbiamo saputo manifestare, però, giunto a questo capolinea, è possibile pensare ad un rinnovamento di sé e dell’umanità, del mondo, dell’universo…

Non c’è da temere alcunché, perché la morte non esiste. Lasciamo pure che questa epoca, nella sua decadenza, collassi e salviamo quei semi di rinnovamento che possiamo intuire dentro di noi. E da quei semi ripartiamo verso una nuova epoca, una nuova era, una nuova possibilità umana, una nuova manifestazione, rinnovando però completamente il paradigma e tutti gli assunti, altrimenti rischiamo di metter “il vino nuovo negli otri vecchi”.
Bisogna veramente ritrovare, o creare, dentro di sé dei riferimenti nuovi, rinnovarsi radicalmente: non c’è niente da rivoluzionare. Non c’è da distruggere per ricostruire con gli stessi mattoni. Non si tratta di imboccare ora un ciclo evolutivo che ancora una volta si trasformerà in involutivo, sempre sulla stessa ruota del criceto. Questa realtà è così: va bene così. Va bene così, perché tutto questo è funzionale ad un fenomeno evolutivo.
Ma c’è un rinnovamento potenziale ben più radicale che possiamo cavalcare: possiamo scendere dalla ruota del criceto, non per salire su altre ruote, ma per scrollarci di dosso una melassa che non corrisponde a niente che si possa chiamare davvero VITA. Si tratta di uscire dalla “grotta di Platone”, di sconnettersi dalla Matrix, da tutte le Matrix.
Non confondiamo una possibile epoca nuova di evoluzione con quella che invece è ora una possibilità di rivoluzione davvero autentica, una rivoluzione della coscienza, del concetto stesso di esistenza, come nuova specie umana e spirituale rinata, o forse finalmente nata, fuori da questo guscio d’uovo così angusto e ormai asfittico.

Il tempo del rinnovamento è ormai giunto, evidentemente, necessariamente. Entriamo dentro noi stessi, poniamoci le domande fondamentali, poniamoci domande nuove, meditiamo, indaghiamo le nostre potenzialità reali, quelle della nostra anima, non crediamo più a niente se non alla nostra intuizione profonda, non stiamo più a nessun gioco, a nessun compromesso con l’illusione. Senza paura. Senza suggestioni, aspettative, finzioni, drammi. Svegliamoci, finalmente.
Articolo di Carlo Dorofatti
Pubblicazione sotto licenza Creative Commons - www.creativecommons.it

sabato 10 agosto 2019

GLI ANTICHI DEI DENTRO DI NOI

DOVE SONO GLI ANTICHI DEI? SONO DENTRO DI NOI ...

Esiste questa ipotesi: il nostro pianeta Terra sarebbe un vivaio per le anime.
Le condizioni di permanenza nel "vivaio" sono severe: gli studenti non ricordano le loro incarnazioni né i periodi vissuti tra le incarnazioni; se mai, potrebbero ricordare qualcosa nel corso dell'insegnamento. L'esistenza nel mondo 3D limita la percezione, e l'acquisizione dei superpoteri è una delle finalità del corso.

Vivono in una realtà duale dove agiscono le forze sia amichevoli sia nocive.
Gli studenti devono imparare ad interagire in modo corretto con entrambe le forze.
Probabilmente, anche l'esistenza di un sistema parassitario che frena lo sviluppo delle anime e "rimanda" coloro che non brillano a scuola, faccia parte del processo dell'insegnamento.
Noi, in questa realtà, avremmo davanti agli occhi numerosi suggerimenti sotto forma di alcuni monumenti dell'antichità. Studiandoli e svelando i loro misteri potremmo sviluppare molte capacità.

Come scrive un autore: "Gli ultimi Custodi, prima di smaterializzare i loro corpi, disattivarono i reattori, sigillarono le piramidi, mascherarono e nascosero le testimonianze e le biblioteche. Sulla superficie terrestre rimasero dei rebus, dei grattacapi... risolvendoli l'umanità ritroverà il filo d'Arianna per la ricerca dell'armonia e dell'abbondanza. Gli dei nascosero la loro presenza anche dentro il nostro inconscio che conserva l'informazione sui molti misteriosi eroi e popoli del passato. GLI DEI VIVONO DENTRO DI NOI.."

