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domenica 7 febbraio 2016

Integrazione Corpo-Mente-Spirito nella MTC

Mente e Spirito secondo la Medicina Cinese
La lingua Cinese presenta diverse parole per designare Mente e Spirito, ciò rende difficile trovare i corrispondenti esatti in Occidente. I termini principali sono[1]:
Xin: cuore, mente, intelligenza, anima. Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), quello che è tradotto come “cuore” sarebbe, in realtà, più precisamente tradotto come “Cuore-Mente”, in cui risiede Shen.
Shen: spirito, divinità, essere soprannaturale. Può significare lo spirito universale o individuale.
Ling: spirito, anima, mondo spirituale. Comunica l’idea dello spirito che si comprende per le sue influenze mondane. E’ Yin riguardo a Shen.
Qi: Aria, gas, vapore, spirito etc.
Jing: essenza, raffinato, eletto, perfetto, eccellente, meticoloso, fine, preciso, abile, spirito, sperma.
Qualsiasi argomento relazionato a Spirito e Mente, nella MTC, dovrebbe sempre prendere in considerazione le cinque principali emozioni o Zhi:
  • Nu: rabbia, ira, furia
  • Xi: allegro, contento, essere affezionato, felicità, lieto evento, gravidanza
  • You: preoccupazione, ansia, triste, addolorato, dolore, malinconia. Si: pensare, considerare, vagheggiare, tanti pensieri
  • Bei: piangere, essere triste, condolere, addolorato, malinconico
  • Kong: paura, terrore, terrorizzare, intimidire
Gli Zhi o emozioni devono essere compresi nel loro significato più generale, poiché gran parte delle altre condizioni riconduce a loro.
Lo schema seguente riporta le relazioni tra le cinque emozioni, gli Shen e gli organi:
Residenza Cinque Shen Termini collegati Cinque Zhi
Cuore (Xin – Cuore/Mente) Shen-Anima Ling-Spiriti Xi-Gioia o Euforia
Fegato Hun-Anima Spirituale
Nu-Rabbia
Milza Yi-Intento/pensiero
You-preoccupazione o  Si-pensiero
Polmone Po-Vigore corporeo Qi-Respiri Bei-Dolore o Dispiacere
Rene Zhi-Volontà Jing-Essenza Kong-Paura

Il libro Su Wen considera che, tra tutti gli organi, il cuore sia di primaria importanza. Secondo Maoshing Ni[2], il cuore è il sovrano di tutti gli organi e rappresenta la consapevolezza dell’essere, la saggezza e la trasformazione spirituale. Il sinologo Claude Larre[3] scrisse che il cuore sostiene la funzione del Signore e del Sovrano, e che la radianza degli Spiriti (Shen) deriva da esso.
Nel libro Ling Shu, il foco principale, invece, è l’origine spirituale della malattia. Secondo Larre, quando il cuore cade in preda ad apprensione (Chu), ansietà (Ti), inquietudine (Si) e preoccupazione (Lu), gli Spiriti sono attaccati; e sotto gli effetti della paura e del terrore, si perde la possessione di se stessi.

Mente e Spirito nella Medicina Cinese Classica e nella Pratica Moderna
Nell’articolo “Chinese Medicine in crisis: science, politics, and the making of ‘MTC’”, il Prof. Heiner Fruehauf[4] valuta l’esistenza di un contraste tra i principi della Medicina Classica Cinese (MCC) e quelli della Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Secondo l’autore, la MTC fu sviluppata in un contesto culturale di materialismo dialettico, quindi, la medicina cinese moderna rifletterebbe un pensiero più allineato con la scienza Occidentale moderna. Alcune delle implicazioni di queste disparità si possono notare nei significati dati ai vocaboli. La MTC moderna adottò, in effetti, termini scientifici o filosofici occidentali.

Nella storia occidentale, si credeva che la forma-pensiero fosse un aspetto dello Spirito. Dopo la divisione cartesiana (tra mente e corpo), la psiche divenne un’entità distinta dallo ‘spirito’ e di competenza esclusiva della scienza, il che implicò una sua comprensione materialistica. Infatti, la MTC ha tradotto Shen come ‘coscienza’ (e non come Spirito), percepita come una proprietà emergente, in conformità con la comprensione occidentale. Inoltre, la parola Spirito non si trova nella MTC, presumibilmente perché esso, come coscienza, non è separato dal concetto di ‘mente’.
In contrasto, la MCC ha una visione più unitaria delle tre sfere e considera lo Spirito come un’entità vera, indipendente e, in qualche modo, gerarchicamente più importante del corpo fisico, suggerendo anche una visione tradizionale, della mente come l'aspetto più comprensibile dello Spirito.

Medicina Classica Cinese (MCC)
Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
Medicina di corpo-mente-spirito
Medicina di corpo-(mente)
Comunica attraverso dei simboli che contengono strati multipli correlati di significato.Conserva l’elemento lunare di complessità e mistero “oscuro”, che sfugge ad una definizione esatta (la tradizione Wu Wei afferma: “non definire categoricamente.”)
Comunica attraverso parole e termini che si riferiscono a contenuti strettamente delineati. Demistifica e demitologizza la conoscenza tradizionale attraverso gli aspetti “illuminanti” dell’ambivalenza lunare, e dalla creazione di definizioni da manuale “chiara e semplice” (You Wei afferma: “definire più fermamente e precisamente possibile.”)
Ultimamente, l’Occidente sta riconsiderando il ruolo della mente, coniando il termine “corpo-mente” per riferire le interrelazioni di queste due aree, per enfatizzare che non è solo la mente a influire sul corpo, e viceversa, ma che anche la separazione dei due in realtà non è possibile. La pratica medica moderna solo ora incomincia ad avere una comprensione più ampia dell’integrazione corpo-mente, ed è tuttora consuetudine trattare le due entità separatamente; si tende ancora a ignorare la mente come causa di malattia, e gli effetti del disturbo fisico sulla psiche. Edward Bach nel libro “Guarisci te stesso” considera che la causa di ogni malattia sia dovuta al mancato inseguimento della propria via spirituale nella vita. Quest’idea potrebbe essere considerata l’affermazione basilare dell’origine patologica dal punto di vista della MCC.

