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mercoledì 6 gennaio 2021

Stra-fatti di “luce”. - Il “doppio energetico” (P. Ighina)

E.R.I.M.
Ighina, stra-fatti di luce.

E’ stato scoperto che il DNA funziona come una spugna che assorbe la luce: il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Gariaev mise una molecola di DNA in una cuvetta di quartz e vide che assorbiva tutti i fotoni di luce, conservandoli poi sotto forma di una spirale! 

Un ricercatore italiano “venuto dal futuro” , Pier Luigi Ighina (si dice assistente segreto di Guglielmo Marconi) negli anni 70 creò una antenna particolare, ERIM (acronimo di emettitore ritmico impulsivo magnetico). 

Secondo le intenzioni dello scienziato, questo strumento interagisce con le onde elettromagnetiche della luce del Sole, conformandole in spirale e rendendolo in questo modo benefiche, salutari, energizzanti per ogni essere vivente nel raggio di azione. 

ERIM quindi alimenterebbe il DNA del nostro corpo, che assorbe la luce.

 

Sono stati effettuati parecchi test con l’antenna ERIM che ha centinaia di feedback positivi, certo nessun riscontro scientifico, solo osservazioni dirette ed empiriche. 

Ma torniamo a Garaiev ed al suo esperimento con i fotoni di luce: 

quando egli tolse il DNA dal contenitore, si accorse che laddove fino a poco tempo prima si trovava la molecola del DNA, la luce continuava ad esistere sotto forma di spirale. Apparentemente non ci sono spiegazioni razionali e scientifiche , l’unica potrebbe essere che esiste un campo di energia che si unisce al “DNA fantasma”, ad una copia eterica del DNA. 

Questo “fantasma” mantiene e conserva la luce. 

 

Ad esempio, se in questo momento voi siete seduti sulla sedia leggendo queste righe, ma poi vi alzate e ve ne andate altrove, il vostro doppio energetico continua a comporre piccole spirali di luce laddove eravate seduti, entro trilioni di molecole di DNA, per almeno 30 giorni ancora. 

Il nostro “doppio energetico” rilascia dietro di se invisibili spirali di luce lungo tutti i nostri percorsi. 

IL NOSTRO CORPO SI NUTRE DI LUCE E LA EMANA 

Molto probabilmente siamo arrivati ad un bivio dove le scoperte sul DNA riveleranno scenari inediti, ipotesi sinora considerate azzardate, concetti sino ad ora solo abbozzati stanno diventando realtà. 

Fritz Popp, un eminente scienziato tedesco che da anni studia i biofotoni, ritiene addirittura che arrivi dalla luce del sole e non dal cibo il nostro principale apporto di energia fisica e mentale . 

Egli sostiene fra l’ altro : “…….Adesso sappiamo, per esempio, che la luce può generare, o arrestare, delle reazioni a catena nelle cellule, e che il danno genetico cellulare può essere virtualmente riparato, nel giro di alcune ore, da deboli fasci di luce.” 

 

A conferma dell’esistenza di un corpo di luce degli esseri viventi, nel giugno del 2005, a Bologna, venne effettuato un altro esperimento a cui parteciparono sei coppie di esseri umani, di queste una donna ed un uomo rivelarono speciali particolarità. 

Questa coppia in realtà non era formata da persone comuni, Umberto Di Grazia e Florentina Richeldi al buio, ripresi da speciali macchine da presa in grado di amplificare di 50000 volte il segnale luminoso, emanavano fotoni di luce. 

Non solo, le riprese dimostrarono che le loro emanazioni luminose producevano bagliori all’ unisono che partivano dalla zona della testa e del cuore. La luce emanata sembrava battere allo stesso ritmo… 

….E.R.I.M….ricordo, acronimo di emettitore, ritmico, impulsivo, magnetico. 