Le civiltà del passato ci hanno lasciato i segni della loro presenza, ma per conoscere ciò che sembra inverosimile serve un'apertura mentale. Forse proprio qui si trova la chiave per passare ad altro livello. Il nostro risveglio inizia dall'abbandono del modo "ortodosso" di pensare.
Solo a questa condizione è possibile capire il semplice fatto di trovarsi dentro un Matrix - scuola.

Naturalmente, il sistema parassitario che vive nei mondi del Matrix, oppone resistenza al nostro risveglio perché necessita, per vivere, dell'energia delle anime che "studiano". Per questo è stata creata una ragnatela che distrae l'attenzione, che confonde le coscienze con i dogmi e gli stereotipi... molte anime poco sviluppate restano nella ragnatela per decine e centinaia di vite.
Ma la nostra coscienza nasconde anche le capacità di superare i miraggi del Matrix, di uscire al di fuori della cornice della percezione alterata che ci è stata imposta. 
Coloro che si sentono pronti, si risvegliano, altri possono continuare a seguire le regole del gioco. A voi la scelta.


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

venerdì 10 agosto 2018

Sciamane: donne che si risvegliano!

Sciamane: donne che si risvegliano!

La divinità primordiale fu femmina, una Dea nata da se stessa, donatrice di vita, dispensatrice di morte e rigenerazione. Univa in sé la vita e la Natura. Il suo potere era nell’acqua e nella pietra, nei tumuli e nelle caverne, negli animali, uccelli, pesci, nelle colline, negli alberi e nei fiori. Marija Gimbutas
Il potere femminile esiste da sempre e gli studi di antropologi e archeologici confermano che un tempo esisteva una società pacifica e matriarcale che venerava una Dea. Ogni donna s’incarna in questa divinità che, come un utero primordiale, dà origine a tutti gli esseri viventi.
Le donne hanno bisogno di riprendere coscienza e consapevolezza della loro straordinaria capacità per poter esprimere a pieno la sciamana che alberga in ognuna.

Cos’è successo? Come si è potuti arrivare a una società in cui gli uomini dettano legge, una legge fatta di sessismo, sopraffazione e guerra? Ci hanno fatto credere che l’unica responsabile della “caduta” sia stata una donna, Eva, che ha osato cogliere il frutto proibito della Conoscenza.
Gli archeologi e gli antropologi moderni hanno trovato innumerevoli reperti che dimostrano come da 25.000 fino a 5.000 anni fa esistesse una società pacifica, matriarcale e matrilineare, che venerava una Dea. Alle donne era permesso esprimere se stesse, occupavano posizioni di rilievo nella società e avevano la completa gestione del proprio corpo e della propria sessualità.
Nessun ruolo le schiacciava e le confinava in alienanti gabbie sociali: non esisteva il concetto di coppia, né il matrimonio, né il possesso dell’altro, né, di conseguenza, l’adulterio e le relative penalizzazioni.
I figli nascevano spontaneamente e tutta la comunità si faceva carico della loro educazione. In particolare, uomini e donne veneravano la Dea, una sorta di utero primordiale da cui tutto si è originato e che in ogni singola donna s’incarna.
Si riteneva che la donna fosse il legame tra il microcosmo e il macrocosmo, si rispettava e si onorava come espressione della Dea.

Le donne sono facilitate nella connessione con le altre dimensioni dalla loro natura ciclica. Mentre gli sciamani uomini necessitano di un particolare apprendistato per diventare tali, le donne ogni mese, grazie alle mestruazioni, che sono peraltro in stretto collegamento con le fasi lunari, sperimentano quattro momenti diversi, quattro energie che si alternano e si ripetono ciclicamente, anno dopo anno e che le connettono con altre dimensioni.

Le donne “dormienti” non “ascoltano” il proprio ciclo: lo nascondono, lo disprezzano, lo ignorano a causa di esso si sentono sporche, menomate, inferiori agli uomini. La fase mestruale, ad esempio, che nella nostra società è considerate un tabù e un momento in cui la donna diventa intrattabile, è invece una fase in cui la donna è al massimo della sua energia e può connettersi maggiormente con altre dimensioni ed essere creativa.
Anticamente le donne si riunivano nelle Tende rosse per vivere appieno, senza alcuna distrazione da parte della comunità, questa fase così importante.

