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mercoledì 19 settembre 2018

CHEMIO, LA TERAPIA DELLA MORTE

CHEMIO, LA TERAPIA DELLA MORTE

Potete aggiungere anche la radioterapia. La chemioterapia è un veleno ideato per uccidere le cellule. Ehm, proprio così. La “cura” ufficiale più all’“avanguardia” per il cancro consiste nell’avvelenare la vittima e sperare che… uccidiate le cellule del cancro prima che abbiate ucciso abbastanza cellule sane da uccidere il paziente. Ma aspettate. Il veleno della chemioterapia uccide anche le cellule del sistema immunitario e lo lascia ridotto a pezzi. E la Candida è ancora lì. Il sistema immunitario devastato non può rispondere efficacemente alla Candida, che si sposterà in altre parti del corpo e ricomincerà il processo, causando così la diffusione del cancro. Anche coloro che dopo la chirurgia e la chemioterapia sembrano aver avuto un recupero e sono stati dichiarati fuori pericolo, sono come una bomba a orologeria, il loro sistema immunitario è stato sconvolto ed è solo questione di tempo prima che la Candida scateni una ricaduta. 
In altre parole:
La Chemioterapia sta uccidendo la gente che presumibilmente dovrebbe curare.

Naturalmente non “cura” proprio un bel niente e mette a rischio la vita. È un veleno che distrugge quello stesso sistema di cui abbiamo bisogno per essere forti e in salute se dobbiamo guarire. L’industria del cancro è una frode, niente più che una macchina assassina produci-soldi.
Le mammografie, per esempio, stanno causando alle donne più tumori di quanti ne individuino, e tuttavia “l’industria”, Big Pharma in lega con “associazioni” contro il cancro e “gruppi di sostegno”, stanno spingendo le donne a fame sempre più spesso. Disgustoso.

Quando Tullio Simoncini comprese che il cancro era una infezione o infestazione micotica, andò in cerca di qualcosa che uccidesse il fungo e rimuovesse cosi il cancro. Aveva capito che i farmaci antimicotici non funzionavano perché il fungo mutava velocemente per difendersi e iniziava perfino a nutrirsi dei farmaci prescritti per la cura. Invece, Simoncini trovò qualcosa di molto, molto più semplice – il bicarbonato di sodio. Sì, l’ingrediente principale nel buon vecchio bicarbonato (ma, ribadisco, non quello che usiamo in casa, che contiene altri ingredienti). Lo utilizzò perché è un potente antimicotico e la Candida non riesce ad “adattarsi” a esso, come invece fa con i farmaci. Al paziente viene somministrata una forma liquida di bicarbonato di sodio per via orale attraverso un endoscopio, un lungo tubo sottile che i medici usano per vedere all’interno del corpo senza l’uso della chirurgia. Ciò permette d’introdurre il bicarbonato direttamente all’interno del tumore e del fungo. Gli antichi Egizi conoscevano le proprietà guaritrici di sostanze antimicotiche, e libri indiani risalenti a mille anni fa consigliano “sostanze alcaline di forte potenza” per trattare il cancro. Tanto tempo fa ho sentito dire che il cancro non si può manifestare in un ambiente alcalino e adesso il motivo mi è chiaro: tale ambiente uccide il fungo. Ecco perché l’enorme incremento dei tumori rispecchia il fatto che nella nostra dieta stiamo inserendo sempre più alimenti acidi. È bene fare un test del ph, e se scoprite che il vostro corpo è acido, sarebbe saggio prendere provvedimenti.

CURARE E’ UN CRIMINE 
Nel 1983 Simoncini trattò Gennaro Sangermano, un paziente italiano affetto da tumore al polmone al quale erano stati dati pochi mesi di vita. Qualche mese più tardi il signor Sangermano non era ancora morto; era vivo e il cancro era scomparso. Più di 20 anni dopo era ancora in vita. Seguirono ulteriori successi, e Simoncini presentò le sue scoperte al Ministero della Sanità nella speranza che si desse il via a esperimenti scientificamente approvati per dimostrare che la cura funzionava. Ma stava per toccare con mano la vera portata della manipolazione e della disonestà in ambito medico. Le autorità non solo ignorarono la sua documentazione, ma lo radiarono dall’Ordine dei Medici Italiani per aver prescritto cure che non erano state approvate. Si, ho proprio detto per aver prescritto cure che non erano state approvate. 

