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domenica 28 ottobre 2018

LA GEOINGEGNERIA E LA DISTRUZIONE SISTEMATICA DEI RACCOLTI E DEI PICCOLI ORTI

LA GEOINGEGNERIA E LA DISTRUZIONE SISTEMATICA DEI RACCOLTI E DEI PICCOLI ORTI
Anche solo guardando un piccolo orto ci si avvede della micidiale opera della geoingegneria sulle colture, nelle foto che riporto a fondo articolo si possono vedere come delle piante di pomodoro dopo una sola pioggia ininterrotta di 36 ore(tra il 22 e il 23-10-2018) siano rimaste letteralmente bruciate dai veleni chimici che ci vengono dispensati giornalmente attraverso la geoingegneria clandestina, in detta circostanza dopo appena due giorni anche i pomodori(maturi e non) che erano ancora sulle piante si sono "bruciati". 
Un’operazione mirata che i padroni del mondo fanno spesso con le nostre coltivazioni danneggiando a turno questa o quella tipologia di pianta.

In questo episodio sono stati interessati solo i pomodori mentre i peperoni, le zucche, le zucchine, il basilico, il prezzemolo, le melanzane non sembra abbiano subito alcun danno rilevante.
Negli anni scorsi invece è stata la volta delle zucchine che nascevano deformi o non riuscivano a raggiungere la naturale maturazione e dei cetrioli che ne hanno fatto le spese(bruciati), ricordo anche che l’anno scorso sempre i pomodori vennero gravemente danneggiati, letteralmente bruciati in una sola settimana d'estate a causa di un irraggiamento elettromagnetico evidentemente tarato sulla loro lunghezza d’onda combinato con un aria satura di sostanze chimiche/metalli e temperature più alte della norma ma non tali da causare certe anomalie, di quest'ultimi eventi però non ho le foto. 
Di esempi così ce ne sono a bizzeffe, molti tipi di piante vengono attaccate sistematicamente e decimate; fate una piccola ricerca e vedrete che anche nel piccolo vi potrete accorgere che ciò che dico corrisponde al vero.

Oggi quindi mio malgrado ho raccolto tutto il marciume e gettato via una decina di kg di pomodori e analogamente circa un mese fa ho dovuto gettare più di 200 kg di uva che nel giro di soli 4 giorni si è “bruciata” di colpo.
Giusto per precisare queste sostanze altamente velenose non intaccano solo i raccolti, ma tutti gli esseri viventi umani compresi che come ben sappiamo si ammalano sempre di più. Credo che sia ora di prendere coscienza di questa vera e propria guerra ambientale contro ogni forma di vita del pianeta e pretendere con estrema determinazione un blocco immediato delle attività dai nostri carissimi "amici" governanti che ora se la ridono, ma se fossimo uniti... 

E’ doveroso guardare a questo fenomeno da una prospettiva più ampia infatti simili attacchi sferrati ad un singolo non fanno grandi danni, ma quando è uno stato intero ad essere preso di mira e l’Italia lo è, allora il settore ne risente pesantemente e costringe a dover ricorrere a materie prime provenienti da altrove, come se la nostra agricoltura non fosse già stata ampiamente stroncata dalle leggi nefaste del mercato globale. 

Non è da dimenticare che comunque il fine ultimo di queste criminali attività è l’uomo, la sua distruzione per come oggi è. Non è più un segreto che l’establishment globale ci stia sfoltendo molto velocemente e quei pochi che rimarranno dovranno essere docili schiavi; insomma l’"esperimento uomo", perché questo siamo, è andato male per i padroni che ora stanno cercando un rimedio in tutta fretta. 

Per la gente è tutto normale, non sta succedendo niente, finchè forse non gli succederà qualcosa direttamente e allora…
PIANTE POMODORI OTTOBRE 2018
(CLICARE PER INGRANDIRE LE IMMAGINI) 



















POMODORI "BRUCIATI" OTTOBRE 2018
(CLICARE PER INGRANDIRE LE IMMAGINI) 
 


POMODORI GUASTI 2017 - ALTRE PIANTE OTTOBRE 2018
(CLICARE PER INGRANDIRE LE IMMAGINI) 








Buona giornata, come al solito artificiale.

