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sabato 12 settembre 2020

NeoMedioevo Scientista

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Stefano Re che parla con gli scientisti·Giovedì 29 giugno 2017·Tempo di lettura: 3 minuti

La scienza è fondata sul dubbio. Senza il dubbio, saremmo ancora tutti convinti che il sole giri intorno alla terra. I primi a introdurre il metodo scientifico furono considerati dei matti e perseguitati come eretici, perché mettevano in discussione le “verità consolidate” al tempo vigenti. Furono ridicolizzati, emarginati, perseguitati, condannati e non di rado anche uccisi, nel roboante applauso delle folle.

Mille anni più tardi, abbiamo gli “scientisti”: persone di ogni età, estrazione sociale e livello di cultura formale che riducono la scienza ad una religione, una patologica caricatura di se stessa. Condividono e promuovono una fede cieca in qualcosa che definiscono “verità scientifica”, considerano matti e perseguitano come eretici tutti coloro che su di essa avanzano dei dubbi e li mettono in discussione.

In questa nuova e triste religione, i medici e gli scienziati che difendono l'ortodossia diventano altrettanti profeti e vescovi, con masse di penitenti che demandano a questi loro nuovi sacerdoti la salvezza dei loro corpi e delle loro anime.

Dai pulpiti televisivi i nuovi predicatori annunciano le pestilenze infernali: "L'aviaria vi colpirà, la peste suina cadrà su di voi, il morbillo ucciderà i vostri figli partendo da Disneyland e arrivando fino a Gardaland!"

E in coro rispondono le masse: “Difendici dall'epidemia, oh gloriosa Scienza Ufficiale! Dacci oggi le nostre pillole colorate, allontana da noi queste terribili malattie, vaccina i nostri figli appena nati prima che il batterio luciferino entri in loro”.

Ora come allora, i medici e gli scienziati che pongono dubbi all'ortodossia vengono considerati traditori ed eretici; radiati, emarginati, derisi nel roboante applauso delle folle esattamente come mille anni or sono.

 

Non è un mistero perché la scienza sia stata corrotta fino a trasformarsi in questa triste religione: pochissime persone hanno il coraggio di affrontare la responsabilità di esistere. L'idea che ci sia qualcuno, qualcosa, che dia un ordine all'esistenza è una consolazione enorme, archetipica. I bambini la cercano fisiologicamente nei genitori e, benché crescendo anagraficamente, la maggior parte degli individui non riesce a superare tale condizione. Per questo le religioni accompagnano da sempre la nostra specie, forniscono il surrogato necessario: un genitore celeste, estraneo ad errori e fraintendimenti, che ci rassicuri in massa dal terrore del vuoto. Quando però le religioni sfumano, le credenze si sgretolano, come è avvenuto negli ultimi mille anni, ecco che lo “scientismo” offre nuove sponde cui aggrapparsi. Un nuovo, freddo e rigoroso - ma perlomeno apparentemente solido - ordine esistenziale che plachi il terrore dello smarrimento.

Il medioevo ci ha raggiunti di nuovo, sostituendo il saio con un camice da laboratorio, la gogna fisica con quella mediatica, la bibbia con i “dati ufficiali”, le chiese con i media.

I nuovi sacerdoti e inquisitori, medici e scienziati “di sistema”, difendono l'ortodossia scientista con la stessa arroganza, la medesima ottusa spietatezza dei loro predecessori, ma con regole e liturgie rinnovate. Le masse di spaventati, furiosi, manovrati, sfruttati e del tutto inconsapevoli fedeli, invece, sono sempre le stesse.

Stefano Re -
facebook Stefano Re

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mercoledì 15 maggio 2019

La verità è che i medici non si vaccinano!!! Il gregge è obbligato a vaccinarsi pena severe sanzioni mentre agli operatori sanitari restii verrà dato un premio in busta paga per convincerli!