Simoncini divenne oggetto di una feroce campagna di condanna e fu coperto di ridicolo dai patetici mezzi d’informazione; quindi venne condannato a tre anni di carcere per aver causato “la morte criminosa” di pazienti che aveva trattato, una sentenza, dissero, che sarebbe stata ancora più pesante se avesse tentato di curare altre persone. Da tutti gli angoli la parola d’ordine fu: togliete di mezzo Simoncini. La classe dirigente medica disse che le sue affermazioni riguardo al bicarbonato di sodio erano “folli” e “pericolose” (a differenza della chemioterapia…).
Un “medico di primo piano” si riferì addirittura al bicarbonato di sodio come a una “droga”. E intanto milioni di persone che avrebbero potuto essere curate efficacemente morivano di cancro. Questa gente se ne frega. Grazie al cielo, Tullio Simoncini non si è arreso, e il suo lavoro ha continuato a circolare in Internet c in conferenze pubbliche. Il suo sito web è www.curenaturaIicancro.com. Ho sentito parlare di lui attraverso Mike Lambert alla Shen Clinic, e mentre ero all’estero Simoncini ha tenuto una conferenza sull’Isola di Wight. So che sta ottenendo notevoli successi nel ridurre drasticamente ed eliminare alcuni tumori all’ultimo stadio usando il bicarbonato di sodio. In alcuni casi ci possono volere mesi, ma in altri, come per il cancro al seno, dove il tumore è facilmente accessibile, a volte bastano alcuni giorni per farlo scomparire.

Ci sono anche persone che si autocurano sotto la guida di Simoncini, e se visitate il sito web della Shen Clinic (www.theshenclinic.com) troverete esperienze e cure raccontate dai pazienti. Ancor prima di conoscere il lavoro di Simoncini e di apprendere che il cancro è un fungo mi ero imbattuto nel lavoro di due ricercatori e scienziati, il Professor Gerry Pot­ter del Cancer Drug Discovery Group (Gruppo di Ricerca sui Farmaci contro il Cancro) e il Professor Dan Burke. Le loro scoperte combinate rivelano che: le cellule cancerogene hanno un unico biomarker (o “biomarcatore”) che le normali cellule non hanno, un enzima chiamato CYP1B1.
Gli enzimi sono proteine che “catalizzano” le reazioni chimiche, ovvero ne incrementano l’andamento. Il CYP1B1 altera la struttura chimica di composti chiamati salvestrol che si trovano naturalmente in molti frutti e nei vegetali. Questo cambiamento chimico modifica i salvestrol in una sostanza che uccide le cellule cancerogene ma non danneggia le cellule sane. Il sincronismo è perfetto. L’enzima CYP1B1 appare solo nelle cellule cancerose e reagisce con i salvestrol della frotta e dei vegetali per creare una sostanza chimica che elimina solo le cellule cancerose stesse. Ma ecco il punto che riguarda il fatto che il tumore sia un fungo. I salvestrol sono il sistema naturale di difesa della frotta e dei vegetali contro gli attacchi micotici, ed è questa la ragione per cui li troviamo soltanto nelle specie soggette a danni da funghi, come fragole, mirtilli, lamponi, uva, ribes nero, ribes rosso, more, mirtillo rosso, mele, pere, vegetali verdi (specialmente i broccoli e la famiglia dei cavoli), carciofi, peperoni rossi e gialli, avocado, crescione, asparagi e melanzane. Per di più, i cartelli di Big Pharma e Big Biotech, ovvero le multinazionali farmaceutiche e biotecnologiche, lo sanno perfettamente e hanno preso i seguenti provvedimenti per minare questa difesa naturale dall’attacco micotico che è il cancro:
  • Gli spray fungicidi usati nell’agricoltura moderna uccidono i funghi artificialmente e ciò significa che piante e colture non potranno attivare le loro difese naturali — i salvestrol. Oggi possiamo trovare i salvestrol soltanto negli alimenti biologici (e anche sotto forma di potenti capsule alla Shen Clinic)
  • I fungicidi più largamente usati sono bloccanti molto potenti del CYP1B1 e così se mangiate molto cibo prodotto chimicamente, non importa quanti salvestrol consumiate; essi non agiranno comunque da agenti anti-cancro come dovrebbero

Tutto questo fa parte di un piano ben congegnato e spiega l’attacco generale contro la produzione di cibo biologico con nuove leggi studiate per mettere gli agricoltori e gli allevatori bio fuori dal mercato.
L’Ente Governativo Britannico per il Controllo dei Cibi e dei Farmaci, un’agenzia governativa cosiddetta “indipendente” ha palesemente cercato di scardinare la produzione di cibo biologico. Ciò non sorprende poiché l’agenzia è un fronte di Big Pharma e Big Biotech. Nel 2009 è stata pubblicata una relazione propagandistica che sosteneva che non ci fossero benefici nutrizionali nel mangiare prodotti biologici. Ma davvero? Così il cibo infestato da veleni chimici, cresciuto con ormoni ed antibiotici, non è differente dal cibo che non ne contiene? Che frottola! Ma la relazione non venne pubblicata perché rispondeva al vero, bensì solo per influenzare l’opinione pubblica.
FONTE
David Icke – Il Risveglio del Leone


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lunedì 26 marzo 2018

Gamma Knife: il trattamento non invasivo dei tumori di cui non si parla (testimonianza)

Questa sono io(la foto è a piè pagina) ed ora vi spiego perchè ho deciso di parlare pubblicamente di un fatto così personale.
Con una risonanza scopro di avere due meningiomi ben incastonati nel mio cervello, dopo un attimo di smarrimento ci viene suggerito il nome di un ottimo neurochirurgo che dopo aver visto la risonanza ci dice che la soluzione e' operare.
Vediamo un secondo specialista e poi un terzo... stessa sentenza.. aprire, togliere e richiudere. Effetti secondari? meglio sorvolare.

