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martedì 24 aprile 2018

Malattia e Guarigione Esoterica

Malattia e Guarigione Esoterica

La malattia oggi, è una delle maggiori paure che affliggono l’umanità. Ogni essere umano è terrorizzato all’idea di ammalarsi e soffrire, e questo condiziona molto spesso la sua vita.

In realtà, la malattia dipende proprio da noi stessi e non dal caso, come spesso si crede. Si manifesta sotto forma di sintomo fisico, ma in realtà ha origini più profonde. Le vere cause, infatti, sono da ricercarsi nei corpi sottili dell’uomo: essa si genera in seguito ad un conflitto tra la vita dell’anima e la personalità.

Infatti, la malattia è una disarmonia che nasce dal rapporto tra la vita dell’anima e i tre corpi inferiori dell’uomo, fisico-eterico, astrale e mentale, che compongono la personalità.
La malattia si origina nel corpo in cui è polarizzato l’individuo. Essendo la maggioranza dell’umanità polarizzata nel corpo astrale, è qui che si generano la maggior parte delle malattie dell’umanità, che sono perciò, di natura emotiva.

Guarigione esoterica: risalire alle cause

Per curare realmente una malattia, quindi, bisogna risalire alle cause: il corpo fisico non è altro che la precipitazione sul piano fisico di aspetti più sottili. Gli uomini credono di curare le malattie con la chimica e la chirurgia, ma in questo modo si agisce soltanto sul sintomo e non sulle cause. Il conflitto generato dall’attrito tra anima e corpi sottili non viene risolto, perciò questa energia si manifesterà ancora, delle volte anche in maniera più violenta, su altre parti del corpo.
Questo non vuole dire che la medicina non sia importante, anzi, dobbiamo dire grazie ai medici e alla medicina che nel corso della storia hanno sempre cercato di migliorare le condizioni di vita dell’umanità, ottenendo dei grandissimi risultati, ma sarebbe auspicabile una “medicina del futuro”, in grado di guarire veramente partendo dalle cause. Essa dovrebbe nascere dall’integrazione di questi due importanti aspetti: quello esoterico e quello medico.
Importanti informazioni sulla vera natura della malattia, sono contenute nel libro “Il Trattato dei Sette Raggi” Vol. 4 – Guarigione Esoterica di Alice Bailey, scritto in seguito alle rivelazioni del “Maestro Tibetano”.
 “Ogni malattia è il risultato dell’inibizione della vita dell’anima, e ciò vale per tutte le forme in ogni regno.” Questa è parte della Legge I citata dalla Bailey, da cui si deduce chiaramente come nasce la malattia. L’anima ha un progetto da realizzare ed entra in conflitto con la personalità (formata dai tre corpi sottili) che cerca di ostacolarla. Da qui nasce la disarmonia che porta alla malattia.
Questo concetto viene espresso, in maniera più dettagliata anche nella Legge IV: “La malattia, sia fisica che psicologica, affonda le sue radici nel bene, nel bello e nel vero. Non è altro che un riflesso distorto di possibilità divine. L’anima, che cerca la piena espressione di un aspetto divino o di una realtà spirituale interiore e ne è impedita, determina nella sostanza dei suoi involucri, un punto di attrito. Su questo punto sono focalizzati gli occhi della personalità e ciò conduce alla malattia.”
La Legge II invece, descrive le energie che determinano la malattia: “La malattia è il prodotto di tre influssi, cui è anche soggetta. Primo: il passato dell’uomo, per cui egli paga il prezzo dei suoi antichi errori. Secondo: la sua eredità, per cui condivide con tutto il genere umano quei flussi di energia infetti che hanno origine collettiva. Terzo: egli condivide con tutte le forme naturali ciò che il Signore della Vita impone al Proprio corpo. Questi tre influssi sono chiamati ‘L’Antica Legge di Condivisione del Male’. Un giorno, essa sarà sostituita dalla nuova ‘Legge dell’Antico Bene Dominante’, che è alla base di tutto ciò che Dio fece. Essa dovrà essere attivata dalla volontà spirituale dell’uomo.”

La Legge II, in pratica, ci dice che la malattia dipende da tre fattori:
– dal karma individuale di ogni uomo;
– dal karma collettivo dell’intera umanità;
– dal Grande Essere di cui tutti noi facciamo parte, in continua evoluzione e modificazione.
Il libro prosegue poi con altre rivelazioni e informazioni sulla guarigione esoterica di cui non parleremo in questo articolo, il cui obiettivo è soltanto quello di far capire cos’è in realtà la malattia e da dove bisogna partire per poterla comprendere.

 

La malattia come esperienza

È importante essere consapevoli che non sempre è necessario e indispensabile guarire, ma bisogna sempre tener conto del progetto dell’anima. La malattia infatti, può portare alla realizzazione di un’esperienza e al superamento di un conflitto. Gli uomini hanno una concezione errata del sé e soltanto la consapevolezza e la conoscenza di se stessi, può portare al superamento della sofferenza.

