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martedì 10 settembre 2019

Prevenzione, malattia e salute! - Parte 2(di 3): la malattia non è un male!

La malattia non è un male!
Dovremmo per un attimo fermarci a riflettere su cosa ci è stato detto dal sistema sanitario in cui viviamo, dalle cosiddette eccelse fonti ufficiali quelle che tutto è possibile e poi di fatto nulla è fattibile… a riguardo della malattia: che è un male! Che è un errore! Che è una fatalità, ecc.; continuiamo pure a credergli e ad affidarci ad essa così la nostra vita andrà meglio, anzi a dirla tutta grazie alla medicina ufficiale viviamo meglio e non abbiamo più alcun timore delle malattie anche di quelle gravi, vero?

Va bene, ognuno continui a fare e a credere quello che lo fa star meglio, in fondo stare meglio è lo scopo primario in quest’epoca di sofferenza… ma quanto le conoscenze e le informazioni sanitarie forniteci hanno contribuito a rendere sofferente questa nostra esistenza? Come? Ci sono i tumori che uccidono e l’aids che miete vittime senza parlare delle epidemie?

Buona parte delle nostre paure sono dovute alle “conoscenze” ufficiali in termini di salute che non danno certezza alcuna sul futuro e nemmeno sul presente poichè è evidente quanto non ci sia la capacità di come affrontare le nostre malattie salvo ricorrere alle solite massacranti “cure” che potrebbero funzionare o meno, dipende… dalla fortuna!
E’ meglio capirla la malattia
prima che ci porti via,
perché quando l’avremo compresa
pian piano mollerà la presa(fonte)
Ok adesso vado al dunque.
La malattia è un problema serio solo perché è del tutto sconosciuta, anzi diciamo pure che è stata volutamente distorta pertanto viene percepita al contrario di ciò che veramente è, eppure lo si sa dalla notte dei tempi(la sua vera natura)!

-La malattia tanto per cominciare non è un male, cioè non è che il sintomo(dolore, stanchezza, ecc.) che induce sia lei, lei è altro.
I sintomi hanno l’importante funzione di segnalare alla mente conscia un processo in atto, inducono il corpo a rallentare e l’individuo al raccoglimento interiore, tutti messaggi bellamente e costantemente ignorati!

-La malattia non è ingiusta; essa viene per svolgere un lavoro(una funzione) che poi vedremo, non è pertanto casuale!