La MTC, ovviamente, riserva un ruolo importante alla mente in termini di origine della malattia (cioè, le sette cause interne), ma oltre ad avere un orientamento materialistico, essa rispecchia anche una tendenza alla somatizzazione. La MTC, influenzata dal pensiero occidentale in relazione anche alle malattie psichiche, passò a spiegare le emozioni come sintomo di una disfunzione d’organo. Essa riconosce l’importanza delle interazioni mente-corpo, del ruolo primario dello stress e delle risposte emotive all’origine della malattia, ma con una tendenza ad insistere nelle proprietà emergenti della mente, e più influenzata da fattori somato-psichici.

In sintesi, i principi della Medicina Classica e Tradizionale Cinese, secondo Fruehauf, sono riassunti di seguito:
MCC
MTC
·         Lo Spirito è preesistente e indipendente del corpo fisico;
·         La Mente è la parte più comprensibile dello Spirito;
·         Corpo-Mente-Spirito sono aspetti fondamentalmente indivisibili dell’essere;
·         L’origine della malattia risiede nel reame spirituale;
·         Grande importanza sulle cause emozionali della malattia.
·         Mente come una proprietà emergente;
·         Spirito (Shen) come parte cosciente della mente;
·         Mente e Corpo sono campi di studio e di pratica medica distaccati, e solo secondariamente viene considerato l’effetto della mente sul corpo e viceversa;
·         L’origine della malattia è predominantemente nel reame fisico;
·         Più enfasi sulle cause fisiche della malattia e l’effetto delle malattie fisiche sulla mente.
Numerosi sono i riferimenti che sostengono l’importanza dell’integrazione corpo-mente-spirito nella salute e nella guarigione, secondo quanto difende la Medicina Classica Cinese. Per esempio, nel Ling Shu, cap. 8 “Ben Shen” si afferma: "le leggi dell'agopuntura dichiarano che essa dovrebbe essere, innanzitutto, basata sullo spirito."(trad. Henry Lu)
_________
[1] Secondo Prescott, A.A. “Classical Chinese Medicine Principles examined: Spirit & Mind” 
[2] Ni, M., The Yellow Emperor’s Classic of Medicine, Shambhala, Boston and London, 1995
[3] Larre, C., Rooted in Spirit: The Heart of Chinese Medicine, Talman Books, NY, 1995
[4] Fruehauf H., “Chinese medicine in crisis: science, politics, and the making of ‘TCM’”, The Journal of Chinese Medicine, October, 1999

martedì 26 gennaio 2016

Il valore simbolico della malattia

Il valore simbolico della malattia

La malattia, specie quella autoindotta, è l’ultimatum simbolico che l’Inconscio ci offre per cominciare il “lavoro” su noi stessi, chiederci cosa abbiamo sbagliato ed imporci un cambiamento drastico.
L’organo che si ammala é associato simbolicamente, alla parte del nostro carattere e delle nostre scelte di vita che ha prodotto un sovraccarico e una sofferenza psicologica e caratteriale così duratura e grave da avere richiesto una “conversione somatica”.

Il tipo di malattia è associata simbolicamente alla forza psichica, ovvero alla convinzione o abitudine limitante, che ha prodotto la malattia stessa.
E’ un miracolo al contrario.

Occorrerebbe “parlare” interiormente con l’organo che si é ammalato e chiedergli:
  • Cosa ho sbagliato?
  • Quali mie scelte ti hanno ferito?
  • Cosa dovrei cambiare radicalmente della mia vita e del mio modo di agire e pensare?
La malattia ci chiede di fermarci per un momento di riflessione e di isolamento.

Purtroppo la scienza illuministica fortemente voluta dai gruppi di potere che hanno imposto le “gerarchie sacerdotali” fatte di Università come nuovi Seminari Vescovili, scuole come nuovi conventi, metodi come nuovi indottrinamenti religiosi, testi didattici e articoli scientifici come nuovi libri sacri, si è fatta strumento di questo nuovo medioevo tecnologico e ha volutamente dichiarato eretico il legame tra spirito, anima, psiche e corpo negandolo l’esistenza dei primi due, riducendo il corpo ad una macchina e la psiche ad una “fantasia consentita” solo a pochi matti chiamati “psicologi” a patto che si attengano alle “regole”.

E’ proprio l’isolamento e la divisione sociale l’obiettivo del potere che induce malattie dell’anima per radicare nella psiche i propri strumenti di controllo psicologico, i propri dogmi, i propri metodi e per indurci una nuova morale egoica ed egoistica che ci spinge a non credere più in nulla di diverso dalla “dottrina” e della “verità” insegnataci in un assillante e totalizzante ciclo di “educazione religiosa” alla fede scientista.