In realtà, la malattia è una possibilità di “trasformazione alchemica”. Il conflitto tra anima e personalità infatti, porta uno squilibro a livello energetico. La malattia trasforma quel quantitativo di energia che permette di ritornare in uno stato d’equilibrio.

Ma come nasce un conflitto?

domenica 15 gennaio 2017

Se non puoi essere causa, sii effetto - L’inversione della legge Causa-effetto.

Se non puoi essere causa, sii effetto - L’inversione della legge Causa-effetto.
Una delle più “profonde” leggi di questo universo e della vita è quella della “causa ed effetto”, ogni causa produce un effetto e pertanto ogni effetto deriva da una causa, tuttavia, per quanto possa sembrare paradossale, tale legge non ha una struttura lineare bensì circolare, questa circolarità consente che si materializzi l’effetto a seguito della causa, ma consente anche l’opposto, infatti se esiste l’effetto senza la causa essa si verificherà successivamente...

Noi tutti ricerchiamo uno stato di benessere generalizzato, ognuno chiaramente con le sue personali sfumature, e per raggiungerlo ci affanniamo a creare le cause per raggiungerlo, ad es.: facciamo sport e mangiamo sano per stare in salute, meditiamo per raggiungere anche un equilibrio psichico ecc.; nella vita di tutti i giorni, quella che il sistema ci ha imposto però non sempre abbiamo la possibilità di generare le cause a noi confacenti per il raggiungimento dei nostri obbiettivi, ad es.: starò tranquillo non appena avrò pagato il mutuo, le bollette e l’assicurazione alla macchina però mi accorgo che quei pochi soldi che guadagno non mi bastano per fare questo e consentirmi anche di mangiare e fare benzina per andare al lavoro e quindi già so in partenza di non poter raggiungere l’obbiettivo(effetto), allora conviene provare a partire dall’effetto desiderato e mantenerlo tenacemente, ma soprattutto con genuina convinzione e sicurezza che tutto quel che deve accadere avverrà, a suo tempo e con l’intensità della nostra emozione e consapevolezza; la causa si presenterà.

Parliamo ad esempio di alcune nostre paure, ho scelto di proposito tale argomento poiché la paura è un sentimento potentissimo che è di intensità quasi pari all’amore essendo il suo opposto e pertanto ha una grande forza creatrice; a quanti è capitato di aver una sincera paura che accadesse un qualcosa di spiacevole a sé stesso o ad altri e poi si è verificato?
Si tratta di situazioni molto frequenti nella vita tuttavia le persone non si chiedono il perché ciò avvenga, non è nella loro naturale mentalità farsi domande e sovvertire i consueti dogmi quindi diventa difficile comprendere che l’effetto paura ha generato la causa che di norma dovrebbe venire prima, questo perché si sconoscono i meccanismi di base della creazione della realtà, non si conosce il potere del subconscio di generare gli eventi, come già accennato qui [1][2], ma d’ora in poi, se faremo attenzione, potremmo notare sia come le cause creino gli effetti, ma anche come essi possano dar luogo alle cause che li avrebbero generati.

Ora considerato che a molti è capitato che la loro paura(effetto) ha generato successivamente la causa, si può sperimentare altri sentimenti del tipo amore, serenità, gioia, spensieratezza che a loro volta daranno la causa che li avrebbe generati(una sorta di legge di attrazione) tuttavia bisogna tener presente che nulla avverrà se non c’è piena consapevolezza e genuinità nei sentimenti, infatti affinchè si avvii il circolo causa-effetto e viceversa, le emozioni devono essere genuine in modo tale da attivare il subconscio che non è affatto facile da ingannare.

Senza star lì a giudicare ed elaborare tesi astruse su quanto sia vero o falso penso che sarebbe il caso e ritengo anche il momento di provare l’inversione della legge di causa ed effetto e fin da subito sentirci felici per quel qualcosa che non abbiamo, ma che invece visualizzeremo, inizialmente sforzandoci, ma dopo poco più di una settimana ci verrà spontaneo, come ottenuto e gioiremo immensamente, in quel momento immotivatamente, una cosa davvero bella da provare. Cerchiamo di non cadere nella bramosia di ottenere quel che aneliamo, in fondo avendolo raggiunto anche solo a livello mentale ed emozionale è già un buon risultato che ci farà vivere meglio.

Produci l’effetto e la causa seguirà, non sono io a dirlo, lo dicono in tanti(anche Osho) io l’ho solo sperimentato e posso dire che funziona in proporzione a quanto noi “ci mettiamo”.
L’inversione della legge di causa effetto di fatto non è un’inversione atteso che, come anzi detto, si tratta un principio circolare e quindi si può decidere di iniziare dalla causa o dall’effetto senza grandi differenze.