-La malattia soprattutto non è un errore del corpo, non è un’anomalia, non è una sua disfunzione, al contrario la malattia è una funzione molto importante del nostro corpo!
Se arriveremo un giorno a far nostro anche solo quest’ultimo concetto risulterà chiaro che una funzione del corpo non arriva per farci del male, ma per farci del bene, ma quale bene?
Quando la mente(inconscia) non vuole
fare qualcosa il corpo si ammala.
Il tipo di malattia dipende da cosa non vuole fare,
la sua gravità da quanto non lo vuole fare(fonte).
Per capire la funzione della malattia è necessario comprendere la sua genesi, l’eziologia del tutto sconosciuta alla mirabolante scienza medica odierna che pertanto cura le malattie alla cieca, senza la benché minima idea di cosa le ha generate, tanto alla medicina, come dice il nome, non annovera la salute, ma pensa solo a medicare(curare con farmaci), bloccare i sintomi momentaneamente e ripetere l’operazione magari per sempre conseguendo guadagni impensabili.
L’origine della malattia, il cui nome è già di per sé sbagliato infatti alcuni la chiamano benattia altri ortopatia(giusto male), era ben conosciuta nei tempi antichi e soprattutto nelle culture orientali, essa risiede nell’inconscio, o se volete nell’anima, ma volendo usare termini più tecnico-scientifici nella percezione biologica.
La percezione biologica è quella percezione dell’essere nella sua totalità di corpo, mente e spirito che è necessaria alla vita, alla sua prosecuzione. Quando la percezione biologica del corpo acquisisce un segnale di pericolo di qualsiasi genere ed entità si attiva un processo biologico di sopravvivenza la cui fase finale, cioè quella sintomatica, noi chiamiamo malattia.
In verità la malattia non è solo il sintomo, essa inizia molto prima a nostra insaputa quando si percepisce un pericolo, induce delle modificazioni nel corpo ed al termine della situazione incresciosa avvia la normalizzazione degli organi e tessuti alterati. Questa fase di normalizzazione comporta tutti i sintomi di vario genere ed entità chiamati in gergo malattia e considerata come un brutto male da abbattere mentre invece costituisce il segno inequivocabile di un’azione di riequilibrio psico-fisico dell’essere.
Se noi vivessimo sempre in uno stato di beatitudine la malattia non avrebbe motivo di venirci a trovare in quanto alcun pericolo dovrebbe essere superato, ma oggi purtroppo di pericoli ne dobbiamo superare anche diverse migliaia al giorno e quelli più ostici sfociano nella malattia sintomatica.
E’ ormai largamente riconosciuto il fatto che gli stati emotivi causano malattie tuttavia pare che la medicina ufficiale non ne voglia sentir parlare, le ricerche medico scientifiche non si possono abbassare a simili congetture in quanto non portano riscontri inconfutabili, come se… studi che non essendo facilmente riportabili in termini diagnostici vengono rigettati senza appello! In realtà ci sono validi riscontri scientifici a sostegno di tali percorsi di salute alternativa, ma comunque non vengono presi in considerazione in quanto non solo non portano alcun profitto, riducendolo del 90%, ma consentono ai pazienti, non più clienti, di vivere sereni, quindi liberi dal cappio della paura che oggi è diffusamente utilizzata per spacciare farmaci, esami ed interventi inutili(fonte).
Per intenderci i pericoli in cui oggi l’individuo incorre sono diversi da quelli del lontano passato in cui era necessario salvarsi la vita da predatori o altro, oggi il pericolo è rappresentato ad esempio da bollette troppo alte che mettono in crisi il bilancio familiare, dal/dalla collega che rende la vita difficile in ufficio, dal giudizio implacabile altrui, dal litigio continuo col partner, dall’incomprensione da/verso i figli, ecc. ecc. insomma tutte cose che in realtà con la biologia(logica della vita) non c’entrano poi tanto ma che la nostra mente scambia per altrettanto pericolose e quindi attiva il corpo per il loro superamento come se fosse un pericolo reale.
Viviamo in un costante stato di pericolo inconscio
e il corpo è costantemente impegnato a superarlo.
Tornando a parlare delle percezione biologica di pericolo c’è da dire che in relazione al pericolo vissuto e alla sua gravità si attiveranno delle funzioni del corpo che sono le seguenti: accelerazione, blocco, crescita o decrescita(ulcera-lisi).
Le immaginarie, insensate ed incessanti lotte nella nostra mente non ci lasciano il tempo di sentire l’altra nostra voce, quella più profonda che ci richiama verso noi stessi… un continuo rimuginare che attiva la risposta biologica del corpo(malattia) in una continua recidiva(cronicità) per superare un pericolo solo immaginato.
Tali azioni indotte nel corpo dalla mente inconscia inducono un organo-tessuto a modificare la sua azione o addirittura il suo stesso stato fisico(es. aumento cellulare-tumore) per fronteggiare la situazione. L’esempio più classico per far comprendere la vicenda è quello della patologia polmonare, quando l’individuo si sente in pericolo di vita reale si attiva l’accelerazione dei battiti cardiaci e l’ossigenazione del sangue da parte dei polmoni diventa notevolmente accelerata, se tuttavia con tale accorgimento il pericolo non venga superato e persista il corpo induce una creazione di nuove cellule polmonari per far fronte ad una ossigenazione ancora maggiore e queste cellule polmonari cresceranno fino al superamento del pericolo per fornire il giusto apporto di ossigeno al corpo. Questa situazione che detta in questo modo appare logica ed affatto insolita è invece “marchiata” col nome di cancro-tumore e quindi induce una paura talmente grande da non consentire di comprenderla e questo a sua volta la aggraverà ulteriormente per la succitata paura di morire.
La malattia è percezione, la malattia è guarigione,
ma in questo mondo marcio se ne sei consapevole potresti andare in prigione.(fonte)
La situazione in questi casi è particolare in quanto se eliminiamo chirurgicamente le nuove cellule polmonari(non chiamiamole cancro che non vuol dire un bel niente) senza aver eliminato la paura di morire dell’individuo tali cellule continueranno a ricrearsi anche in presenza di chemioterapia anzi se la paura aumenta potrebbero accrescere la velocità di creazione e i dottori ci direbbero che il cancro è maligno-aggressivo non facendo altro che aggravare la situazione in virtù di ulteriori paure. Le cellule tumorali del polmone cesseranno di proliferare al cessare della paura di morire e purtroppo dalla diagnosi sino all’espletamento dei protocolli di controllo che durano 5-10 anni tale paura è difficile superarla in quanto nessuno ci fornisce gli strumenti conoscitivi per farlo. Quindi si tratta di una situazione che alimenta continuamente se stessa e che può essere interrotta solo da uno stato interiore di calma che solo in pochi riescono a trovare in certe circostanze.
L’unico vero interruttore che avvia la malattia è la paura. Dove c’è la paura non ci siamo più noi, smettiamo di essere noi stessi e questo determina un profondo disequilibrio psico fisico spirituale che deve essere superato.

Prevenzione, malattia e salute! – Parte 1(di 3): la prevenzione non esiste, chiamatela creazione di malati!

La prevenzione è un’altra cosa.
“Prevenire è meglio che curare” ce lo dicono da sempre eludendo la verità che non lo sappiamo fare, poiché per prevenire almeno si dovrebbe conoscere la malattia e saperla curare e la sanità mondiale non lo sa anzi non lo vuole fare. Assurdo? Quello che facciamo e che spacciamo per cura è il soffocamento dei sintomi del corpo, nonostante la loro indubbia utilità su molti fronti, invece in fatto di prevenzione siamo davvero all’avanguardia… ma davvero?

Quella che chiamano prevenzione(o diagnosi precoce) in verità non previene alcun male, si tratta invece della ricerca incessante e spasmodica di qualsiasi anomalia, difformità in relazione a parametri decisi come valori di riferimento i cui “range” non aumentano mai anzi stranamente(?) nel tempo si assottigliano sempre di più creando malati ad ogni revisione. (vedasi “Un miliardo di malati in un colpo solo!!!”)

La mirabolante medicina diagnostico-preventiva oggi ha strumenti per cogliere qualsiasi male all’origine ed estirparlo prima che lui ci annienti, ma è davvero così?
E’ davvero triste e vergognoso scoprire quello che si nasconde dietro la menzogna della prevenzione cioè una ricerca a tappeto di “malati” da curare anche se non hanno sintomi, anche se quella piccola anomalia non darà mai sintomi e andrà via da sola com’era venuta.

