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giovedì 20 giugno 2019

Gli anni che non hai e come non invecchiare mai

Gli anni che credi di avere, ma non hai e come non invecchiare mai
Mi dispiace dover ribadire alcuni concetti che alla fine riconducono sempre alla solita e nitida consapevolezza che ci hanno mentito su tutto e che quanto più essi vanno nelle nostre profondità più male ci fanno poiché l’integrazione di una nuova concezione di se stessi e della vita richiede adattamento, quindi sofferenza, tuttavia ogni cosa ottenuta col “sudore” ha un valore notevole, inaspettato a volte inestimabile.

Oggi mi lancio in alcune considerazioni forse un po’ pindariche sul tempo che misuriamo e sulla nostra presunta età.
Il nostro calendario, quello gregoriano, è stato inventato molti secoli fa dai signori della chiesa, il suo scopo di misurare ogni attimo della vita dei fedeli in realtà mascherava(e maschera) ben altre intenzioni, in particolare la suddivisione ed il continuo contare di determinati periodi di vita costituiva una sorta di scissione della correlazione uomo-cicli della natura che è sempre esistita poi sostituita dallo scandire incessante, inesorabile di questi piccoli-grandi periodi (ore, minuti, secondi, mesi, anni) innaturali ed imposti e sui quali sono state poi implementate tutte le attività dell’uomo, in particolare il lavoro.

Una volta suddivisa la vita dell’uomo in molte piccole parti avvenne il pagamento in varie modalità del tempo di lavoro per parti della giornata(ore) e quindi l’acquisto del tempo di vita degli individui che pian piano a causa del denaro hanno dovuto cederne sempre di più ai padroni(società e datori di lavoro) per poter far fronte alle sempre crescenti necessità via via più superflue introdotte dalla “civiltà” sino ai giorni nostri ove il superfluo ha acquisito più valore della vita stessa.

Nacque così il detto “il tempo è denaro” in quanto più tempo si lavorava più denaro si accumulava, in realtà il tempo è e sempre sarà solo la nostra vita e chi paga per il nostro lavoro di fatto compra la nostra vita, potrebbe sembrare assurdo, ma qualcuno che si alza la mattina col buio per andare a lavorare e torna a casa col buio solo per mangiare e dormire percepisce nel profondo questo concetto.

Il conteggio temporale introdotto quindi servì per sottomettere ancora di più l’uomo comune, l’eterno schiavo a sua insaputa, che ora addirittura chiedeva di lavorare di più per avere di più, sostituendo l’essere, la sua vita, con l’avere materiale su cui le società si sono sempre più focalizzate.

Questo tempo in cui stiamo vivendo è un tempo innaturale, irreale, immaginato, anzi deciso a tavolino e che oltre a rendere una merce la nostra stessa vita ha creato ben altri risvolti che cercherò di spiegare.
Abbiamo vissuto per migliaia di anni in un tempo artificiale, diviso a tavolino in 24 h, di 60 min. di 60 sec, cicli che non appartengono al tempo naturale e viviamo da millenni in questo tempo artificiale in cui ci siamo convinti che il tempo è denaro.(fonte)
Il continuo ticchettare del tempo scandito da velocissimi secondi, rapidi minuti e brevi ore condito dagli innumerevoli impegni e problemi(distrazioni) che la civilissima società moderna ci riserva non consente all’individuo di percepire se stesso, ancor meno il suo collegamento con la madre terra e con la natura tutta e questo, benché non consapevole, determina uno stato di malessere causato da un deperimento energetico-spirituale che mantiene lo schiavo(meglio chiamarlo col suo vero nome) lontano da ogni libero ragionamento-sentimento-percezione; tutto nella sua vita è abilmente pilotato, ma gli viene fatto credere di esserne lui l’artefice.

Tuttavia non è solo questo, lo scandire continuo degli anni costituisce anch’esso un grosso limite nell’individuo che da tempi immemori oramai sa che dopo un certo numero di anni deve morire… la paura per eccellenza!

L’essere umano da bambino non vede l’ora di diventare grande, di accumulare gli anni per essere sempre di più accettato(in un gruppo o nella società), dopo un po’ stranamente sente dentro di sé che quell’importanza va a scemare anno dopo anno e già verso i 20-30 anni sente che tutta quella fretta di arrivare non c’è più, tuttavia gli anni gli continuano a scorrere sempre più velocemente a causa di un incremento costante di impegni che è da esaurimento… col tempo si perde la concezione del tempo, anzi dell’attimo, perché lo stato di fretta indotto impedisce ogni percezione di sè quindi del proprio respiro che scandisce il tempo-ciclo naturale minimo di vita nell’uomo.
L’incessante “ticchettio” del tempo artificiale che fa oramai parte dell’inconscio individuale e collettivo, interrompe il continuum percettivo dell’essenza di noi stessi, allontanandoci inesorabilmente dall’unica cosa che conta veramente: questo momento, qui, ora.
Gli anni che si compiono, uno dietro all’altro, inesorabili, inevitabili, scavano un “solco” profondo nel nostro inconscio che adegua l’intero organismo agli anni che ritiene di avere, quindi difficilmente troveremo 70enni gioviali come 30enni, né troveremo 30enni saggi come 70enni, ognuno si lega al suo tempo di vita quasi come fosse un dogma perchè così viene sottilmente imposto dalla società civile.
Il tempo non controllato e misurato è un tesoro…(fonte)
Non per ultimo la giovinezza non è una questione attinente al corpo essa è indissolubilmente legata alla vitalità e alla spensieratezza della mente oggi invece  un 70enne non sarà giovanile come vorrebbe o come si sente poiché il programma mentale e biologico dell’età ha influito così tanto su di lui da farlo ritrovare in un corpo non proprio “fresco” e quell’età data per inconfutabile viene usata, suo malgrado, per rallentare, per giustificare le proprie incapacità che da una parte sono state indotte negli anni dal distruttivo sistema in cui ha vissuto, ma dall’altra costituiscono la mancanza di volontà dell’individuo.