Per il personale sanitario è difficile introdurre l'obbligo per i vaccini? Ecco la proposta, premio in busta paga a chi si vaccina

Quindi avete capito il gregge obbligato a vaccinarsi pena sanzioni esclusioni dal lavoro o per i bambini esclusione dall'asilo..... Gli operatori sanitari che casualmente sono ostili a vaccinarsi per convincerli gli verrà dato un premio in busta paga.
No dico ma voi non girano? Hanno creato una nuova emergenza sociale con questi vaccini obbligatori famiglie divise che praticano il cannibalismo dei figli, bambini esclusi dal percorso di crescita sociale, mamme costrette ad emigrare per conservare il diritto della liberta di scelta, bambini bullizzati per non essere vaccinati emarginati come nei tristi regimi totalitari dei secoli passati. Arriviamo al settore sanitari è.....
La verità è che i medici non si vaccinano.....
Vaccini, solo il 15% dei medici si immunizza.

Ops ora che facciamo Radiamo l'ordine dei medici di Latina? 

I medici non si vaccinano ed è prassi comune non solo in Italia ma in tutta europa.  
I dati sbalorditivi non arrivano da una rivista complottistica ma dalla SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie).
Comunicato stampa - Ci si aspetterebbe che medici, infermieri e altri operatori sanitari fossero i principali paladini delle vaccinazioni, così da difendere se stessi e i loro pazienti dalle malattie infettive.

Invece quasi uno su tre degli intervistati, (circa il 30%) è in disaccordo con l’affermazione secondo cui i benefici dei vaccini sono certi, e teme la possibilità di EFFETTI AVVERSI GRAVI.
- Oltre il 40% degli intervistati non si è sottoposto al richiamo per il tetano negli ultimi 10 anni.
- Il 13% non è vaccinato contro epatite B e morbillo, e il 6% è consapevole di essere suscettibile per non aver neanche mai contratto queste malattie.
- Solo il 31,4% in media dichiara di essersi sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale nella stagione appena conclusa: la metà dei medici intervistati e meno di uno su quattro tra infermieri e altri operatori.

Una copertura insufficiente a garantire la continuità del servizio e la sicurezza dei pazienti più fragili, ma che non si DISCOSTA dalla media europea.
Tratto da: http://www.lescienze.it/lanci/2017/03/28/news/simpios_-_vaccini_i_professionisti_della_salute_non_danno_il_buon_esempio-3472852/

Detto ciò leggiamo 14 aprile 2019

Perché il personale sanitario è così restio a vaccinarsi contro l’influenza? E tale atteggiamento non offre il fianco agli argomenti dei no vax, che possono dire “se non si vaccinano loro, perchè dobbiamo vaccinare i nostri figli? “ 

Purtroppo sì - risponde l’infettivologo Massimo Crapis -, anche se, a ben vedere, le questioni sono completamente diverse. La maggior parte del personale non lo fa non perché è contrario alle vaccinazioni in generale, ma perché non percepisce l’importanza di questa protezione nei confronti del paziente.
E’ chiaro, però, che nel mondo laico, soprattutto in chi non vuole vedere in maniera del tutto intellettualmente onesta le cose, possono sorgere argomentazioni di questo tipo. Comunque, ripeto, non si deve parlare di vaccinazioni in assoluto, ma di singole vaccinazioni: ogni tipo ha indicazioni diverse. La vaccinazione anti influenzale ha indicazioni e controindicazioni che esulano da quelle dei vaccini per le malattie esantematiche”.

Se è difficile introdurre l’obbligo tra il personale sanitario, come si può convincerlo a sottoporsi a una semplice iniezione? Ci sentiamo di proporre una possibile soluzione: dal momento che c’è una parte di retribuzione ‘premio’, vale a dire quella di risultato, perché non legarla anche al fatto di sottoporsi al vaccino? Gli argomenti che riguardano il portafoglio, si sa, sono di solito molto convincenti.
Tratto da: http://www.ilfriuli.it/articolo/salute-e-benessere/la-proposta,-premio-in-busta-paga-a-chi-si-vaccina/12/196581

domenica 18 novembre 2018

La grande bugia: mentire a se stessi.

La grande bugia

Perla saggia:
Le terapie, come le bugie, hanno le gambe corte.
Giorgio Beltrammi

«E adesso che lo so... cosa faccio?»
È la domanda che si fanno tutti quelli che partecipano alle serate divulgative che ho svolto e che continuerò a svolgere.
È difficile rispondersi e, dall'esterno, impossibile dare una risposta, perché l'esperienza della malattia, e quindi della vita, è unica.