Il corpo quando si ammala vuole delle attenzioni e ci invia dei segnali, i sintomi, che non saranno mai disastrosi se staremo ad ascoltarli cercando di comprenderli, ma la medicina moderna non solo blocca ogni sintomo della malattia, non mettendoci nelle condizioni di sentire e capire il nostro corpo e noi stessi, ma addirittura previene il loro sopraggiungere andando a cercare qualsiasi discrepanza fisica o dei valori diagnostici attaccandola con ogni mezzo, facendo leva con l’agghiacciante paura indotta della malattia.
La medicina persegue il medicare con farmaci ed interventi, se si fosse chiamata salute forse avrebbe perseguito un obbiettivo diverso e ben più importante: la salute, quella vera!
Eppure la malattia, anche quella che la sanità ha marchiato come nefasta, non è affatto il diavolo che si vuole far credere, essa ha diversi stadi di gravità molti dei quali superabili senza alcun intervento poiché se la malattia è lieve il corpo porta lievi sintomi e la supera facilmente, tenuto conto che essa non è che un’importantissima funzione del corpo su cui ho ampiamente già disquisito.
La tanto propagandata prevenzione, grazie alle superbe tecnologie diagnostiche e soprattutto ai mirati e continui abbassamenti delle soglie di normalità dei vari parametri corporali, consente di mantenere un parco di malati sempre più ampio, malati che probabilmente guariranno, ma che in effetti non stavano affatto male, malati che saranno sottoposti ad interventi e protocolli spesso infernali con devastanti ripercussioni su molti a causa della tossicità dei farmaci, degli interventi e, non da meno, per la situazione di terrore in cui vengono proiettati i pazienti che fino al giorno prima erano sani; tutto ciò senza considerare l'altissima percentuale di falsi positivi soprattutto in particolari esami diagnostici (es. prostata).
Paziente è il nome con cui viene chiamato un cliente della sanità mondiale. Il sistema sanitario mondiale non esisterebbe senza i suoi clienti ecco perché cerca di non perderli, tenendoli il più possibile attaccati-dipendenti(con protocolli, farmaci, ecc. ) e ricercandone sempre di nuovi… grazie alla prevenzione!
Quindi la "prevenzione" non previene nessun male, ma aumenta esponenzialmente il numero di malati, ecco perché è così pubblicizzata e spesso anche gratuita perché serve a fare soldi(ma non solo chiaramente) non a donare salute; la salute è un’altra cosa non il curarsi senza conoscere nemmeno l’origine dei nostri sintomi.

Riguardo alla concreta prevenzione di un disequilibrio psico-fisico-spirituale ora dovrò confutare qualche luogo comune: l’alimentazione equilibrata e una congrua attività fisica sono molto importanti ma non sono affatto decisivi per la prevenzione delle malattie-disarmonie… in caso contrario nessuno sportivo, nessun vegano e nessun meditatore si ammalerebbe nè morirebbe prematuramente, così purtroppo non è, ma comunque certi stili di vita vanno seguiti poiché aiutano(non danno certezze) molto a mantenersi in salute; ne parlerò meglio nella terza parte.
Per concludere mi pare doveroso parlarvi francamente, la prevenzione reale non può esistere se non abbiamo la conoscenza, anch’essa reale, della malattia e della salute e oggi tali conoscenze sono precluse alla massa di cui ne fanno parte anche dottori e professionisti vari.

Oggi in fatto di malattia e di salute non abbiamo neanche una sola certezza, ma una marea di ipotesi, una moltitudine di fattori che devono coesistere per raggiungere un fine che tanto chiaro non è.
I concetti stessi di malattia e salute sono stati alterati e chi lavora nel campo non li studia sul serio(olisticamente), studia invece la medicina che è un qualcosa di diverso, ma ne parlerò più avanti.

La vera ed unica prevenzione quindi è la conoscenza di quei processi biologici che vengono definiti a torto malattie e che di male hanno davvero poco, eccetto la paura di loro che viene pesantemente e costantemente inculcata e non ci consente di valutarli e comprenderli con serenità, solo allora forse potremmo ambire a prevenirli, perché se non si conosce la malattia nella sua utilità, semplicità e patogenesi nessuna prevenzione potrà mai esserci.

La conoscenza però ha un prezzo alto da pagare e molti non possono permetterselo, il sistema stesso non glielo consente non lasciandogli né le forze, né il tempo, oltre che qualche soldo;  questo lungo articolo da solo non può fornire gli elementi necessari a “metabolizzare” nel profondo quei concetti occultati da secoli sarà necessario approfondire con determinazione questo argomento tanto caro all'umanità se non si vuole continuare a brancolare ancora per molto.
Volere è potere e da qualche parte bisogna pur iniziare… buon “viaggio”.

Articoli pertinenti: 

martedì 26 luglio 2016

Colonna vertebrale: mal di schiena, sciatica, ernia al disco, scoliosi.