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sabato 5 maggio 2018

100 Pensieri… riordinati (1^ parte)

Direttamente dal blog Mente Olistica alcuni pensieri estratti e riordinati dai post Pensieri Sfusi… 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11… suddivisi per argomenti  “Amore e Spiritualità”, “Tempo”, “Salute” e “Percezione e Creazione della realtà”

AMORE & SPIRITUALITA’

Non continuare a (r)esistere…
E’ ora di “morire” e “rinascere”.

§§§§§§§§§§

Il miglior modo per risolvere un problema è quello di ridere, ridere di te, ridere del problema stesso, ma ridere sul serio! Se il problema fa molto male allora è consigliato piangere e poi tornare nuovamente a ridere...

§§§§§§§§§§

Un giorno ti SVEGLIERAI e...
cominceranno a dirti che sei uno STRANO,
poi sarai considerato un FOLLE,
dopo ti vedranno come un ALIENO,
alla fine comprenderai di essere un D-IO, un UNO, un TUTTO

§§§§§§§§§§

Gli “uguali” perseguono lo scopo di renderti uguale a loro;
i “diversi” mirano a farti comprendere che sei unico.

§§§§§§§§§§

Se non l'hai pagata cara non era libertà.

§§§§§§§§§§

Siamo qui per dare quello che ci è stato donato, la gioia di vivere e la via per ritrovare se stessi a chi ancora è “perso”, perché sappiamo che una volta ritrovato non si perderà mai più

§§§§§§§§§§

E’ negli occhi che si vede se dentro c’è “qualcuno”.

§§§§§§§§§§

Ancor prima di quel che mangiamo
Ancor prima di quel che facciamo
Ancor prima di quel che pensiamo
Ancora prima, noi siamo ciò che sentiamo.
“Sentire” è probabilmente lo scopo per cui siamo qui.

mercoledì 20 settembre 2017

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Fonte https://lamenteemeravigliosa.it
Pazienza”, un’altra volta questa parola. Colui che aspetta si dispera e si confonde. Soprattutto quando si scontra con l’incertezza di non sapere quando avverrà ciò che aspetta.
Non stancatevi di aspettare. La ricompensa sta attendendo che abbiate pazienza.
Tuttavia, la pazienza è più che l’attesa: è l’aspettativa calmata, è una sorta di pausa dei nostri desideri. La pazienza non ci addormenta i sensi, bensì si impone contro l’angoscia e ci sveglia. 

La pazienza è amara, ma i suoi frutti sono dolci

È difficile da capire, ma avere pazienza non significa caricarsi di stress e sopportare fino a non poterne più ed esplodere. Si tratta di un’arte capace di liberarci da cariche emotive superflue, che ci permette di permanere in uno stato di pace.
“Se sarai paziente in un momento d’ira, sfuggirai a cent’anni di tristezza”.
Alcune filosofie orientali parlano del dono della pazienza cono se fosse una forza che la nostra mente utilizza per comunicare al resto del corpo che ciò che si aspetta arriverà.
Le cose belle del mondo richiedono pazienza: un amore complicato, una persona quasi inarrivabile, una preparazione fisica, un concorso, … Insomma, qualsiasi meta o qualsiasi traguardo che ci mettiamo in testa. Bisogna ricoprirsi di un velo di entusiasmo e passione.

Colui che aspetta senza disperare trova l’inaspettato

Spesso, crediamo che la vita ci stia dicendo “No”, mentre, in realtà, ci sta solo dicendo “Aspetta”. Diventiamo impazienti e, di conseguenza, il nostro nervosismo ci spinge a commettere errori.
A volte, ci sentiamo stanchi, avvertiamo che i nostri amici, il nostro partner o le nostre aspettative irrealizzate ci esasperano, che non arriva niente di quel che volevamo creare e che la vita non è fatta per noi.