Marcello Salas

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lunedì 20 novembre 2017

Bio-logico o Bio-illogico?

Bio-illogico
di Silver
Sono ormai tanti anni che la parola BIO è entrata nel vocabolario comune: grazie al marketing, si sa, ogni anno alcune parole assurgono al ruolo di catalizzatore e condensatore di concetti che, salvo qualche rara eccezione, hanno il compito di indorare la pillola se non, addirittura, vestire il lupo coi panni della nonna.
Perché il marketing non è certo fatto per influenzare la realtà, bensì la percezione della realtà.

Per meglio esser chiari… non esiste nessuno che può creare un bianco che sia più bianco del bianco, ma esiste qualcuno che, grazie a questo concetto, è riuscito a far comprare ad un prezzo maggiore del suo reale valore un fustino (ormai famoso) e a rendere più ricca qualche multinazionale della nettatura.
Il marketing, d’altra parte, è figlio di una mamma di cui tutti conoscono l’esistenza ma di cui pochi ne sanno davvero qualcosa: la propaganda.
Madre è figlio si somigliano davvero tanto perché entrambi discendenti da un avo di origine ellenica che si chiama linguaggio persuasivo a sua volta figlio di Retorica e Dialettica.

Questa particolare “casata” nacque con lo scopo di influenzare le persone creando una (non) realtà verosimile nell’immaginario degli ascoltatori così che possa essere in grado di dare un’aura di sicurezza e di servire una soluzione attraente, unica e formalmente corretta; può essere destinata all’acquisto di un prodotto o al far digerire al volgo una nuova legge iniqua o l’ingresso in una guerra d’occupazione.
Solo la Storia sa quante persone hanno subito gli effetti di un arma tanto potente quanto invisibile. E noi sappiamo quanto questa famiglia sia viva ed attiva oggi più che mai perciò affrontiamo il discorso che segue con mente vigile ed aperta.

In questo articolo parleremo un tema che ci sta molto a cuore: cosa è BIO-LOGICO e cosa BIO-IL-LOGICO.

Per iniziare partiamo banalmente dall’etimo della parola. BIO = Vita, per cui biologico significa “la logica della vita” o, in senso lato, la logica della Natura e ciò che vi è di vero in essa e nelle sue leggi universali.
Per contro, bio-il-logico significa “la NON logica della vita” (ironicamente si potrebbe pensare anche come “la logica della NON vita”), laddove NON logico significa “errato”, “falso”.

L’articolo ha un seguito di altri argomenti correlati al BIO che, a parer nostro, possono essere riassuntivi di quanto vogliamo esporre, ma sentitevi liberi di indicarci altri esempi e mandateci i vostri articoli o chiedeteci di pubblicarne uno per voi. Lo faremo con piacere.

Iniziamo col cibo Biologico ( e da cos’altro potevamo iniziare, se no? Qualche anno fa, quando iniziai a sentir parlare di verdura biologica, mi venne da ridere. Per me quella verdura era semplicemente… normale.

Semmai avrebbero dovuto definire Bioillogica la verdura coltivata con le tecniche moderne!
Marketing 1 – Buonsenso 0

Da allora sono stati creati fior di marchi BIO, articoli su quanto fa bene mangiare BIO, catene di negozi BIO, e a Torino si prega… pardon… si mangia da Oh Mio Bio.
Mangiare un frutto “biologico” significa mangiare un frutto cresciuto in modo naturale sulla pianta ovvero crudo e fresco.
Vi sembra una banalità quanto ho scritto? Io credo proprio di no.

Tutto ciò che viene cotto, alterato e sofisticato non ha nulla a che vedere con la logica della vita e quindi non dovrebbe potersi onorare del titolo di Biologico.
Eppure… contate quanti prodotti confezionati ci sono un un supermercato BIO e ditemi in quale angolo remoto del mondo la Natura li fa crescere sulle piante.