Colonna vertebrale: mal di schiena, sciatica, ernia al disco, scoliosi.
Premessa: l'eziologia delle cosiddette malattie, ovvero la causa delle reazioni di fisiologia speciale dell'organismo, è l'argomento che a un primo approccio richiama maggiormente l'attenzione sulle 5LB.
Oltre alle cause, però, è necessario osservare ciò con cui è molto importante, anzi fondamentale, avere dimestichezza, sia in termini di comprensione teorica, ma soprattutto in termini di valutazione dell'urgenza: la funzione dei tessuti coinvolti e la posizione dell'organismo all'interno del processo.
Queste informazioni non dimostrano nulla, ma forniscono strumenti precisi per permettere di essere verificate di persona.
Per i principianti sarà necessario leggere almeno le 5 Leggi Biologiche.


Il mal di schiena, la sciatica, l'ernia discale, la scoliosi, come tutte le condizioni che interessano i tessuti muscolari, cartilaginei e ossei, sono dirette dall'innervazione del midollo cerebrale (o sostanza bianca), e questi tessuti vengono quindi annoverati sotto lo schema embrionale del mesoderma recente.

Muscoli, cartilagini e ossa in Fase Attiva fanno necrosi e/o atrofia (senza sintomi), mentre in PCL gonfiano con edemi di riparazione (con sintomi e dolori) e proliferazione cellulare (con eccedenza).
La colonna vertebrale attraversa tutto il busto con funzione di sostegno, ma in base al movimento a cui è preposto, ogni gruppo di vertebre si attiva per affrontare gli ostacoli inaspettati della vita.

Ecco allora che, come abbiamo già visto, per le cervicali la percezione biologica che attiva la reazione fisiologica è "non sentirsi all'altezza".
Il dolore e i sintomi in quell'area si presentano quindi 1 o massimo 2 ore dopo la precisa percezione di "finalmente ce l'ho fatta, sono stato all'altezza" in un atto materiale, concreto.
Nel caso di sintomi cronici ci si trova, come sempre, in un loop di recidive che mantengono la condizione per lunghi periodi.

L'area della vertebra D1, con muscoli e cartilagini attigui, entra in Fase Attiva per un sentito di "dover abbassare la testa".
I dolori compaiono quindi dopo "essere riusciti a rialzare la testa"
.

L'area delle vertebre D2 e D3 si attiva per il "non riuscire a portare un peso sulla groppa": sono le vertebre su cui poggia il giogo.
I sintomi si manifestano dunque in seguito a "sono riuscito a liberarmi di questo peso da portare", ovvero ci si è liberati con un atto concreto anche apparentemente piccolo, così i tessuti che erano sotto stress possono iniziare a ripararsi.

L'area delle vertebre dalla D4 alla D8 si attiva con una percezione di "mi sento chiuso dentro", senza libertà per la mia esistenza (stesso sentito cui fa riferimento frontalmente lo sterno).
Un improvviso dolore in quella zona è una soluzione (1-2 ore prima) di "ho ripreso il mio diritto di esistere".
Sintomi cronici o condizioni molto accentuate sono, lo ricordo, situazioni che perdurano in routine continue in cui si è in qualche modo incastrati.

L'area delle vertebre dalla D10 alla L2 corrisponde alla "groppa", e la reazione in Fase Attiva avviene quando "qualcuno mi salta in groppa, mi sottomette".
I sintomi compaiono proprio nel momento in cui "non riuscivo a sgropparmi di dosso quella persona, adesso ce l'ho fatta".

L'area delle vertebre dalla L3 alla L5 fino al Sacro risponde al non sentirsi valido come interlocutore, non ascoltato. Una percezione che si inserisce nel ruolo che una persona ha all'interno della società (lavoro, famiglia): sono le vertebre che permettono alla bestia di ergersi sulle sue zampe posteriori, ergersi di fronte al branco.

Mentre la L3/L4 riguarda una svalutazione più prettamente nel ruolo sessuale "non sentirsi validi come partner" (o chi è vissuto come tale), la L5/S1 riguarda un "non sentirsi valido come interlocutore", "non avere voce in capitolo", per esempio: "non mi ascolta mai, la mia parola non conta niente".

Un mal di schiena lombare improvviso appare dunque quando "finalmente ho avuto voce in capitolo, sono stato ascoltato".

L'area del coccige ha a che fare con un sentirsi sottomesso, "non essere riuscito a evitare di prenderla in quel posto".

La cosiddetta "sciatica" è dovuta nella maggioranza dei casi (analogamente al comune mal di testa), alla compressione dei nervi sciatici da parte degli edemi di riparazione (PCL) dei tessuti nell'area lombo-sacrale. Compressione che produce il dolore percepito lungo la gamba, spesso non statico ma come punti dolorosi che si spostano, in base al modo in cui il nervo viene compresso.

lunedì 7 settembre 2015

Cos'è veramente la leucemia? Conoscerla per guarirla - NMG


La leucemia - la fase di riparazione dopo il cancro alle ossa

Del Dott. G.R. Hamer
Alcuni lettori, a cui forse è stata fatta la diagnosi di leucemia, vogliono sapere che cosa è la leucemia, altri credono di saperlo già, perché hanno letto molto al riguardo (di medicina ufficiale).

La maggior parte dei pazienti, che già da un po’ sono coinvolti in questa questione, ha in comune il fatto di pensare solo «ai valori ematici». Se ad esempio si chiede loro come va, spesso la risposta è: «Grazie, va bene, i miei leuciti sono scesi a 50.000, così ha detto il mio medico».