Ora presi separatamente i vari esperimenti, indicherebbero che è ora di perfezionare i libri di scienze, ma anche che non tutti hanno un emissione di fotoni identica, probabilmente perchè il nostro DNA non li assorbe in maniera uguale per tutti, il corpo di luce sembra avere le sue ragioni che la ragione, ancora, non conosce. 

Potrebbe dipendere da quando ognuno ne recepisce oppure da quanto ognuno di noi ne ha a disposizione a secondo della vita che conduce. 

E.R.I.M. di Ighina è uno strumento in grado di concentrare l’ energia solare, che si riflette sulla Terra, rendendola armonizzata e coerente con il nostro DNA? 

Se è questa la sua funzione finale non è mai stato sinora scritto, ma senz’altro l’ipotesi che l’oggetto interagisca addirittura con il DNA, la possibilità che un aumento di luminosità del corpo di luce migliori l’armonia personale, i rapporti con gli altri, se fosse così questa eventualità spacca le convenzioni. 

Del resto non sarà un caso se l’antico saluto indiano significa: “La luce che è in me saluta la luce che è in te.” 

Namastè

https://www.cambioilmondo.it/e-r-i-m-ighina-stra-fatti-di-luce/

 

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[BIOFOTONI]

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Il Corpo di Luce umano

“Half Life” - Siamo metà “sangue” e metà “fuoco”.

sabato 11 giugno 2016

Biofotoni: il corpo emette, comunica ed è fatto di luce

Biofotoni: il corpo emette, comunica ed è fatto di luce


La scienza si trova sempre più in accordo con la poesia dell’ esperienza umana diretta: siamo molto più che un semplice ammasso di atomi e di molecole che formano il nostro corpo fisico, siamo anche degli esseri fatti di luce.  I biofotoni vengono emessi dal corpo umano, possono essere rilasciati attraverso l’intenzione mentale e possono modulare dei processi fondamentali nella comunicazione tra cellule e con il DNA.
Se consideriamo che  che la nostra esistenza terrena è in parte resa possibile dalla luce del sole e richiede la continua assunzione di luce condensata (sotto forma di cibo), potrebbe non suonare così assurdo che i nostri corpi producono luce!
Il corpo umano infatti emette biofotoni, conosciuti anche come emissioni di fotoni ultra-deboli (UPE), con un grado di visibilità 1000 volte inferiore alla sensibilità del nostro occhio. Anche se non sono visibili a noi, queste particelle di luce (o onde, dipende da come vengono misurate) sono parte dello spettro elettromagnetico visibile (380-780 nm) e sono percettibii grazie a moderni e sofisticati strumenti.

COSA SONO I BIOFOTONI?
Parlando in maniera tecnica il biofotone è una particella elementare o un quanto di luce di origine non termica nello spettro visibile e in quello ultravioletto emesso da un sistema biologico. Si pensa che vengano prodotti come il risultato del metabolismo energetico all’interno delle nostre cellule o, più formalmente, “un sottoprodotto delle reazioni biochimiche nelle quali vengono prodotte delle molecole eccitate da processi bioenergetici”. [2]

LE NOSTRE CELLULE E IL DNA USANO I BIOFOTONI PER IMMAGAZZINARE E COMUNICARE INFORMAZIONI
Apparentemente i biofotoni vengono usati dalle cellule di molti organismi viventi per comunicare, il che facilita il trasferimento di energia o informazioni che è di molti ordini di magnitudine più veloce rispetto alla diffusione chimica. Secondo uno studio del 2010 “Le comunicazioni tra le cellule grazie ai biofotoni sono state dimostrate avvenire nelle piante, nei batteri, nei granulociti neutrofili animali e nelle cellule dei reni” [3]. I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che “… stimolazioni con diversi spettri luminosi (infrarossi, rosso, giallo, blu, verde e bianco) a un capo di un nervo motore si trasformavano in un significativo aumento nell’attività biofotonica all’altro capo“. I ricercatori interpretano questo risultato per suggerire che “la stimolazione luminosa può generare biofotoni che vengono  condotti dalle fibre neurali come segnali di comunicazione neurale”.
Anche scendendo a livello molecolare nel nostro genoma, il DNA può essere identificato come una fonte di emissione di biofotoni. Un autore propone la tesi che il DNA sia così strettamente legato ai biofotoni che possiede delle proprietà simile al laser, il che gli permette di avere una stabilità anche se si trova lontano dalla soglia di equilibrio termico.[4]