Gli anni che dicono-diciamo di avere ci rendono vecchi, solo quelli, se non esistessero, come in effetti è, la vecchiaia non esisterebbe e con buona probabilità non esisterebbe nemmeno la morte perché si capirebbe nel profondo il ciclo vita-morte per quello che è ma come si può immaginare questo non va bene agli oppressori dell’umanità.

Se si vive la propria vita senza contare gli anni ci si trova nella condizione di non considerare neanche lontanamente le convenzioni di età definite gioventù, maturità e vecchiaia, non ci si sente né giovane ne adulto né tantomeno vecchio, semplicemente si percepisce se stessi per ciò che si è dentro, la componente più importante che di riflesso donerà un corpo correlato al proprio sentire…si vive con presenza i propri giorni usando all’occorrenza il tempo artificiale solo per interfacciarsi con una società fondata sul medesimo.
Non contare i tuoi anni, vivi i tuoi giorni(fonte)
In definitiva l'età, quella intesa da questa illustre società, non esiste in natura, si tratta di artifizi creati ad hoc in tempi molto remoti dalla nostra beneamata chiesa per scopi tutt'altro che benefici; il tempo che oggi si conta ha la funzione di desincronizzare l'essere dai cicli naturali e fargli vivere un tempo artificiale che non esiste e lo avvilisce.
In natura non esistono gli anni, i mesi, le ore, i minuti, sono invenzioni-convenzioni per suddividere la vita degli schiavi e comprarla attraverso il lavoro(le ore di lavoro) e con ciò il sistema diventa proprietario della vita degli individui, ma non solo.
L'età è un programma mentale arcaico difficile da scardinare ma una volta disinstallato tutto acquisisce un altro senso, il tempo, l'attimo, vengono vissuti in maniera totalizzante.

domenica 6 maggio 2018

100 Pensieri… riordinati (2^ parte)

SALUTE
Se non conosciamo tutti i perché del nostro star male 
non possiamo trovare tutti i come per stare bene.

§§§§§§§§§§
Quando comprendi la malattia ritrovi la Salute,
perché la malattia è un messaggio
che ritorna sempre finché
non viene ascoltato.

§§§§§§§§§§

La salute è una conseguenza; un risultato di ciò che “sei”…
più sei distante da ciò che senti di essere più lei sarà compromessa.
Ci vuole coraggio e determinazione per essere se stessi(e in salute) in questo mondo avverso ad ogni regola di natura.

§§§§§§§§§§

La cura più potente che esista è volere, fortissimamente volere…  vivere, amare, guarire.

§§§§§§§§§§

La malattia è un messaggio, un messaggio positivo anche se porta con sè dolore(anch’esso con la sua valida motivazione/funzione).
Dopo tanti anni vissuti nella frustrazione personale finalmente un giorno ritroviamo noi stessi ed il coraggio di vivere e allora sopraggiunge la malattia a ripristinare le normalità biologiche alterate dalla pregressa percezione limitante.
Se non si comprende il messaggio della malattia 
si ignorerà una parte importante di se stessi e della vita.

§§§§§§§§§§

Maggiore sarà la consapevolezza di te stesso 
minore sarà l’influenza dei “rimedi” esterni…
in favore delle maggiori modificazioni fisiche, mentali e spirituali che attuerai attraverso l’essere quello che sei.

§§§§§§§§§§

Hai un solo modo per non ammalarti mai è quello di 
mantenere felice il tuo "cuore". Come fare?
-Considerare di essere vivi
-Percepirsi nel presente
-Accettare ciò che accade
-Agire per un bene superiore
La felicità del cuore non solo non ti farà ammalare, 
ma non ti farà neanche “crescere”* né ti farà “morire” mai.

§§§§§§§§§§

La malattia è percezione, la malattia è guarigione,
ma in questo mondo marcio se ne sei consapevole potresti andare in prigione.

 
§§§§§§§§§§

Quando la mente(inconscia) non vuole fare qualcosa il corpo si ammala.
Il tipo di malattia dipende da cosa non vuole fare.
La gravità della malattia dipende da quanto non lo vuole fare.

§§§§§§§§§§


PERCEZIONE & CREAZIONE DELLA REALTA’

Fanno leva sulle tue vibrazioni perché tu sei suono
Fanno leva sull’illuminazione perché tu sei luce
Fanno leva sulla tuo ritmo perché tu sei armonico
Fanno leva sulla tua umanità perché tu sei emozione/amore
Fanno leva su ciò che sei per non farti capire chi sei.

domenica 16 aprile 2017

SUPERPOTENZIALE

SUPERPOTENZIALE

Il programma "Superpotenziale" rappresenta un meccanismo neuro-acustico che stimola lo stato di flusso (flow) della coscienza umana. Che cosa significa lo stato di flusso?
E' uno stato psichico quando una persona è completamente immersa in un'attività, è completamente concentrata sull'attività e sul successo da raggiungere nel farla. Ciascuno di noi lo conosce: ci si immerge in un lavoro, in un arte, si mira al raggiungimento di certi risultati.