La medicina ufficiale non sa che cosa sia la leucemia. Non ne conosce le cause. Crede però che sia maligna e, se non trattata, che porti alla morte.
Il trattamento sintomatico della medicina ufficiale consiste nella chemio-«terapia». La mortalità è molto alta.
Solo la leucemia linfatica dei bambini, che in passato non veniva trattata essendo innocua, dà qualche pseudo successo con (poca) chemio.
 

Il termine «leucemia» deriva dal greco antico e significa «sangue bianco», volendosi intendere che nel sangue periferico si trovano relativamente più globuli bianchi del normale. Inoltre non si tratta dei normali leucociti, ma di forme immature, cosiddette «blasti».
Tutte le cellule sanguigne, anche i cosiddetti «eritrociti», sono prodotte nel midollo osseo e precisamente per divisione delle cosiddette «cellule staminali» del midollo osseo.
Sebbene i blasti, a differenza dalle loro cellule madri, le cellule originarie, non possano più dividersi ed entro pochi giorni vengano metabolizzati dal fegato ovvero vengano rielaborati in nuovi mattoni proteici, per i medici tradizionali i leucoplasti sarebbero molto maligni. Si crede persino alle «metastasi leucemiche» e agli «infiltrati leucemici».

Esistono diverse forme di leucemia.
La leucemia linfatica, la leucemia mieloide e la leucemia monocitica.
Oggi si sa che queste forme possono avvicendarsi fra di loro. Dal punto di vista del decorso ci sono delle leucemie acute e croniche.
Secondo l’opinione della medicina ufficiale esistono anche delle cosiddette «leucemie aleucemiche», espressione con cui si intendono quelle leucemie che mostrano blasti nel midollo osseo, ma non nel sangue periferico.

Si crede che tutto ciò non abbia nulla a che fare con psiche e cervello.
Si ritiene che la leucemia sia una malattia del midollo osseo puramente sintomatica.
Sotto questo aspetto, del tutto ipotetico, la terapia delle medicina ufficiale verte a far diminuire il numero dei leucoblasti. Lo si ottiene «con successo» mediante veleni cellulari a spese del midollo osseo. Se il midollo osseo ovvero le cellule staminali si riprendono, viene subito applicato il successivo giro di chemio nella supposizione di scacciare così i leucoblasti maligni ovvero di distruggerli.
l cosiddetto «trapianto di midollo» parte dalla congettura ipotetica che, quando si è irradiato il midollo di tutto lo scheletro con una dose che uccide l’organo, occorra solo iniettare delle nuove cellule staminali «compatibili» nel circolo sanguigno che allora (secondo l’ipotesi) troverebbero la strada verso il midollo osseo distrutto, vi si insedierebbero per produrre dei leucociti ormai «normali».
Tuttavia non si è ancora mai potuto provare che anche solo un’unica cellula staminale estranea sia attecchita nel midollo osseo o che i destinatari del midollo osseo abbiano a quel punto il gruppo sanguigno (che comprende 150 sottogruppi ognuno con fattori specifici) del donatore. Eppure si continua a «credere» e a fare come se la cosa fosse esatta.

Se un paziente sopravvive a un tale «trapianto di midollo osseo», è solo perché per qualche motivo non ha ricevuto la dose piena di irradiazioni che uccidono l’organo.
Allora le cellule staminali proprie a un certo punto iniziano di nuovo a produrre. Ciò viene venduto come successo terapeutico.
I fatti, ben noti, non vengono confutati.
Ma le conclusioni e le conseguenze terapeutiche a cui si è giunti sono tutte sbagliate. Inoltre la medicina ufficiale non trova alcuna spiegazione riguardo alle cause della leucemia, e in linea di massima fa delle pseudo terapie a casaccio.
Noi della Nuova Medicina abbiamo dimestichezza con la leucemia perché:
a)     sappiamo le sue cause e il suo decorso
b)     ne riconosciamo il senso biologico e
c)    sappiamo che la leucemia fa parte del programma speciale, biologico e sensato di certo più frequente che conosciamo.

Di seguito vogliamo esporre la visione dettagliata della Nuova Medicina con cui possiamo persino comprendere gli errori compiuti sinora.
Che cos'è la leucemia per la Nuova Medicina? 
Risposta: la leucemia è la seconda fase (fase di riparazione) di un programma speciale, biologico e sensato del foglietto embrionale medio (mesoderma) e precisamente del cosiddetto «gruppo di lusso» diretto dal midollo cerebrale. «Gruppo di lusso» perché qui il senso biologico sta nella fine della fase di riparazione invece che nella fase attiva, come per tutti gli altri gruppi.

Che cosa prevede l’intero programma speciale, biologico e sensato?
Risposta: osteolisi (atrofia ossea) nella fase di conflitto attivo e ricostituzione dell’osso (che diventa più forte e solido di prima) nella fase di riparazione.
Risultano modificati anche i valori del sangue e del siero, i cui relativi sintomi avevamo sinora erroneamente interpretato come singole «malattie».

Quali sintomi vediamo nella fase di conflitto attivo? 
Risposta:
  1. Osteolisi = riduzione, decalcificazione ossea = atrofia delle ossa = osteoporosi
  2. Cerebralmente: FH nel midollo cerebrale in configurazione a bersaglio
  3. Psichicamente: conflitto di svalutazione di sé generalizzata (bambino o anziano
  4. O specifica alterazione vegetativa: simpaticotonia, disturbo del sonno, perdita di peso, estremità fredde, pensiero costantemente fissato sul conflitto.
  5. Riduzione fino al massimo della resistenza delle parti scheletriche osteolizzate
  6. Panmielotisi avanzata:
    - anemia
    - leucopenia
  7. Progressiva riduzione dell’efficienza a causa dell’anemia.

