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domenica 8 dicembre 2019

LA MENTE MENTE... LE PICCOLE TRAPPOLE DELLA MENTE CHE INFLUENZANO LA VITA

LA MENTE MENTE... LE PICCOLE TRAPPOLE DELLA MENTE CHE INFLUENZANO LA VITA
1. La dipendenza dalla prima impressione. Qualunque cosa succeda, la prima impressione rimane.

2. L’istinto del gregge: più persone sono pervase dalla stessa idea, più è facile crederci.

3. La “zona cieca”: vediamo più facilmente gli errori degli altri.

4. La trappola delle convinzioni: siamo portati a sentire solo quella affermazione che conferma la nostra opinione.

5. Conservatorismo: è difficile percepire una nuova informazione se siamo convinti di quella vecchia.

6. La trappola dell’informazione: l’abitudine di cercare troppe informazioni. Coloro che possiedono meno informazioni sono propensi ad avere giudizi più prudenti.

7. L’effetto struzzo: ignorare un’informazione pericolosa o spiacevole, che ci fa paura.

8. L’effetto placebo: più crediamo all’effetto benefico di qualcosa, più bene ci fa.

9. La trappola delle innovazioni: ciò che è nuovo non sempre meglio del vecchio.

10. L’effetto novità: la tendenza di non fidarsi della nuova informazione e di verificarla infinite volte.

11. La fissazione su ciò che è in superficie. Abbiamo paura di morire in auto perché sentiamo spesso degli incidenti mortali in auto.

12. La percezione selettiva: vediamo solo ciò che vogliamo vedere: guardando una una partita di calcio in TV vediamo meglio gli errori dell’altra squadra.

13. Gli stereotipi: la tendenza di giudicare le persone sconosciute in base all’aspetto esteriore.

14. La tendenza di sottovalutare la situazione: agiamo basandoci sugli esempi noti e senza una sufficiente informazione.
Advanced mind institute italia

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mercoledì 1 novembre 2017

La psiche è più forte del farmaco

Quando la psiche è più forte del farmaco

Quanto influisce la percezione personale sulla biologia e, quindi, sulle cosiddette malattie?
Quanto influisce la percezione psichica che si ha nei confronti di un trattamento terapeutico?
In questo sito non possiamo essere prudenti né fare sconti: 100%

 
Sappiamo quanto sia importante l'effetto placebo, ma ciò nonostante osserviamo quanto oggigiorno sia considerato solo un riferimento nei gruppi di controllo, il che significa che è equiparato ad un valore nullo.
Il placebo ha insomma un problema di dignità e reputazione, tanto che non è etico per un medico prescrivere un placebo, né è etico prescrivere alcun farmaco considerato alla pari di un placebo (vedi il furioso dibattito intorno all'omeopatia).

Fatto sta che quando qualcuno, invece di studiare un principio attivo nei confronti di un placebo, mette l'attenzione della ricerca sul placebo stesso nei confronti di nessun trattamento, si scoprono cose sbalorditive.

È il caso di questo studio che affronta il trattamento della "sindrome da intestino irritabile": i risultati dell'assunzione di un placebo sono molto buoni in confronto al non fare nulla.
Ma la cosa più sorprendente è questa: il paziente sa perfettamente che non sta assumendo alcun principio attivo!
Il paziente che viene precedentemente informato di assumere una medicina "finta", dopo il trattamento sta meglio.
Fonte: RCT su PlosONE
Dello stesso tenore questo altro studio sulla cosiddetta "sindrome da iperattività e deficit di attenzione". Fonte: PubMed
E quest'altra interessante ricerca sul dolore che abbiamo approfondito proprio su 5LB Magazine - È impossibile eppure funziona: lo studio sull'effetto placebo.

Ma giusto un mese fa è stata eseguita una più importante meta-analisi che raccoglie tutte queste ricerche (e ne servirebbero certamente altre) sugli effetti dei placebo esplicitati (open-label), che ha coinvolto sintomi che vanno dall'intestino irritabile, alla lombalgia, alla depressione.
Le prescrizioni di placebo - anche se comunicati come tali - sono risultate trattamenti efficaci.
Fonte: PubMed
Per i ricercatori è arduo spiegare il fenomeno, che ricade naturalmente in prima istanza sul livello biochimico, tirando in causa il subconscio e la probabile maggiore produzione di endorfine e dopamina.
Una spiegazione plausibile ma parziale, che qui non può certo bastarci in termini eziologici.