In questo stato il tempo sparisce, la persona stessa si scioglie nella sua attività traendone il massimo piacere. In questi momenti le cose si fanno da sole, i problemi si risolvono in pochi minuti, ogni azione è efficace, il tempo si contrae e tutto si fa senza uno sforzo alcuno. Ecco perché è uno stato di "flusso": la persona come se fosse portata da una piena. Questo è uno stato molto produttivo e molto felice, tra i più felici che possa sperimentare un essere umano.

I pensieri scorrono leggeri, senza imporsi, sono colorati di emozioni positive. Per molte religioni antiche, come il buddhismo e il taoismo, il raggiungimento di questo stato è considerato, da millenni, una pietra miliare della perfezione spirituale. L'entrata nello stato di flusso si osserva spesso negli sportivi professionisti nel corso degli allenamenti e gare. Molte personalità creative sapevano entrare in questo stato; come Johann Strauss che scriveva le nuove melodie anche sui polsini, o Van Gogh (e non solo lui), mentre raggiungeva uno stato d'illuminazione creativa.

Albert Einstein poteva permanere in uno stato di flusso fino a 4 giorni di fila. Anche altri fisici eminenti come Ioffe, Landau, Kapitsa conoscevano bene questo stato. Uno stato di flusso sorge spesso al limite delle capacità umane, e spesso le trascende. Ecco perché è stato deciso di chiamare il programma sviluppato dall'Istituto dello sviluppo di coscienza "Superpotenziale"- il programma vi aiuterà a varcare il confine delle vostre capacità.

Come funziona questo programma?

Il programma possiede due parti, la prima è rilassante, dura 9 minuti, e la seconda è stimolante, e dura 11 minuti. Vogliamo subito avvertirvi - non si tratta di una pastiglietta miracolosa; è uno strumento con l'aiuto del quale potreste raggiungere uno stato di flusso, ma solo applicando una serie di sforzi. Potrete farlo solo se seguirete delle istruzioni.
Durante le prime 8 minuti vi rilasserete. Dall'intensità del rilassamento raggiunto dipenderà l'effetto che vi farà la seconda parte del programma, nel corso della quale sarà effettuata una stimolazione dei ritmi cerebrali. Più riuscirete a rilassarvi e migliore sarà il vostro risultato.
· Nella prima parte è stato usato il ritmo alfa 10-12 Hz e le frequenze portanti 110-120 Hz. Sono state scelte per condurre un ascoltatore allo stato di un piacevole rilassamento. Nel corso di questa parte del programma è molto importante staccare il dialogo interiore e concentrarsi sulla respirazione.
· Nella seconda parte del programma le frequenze crescono fino a 39 Hz (ritmi gamma), mentre la frequenza portante sale a 300 Hz.
· Durante le ultime 2 minuti il ritmo si abbassa bruscamente fino alle frequenze beta – 14 Hz. Attenzione!

Si raccomanda di lavorare con il programma nelle ore mattutine e diurne. Se lo farete di notte potreste incorrere nell'insonnia. Non SI CONSIGLIA di lavorare con il programma due volte di seguito! Se non siete riusciti a entrare in uno stato d flusso dopo UN SOLO ASCOLTO, fate un intervallo di 1 – 2 ore e riprovate. Nel caso se doveste riascoltare il programma senza fare un intervallo di 1-3 ore, la probabilità dell'entrata nello stato di flusso si abbasserebbe.

Dopo aver ascoltato il programma una volta, aprite gli occhi e incominciate a fare qualcosa. Se l'inizializzazione è avvenuta con successo, tra 10-15 minuti avvertirete un afflusso di forze, tutto vi riuscirà facile. Questo significa che avete raggiunto l'obiettivo; siete entrati nello stato di flusso. L'intensità di tale stato crescerà dopo ogni nuovo ascolto; nel corso degli allenamenti regolari lo stato del flusso si verificherà sempre più forte.

Come meditare?
Assumete una posizione comoda, chiudete gli occhi, fermate il dialogo interiore e già dopo alcuni minuti entrerete in un piacevole stato di rilassamento. CHIUDETE GLI OCCHI.
Una persona media ci impiega circa 8 minuti. Prima di meditare è meglio bere un bicchiere d'acqua. Potete leggere di più su come meditare qui: come meditare in maniera corretta.

Si raccomanda di lavorare con il programma SOLO con le cuffie stereo.
Le ore di lavoro raccomandate: mattino e giorno.
Per avere il massimo dei risultati da questo programma, fate un intervallo di 2-3 ore prima di continuare il lavoro con un altro programma.

ATTENZIONE! IL PROGRAMMA HA IL FORMATO AUDIOSTROBE CONTENENTE IL CODICE AUDIOSTROVE; PUO' ESSERE ADOPERATO NELLE MIND MACHINE CHE SOSTENGONO QUESTO FORMATO (Proteus, Kasina), oppure sul computer con l'uso del decoder strobe e degli occhiali che montano dei diodi emettenti delle luci.