Quali sintomi vediamo nella fase di conflitto risolto? 

lunedì 10 agosto 2015

No eziologia? Ahi ahi ahi!! - La spensierata farsa della medicina convenzionale

Eziologia? E che è? E’ una parola che ho imparato da qualche anno e di tanto in tanto per farmi “bello” la uso nelle mie insensate elucubrazioni, alla fin fine è un termine come un'altro, ma se attiene alla nostra salute assume un'importanza vitale. Intanto la sanità ha pensato bene di creare dei sinonimi più specifici tipo eziopatogenesi; sapete com’è la medicina ufficiale no? Deve sempre complicare le cose semplici ed inserirci un po’ di “pathos” altrimenti non c’è lo stesso effetto(paura) sul nostro subconscio. Tornando al termine eziologia ecco cosa recita wikipedia: Il termine eziologia deriva dalla lingua greca (aitia = causa e logos = parola/discorso) ed è utilizzato in medicina, diritto, filosofia, fisica, teologia, biologia e psicologia in riferimento alle cause che provocano i fenomeni. In linea generale, si tratta dello studio e dell'approfondimento sul motivo per cui alcuni eventi o processi si verificano, o persino sulle ragioni che si nascondono dietro determinati avvenimenti.

Questa parolina è molto, ma molto importante per la nostra salute e vi dico il perché.
In medicina pare sensato ritenere che conoscere le cause di una patologia sia utile a meglio fronteggiarla e non credo che ci sia nulla da eccepire a questo eppure l'odierna sanità, per quanto possa sembrare assurdo, non persegue tale scopo; comprendere l’entità dell’intera "vicenda" può farci vedere chiaro sul reale funzionamento(?) della medicina tradizionale.

Visto che sono molto ignorante vi parlo "come mangio" e vi faccio un esempio per meglio descrivere il fenomeno e le sue implicazioni sulla nostra vita:
-se faccio a pugni con i tifosi della squadra avversaria tornando a casa accuserò dei forti dolori alla stomaco dove sono stato raggiunto da pugni e calci, non vado certo “nel pallone” per tale malessere poiché sono cosciente cosa l’ha determinato e di sicuro non prenderò un digestivo per tale dolore, al massimo metterò una crema sulla parte dolente;
-se invece torno a casa da una cena dove ho mangiato dieci salsicce e bevuto 2 litri di birra ed una paio d’amari anche in quel cas0 avrò dei forti dolori allo stomaco e non ne sarò spaventato sempre per il fatto che conosco la genesi di tale condizione, al massimo prenderò un digestivo e chiaramente non mi sognerei mai di applicare una crema sulla pancia dolorante.
E’ chiaro no?

Ora mettiamo che io vada dal dottore e gli dica che ho mal di pancia senza dirgli altro probabilmente il dottore non la farà poi tanto lunga e mi prescriverà un digestivo?
No, non è vero, perché il dottore mi chiederà cosa è successo e poi deciderà sul da farsi. Questo comportamento che appare sensato è invece paradossale se si pensa che il dottore fa il suo dovere come si conviene, ma lo fa solo per queste sciocchezzuole, infatti se invece gli porto le mie analisi cliniche con i marker tumorali della prostata “a palla”, o qualcosa di ancora più grave, non farà assolutamente nulla, chiude ogni rapporto e mi manda dallo specialista(chirurgo) che non si mette certo a discutere sul come e sul perché, lui agisce come da protocollo e basta! Insomma stiamo parlando di uno specialista(oncologo) che ha studiato così tanto quindi qualsiasi cosa dirà sarà "legge", una sorta di dio che deciderà della mia vita, senza neanche sapere chi sono!

In pratica è come essere in mano a dei robot ai quali il tuo vissuto personale non importa assolutamente nulla pur essendo di primaria importanza per meglio comprendere ed agire sul tuo male.
In passato moltissime malattie la cui origine era del tutto ignota o errata sono state curate con cure mediche scellerate e potentissimi farmaci con il lodevole intento di debellare l’epidemia, tuttavia queste cure hanno causato molte migliaia di vittime. Solo di recente si sono scoperte le cause(presunte) di molte vecchie passate patologie che quindi hanno consentito di debellare tali mali o affrontarli in maniera più oculata e risolutiva (es. la pellagra).

Nel mondo delle cure tradizionali più si scava a fondo e più si scopre che la causa(eziologia) delle nostre malattie e quasi del tutto sconosciuta, infatti non troveremo mai una risposta esaustiva ed appagante alla nostra sete di conoscenza. Cercando l’eziologia ufficiale di un nostro malessere, sia esso un semplice raffreddore, la cui colpa è stata attribuita ad un centinaio di virus differenti in base alla stagione e all’anno(!?), o che si tratti di un tumore alla prostata, al seno, al polmone, alle ossa, alla sclerosi multipla, la leucemia e compagnia bella, quantomeno ne rimarremo delusi.