Piuttosto ci domandiamo: quanto potrà ancora essere fruttuoso indagare il dettaglio chimico, dibattere sui principi attivi con quell'ossessione compulsiva tipica di una ricerca strettamente tecnologica, ripiegata su se stessa, senza concedersi di aprire il campo a nuovi spazi teorici e a modelli che consentano di affrontare in modo scientifico gli aspetti psichici dell'essere umano?
Oggi e a queste limitate condizioni, tali fenomeni risultano poco e parzialmente spiegabili, e per questo restano relegati in un ambito marginale, spesso trattati come "stranezze eccezionali".

Tuttavia la comunità medica più integra, quella che persegue i propri valori etici fondanti, ha esperienza da sempre di questi meccanismi, e sa che c'è molto di utile anche senza doverseli spiegare: perchè una pillola non contiene solo principi attivi, ma trasferisce comunicazione, accudimento, fiducia e tutto quello che un rapporto umano porta con sè.

mercoledì 20 settembre 2017

La convinzione di guarire è la miglior cura

LA CONVINZIONE DI GUARIRE È LA MIGLIOR CURA

La convinzione di guarire è la cura più efficace per ristabilirsi da una malattia fisica o mentale, in quanto il pensare e il sentire la guarigione permettono al paziente di risvegliare le forze dell’anima che danno vita al corpo, ispirare idee creative, migliorare l’autostima, rinforzare la convinzione di essere efficaci e funzionali e attirare di conseguenza eventi di supporto che aiuteranno a sentirsi ristabiliti nella piena completezza.

Troppo semplice? No! Se ad esempio c’è bisogno di una guarigione, è bene concentrare i nostri pensieri sulla pianificazione da fare una volta guariti, anziché focalizzare la nostra attenzione sulla situazione problematica della malattia. Immaginando ciò che potremmo fare nel futuro, vicino o lontano che sia, ci permetterà di attirare situazioni che accelereranno la nostra guarigione! Al contrario, se c’è bisogno di guarigione e lasciamo che paura e ansia si impadroniscano di noi, allora al posto della convinzione di guarire subentrerà la convinzione di non farcela, di sentirsi soli, senza aiuto, e tutto ciò ci porterà a pensare in maniera irrazionale, le nostre emozioni entreranno in conflitto e il sistema immunitario ne risentirà a tal punto da non poter agire in maniera efficace.

Quando parlo di convinzione di guarire mi riferisco a quel pensiero focalizzante che non si limita a scaturire dalla testa, ma che racchiude emozione, immaginazione e per l’appunto, convinzione.
Un pensiero che è l’espressione del fatto che tutto l’organismo si trova d’accordo sul risultato da ottenere. Un pensiero di fiducia, o ancora di più, di fede.

È questa la convinzione capace di produrre cambiamenti nella nostra realtà, anche se si tratta di una realtà di malattia. Se il paziente è sicuro che un certo farmaco lo salverà, allora state pur certi che avverrà così, perché la guarigione avviene sulla base della convinzione personale del paziente. In questo caso si parla di effetto “placebo”. Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia, ossia l’effetto “nocebo”. Se focalizziamo la mente sulla guarigione, ma d’altra parte rifiutiamo le cure che ci vengono proposte, oppure non abbiamo fiducia nel medico che ci segue, o ancora, se siamo spaventati dalle sensazioni provenienti dal nostro corpo sofferente, allora inconsciamente sappiamo che non possiamo guarire.

A questo punto è evidente che la differenza la fanno il pensiero, la convinzione e l’emozione che il paziente lega alla cura, più che la cura in sé.
La fede, la fiducia, ossia tutto ciò che stimola l’effetto placebo, condurranno alla guarigione. La paura, la sfiducia e tutto ciò che stimola l’effetto nocebo, condurranno ad un triste epilogo. Non si scappa da questa Legge.