Si consiglia di non ascoltare questo programma ai malati di epilessia, ai portatori di pacemaker, alle donne in stato di gravidanza e ai ragazzi minori di 16 anni.
Link Superpotenziale
© Lenny Rossolovski 2014. All rights reserved,

mercoledì 28 settembre 2016

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole
... La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione interna di episodi non gestibili altrimenti …
La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione automatica di situazioni diverse dalla realtà …
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza: idee politiche, scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare pesantemente uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.

Logosintesi è il mezzo per riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento con l’Essenza. ...

Per capire che cos'è la logosintesi partiamo dalla prima affermazione:
“Recupero tutta la mia energia legata a questo ricordo, e la riporto nel posto giusto in me stesso/a”.
Un individuo che pronunci questa frase dopo aver focalizzato un ricordo doloroso, molto probabilmente farà un’esperienza memorabile.

Le caratteristiche sensoriali della scena tenderanno a mutare, facendosi sempre meno definite. Le reazioni corporee ed emotive al ricordo, quali tensione, rabbia, paura, dolore saranno sempre meno evidenti, ed in taluni casi scompariranno come neve al sole. Magia?
Per qualcuno potrebbe sembrarlo, invece trattasi di logos syn thesis ovvero riunire mediante le parole: si richiama quel frammento del sé che si era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che era rimasto letteralmente congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad una sorta di enclave energetica.

Nel 2005 il Dr. Willem Lammers, psicoterapeuta con esperienza clinica ultratrentennale, ha fatto una serie di scoperte che l’hanno condotto ad ideare un nuovo modello di auto-aiuto e di cambiamento guidato:
Logosintesi.
Il metodo della Logosintesi
Le radici di questo metodo affondano nelle viscere della storia umana, in tempi nei quali lo sciamano era considerato il punto di riferimento del villaggio per le sue capacità di interagire con il mondo del sovrasensibile. Tra le varie culture sciamaniche troviamo un’idea comune a varie latitudini: un evento traumatico crea un “frammento d’anima”, una scheggia di coscienza che si separa e si isola dal tutto per gestire l’evento e le sue conseguenze. Uno dei ruoli dello sciamano è quindi quello di aiutare il sofferente, mediante specifici rituali, nel recupero di quel frammento così che la sua consapevolezza possa tornare (un po’ più) intera. Inoltre, spetta sempre all’uomo di medicina la cacciata degli spiriti maligni (leggi: energia estranea) dalla coscienza dell’individuo.

“Allontano tutta l’energia estranea collegata a questo ricordo, da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio spazio personale, e la rimando nel luogo e nel tempo a cui realmente appartiene”.

Gli elementi percettivi dell’esperienza dolorosa, che il soggetto ha inconsciamente trattenuto, vengono finalmente rilasciati in seguito all’enunciazione di questa frase. L’energia di persone, luoghi, idee, credenze viene restituita in flusso al legittimo “proprietario”, favorendo un sostanziale riequilibrio ed una ulteriore presa di coscienza. La frase di allontanamento costituisce il punto due del processo di Logosintesi, ed è spesso risolutiva senza essere vanamente consolatoria.

Diversamente da approcci che cercano di compensare un vissuto doloroso mediante la reinterpretazione cognitiva, Logosintesi prevede il ripristino della coscienza (energia) allo stato fluido, ovvero alla possibilità di rispondere alla vita nei modi più efficaci. Nessun giudizio, nessuna comparazione: dato l’evento X rimasto cristallizzato nell’orizzonte spazio-temporale, si utilizza il potere della parola per recuperare il frammento del sé che si è staccato dalla coscienza (dissociazione), e per allontanare ciò che non appartiene ed è rimasto come un ologramma nello spazio personale (introiezione).

A partire dall’accadimento di X e della sua cristallizzazione, l’individuo inizia a reagire ad esso mediante emozioni, sintomi fisici e azioni, che possono coagularsi in schemi cognitivi e comportamentali. Talvolta queste reazioni vanno avanti per anni (si pensi al disturbo post traumatico da stress) e continueranno a farlo fino a quando nella rappresentazione dell’evento non sia stato ripristinato il flusso.
Ecco allora la terza frase di Logosintesi:

“Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie reazioni a questo ricordo, e la riporto al posto giusto in me stesso/a”.
Dopo l’enunciazione di queste parole il soggetto, che già aveva trovato sollievo dalla vaporizzazione dell’evento, può smettere di reagire ad esso (anche se lo faceva da mesi o anni) realizzando una verità facile da afferrare cognitivamente solo se la parte più arcaica del cervello è liberata. L’evento appartiene al passato, tuttavia la sua traccia (che è stata bonificata grazie alle prime due frasi) veniva reiterata continuando così a generare reazioni inutili e spesso dannose. L’individuo ha così elaborato qualcosa fino ad allora indigesto, ha smesso di reagire in modo meccanico ad un evento del passato ed ha a disposizione il suo potenziale di consapevolezza (che varia da persona a persona) per poter vivere il presente.

I quattro principi della Logosintesi
La Logosintesi è strutturata su quattro principi fondamentali che illustrano l’origine della sofferenza umana, il modo con il quale si perpetua ed una via per uscirne.
1. La sofferenza deriva da una perdita di contatto con l’Essenza, la natura spirituale dell’essere umano.
2. Introiezioni e parti dissociate creano e mantengono questo stato di disconnessione.
3. Introiezioni e parti dissociate sono ologrammi congelati presenti nello spazio di percezione.
4. Il potere della parola permette di dissolvere questi ologrammi, riportando l’energia in flusso.