E’ doveroso però considerare che spesso la causa non la si "possiede" o non c’è o dipende da altri e non da noi, mentre l’effetto è quella conseguenza su di noi che possiamo generare a nostro piacimento sempre, insomma abbiamo a disposizione uno dei due fattori della “combinazione” e lo possiamo usare.
Pertanto se non puoi attuare la causa che genera l’effetto che desideri, sii direttamente l’effetto, la causa arriverà e se non arriverà non era l’effetto che cercavi?
Marcello Salas



Vedi anche:

domenica 9 ottobre 2016

Il Karma artificiale e la Legge dell'Universo

Il Karma artificiale e la Legge dell'Universo

La legge naturale dell'universo ed il "Karma Artificiale" (creato dal Demiurgo) non sono la stessa cosa. Anche nel mondo astrale, si è sottoposti alle "leggi" astrali del karma.

Gli esseri astrali sono forzati a re-incarnarsi ancora ed ancora per ragioni che sono basate su menzogne. Nell’astrale, si è costretti o persuasi a credere che si deve fare un certo percorso, al fine di liberarsi dai debiti astrali, al fine di ottenere la liberazione dalle rinascite astrali.

Se questo è vero, si ha il compito terribile di liberare se stessi dal karma ingiusto. È ingiusto perché, contrariamente alla sua auto-definizione, il karma non è sufficientemente accorto, anche se il suo motivo d’essere principale è che "si raccoglie ciò che si semina". Ciò non è sempre vero.
Il Karma viene imposto in modo da assicurarsi che gli esseri più consapevoli siano sempre svantaggiati. Queste forze perpetue e cicliche obbligano gli esseri a passare dal piano astrale a quello fisico e viceversa, senza fine. Se un essere è sia nel piano fisico che in quello astrale, l'essere sta andando necessariamente incontro ai debiti karmici.
Questi debiti sono impossibili da ripagare con l’attuale sistema del male (che bizzarra analogia con il sistema del debito bancario! ndt). Cercare di pagare i debiti nel piano fisico ed in quello astrale è come tentare di pagare un mutuo perpetuo per l'anima. I signori del male del Karma estraggono tale interesse elevato che nessuno può pagare.
A titolo di esempio, secondo la legge del karma, si ritiene da molti che se "X" assiste un disabile, "X" potrebbe interferire con il karma di quella persona, quindi "X" sarebbe stato punito con il debito karmico per l'interferenza.
D'altra parte, se "X" non aiuta la persona disabile, "X" potrebbe anche essere accusato di non assisterlo, e quindi incorrere in debito karmico. Come possono "X" o chiunque altro sapere se agire o meno a seconda di un altro karma? "X" non lo può sapere.
La legge del Karma è un sistema capriccioso, è privo di giustizia. Anche il più puro di cuore può (e probabilmente sarà) legato con un debito karmico infinito in questa creazione maligna.
Proprio come in questo mondo fisico, ci sono anche i demoni nel mondo astrale che danno false informazioni sulla religione e sulla spiritualità. Questi "maestri" del male in astrale, così come nella dimensione fisica, ci sono per intrappolare gli altri con le loro bugie.
Quindi, è molto difficile uscire da questa truffa a meno che non si fa qualche passo da soli invece di ingoiare tutto ciò che ci viene detto.

Anche se il vostro dolore e la malattia saranno andato via quando si diventa un abitante del mondo astrale, al momento della morte fisica, vi è ancora un tipo di sofferenza che è abbastanza straziante per tutti gli esseri coinvolti, ma questo è particolarmente vero per i veri esseri.
Fortunatamente, in astrale ci sono alcuni esseri di luce che operano come veri guaritori e donano insegnamenti per aiutare a guarire, guidare e sostenere quelli che avevano bisogno di assistenza. Essi non sono posti in astrale dal semidio male, ma sono stati messi lì dalla Luce.

Questo è un aspetto della guerra tra bene e male nel mondo astrale. Khali Carol

Correlati: [Karma] [Mondo astrale]

domenica 7 agosto 2016

IL KARMA E IL DHARMA

IL KARMA E IL DHARMA
L’essere ti dà due mandati: il karma, e il dharma.
Il karma è ciò che non hai ancora finito di risolvere, ciò che non si è concluso, i ‘compiti’.
Il dharma sono i tuoi talenti, i doni che porterai a te stesso e al mondo, il tuo percorso evolutivo.
La cosa meno sensata che tu possa fare è ignorare uno dei due mandati.

Se ignori il ‘karma’ penserai di essere onnipotente e di poter fare tutto quello che desideri, eppure, ben presto ti accorgerai che non è così, che la vita ha sempre i suoi ritmi e ti presenterà situazioni e persone che non puoi evitare per quanto tu possa visualizzare o pensare positivo. Il dharma è la somma dei tuoi talenti, delle tue aspirazioni.
Il dharma è la tua grandezza. E’ ciò che sei venuto a sviluppare. Se lo ignori crescerà in te un senso di incompletezza, di vuoto, di mancanza di senso e questo sarà percepito da chi ti sta intorno.