LA MEDITAZIONE E LE ERBE CAMBIANO L’EMISSIONI DI BIOFOTONI
La ricerca ha scoperto che c’è una differenza di emissioni di biofotoni mediata dallo stress ossidativo tra meditatori e non meditatori.
Chi medita regolarmente tende ad avere emissioni più basse di fotoni ultra-deboli (UPE), il che potrebbe essere il risultato di un minore livello di radicali liberi nei loro organismi. In uno studio clinico che coinvolgeva praticanti di meditazione trascendentale i ricercatori hanno scoperto che i livelli più bassi di emissione di biofotoni si potevano osservare in due soggetti che meditavano regolarmente. L’analisi dello spettro nell’ emissione UPE suggerisce che l’emissione di biofotoni è probabilmente un riflesso delle reazioni ai radicali liberi in un sistema vivente. È stato documentato che vari cambiamenti fiosiologici e biochimici seguono le pratiche di meditazione a lungo termine e si desume che questa possa avere un certo impatto sull’attività dei radicali liberi. [5].
La Rodiola, un’erba molto conosciuta per il suo uso nella riduzione dello stess  (con notevoli diminuzioni del livello di cortisolo), ha rivelato ridurre durante un test clinico i livelli di biofotoni emessi da un soggetto umano. Uno studio pubblicato nel 2009 nel giornale di ricerca fitoterapeutica ha scoperto che coloro che assumevano questa erba per una settimana avevano delle diminuzioni significative nell’emissione di biofotoni paragonati al gruppo placebo. [6]

L’INTENZIONE È UNA FORZA VIVENTE E SI ESPRIME COME LUCE
Anche la stessa intenzione umana potrebbe avere una base empirica nella tesi dei biofotoni. Un recente commento pubblicato nella rivista Investigacion Clinica intitolato “Evidenze sul potere dell’intenzione” sottolinea questa connessione:
“L’intenzione è definita come un pensiero diretto per compiere una determinata azione. I penseri con un certo scopo possono influenzare oggetti inanimati e praticamente ogni essere vivente, dagli organismi unicellulari agli esseri umani.  
L’emissione di particelle di luce (biofotoni) sembra essere il meccanismo attraverso il quale l’intenzione produce il suo effetto.
Ogni essere vivente emette una corrente costante di biofotoni per inviare sengnali istantanei da una parte del corpo all’altra o all’esterno. I biofotoni sono immagazzinati nel DNA. Quando il corpo è malato si producono dei cambiamenti nell’emissione di biofotoni. Le intenzioni dirette si manifestano come un’energia elettrica e magnetica che produce un flusso ordinato di fotoni. Le nostre intenzioni sembrano operare come frequenze altamente coerenti capaci di cambiare la struttura molecolare della materia. Casi di guarigioni spontanee o a distanza di pazienti gravemente malati rappresentano casi di intenzioni eccezionalmente forti. L’intenzione di guarire della persona malata, così come la fiducia nell’efficacia della cura influenza la guarigione.”
Anche la scienza è sempre più d’accordo con l’esperienza umana diretta: siamo più di un semplice ammasso di cellule. Noi siamo esseri che emettono e comunicano attraverso la luce.
_______________
[1] Herbert Schwabl, Herbert Klima. Spontaneous ultraweak photon emission from biological systems and the endogenous light field. Forsch Komplementarmed Klass Naturheilkd. 2005 Apr;12(2):84-9. PMID: 15947466
[2] Masaki Kobayashi, Daisuke Kikuchi, Hitoshi Okamura. Imaging of ultraweak spontaneous photon emission from human body displaying diurnal rhythm. PLoS One. 2009;4(7):e6256. Epub 2009 Jul 16. PMID: 19606225
[3] Yan Sun, Chao Wang, Jiapei Dai. Biophotons as neural communication signals demonstrated by in situ biophoton autography. Photochem Photobiol Sci. 2010 Mar ;9(3):315-22. Epub 2010 Jan 21. PMID: 20221457
[4] F A Popp, W Nagl, K H Li, W Scholz, O Weingärtner, R Wolf. Biophoton emission. New evidence for coherence and DNA as source. Cell Biophys. 1984 Mar;6(1):33-52. PMID: 6204761
[5] Eduard P A Van Wijk, Heike Koch, Saskia Bosman, Roeland Van Wijk. Anatomic characterization of human ultra-weak photon emission in practitioners of transcendental meditation(TM) and control subjects. J Altern Complement Med. 2006 Jan-Feb;12(1):31-8. PMID: 16494566
[6] F W G Schutgens, P Neogi, E P A van Wijk, R van Wijk, G Wikman, F A C Wiegant. The influence of adaptogens on ultraweak biophoton emission: a pilot-experiment. Phytother Res. 2009 Aug;23(8):1103-8. PMID: 19170145