Ho già parlato delle innate capacità di autoguarigione del nostro corpo nell’articolo “Per Vivere In Salute È Necessario Comprendere La Malattia”, ora si tratta solo di appurare come la convinzione di guarire sia la miglior cura possibile. Non c’è trucco o inganno, bisogna essere consapevoli del fatto che ciò su cui concentriamo il nostro pensiero rappresenta la nostra realtà. Qualsiasi sensazione che sperimentiamo nella nostra vita non dipende dagli eventi che ci capitano, ma da ciò su cui ci concentriamo e dal significato che diamo a quel particolare accadimento. Quindi, se la nostra convinzione è stabilizzata sul “negativo”, il risultato sarà una realtà negativa. Ci sono persone che anche quando la loro vita sembra procedere per il meglio, sono tanto abili da focalizzarsi sull’unica cosa che va male, rendendola più grande e grave di quanto in realtà lo sia.

C’è comunque una variabile “esterna” che può favorire la nostra convinzione di guarire, ed è rappresentata dall’atteggiamento del medico. È importante che il medico curante creda nella guarigione del paziente, e creda nella terapia proposta. La sua fiducia, unita a quella del paziente, genera delle vibrazioni sinergiche che potranno condurre alla guarigione. Di conseguenza, un primo passo per riportare la medicina ad una dimensione umana, più olistica, è cambiare il rapporto medico-paziente.

Il corpo umano non è una macchina assemblata in vari pezzi, e il medico non è un operaio specializzato in quello o quell’altro organo, tanto da fargli perdere il più delle volte la visione d’insieme. Oggi troppo spesso si sente la mancanza del medico di famiglia, quel medico definito generico perché non specialista, ma che aveva la capacità di comunicare positivamente e di interagire con il paziente con umanità, fiducia e convinzione!
“I farmaci non sono sempre necessari. La fede nella guarigione lo è sempre.” Norman Cousins

Tragicomico

martedì 2 agosto 2016

Gestire la non-conoscenza in medicina

Gestire la non-conoscenza in medicina

La medicina è ritenuta da molti una scienza (per alcuni addirittura una scienza esatta) e come tale deve innanzitutto rispettare i canoni e i principi del metodo scientifico, che negli ultimi tre secoli si è riconosciuto nel modello riduzionista. La questione si è fatta più incalzante con l’avvento dell’Evidence Based Medicine (EBM), secondo cui le conoscenze sono acquisite attraverso studi rigorosamente scientifici (clinical trials) e le decisioni dei professionisti della salute devono essere coerenti con tali conoscenze. Il resto non conta, è solo frutto della credulità, se non addirittura oggetto di scherno e derisione.

Sul fatto che gli interventi medici dovrebbero tener conto delle migliori conoscenze scientifiche, sono teoricamente tutti d’accordo, ma a dire il vero, nella quotidianità le cose non stanno proprio così. Per esempio, secondo il Clinical Evidence Handbook (il testo che sintetizza le migliori conoscenze scientifiche) solo l’11% di oltre tremila prestazioni cliniche di uso corrente si fondano su chiare prove di efficacia (1). Dunque, con buona pace degli “evidentologi”, gran parte di ciò che costituisce l’odierna medicina non si basa affatto su prove scientifiche, né pare lo potrà essere per molto tempo ancora. Oltretutto, Joannidis ci rammenta che “la maggior parte dei risultati delle ricerche scientifiche è falsa” (2), mentre i sensazionali annunci di cure miracolose sono spesso smentiti da studi successivi, o semplicemente le evidenze si modifichino nel corso del tempo, minando le nostre certezze.

È necessario, quindi rassegnarsi al fatto che nonostante gli straordinari progressi raggiunti in alcuni campi della medicina, di fatto molto di ciò che determina la salute o la malattia rimane ignoto, dobbiamo cioè saper convivere con l’incertezza e l’ignoranza.
Ciò riguarda sia le patologie che minacciano la vita (tumori, malattie vascolari, malattie mentali e neurologiche, malattie rare) sia i piccoli disturbi e i vaghi malesseri di cui la nostra esistenza è intrisa e per i quali ciascuno di noi trova piccoli espedienti, trucchi e rimedi antichi o moderni, non certo evidence-based, ma che molte volte, almeno per il diretto interessato, funzionano. Per capire la dimensione del fenomeno basti ricordare che il 90% delle persone riferisce che nell’ultima settimana ha sofferto di sintomi verso i quali la medicina è piuttosto impotente, quali, ad esempio: mal di schiena, affaticamento, mal di testa, congestione nasale, disturbi del sonno, dolori articolari o muscolari, irritabilità, ansietà, perdita di memoria e via discorrendo (3).