Comunicare che una marmellata è BIO o che una marmellata è stata ottenuta da frutti biologici (ovvero naturali e normali) non è la stessa cosa e il marketing lo sa bene. Il marketing vive di etichette.
Marketing 2 – Buonsenso 0

Un giorno mi recai per la prima volta in un supermercato BIO pensando, ingenuamente e scioccamente, di assistere alla nascita della nuova era vegana. Nel mio piccolo e confortevole mondo avevo solo notizia di vegetali e detersivi bio (ovvero con tensioattivi vegetali) e di certo non mi aspettavo un mega reparto carni e formaggi. Che colpo allo stomaco!
Pezzi di animali con etichette BIO. Commovente: un animale morto con l’etichetta “Vivo”.
Latte cagliato e stagionato BIO. Ovvero derivato da latte fatto da mucche che probabilmente hanno visto un pezzo di pascolo e sottratto al vitellino che, probabilmente, ora stava facendo mostra di quanto fosse bello dentro… nel banco affianco. Il formaggio è un puro artefatto umano, inesistente in natura e perciò non contemplato in alcuna alimentazione naturale. Non è né Bio né, tanto meno, logico.
Marketing 3 – Buonsenso 0

Partita finita e tutti a casa.
Le nostre istituzioni hanno creato la macchina del business del BIO, aumentando i costi per gli agricoltori, distraendo l’attenzione del consumatore e vendendogli l’etichetta di fiducia.

Sia chiaro: non vogliamo parlar male delle verdure biologiche, che certamente sono migliori di quelle bioillogiche, ma solo dare una visione più ampia e meno incantata di questo prodotto di marketing.
Ricordate una legge immutabile: “il mercato è fatto dai consumatori”
In un mondo dove esistono agricoltori che spediscono da tutta Italia, che coltivano in modo naturale, che hanno 1000 recensioni, che partecipano a GAS, ancora sento dire “ma come posso essere sicuro che non utilizzi sostanze nocive?”
I benefici di alimentarsi in modo naturale sono innumerevoli e ben spiegati nel libro Fruttalia.
Il gusto stesso dei cibi è diverso, più ricco di sfumature, intenso ed invoglia a mangiar più crudo.
Al contrario, carne e formaggi, anche se con l’etichetta di fiducia, non potranno mai essere salubri perché rimarranno delle aberrazioni dell’alimentazione umana.
Tutti i cibi di origine animale, inacidiscono il corpo, sono difficilmente digeribili, sporcano molto il sangue, incollano gli intestini, debilitano il sistema immunitario.

Quando un cibo è BIO-IL-LOGICO non potrà mai apportare benefici nemmeno se tutti i medici e tutte le istituzioni del mondo continueranno a dire il contrario.
Prendete questo articolo e quelli che seguiranno come spunto di riflessione.

Se non sarete voi stessi a preservare la vostra salute, nessuno lo farà mai davvero per voi: il marketing delle etichette è in mano ad industrie alimentari e farmaceutiche che hanno a cuore solo i loro interessi, non i vostri.

Ippocrate disse:
“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo ”
Ippocrate parla a te e ti chiede di prenderti cura in prima persona della tua salute senza demandarla a nessun altro. Questo è un pensiero BIO-LOGICO.
Grazie

Seconda parte…

mercoledì 1 marzo 2017

Una riflessione sulle biotecnologie



UNA RIFLESSIONE SULLE BIOTECNOLOGIE

Alcuni hanno chiamato gli oppositori degli organismi geneticamente modificati retrogradi, oscurantisti contro lo sviluppo scientifico e il progresso.
Dietro a questo cosidetto Sviluppo, concetto cosi' relativo e spacciato come univoco da coloro che proclamano le "future sorti positive della scienza", dietro a questa fragile opera di addomesticamento retorico, si nasconde tutta una serie di dati reali sui quali è necessario riflettere, se si vuole porre correttamente la questione delle biotecnologie.