La pazienza: una regina annientata dalla velocità

“Il segreto della pazienza è ricordare che il dolore è temporaneo e la ricompensa è eterna”.
Colui che resiste, vince. Tuttavia, se consideriamo l’interesse che, normalmente, mettiamo nel coltivare questa qualità, ci rendiamo conto che la pazienza è una regina ormai annientata. Ci viene insegnato che dobbiamo primeggiare in tutto, emergere sugli altri, correre.
Se affrontiamo le cose pazientemente, gli altri ci lasciano fuori dal gioco, ci fanno capire che non valiamo abbastanza. Ciononostante, è bene sapere che tutti i traguardi richiedono tempo e pazienza: questi due strumenti, infatti, sono gli unici che ci assicurano di raggiungere i nostri obiettivi.

Lavorare sulla pazienza per conoscere sé stessi

“Comprendere sé stessi richiede pazienza e tolleranza; l’Io è un libro composto da molti capitoli, impossibile da leggere in un unico giorno. Tuttavia, quando inizi a leggerlo, devi leggerne ogni parola, ogni frase, ogni paragrafo, perché in essi vi sono gli indizi della totalità. Il principio è in essenza il finale. Se sai leggere, potrai trovare la saggezza suprema”.
Jiddu Krishnamurti
I grandi saggi sono persone calme, pazienti e sicure di sé stesse. Questi elementi ci aiutano a capire che essere pazienti ci farà contemplare il mondo con più sensatezza e capacità di comprensione.
Quando non coltiviamo il dono della pazienza, ci comportiamo in maniera impulsiva e irrazionale, creando o aggravando i nostri problemi e lasciandoci sfuggire moltissime opportunità.
In realtà, per coltivare la vostra pazienza non avete bisogno di tante cose, ma di semplici soluzioni da voi perfettamente raggiungibili. Ve le esponiamo brevemente.

1. Respirate

Respirare profondamente è sempre un buon metodo che ci aiuta a riflettere. Quando ci prendiamo dei secondi per respirare, stiamo offrendo una pausa al nostro dialogo interiore.

2. Scoprite perché avete tanta fretta

Riflettete sulle ragioni che vi rendono impazienti. Se vedete che esagerate, riorganizzate le vostre priorità. Pensarci su, e magari scrivere, vi aiuterà a calmarvi.

3. Individuate gli elementi che vi rendono impazienti

Può trattarsi di altre persone, di situazioni stressanti o addirittura di voi stessi. Tuttavia, il semplice fatto di essere consapevole di tutto ciò vi aiuterà a ridurre l’ansia.

4. La vostra pazienza è utile o giustificata?

Rispondete a questa domanda in maniera sincera e vedrete che farlo vi infonderà calma. Cercate la risposta dentro di voi e non temete di abbandonare abitudini per voi nocive.

5. Prendetevi del tempo e aspettate l’inaspettato

Dovete capire che potete anche fare mille piani, ma le cose non sempre riescono come volete. Accettate il fatto che la ruota gira e che, prima o poi, si fermerà dove desiderate voi. Siate realisti nelle vostre aspettative e comprensivi con gli altri.

6. Non abbiate paura di cambiare e non dimenticatevi di allenarvi

La pratica rende maestri. Sviluppare la pazienza implica lasciare da parte molte cattive abitudini con le quali convivete da tempo. Così come assimilare qualsiasi insegnamento, coltivare il dono della pazienza richiede temperamento.

domenica 27 agosto 2017

RISVEGLIATI

RISVEGLIATI

Esiste sulla Terra un Governo Occulto che mira a tenere succubi gli esseri umani dicendo loro cosa pensare, cosa votare, come curarsi dalle malattie, come sono fatti l’Universo e la Terra, in cosa credere e in cosa non credere.
Poche famiglie decidono chi deve occupare le posizioni di governo nei vari Stati finanziando le campagne elettorali e sostenendo un candidato piuttosto che un altro grazie alla manipolazione dei mezzi d’informazione (anch’essi in mano alle medesime famiglie).
Le maggiori istituzioni bancarie del mondo controllano la produzione mondiale di petrolio, auto, elettricità e chimica (in particolare farmaceutica).
Tutti gli Stati sono indebitati per migliaia di miliardi di dollari con le banche, e le banche internazionali obbediscono alle medesime famiglie.
Che vi piaccia o no... questa è la situazione, e non vi sto raccontando tutto, perché se vi raccontassi tutto mi dareste del pazzo, mi sputereste addosso e mi esiliereste ai margini della galassia.
dal libro RISVEGLIO (2008)