Come si fa a dire ad una persona: «Fai questo e non fare quello!» sapendo che è quello che farebbe chi lo dice e non chi lo ascolta?
Come fai a sapere quali sono le convinzioni della persona, le cose che non vuole dire, quelle che vorrebbe dire ma si vergogna a dire, quello su cui sta mentendo e quello che ingigantisce o sminuisce?
Come si fa, oggettivamente, a separare il corpo della persona dalla sua storia, dalle sue esperienze, dalle sue delusioni, dalle sue gioie, dalle sue conquiste e dalle sue sconfitte, dalla sua famiglia, dal suo lavoro, dalle sue ricchezze e dalle sue miserie. Come si fa ad intrufolarsi impunemente nelle sue schifezze, nei suoi lati oscuri, nelle sue depravazioni ed anche potendolo fare, come si riesce a rimanerne distaccati ma al contempo esserne partecipi?

Io credo che l'unica strada che, oggettivamente, si può percorrere è quella informativa, dove ogni singola pietra che la compone è una informazione. Rimane poi compito della persona, decidere se mettere i piedi su una pietra invece che su un'altra. Ed è un compito difficile.
Ancor prima dell'applicare una qualsiasi cura, di quelle disponibili, la persona è chiamata ad applicare la propria responsabilità, ovvero l'essere di fatto responsabile del proprio corpo.
Guardate che è una cosa veramente difficile. Io credo la più difficile. Specialmente dopo che per molti secoli si è stati convinti che debba essere il medico l'unico vero responsabile della salute dei suoi assistiti.
Ma non è così.

L'unico, vero, genuino responsabile della propria salute è la singola persona; l'unica in grado di dire cosa è successo davvero alla propria vita.
Guardate che ci sono persone che dalla propria malattia ottengono dei vantaggi (vedi diversi malati cronici che usano la propria ingigantita sofferenza per essere coccolati, o tenere in pugno la famiglia o singoli componenti di essa). È proprio in questi casi che si capisce che la malattia ha un senso e una sua utilità.

C'è chi vuole davvero guarire e chi non vuole farlo; come si fa a capire chi è l'uno o l'altro? E anche avendo capito chi non vuole guarire e chi vuole farlo, chi sei per dire «Fai questo e non quello»?

Molte persone mentono non solo al proprio medico - cosa grave - ma soprattutto e per primo a se stesse - fatto ancor più grave ma comunque non giudicabile o criticabile - e la Natura contrappone alla menzogna di una finta salute, la verità semplice e cruda della malattia.
Già, la malattia!
La stupida, tremenda, inutile, ingiusta malattia.
Tremenda certo. Ma certo non stupida, ne' inutile. Il concetto di giustizia è mentale ed è umano.

La malattia, in sintesi, è una domanda molto chiara e importante.
Ti chiede se stai mentendo, non agli altri, ma a te stesso.
Ti chiede se stai frodando, non gli altri, ma te stesso. Se stai millantando la tua salute. Se stai falsificando o rubando l'unico vero gioiello che possiedi: la tua vita.
Le cure esterne, a cui vanno riconosciuti piccoli risultati, per altro di breve durata, non servono a nulla. Ma non perché Big Pharma è cattiva o complottista, no. Ma perché un farmaco non può curare la vita di una persona. Può certo modificare il corpo, ma è altrettanto certo che non può cambiare i meccanismi famigliari, gli stress lavorativi, le rinunce, i soprusi, le aspettative amare, i sogni infranti, le paure, l'autodisistima, ecc., ecc., ecc.

Una persona incapace di rispondere a sè stessa di sè stessa (responsabilità = abilità al rispondere), difficilmente otterrà risultati evidenti e duraturi dalle terapie che assume, specie per le "malattie" più gravi, che lo sono non solo perché comportano il pericolo di morte, ma perché proprio cercano di coprire drammaticamente una bugia, una azione malevole (il termine "malattia" deriva da mala actio= azione malevole, ma anche da malo habitus= abitudine malevole) di grandi dimensioni, incompatibili con il corpo e con la vita.