Innanzitutto occorre fare una precisazione, distinguendo ciò che è la ricerca scientifica "pura" dalla tecnologia, che è l'applicazione della ricerca scientifica, mettendo comunque tra virgolette quel concetto, dal momento che la scienza è sempre una sotto-struttura della società cui appartiene, attinge sempre al suo "serbatoio metafisico e ideologico". Comunque quando si parla di ogm, (organismi geneticamente modificati) ci troviamo di fronte appunto all'applicazione di una scoperta scientifica, nella fattispecie a una "invenzione naturale" su cui si mette un brevetto che ne delimita la proprietà intellettuale, che si svolge in laboratori privati di industrie transnazionali, la cui funzione è aumentare i profitti dell'industria stessa.

Il primo problema che si pone di fronte, riguarda dunque la questione della brevettabilità delle piante e delle sementi trangeniche. Come Rifkin fa notare in "L'era dell'accesso" il primo rilascio di un brevetto su un ogm negli USA nel 1987, rappresentò un precedente rivoluzionario nella storia dei brevetti: per la prima volta, un elemento naturale, il gene, veniva considerato invenzione. Così questi giganti dell'agroalimentare cominciarono a sguinzagliare per tutti gli angoli del mondo e soprattutto nelle foreste pluviali, serbatoi di mega-diversità genica, i propri ricercatori, in cerca di geni appetibili per l'industria alimentare, chimica, farmaceutica, ma anche per la ricerca sui combustibili che potrebbero essere ricavati da processi chimici di piante ogm (e non è un caso, a questo proposito, che Novartis e Monsanto fossero, prima di comprare la maggior parte dei laboratori di biotech e le industrie distributrici di sementi, leader nel settore petrolchimico). 

Il concetto di brevettabilità è connesso alla questione della protezione di questa "invezione naturale", nasce insieme all'idea di considerare i geni della pianta bioingenierizzata proprietà costante, da affittare annualmente ai contadini tramite la vendita dei semi, con una sorta di copyright ad essi applicato, che rende perseguibili penalmente gli agricoltori che decidano di riutilizzare il seme del proprio raccolto per l'anno seguente.

Veniamo ai fatti: il primo tentativo clamoroso di esercitare questa protezione venne da Monsanto, che brevettò una tecnologia divenuta famosa come TERMINATOR, poiché esercita un blocco nello sviluppo del seme , rendendolo di fatto improduttivo per i futuri raccolti.

Come conciliare questa spaventosa realtà con la "pubblicità Pulita" che queste multinazionali tentano di farsi favoleggiando di ipotetiche risoluzioni della fame del mondo, grazie ai loro brevetti?
Pare un castello di carte che crolla da solo, se pensiamo ai milioni di contadini dei Paesi piu' poveri, la cui sopravvivenza dipende dai semi dei raccolti precedenti, tecnica colturale che tra l'altro vige dal neolitico in tutto il globo e poi, chi ha un minimo di conoscenza sui problemi dell'autosufficienza alimentare nei PVS, SA CHE IL PROBLEMA STA NELLA MANCANZA DELLA TERRA PER I PICCOLI CONTADINI , A VANTAGGIO DELLE PIANTAGIONI INTENSIVE PER L'ESPORTAZIONE, le quali hanno già goduto dei vantaggi della Rivoluzione Verde negli anni '60, e che saranno il teatro anche di questa nuova rivoluzione biotecnologica: per i piccoli produttori, sarà il ricatto dell'affitto annuale dei geni brevettati, per i poveri, l'esclusione.

Il caso della rivolta dei 100 piccoli contadini indiani del Karnataca che didero fuoco ad un intero raccolto del Cotone Bt (cotone ogm di Monsanto), che aveva causato una flessione notevolissima nei rendimenti, la legge della commissione Africana per l'agricoltura che vietava l'uso di tecnologie affini a Terminator, per la tutela della popolazione locale, questi sono i fatti , il resto resta fantaretorica.