Il problema è che la gente dal medico ci va con l’idea di trovare una soluzione a tutte le sue malattie e a tutti i suoi malesseri. In altre parole, il paziente vuole individuare una causa del suo star male, dare un nome ai sintomi e ricevere una cura. Ma soprattutto, la gente chiede di essere ascoltata e di non sentirsi dire che il suo disturbo è un’invenzione, non è contemplato dalla medicina, è solo una questione psicologica e che non vi sono rimedi. In genere il paziente è portato a credere che tali risposte siano da attribuire all’ignoranza di quel medico e che da qualche parte ci deve essere qualcuno che conosce il suo problema e che le saprà suggerire una soluzione, non importa se scientifica o meno. Non per nulla oltre la metà della popolazione, benché convinta che la medicina sia una scienza esatta, non è soddisfatta delle cure che riceve e dopo aver peregrinato nei tortuosi meandri della scienza ufficiale, approda alle medicine alternative. I loro cultori, infatti, (più o meno in buona fede) hanno imparato a gestire anche ciò che non conoscono: e ciò non è un male.

Il medico moderno e scrupoloso, invece, coerentemente con quanto gli è stato insegnato per tutto il corso degli studi, è costretto ad agire in modo scientifico e si trova, quindi, completamente disorientato e impotente di fronte alla valanga di problemi che non può gestire attraverso i canoni della scienza e per i quali cerca precarie soluzioni, ricorrendo alla tecnologia (l’unico strumento che ha imparato ad usare): esami sempre più approfonditi, non scevri di effetti negativi e rinvii a specialisti di ogni genere.
Molti di questi problemi, infatti, appartengono alla sfera della non-conoscenza, un’area di grande impatto sulla quotidianità, ma tuttora inesplorata e completamente ignorata dalla medicina ufficiale e dai percorsi di formazione dei professionisti della salute.

Oltretutto, questo rigido atteggiamento scientifico, apparentemente ineccepibile, impedisce di ricorrere all’effetto placebo, un potente strumento di cura, in grado di risvegliare le straordinarie capacità di difesa e di guarigione presenti in ciascuno di noi (vis sanatrix naturae). Purtroppo, anche questo effetto, pur ben dimostrabile e oggetto di ricerca, risulta ancora poco conosciuto e come tutto ciò che non si conosce e non si può spiegare, ha assunto un valore negativo. Il medico-scienziato si guarda bene, quindi, dall’utilizzarlo, lasciando sguarnito l’intero campo d’azione che è stato prontamente occupato dalle medicine “altre”.

Sciamani, maghi e stregoni hanno da sempre basato le loro cure proprio sulla capacità di prendersi carico dei problemi e di agire sulla persona e sulle sue capacità di reazione. Anche in un recente passato il medico, pur avvalendosi quasi esclusivamente della relazione e della parola era in grado di far fronte a molti problemi e godeva, più di oggi, di autorevolezza, rispetto e prestigio. Contesto, empatia, aspettativa di un beneficio possono modificare favorevolmente il decorso di una malattia, indipendentemente da ciò che costituisce la prescrizione, perché sono fattori che agiscono sulle forze interne dell’individuo (4).

I cultori delle medicine “altre”, fondano i loro successi proprio su questi effetti, di cui poco sappiamo. Per loro non c’è un’area della non-conoscenza, a tutto possono dare un nome, hanno sempre una risposta sicura, una parola di speranza e una cura per ogni problema, piccolo o grande che sia. Al paziente non importa in cosa consiste la cura e se sia registrata nei testi evidence-based; basta che funzioni. La stessa acqua con un nome diverso magari scritto in latino, guardare l’iride, recitare una preghiera, attenersi a qualche rituale, ... Certo non è scientifico ma funziona. Sono gli stessi pazienti che ve lo confermano e oltretutto non producono effetti collaterali e dannosi. Che vogliamo di più?

