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mercoledì 20 settembre 2017

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare

Fonte https://lamenteemeravigliosa.it
Pazienza”, un’altra volta questa parola. Colui che aspetta si dispera e si confonde. Soprattutto quando si scontra con l’incertezza di non sapere quando avverrà ciò che aspetta.
Non stancatevi di aspettare. La ricompensa sta attendendo che abbiate pazienza.
Tuttavia, la pazienza è più che l’attesa: è l’aspettativa calmata, è una sorta di pausa dei nostri desideri. La pazienza non ci addormenta i sensi, bensì si impone contro l’angoscia e ci sveglia. 

La pazienza è amara, ma i suoi frutti sono dolci

È difficile da capire, ma avere pazienza non significa caricarsi di stress e sopportare fino a non poterne più ed esplodere. Si tratta di un’arte capace di liberarci da cariche emotive superflue, che ci permette di permanere in uno stato di pace.
“Se sarai paziente in un momento d’ira, sfuggirai a cent’anni di tristezza”.
Alcune filosofie orientali parlano del dono della pazienza cono se fosse una forza che la nostra mente utilizza per comunicare al resto del corpo che ciò che si aspetta arriverà.
Le cose belle del mondo richiedono pazienza: un amore complicato, una persona quasi inarrivabile, una preparazione fisica, un concorso, … Insomma, qualsiasi meta o qualsiasi traguardo che ci mettiamo in testa. Bisogna ricoprirsi di un velo di entusiasmo e passione.

Colui che aspetta senza disperare trova l’inaspettato

Spesso, crediamo che la vita ci stia dicendo “No”, mentre, in realtà, ci sta solo dicendo “Aspetta”. Diventiamo impazienti e, di conseguenza, il nostro nervosismo ci spinge a commettere errori.
A volte, ci sentiamo stanchi, avvertiamo che i nostri amici, il nostro partner o le nostre aspettative irrealizzate ci esasperano, che non arriva niente di quel che volevamo creare e che la vita non è fatta per noi.

La pazienza: una regina annientata dalla velocità

“Il segreto della pazienza è ricordare che il dolore è temporaneo e la ricompensa è eterna”.
Colui che resiste, vince. Tuttavia, se consideriamo l’interesse che, normalmente, mettiamo nel coltivare questa qualità, ci rendiamo conto che la pazienza è una regina ormai annientata. Ci viene insegnato che dobbiamo primeggiare in tutto, emergere sugli altri, correre.
Se affrontiamo le cose pazientemente, gli altri ci lasciano fuori dal gioco, ci fanno capire che non valiamo abbastanza. Ciononostante, è bene sapere che tutti i traguardi richiedono tempo e pazienza: questi due strumenti, infatti, sono gli unici che ci assicurano di raggiungere i nostri obiettivi.

Lavorare sulla pazienza per conoscere sé stessi

“Comprendere sé stessi richiede pazienza e tolleranza; l’Io è un libro composto da molti capitoli, impossibile da leggere in un unico giorno. Tuttavia, quando inizi a leggerlo, devi leggerne ogni parola, ogni frase, ogni paragrafo, perché in essi vi sono gli indizi della totalità. Il principio è in essenza il finale. Se sai leggere, potrai trovare la saggezza suprema”.
Jiddu Krishnamurti
I grandi saggi sono persone calme, pazienti e sicure di sé stesse. Questi elementi ci aiutano a capire che essere pazienti ci farà contemplare il mondo con più sensatezza e capacità di comprensione.
Quando non coltiviamo il dono della pazienza, ci comportiamo in maniera impulsiva e irrazionale, creando o aggravando i nostri problemi e lasciandoci sfuggire moltissime opportunità.
In realtà, per coltivare la vostra pazienza non avete bisogno di tante cose, ma di semplici soluzioni da voi perfettamente raggiungibili. Ve le esponiamo brevemente.

1. Respirate

Respirare profondamente è sempre un buon metodo che ci aiuta a riflettere. Quando ci prendiamo dei secondi per respirare, stiamo offrendo una pausa al nostro dialogo interiore.

2. Scoprite perché avete tanta fretta

Riflettete sulle ragioni che vi rendono impazienti. Se vedete che esagerate, riorganizzate le vostre priorità. Pensarci su, e magari scrivere, vi aiuterà a calmarvi.