I promotori delle biotecnologie, tentano anche di mostrarsi sensibili rispetto alle sorti dell'ambiente, parlano della possibilità di inventare batteri ogm in grado di disinquinare gli oceani dalle fuoriuscite di petrolio, di inventare piante resistenti ai parassiti, che necessitino di minori quantità di fitofarmaci... ma la realtà dei laboratori privati di Monsanto ci parla di SOIA ROUNDUP, modificata per resistere a elevate quantità di erbicida Roundup, prodotto chiaramente dalla stessa Monsanto, un vero e proprio monopolio non solo sul seme, ma anche sull'erbicida gemello insomma.

Nel mondo ogni giorno scompaiono circa 1000 specie animali e vegetali, soprattutto a causa dell'elevato tasso di deforestazione nei bacini pluviali, frutto degli accordi commerciali dettati da organismi come IMF , BW e WTO, (veri e propri strumenti per l'azione monopolistica delle società transnazionali) e contemporaneamente si moltiplicano i campi seminati con ogm, che producono rischi, non stimabili attualmente, circa l'inquinamento genico delle specie autoctone, e inoltre nessuno scienziato può stimare oggi quali saranno gli effetti di un'alimentazione transgenica sulla salute umana, tuttavia i sostenitori ci vogliono convincere che i benefici delle biotech sono ragionevolmente elevati per sopportare i rischi.

E' vero che nessuna nuova tecnologia è esente da rischi, ma in questo caso l'applicazione di queste "invenzioni naturali", la loro commercializzazione e brevettabilità mostrano benefici solo ed esclusivamente per i detentori dei brevetti, i rischi e le ripercussioni invece appaiono solo a carico delle persone e dell'ambiente.

E' l'umanità che deve a questo punto innescare un meccanismo di autodifesa per sé e per le generazioni future.

venerdì 15 luglio 2016

In Germania i giornali parlano apertamente della geoingegneria

In Germania i giornali parlano apertamente della geoingegneria

Un amico su facebook scrive:
“Giornali tedeschi svelano la verità su scie chimiche e geo-ingegneria. In Italia non è permesso parlare di questo. Renzi minaccia il T.S.O. a chi parla di questo argomento…. che dicono i pecoritaliani!?!?”

Preoccupa venire a conoscenza, tramite amici, che dei permaculturisti hanno avuto il coraggio di definire ZIMBELLI chi si preoccupa del mostro MANIPOLAZIONE CLIMATICA! Ci dicono che si limitano a parlare di cambiamenti climatici anche nei corsi e quando qualcuno getta il sasso postando qualcosa sulla manipolazione climatica per aprire un dibattito, SILENZIO ASSORDANTE!!

Com’è possibile che dei semplici contadini tradizionali hanno ben compreso che il clima è manipolato mentre il permaculturista no? Il clima è fondamentale per coltivare, e con questi estremismi e le sostanze tossiche irrorare diventa davvero impossibile seguire la strada dell’agricoltura.
A Livigno, in provincia di Sondrio, ieri, 13 Luglio 2016, ha nevicato.

Guardate che temperature di oggi e quelle previste per i giorni a seguire

Sempre ieri un fiume di grandine a Bergamo

Chi ha il coraggio di sostenere che sia tutto normale o che il clima sia impazzito?

martedì 5 gennaio 2016

L’agricoltura naturale o «del non fare» di Masanobu Fukuoka

Fukuoka: l'agricoltura del non fare

Il 16 agosto 2008 Masanobu Fukuoka dalla sua casa nel sud del Giappone ha lasciato questo mondo, cosciente di quanto stava avvenendo e in pace.

Forse nessuno come lui ha dato prova di come un'agricoltura contadina, senza macchine, basandosi solo sulla natura, possa essere l'unica vera attività ecologista, capace di risanare la terra. Col suo metodo, che ha chiamato agricoltura naturale o «del non fare», ha sfidato l'agricoltura industriale dimostrando che l'uomo con le sue sole  mani, un falcetto e poco più, è in grado di battere in produttività le macchine, i concimi chimici, i diserbanti, le varietà scientifiche e tutte le multinazionali agroalimentari, con costi quasi nulli e quindi praticando prezzi al pubblico più bassi dei supermercati e producendo alimenti di una qualità praticamente irraggiungibile da qualsiasi altro metodo.