Un: “o con me, o contro di me“, impera ovunque e diviene la regola per la classificazione di ogni esperienza di vita. Nascono, così i due schieramenti della idiozia che serve al potere: quello della religione scientista e quello della creduloneria demenziale. Nessuna mediazione, nessuna via di mezzo, nessuna pietà, ne dall’una nè dall’altra parte: NESSUN EQUILIBRIO.

Ecco la radice della nostra malattia dell’anima che conduce alla malattia del corpo quando siamo diventati, ormai, rifiuti al banchetto del potere e ci é stato sottratto tutto ciò che rende questa vita degna di essere vissuta e che dovrebbe legare gli uomini e non dividerli.

Ci si potrebbe, però porsi una legittima domanda: perché ci sono malattie contro le quali nulla riusciamo ad intervenire nemmeno cambiando il nostro stile di vita e modo di pensare?

Ritengo esistano 3 tipi di malattie:
  • malattie relative a questa vita
  • malattie relative al nostro processo karmico e legate al nostro personale percorso di evoluzione attraverso le nostre precedenti vite
  • malattie legate al nostro ruolo nel processo karmico globale ed alla evoluzione salvifica di questo universo.
Non avendo memoria delle nostre vite passate, né avendo la percezione precisa del nostro ruolo nel processo karmico universale, non possiamo operare alcuna analisi salvo affidarci al cuore ed alla nostra sensibilità “altra” e tentare di avviare in questa vita la “soluzione karmica” personale e la “risoluzione karmica integrata” che ci riporta nel “flusso” del nostro compito salvifico all’interno del processo evolutivo dell’Universo.

In ogni caso queste “malattie”, su cui non riusciamo ad intervenire, sono esse stesse una “soluzione” ad un problema karmico legato alle nostre vite passate, o a non avere svolto o compreso a fondo il nostro ruolo nel processo globale.

Nel complesso la vita stessa può essere considerata una sorta di “malattia” intesa come strumento di soluzione e come scuola in cui le esperienze, tutte, sono strumenti didattici e la morte è l’ultima lezione prima della fine del corso, utile sia per chi va che per chi resta.

Ecco perché gli occidentali, come insegnano in oriente, dovrebbero usare la morte come centrale processo di risoluzione karmica nel quale i vivi aiutano chi sta per lasciare il mondo, a sciogliere i propri nodi e, al contempo, dovrebbero lavorare su se stessi per sciogliere i nodi personali che li legano al morente.

Solo operando questa catarsi si trasforma la persona che lascia questo mondo in una entità vivente nel proprio cuore che diviene patrimonio della propria coscienza e bagaglio della propria esperienza.

In altre parole occorre far divenire la morte nell’ultimo processo di maturazione per chi muore e nel principale processo di “integrazione” ed interiorizzazione della interazione esperienziale tra se ed il morente, per chi resta.
Sabato Scala

Sabato Scala è Ingegnere elettronico e ricercatore indipendente ha elaborato e sperimentato nuove teorie e modelli matematici nei campi della Fisica dell’Elettromagnetismo, delle Teorie dell’Unificazione, dei modelli di simulazione neurale. In quest’ultimo ambito ha condotto ricerche e proposto una personale teoria dei processi cognitivi e immaginativi suggerendo, sulla base della teoria di Fisico tedesco Burkhard Heim e del paradigma olografico, la possibilità di adozione del suo nuovo modello neurale per la rappresentazione di qualunque processo fisico classico o quantistico. Negli ultimi anni, ha approfondito il fenomeno della coscienza (individuale e collettiva) e il relativo legame con la meccanica quantistica riprendendo il lavoro pionieristico di Carl Gustav Jung e Wolfgang Pauli sulla base dei nuovi modelli da lui proposti, giungendo alla elaborazione di una vera e propria scienza del simbolo e degli archetipi collettivi. Ha, altresì, compiuto ricerche innovative nell’ambito storico-umanistico, interessandosi ai movimenti iniziatici del cristianesimo primitivo. Ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche e a carattere divulgativo e svolge un’intensa attività di conferenziere in Italia e all’estero. Autore del libro “La Fisica di Dio“ e del “Manuale Scientifico per l’Interpretazione dei Sogni e dei Simboli” per Infinito Editori di Torino.

giovedì 9 luglio 2015

Piedi: simbolismo e sintomi

DIMMI DOVE TI FA MALE E TI DIRO' PERCHE'...IL PIEDE, I MERIDIANI E LA LETTURA MORFOLOGICA

Si tratta del nostro punto d'appoggio al suolo, della parte sulla quale tutto il nostro corpo poggia e si appoggia per gli spostamenti e per i movimenti. il piede ci permette di "spingere" in avanti e di conseguenza di avanzare, come pure di bloccare i nostri appoggi e, conseguentemente, di rimanere sulle nostre posizioni. Il piede rappresenta quindi il mondo delle posizioni, l'estremità manifesta della nostra relazione con il mondo esterno. Simboleggia i nostri atteggiamenti, le nostre posizioni affermate e riconosciute, il nostro ruolo ufficiale. Non si mette forse il piede tra la porta per bloccarla?
Rappresenta i nostri criteri di vita, se non addirittura i nostri ideali. Si tratta della chiave simbolica dei nostri sostegni "relazionali", il che spiega l'importanza del rito del lavacro dei piedi in tutte le tradizioni. Esso purificava la relazione dell'uomo con il mondo, con il "divino". Infine è un simbolo di libertà in quanto consente il movimento. Del resto, non è un caso che in Cina i piedi delle fanciulle venissero fasciati. Sotto il pretesto di un significato erotico ed estetico si celava infatti la convinzione che fosse possibile rinchiudere, imprigionare la donna in una modalità relazionale di dipendenza nei confronti dell'uomo, limitandone il potenziale di mobilità. Lo stesso fenomeno esiste anche nelle nostre società occidentali dove le donne "dovevano" portare dei tacchi "a spillo" per corrispondere a un certo schema. Per pura combinazione, si è potuto constatare che, ma mano che la "liberazione" delle donne faceva il suo corso, l'altezza dei tacchi delle loro scarpe diminuiva. Oggi un numero sempre crescente di donne, soprattutto nelle nuove generazioni, porta esclusivamente scarpe con il tacco basso.