Quindi, cosa devi fare?
Essere totalmente, incondizionatamente sincero/a con te stesso/a e con il tuo corpo e non è facile, anzi, è moooolto difficile.
Fatto questo saprai autonomamente cosa fare e sarà il meglio per te.

Buon lavoro :-)

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mercoledì 19 settembre 2018

La storia scioccante della chemioterapia!

CANCRO - DOMANDE FREQUENTI - FAQ – 1
D. In che modo si giunge alla chemioterapia come prima opzione per il trattamento del cancro?

R. Durante la seconda guerra mondiale, il cosiddetto dipartimento della "difesa" statunitense si ritrova in giacenza smodate quantità di gas nervino inutilizzato. Il temutissimo gas nervino è impiegato alla grande durante la prima guerra mondiale ma dato che le regole di combattimento, questa volta, nella seconda guerra mondiale, prevedono il bombardamento delle popolazioni civili disarmate delle città, non si sa bene che uso fare dei gas nervini rimasti in giacenza. E allora qualcuno del dipartimento, non avendo di meglio da fare, prova a convertire il gas nervino in sostanze alternative per uso terapeutico. È questo l'inizio dell'era del trucco della chemioterapia.

Almeno un centinaio di farmaci brevettati del tempo di oggi derivano direttamente dal velenosissimo agente contenuto nel gas nervino, precedentemente utilizzato per ammazzare soldataglia di trincea in battaglia.
Molti ruffiani in camice bianco ignorano questi dettagli ma stai sicuro che non troverai mai un oncologo tanto sprovveduto da maneggiare quei farmaci senza guanti robusti, maschera anti-tutto e senza essersi garantito con le altre protezione prescritte dalla casa produttrice.

D. E allora, se si tratta di veleni tanto tossici e potenti, con che coscienza si sparano in vena a della gente già malata e disabilitata?

R. L'industria del cancro è un'industria di monopolio e pratica le politiche restrittive. I veleni brevettati sono gli unici ammessi dall'industria medica del cancro e tutti i ruffiani del sistema si devono adeguare, se vogliono guadagnare e/o solo mantenere il posto di lavoro. Dietro alla morte di 8 milioni di vittime ogni anno, le multinazionali incamerano cifre spropositate, e si tratta per la gran parte di denaro dei contribuenti, perché la propaganda per la finta lotta contro il cancro consente alle mega-imprese, che guarda il caso sono sempre le stesse, ogni anno, di accedere a sistematiche raccolte fondi e a conti bancari che tutte le altre industrie dei veleni e delle malattie si sognano.

D. Ma è possibile che esiste gente tanto insensibile alla sofferenza degli altri?

R. Pare di sì. Solo per fare un esempio, c'è una ditta nota, che in quel tempo si chiama IG Farben e che oggi, in tutto o in parte, si chiama Bayer, ha eretto uno dei suoi primi e giganteschi centri di fabbricazione farmacologica proprio ad Auschwitz, e naturalmente il lavoro fisico per la sua costruzione è stato assegnato ai detenuti-schiavi dei campi di concentramento.
Nessuno potrà mai sapere e spiegare fino in fondo cosa ha in testa certa gente.

The Shocking History of Chemotherapy! (video)


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domenica 29 luglio 2018

Vaccini:"Come ho messo a tacere il mio medico"

Vaccini:"Come ho messo a tacere il mio medico"

Poiché abbiamo appena avuto il nostro terzo figlio, questa è l'occasione per me per spiegare perché non li abbiamo vaccinati, e anche perché sono in perfetta salute.
Vorrei anche menzionare le reazioni ostili e negative che abbiamo avuto quando abbiamo consultato i pediatri come risultato della nostra posizione sui vaccini.
Tuttavia, siamo riusciti a mettere in imbarazzo uno di loro e finalmente lo abbiamo messo al suo posto quando ha cercato di provocarci.
 