Se vi venisse la malsana idea di ricercare l’eziologia di alcuni dei mali più conosciuti di questi ultimi tempi non potrete non incappare nelle seguenti risposte: “le cause specifiche del ..... rimangono ancora sconosciute”; che a mio avviso è la più onesta. In altri casi ci saranno elencati una moltitudine di cause che potrebbero dar luogo alla patologia e in altri casi invece al posto dell’eziologia si potrebbe incappare in un altro termine ad hoc: fattori di rischio con un lungo elenco di situazioni che determinerebbero un rischio di insorgenza della malattia, le cause non vengono nemmeno accennate. C’è da dire però che alcune volte si trovano anche risposte specifiche, salvo poi andare a fondo e trovarle prive di fondamento.

Se non si era ancora capito, la nostra salute la stiamo(stanno) curando ad occhi chiusi, all’oscuro di una conoscenza fondamentale senza la quale le probabilità di successo sono irrisorie, insomma e come se mettessimo una crema sulla pancia dopo un’abbuffata e prendessimo un alka-seltzer dopo aver fatto una scazzottata.

Sembra assurdo, ma purtroppo è l’amara verità.

Ora sarebbe interessante capire perché nonostante gli enormi progressi in campo medico ci troviamo in questa situazione; come mai si brancola nel buio dell’ignoranza su una questione tanto importante quanto la salute?
E qui la risposta potrebbe farci male, destabilizzarci: non si trova perché non la si vuole trovare e per non farlo pesare ai ricercatori del campo cosa hanno fatto? Hanno escogitato un modello di indagine farlocco e lo hanno continuamente lodato tanto che nessuno lo mette più in dubbio, pur essendo fallace sotto molti punti di vista. Insomma oggi ci si ritrova a “pescare tonni in alta montagna con un retino” è sbagliato sia il metodo, sia il luogo. 
Tutto questo ha comunque uno scopo ben definito si chiama profitto, ma non solo.

Il metodo d’indagine è altamente riduzionistico, meccanicistico e troppo frammentato (specializzazioni), si cerca una qualsiasi correlazione tra diversi "eventi", di solito batteri, virus, funghi ecc, e gli si addossa la colpa di esserne i responsabili, senza chiedersi perché ci sono e cosa stanno veramente facendo, nè se essi sono la causa o piuttosto la conseguenza della malattia, il tutto basandosi su dogmi prestabiliti a monte e mai messi in discussione.

E’ un discorso che richiederebbe un notevole approfondimento, ma credo che le basi di tali metodologie medico-scientifiche debbano essere conosciute, bisogna essere consci del fatto che quando si prende un farmaco spesso si sta ingerendo un miscuglio il cui effetto potrebbe essere l’esatto opposto di quello che ci serve per guarire (es. la chemioterapia, gli antibiotici, antiinfiammatori, antidolorifici ecc.) e quindi il corpo è obbligato a fare un doppio o triplo lavoro per poterne uscire; fortunatamente che la mente da un grande supporto in questi casi e ci sovviene con l’effetto placebo, di un’efficacia straordinaria ampiamente verificata, che consente il mirabile superamento della malattia e dell’intossicazione farmacologica che noi ci aggiungiamo.

Per concludere considero questa fantomatica parola molto importante per la nostra salute perché conoscendo la reale causa del mio star male:
  • non adotto cure mediche sbagliate o inutili che chiaramente non possono arginare il mio malessere(es. vedasi le malattie mentali) ;
  • non si ingenera nella mia mente la paura di un male “sconosciuto” ed ingiusto che chiaramente non so come affrontare, nonostante le moderne cure sanitarie(vedasi tumori, leucemie, sclerosi ecc.);
  • il sintomo(dolore) diventa ragionevole, giusto e quindi ben più sopportabile poiché acquisisce un suo senso (vedasi mal di schiena e dolori ossei in generale, emicranie ecc. ecc.);
  • posso scegliere preventivamente di stare lontano o quantomeno di limitarne il “contatto” con la causa facendo vera prevenzione o posso ridurne la gravità.
Non so se vi è mai giunta all’orecchio questa astrusa parola, ma ora avete un’idea della sua importanza e quanto possa fare la differenza per il nostro benessere disporre di tale informazione essenziale.

Se non conosciamo le motivazioni che ci portano a stare male come possiamo condurre una vita serena?
E se ci fosse la possibilità di conoscere l’eziologia di ogni nostra malattia ci piacerebbe saperla?
Se sperate che qualcuno ce la venga a dire forse è perché non conoscete bene "mamma sanità" ed i suoi veri scopi, in caso contrario sapete già che ci dobbiamo dare da fare per cercarla e prendere parte attiva nella nostra vita.

Marcello Salas

sabato 1 agosto 2015

E SE LA MALATTIA FOSSE UN MESSAGGIO?

E SE LA MALATTIA FOSSE UN MESSAGGIO?

CREDERE CHE LA MALATTIA SIA ESTERNA ALL’ INDIVIDUO E CHE QUEST’ULTIMO SIA IMPOTENTE DI FRONTE AD ESSA SENZA CURE E MEDICINE E’ FALSO.
Ma che cos’è la malattia? La malattia – anche quella seria – come molti sanno già, è la reazione di sopravvivenza di fronte ad una situazione di urgenza. Arriva quando i livelli energetici si abbassano in modo anomalo. Sul piano biologico “il terreno” si degrada e i batteri appaiono. La caduta delle energie accompagna spesso una diminuzione del livello di coscienza. L’individuo ha difficoltà ad esprimersi, allora il corpo parla al suo posto: ed è malattia.
Non vi sarà mai un malato senza problemi personali importanti! La malattia può programmarsi in un attimo, a partire da un conflitto psicologico iperacuto permanente, rappresentato da uno stress permanente vissuto nel silenzio della non-comunicazione.