La malattie dei piedi
Le malattie dei piedi esprimono le tensioni che proviamo rispetto alle posizioni assunte nei riguardi del mondo. Indicano che i nostri atteggiamenti abituali, le posizioni che assumiamo o che abbiamo, mancano di affidabilità, di stabilità o di sicurezza. Di qualcuno che non è tranquillo, che ha paura o che non osa affermare le proprie opinioni o le sue posizioni, non diciamo forse che "sta sulle spine"? O più semplicemente, di qualcuno che fa uno sbaglio danneggiando se stesso, che "si dà la zappa sui piedi"' Infine, di qualcuno che non sa quale atteggiamento prendere in una data situazione (relazionale), non diciamo che "tiene il piede in due staffe"?. Quando la tensione si manifesta nel piede destro è ricollegabile allo Yin (madre o lato femminile) e quando invece si presenta nel piede sinistro è in relazione con lo Yang (padre o lato maschile).

Le dita dei piedi
Le dita dei piedi rappresentano le terminazioni "sottili" di questi punti d'appoggio. Ne costituiscono i "dettagli", le "rifiniture" e, di conseguenza, sono le terminazioni delle nostre posizioni, i dettagli delle nostre convinzioni oppure ancora le punteggiature dei nostri atteggiamenti relazionali. Ogni dito rappresenta a sua volta un dettaglio particolare, una modalità o una fase specifica che può essere decodificata mediante il meridiano energetico che termina o che comincia sul dito in questione. In quanto elemento periferico e di rifinitura della relazione, permette all'individuo di servirsene facilmente come mezzo di "feedback", di ritorno sull'azione. Grazie a ciascun dito e ai punti energetici che si trovano sulle loro estremità, l'individuo può stimolare o scaricare inconsapevolmete, ma efficacemente le eventuali tensioni che vi si trovano. In questo senso le dita dei piedi sono, come le dita delle mani, al contempo i luoghi e i mezzi privilegiati di numerosi piccoli "atti mancati" quotidiani che ci appaiono rischiosi o privi di significato. Ma, in realtà, non è mai per caso che ci scottiamo, ci schiacciamo o ci sloghiamo un determinato dito. Si tratta ogni volta di un processo "leggero", ma netto della ricerca di un'espressione o/e della liberazione di una tensione relazionale. Questo processo può esistere in quanto il punto energetico che si trova all'estremità di ciascun dito è definito "punto sorgente" o "punto di primavera". E' il punto della potenziale rinascita dell'energia, grazie alla quale può fare la sua comparsa una nuova dinamica o mediante la quale la vecchia dinamica può "rigenerarsi" e cambiare polarità.

L'alluce
E' l'unico dito del piede dove si dipartono ben due meridiani energetici, quello della Milza-pancreas e quello del Fegato. E' il dito basilare del nostro appoggio relazionale, di ciò che siamo. E' per questo motivo che durante la menopausa (perdita della fecondità, quindi del valore femminile) si sviluppa frequentemente una deformazione di questo dito chiamata alluce valgo. I traumi o le tensioni relativi a questo dito indicano che avvertiamo un'analoga tensione nella nostra relazione con il mondo, sia sul piano materiale (lato interno del piede), sia su quello affettivo (lato esterno del piede).
L'alluce rappresenta la nostra "testa", la mente, la ragione, l'intelligenza...(Lux)

Il secondo dito del piede
In questo dito termina il meridiano dello Stomaco, ossia quello che governa il nostro rapporto con la materia, la nostra digestione di tale materia. vesciche, duroni, malattie o traumi di questo dito ci parleranno della nostra difficoltà a gestire certe situazioni materiali o professionali.
Rappresenta il dito della volontà, la leadership (Lux)

Il terzo dito del piede
In questo dito non confluisce alcun meridiano organico, ma è in relazione "indiretta" con il Triplice Riscaldatore. E' il dito centrale, quello dell'equilibrio e della coerenza dei nostri atteggiamenti relazionali. Le malattie di questo dito indicano pertanto che incontriamo qualche difficoltà ad equilibrare le nostre relazioni e ciò soprattutto in termini di futuro. La paura di procedere in avanti e nella maniera adeguata può esprimersi attraverso questo dito.

Il quarto dito del piede
E' il dito nel quale confluisce il meridiano della Cistifellea. Rappresenta i dettagli delle nostre relazioni con il mondo, nel senso di ciò che è giusto e ingiusto, della ricerca della perfezione. Quando avvertiamo tensioni, crampi o dolori in questo dito, ciò significa che viviamo una situazione relazionale difficile in termini di giusto ed ingiusto. Si tratta di una relazione che non ci soddisfa sul piano delle condizioni e della qualità di tali condizioni.
E' anche il dito che rappresenta la creatività, dell'affettività (Lux)

Il quinto dito del piede
L'ultimo dito è quello in cui termina il meridiano della Vescica. E' il meridiano dell'eliminazione dei liquidi organici e degli "antichi ricordi". Quando urtiamo questo dito, cosa estremamente dolorosa, cerchiamo di eliminare vecchi ricordi o antichi schemi relazionali. Tentiamo di cambiare inesorabilmente antiche abitudini, modalità di relazione con il mondo e con l'altro che non ci soddisfano più. Attraverso il trauma o la sofferenza (corpo, ferita, distorsione, etc), stimoliamo le nostre energie per facilitare l'eliminazione di queste antiche modalità al fine di poterle rimpiazzare con altre.
Rappresenta la sessualità, l'eros...