3. Individuate gli elementi che vi rendono impazienti

Può trattarsi di altre persone, di situazioni stressanti o addirittura di voi stessi. Tuttavia, il semplice fatto di essere consapevole di tutto ciò vi aiuterà a ridurre l’ansia.

4. La vostra pazienza è utile o giustificata?

Rispondete a questa domanda in maniera sincera e vedrete che farlo vi infonderà calma. Cercate la risposta dentro di voi e non temete di abbandonare abitudini per voi nocive.

5. Prendetevi del tempo e aspettate l’inaspettato

Dovete capire che potete anche fare mille piani, ma le cose non sempre riescono come volete. Accettate il fatto che la ruota gira e che, prima o poi, si fermerà dove desiderate voi. Siate realisti nelle vostre aspettative e comprensivi con gli altri.

6. Non abbiate paura di cambiare e non dimenticatevi di allenarvi

La pratica rende maestri. Sviluppare la pazienza implica lasciare da parte molte cattive abitudini con le quali convivete da tempo. Così come assimilare qualsiasi insegnamento, coltivare il dono della pazienza richiede temperamento.

giovedì 31 agosto 2017

I sintomi dell’ego spirituale

I sintomi dell’ego spirituale

I sintomi attraverso i quali possiamo riconoscere se essere affetti o meno da questa “sindrome”, sempre più comune, sono:

1. Etichettarci come “persone spirituali“: iniziamo a percepire noi stessi come “persone spirituali” e, di conseguenza, più “elevate”, rispetto alla massa di “dormienti” che ci circonda. Questo è il primo passo per ammalarci di “Ego spirituale“.
2. Strettamente connesso al punto precedente: tracciamo un confine tra un “noi” e un “loro”, iniziamo a circondarci solo di persone che reputiamo evolute come noi, snobbiamo tutte le persone che dal nostro punto di vista illuminato, viaggiano a frequenze verso cui non abbiamo intenzione di “abbassarci”.
3. Il mondo ci appare come un luogo ostile, i terrestri una razza cruenta e immatura, capace solo di atrocità e facile alle debolezze carnali. Desideriamo sempre più tornare in quel lontano pianeta di una galassia lontana lontana da cui proveniamo…
4. Ci isoliamo e parliamo solo con il nostro maestro spirituale via Skype o con il nostro spirito guida via etere…ma anche questo, d’altronde, dal nostro punto di vista “illuminato”, è normale perchè stiamo percorrendo il sentiero della Buddità.
Se ti sei riconosciuto in uno o più di questi sintomi, fermati un attimo e respira…

L’ego immaturo chiede a gran voce l’illuminazione
Questo è ciò che si scorge guardando bene dentro i variopinti ambienti della cosiddetta spiritualità (qualunque cosa voglia significare questo termine).
“Non sono nessuno nella vita normale. Ma sarò qualcuno in quella spirituale.”
La rinuncia al denaro e al successo come gratificazione ultima dell’ego. L’incapacità di affermarsi come vincente nella vita materiale mascherata da rinuncia alla vita materiale stessa.
Dipendesse da me metterei la regola che solo chi ha raggiunto la piena gratificazione nel mondo della materia può dedicarsi alla ricerca spirituale. Come si è sempre affermato in psicologia – da Jung in poi, passando per la Psicologia Transpersonale – solo un ego maturo e sano, che è stato capace di raggiungere obiettivi concreti in campo lavorativo, artistico, sportivo piuttosto che politico o economico… insomma, solo un ego realizzato, contento di sé, non patologico… è davvero pronto per morire. Gli altri stanno fingendo… recitano una parte… proprio per non morire mai. Si tratta del tristemente noto “ego spirituale”.

La patologica insoddisfazione di un ego immaturo lo indirizza verso una spasmodica ricerca in campo spirituale. Se l’ego non è ancora maturo, autodeterminato, soddisfatto di sé, non potrà mai “rinunciare a sé”; inizierà quindi a cercare nelle “esperienze spirituali” quel completamento di sé che gli è mancato negli altri campi della vita.