La possibilità di manifestare la coscienza è il tratto peculiare dell’essere umano. Possiamo definirla come la capacità di comprendere ciò che accade, oltre che ad influenzarlo. La coscienza varia in base all’età, alle esperienze pregresse, alle caratteristiche genetiche ed alle memorie genealogiche, alle attitudini e alle abitudini cognitive e comportamentali. Inoltre, la consapevolezza cambia anche in base ai periodi, alle fasi della vita, alle situazioni contingenti ed a chissà quanti altri possibili fattori di influenza. La tendenza è quella di una evoluzione della coscienza partendo dalla nascita (o dal concepimento?) fino all’età adulta. Ciò che può turbare un bambino è spesso fonte di ilarità per un adulto.

lunedì 8 febbraio 2016

Perchè il tempo non esiste

Perchè il tempo non esiste. L'ipnosi evocativa medica e il campo unificato.


Quando si studiano  le strutture ultramicroscopiche dell’universo, il tempo perde la sua importanza. Diventa un ingrediente inutile...

Newton ha considerato il tempo come una  funzione fondamentale: una  successione di istanti, intesa sempre come una estensione capace di essere suddivisa, misurata, e distinta, in ogni sua frazione o momento.
Newton ha separato il tempo dagli eventi del mondo ed ha riservato ad esso  una identità sua propria.

Esiste per la fisica quantistica un “campo unificato”  #campounificato che comprende tutto:
Il passato, il presente, il futuro, la creazione sono in realtà eventi simultanei, sincronici.

Da questo campo unificato sono apparse  le particelle subatomiche, ma in realtà nulla è nient’altro che energia unificata. 

Tutto è soltanto amore.

Il tempo parrebbe scorrere diversamente sulla Terra e su Marte, ma in reatà è soltanto una nostra pura percezione: di per sé il tempo non esiste.

Il tempo è’ soltanto una divisione arbitraria di cicli di cui facciamo esperienza.

Il tempo è una certezza-falsa, cioè il tempo è un ossimoro.

Se il tempo non esiste anche le vite precedenti non esistono, ma sono solo una “percezione” per così dire di noi terrestri interpretata dal nostro punto di osservazione.

Non esistendo il tempo anche la morte non esiste: tutto è un eterno e immortale presente.

Per questo non vi parlerò più di ipnosi regressiva, ma soltanto di ipnosi evocativa. Non esiste alcuna possibilità di regredire al passato.

Non esiste alcuna facoltà nostra di uscire dal campo unificato dell’eterno presente.

In questo eterno presente ognuno di noi vive simultanee “vite sincroniche” ed “io sincronici” (other selves) che possiamo raggiungere in ipnosi evocativa per scaricare (abreagire)  i confitti karmici  del nostro campo unificato energetico-spirituale.

Come sempre accade qualcuno fraintenderà e penserà ch io non creda alla reincarnazione.

Credo che persino i fotoni si reincarnino sdoppiandosi e rimanendo per sempre in entanglement nel presente.
Chiamerò questo #campounificato semplicemente l'Uno.
Buona Vita eterna e felice Angelo Bona

giovedì 14 gennaio 2016

"Un altro mondo" docufilm di Thomas Torelli

"Un altro mondo"
IL TEMPO
…la nostra civiltà occidentale ha creduto di poter misurare il tempo con gli stessi strumenti che usa per misurare lo spazio… lo spazio è una dimensione dei sensi, il tempo è una dimensione della mente…questa è una operazione di contrabbando logico, di pirateria mentale…
...il calendario cristiano, il calendario gregoriano, non fece altro che distruggere sistematicamente la sincronizzazione dell'uomo con la natura e con il movimento del cielo...  Questo strumento è stato il mezzo più importante che ha contribuito in maggior modo a cambiare la concezione dell'essere umano di oggi per fargli smettere di pensare che il tempo è l'unica cosa che abbiamo, l'unica ricchezza, è il tempo della sua vita, per trasformarlo in una merce.
Quello che fece fu istituire ufficialmente che la vita, il tempo di vita, può essere quantificato, comprato o venduto. Questo vuol dire che la vita non è più la nostra vita, ma è la vita di chi ci paga, che paga per il nostro tempo.
Abbiamo vissuto per migliaia di anni in un tempo artificiale, diviso a tavolino in 24 h, di 60 min. di 60 sec, cicli che non appartengono al tempo naturale e viviamo da millenni in questo tempo artificiale in cui ci siamo convinti che il tempo è denaro.
Il nostro tempo è diventato un incubo meccanizzato, la mattina ci sveglia una macchina, ci mettiamo in un’altra macchina che ci porta nel nostro luogo di lavoro dove, vogliamo scommettere che consiste nel mandare avanti macchine per tutto il giorno? E al termine di una giornata di lavoro di questo tipo ci rimettiamo in una macchina e torniamo a casa dove ci sono altre macchine che si incaricano di divertirci e nutrirci, al termine di un mese di questa vita riceviamo in cambio del nostro tempo, che è sacro, una quantità di denaro, che è l’ipnosi collettiva meglio riuscita su questo pianeta, e con quel denaro corriamo tutti contenti a comprare nuove macchine.