Tratto da: Michel Odul - Dimmi dove ti fa male e ti dirò perchè - Edizioni il punto d'incontro
I meridiani
La peculiarità della medicina cinese, di cui troviamo le prime tracce nel 200 a.C. (nel “Nei Ching”), consiste nell'essere una medicina energetica: guarda e cura il corpo umano nel suo complesso e ritiene che ciascun organo abbia una funzione mentale e fisica; considerando gli aspetti fisiologici e psicologici del paziente, traccia la radice di tutte le malattie e poi cura il paziente correggendo lo squilibrio esistente nel sistema energetico che ha causato la malattia.

Il concetto base fondamentale della Medicina Cinese Tradizionale è quello di un equilibrio naturale che si basa sui principi e sulla teoria dello Yin Yang e dei cinque elementi. Le duplici filosofie dello Yin e Yang sono un approccio cosmico dualistico dove due forze opposte confluiscono l'una nell'altra e costantemente interagiscono per creare tutte le cose e svilupparle. Yin rappresenta il principio femminile passivo o negativo. Yang rappresenta il positivo o il principio attivo maschile. Tutte le cose hanno un punto di vista Yin e un punto di vista Yang. La teoria dei cinque elementi, in aggiunta a quella dello Yin e Yang, classifica tutti i sintomi in natura in cinque tendenze o tipi di energia. Gli elementi collegati sono quelli presenti in tutte le discipline orientali: fuoco, legno, acqua, terra e metallo. I cinque elementi sono collegati tra loro ciclicamente in modo creativo e distruttivo; cosi' come lo Yin e lo Yang, essi creano un alternarsi di forze che regolano la vita, gli eventi e quindi anche la salute individuale. Le stagioni sono il primo esempio esterno delle cinque forze che si alternano ciclicamente sulla natura: in inverno (acqua) la vita si ritira in se', in primavera (legno) ogni cosa inizia a crescere; in estate (fuoco) ogni cosa fiorisce; nella tarda estate (terra) ogni cosa matura; in autunno (metallo) le forze ritornano alla terra. Il microcosmo del corpo e' collegato all'universo ed e' influenzato dai cicli giornalieri e stagionali della natura. L'avvicendarsi continuo di questi cicli fa parte e mantiene l'equilibrio della natura. Similmente nel corpo: le cellule crescono e muoiono per lasciare spazio a nuove cellule. L'essere vivente dipende da questi cicli che coinvolgono il fisico, la mente e lo spirito, condizionando la salute e i flussi energetici che si alternano durante la vita. Tutti gli elementi sono reciprocamente inibitori e nello stesso tempo reciprocamente creativi: il legno genera il fuoco, il fuoco crea la terra, la terra crea il metallo, il metallo crea l'acqua e l'acqua crea il legno. Inversamente, l'acqua inibisce il fuoco, il fuoco inibisce il metallo, il metallo inibisce il legno, il legno inibisce la terra e la terra inibisce l'acqua. Tutto questo trova rispondenze anche nei colori e nelle emozioni, e infine, cosa più importante, trova corrispondenza con i vari organi.

In questo approccio i Meridiani sono i canali che trasportano l’energia nel nostro organismo, non sono visibili, ma portano nutrimento e forza in tutto il corpo, alimentano i tendini, i muscoli, le ossa e le articolazioni. Essi sono il frutto di una schematizzazione del flusso energetico (ricordiamo i meridiani terrestri, noi non li vediamo, ma li utilizziamo per ricavarne le coordinate). Si dividono in Yin e Yang e sono collegati tra loro; sono in relazione con l'esterno e regolano il rapporto con l'ambiente garantendo quell’ unità Uomo–Cosmo per cui le leggi che regolano l'universo improntano anche la fisiologia umana.

L'energia che circola nei meridiani può essere schematicamente ricondotta a tre fonti principali:
Cielo: energia assimilata tramite la respirazione ( Tianqi )
Terra: energia estratta dagli alimenti ( Yingqi )
Uomo: energia presente nell'individuo fin dal concepimento ed ereditata dai genitori ( Yuanqi ).
Lungo il percorso di ogni Meridiano, si distinguono dei punti particolari (tsubo) dove l'energia è più malleabile, punti in cui avvengono scambi, dal tipo d'energia più sottile a energia più grossolana, oppure da energia che scorre più in profondità a energia di superficie. Nella medicina tradizionale cinese attraverso i 361 Tsubo presenti nel corpo umano, è possibile accedere al sistema energetico di ogni individuo mediante una particolare sollecitazione, attraverso aghi o con la pressione manuale.