Non mi stanco di ripetere che per rinunciare al proprio ego è prima necessario averne uno maturo. Se gli alchimisti avevano previsto l’ »albedo” come tappa intermedia dello svilupppo psicologico di un individuo, la fase in cui si “fabbrica” l’Anima, prima della divinizzazione finale nella »rubedo”… un motivo ci sarà. Un ego abortito darà come risultato una ricerca spirituale deviata, ansiosa, competitiva, intrisa di esperienze mistiche allucinatorie. Questo è ciò che vediamo accadere continuamente: gli ashram sono zeppi di persone FULMINATE che si credono ILLUMINATE.
Ho avuto la sfortuna di comprendere “nella carne” che non c’è nessuno dentro questa forma corporea. Proprio quando finalmente ero “qualcuno”, con una »centratura” perfetta e mi sembrava di avere il mondo ai miei piedi… sono morto. Che sfiga! Ciononostante, nulla di ciò che questo apparato psicofisico ha realizzato nel corso di anni di sforzi è andato perduto. Per esempio, questa forma è rimasta ben conscia delle verità che conosceva prima che accadesse il “fattaccio”; per questo motivo insegno che solo a partite da un ego psicologicamente adulto – sebbene finto – si può verificare una morte iniziatica e ottenere una comprensione diretta della Verità Ultima.

Questo è il motivo per cui a qualcuno succede e a qualcuno no. Se non ci fossero ostacoli, questa comprensione accadrebbe in tutti gli apparati psicofisici del mondo in questo stesso istante. Invece non accade, né a te che stai leggendo, né agli altri. Tu hai capito perfettamente che il tuo “me” separato non esiste e non è mai esistito… ma non accade nulla! Ti senti sempre come esistente dentro un corpo specifico.
Ovviamente, tutti voi, appassionati di Advaita Vedanta, Tao e Zen siete convinti di essere pronti per il “grande salto nell’Abisso”. Oramai le gratificazioni dell’ego le avete lasciate alle spalle. Non siete più come gli altri comuni mortali che ancora compiono sforzi per “ricordarsi di sé”, oppure, più prosaicamente, si preoccupano di mettere da parte i soldi per l’auto nuova.
Invece non è vero. Non siete pronti. Siete come vergini che parlano di Tantra!
Dimostrare che non siete ancora pronti a balzare nell’Abisso è facile. Non siete pronti… perché non vi è ancora successo. In realtà avete ancora necessità di sentirvi un individuo, un “me” dentro un corpo. E il fatto che stiate percorrendo un cammino verso qualcosa che invece si trova QUI e ADESSO, indica che avete ancora bisogno di muovervi attraverso l’ego. Il fatto stesso che decidiate di non fare più nulla, è ancora sempre un bisogno dell’ego. Le vostre azioni vi tradiscono. Non c’è via d’uscita!

Se avessi di fronte una forma corporea nella quale è accaduta questa piena comprensione, le darei ragione. Ma dal momento che di solito a blaterare sull’inesistenza dell’ego e l’inutilità di fare sforzi sono persone che si trovano sul medesimo piano di coscienza di un giornalista sportivo… la loro stessa “mancata illuminazione” le tradisce. Hanno ancora bisogno di temporalità e di sforzi, in qualunque direzione questi sforzi siano condotti.
L’ “ego spirituale” ha spostato le sue aspettative dal mondo della finanza a quello dell’Advaita Vedanta o dello Zen, così da poter finalmente sperimentare la beatitudine. Ma la beatitudine come traguardo di vita non ha più dignità di una carica politica, poiché sono entrambi traguardi disposti lungo il tempo. Sono entrambe esperienze esperite da “qualcuno” dentro un corpo. “Qualcuno” che farebbe meglio a occuparsi delle sue finanze piuttosto che dell’illuminazione!

Finché non siete pronti per accettare la fine del senso di identità separata, cercate l’illuminazione in maniere che vi impediscono di raggiungerla. Desiderate l’Unità ma allo stesso tempo vi opponete ad essa ogni singolo istante della vostra vita.

lunedì 3 aprile 2017

7 Livelli di Malattia e 7 Livelli di Salute

La Malattia e la salute e le loro manifestazioni secondo la Medicina Cinese e la Macrobiotica

di Roberta Gargiulo

Nei sette livelli di malattia proposti dalla Filosofia Macrobiotica si nota una progressione del malessere in crescendo, se non si trova il modo di fermare i vari sintomi con cui il corpo manifesta il suo disagio, ovviamente non sono da leggere in modo rigido e pragmatico e soprattutto non strettamente sequenziale ma sono una “indicazione” utile del nostro stato in quel momento.
I malesseri che si evidenziano tramite segnali, che, se colti in tempo, ci consentono di ricorrere ai ripari e di ritrovare il nostro centro o equilibrio, ma se questi segnali non vengono colti , si rischia un vero e proprio peggioramento della malattia.
E’ vero che ognuno di noi nasce con un patrimonio genetico che è diverso da persona a persona, ma è anche vero , che a parità di patrimonio genetico, ognuno di noi può influenzare il suo stato di salute e le sue abitudini.