Ho lavorato personalmente per 10 anni nell'industria farmaceutica come scienziato. Ho anche condotto ricerche approfondite sui vaccini e i loro vari componenti. Il pediatra che ci ha ricevuto non era a conoscenza di questi ultimi elementi.
Prima di citare tutte le mie obiezioni, questo pediatra mi ha attaccato verbalmente facendomi capire che stiamo uccidendo i nostri figli non vaccinandoli. Ha continuato a dirmi che il cosiddetto autismo indotto dal vaccino era una teoria totalmente smentita e demistificata, e che questa teoria si basava solo su studi fraudolenti. Mi ha detto queste cose quando non avevo nemmeno affrontato il tema dell'autismo. Molti pediatri accorrono a queste false conclusioni. Credono che l'autismo non sia causato dai vaccini perché è quello che dicono e ripetono i media mainstream.
Detto tra di noi, penso che ci sia una correlazione tra vaccini e autismo. 

Siccome ho subito capito che la discussione non avrebbe portato a nulla con questo pediatra, ho deciso di cambiare il focus della discussione. 
Come ho detto all'inizio, ho messo questo pediatra al suo posto quando finalmente ha confessato che non è entrato nel merito. Alla fine gli ho detto che le mie preoccupazioni non erano solo per l'autismo, ma per i disordini autoimmuni. 

In ogni vaccino ci sono adiuvanti. Questi elementi fanno parte dei vaccini per sovrastimolare il sistema immunitario. 
I vaccini che contengono solo l'antigene specifico per una particolare malattia, non possono generare una risposta immunitaria sufficiente a creare un numero sufficiente di anticorpi. I produttori di vaccini lo riconoscono, ed è per questo che aggiungono i coadiuvanti. 
Questi adiuvanti stimolano il sistema immunitario in modo cieco e non selettivo in modo che possa produrre una risposta sufficiente agli antigeni del vaccino e quindi creare protezione. 

La vera chiave di comprensione sta nel fatto che questi coadiuvanti sovrastimolano il sistema immunitario in maniera non selettiva. Ciò significa che quando questi adiuvanti vengono introdotti nel corpo, producono una risposta immunitaria SISTEMICA, vale a dire una risposta che colpisce l'intero corpo e durante la quale gli anticorpi potrebbero non rivolgersi esclusivamente contro l'antigene del vaccino, ma contro altri tipi di cellule del corpo. Sono state espresse preoccupazioni che gli adiuvanti possono suscitare risposte immunitarie dirette contro, per esempio, altre proteine nel corpo, causando così l'autoimmunità.
Se seguite le notizie, avrete appreso che le malattie autoimmuni sono in aumento. Gli Istituti Nazionali della salute negli Stati Uniti, stimano che 23 milioni di americani soffrano di malattie autoimmuni e che, ogni anno, il loro numero aumenta. 
Nel 1962, abbiamo potenziato il sistema immunitario con 5 dosi di vaccino. Oggi, nel 2017, il sistema immunitario viene stimolato 72 volte: dovremmo quindi essere sorpresi di avere così tanti disturbi autoimmuni quando il corpo attacca le sue stesse cellule? 
Uno studio ha esaminato il confronto tra bambini vaccinati e bambini non vaccinati. 

L'immagine mostra chiaramente quanto è probabile che le persone vaccinate siano suscettibili di sviluppare più malattie. 
Ad esempio, vediamo che nell'area delle allergie e in particolare nella rinite allergica, le persone vaccinate hanno 30,1 probabilità in più di avere una rinite allergica rispetto ai pazienti non vaccinati.

Quando ho spiegato queste cose al pediatra, ha immediatamente smesso di avere un atteggiamento ostile e negativo. Si è immediatamente messo in "modalità difesa". Non ha osato attaccarmi dicendomi che stavo per uccidere i miei figli e così via. Non era affatto a suo agio! 
Dott. Bob Sears, MD, pediatra spiega: 
Potresti pensare che la FDA abbia studiato tutti questi ingredienti, così come la loro azione sui bambini per assicurarsi che ognuno di loro fosse al sicuro. Bene ... questo studio non è mai stato fatto! 

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mercoledì 27 giugno 2018

Vaccini obbligatori? Troppi. E stavolta non lo dice Matteo Salvini, ma il direttore generale dell'Ulss

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VACCINI OBBLIGATORI, BENAZZI CON SALVINI:«SONO TROPPI»
lunedì 25 giugno 2018

Vaccini obbligatori? Troppi. E stavolta non lo dice Matteo Salvini, ma il direttore generale dell'Ulss 2 Marca Trevigiana.