Se ti dedichi solo alla spiritualità mancando di sviluppare i tuoi talenti e in generale il resto della tua vita, è facile che tu divenga molto presto infelice e vuoto.
La via del mondo e quella dello spirito dovrebbero sempre essere percorse di pari passo, ed entrambe andrebbero onorate affinchè una linea di vita cresca in modo uniforme, sano e sereno verso livelli di energia e di intensità sempre maggiori.
Andrea Panatta





martedì 26 gennaio 2016

Il valore simbolico della malattia

Il valore simbolico della malattia

La malattia, specie quella autoindotta, è l’ultimatum simbolico che l’Inconscio ci offre per cominciare il “lavoro” su noi stessi, chiederci cosa abbiamo sbagliato ed imporci un cambiamento drastico.
L’organo che si ammala é associato simbolicamente, alla parte del nostro carattere e delle nostre scelte di vita che ha prodotto un sovraccarico e una sofferenza psicologica e caratteriale così duratura e grave da avere richiesto una “conversione somatica”.

Il tipo di malattia è associata simbolicamente alla forza psichica, ovvero alla convinzione o abitudine limitante, che ha prodotto la malattia stessa.
E’ un miracolo al contrario.

Occorrerebbe “parlare” interiormente con l’organo che si é ammalato e chiedergli:
  • Cosa ho sbagliato?
  • Quali mie scelte ti hanno ferito?
  • Cosa dovrei cambiare radicalmente della mia vita e del mio modo di agire e pensare?
La malattia ci chiede di fermarci per un momento di riflessione e di isolamento.

Purtroppo la scienza illuministica fortemente voluta dai gruppi di potere che hanno imposto le “gerarchie sacerdotali” fatte di Università come nuovi Seminari Vescovili, scuole come nuovi conventi, metodi come nuovi indottrinamenti religiosi, testi didattici e articoli scientifici come nuovi libri sacri, si è fatta strumento di questo nuovo medioevo tecnologico e ha volutamente dichiarato eretico il legame tra spirito, anima, psiche e corpo negandolo l’esistenza dei primi due, riducendo il corpo ad una macchina e la psiche ad una “fantasia consentita” solo a pochi matti chiamati “psicologi” a patto che si attengano alle “regole”.

E’ proprio l’isolamento e la divisione sociale l’obiettivo del potere che induce malattie dell’anima per radicare nella psiche i propri strumenti di controllo psicologico, i propri dogmi, i propri metodi e per indurci una nuova morale egoica ed egoistica che ci spinge a non credere più in nulla di diverso dalla “dottrina” e della “verità” insegnataci in un assillante e totalizzante ciclo di “educazione religiosa” alla fede scientista.

Un: “o con me, o contro di me“, impera ovunque e diviene la regola per la classificazione di ogni esperienza di vita. Nascono, così i due schieramenti della idiozia che serve al potere: quello della religione scientista e quello della creduloneria demenziale. Nessuna mediazione, nessuna via di mezzo, nessuna pietà, ne dall’una nè dall’altra parte: NESSUN EQUILIBRIO.

Ecco la radice della nostra malattia dell’anima che conduce alla malattia del corpo quando siamo diventati, ormai, rifiuti al banchetto del potere e ci é stato sottratto tutto ciò che rende questa vita degna di essere vissuta e che dovrebbe legare gli uomini e non dividerli.

Ci si potrebbe, però porsi una legittima domanda: perché ci sono malattie contro le quali nulla riusciamo ad intervenire nemmeno cambiando il nostro stile di vita e modo di pensare?

Ritengo esistano 3 tipi di malattie:
  • malattie relative a questa vita
  • malattie relative al nostro processo karmico e legate al nostro personale percorso di evoluzione attraverso le nostre precedenti vite
  • malattie legate al nostro ruolo nel processo karmico globale ed alla evoluzione salvifica di questo universo.
Non avendo memoria delle nostre vite passate, né avendo la percezione precisa del nostro ruolo nel processo karmico universale, non possiamo operare alcuna analisi salvo affidarci al cuore ed alla nostra sensibilità “altra” e tentare di avviare in questa vita la “soluzione karmica” personale e la “risoluzione karmica integrata” che ci riporta nel “flusso” del nostro compito salvifico all’interno del processo evolutivo dell’Universo.

In ogni caso queste “malattie”, su cui non riusciamo ad intervenire, sono esse stesse una “soluzione” ad un problema karmico legato alle nostre vite passate, o a non avere svolto o compreso a fondo il nostro ruolo nel processo globale.

Nel complesso la vita stessa può essere considerata una sorta di “malattia” intesa come strumento di soluzione e come scuola in cui le esperienze, tutte, sono strumenti didattici e la morte è l’ultima lezione prima della fine del corso, utile sia per chi va che per chi resta.

Ecco perché gli occidentali, come insegnano in oriente, dovrebbero usare la morte come centrale processo di risoluzione karmica nel quale i vivi aiutano chi sta per lasciare il mondo, a sciogliere i propri nodi e, al contempo, dovrebbero lavorare su se stessi per sciogliere i nodi personali che li legano al morente.