Perché la medicina scientifica, quando non dispone di risposte sicure e scientificamente efficaci, è costretta a rinunciare a tutto questo. C’è un modo serio e pragmatico per ottenere i medesimi risultati? C’è un modo per sottrarre la sfera della non-conoscenza ai mercanti e ai venditori di elisir?
Bibliografia
1.      BMJ Evidence Center: Clinical evidence Handbook 2012.
2.     Ioannidis JPA: Why Most Published Research Findings Are False. PLoS Med 2015; 2(8): e124.
3.     Petrie KJ et al: How common are symptoms? Evidence from a New Zealand national telephone survey. BMJ Open 2014; 4:e005374.
4.    Benedetti F: Il cervello del paziente. Giovanni Fioriti Editore; 2012.
Antonio Bonaldi, 21 marzo 2016

martedì 14 aprile 2015

Guarire dal cancro in modo naturale

LA VERA GUARIGIONE DAL CANCRO PUÒ AVVENIRE SOLO DALL'INTERNO

LETTERA
UN ARTICOLO DI MIKE ADAMS. FACCI UN REGALO E TRADUCILO.
Ciao Valdo, vorrei segnalare questo articolo di Mike Adams, "intrepido ricercatore salutista" come lo hai definito tu in una tua tesina, e apparso sul suo sito Naturalnews.com.
http://www.naturalnews.com/021813.html#. Il tema ruota intorno alla questione cruciale di cosa fare dopo aver ricevuto una diagnosi di cancro: affidarsi alla medicina tradizionale o scegliere altre vie?
Purtroppo l'articolo è in lingua inglese e così mi ritrovo, speranzosa, a chiederti se ci fai un regalo e lo traduci. Sempre che tu ne abbia voglia, tempo e lo ritenga interessante e utile. Con gratitudine e immensa stima.
Elena
*****
RISPOSTA

Ciao Elena. Faccio un regalo a te, a voi, ma anche a me medesimo, visto che si tratta di considerazioni importanti che condivido pienamente. Un caro abbraccio.
Valdo Vaccaro
*****
DOCUMENTO DI MIKE ADAMS (Traduzione, sintesi, titolo e sottotitoli di VV)


COME MAI LA GENTE RICORRE ALLE MEDICINE ALTERNATIVE?
È risaputo che un numero sempre maggiore di gente si rivolge alla medicina alternativa per trattamenti su patologie gravi tipo cancro, depressione, diabete, cardiopatie e simili. Perché mai lo fanno? La verità è piuttosto sorprendente, oltre che frustrante. Lo fanno solo dopo che le cure mediche convenzionali a base di farmaci, bisturi e radio-chemioterapia sono miseramente fallite!

CURE MEDICHE DEVASTANTI NEI RIGUARDI DI FEGATO, CUORE, CERVELLO E SISTEMA RENALE 

Non solo le terapie mediche convenzionali funzionano male o sono fallimentari. Quel che è peggio, causano devastanti danni ai pazienti, dopo averli illusi con promesse prive di fondamento. Quello che non viene detto alla gente è che la chemio distrugge regolarmente le funzioni di organi vitali come fegato, cuore, cervello e sistema renale. Può sì rimpicciolire un tumore, ma il punto non è quello. Uno si aspetta di emergere come essere umano recuperato con tanto di sistema immunitario funzionante e di equilibrio cellulare in grado di eliminare la tumorosità del corpo. Ma questo genere di servizio non viene per niente offerto dalla medicina convenzionale.

FARE LE SCELTE GIUSTE IN TEMPO 

Dopo che i trattamenti anti-cancro li ha quasi annientati, i pazienti vanno a caccia di alternative alla medicina. Decidono cioè di passare a metodi virtuosi solo quando si trovano in condizioni ormai pietose. Ed è per quello che ammonisco la gente di fare le scelte giuste in tempo e non attendere di essere alle porte del cimitero.