Un'agricoltura rivoluzionaria
Coloro che ne hanno sentito parlare e hanno letto i suoi libri hanno avuto la sensazione di trovarsi davanti alla proposta ecologica più rivoluzionaria. Fra loro moltissimi lo hanno cercato, letto e ascoltato, alcuni hanno provato a mettere in pratica le sue lezioni, pochi ci sono riusciti e sono diventati dei punti di riferimento essenziali (il più importante è Panos Minikis in Grecia) ma diversi hanno rimandato l'impegno a una futura propria conversione e a un più radicale cambiamento di vita. La differenza fra quella di Fukuoka e gli altri tipi di agricoltura biologica è che la sua capovolge radicalmente i pilastri della modernità. Eppure a guardare bene si riduce a poche cose: avvolgere i semi in palline di argilla, impiantare trifoglio nano nei campi di grano, dopo la battitura del grano ributtare nel campo tutta la paglia, mietere a mano e battere con una piccola macchina a pedale, disegnare dei campi di mille metri quadrati, seminare ortaggi come piante selvatiche... Queste semplici azioni, anche se capaci di grandi risultati, non bastano a sfamare l'ansia che abbiamo di combattere quelli (multinazionali ecc.) che stanno facendo più male alla natura.

Schiavi della tecnologia
Siamo cresciuti nella civiltà della tecnica, nella prostituzione alla tecnica, che coincide con la mancanza di cultura diretta, sostituita da manuali di funzionamento. Non abbiamo identità e siamo pronti a buttar via l'ultima tecnica utilizzata non appena ce n'è un'altra che crediamo (ma siamo creduloni abbagliati da perline) più efficiente e moderna. Come figli del XX secolo siamo abituati a passare molto tempo assorbiti da macchine di metallo e plastica che sono diventate il nostro ambiente, abbiamo difficoltà a dare un'importanza esistenziale, alimentare alla natura, che riusciamo solo a concepire come panorama, al massimo col vetro tirato giù. L'agricoltura naturale impone di uscire dalla dipendenza meccanica, di trasformare i semplici atti di seminare, mietere manualmente (solo oche ore di lavoro fisico in un anno), spargere la paglia, in modi d'essere, restando fedeli alla loro semplicità. Verso il tramonto della sua vita, Fukuoka si è dedicato con tutte le forze alla lotta contro la desertificazione avanzante. Grazie al suo impegno milioni di palline di argilla sono state sparse, anche con l'utilizzo di aerei, in zone semidesertificate della Grecia. Dopo gli ultimi immensi incendi dei boschi, è apparso chiaro che questo modo di semina è il più a buon mercato e insostituibile là dove si tratta di rinverdire grandi estensioni di territorio.

La filosofia del non fare
Ma il messaggio più forte di Fukuoka è stato proprio quello del non fare, di staccare dalla modernità e riscoprire la mancanza di valore di questa corsa al progresso, di guardare alla natura come opera di Dio, come forma della sua volontà e provvidenza. Il sorriso rimasto sul suo volto dopo la morte non è solo pienezza ma anche incoraggiamento per noi che restiamo.
Articolo tratto da Terra Nuova - Ottobre 2008

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sabato 7 marzo 2015

Gli interferenti endocrini modificano il sistema ormonale creando malattie

da
Esiste un inquinamento silenzioso, dato dagli interferenti endocrini, al quale non facciamo caso, ma che si insinua nel nostro corpo come un vandalo, creando le condizioni per una malattia che faremo molta fatica a ricondurre alle reali cause, ma che cercheremo di curare invano secondo quanto proposto dalle multinazionali, le quali, molto probabilmente sanno molto di più di quanto dicono, omettendo informazioni importanti per la nostra salute.