1° LIVELLO DI MALATTIA

Stanchezza fisica, mentale e mancanza di vitalità: sono considerate nella nostra medicina poco importanti perché sono molto frequenti, ma in questa fase si evidenzia un aumento delle tossine nel sangue, il cui ph sta diventando acido .
In genere questo problema nasce dall’insufficienza di attività fisica, da una alimentazione non corretta e da una vita molto stressanti per noi.
Questa stanchezza spesso ci conduce a non aver più voglia di fare nulla e a rinchiuderci in noi stessi peggiorando cosi la nostra situazione.
Molti per ovviare a questa stanchezza aumentano l’uso di caffè, di dolci che non fanno altro che aumentare l’acidità nel sangue e di conseguenza le tossine.
Le prime scariche che si evidenziano sono: costipazione, pancia gonfia, diarrea, eccesso di sudore, di urina, difficoltà digestive.
Per ripristinare la situazione occorre fare più movimento e cambiare un po’ l’alimentazione inserendo cereali, legumi , frutta verdure e anche riducendo gli zuccheri e prodotti di origine animale che aumentano l’acidità del sangue

2  LIVELLO DI MALATTIA

Rigidità articolare, dolori articolari e sonno agitato: se non si pone rimedio alla fase precedente, il livello di tossicità nel sangue aumenta.
I metaboliti acidi vengono attirati dal tessuto muscolare e nelle articolazioni creando rigidità, e dolore.
Si possono manifestare: dolori articolari , muscolari, cefalee, mialgie, aritmie, crampi, perdita di appetito e a livello psichico compaiono i primi sintomi della depressione, insicurezza, sfiducia in sé stessi, rigidità mentale, si cerca di imporre la propria volontà agli altri aumentando ancora di più la chiusura fra sé e gli altri
I rimedi sono come nella fase precedente ma per un periodo più lungo e cioè di almeno un mese.

3  LIVELLO DI MALATTIA

Malattie del sangue e dei tessuti: la qualità del sangue si è impoverita e influenza tutti i tessuti, sorgono disfunzioni non gravi ma comunque che ci tolgono energia e voglia di fare : anemie, varici, fragilità dei capillari, allergie, herpes, asma , artrite, accumulo di grassi nel sangue, catarro e brufoli in una frequenza quasi cronica.
Dal punto di vista psichico si accentua il nervosismo, l’ipersensibilità, la timidezza e anche i disturbi del sonno. Aumenta anche l’agitazione, le manifestazioni depressive.
La pelle cambia di colore e perde di tonicità.
Questa è la fase nella quale occorre cambiare rotta se non vogliamo che dopo sia troppo tardi e già in questa fase, per recuperare completamente occorre un anno di alimentazione e esercizio fisico più sani e anche che si impari a rispettare molto noi stessi e le nostre esigenze.

4  LIVELLO DI MALATTIA

Malattie emozionali e del sistema nervoso autonomo
L’acidità del sangue sta continuando a peggiorare e il nostro corpo non è più in grado di espellere le sostanze negative di conseguenza questa intossicazione aggredisce gli organi.
Gli organi addetti alla pulizia come il fegato sono appesantiti dalle troppe tossine da smaltire e riducono la loro funzionalità.
A questo punto interviene il cervello che da ordine agli organi di riequilibrarsi a qualsiasi mezzo e cosi alle scariche precedenti si aggiungono il cattivo umore , la rabbia, le paure e le fobie che servono ad eliminare le tossine in eccesso.
Grazie a queste scariche l’organismo riconquista un illusorio stato di salute che se non affrontato in modo serio attraverso una autoriflessione sulle origini delle sue manifestazioni, lo stato di salute tenderà a peggiorare sempre più facendo progredire la malattia.
In questa fase si potrebbe anche aver bisogno del supporto di qualcun altro che sia in grado di darci una mano a trovare un ritmo di vita più adatto per noi e sicuramente di inserire uno stile di vita più sano