http://altrarealta.blogspot.it/
http://altrarealta.blogspot.it/2017/07/risvegliati.html

domenica 4 giugno 2017

VACCINI E DINTORNI

VACCINI E DINTORNI
By Simona Cella 04/06/2017
MA DI COSA STIAMO PARLANDO?
Ero in Ecuador quando ho ricevuto la notizia della nuova “legge” di obbligo vaccinale -12 vaccini e conseguenti successivi richiami.
A “legittimarla” tre ricatti
1.      Se non vaccini il tuo bambino da 0 a 6 anni, non potrà accedere all’asilo e alla scuola materna
2.     Se tuo figlio ha dai 7 ai 16 anni, avrà accesso alla scuola ma il dirigente scolastico dovrà “segnalare il caso” all’ASL o sarà punito dall’art. 328 del codice penale che prevede la reclusione dai sei mesi ai due anni.
Il genitore invece pagherà una pena pecuniaria da 500 a 7.500 euro
3.     Se l’opposizione del genitore continua, l’ASL invierà una segnalazione al tribunale dei minori che provvederà alla sospensione della potestà genitoriale (!!).
Info aggiuntiva: dal primo giugno il Ministero della salute avvierà una campagna “straordinaria” per sensibilizzare la popolazione, con formazione del personale scolastico, degli alunni e associazioni famiglie sulla prevenzione e sulle vaccinazioni.

CHI NON SI UNIFORMA DEVE ESSERE MESSO AL BANDO.
E’ un “untore pericoloso per la società”, perciò deve essere radiato dal suo ordine di appartenenza, espulso dal suo albo professionale o famigliare: se, in scienza e coscienza, dico la mia, non sono più un medico e nemmeno un genitore.
…La prima cosa che ho pensato è stata che l’Italia aveva ufficializzato la sua ditta/dittatura.
La seconda, molto più interessante, è che forse ci stanno facendo un “favore”… a breve ti spiego il perché.
NON ENTRO IN MERITO DEL CONTENUTO,
IL “CONTENITORE” E’ NETTAMENTE PIU’ INTERESSANTE…
Non voglio parlare dei vaccini, anche se ho una mia lucida opinione in merito.
Non ci entro apposta perché ritengo che ognuno, opportunamente e ampliamente informato, sia libero di fare la sua scelta.
Perciò penso che la definizione free vax, sia quella più sensata.

Il problema è che l’informazione non arriva da sola… te la devi cercare.
Il che significa: ho bisogno di inserire il dubbio e verificare altre versioni, mettere insieme quelle più attendibili per me e avere infine un quadro più definito della situazione.
Questo mi permette di scegliere e sono solo io a poterlo fare.
Nessun altro è autorizzato a farlo per me…
nessuno al mondo può decidere per la mia vita!
E’ vero che in internet si trova un po’ di tutto, ma tanto è decisamente convincente.
 

UN ESEMPIO: IL VACCINO CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS.
Non è innoquo, non possiamo fare finta che lo sia.
Sono molte – purtroppo- le testimonianze rese pubbliche…Alcune sconvolgenti.
Testimonianze dirette di giovani donne, ancora vive, ma definitivamente sbalzate lontano dalla loro vita.
Una ragazza dai capelli rossi, tra i diversi sintomi che sta patendo dal momento della vaccinazione ad oggi, ne denuncia uno che mi ha impressionata: non sente più il freddo. Testimonia che toccando la neve, può sentirne la consistenza ma non più la temperatura…!

LA PAURA, QUANDO E’ TROPPA, RISCHIA DI FARTI APRIRE GLI OCCHI.
Quando la pressione oltrepassa ogni limite, anche chi si è sopito nel tempo, non riesce più ad abbasare la testa.
Per prima cosa esplode la rabbia ma poi, ritrovando presenza, subentra una nuova energia che porta lucidità e spinge ad agire nonostante la paura.
NON INTENDO DIRTI COSA FARE MA CONDIVIDERE IL MIO RAGIONAMENTO E COSA IO INTENDO FARE.