IL MOVIMENTO HEALTH SCIENCE HA LE IDEE CHIARE SUL DA FARSI 

Restare prigionieri del sistema medico significa permettere a droghe tossiche e a procedure insidiose di mutilare il proprio corpo e di causare danni permanenti agli organi vitali, handycappando e compromettendo tutti quei supporti interni sui quali la medicina alternativa basa le sue chance di recupero corporale. La Health Science punta tutto sui processi naturali di recupero. Essa punta su un fegato funzionante e non distrutto dai farmaci, punta a regolare da sé il colesterolo, la pressione e la chimica cerebrale con le sue salubri modalità, senza deturpare tali valori con veleni intossicanti chiamate per paradosso medicazioni.

SCEGLIERE L'ALTERNATIVA NATURALE FIN DAL PRIMO GIORNO E NON COME SOLUZIONE DI EMERGENZA 

La giusta decisione va presa subito. Non si può cadere nelle maglie della medicina ospedaliera e rimanerci per 6 mesi, sperando di passare alla naturopatia o alla scienza salutistica dopo essere stati mutilati, feriti ed avvelenati da un medico o da un oncologo. È basilare cambiare binario prima di essere avvelenati. È importante farlo a partire dal giorno uno, senza portarsi addosso i postumi e i tremendi effetti collaterali dei medicinali, delle mutilazioni e delle cicatrici, derivanti dagli interventi subiti. Scegliendo sin dall'inizio le alternative virtuose hai la possibilità e il potenziale per tornare al tuo perfetto stato di salute, in quanto non hai ancora leso e compromesso i tuoi organi vitali.

PRIMO NON NUOCERE 

È interessante rilevare come la medicina dica di aderire al concetto del "Primo Non Nuocere" quando invece essa contraddice apertamente tale principio in ogni cosa che essa fa. Medici ed oncologi non esitano a menomare e deteriorare i loro pazienti. Li danneggiano prescrivendogli farmaci, operandoli quando non è indispensabile farlo, spaventandoli e gettandoli intenzionalmente nel panico. Discutere con un oncologo significa spesso subire un lavaggio del cervello e ricevere una sentenza di morte assicurata entro 6 mesi o anche meno, se non accetterai di subire i suoi trattamenti estremamente tossici e violenti.

EVITARE IL CONTATTO CON GLI UCCELLI DEL MALAUGURIO 

Ecco perché incoraggio la gente ad evitare ogni contatto fisico, visivo e verbale con medici che ti indeboliscono e ti disintegrano dicendoti con cinismo e scarso senso di responsabilità che ti restano 3 mesi di vita soltanto. Chi assiste secondo natura sa che la mente controlla il corpo, per cui occorre sostenere e dare sicurezza, non schiantare e sgretolare il morale di una persona.

LA MENTE PUÒ CREARE LA MALATTIA O ANCHE FARLA SCOMPARIRE 

Esistono molti casi documentati dove le parole del medico influente, e la sua diagnosi anche sbagliata, producono in chi lo ascolta una determinata malattia che prima non c'era, creando lesioni, verruche e tumori. Non appena poi ci si accorge dell'errore e si avverte il soggetto che si è trattato di falso allarme e che non ha niente, i sintomi citati scompaiono nel giro di una notte.

L'ENORME POTERE DELL'EFFETTO-PLACEBO 

Queste cose avvengono poiché il paziente crede fortemente nell'autorità dei suoi medici. In ogni clinica del mondo si fanno prove sfruttando il potere dell'effetto-placebo. Il placebo funziona più di qualsiasi altra terapia conosciuta. Puoi dare a un paziente qualcosa di inerte tipo una innocente mollica di pane, assicurandolo che gli farà sparire una patologia, e quello si vedrà ben presto liberato dal sintomo. Il placebo funziona sempre ed in ogni luogo.

MAI CREDERE ALLE DIAGNOSI E ALLA SENTENZE MEDICHE 

Eppure i medici  non capiscono questo effetto e ne abusano in continuazione, demolendo il paziente anziché incoraggiarlo. Già definirti malato di qualcosa, già etichettandoti come affetto di una specifica malattia, è estremamente dannoso. Ti fa credere che hai qualcosa, che hai quella cosa.
È per questo che invito la gente a liberarsi dai medici, a non credere che l'essere medico significhi qualcosa di positivo. Ovvio che non tutti i medici si comportano a quel modo. Ma quando ti dicono delle cose strane, supportati magari da raggi-X o da un test di laboratorio, non prestate loro ascolto. La loro è quasi sempre una sentenza di morte. Sentenza che l'effetto-placebo trasforma in morte effettiva, a conferma di quanto potente sia la mente sul corpo.