Mentre le parole del vicepremier (10 vaccini obbligatori sono inutili e dannosi) scatenano la bufera (anche nel governo per l'intromissione di campo) il numero uno della sanità trevigiana chiarisce il concetto, lungi dal voler alzare polveroni. Perchè il problema - dice - non sta nella bontà dei vaccini. Sta nella coercizione. E lo fa portando ad esempio proprio il Veneto Intanto proprio in Veneto restano scoperti 21 mila da 0 a 16 anni completamente scoperti. Nella Marca i fuori regola sono il 3 % circa. Tutti questi a settembre verranno sottoposti ad una verifica. Poi, se la legge Lorenzin non dovesse cambiare in questi due mesi, scatteranno i provvedimenti

Tratto da:http://www.reteveneta.it/googlenews/2018-06-25-TREVISOTG-VACCINI-OBBLIGATORI-BENAZZI-CON-SALVINI-SONO-TROPPI.html

domenica 8 aprile 2018

Medici e farmaci uccidono più delle guerre! Giornata Mondiale della Salute?

Medici e farmaci uccidono più delle guerre

Oggi nella ipocrita Giornata Mondiale della Salute dove ogni pretesto è buono per sponsorizzare criminosi e incontrollati sporchi vaccini, voglio ricordarvi che chi la festeggia, ovvero i medici, sono gli stessi che ve la tolgono! Vivere in modo naturale.

"I vaccini sono la spina dorsale di tutta l'industria farmaceutica. 
I bambini vaccinati diventano clienti a vita."
Dr. Sherri Tenpenny

La mafia medica DISTRUGGE il TUO sistema immunitario.

Articolo seguente di Marcello Pamio
«Qual è la differenza tra attraversare la strada bendato ed entrare in ospedale?   Nessuna, in entrambi i casi rischi la vita».-M.P.
Lo scrittore latino Publiliu Syrus nato nell’85 a.C. era convinto che «dagli errori degli altri, un uomo saggio corregge i suoi». In teoria dovrebbe essere così, ma oggi soprattutto in ambito medico le cose sono un po’ diverse…

Mortalità in Italia
In Italia ogni anno a causa di una qualche malattia muoiono circa 600.000 persone.
Secondo l’Istat nel 2014 i decessi sono stati quasi 598.670 e nel 2015 hanno superato quota 646.000.
Le principali cause in ordine decrescente sono: malattie ischemiche del cuore (69.653), malattie cerebrovascolari (57.230) e altre malattie del cuore (49.554). Poi i tumori maligni (33.386), malattie ipertensive (30.690), demenza e Alzheimer (26.600), malattie respiratorie (20.234), diabete mellito (20.183), tumori di colon/retto (18.671), tumore seno (12.330), tumori al pancreas (11.186) e via via fino al suicidio (4.147) all’ultimo posto.


Raggruppando le prime tre voci sotto “malattie cardiovascolari”, visto che tutte interessano lo stesso apparato, si raggiunge la cifra di 184.737 morti all’anno, mentre i tumori uccidono all’circa 125.000 persone.
Da qui l’arcinota classificazione che vuole al primo posto per mortalità le malattie cardiovascolari, poi i tumori.
Ma è proprio così?
Dall’elenco dell’immarcescibile Istat non esisterebbero infatti per esempio le «morti iatrogene», cioè tutte quelle morti dovute a errori medici o date dagli effetti collaterali dei farmaci.
Come mai? Mancanza alquanto anomala visto che si tratta di una delle prime cause di morte al mondo!

Errori medici
Mentre da noi le morti iatrogene sono un mistero, una delle riviste scientifiche più accreditate al mondo, il British Medical Journal, se ne esce denunciando l’impatto che queste hanno sulla salute pubblica e sulle casse dei sistemi sanitari.
Il 3 maggio 2016 con un titolo inequivocabile «Errori medici, terza causa di morte in USA» («Medical error – the third leading cause of death in the US»[1]) il B.M.J. pubblica uno studio che rimarrà nella storia.
Lo firmano l’oncologo Martin Makary e il suo allievo Michael Daniel del Dipartimento di chirurgia della Scuola di Medicina della Johns Hopkins University di Baltimora negli Stati Uniti. Secondo i ricercatori gli errori medici uccidono più di 250.000 persone ogni anno su un totale di circa 2,6 milioni di decessi.
Quindi negli States il 10% delle morti per malattia sono causate da errori umani o da farmaci.
Un problema enorme.