Decidiamo così di lasciare i meningiomi al loro posto, poi capita di incontrare una dottoressa del S. Lucia, le parlo dei miei problemi e mi suggerisce di rivolgermi al San Raffaele a Milano al reparto di neurochirurgia del Prof. Mortini, lei lo conosceva perchè aveva affrontato lo stesso mio problema in famiglia poi risolto in modo non invasivo.
Il prof Mortini visita a Roma due volte al mese, ci riceve dopo pochi giorni, vede la mia risonanza e mi rassicura spiegando che loro trattano i meningiomi con Gamma Knife, niente operazione, niente tagli, solo raggi gamma che attraversano il mio cranio andando a distruggere il mio problema....

Dopo 15 giorni dalla visita mi chiamano a Milano per il trattamento, alle 8 del mattino mi preparano con la struttura che vedere nella foto, mi fanno sdraiare sul lettino di un macchinario che assomiglia ad una TAC e dopo 2 ore e' tutto finito ...i meningiomi non ci sono più, tolgono il"casco" e mi portano in reparto, dopo 5 ore mi rilasciano e prendo l'aereo per Roma. Fine.
Ci sono due Italie? una che si ferma al Lazio e quella dal Lazio in giu'?
Neanche il mio medico curante conosce il Gamma Knife, non parliamo dei neurochirurghi...

Voglio aggiungere ancora una cosa, la prima macchina per la radiochirurgia gamma knife , che oggi compie 50 anni, arrivò in Italia circa 30 anni fa, precisamente a Roma, un neurochirurgo molto all'avanguardia decise di andare in America per specializzarsi nell'uso di questa nuova macchina, raccolse i soldi per l'acquisto nel sud Italia e la macchina venne posizionata al CTO. di Roma, lavorò forse uno o due mesi poi lo licenziarono e chiusero la macchina nel seminterrato e lì ancora giace... pare desse molto fastidio a troppe persone...
La radiochirurgia Gamma Knife non agisce solo sui meningiomi ma anche sui tumori, per avere le giuste informazioni andate su internet e cercate GammaKnife - Radiochiruegia Stereotassica - Professor Mortini.

Raccontando la mia storia spero di aiutare altri che come me si trovano a dover prendere decisioni difficili avendo una possibilità di scelta.
Per questo motivo vi prego di condividere questo mio messaggio perchè arrivi a più persone possibile, dovessi aiutare anche una sola persona avrei raggiunto il mio scopo.

Vi ringrazio

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sabato 10 febbraio 2018

Terapia in NMG

Terapia in NMG

Articolo originale - Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Consigli e raccomandazioni per la fase di recupero e per la crisi epilettoide

La fase di guarigione è caratterizzata da:
  • Poca energia
  • Fatica
  • Mal di testa
  • Infiammazione
  • Dolore
  • Aumento del volume idrico
  • Febbre
  • Sudorazioni notturne
  • Pus
  • Scolo di liquidi (potenzialmente mescolati con sangue)
  • Le cosiddette "infezioni" e alcuni tipi di cancro sono sintomi tipici che indicano che il relativo conflitto è stato risolto e l'organo o tessuto corrispondente sta subendo un processo di guarigione naturale.
Qui ci sono una serie di raccomandazioni per le persone che stanno recuperando da un conflitto. E' davvero importante applicarle, per passare dalla fase della crisi epilettoide nel modo migliore possibile. L'Epi-crisi si verifica sempre nel bel mezzo della fase di recupero. La fase di recupero dura quanto la durata della fase di conflitto attivo. Nel 95% dei casi le seguenti misure sono sufficienti per superarla con successo. Solo il 5% dei casi necessita di farmaci.
In ogni conflitto di perdita territoriale che dura da più di nove mesi, un attacco di cuore fatale è possibile e si verifica circa 2-6 settimane dopo la risoluzione del conflitto.

Le manifestazioni comuni della crisi epilettica

  • Mani e piedi freddi
  • Sudore freddo
  • Vertigini
  • Nausea
  • Vomito
  • Doppia visione
  • Alta Pressione
  • Mal di testa
  • Asma
  • Emicrania
  • Embolia polmonare
  • ipoglicemia
  • Polmonare Crisi
  • Epilessia
  • Ischemia Cerebrale
  • Infarto del miocardio