EVITARE IL VORTICE DELLA PAURA

sabato 14 marzo 2015

Il mistero del sistema immunitario


Il corpo umano possiede un’ incredibile capacità di guarigione, per molti aspetti ancora misteriosa: il sistema immunitario. Diversi scienziati stanno oggi cercando di mettere luce nel suo complesso meccanismo, nei suoi fattori e nelle strategie che giocano o potrebbero giocare un ruolo nella protezione dagli agenti patogeni che causano le malattie.

Se si potesse misurare con uno strumento, il sistema immunitario mostrerebbe variazioni da un giorno all’altro, da un momento all’altro, a seconda dei pasti e anche tra un pensiero e un altro. La resistenza alla malattia è data dalla forza del sistema immunitario che è influenzato in modo benefico da pensieri positivi, alimenti naturali, esercizio fisico, sole, aria pulita, natura etc. In uno studio su donne con cancro al seno, è stato rilevato che quelle che vedevano se stesse come ricevere forze dall’interno o avere un supporto da una attitudine mentale positiva, hanno avuto una maggiore reazione del sistema immunitario alla malattia e sono vissute due volte più lungo di quelle che  avevano come unico sostegno la cura farmacologica.
Ippocrate, il padre riconosciuto della medicina, lo aveva già detto 2500 anni fa: “E’ più importante sapere che tipo di persona ha una malattia che conoscere che tipo di malattia una persona ha.”

Oggi sentiamo sempre più’ spesso parlare dell’ “effetto placebo” ma in cosa consiste esattamente questo effetto e quale rapporto ha con il nostro sistema immunitario? Il dottor Dan Normann dell’Università del Michigan, si é posto queste domande e studia da diversi anni l’effetto placebo, giungendo ad una conclusione molto interessante, ovvero che il nostro modo di pensare e di considerare i trattamenti medici può influire notevolmente su come i nostri corpi rispondono ai farmaci. Dagli esperimenti che ha condotto, ha scientificamente provato che, se il paziente crede che un trattamento funziona, ciò può scatenare l’effetto desiderato anche se il trattamento è inesistente, come una pillola di zucchero, per esempio, o un’ iniezione di soluzione salina. Per un’ampia gamma di condizioni, dalla depressione al Parkinson, all’osteoartrite alla sclerosi multipla, è chiaro, dice, che la risposta al placebo è tutt’altro che immaginaria. I trials scientifici hanno dimostrato che i cambiamenti sono misurabili scientificamente come dal rilascio di antidolorifici naturali, negli alterati schemi neuronali, nel’ abbassamento della pressione sanguigna o nella frequenza cardiaca e nel potenziamento della risposta immunitaria, ed il tutto a seconda delle convinzioni del paziente. Si è sempre ipotizzato che l’effetto placebo funziona solamente se le persone credono che stanno ottenendo un farmaco benefico. Ma ora sembra che questo non potrebbe essere vero.Credere nell’effetto placebo – piuttosto che in un particolare farmaco – potrebbe essere sufficiente a incoraggiare i nostri corpi a guarire Heal thyself: The power of mind over body
Il rovescio della medaglia, né che solamente credere che un farmaco ha effetti collaterali nocivi può fare soffrire. L’effetto nocebo, come è noto, può anche uccidere. The science of voodoo: When mind attacks body

In un recente studio, il Dottor Ted Kaptchuk della Harvard Medical School di Boston ed i suoi colleghi hanno dato da alcune persone con sindrome dell’intestino irritabile una pillola inerte. Lo studio ha dimostrato che l’ effetto placebo ha prodotto un significativo miglioramento dei sintomi nei pazienti. Cio’ ha dimostrato che é vero che la mente attiva nel corpo un processo di auto guarigione. Pur sapendo le pillole erano inerti, in media i volontari hanno valutato i loro sintomi come moderatamente migliorati. Placebos without Deception: A Randomized Controlled Trial in Irritable Bowel Syndrome