La domanda è: cosa sta succedendo a questo mondo che sembra letteralmente impazzito?
Niente di nuovo in fondo, ma negli ultimi tempi stanno accadendo cose così paradossali da far sorgere dubbi importanti.

…Come è possibile che a persone così scaltre da detenere il potere del mondo, venga in mente di ricattare gli italiani – italiani, non ariani – minacciandoli di togliere la genitorialità? A una mamma italiana?!?
E’ una minaccia che stimola la rivolta… così azzardata da risultare sospetta.
E’ vero che chi ha in mano – apparentemente – il potere sul mondo, sembra legittimato da anni a trattare il pianeta, con tutte le sue forme viventi, come materiale produttivo inerme, oltre che inerte.

Leggi anti-uomo alle quali tutti sottostanno, compresa me, magari lamentandoci, firmando petizioni, proponendo visioni diverse… ma questo è quanto. 
E questo “quanto” non basta.
Inoltre stiamo parlando di una manciata di persone, poche ingorde famiglie in rapporto alla quantità che anima il mondo. In questo preciso istante 7.508.325.757 esseri viventi … E a frase non ancora finita, google informa che la popolazione mondiale è già aumentata di 115 unità!
Come possono poche famiglie dettare legge, avere il monopolio in ogni ambito dello scibile umano – sociale, economico, salutistico, culturale, scientifico e di ricerca?
Come fanno a legittimare veri e propri paradossi? Convertirli in inaccettabili ma ineluttabili verità?
POSSONO PERCHE’ SIAMO NOI IL CARBURANTE,
CHE SOSTIENE LA “GIOSTRA” NEL SUO MOTO PERPETUO.
Mi spiego.
La scuola non funziona
, indottrina invece di permettere ai ragazzi di esprimere i propri talenti personali. Non stimola la creatività, la condivisione, la voglia di crescere insieme per sostenere un mondo in evoluzione che sia coerente alla vita, ma il uo contrario.

Lo sappiamo e ce ne lamentiamo ma il lamento non impedisce il paradosso:
ogni mattina svegliamo il nostro bimbo, gli carichiamo sulle spalle uno zaino più grande di lui insieme al peso di trovare lui stesso un senso per quello che stà facendo. E lui ne trova uno: “essere bravo” per mamma e papà. Se non ce la fa, è un bambino difficile…
Se quello che studia gli è davvero utile, o se il modo in cui deve apprende è funzionale alla sua crescita, passa sufficientemente inosservato.
Non accade per malanimo, ma per un male dell’anima: questi pensieri richiederebbero a noi adulti un tempo che non abbiamo. Anche noi, come loro, siamo occupati a cercare un senso, che spesso non c’è, da attribuire alla nostra giornata tra lavoro, bollette e problemi urgenti. 
Tutti presi nello stesso gioco, a far girare una giostra che non ci appartiene e che si nutre della nostra stessa vita.

…Un uomo in Ecuador mi diceva “guardo mio figlio e mi accorgo che gli sta crescendo la barba… ma quando è successo?”
Siamo noi ad alimentare dal basso, ogni giorno della nostra vita, proprio quella macchina che ci impedisce di vivere… Ma siamo impazziti?
ADESSO ESTENDI QUESTO DISCORSO A QUALSIASI AMBITO,
POLITICA, ECONOMIA, SALUTE…

SALUTE
Chi di voi ha ancora il dubbio che farmaci e protocolli di “cura” e di “ricerche” siano in mano alle multinazionali? Non è semplicemente una macchina che specula sulla malattia per produrre soldi… Si è impossessata di quell’ambito – che significa pieno potere decisionale su ospedali e operatori, ricerca e ricercatori, università e studenti in medicina- comprandosi governi, stati e la coscienza della gente, ricattando ed espellendo chi, in scienza e coscienza, ha ancora voglia di fare il suo mestiere per aiutare la gente…

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