Raccomandazioni per la fase di recupero

  • Assumere caffè forte, tè o Coca Cola più volte al giorno
  • Assumere vitamina C.
  • Preventivamente è consigliata la somministrazione di glucosio per via orale
  • Mettere del ghiaccio sulla testa più volte al giorno, soprattutto prima di coricarsi per raffreddare il Focolaio di Hamer (FH).
  • Tenere la testa fredda il più a lungo possibile.
  • Non esporre direttamente la testa al sole.
  • Dormire in una stanza fredda o fresca.
  • Assumere pochi liquidi.
  • Evitare saune e bagni caldi, soprattutto sulla testa.
  • Effettuare eventualmente docce fredde.
  • Dieta equilibrata , ma ricca di proteine.
  • Mettere a bagno in acqua salata, tutto il corpo fino al collo.
Si dovrebbe provare a trovare un punto più caldo della testa, per poter attuare queste raccomandazioni:
  • Dormire sul lato opposto rispetto a questo, per mantenerlo in posizione più elevata.
  • Applicare con cura il ghiaccio in questa zona.
Se si riconosce di essere nel bel mezzo di una crisi epilettica:
  • Non fatevi prendere dal panico, agire con calma
  • Rimanere seduti, non sdraiarsi, rimanere con la testa più alta rispetto al corpo, per consentire il defluire del fluido che viene evacuato.
  • Mettere il ghiaccio sulla zona calda della testa.

Farmaci

Come regola generale, l'uso di farmaci deve essere attentamente valutata e limitata alle emergenze. Certo, i farmaci possono alleviare, eliminare i sintomi o prevenire le complicazioni che si verificano durante la fase di guarigione. Ma nessun farmaco e nessuna terapia al mondo può davvero curare una malattia. Solo il paziente può "trattare" i suoi sintomi, perché solo lui può risolvere il suo conflitto e solo lui può entrare in guarigione!
I medicinali non sono necessari, fatta eccezione per il 10% dei casi.
I farmaci non possono mai curare una malattia e rendono lento e debole il processo di guarigione. I farmaci interrompono l'azione di guarigione naturale dei microbi, prolungando quindi la durata della fase di guarigione. Ogni malattia deve effettuare completamente il processo di guarigione per prevenire il peggioramento durante il conflitto successivo.
Se un farmaco può essere utile, compresi i vegetali e altri medicinali naturali e integratori alimentari, essi devono essere classificati secondo il modello delle due fasi di ogni SBS. Un operatore sanitario che lavora in base alla NMG deve essere consapevole del fatto che i farmaci simpaticotonici aumentano i sintomi del conflitto attivo e rallentano il processo di guarigione, mentre i farmaci vagotonici fanno il contrario.

Durante la fase di conflitto attivo, un paziente potrebbe aver bisogno, se non altro, di farmaci "vagotonici", che riducono lo stato di stress. Tuttavia, sedativi e tranquillanti adottati per lunghi periodi di tempo, comportano il rischio di tramutare un conflitto attivo in un conflitto in sospensione. Oltretutto diminuiscono drasticamente la motivazione e la forza necessaria per risolvere il conflitto. Durante questo periodo, non sono raccomandati farmaci simpaticotonici perché aumentano e prolungano i sintomi del conflitto attivo, con conseguenze potenzialmente gravi per il paziente.
Per alleviare i sintomi di pericolo di vita, vengono impiegati farmaci simpaticotonici. Questi dovrebbero essere somministrati solo da un medico di NMG e in casi gravi che lo richiedono davvero. Si usano farmaci come adrenalina (epinefrina), cortisone, idrocortisone, noradrenalina, antistaminici, antiallergici, antibiotici e analgesici. Gli antibiotici distruggono o interrompono completamente il processo di riparazione dei microbi in un corpo che sta guarendo.

Cortisone, antistaminici, farmaci anti-infiammatori e antibiotici sono tutti i farmaci simpaticotonici con effetto stimolante. Se somministrati durante la fase di guarigione, interrompono e prolungano il processo di guarigione naturale e prevengono un recupero completo.
E' un'arte trovare la giusta dose di cortisone o di altri simpaticotonic: "Più tardi possibile, ma appena necessario." Il cortisone è meno dannoso rispetto alla maggior parte degli antidolorifici, che di solito hanno un effetto sedativo vagotrópico, e questo può accentuare ancora l'edema dell'osso e la tensione del periostio.
Farmaci simpaticotonici sono raccomandati in caso di una fase di guarigione intensa con complicanze potenzialmente gravi, in particolare durante la crisi epilettica. Poiché il processo di guarigione è sempre controllato dal relè dell'organo correlato al cervello, i farmaci simpaticotonici hanno l'effetto di ridurre l'edema cerebrale, e di conseguenza i sintomi fisici. Ancora, è della massima importanza capire che i farmaci simpaticotonici come il cortisone, aumentano la ritenzione se dovesse verificarsi ("Sindrome del profugo"), che può provocare una situazione pericolosa, perché il fluido supplementare trattenuto nel corpo in riparazione, può produrre maggiore infiammazione, dolore e ostruzioni organiche potenzialmente pericolose per la vita, come nel colon o nei dotti biliari.
I microbi come i funghi, batteri e virus agiscono come sentinelle naturali del corpo, i loro meccanismi di riparazione non devono essere considerati come infiammazioni maligne. Ogni aumento volumetrico degli organi di derivazione ectodermica è normale e andrà a regredire.