Parliamo degli interferenti endocrini, sostanze chimiche capaci di alterare la funzionalità del sistema endocrino degli organismi viventi, esseri umani compresi, contenenti, in particolare bisfenolo A, ftalati e bromuri. Gli interferenti endocrini possono quindi “accendere”, “spegnere” o modificare i normali segnali inviati dagli ormoni: i loro effetti sono preoccupanti, proprio perché insidiosi e subdoli.

Dove possono annidarsi questi interferenti endocrini? 
Il bisfenolo A è utilizzato principalmente per la produzione di plastiche e nella sintesi del poliestere come antiossidante in alcuni plastificanti e inibitore della polimerizzazione del PVC, inoltre nei policarbonati. I policarbonati sono pressoché infrangibili, ed è usato per molti prodotti dei bambini, bottiglie, attrezzature sportive, dispositivi medici ed odontoiatrici, lenti per occhiali, supporti ottici, elettrodomestici, caschi, in pratica ovunque necessiti durezza e resistenza.

Gli ftalati sono una famiglia di composti chimici usati nell’industria delle materie plastiche come agenti plastificanti, ovvero come sostanze aggiunte al polimero per migliorarne la flessibilità e la modellabilità, possiamo quindi immaginarci la vastità del loro campo d’azione. 

I bromurati invece, servono a rendere meno infiammabili i prodotti, spesso impiegati nelle plastiche, negli articoli tessili e nelle apparecchiature elettroniche.

Questo basta e avanza per il momento, visto che i danni prodotti dagli interferenti endocrini sono confermati da ricerche mediche che indicano che le persone più esposte corrono un rischio maggiore di patologie all’apparato riproduttivo, con rischi di infertilità, aborti, endometriosi e altro ancora. Gli interferenti endocrini sarebbero anche responsabili dei disturbi comportamentali nell’infanzia, e forse anche del diabete, dell’obesità e del cancro.

La lista delle possibili malattie mi sembra veramente limitata, perché a preoccupare è proprio la parola interferente endocrino, e se interferisce, come è ormai accertato, sarà in grado di creare squilibri che solo una enciclopedia medica avrà la possibilità di elencare con dovizia tutti i danni procurati al sistema endocrino. Perché dico questo? Semplicemente perché il sistema endocrino è composto da ghiandole e cellule endocrine, le quali secernono nel sangue gli ormoni, inoltre, il sistema endocrino gestisce il funzionamento dell’organismo in collaborazione con il sistema nervoso.

Oltre al danno fisico, l’esborso economico è evidente, e al riguardo, una ventina di ricercatori americani e europei, ha condotto degli studi che indicano in 157 miliardi di euro il costo che deve sostenere l’Unione europea a causa di malattie croniche dovute ad interferenti endocrini… stima, secondo me al ribasso, perché non terrà certamente conto di tutti gli effetti collaterali difficilmente riconducibili agli interferenti endocrini, di cui le multinazionali del farmaco si servono per gonfiare i loro profitti. Questo studio è stato pubblicato nel Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism il 5 marzo scorso, e gli stessi autori non escludono che la cifra possa essere almeno pari a 270 miliardi di euro.

Ditemi voi a questo punto come facciamo a difenderci da tutto questo, riconoscendo in tutto ciò che assimiliamo la possibilità di assorbire questi interferenti endocrini. Non esiste, infatti, ambito nella vita dove possiamo sentirci veramente al sicuro. Secondo l’Endocrine Society quasi il 100% delle persone hanno all’interno del loro organismo interferenti endocrini… beh, a questo punto facciamo il 100% e non se ne parla più, senza correre il rischio di dire castronerie.

Siamo in presenza di una modificazione di massa per disumanizzarci, forse siamo troppo vitali come essere umani per queste energie parassitarie che si insediano nel nostro organismo. Necessitiamo a questo punto di essere “spenti”, ma vista l’ignoranza umana sembra che ce la possiamo benissimo fare da soli senza aiuti esterni, perché l’essere umano pare assimilare automaticamente tutto ciò che lo può rendere alienato.

Rimaniamo umani che è meglio, cercando nel frattempo di informarci così da tutelarci il più possibile, altrimenti, queste forze aliene a questa umanità veicolate anche dalle multinazionali, renderanno questo pianeta sempre più ostile alla vita umana.

lunedì 20 ottobre 2014

Fermare la desertificazione si può?