I Meridiani principali sono 12, corrispondenti ai vari organi: polmoni, intestino crasso, stomaco, milza, cuore, intestino tenue, vescica, reni, pericardio, cistifellea, fegato e infine triplice riscaldatore.

sabato 9 agosto 2014

IL SIMBOLISMO ASTROLOGICO DELLA COLONNA VERTEBRALE

La Scala d’Oro
Sin dall’antichità la colonna vertebrale venne associata alla simbologia dell’Albero in cui scorre la linfa vitale. Anche il corpo dell’uomo viene descritto nei testi sacri come un Albero, il quale, a livello ontologico, è rovesciato possiede perciò le radici in cielo e i rami in terra. Il tronco è la parte mediana che unisce il cielo alla terra, i pensieri all’azione. In questa parte mediana si trova la Colonna Vertebrale, bacchetta sapienziale associata allo strumento magico e trasmutatorio con cui magi e sacerdoti in tempi antichi compivano miracoli e prodigiose guarigioni.
Ognuno di noi possiede questa bacchetta magica, canale in cui scorre l’energia vitale dell’essere umano e il cui flusso è accordato in base alla capacità di ognuno di sapere vivere i differenti piani esistenziali con coscienza e saperli sapientemente integrare tra di loro.

Attraverso le successive esperienze del corpo fisco liberiamo questa energia vitale che scorre dentro il nostro Albero e il cui flusso è paragonabile a un fiume dorato e luminoso che sgorga dalle viscere della terra.
Questo fiume, fonte di pienezza, vitalità e godimento per l’essere umano, è il midollo spinale che scorre all’interno della colonna vertebrale nella parte mediana del nostro albero corporeo.
Le ultime diramazioni del midollo spinale si trovano a livello delle vertebre lombari per perdersi definitivamente nella regione sacrale coccigea.
Fino ai primi tre mesi di vita questo fiume di energia scende dalla testa, dove trionfa in una corona raggiante (VII chakra), fino al coccige. Dopo questo stadio, dilatandosi il canale midollare, risale fino alla seconda vertebra lombare dove pone il suo limite definitivo.

Il midollo spinale deposita dunque, a quest’epoca, una memoria ancestrale alla base della colonna vertebrale, un “segreto” che darebbe nome al sacro e alle vertebre sacrali!
All’ombra delle acque uterine nasce la vita del corpo, all’ombra delle vertebre sacrali nasce la nostra vita cosciente attraverso lo sviluppo della sessualità, poiché ogni tappa lungo questo asse di mezzo, che costruisce il nostro equilibrio, la nostra indipendenza e rettitudine, è altresì una tappa nell’esistenza umana e nella crescita della sua coscienza universale.
La zona sacrale in cui il midollo svanisce è anche l’inizio della vita adolescenziale per l’essere umano, il luogo dove si costruisce il primo “io” separato dal sé parentale.

Le vertebre sacrali e le vertebre lombari, che vengono forgiate simbolicamente in questo periodo, non sono visitate dal “fuoco divino”se non tramite una memoria segreta sigillata nelle ultime quattro ossa della regione coccigea: la notte da cui l’uomo proviene contiene il segreto del suo nome e del suo cammino terrestre e universale. Il numero quattro è sempre simbolo di un arresto di un’inversione dall’esterno all’interno, che sia prigione, prova, protezione domestica, tomba o tempo di preparazione questo arresto rappresentato dal quattro è matrice e poi scoperta nell’uomo del proprio essere divino. Il coccige costituisce la prima porta che ci conduce all’esistenza fisica e ci dona la capacità di sopravvivenza. Il quattro si unirà al tre numero, la scoperta divina, nel percorso delle 12 vertebre dorsali e il quadrilatero rappresentato dal tronco sarà allora il luogo d’attesa dove l’uomo sperimenta e forgia la capacità creativa liberata nella regione sacrale.

Questo seme di fuoco maturato nelle viscere della terra e fatto crescere nella fornace del quadrilatero dorsale, diverrà il frutto da cogliere lungo l’ultima tappa rappresentata dalle vertebre cervicali. Il numero sette è il numero della perfezione perché è indivisibile e non ha multipli nei primi dieci numeri, per questo da sempre associato alla divinità, all’essere che si compie in virtù delle proprie potenzialità.
La colonna vertebrale si prefigura quindi come Albero della Vita perché il suo fine ultimo e il suo vero utilizzo trascende la dualità delle conoscenze umane: lungo questo canale si conciliano le antinomie, si oltrepassa il paradosso, ogni tappa è una conquista interiore, equilibrio, centro, energia pura non sottomessa ai contrasti, ogni porta è vitalità che cresce, benessere, intelligenza che si lascia penetrare e che rende di nuovo all’uomo la sua vera natura universale e divina.

Il simbolismo astrologico
La colonna vertebrale è da sempre legata alla polarità Sole-Luna/Saturno.
Insieme questi tre pianeti rappresentano tutti e quattro gli elementi della tradizione esoterica e possiamo dire che siano in un certo senso alla guida delle energie, espresse sotto varie forme e simbologie, di questi elementi. La Luna è essenzialmente matrice dell’Acqua, creatrice e distruttrice di ogni forma di vita che nasce e muore nel segreto e nel silenzio del mondo sub-acquatico. Il Sole è fonte di luce e calore, espressione della divinità identificata col Fuoco.

L’Acqua e il Fuoco insieme sono espressione di vitalità, energia, fluire inarrestabile del flusso vitale. Dall’interazione di questi due elementi la vita materiale prende coscienza, espressione e movimento.
L’energia propulsiva di questi elementi è incanalata e spinta verso la crescita dalla Terra e dall’Aria.
Alla guida degli elementi Terra e Aria troviamo Saturno il principio cristallizzatore, condensatore, raffreddante e conservatore che si pone come polo opposto e complementare al fiume vitale costituito dalle energie dell’Acqua e del Fuoco, della Luna e del Sole.