sabato 5 dicembre 2015

AURA: L'ENERGIA INVISIBILE DEGLI ESSERI VIVENTI

AURA: L'ENIGMA DELL'ENERGIA FOTONICA CHE CIRCONDA COSE E PERSONE

Alcune fotografie scattate con metodi speciali mostrano una misteriosa luce che circonda oggetti e esseri viventi. Molti interpretano questa "aura" come l'energia spirituale che permea tutto ciò che esiste nell'Universo, altri pensano che si tratti dell'effetto di banali proprietà fisiche dei corpi: in fondo, non è la stessa cosa?

L'aura, parola che deriva dal greco "alos" (corona), è ritenuta essere un sottile campo di radiazione luminosa (invisibile all'occhio umano), che circonderebbe e animerebbe tutti gli esseri viventi (persone, animali e piante), simile al bozzolo di un bruco, tanto da sopravvivere al decadimento della vita biologica dell'essere a cui appartiene.

In antichità, l'aura era considerata luminosità, reale o simbolica, presente attorno al capo o al corpo di uomini illustri, come santi e capi carismatici.

L'esistenza dell'aura è considerata reale presso numerosi popoli di culture diverse, antiche e moderne, così come la raffigurazione dei corpi umani avvolti in ovoidi luminosi, dai quali sarebbe persino possibile capire un'eventuale stato di malattia del corpo.

Dato che l'aura è considerata il riflesso dei pensieri e degli atteggiamenti dell'uomo, essa ne riflette anche le eventuali disarmonie e comportamenti errati, che possono dare luogo a patologie tendenti a trasferirsi progressivamente dal piano spirituale fino a quello materiale.

Il legame tra psiche e malattia era noto già nelle culture pre-moderne, nelle quali il medico era anche sacerdote. La disarmonia tra l'anima, intesa come la forma o il modello che la persona è chiamata a realizzare, e la psiche, si esprime come una frattura del campo sottile che può andare da un semplice assottigliamento a una sorta di buco dell'aura, spesso di colore scuro. Attraverso i buchi dell'aura si determinano fuoriuscite di energia che vengono generalmente vissute come spossatezza e svuotamento.

Ma cosa dice la scienza a proposito dell'aura? Secondo gli scettici, l'esistenza dell'aura è da considerarsi solo nell'ambito del mito e della parapsicologia, dato che non esistono prove scientifiche che supportino tali credenze. Ma è davvero così?
 