Chemioterapia

I farmaci citostatici (chemioterapia) fanno parte di un trattamento con veleni cellulari, ad azione simpaticotonica, che dovrebbe impedire la proliferazione cellulare. Naturalmente si osserva che le prime azioni velenose cellulari, sono a carico delle cellule del midollo osseo. Poi è la volta degli organi riproduttivi, che possono provocare la perdita della fertilità temporaneamente o permanentemente. I citotossici cellulari intensificano la simpaticotonia e quindi stimolano ulteriormente la crescita tumorale in fase di conflitto attivo. Inoltre riducono l'elasticità del tessuto cerebrale coinvolto durante il processo di guarigione.
Gli agenti chemioterapici citotossici diminuiscono l'elasticità dei neuroni e delle sinapsi nel cervello con un effetto chiamato fisarmonica. Durante la chemioterapia l'edema si produce e si evacua alternativamente, un meccanismo che può portare a rompere le cellule cerebrali.
La chemioterapia in alcuni casi mostra un apparente successo (con effetti sul midollo osseo), nel senso che può eliminare i sintomi di guarigione/riparazione degli organi controllati dal cervello.
Con la chemioterapia nei tumori governati dal neoencefalo, si possono raggiungere esclusivamente successi sintomatici in fase PCL in quanto i citostatici bloccano immediatamente il processo di riparazione. Questo è il caso degli SBS mesodermici come nell'osso (leucemia e osteosarcoma in fase PCL, o necrosi dei testicoli e nelle ovaie (interstiziali), (infiammazione del testicolo e dell'ovaio cisti fase Pcl, indurita successiva) o cancro dei linfonodi (linfoma in fase PCL).
La medicina classica riconosce anche gli effetti dannosi della chemioterapia:
"Fino ad ora, si è saputo che i farmaci chemioterapici usati per trattare il cancro hanno avuto effetti sul tessuto cardiaco, ma nessuno sapeva per quanto tempo rimanevano. Un follow-up di 22 pazienti ha rivelato che gli effetti sul cuore sono aggravati dal corso del tempo. Tutti coloro che sono stati trattati con questi farmaci, dovrebbero essere controllati nella funzione cardiaca. Anche se molti degli effetti collaterali scompaiono abbastanza rapidamente, alcuni richiedono mesi o anni per scomparire completamente. A volte gli effetti collaterali possono durare una vita, come nel caso dei danni permanenti al cuore, ai polmoni, ai reni, agli organi riproduttivi. Certi tipi di chemioterapia occasionalmente causa effetti ritardati, come un secondo tumore, che può comparire molti anni dopo."

Chirurgia


mercoledì 9 settembre 2015

Il lato oscuro dell'oncologia: pericoli e costi

Pakayla Biehn

Il lato oscuro dell'oncologia: pericoli e costi

Marcello Pamio - tratto da: "Il lato oscuro dell'oncologia" dispensa in preparazione

Il pericolo della chemioterapia Ci hanno sempre insegnato che la cura principale dei tumori è la chemioterapia, cioè terapia a base di sostanze chimiche.
Si sono però dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni.
Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire. 

Un malato di tumore viene avvertito che la chemio provocherà nausea, vomito, che cadranno i peli del corpo compresi i capelli, forse.
Ma siccome è l’unica cura ufficiale riconosciuta per quella malattia, si stringono i denti e si firma il consenso informato.

Dovete sapere però che l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha fatto stampare un fascicolo dal titolo “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” per tutti gli addetti ai lavori, cioè per coloro che (solamente!) maneggiano fisicamente le fiale per la chemio (di solito infermieri professionali e/o medici). Fiale che andranno poi iniettate ai malati!
Alla voce Antraciclinici (uno dei chemioterapici usati) c’è scritto: “stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità del 50% dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni” Alla voce Procarbazina (un altro dei chemioterapici usati) c’è scritto: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.

L’amara conclusione, che si evince dall’Istituto Superiore di Sanità, è che la l’oncologia moderna per curare il cancro, utilizza delle sostanze chimiche che sono cancerogene (provocano il cancro), mutagene (provocano mutazioni genetiche) e teratogene (provocano malformazioni ai figli)!!! 

Qualcosa non torna: ad una persona sofferente dal punto di vista fisico, psichico e morale, debilitata e quasi sempre sottopeso, vengono iniettate delle sostanze così tossiche?!
Questo apparente controsenso - se non si abbraccia l’idea che qualcuno ci sta avvelenando - si spiega nella visione riduzionista e totalmente materialista che ha la medicina, ma questo è un argomento che affronteremo più avanti

I costi della chemioterapia Dal sito dell’A.I.A.N., Associazione italiana per l’assistenza ai malati neoplastici si evince il costo di un trattamento chemioterapico.
“Il costo medio dei cicli chemioterapici che differiscono sostanzialmente nella composizione, varia sensibilmente in base ai farmaci. Comunque il costo si aggira su svariate decine di migliaia di euro per i vari cicli, fino a 50.000€.