5  LIVELLO DI MALATTIA

Malattie degli organi e delle ghiandole , malattie degenerative
Negli stadi precedenti il corpo fa sempre più fatica a scaricare le tossine in eccesso e la tensione nervosa.
Queste tossine saranno accumulate nel corpo nelle zono periferiche come seni nasali, orecchie, seni, organi sessuali sotto forma di muco o sostanze grasse.
Il corpo potrebbe ammalarsi seriamente . A livello psicologico aumenta la confusione mentale, il pregiudizio, l’ostinazione e la separazione.
Possiamo collegare come il sentirsi soli e separati degli altri da parte della persona ammalata, si rifletta anche sul suo corpo che si separa nel suo interno fino ad arrivare alla formazione di una ciste che è a sé stante , separata dal corpo ma che può sempre degenerare in cancro che possiede una vita propria , autonoma rispetto al corpo che lo ospita.
Rimedi: oltre ai precedenti è importante favorire l’autoriflessione, il contatto con sé stessi e soprattutto la consapevolezza necessaria per comprendere i propri errori e cambiare il proprio stile di vita.
E’ fondamentale in questa fase trovare una persona di fiducia che aiuti, ma soprattutto esercitare fortemente il nostro senso di responsabilità.

6° LIVELLO DI MALATTIA

Malattie del sistema nervoso centrale
La malattia dagli organi si estende anche al sistema nervoso centrale e si generano alterazioni nervose e malattie mentali vere e proprie (confusione mentale, schizofrenia, paranoia, depressione, tendenze al suicidio) e sempre minor capacità di coordinare i movimenti (parkinson, schlerosi ecc.)
Ci si concentra sempre di più su di sé e si accentua la separazione fra sé , gli altri e la natura.
Rimedi: per recuperare la propria saluta e la propria integrità mentale occorrono più anni di vita più sana e la persona deve farsi a aiutare per imparare ad instaurare un rapporto più armonioso con sé , gli altri e l’ambiente.
Ma il passo principale da compiere per recuperare la salute è quello di riconoscere a se stessi di avere bisogno di aiuto e di ascoltare l’altro.

7  LIVELLO DI MALATTIA

Arroganza
E’ la forma più grave di malattia perché è la totale separazione fra sé e gli altri . L’isolamento è una gabbia della quale si è prigionieri senza accorgerci, anzi spesso si pensa di vivere la propria libertà e autonomia e il pensiero ricorrente è “non ho bisogno di nessuno”.
Le persone in questa fase possono essere di due tipi apparentemente molto diversi ma che si riconducono invece ad una base come: l’arroganza
Il 1 tipo appartiene alla tipologia di persone che si lamentano sempre, che si atteggiano a vittime, e fingono una finta umiltà “fate voi tanto a me va bene tutto” ma in realtà spingono gli altri a fare ciò che vogliono loro.
Il 2 tipo è la persona dominante che si impone e scambia i propri bisogni per quelli di tutti, non sente l’esigenza di cambiare perché il suo pensiero è “io non sbaglio mai, io vado bene cosi”.
L’arroganza però è un po’ tipica di tutti gli stadi di malattia . Essa è un po’ all’origine di ogni nostra incapacità di ascoltare gli altri, di ascoltare noi stessi, di chiedere aiuto, di amare e di essere amati.
Rimedi: una vera auto analisi personale e poi tutto il resto.

1° LIVELLO DI SALUTE

Vitalità sia fisica che mentale, non essere mai stanchi
Una persona sana trasmette entusiasmo , ha voglia di fare, è aperta al confronto, gioviale positiva.

2  LIVELLO DI SALUTE

Buon sonno
Il sonno è fondamentale per il recupero delle energie

3  LIVELLO DI SALUTE

Buon appetito
Il cibo viene dato dalla terra e questo se ci fermassimo a riflettere ci porterebbe a pensare a quanto grati dovremmo essere alla terra anziché sfruttarla ed inquinarla .
Tutto questo significa avere interesse verso le cose , verso il sapere, verso gli altri ma anche verso noi stessi.
La curiosità è indice di buona salute. L’appetito non è solo verso il cibo ma anche verso la conoscenza e la spiritualità, verso anche i piaceri della vita, senza cadere nell’avidità, nel possesso e nell’attaccamento.

4  LIVELLO DI SALUTE

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