I sostenitori dell'esistenza dell'energia spirituale che permea tutto ciò che esiste nell'Universo si rifanno agli esperimento condotti nel 1939 daSemyon Davidovich Kirlian, uno scienziato, inventore e fotografo russo.
Durante la riparazione di un generatore ad alta tensione, Kirlian fu investito da una scarica elettrica ad alta tensione, ma di bassa intensità (circa 0.1 A, quindi non dannoso), sufficiente a creare dei piccoli aloni luminosi che brillavano attorno alle sue dita e agli elettrodi del generatore.
Appassionato studioso degli studi sull'alta tensione elettrica del suo predecessore Nikola Tesla, per indagare ulteriormente sul fenomeno gli venne l'idea di provare a catturare il bagliore su pellicola fotografica.

I primi oggetti fotografati furono delle monete; poi tentò di fotografare la sua mano. Una volta effettuato il test, Kirlian si accorse che sulla pellicola attorno alle dita della sua mano fotografata apparivano delle tracce luminose che egli stesso attribuì all'aura vitale, e cioè la presunta energia invisibile degli esseri viventi.

Successivamente, Kirlian coinvolse nella ricerca anche la moglie Valentina; i coniugi proseguirono i loro esperimenti all'interno di un laboratorio privato. Tra gli esperimenti più significativi si cita quello delle due foglie, una sana e una malata, le cui foto mostrarono intorno alla foglia sana quella che lui definì un'aura vivida e un'aura opaca, invece, intorno a quella malata.

I sostenitori dell'Effetto Kirlian sostengono una tesi che, se fosse avvalorata dal mondo accademico scientifico, potrebbe avere conseguenze notevoli nella prevenzione delle malattie. Essi ritengono che la presenza di un'aura liscia e regolare rappresenti un segnale di buona salute, mentre un'aura frastagliata suonerebbe come un campanello di allarme per lo stato di salute del soggetto analizzato. Anche la colorazione dell'aura inciderebbe sia sullo stato di salute, della persona sottoposta all'esame, che sullo stato pschico.
Come interpretare l'Effetto Kirlian

Come spesso avviene quando si ragiona di fenomeni a cavallo tra il mondo fisico visibile e quello invisibile (che per ragioni ignote è ancora ritenuto da alcuni appannaggio della spiritualità o dell'esoterismo), anche per l'Effetto Kirlian esiste un gruppo di sostenitori e un gruppo di detrattori. Molti studiosi hanno cercatori effettuare esperimenti sull'aura, i cui risultati, però, sembrano solo rafforzare le opinioni reciproche.

Tra gli scettici c'è il dottor Terence Hines, professore di psicologia presso la Peace University di New York, secondo il quale l'aura è causata dall'umidità che circonda l'oggetto. "Le cose viventi sono umide. Quando l'elettricità attraversa un oggetto vivente, essa produce una ionizzazione del gas intorno all'oggetto fotografato.
Secondo il MIT Technology Review, alcune forme di vita batterica e altri tipi di cellule utilizzano onde elettromagnetiche ad alta frequenza per comunicare e immagazzinare energia. Secondo alcuni ricercatori, questa facoltà permetterebbe a virus e batteri di colpire le cellule di un corpo e danneggiarlo.
Il dottor Victor Stenger, University of Colorado, ha criticato questa teoria, definendola una "spiegazione creativa" dell'aura. A suo parere, il bagliore percepito nelle immagini ha a che fare con la temperatura dei corpi: "è il risultato dei movimenti casuali di tutte le particelle cariche. Quando aumenta la temperatura, si può cominciare a vedere l'aura".
 

Il dottor Gary Schwartz, docente di psichiatria e psicologia prima a Yale e poi presso l'Università dell'Arizona, e la dottoressa Katherine Creath, docente aggiunto di scienze ottiche presso l'Università dell'Arizona, hanno condotto uno studio sull'emissione di biofotoni nelle piante, relativo alle ricerche sull'aura.