L'illusione che la chemioterapia sia gratuita, cade alla considerazione che il cittadino e l' ammalato, i contribuenti, la pagano allo Stato sotto forma di prelievi fiscali. A questi costi esorbitanti si aggiungono gli oneri elevati dell'indotto, ad esempio il trapianto di midollo può comportare la spesa di oltre 50.000€. L'efficacia temporanea e limitata, l'assenza di effetti risolutivi, l'elevata tossicità rendono ancora più irrazionale ed inaccettabile un così elevato onere finanziario della chemioterapia”. Mentre nel “Giornale italiano di Farmacia clinica” del 21 febbraio 2007 sono stati pubblicati i costi per “l’uso dei farmaci citotossici nei cicli di chemioterapia ‘platinum-based’ analizzati per una corte di 100 pazienti e 6 cicli di terapia”.
1. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
3. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro
4. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti:  409.020,00 euro
5. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro
6. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro
Cifre colossali che si riferiscono “solamente” ai costi dei farmaci chemioterapici nei sei tipi di trattamenti terapeutici presi in considerazione nella “Valutazione dei costi associati alle terapie ‘platinum based’” e pubblicate nel Giornale italiano di Farmacia clinica”. Se a questo sommiamo i costi della “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” il totale ha dell’incredibile!
1. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti:452.096,00 euro
2. Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti:814.366,00 euro
3. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse”  per 100 pazienti:467.550,00 euro
4. Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti:703.251,00 euro
5. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro
 6. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti:825.887,00 euro
Ricapitolando:
Sei cicli soltanto di chemioterapia costano per OGNI paziente una cifra che va da 4.520 euro a 8.420 euro.

Nei malati i cicli di chemio da fare non seguono una regola assoluta, anche se quando si somministrano per via preventiva (?) in un paziente che non ha una forma tumorale,  esiste un numero prestabilito di cicli[1]. Mentre se la terapia è rivolta a un paziente che ha una malattia in corso, in fase metastatica per esempio, la durata è variabile, e comunque si sospende di solito tra il 6° e l’8 ciclo.[2]
Quindi la somministrazione di sostanze chimiche è assolutamente variabile e si può prolungare per molto tempo, facendo lievitare anche i costi per la società e gli utili per le multinazionali produttrici.
Tale calcolo però non tiene conto dei costi di operazioni chirurgiche, eventuali trattamenti radioterapici, medicamenti, farmaci, visite, degenze, ecc. 

I malati nuovi di tumore in Italia sono ogni anno circa 270.000 e se tutti questi seguissero i protocolli ufficiali, ogni anno il giro di affari sarebbe di centinaia di miliardi di euro! 

Cifre del genere - pagate dal Sistema Sanitario Nazionale e quindi sottratte alla Comunità con le tasse -  il potere di lobbies di Big Pharma è così forte che riesce a tenere celate le terapie non convenzionali e tappare la bocca a tutti quei ricercatori indipendenti che hanno il coraggio (o l’incoscienza) di mettere la salute della persona davanti agli interessi economici. 

Questo potrà spiegare una volta per tutte le persecuzioni mediatiche, giudiziarie, professionali e personali subite da personaggi come Luigi Di Bella, Geerd Ryke Hamer, Tullio Simoncini, Bonifacio, Pantellini, Zora, Gorgun e moltissimi altri grandi ricercatori.

Invece di cercare una strada meno dispendiosa, meno sofferente e logicamente con più risultati positivi di guarigione si continua su questa folle corsa dissanguante e disumana. 

Ma per quanto ancora?
Tale follia ha raggiunto il parossismo in Regione Toscana che “rimborserà il costo di una parrucca a tutte le donne che, affette da un tumore, hanno perduto i capelli a causa della chemioterapia”[3]
La magra consolazione delle donne è che “le interessate potranno acquistare la parrucca da loro stesse gradita in uno dei negozi specializzati e poi chiedere il rimborso documentando la spesa”[4]

I costi della radioterapia 

giovedì 6 agosto 2015

Effetti collaterali della radioterapia

Effetti collaterali della radioterapia

Cos'è la radioterapia?

La radioterapia è un metodo di trattamento del cancro che usa radiazioni ionizzanti ad alto dosaggio per uccidere le cellule cancerose ed evitare che metastatizzino. A basso dosaggio, le radiazioni si usano per vedere all'interno del corpo e scattare delle immagini, come nella radiografia del torace. Le radiazioni usate nella terapia del cancro funzionano più o meno allo stesso modo, ma vengono somministrate ad alto dosaggio.
Le radiazioni ionizzanti, impiegate nella radioterapia, sono ritenute dalla Medicina Ufficiale come sicuro agente cancerogeno!

 

Come viene somministrata?

La radioterapia può essere somministrata dall'esterno, quando una macchina apposita spara le radiazioni dall'esterno per raggiungere la massa tumorale, o dall'interno, quando le radiazioni vengono sparate dall'interno dell'organismo in prossimità della massa tumorale. Talvolta le persone ricevono entrambi i trattamenti.
Secondo la Medicina Ufficiale, molte persone ammalate di cancro necessitano della radioterapia. Infatti più del 60% delle persone ammalate di cancro subiscono la radioterapia e talvolta questa è l'unica forma possibile di terapia.