La struttura ossea della colonna vertebrale è governata da Saturno e costituisce un canale per la forza vitale che vi fluisce all’interno: il midollo spinale e le sue innervazioni. Questo fiume che scorre all’interno del condotto vertebrale è uno e duplice: in esso si alternano, si combinano e si equilibrano le correnti energetiche positive e irradianti rappresentate dal Sole e dall’elemento Fuoco e quelle negative e coagulanti rappresentate dalla Luna e dall’elemento Acqua. La simbologia dell’Albero bene esprime l’alternarsi di queste forze all’interno dei processi della natura: la vita che perennemente scorre aldilà del manifestarsi delle stagioni.

mercoledì 18 giugno 2014

L’importanza di essere i pazzi


L’importanza di essere i pazzi – aggiornamento



Vorrei rileggeste questo articolo che avevo scritto alcuni mesi fa provando a focalizzarvi su quello che sta succedendo e sul modo in cui tutto si stia, a poco a poco, realizzando.
Pensate a questo: fino a uno o due anni fa eravamo in pochissimi noi, quei pazzi che pensavano che le cose avrebbero potuto migliorare, oggi sempre più gente si accorge come veniamo manipolati, ma soprattutto, che tutto questo può e sta per avere fine. Cito questo articolo per tutti Il loro piano sta fallendo: Benvenuti nel nuovo disordine mondiale. 


Niente di più giusto: ora tutto dipende da noi, da quei visionari che riuscivano a vedere un mondo migliore quando tutto andava allo sfacelo, da quegli illusi che si focalizzavano sulla gioia piuttosto che sobillarsi nel dolore. Pochi anni fa noi eravamo dei visionari ma ora quei visionari possono considerare ciechi quelli che ancora non si rendono conto di come il disegno di chi ha manipolato le nostre menti per millenni stia andando in mille pezzi. 

Siamo noi che creiamo la nostra realtà, non dimenticatelo mai e ora più che mai focalizziamoci sulla gioia, focalizziamoci su un mondo migliore, per noi e per tutti. Non abbassate la guardia proprio adesso. La realtà che vediamo di fronte a noi non è altro che lo specchio del pensiero e più riusciremo a focalizzarci su di un mondo di pace, uguaglianza e gioia senza farci affliggere dalle preoccupazioni, le quali devono essere viste solamente come disordini passeggeri, che non hanno la facoltà di alterare il risultato finale, più avvicineremo a noi questo risultato. Continuate a lottare perché la vittoria si avvicina! Continuate a credere in voi stessi e ad essere quello che siete!


Che ci crediate o no siete voi che avete reso possibile questo risultato e siete voi che renderete possibile la vittoria finale.
Grazie a tutti voi.

Che strano mondo quello in cui viviamo.
Un mondo in cui chi sta per commettere un attentato si preoccupa tanto di mandare in anticipo messaggi riguardo a quello che dovrà avvenire.
Vi siete mai chiesti perché?
Perché alcuni anni prima dell’attentato alle torri gemelle è stato messo in onda un episodio dei Simpsons che sembrava alludere ai fatti che sarebbero poi successi in quella fatidica data dell’11 Settembre (LINK  )?
O perché la scadenza della carta d’identità di Neo in Matrix sia anch’essa con data 11/09/2001? Matrix-1999-Neos-Passport-expires-on-September-11-2001
Perché poi in un episodio dei Griffin, anch’esso anteriore alla data in questione, sembrava farsi riferimento a un attentato durante la maratona di Boston (LINK)?
Di esempi se ne possono fare molti altri e, probabilmente, la maggior parte di aneddoti come questi giacciono ancora da qualche parte in attesa di essere scoperti. Ma quale è la spiegazione?
Non è forse possibile che questi siano dei messaggi subliminali in grado di colpire l’inconscio dello spettatore in modo tale che esso possa immagazzinarli nella propria mente in attesa di usarli quando sarà necessario? In altre parole: non è forse possibile che questi messaggi siano diretti al nostro inconscio al fine di stimolarlo a rendere possibile la stessa realtà dipinta in quei messaggi una volta che se ne presenti l’occasione?
Queste sono soltanto ipotesi e forse anche troppo azzardate, non mi aspetto che ci crediate, ma soltanto che le consideriate come possibilità. D’altronde queste ipotesi potrebbero spiegare il fatto che, in data 11/09/2001, il generatore di numeri casuali avesse registrato delle anomalie nella registrazione dei dati alcuni minuti prima che il primo aereo si abbattesse in una delle torri.
Per chi non sapesse cosa sia il generatore cercherò di dare qui una breve spiegazione, pregandovi però di guardare questi video per una disamina più approfondita.
  1. https://www.youtube.com/watch?v=hO0OVBuPkY4
  2. https://www.youtube.com/watch?v=9DIsbziHvVg
 https://www.youtube.com/watch?v=hO0OVBuPkY4