Solo operando questa catarsi si trasforma la persona che lascia questo mondo in una entità vivente nel proprio cuore che diviene patrimonio della propria coscienza e bagaglio della propria esperienza.

In altre parole occorre far divenire la morte nell’ultimo processo di maturazione per chi muore e nel principale processo di “integrazione” ed interiorizzazione della interazione esperienziale tra se ed il morente, per chi resta.
Sabato Scala

Sabato Scala è Ingegnere elettronico e ricercatore indipendente ha elaborato e sperimentato nuove teorie e modelli matematici nei campi della Fisica dell’Elettromagnetismo, delle Teorie dell’Unificazione, dei modelli di simulazione neurale. In quest’ultimo ambito ha condotto ricerche e proposto una personale teoria dei processi cognitivi e immaginativi suggerendo, sulla base della teoria di Fisico tedesco Burkhard Heim e del paradigma olografico, la possibilità di adozione del suo nuovo modello neurale per la rappresentazione di qualunque processo fisico classico o quantistico. Negli ultimi anni, ha approfondito il fenomeno della coscienza (individuale e collettiva) e il relativo legame con la meccanica quantistica riprendendo il lavoro pionieristico di Carl Gustav Jung e Wolfgang Pauli sulla base dei nuovi modelli da lui proposti, giungendo alla elaborazione di una vera e propria scienza del simbolo e degli archetipi collettivi. Ha, altresì, compiuto ricerche innovative nell’ambito storico-umanistico, interessandosi ai movimenti iniziatici del cristianesimo primitivo. Ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche e a carattere divulgativo e svolge un’intensa attività di conferenziere in Italia e all’estero. Autore del libro “La Fisica di Dio“ e del “Manuale Scientifico per l’Interpretazione dei Sogni e dei Simboli” per Infinito Editori di Torino.

lunedì 18 gennaio 2016

Il nostro inconscio è strettamente collegato alla nostra Anima

Il nostro inconscio è strettamente collegato alla nostra Anima

Il nostro inconscio è strettamente collegato alla nostra anima (l'anima per interagire con la mente deve passare per l'inconscio), ciò che vi risiede nell'inconscio crea un onda di energetica ed attrae determinate situazioni.
 
Le situazioni irrisolte di qualsiasi genere siano, un disagio fisico, una situazione economica o un incomprensione nella coppia, devono renderci consapevoli del fatto che sono arrivate nella nostra vita perchè noi le abbiamo attratte:
- Per superare il problema definitivamente;
- Per chiudere un cerchio e crescere;
- Per diventare conduttori della propria vita.


Ma fino a quando la situazione non viene risolta, tenderà a ripetersi. Per attrarre l’armonia e la gioia è necessario risolvere il problema, chiudere il cerchio, altrimenti continuerà a ripresentarsi nella propria vita quello stesso problema in quello stesso campo e magari anche dopo anni.
Fa parte di noi noi, gli orientali direbbero che è il nostro karma.

E per risolvere il problema è necessario comprendere il messaggio che esso porta con sè. La situazione stessa ci porta dunque un messaggio. 
In ogni “apparente problema”, in ogni sofferenza si trova un messaggio da comprendere. 
È innanzitutto qualcosa che noi dobbiamo per prima cosa riconoscere in noi stessi per poi risolvere.

Nella fisici quantistica si è scoperto che è la nostra energia. Sono le vibrazioni che vengono emesse dal mondo interno in noi al mondo esterno creando l'esperienza emozionale che tratteniamo nell'inconscio, e nel corpo fisco.

L’apparente “problema” va risolto, va “guarito” altrimenti continuerà a ripresentarsi come un loop, un criceto che gira, gira, nella sua ruota.
Nella psicologia vengono chiamati i nostri “copioni” che tendiamo a ripetere.

Quindi ogni evento anche se ci appare negativo in effetti lo abbiamo attratto noi alla nostra vita, perchè in effetti c’era già nel nostro profondo ed ora riappare di nuovo per essere risolto. 
Dobbiamo essere abbastanza aperti per capire il messaggio. 
Un’ esperienza apparentemente non gradevole può essere un dono, una lezione per pulirci e migliorare.
Non arriva per farci del male ma al contrario per guarirci, per ricollegarci all'Anima.
Per chiudere definitivamente il cerchio, bruciare il Karma.
Risolviamo il problema affrontando l’evento e ringraziamo l’energia universale che ce lo ha mandato, perchè la nostra anima o la nostra parte energetica lo ha richiamato per risolverlo e quindi per crescere. Quindi è indispensabile risolvere i conflitti e quindi ringraziarli per averci trasmesso un messaggio che ci è stato utile per diventare più forti e per essere liberi.
Anche nella situazione apparentemente più dolorosa c'è un messaggio da capire, un dono!