 

Cosa fa la chemioterapia alle cellule tumorali?

Somministrate ad alto dosaggio, le radiazioni uccidono le cellule cancerose o ne rallentano la crescita. La radioterapia è usata per:
  • Curare il cancro. Può essere usata per curare, fermare o rallentare la crescita del cancro.
  • Ridurre i sintomi. Quando una cura non è possibile, la radioterapia può essere usata per ridurre la massa cancerosa in funzione di ridurre la pressione locale. Usata in questi modi può ridurre il dolore, la cecità nei tumori cerebrali, la perdita del controllo sfinteriale rettale e vescicale.

 

Quanto tempo impiega per fare effetto?

La radioterapia non uccide le cellule tumorali all'istante, ma può richiedere giorni o settimane per avviare le cellule alla morte. Per questo le cellule tumorali possono continuare a morire anche per settimane dopo la fine della terapia.
La radioterapia non uccide solamente le cellule tumorali, ma colpisce ed uccide anche le cellule sane che si trovano lungo il fascio radiante. Per lo più le cellule sane si riparano dopo la fine del trattamento, ma talvolta le persone possono avere effetti indesiderati che possono essere anche molto severi. Il medico radioterapista deve tentare di proteggere le cellule sane durante il trattamento:
  • Usando la dose radiante più bassa possibile. Deve essere tanto alta da uccidere le cellule malate, ma tanto bassa da non ledere le cellule sane. Il passo tra una radioterapia inefficace ed una radioterapia dannosa è fin troppo breve.
  • Dilazionare il trattamento nel corso del tempo. Questo dovrebbe dare alle cellule sane il tempo di guarire...ed a quelle malate pure.
  • Somministrare le radiazioni in parti ben definite del corpo. Pur con le più sofisticate tecniche di puntamento anche in 3D, le cellulesane che si trovano sotto il fascio radiante corrono il rischio di morire o danneggiarsi.
  • Usando farmaci. Alcuni farmaci possono aiutare a proteggere certe parti del corpo, come le ghiandole salivari.

 

Possono esserci dei danni con la radioterapia?

Le radiazioni ionizzanti interagiscono con la materia che incontrano nel loro tragitto potendo indurre modificazioni transitorie o permanenti delle caratteristiche chimiche e fisiche dei materiali irradiati.
La ionizzazione provocata dal passaggio delle radiazioni può innescare nelle strutture biologiche tutta una serie di modificazioni fisicochimiche tali da determinare un’alterazione delle loro funzioni vitali.
Il processo di produzione del danno biologico passa attraverso tre stadi:
  • Stadio fisico-chimico: formazione di ioni con successiva creazione di molecole reattive;
  • Stadio chimico: reazione dei composti creatisi con strutture biologicamente importanti della cellula;
  • Stadio biologico: produzione delle alterazioni cellulari e manifestazioni cliniche.

LE FASI DEI PROCESSI DI INTERAZIONE TRA RADIAZIONE E TESSUTI BIOLOGICI
FASE
TEMPO
EFFETTO
Fisico-chimica
10-13 - 10-6 secondi
Ionizzazione e formazione di radicali liberi
Biochimica
frazioni di secondi - settimane
Azione sulle strutture cellulari
Biologica-clinica
giorni- mesi- anni
Riparazione del danno; morte cellulare; mutazione
Manifestazioni cliniche a carico dell’organismo
L'ultima fase si può manifestare in tempi variabili in rapporto al tipo di danno che si è creato nella struttura biologica. Può verificarsi, infatti, la morte della cellula per gravi alterazioni incompatibili con la vita cellulare o la sua trasformazione e trasmissione alle cellule figlie della modificazione la cui espressione clinica si manifesta anche a distanza di decenni.
In base alla modalità di induzione della ionizzazione le radiazioni si distinguono in:
  • direttamente ionizzanti
  • indirettamente ionizzanti
Le radiazioni indirettamente ionizzanti, diversamente da quelle direttamente ionizzanti, interagiscono con la materia e determinano la ionizzazione attraverso dei meccanismi “indiretti”.
Le radiazioni ionizzanti riescono a causare un danno biologico, a livello cellulare e tessutale, attraverso un duplice meccanismo:
  • Diretto: in cui le macromolecole cellulari e tessutali, subiscono esse stesse gli effetti ionizzanti e eccitanti;
  • Indiretto: in cui le alterazioni a carico di queste macromolecole sono dovute ai radicali liberi prodotti dall’azione delle radiazioni sulla componente maggiormente presente nell’organismo, cioè l’acqua.
I radicali liberi sono molecole molto reattive che si formano quando un atomo rimane con uno degli elettroni orbitali spaiato e si carica elettricamente.
L’atomo tende a ritornare allo stato precedente accettando un elettrone simile o eliminando l’elettrone spaiato. In tal modo diventa accettore (ossidante) o donatore (riducente) di elettroni.
I radicali liberi in presenza di ossigeno producono specie reattive dell’ossigeno (ROS), tra cui le più importanti per la genesi del danno al DNA sono il radicale ossidrile (OH), il perossido d’idrogeno H2O2 e l’anione superossido O2
L’azione lesiva delle radiazioni ionizzanti viene quindi potenziata dalla presenza di ossigeno (effetto ossigeno) perché si crea un maggior numero di radicali liberi.
La cellula può subire l’azione delle radiazioni in tutti i suoi componenti cellulari necessari alla vita della cellula stessa: proteine, ribosomi, membrane semipermeabili, mitocondri, lisosomi, DNA, telomeri.