Yacouba Sawadogo, l’uomo che ha fermato il deserto-video

Ci voleva la logica di un uomo per riuscire là dove nè le organizzazioni internazionali nè la scienza erano riuscite: la lotta contro la desertificazione e le riforestazione in una zona ai marigni del mondo: il Burkina Faso. Quest’uomo si chiama Yacouba Sawadogo.
Negli anni, si è verificata una forte erosione del suolo da parte del deserto, e molti hanno provato a trovare una soluzione a questo problema che rischiava di mettere in ginocchio il paese.
Yacouba ha iniziato a studiare il problema nel 1980, ed ha messo a punto una tecnica così insolita che gli è costata la derisione da parte di molti contadini, finché di fronte alle prove evidenti del suo funzionamento non si sono ricreduti.
Una delle grandi “stranezze” della sua idea è quella di preparare il terreno durante la stagione secca, l’esatto contrario di quella che era la pratica locale che invece prevedeva di lavorare il terreno solo durante il periodo delle piogge. Nel giro di venti anni ha sottratto al deserto oltre 30 acri di terreno.
Ma soprattutto, Yacouba ha cercato di diffondere la sua tecnica il più possibile, insegnandola a chiunque fosse interessato, e si calcola che oggi grazie alla sua tecnica decine di migliaia di ettari siano tornati rigogliose foreste e campi coltivabili, tanto che nel 2010 il regista Mark Dodd ha realizzato un documentario sulla vita d Yacouba.


19/10/2014

domenica 17 agosto 2014

Cambiamenti climatici: Obama stringe un patto con le multinazionali

La Casa Bianca ha annunciato di aver avviato una collaborazione con Monsanto, Microsoft, Walmart, PepsiCo, IBM e Amazon per salvare l’agricoltura e il sistema alimentare statunitense dai cambiamenti climatici in atto. 
E’ Incredibile, eppure questa è la realtà! Chi sta distruggendo il pianeta  viene presentato dalla politica come salvatore della patria. Per quanto tempo ancora dovremo subire tutto questo?
La guerra climatica in atto, combattuta in segreto tramite le scie chimiche e Haarp,  permette a Obama di rendere pubblico il patto con il diavolo. Questi infami l’hanno studiata proprio bene. Le fluttuazioni della battaglia per il controllo del tempo che avviene nei cieli di tutto il mondo consentono di far passare come necessarie delle soluzioni che alimentano i peggiori crimini contro l’umanità. 

La teoria del riscaldamento globale causato dall’immissione nell’aria di grandi quantità di anidride carbonica è lo specchietto per le allodole che distrae dai veri  problemi che minacciano l’umanità. L’iniziativa voluta dal Presidente USA consegna ufficialmente le ultime briciole rimaste della sovranità alimentare nelle mani di poche multinazionali. Con la scusa di trovare delle soluzioni adeguate ai cambiamenti climatici gli agricoltori saranno costretti a dipendere totalmente dai dati forniti dai laboratori controllati da corporation aliene all’umanità.
Le soluzioni dettate dalle multinazionali biotech, come gli OGM e i pesticidi, non stanno dando quei risultati promessi per sconfiggere il problema della nutrizione. 

Anzi i problemi strutturali dell’agricoltura sono proprio da ricercare nell’industrializzazione delle coltivazioni. Nonostante i disinformatori pagati dalle corporation continuano a proporre come vincente il passaggio ad una agricoltura ogm, il patto sancito da Obama con le multinazionali rende palese quanto sia una scelta sbagliata anche dal punto di vista produttivo oltre che dannosa per salute.
Le soluzioni per risolvere i problemi scaturiti dai cambiamenti climatici non potranno arrivare dai laboratori delle multinazionali.
Invece facciamo un esperimento semplice semplice: iniziamo ad interrompere le operazioni militari di controllo climatico. Poi ne riparliamo, riscaldamento globale compreso.

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