I due ricercatori hanno scattato e studiato migliaia di immagini nel corso di due anni, scoprendo che ai tessuti sani è associato un ben visibile aumento di biofotoni, mentre in quelli compromessi è osservabile una netta carenza di bioluminosità.
Schwarz e Creath ipotizzano che la bioluminosità sia l'effetto di una sorta di energia che le piante utilizzano per comunicare tra loro. L'effetto, infatti, è apparso più intenso quando le piante erano in stretta vicinanza l'una alle altre.

In una sintesi della storia e delle tecniche utilizzate per fotografare le aure, John D. Zakis della Monash University, Australia, ha spiegato che le malattie, prima di manifestarsi nel corpo fisico in qualsiasi forma diagnosticabile, si presentano in un modello disturbato dell'aura, il quale sembra essere influenzato dal giorno e dalla notte, dai disturbi cosmici come i brillamenti solari e dagli stati psicologici di stress.
I punti più luminosi del corpo umano corrispondono a quelli noti per l'applicazione dell'agopuntura.
fonte

domenica 22 marzo 2015

La pelle umana può assorbire energia ed informazioni dalla luce solare


Forse la cosa più straordinaria di tutte è la possibilità che la superficie del nostro corpo sia costituita da cellule in grado di intrappolare in maniera efficiente energia ed informazioni dalle radiazioni ultraviolette.

martedì 9 settembre 2014

Il Sole: fonte illimitata di energia, salute, benessere e conoscenza (Il codice della luce)

  Il codice della luce: il linguaggio dell’anima


Oggi i biofotoni sono oggetto di moltissime ricerche in tutto il mondo: studi recenti sembrano confermare che esiste una stretta relazione tra vitalità e luminosità della persona (data dall'emissione di biofotoni): più luce emaniamo e più è intensa la nostra forza vitale 

Dalla luce dipende la salute e l’equilibrio di corpo, emozioni, mente e coscienza. In essa è contenuto un codice fondamentale per la nostra sopravvivenza e l’evoluzione del singolo e dell’intera specie.
Il biofisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato che le nostre cellule emanano luce sotto forma di biofotoni e che questa luce contiene un’informazione che interagisce con le reazioni enzimatiche che permettono la vita. Secondo i suoi studi, le cellule di un organismo comunicano tra di loro e con le cellule degli altri organismi attraverso la luce. In pratica, prima ancora di dialogare utilizzando le parole, le emozioni, l’empatia e la chimica degli ormoni, ognuno di noi lo fa attraverso la luce che emana e l’informazione che contiene.

La luce è collegata alla nostra forza vitale
Esistono molti studi straordinariamente interessanti collegati alla luce che emaniamo. Tra i tanti quello del biologo Protti che ha svolto delle originali ricerche sulla relazione tra luce biofotonica, tessuti cancerogeni e sangue. Le sue ricerche sembrano rivelare che esiste una stretta relazione tra vitalità e luminosità della persona (l’emissione di biofotoni): più luce emaniamo e più è intensa la nostra forza vitale, oltre che il nostro potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose). Tra gli esperimenti più rilevanti c’è quello effettuato in presenza di leucemie, dove è stato verificato che in presenza di queste patologie il sangue ha emissioni bassissime di biofotoni. La nostra salute è strettamente connessa con la luce che emaniamo e con la capacità che abbiamo di rigenerarla o di regolare la sua brillanza. Oggi i biofotoni sono oggetto di moltissime ricerche in tutto il mondo e negli Stati Uniti è stato dimostrato che le zone cutanee corrispondenti ai punti di agopuntura emettono più biofotoni del resto della cute. Mi piace pensare che l’anatomia energetica del futuro sarà basata sulla luce biofotonica cellulare. 
La medicina sta pian piano dimostrando la relazione tra malattie e carenza di luce nelle zone del corpo dove si manifestano.
Tuttavia per comprendere consapevolmente il potenziale della luce è necessario inanzitutto chiarire che per luce, in questo contesto, non si intende solo la porzione dello spettro elettromagnetico visibile all’occhio umano, che va dai 400 ai 700 nm, ma tutte le infinite frequenze contenute in esso. Da questa nuova prospettiva alla luce appartengono anche i raggi ultravioletti, i raggi X, gamma, cosmici, oltre che i raggi infrarossi, le microonde e le onde radio corte e lunghe (vedi lo schema qui a lato). In pratica anche il suono sarebbe una manifestazione della luce. Secondo questa nuova prospettiva avviene una rivoluzione nel modo di vedere e percepire le cose perché anche l’oscurità risulta un’aspetto della luce. Ognuno di noi dovrebbe riflettere profondamente sulla capacità di trovare la presenza della luce dentro le apparenti ombre della sua vita. Solo perché non siamo in grado di vederla o di sentirla non vuol dire che non sia presente in noi, in ciò che viviamo e nell’ambiente circostante. Lo sforzo che ogni essere umano dovrebbe compiere è quello di ampliare le proprie percezioni, raffinare i sensi, aprire la mente ed espandere la coscienza. In questo modo l’universo è la realtà verrebbe percepita per quello che sostanzialmente è: luce.