"Le pietre preziose, i diamanti vengono trovati nelle miniere, in profondità, nelle viscere della terra. In genere non si riconoscono subito perchè sono ricoperti di materie calcaree, sabbia cristallizzata, terra e metalli ossidati. Apparentemente appaiono come sassi o detriti. Occorre innanzitutto riconoscerli e solo con l’esperienza questo è possibile. Poi vanno puliti con acidi, levigati e dopo un’accurata lavorazione possono emanare tutta la loro bellezza, la loro lucentezza, riflettere meravigliosi arcobaleni. 
Eppure se ne stavano là, sotto terra, ma al loro interno era celata una incredibile luce e bellezza."

Questa metafora ci può far comprendere il valore profondo di un’ esperienza che appare dolorosa. In realtà quel dolore nasconde un dono che deve uscire allo scoperto. Nell'esperienza apparentemente buia c’è la prova della nostra luce e della nostra forza che utilizziamo per superarlo.

Solo comprendendo in tutte le sue sfumature, capendo che è arrivata perchè era parte di noi, perchè andava capita e risolta. Solo con la comprensione ed il perdono verso le altre persone che ne erano coinvolte noi possiamo essere liberi di realizzarci come lo desideriamo e far brillare la nostra anima come una pietra preziosa. 

Con la comprensione verso gli altri, verso noi stessi e verso il messaggio che la situazione portava con se, noi siamo liberi, puliti, disintossicati e quindi possiamo essere o fare qualsiasi cosa in allineamento con la fonte primaria dell’energia...

Si è, un tutt'uno con il nostro Sé, diventando conduttori della propria vita. 
G. Boccia

mercoledì 23 settembre 2015

Il karma è ora! Non esistono le tue vite precedenti, ma solo le tue vite sincroniche.

Il karma è ora! Non esistono le tue vite precedenti, ma solo le tue vite sincroniche. I mondi dell'ipnosi regressiva evocativa


Ciao, ogni nostro atto, non è archiviato nel "passato". Ogni nostro "atto" o "karma" diviene sincronico alla nostra vita. Il karma non è una legge di causalità spazio temporale, ma una legge di causalità sincronica.
Ti faccio un esempio. Oggi uccido una persona. Questo "atto-karma" resta vivo dentro di me sincronicamente e mi accompagnerà nel presente avendo generato un nucleo karmico (samskara)  che orienterà il mio destino a divenire  a mia volta vittima. Quando il karma avrà riprodotto la "vittima", vittima e carnefice vivranno per sempre sincronicamente dentro di me.

L'ipnosi evocativa medica evoluzione dell'ipnosi regressiva non medica  scarica l'energia, la dinamo del nucleo karmico, non favorendo altre clonazioni dialettiche e coazioni karmiche a ripetere.

Non esiste il passato e il futuro, come dice la fisica quantistica, ma solo un eterno presente dove tutto ciò che facciamo rimane sincronicamente in noi e dove tutto è sincronicamente in entanglement. 

La risoluzione di un nucleo karmico tramite l'ipnosi evocativa medica permette una guarigione animica profonda che si estende in entanglement a tutte le nostre vite sincroniche.
Un secondo esempio è quello del ladrone di fianco alla croce di Cristo. Il suo sincero pentimento ha guarito per sempre tutti i suoi nuclei karmici, le coazioni a ripetere, le dialettiche del carnefice e della vittima.  

Se tu uccidi una persona o qualsiasi essere vivente uccidi te stesso per sempre. Per fortuna che la morte è soltanto una vertigine momentanea dalla quale tutti rinasciamo per continuare il viaggio nell'Uno.
Buona Vita Angelo Bona

venerdì 28 agosto 2015

Perché il karma?

Karma letteralmente significa “azione”, ma ritengo più appropriato definirlo come “impulso all’azione”, perché vedremo che è proprio il nostro karma che ci spinge a fare quello che facciamo, nel modo in cui lo facciamo.
Questa legge viene definita anche di causa ed effetto, e afferma il principio di causalità: “Non vi è effetto senza causa e le stesse cause producono sempre gli stessi effetti”. O anche: “Ciò che si semina si raccoglie e non si raccoglie altro che ciò che si è seminato”.

Sembra una legge che riguarda solo la religione e la spiritualità, ma in realtà esiste su tutti i piani. 
Sul piano fisico è stata espressa come il terzo principio della dinamica, che attraverso la formulazione originaria di Newton, recita: “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria“. Sempre citando Newton: “Per ogni forza che un corpo A esercita su di un altro corpo B, ne esiste istantaneamente un’altra uguale in modulo e direzione, ma opposta in verso, causata dal corpo B che agisce sul corpo A”.

Prendiamo in considerazione come questa legge si esprime praticamente nelle nostre vite.
…una forza uguale e contraria: UGUALE, cioè se ho agito odio mi ritornerà odio, e CONTRARIA vuol dire che se prima l’ho agito, dopo dovrò subirlo. 
Ma la legge vale per qualsiasi qualità, quindi se agisco amore inevitabilmente mi ritornerà amore.