Classificazione internazionale 
Il problema però è ancora più serio di quello che si possa pensare.
A livello internazionale quando muore una persona in ospedale il medico compila un certificato assegnando un codice I.C.D. (International Classification of Disease).
Ogni malattia ha un corrispondente numero ben preciso. Se per assurdo una causa di morte NON è associata ad un codice I.C.D., cioè non è contemplata dal manuale in teoria non dovrebbe esistere.
Il punto cruciale è che «il fattore umano» sfugge a tale conteggio! Quindi tutte le cause di morte non associate a un codice semplicemente NON vengono registrate come “errori”, ma sotto un’altra voce...
Per l’O.M.S., l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 117 i Paesi ad aver adottato la codifica I.C.D. tra cui ovviamente anche l’Italia!
Come allora codificare e misurare l’errore umano?
Stiamo parlando di numeri preoccupanti: negli USA l’impatto è quantificabile intorno ai 210 - 400.000 decessi ospedalieri ogni anno.
Hanno cercato di farlo gli autori dello studio del B.M.J. sopracitato analizzando gli studi dal 1999 in poi ed estrapolando il dato in base al numero di ricoveri ospedalieri.

Manuale ICD-9-CM
Nella versione italiana di 1120 pagine della ICD-9-CM (International Classification of Diseases - 9th revision - Clinical Modification) si parla solo di «Avvelenamento da farmaci, medicamenti e prodotti biologici» e i codici vanno da 960 a 979.[2]
Nella classificazione ufficiale si contemplano i danni dei medicinali solo nel contesto di un avvelenamento e non in merito agli effetti collaterali che questi inducono. Ecco perché alle voci «errore medico», «effetto collaterale farmaco», «effetto secondario farmaco», ecc. c’è il vuoto cosmico…

Quanto è grande il problema?
Il dato americano sembra catastrofico, ma come vedremo è sottostimato…
In America la fonte che riporta le stime dei decessi annuali causati da errori medici è un report datato 1999 molto limitato e obsoleto dell’Istituto di Medicina (I.O.M.). Questo report parla di una media che va da 44.000 a 98.000 decessi annuali.
Un altro rapporto del 2004 riguardante i decessi di pazienti ricoverati associati all’Agenzia per la Qualità nella Sanità e per la Verifica della Sicurezza del Paziente riferita alla popolazione con assistenza sanitaria, ha stimato che 575.000 decessi sono stati causati da errori medici in tre anni, tra il 2000 e il 2002. Il che rappresenta poco meno di 200.000 morti all’anno.
Il Ministero della Salute americano esaminando gli archivi dei ricoverati nel 2009 riportò che 180.000 decessi tra coloro aventi assicurazione sanitaria erano dovuti a errori medici.

Death by Medicine
Un documento illuminante del 2004 si intitola «Death by Medicine» ed è firmato da un gruppo di ricercatori quali Gary Null, PhD, Carolyn Dean MD, ND, Martin Feldman, MD, Debora Rasio, MD e Dorothy Smith, PhD.
Secondo questo inquietante e fastidioso rapporto, il numero delle persone che finiscono in ospedale ogni anno in America a seguito di reazioni avverse è di oltre 2,2 milioni; circa 20 milioni sono gli antibiotici non necessari prescritti annualmente e 7,5 milioni sono le persone che subiscono procedure mediche e chirurgiche non necessarie. Mentre le persone che vengono ospedalizzate inutilmente sarebbero quasi 9 milioni.
Le loro stime sono allucinanti: 783.936 gli americani che muoiono ogni anno a causa della medicina allopatica, cioè per malasanità. Una ecatombe ogni anno. Se questi dati sono veri, il podio delle morti sarebbe occupato dal caduceo con il serpente attorcigliato…
Di questi oltre 106.000 americani morirebbero SOLO per gli effetti collaterali dei farmaci!
Situazione italiana

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