La straordinaria efficacia della luce negli stati meditativi
Nelle pratiche meditative visualizzare interiormente luce ha una straordinaria efficacia proprio poiché essa è veicolo delle informazioni essenziali che creano la realtà e costituisce l’unità fondamentale ed unitaria della creazione. Quando negli stati superiori di coscienza, attraverso la pratica della meditazione, il praticante riesce ad entrare in aree di esperienza che trascendono i cinque sensi ed accede ad un potenziale percettivo superiore, uno dei primi fenomeni che si presentano è il contatto con la luce interiore: l’esperienza del corpo di luce. Esiste un’ampia letteratura su questo argomento che appartiene sia alla scienza che alla mistica. Percepire e sperimentare se stessi come luce è un’esperienza straordinaria che permette di ricollegarsi istantaneamente a quella felicità che fa parte della nostra natura esistenziale. Ci hanno raccontato che siamo in questo pianeta per cercare il benessere e che questo star bene dipende dal lavoro, dalla famiglia, dal denaro, dalla salute, dal successo… Dal mio punto di vista, questa è una delle più grandi manipolazioni che si stanno perpetuando ai danni di ogni individuo e della collettività, per il semplice fatto che le nostre possibilità percettive vanno infinitamente oltre questo standard di benessere; siamo stati costruiti per sperimentare la felicità incondizionata e intensi stati di beatitudine e abbiamo il dovere di reclamare e pretendere questa eredità naturale.

4414212_orig La felicità è una caratteristica intrinseca della nostra coscienza. Più siamo consapevoli di questo e più siamo in grado di manifestarla nella nostra esistenza. Il fatto di essere felici non dipende da cosa abbiamo o facciamo, ma dalla consapevolezza di ciò che siamo. E nell’intimità del nostro essere, se siamo capaci di andare in profondità, ciò che troveremo è luce. Negli ultimi quindici anni di ricerca ho potuto sperimentare su me stesso – e su tutte le persone a cui ho trasmesso la mia esperienza – che più aumenta la luminosità del nostro essere (in essa includendo la luce biofotonica cellulare) e più questa felicità esistenziale diventa uno standard naturale quotidiano, permettendoci di migliorare infinitamente la qualità della vita indipendentemente dagli avvenimenti esterni. La luce dunque è un alimento e una medicina per il corpo, la forza vitale, le emozioni, la mente, lo spirito e la coscienza. Qual è dunque la fonte luminosa fisica più potente a cui possiamo avere accesso gratuitamente? Il Sole. L’astro Re che illumina e governa il nostro sistema planetario. Avete mai considerato che la nostra stella è una fonte illimitata di energia, salute, benessere e conoscenza? La buona notizia è che la tecnologia più potente, efficace e raffinata attraverso la quale possiamo sperimentare questo potenziale si trova proprio dentro noi stessi… (Prima puntata- continua)

di - martedì 10 giugno 2014 

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