Per questo Gesù ci ha dato un solo comandamento, “Amatevi!!!”, perché se vogliamo ricevere amore dovremo agire con amore. Sembrano frasi fatte e invece hanno un significato molto profondo, ben chiaro a chi conosce la Legge (il Dharma).
Comprendere il Karma significa comprendere le esperienze che continuamente si presentano nella nostra vita e saperle utilizzare per il meglio. Ogni azione (karma) produce effetti ben determinati e determinabili, che a loro volta sono causa di nuove azioni, secondo la Legge.

Non vi è punizione, non vi è giudizio, il karma non è un concetto morale, è la vita che si esprime secondo le sue leggi. 

Se impariamo a conoscerle, vivremo in armonia con esse e troveremo equilibrio e pace. Viceversa, l’ignoranza delle leggi ci fa agire seguendo gli impulsi all’azione dettati dal nostro karma inconscio, e questa è la vera causa della sofferenza (come diceva il Buddha) .

A che scopo tutto ciò?
Noi siamo essenzialmente spirito che si incarna in un corpo fisico allo scopo di sperimentare e conoscere la vita su tutti i piani (…Adamo ed Eva che dall’Eden discendono nella materia dopo avere mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male… ). Il karma favorisce la realizzazione di questa conoscenza.

Quando compio un’azione, sperimento il lato A della medaglia, cioè cosa si prova a compiere quella azione (per es. arricchirsi a spese del prossimo), ma se voglio conoscere la vita in tutte le sue sfaccettature dovrò sperimentare anche cosa si prova a “subire” quella stessa qualità energetica, il lato B della stessa medaglia.

Per esempio, quando agisco con avidità proverò le sensazioni relative, ma la vita, che è perfetta, mi farà poi scoprire anche cosa si prova a subire quella stessa avidità. Allo stesso modo, se agisco amore la vita mi farà “subire” la stessa cosa… E’ così che arriveremo alla comprensione del bene e del male.

Solo quando avremo compreso sia il lato A che il lato B della medaglia potremo dire di avere “capito” questo aspetto della vita, e allora non sarà più necessario reiterare l’esperienza. 
La coscienza è per sempre, la consapevolezza che maturiamo con l’azione è l’unica cosa che non ci potrà mai essere tolta, nemmeno dalla morte. Perché una volta che hai compiuto l’esperienza in tutti i suoi aspetti questa è compiuta, l’anima non ha più bisogno di sperimentarla, quindi non ti porterà più in situazioni dove dovrai affrontare ancora quel karma… hai estinto quella spinta all’azione!

Mai più vuol dire che, se per caso crediamo nella reincarnazione, non ci riguarderà più neanche nelle vite future. Sicuramente ci saranno nuove esperienze da vivere, nuovi “impulsi all’azione” da seguire, fino a quando avremo sperimentato tutto nei tre mondi e, finalmente liberi da karma, potremo dire: “Tutto è compiuto!”. Da quel momento, tutto quello che faremo lo faremo con consapevolezza, non più condizionati da un’impulso all’azione proveniente dall’inconscio.

Il karma non è ineluttabile, può essere o subito o trasformato! Visto che lo scopo non è la punizione ma il comprendere gli effetti delle nostre azioni, e visto che la spinta all’azione nasce dal nostro inconscio (nel prossimo articolo vedremo come e dove), vediamo gli strumenti che il Raja Yoga mette a disposizione per trasformare il proprio karma.

Bisogna innanzitutto vedere il karma in azione, perché non si può trasformare ciò che non si conosce. Dharana è lo strumento che mi permette di cogliere i messaggi che la vita mi mette di fronte, capire che sono orchestrati dall’anima allo scopo di conoscere, e vedere che, se non compresi, mi porteranno a subire quel karma. Il secondo strumento, approfondimento del precedente, è dhyana, la meditazione, che mi consente di affrontare quello che sto vivendo, tirare i fili che vanno alle vere cause della sofferenza e applicare la forza necessaria per “disattivarle”. A quel punto non sarà più necessario subire il karma, perché avrò compreso l’esperienza fino alla radice!

Detta così sembra anche facile, ma la spinta all’azione del karma ha una discreta forza, e fino a quando tu non hai la forza adeguata per affrontarla puoi solo subirla. La meditazione serve anche a sviluppare la forza necessaria per affrontare… noi stessi.
Chi mette in moto questi processi consapevolmente diventa un “aspirante”, che è colui che passa dal “sentiero del dolore” (quello dell’umanità media, dove il karma si subisce) al “sentiero della prova” … suona già meglio, ma questa è un’altra storia.

lunedì 23 febbraio 2015

L'ipnosi regressiva medica: guarisci la tua anima oltre la psicoterapia

Esiste sai una differenza fondamentale tra un trattamento di psicoterapia ed un percorso di ipnosi regressiva medica. Cerco in questo articoletto di trattare i punti fondamentali che distinguono queste due metodologie.
Pemetto che non ho intenzioni critiche nei confronti della psicoterapia e che i mio intento è solo quello di ampiarne i confini. 

Come tu sai la psicoterapia estende il campo della ricerca, della analisi, dell’interpretazione alla vita attuale temporalmente valutabile dal concepimento alla morte. 
Il lasso di tempo che considera l’ ipnosi medica regressiva non è limitato da confini temporali.