https://www.youtube.com/watch?v=9DIsbziHvVg
Il GNC è un piccolo apparecchio che genera all’infinito sequenze di numeri “casuali” appunto; fin qui niente di strano, fino a quando il professor Nelson dell’università di Princeton in New Jersey, non ha deciso di sistemarne alcuni in varie parti del mondo e, col passare del tempo ha scoperto che, durante episodi abbastanza rilevanti per il genere umano, questo apparecchietto avesse cominciato a produrre numeri con minore casualità ovvero con un certo legame tra di loro. Questo stesso fenomeno era avvenuto proprio in data 11/09/2001 ma la cosa più strana è stata che lo strano comportamento dell’apparecchio aveva cominciato a verificarsi alcuni minuti prima dell’attentato stesso.
Quello che sto ipotizzando allora è questo: è forse possibile che con alcuni messaggi subliminali coloro che hanno deciso di compiere un qualche atto abbiano utilizzato la coscienza collettiva per far si che essa creasse le circostanze necessarie per fare in modo che quell’atto si verificasse cosi come sperato? E’ possibile che questi messaggi subliminali servissero proprio allo scopo di portare alla realizzazione dello stesso evento illustrato?
Forse questo è lo stesso scopo che alcuni individui realizzano nel mostrare i loro simboli il più possibile in modo da attivare l’eggregora ad essi associata (per saperne di più LINK ).
La stessa cosa può dirsi per le fonti di informazione tradizionali le quali non fanno altro che diffondere odio e paura, sentimenti che come sappiamo tendono a portare all’isolamento, condizioni che poco hanno a che fare con la creazione, perché se ci concentrassimo sull’amore avremmo accesso in maniera più diretta a quella fonte di energia che tutto muove e tutto genera. (LINK).
Il punto è questo: se questi individui che vogliono piegare il mondo e distorcerlo secondo le loro brame si danno tanto da fare per modificare la coscienza collettiva in modo da renderla uno strumento finalizzato alla realizzazione dei loro scopi, vuol dire che questo strumento (la coscienza collettiva) è davvero un’arma estremamente potente in grado di cambiare le sorti del mondo intero.
Perché allora non ce ne riappropriamo?
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Ho finito di scrivere il mio libro “Lo specchio del pensiero” alla fine del 2009, credo quindi di essere stato tra i primi ad aver accennato al fatto che niente di particolare sarebbe successo il 21/12/2012, niente di più che un processo graduale di risveglio della consapevolezza umana. Il testo inizia in data 20/03/2014, in quella data avevo ipotizzato che si sarebbero cominciati a vedere i primi effetti veramente sorprendenti relativi all’operato della coscienza collettiva nel mondo tangibile e reale. Non so se quel testo possa definirsi “profetico” (LINK ) e non so se in quella data accadrà qualcosa, so però che tutto si muove in quella direzione; stiamo vivendo un’ondata di risveglio senza precedenti nella storia conosciuta e questa sta realizzando i primi cambiamenti nel mondo in cui tutti viviamo. Credo che la consapevolezza umana sia ormai matura per cominciare ad operare cambiamenti tangibili e concreti, per compiere atti che verranno scritti nei libri di storia, perché questa è l’epoca del cambiamento, l’epoca in cui noi umani ci riappropriamo delle nostre facoltà e dei nostri poteri: quelli di essere i creatori della realtà in cui viviamo.
Credo che tra quelli che stanno leggendo siano in tanti coloro che, come me, circa un anno e mezzo fa avevano ascoltato e letto le parole di un “folle” che diceva di essere il portavoce del pentagono degli Stati Uniti il quale annunciava che, di li a poco, ci sarebbero stati degli arresti di massa diretti verso l’elite (chimata Cabala) che muove, nascosta nell’ombra, i destini dell’intero pianeta. Probabilmente quelle affermazioni all’epoca erano poco più che fantasie ma forse hanno preparato il terreno perché quegli avvenimenti possano veramente verificarsi un giorno. Un anno e mezzo fa l’umanità non era abbastanza matura per un avvenimento del genere; gli arresti di massa e tutto quello che ne sarebbe seguito avrebbero, molto probabilmente, creato panico tra la stragrande maggioranza della popolazione e possiamo bene immaginare cosa questo avrebbe portato. La domanda allora sorge spontanea: lo siamo ora?
Probabilmente non lo saremo mai completamente, ma ora lo siamo sicuramente moltissimo di più rispetto ad un anno e mezzo fa ed un evento del genere porterebbe sicuramente molte meno conseguenze spiacevoli di quanto avrebbe fatto allora. La gente è più sveglia ora di quanto lo fosse soltanto cinque o sei mesi fa e il risveglio procede veramente a passi da gigante.  Potrei scrivere per ore per dare le prove di questa affermazione ma non ho intenzione di farlo in questa sede vi basti accertarvi di quanto sono calate le persone che ancora credono ciecamente alle menzogne promulgate dalle fonti di informazione mainstream.
Quello che voglio dire con tutto questo è che non so se quest’evento avverrà mai, so soltanto che, con il crederci, stiamo creando le condizioni perché questo possa verificarsi un giorno. In questo senso ben vengano le canalizzazioni, i deliri di Benjamin Fulford, Cobra o David Wilcock; considerateli pure dei pazzi, considerate anche me Nicola Zegrini un folle visionario, vi ringrazio, ne vado fiero.
Perché nel corso della storia solo i folli sono riusciti a creare qualcosa di grande.
Allora gridiamolo al mondo! Si, siamo noi quei folli che hanno avuto l’ardire di credere ad un mondo dove non esiste la guerra; siamo noi quegli incoscienti ad aver creduto in un mondo in cui regnasse l’abbondanza per tutti, senza limitazioni; Siamo noi quei pazzi che abbiamo voluto costruire una società basata sull’uguaglianza e sull’amore; siamo noi quei visionari che hanno visto la luce dove c’era solo oscurità; quelli che hanno creduto di poter creare un mondo più giusto. Siamo noi quei folli che renderanno questo pianeta un posto migliore!
Nicola 

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