 

Effetti collaterali della radioterapia

La comparsa di effetti collaterali è molto variabile da una persona all'altra. Alcuni manifestano solo effetti lievi, altri più fastidiosi, e ciò dipende sia dalle condizioni di salute generali, sia dalla sede del tumore e dal tipo di trattamento cui si è sottoposti. In alcuni casi compaiono durante il trattamento, in genere verso la fine del periodo previsto (effetti a breve termine), in altri dopo qualche tempo (effetti a lungo termine). Ad ogni modo, nella maggior parte dei casi gli effetti collaterali, sebbene fastidiosi, sono di lieve o modesta entità, e scompaiono in genere dopo qualche settimana, una volta terminato il trattamento. Solo in alcuni pazienti durano più a lungo, o richiedono terapie specifiche.
Vediamo ora quali sono gli effetti collaterali più frequenti, e i loro possibili rimedi.
  • Stanchezza
    Molte persone si sentono più stanchi nel periodo in cui sono sottoposti a radioterapia, specie dopo le prime settimane, e a volte questo disturbo può durare anche per qualche tempo dopo la fine del trattamento.
  • Reazioni cutanee
    Le reazioni della pelle alla radioterapia dipendono dal tipo di pelle e dall'estensione dell'area trattata. Possono comparire arrossamenti e irritazione, come un eritema solare. Ciò in genere non accade subito, ma gradualmente, dopo alcune sedute.
  • Caduta dei peli e dei capelli
    La radioterapia può far cadere peli e capelli, ma esclusivamente nell'area trattata, quindi in caso di irradiazione al capo. La peluria delle aree corporee non sottoposte a trattamento non viene in alcun modo danneggiata. In ogni caso, dopo alcune settimane dal termine del trattamento i capelli e i peli ricrescono.
  • Effetti sullo stato emotivo
  • Sensazione di malessere (nausea)
    Alcune persone si sentono male durante, o per un breve periodo dopo, il loro trattamento. Si può verificare la nausea.
    Radioterapia per l'addome (zona pancia) o zona pelvica può farti star male. Questo può durare un paio di giorni dopo il trattamento si ferma. Farmaci anti-malattia può essere preso per aiutare questo.
  • Perdita di appetito
    La combinazione del sentirsi malati e stanchi durante la radioterapia può far perdere l'appetito.
  • Diarrea
    La diarrea è un effetto collaterale comune della radioterapia applicata alla zona addominale o pelvica. Inizia di solito un paio di giorni dopo il trattamento e gradualmente peggiora con la prosecuzione del trattamento.
  • Disfagia
    La radioterapia al torace può causare infiammazione all'esofago, che può causare disagio temporaneo alla deglutizione.
  • Effetti sul sesso e la fertilità
    La radioterapia può causare una temporanea perdita di interesse per il sesso, soprattutto in presenza di altri effetti collaterali, come stanchezza o nausea, o per l'ansia per il trattamento. La radioterapia nella zona vaginale, può causare dolenzia e riduzione del calibro. La radioterapia alla zona pelvica, può causare rischio di infertilità
  • Infertilità e menopausa precoce nelle donne
    Nelle donne, la radioterapia alla zona pelvica espone le ovaie alle radiazioni. Nelle donne in pre-menopausa, ciò può accelerare la menopausa e causare infertilità. Questo è sconvolgente, soprattutto per donne giovani che vogliono avere una famiglia.
  • Infertilità negli uomini
    La radioterapia alla zona pelvica o ai testicoli può provocare infertilità negli uomini, che può essere temporanea o permanente.
  • Incontinenza fecale
    L'incontinenza fecale è un raro effetto collaterale della radioterapia al bacino. È l'incapacità di controllare lo sfintere anale che può provocare perdita involontaria di feci.
  • Linfedema
    La radioterapia può danneggiare la rete linfatica. Una delle funzioni del sistema linfatico è di drenare il fluido in eccesso dai tessuti. Se il sistema linfatico è danneggiato, il liquido può accumularsi e causare dolore e gonfiore. Questo è noto come linfedema. Il linfedema si verifica spesso a braccia e gambe, anche se può colpire anche altri settori.
  • Secondo tumore
    La radioterapia è talvolta associata ad un aumento del rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro molti anni dopo il trattamento.

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