Qualcuno si spinge arditamente ad affermare la presenza di vite precedenti, altri ancora più impavidi credono negli angeli e nella possibile comunicazione con guide spirituali o con defunti.
Appartengo a questa categoria di arditi, di motivati cercatori del Sé e  non penso che la nostra esistenza inizi alla nascita e finisca al momento del decesso.

Il tempo non è un ingrediente essenziale della vita ed anzi credo possa fermarsi o portarsi all’infinito con il fine di oliare  gli ingranaggi eterni della nostra evoluzione.

Quindi l’ipnosi regressiva medica segue questa prima anarchia che la differenzia dalla psicoterapia classica: valuta che il conflitto o il karma non siano segregati solo all’archivio inconscio della esistenza attuale.

Il karma poi non lo devi considerare una brutta parola. Anzi è quel gomitolo che tutti noi dobbiamo dipanare per guarire il nostro infantile ed autoreferenziale ego.


L’ipnosi regressiva medica nega persino la validità della teoria della libido e del monopolio della sessualità nella dinamica conflittuale.
Devo essere sincero con te e ti confesso che non  ho mai creduto che un bambino “fallico” di tre anni desideri  morbosamente la madre e odi il padre. Non ho mai criminalizzato un pupo treenne di essere incestuoso o “mammofilo”.
Per trent’anni ho sperimentato la grande efficacia dell’ipnosi  regressiva medica  estremamente più efficace del solo colloquio psicoterapeutico.

Non penso inoltre che la “rimozione” di desideri, pensieri e residui di memoria possa rappresentare la causa di tutte le nevrosi. Non ho mai guarito nessun paziente che abbia ricordato un contenuto rimosso, una esperienza sepolta nell’archivio del subconscio con il semplice colloquio.
Senza l’ipnosi medica la mia vita professionale sarebbe stata monca della funzione di indagine e di cura più efficace. Come vedi ho sancito "medica" e ci tengo a differenziarmi dalla squalificante appropriazione dell'ipnosi regressiva da parte di persone non qualificate professionalmente. Statt accort!

Gli studi scientifici che insieme a validi colleghi portiamo avanti all’Istituto IRCCS Don Gnocchi di Milano sanciscono la presenza in ipnosi “vera”, “profonda” di un tramonto, di uno spegnersi dell’attività della corteccia cerebrale nei soggetti “virtuosi”. Dicesi virtuoso il paziente che manifesta tutti i fenomeni della trance tra  i quali: l’amnesia, cioè la perdita completa di coscienza intraipnotica e la capacità di evocare identificazioni multiple ovvero “vite precedenti”.

In ipnosi profonda si manifesta il fenomeno del default corticale e non ti devi spaventare pensando ad un tracollo finanziario. In neuroscienza il “default” sancisce una insolvenza, una incapacità della corteccia cerebrale prevalentemente frontale dei soggetti in trance profonda. Questo sai è il preludio all’attivazione di parti dell’encefalo che presiedono alla connessione spirituale all’Uno, all’Oltre. Link 1
Come comprendi non vedo l’ora che la nostra mente, questo cicaleggio interiore spesso vano si spenga perché vengano accesi i sensori dell’anima.

Sono un rabdomante dell’Uno e nello stesso tempo rivendico il mio ruolo di scienziato dello spirito. Altrimenti cosa ci starei a fare su questo mondaccione?

Altra differenza con la psicoterapia è quella  che l’ipnosi regressiva medica non obbliga il paziente ad una cadenza di sedute settimanali, ma solo mensili o bimestrali con notevole riduzione di costi. Lavorando a maggiore profondità si può evitare di vedersi frequentemente puntando sulla qualità e non sulla quantità.


Teoricamente la psicoterapia cura le stesse patologie dell’ipnosi medica regressiva quali: fobie, psicosomatizzazioni, ansie, panico, depressioni, disturbi alimentari e sessuali, insonnie, cefalee, traumi affettivi, lutti ecc, ma l’ipnosi medica va ben oltre.

L’ipnosi medica regressiva non considera il paziente come “malato”, ma lo eleva ad un ruolo di cercatore spirituale di se stesso. 
La psicoterapia in questo modo muta la sua pelle e diviene in ipnosi medica regressiva un cammino evolutivo e maieutica, direbbe Socrate, essenziale e Unico.

La terapia smette in questo modo di essere una metodologia laica e con il dovuto rispetto, non lascia mai l’anima in sala d’aspetto.


Domande: Credi che la psicoterapia possa estendere i suoi confini alla ricerca spirituale del Sè? Ritieni esistano "identificazioni multiple" o "vite precedenti"? Sei in cerca di te stesso/a? pensi che l'anima debba restare in sala d'aspetto?
Buona Vita Angelo Bona
http://www.ipnosiregressiva.it/blog/557/lipnosi-regressiva-medica-guarisci-la-tua-anima-oltre-la-psicoterapia.html

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