Il tempo è quello stratagemma per non far accadere tutte gli eventi nello stesso momento e lo spazio per non farli accadere nello stesso luogo

Nella lingua inglese present vuol dire sia regalo che il tempo attuale, il qui, adesso, quindi il presente è un regalo che l’eternità ci fa in ogni momento. Da che cosa è invaso nella vita di molti? Dalla paura che viene dal passato e l’ansia che viene dal futuro, ma se il futuro è figlio del presente la cosa migliore da fare nel presente è creare la causa per un futuro migliore.
La maggior parte della gente o vive nel passato, nei ricordi o nel futuro, pensando a quello che vorrebbe fare, poca gente vive nel presente, il presente che è l’unico tempo che abbiamo, una grande disgrazia che non permette di sincronizzarci con tutto quello che esiste.

IL DENARO

domenica 3 maggio 2015

Il tempo rubato alla vita

L'ESIGENZA DI RESTITUIRE IL GIUSTO VALORE AL TEMPO DELLA VITA.


Ogni essere vivente possiede una certa quantità d'un bene scarso per eccellenza, che potremmo senza dubbio annoverare tra i più preziosi. Si tratta d'una dimensione in grado di contrarsi o di dilatarsi, ma che pur sempre sarà finita per ogni essere umano. Possiamo intenderla come una variabile fondamentale della nostra percezione della realtà, accompagnata da un'intrinseca incertezza sulla sua futura disponibilità: si tratta del tempo della vita. 

Alcuni affermano che il tempo sia denaro, eppure io non riesco a togliermi dalla mente che prima di tutto il tempo significhi vita. Bisogna riporre molta attenzione su questo aspetto, perché chiunque tenti di fondare una società senza attribuire al tempo il suo vero significato, rischia di commettere dei grossolani errori, che si ripercuoteranno inevitabilmente sulla qualità dell'esistenza degli esseri umani.

Nell'attuale società per poter sopravvivere si deve svolgere un lavoro al fine di procurarsi uno stipendio. Ma ogni ora destinata ad un'attività lavorativa corrisponde anche ad un'ora d'esistenza consumata. Comprendiamo così, che il salario d'un dipendente assume un significato duale di valore del lavoro svolto e del valore del tempo della vita.

Il fatto che in Italia lo stipendio medio sia di 1.330 € al mese, equivale ad affermare che la vita d'un essere umano vale esattamente 8,31 €/h, perlomeno se si tratta d'un operaio. La stima infatti può salire fino a quota 2.077 € all'ora nel caso di un amministratore delegato di fama o ancora più su per alcuni miliardari, sottolineando che all'interno dell'attuale società il valore dell'esistenza non è per tutti uguale, come se alcuni individui fossero più umani degli altri. 

Il tempo d'un ora di vita si avvicina al suo valore reale solo per una sparuta minoranza, l'élite, mentre per la maggioranza della popolazione tende ad essere prossimo allo zero. La vita d'un operaio polacco vale 3,95 €/h, quella di uno rumeno 2,16 €/h. Ma come si può anche solo pensare di far corrispondere al tempo della vita un così infimo equivalente monetario?

L'assegnazione d'un valore per la cessione d'una quota della propria esistenza, è una delle aberrazioni della visione del mondo, che scaturisce dalla distorsione del reale significato del tempo esistenziale, dove tutto diventa merce, persino l'inestimabile tempo dell'esistenza d'un essere umano. 

Anche la tipica equazione tempo uguale denaro è un chiaro riflesso delle esigenze di un mondo malato di profitto, dove gli individui hanno ceduto la propria dimensione umana in luogo di quella economica, smarrendo il senso stesso della loro vita. 

A giudicare dal valore attribuito dall'attuale sistema economico al tempo della vita, l'insieme dei lavoratori non sembra essere composto da umani, ma appare piuttosto simile ad un agglomerato di macchine, la cui esistenza da meri oggetti esanimi, è effettivamente del tutto priva di valore, e quindi anche legittimamente sacrificabile. Peccato però che quei lavoratori siano esseri pensanti, in grado di provare sentimenti ed emozioni, nonostante il valore esistenziale ad essi attribuito dal sistema tenda ad affermare il contrario, assimilando l'uomo ad un'automazione.

Eppure chiunque riesca a comprendere che quell'ora di lavoro umana corrisponde ad una frazione finita d'un bene che in realtà ha un un valore infinito, potrebbe facilmente intuire che non esiste alcun compenso ammissibile per la cessione della vita, a meno che esso non sia estremamente elevato. In quest'ottica il tempo esistenziale appare un bene così prezioso che non può essere sprecato.

Al contrario, quando l'esistenza assume un valore monetario finito tendente allo zero, allora diventa sacrificabile. Il capitale trova così la legittimazione necessaria affinché la massa venga asservita alle sue necessità, in virtù d'un errata valutazione sulla scala dei valori umani, dove il profitto prevarica la vita e la felicità. Eppure è evidente che vivere non dovrebbe significare assecondare le dinamiche necessarie a generare profitto, riducendo il significato dell'esistenza di gran parte degli esseri umani al pari di quella d'una macchina. 

Ogni essere umano dovrebbe invece sperimentare la propria, unica, esistenza all'interno d'una società che sia in grado di garantire il massimo del tempo libero per svolgere le attività che lo rendono felice, perché il vero scopo dell'esistenza in fondo è “vivere la vita” con serenità, in una condizione di reale libertà.