È il cervello che innesta e disinnesta le malattie e per questo ha a disposizione quattro possibilità: creare una massa (tumore), scavare (ulcera), bloccare (paralisi) e sbloccare (rilasciarsi). 

Il cambiamento-guarigione passa attraverso la risoluzione del conflitto con uno sguardo nuovo sulla vita e con il rinnovamento del “terreno”. Per evitare i rischi della malattia, occorre imparare a conoscersi e uscire dalla malattia vuol dire imparare a capire le cause della degradazione del “terreno” che possono essere psicologiche (depressioni), geobiologiche (habitat), elettromagnetiche (inquinamento), sottili (possessioni)… Cancellando la causa il terreno si ristabilisce e la salute ritorna, senza effetti secondari, senza sequele…

VA RICORDATO CHE RICERCARE SOLUZIONI TECNICHE SOPPRIME IL SINTOMO MA NON RISOLVE LA CAUSA.

Per esempio: fatica significa stress, forse anche un conflitto personale. È questo che chiamiamo “psicosomatica”. 

Esiste anche il percorso inverso: la somato-psichica chiamata anche conflitto di diagnosi. 
Questo vale per il cancro, per l’AIDS, la leucemia, per le grandi malattie in generale…Che cosa rappresentano queste parole per ognuno di noi, singolarmente? Quale significato di credenza atavica diamo a questi simboli? Può questa parola provocare un deprezzamento della persona? Una depressione? 

L’annuncio di un cancro provoca spesso nel paziente colpito reazioni fisiologiche simili a quelle che provoca un pericolo minaccioso come un’aggressione o un’esplosione: la pressione arteriosa aumenta, le pupille si dilatano, il ritmo cardiaco accelera, i muscoli si gonfiano. 
Di fronte al pericolo, il sistema nervoso simpatico e le ghiandole surrenali liberano una marea di ormoni che ci predispongono a combattere il pericolo o a fuggire. Nel caso del cancro, la minaccia proviene dall’interno ed è impossibile affrontarlo con le armi tradizionali del combattimento e ancora meno fuggire via. 

Le conseguenze di un annuncio traumatico possono essere importanti e a volte permanenti come nel caso del 5% delle donne alle quali è stato comunicato la notizia del cancro al seno. Possono manifestarsi con una iperattività, segni di depressione, turbe del sonno e dell’attenzione. È quello che i ricercatori chiamano memoria traumatica. In situazioni di allarme, la memoria diventa più permeabile agli elementi circostanti che registrano le condizioni del pericolo. Si tratta di abilità di adattamento e di sopravvivenza, quella che permette di evitare questo stesso pericolo semmai si dovesse ripresentare.

UNO STRESS ACUTO LASCIA NELLA MEMORIA TRAUMATICA DEI SEGNI INDELEBILI provocati da un alto grado di adrenalina e un tasso debole di cortisolo, due ormoni rilasciati dalle ghiandole surrenali. Oltre agli ormoni, lo stress post-traumatico colpisce 2 centri nervosi. In primis, l’amigdala, sede della memoria emozionale (e traumatica), che provoca il sentimento di paura. Poi, l’ippocampo, che fornisce i segni di riconoscimenti visivi che permettono alla corteccia prefrontale di temperare la risposta della fuga. È quindi essenziale che i medici tengano conto di questi dati quando sanno di dover dare una notizia così traumatizzante come quella di un cancro: non è necessario dare troppe informazioni poiché il paziente non le ricorderà mai, ma è indispensabile farlo accompagnare da un parente. D’altra parte, i pazienti che hanno già vissuto episodi traumatizzanti rischiano di soffrire maggiormente di uno stress post-traumatico e nell’osservazione del paziente i medici dovrebbero tenerne conto.

C’è un altro fatto, forse ancora più grave. Se la chemioterapia e gli interventi chirurgici invasivi possono sembrare aberranti, esiste da qualche tempo un’altra forma di aberrazione: il far passare sistematicamente per la trafila della malattia cancro persone che, anche se deboli, non presentano comunque i criteri energetici del cancro. 
Il cancro corrisponde, infatti, ad un livello energetico precisissimo, ad un livello di stress patogeno, a parametri bioelettronici sballati in modo caratteristico (un pH alcalino) e una forte carenza in Vitamina. C. Quello che stupisce di più è che persone che si trovano al di fuori di queste zone critiche siano inviate sistematicamente nel reparto “cancerologia” senza che nessuno abbia mai verificato se la loro debolezza energetica è in regressione oppure no.

Alcune malattie arrivano semplicemente per ricordarci che abbiamo sbagliato strada, che recitiamo la parte di un altro, un ruolo impartito dall’ambiente familiare oppure dal nostro entourage; a volte possiamo risolverle interrogandoci sulla nostra vita. È forse questa un’occasione unica per riprenderci per mano, per crescere e sbocciare con tutte le nostre potenzialità.
Non è però facile e soprattutto il non voler cambiare spesso lascia spazio proprio alla malattia…
Abbiate cura di voi!
Redatto da Pjmanc

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