Attualmente l'attività principale che monopolizza le giornate degli esseri umani è senza dubbio quella lavorativa. Tra spostamenti e pausa pranzo miliardi d'individui sacrificano 10-12 ore al giorno per il lavoro.

Ma lavorare forzosamente per sopravvivere non significa “vivere la vita”. Servire il sistema sotto l'azione coercitiva d'un ricatto economico, corrisponde piuttosto all'annullamento del senso stesso dell'esistenza. Il lavoro non è libertà, semmai la sua negazione perché in una società a misura d'uomo, gli individui dovrebbero lavorare per vivere e non vivere per lavorare.
Oggi per la stragrande maggioranza degli esseri umani il lavoro non è una questione di volontà ma una costrizione. Il lavoro è un obbligo travestito da necessità sociale, che induce le persone a lavorare per un orario eccessivo, svolgendo troppo spesso mansioni contro la propria volontà. Le persone infatti, non scelgono il proprio lavoro, ma pur di sopravvivere si adattano a ciò che il sistema mette a disposizione per loro. Il tutto si traduce in una palese forma di violenza.

mercoledì 25 giugno 2014

Il Cronovisore, la macchina del tempo esiste ed è in Vaticano

Il cronovisore è un dispositivo in grado di captare e riprodurre immagini e suoni provenienti dal passato. L’invenzione di un cronovisore è stata dichiarata nei primi anni settanta da Pellegrino Ernetti (1925-1994) che, a colloquio con Vincenzo Maddaloni, inviato del settimanale La Domenica del Corriere, spiegò nel dettaglio come fosse giunto alla costruzione dell’apparecchio e quanto avesse visto nel corso della successiva sperimentazione. L’apparecchio sarebbe stato realizzato in una serie di studi, svolti tra Roma e Venezia, a cui avrebbe collaborato una cerchia di eminenti scienziati le cui identità non sono mai state rivelate. Gli unici nomi lasciati trapelare, oltre a quello del Gemelli, furono quelli di Enrico Fermi e Wernher von Braun. Il dispositivo inventato da Ernetti non fu mai mostrato in pubblico sotto pressioni del Vaticano il quale lo sequestrò al suo inventore. 
Ideata e costruita da padre Pellegrino Ernetti, questa è stata chiamata “Cronovisore”, la stessa captando gli eventi del passato, li farebbe vedere così come si sono svolti. La scoperta è stata annunciata al mondo scientifico, con la pubblicazione di un libro in Francia edito dalle edizioni Albin Michel con il titolo ” Le nouveau mystere du Vatican” (Il nuovo mistero del Vaticano). Il libro che già si è rivelato una vera meteora nel mondo scientifico, propone documenti e date, circostanze precise e fatti cui è difficile fare opposizione.
Cronovisore
Milano, 17 settembre 1952. Laboratorio di Fisica Sperimentale, Università Cattolica del Sacro Cuore. In questo laboratorio si trovavano due uomini, che cercavano di ottenere un suono puro da un magnetofono a filo, utilizzando gli strumenti più avveniristici dell’epoca.
Uno era Padre Agostino Gemelli, medico ed esperto di Fisica, fondatore e rettore per quarant’anni dell Università Cattolica, e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
L’altro era Padre Pellegrino Ernetti, esperto di musica prepolifonica, insegnante al Conservatorio Statale di Venezia, filosofo, laureato in Fisica Quantistica e Subatomica, appassionato di elettronica, nonché, per molti anni, esorcista ufficiale della diocesi di Venezia.
I due uomini, mediante il magnetofono a filo, cercavano di ottenere un suono puro da un canto gregoriano, quando per l’ennesima volta il filo si spezza.
“Ah!Papà, aiutami tu!” esclama Padre Gemelli, come aveva già fatto molte volte.
Ma questa volta, dal magnetofono, invece dei canti gregoriani, giunge una risposta, da una voce che Padre Gemelli riconosce come quella del padre: “Ma certo che ti aiuto. Io sono sempre con te.”
Padre Gemelli dette poco peso all’accaduto, mentre Ernetti iniziò a riflettere sull’accaduto.

Padre Ernetti
L’uomo lascia una scia, i suoi suoni fanno lo stesso, e tramite la macchina del tempo è possibile riassemblare il tutto.
Ma vediamo un frammento della dichiarazione di Padre Ernetti :”
“Tutta la nostra fisionomia è energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora.
Ora, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più semmai si trasforma, però resta eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti che captino queste energie e le ricostruiscano in maniera tale da ridarci la persona o l’evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto il presente nel tempo e nello spazio
“.
Nel giro di pochi anni, il sacerdote riunisce attorno a se un equipe di dodici scienziati, tra cui vengono citati Enrico Fermi e Werner Von Braun Luigi Borello.

 
In breve tempo, il cronovisore diventa una realtà. Questa fu la descrizione (tratta dal Corriere della Sera) data dallo stesso Padre Ernetti del suo apparecchio: “Non è come un film, ma come un ologramma, a tre dimensioni, in rilievo. I personaggi non erano molto grandi. Pressappoco la dimensione dei nostri schermi televisivi […] in bianco e nero ma con il movimento e il suono […]. Potevamo regolare il nostro apparecchio sul luogo e l’epoca desiderati. Più esattamente sceglievamo qualcuno che volevamo seguire […]. E’ lui che vedevamo. Ciascun uomo possiede un genere d’onda, una sorta di emanazione che gli è propria, un po’ come una firma, o come delle impronte digitali […]. Dunque è qualcuno che noi vediamo e continuiamo a vedere in tutti i suoi spostamenti. E’ sempre lui al centro della scena. Il problema consisteva innanzi tutto nel trovarlo, per tentativi. Si regolava poi l’apparecchio sull’onda che emanava da lui, e l’apparecchio lo seguiva automaticamente”.

Visioni della storia
Fu così che il sacerdote ascoltò i discorsi di Cicerone, osservo Roma ai tempi di Traiano e Napoleone nel corso delle sue battaglie, vide, trascrisse e pubblicò la Thyestes, una tragedia perduta di Quinto Ennio, di cui si conoscevano solamente brevi citazioni, e per finire osservò la crocifissione di Cristo.
Padre Ernetti rivelò a François Brune alcuni viaggi temporali che avrebbe compiuto con il dispositivo ad esplorare.
Raccontò di aver voluto «[...] per prima cosa verificare che quello che vedevamo fosse autentico. Così iniziammo con una scena abbastanza recente, della quale avevamo buoni documenti visivi e sonori. Regolammo l’apparecchio su Mussolini che pronunciava uno dei suoi discorsi.»
Presa dimestichezza con il dispositivo: «[...] risalimmo nel tempo, captando Napoleone (se ho ben compreso quello che diceva, era il discorso con il quale annunciava l’abolizione della Serenissima Repubblica di Venezia per proclamare una Repubblica Italiana).»
«Successivamente andammo nell’antichità romana. Una scena del mercato ortofrutticolo di Traiano, un discorso di Cicerone, uno dei più celebri, la prima Catilinaria. Abbiamo visto e ascoltato il famoso: “Quousque tandem Catilina”».
Assistere alla foga declamatoria di Cicerone di fronte al Senato romano, nel 63 a.C., deve essere stata un’esperienza davvero emozionante. Ecco infatti come padre Ernetti la commentava: «I suoi gesti, la sua intonazione… com’erano potenti. E che fantastica oratoria!»
Ernetti sosteneva inoltre di aver assistito, attraverso il cronovisore, nel 169 a.C., ad una rappresentazione del Tieste, una tragedia del poeta latino Ennio, che si riteneva definitivamente perduta ma da lui prontamente trascritta proprio in quell’occasione.
Ma ancor più clamorosamente, Ernetti affermava di aver assistito nientemeno che alla passione e crocifissione di Gesù Cristo, le cui vicende sarebbero state da lui interamente filmate. Così riferì a padre Brune: «Vidi tutto. L’agonia nel giardino, il tradimento di Giuda, il processo… il calvario.»

Volto di Cristo apparso sul Cronovisore

Della ripresa è stata divulgata unicamente un’eccezionale istantanea ravvicinata del volto di Cristo (foto sopra).
Passarono pochi mesi e sul Giornale dei misteri dell’agosto 1972 fu pubblicata la lettera di un lettore e una fotografia. La foto, acquistata per 100 lire al Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, vicino a Perugia, mostrava un primo piano di una scultura in legno del Cristo sulla croce: il volto era uguale a quello della foto di Ernetti.


Ma la cosa sarebbe poi stata smentita dallo stesso Padre Ernetti qualche anno più tardi, quando in risposta ad uno dei suoi principali contestatori, il Professor Borello disse che “Il nostro Cristo fu captato nel 1953, mentre quello di Collevalenza venne realizzato circa sei anni dopo; e quando madre Speranza lo vide nella nostra foto, fece salti di gioia, perché corrispondeva a quello della sua visione: questi sono fatti storici“.
Principi di funzionamento
Nella intervista a La Domenica del Corriere affermò :«L’intera elaborazione si basa su un principio di fisica accettato da tutti, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si distruggono ma si trasformano e restano eterne e onnipotenti, quindi possono essere ricostruite come ogni energia, in quanto esse stesse energia.»
E’ il principio di conservazione dell’energia, secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. In base a questo principio le onde emesse da una persona non si distruggono, ma si conservano in ciò che ci circonda. Quando noi parliamo, emettiamo onde sonore, e sono onde luminose che ci rendono visibili. Quindi, secondo questo principio, queste onde permangono e possono essere percepite, avendo l’attrezzatura necessaria. E questo, secondo Padre Ernetti, è ciò che faceva il suo Cronovisore.
Questa tesi, che ha la sua origine nel pensiero dei filosofo greco Eraclito (tutto scorre), e che trova fondamento scientifico nella legge di conservazione della massa del chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier, è molto simile a quella sostenuta da Gustavo Rol sullo spirito intelligente e conservativo della materia.

Come è fatto
La macchina del tempo di Padre Ernetti
Il Cronovisore, secondo la descrizione dell’autore, consisteva di tre distinti componenti:
  1. una serie di trasduttori ed antenne, in una lega di tre misteriosi metalli (non meglio specificati), garantiva la rivelazione di tutte le lunghezze d’onda del suono e della radiazione elettromagnetica.
  2. un modulo in grado di auto orientarsi sotto la guida delle onde sonore ed elettromagnetiche captate.
  3. una serie assai complessa di dispositivi deputati alla registrazione delle immagini e dei suoni.
Fantasia o Realtà?

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