Un altro scienziato americano, Richard Davidson dell’ Unversità del Wisconsin, ha esplorato il rapporto tra mente, corpo, ed il sistema immunitario, dando un contributo importante. Egli ha scoperto, per esempio,che il corpo umano sottoposto a stress diminuisce la sua capicità di produrre anticorpi, mentre durante la meditazione  é in grado di potenziare la produzione di cellule immunitarie in solamente 10 minuti del 30%. Il Dottor Davidson ha condotto diverse ricerche sulla meditazione anche in collaborazione con il 14° Dalai Lama, suo amico di lunga data. Davidson ha lui stesso praticato a lungo meditazione quotidianamente. Attraverso le ricerche che ha condotto é stato in grado di dimostrare scientificamente nel suo laboratorio che la meditazione anche di breve durata ha un effetto positivo sul cervello e sul sistema immunitario. 8 settimane di meditazione bastano a cambiare il cervello

Sicuramente nei prossimi anni verranno fatte ulteriore scoperte che ci conduranno ad una conoscenza piu’ approfondita del rapporto tra mente, corpo e sistema immunitaria. Ad oggi la scienza ha potuto dimostrare  che l’effetto Placebo attiva il sistema immunitario e stimola la produzione di peptidi oppioidi che inibiscono la percezione del dolore. Per concludere riporto due messaggi significativi, il primo del Ted Kaptchuk dell’Univesità Harvard di Boston  che afferma “La volontà, la forza dell’immaginazione, e la fiducia possono modificare il decorso di una malattia!” ed  il secondo  del dottor Bernie Siegel, noto medico americano, che ama ripetere “ci sono pazienti straordinari, che si rifiutano di accettare la sconfitta e prendono in mano la propria vita”, decisione che cambia il rapporto con la malattia ed il suo decorso i maniera decisiva.
http://www.dionidream.com/il-mistero-del-sistema-immunitario/

mercoledì 8 ottobre 2014

Il pensiero che cura


Effetto placebo e nocebo

Marcello Pamio - tratto dalla dispensa "Pensiero che cura"
Il termine 'Placebo' è il futuro del verbo latino 'placere', e significa letteralmente 'piacerò'. Si tratta di una sostanza inerte, priva di qualsiasi principio attivo terapeutico, o di un provvedimento non farmacologico (consiglio, conforto, atto chirurgico non invasivo, ecc.) che provoca un effetto positivo su un sintomo o addirittura su una malattia.
Studi in 'cieco' (dove il paziente non sa cosa sta prendendo) hanno dimostrato in patologie con una rilevante componente psicosomatica (come emicrania, insonnia, ecc.) un effetto placebo fino all'80%. Studi in 'doppio cieco' (sia il paziente che il medico che somministra non sono a conoscenza) hanno dimostrato che raddoppiando la dose di placebo si ottengono risultati terapeutici migliori di quelli con dose normale.


Questo incredibile fenomeno, che non è psicologico, è conosciuto da moltissimo tempo, ma oggi si ritiene che fino al 60% dei progressi ottenuti con un trattamento (qualsiasi esso sia) possano essere dovuti a una risposta placebo!
Il biologo molecolare Bruce Lipton, autore del best seller " La Biologia delle credenze: come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula" chiama l'effetto placebo, 'effetto credenza' per sottolineare come le nostre percezioni, vere o false che siano, hanno lo stesso impatto sul nostro comportamento e sul nostro corpo. Egli è totalmente a favore dell'effetto credenza (placebo) perché costituisce una prova sorprendente della capacità di autoguarigione dell'essere umano ...
«Il motivo per cui la mente è stata così trascurata dalla medicina ufficiale non è solo il pensiero dogmatico, ma sono anche considerazioni economiche. Se il potere della mente può davvero guarire il corpo, perché andare dal medico; e, cosa ancora più importante, perché avere bisogno di farmaci?»
Non a caso le 'lobbies del farmaco' studiano attentamente i pazienti che reagiscono alle pastiglie innocue di zucchero (placebo), ma non a scopo di conoscenza, ma semplicemente per poi escluderli dalle sperimentazioni cliniche! Coloro che lavorano per la malattia invece che per la salute delle persone, vedono la pillola zuccherina - che si dimostra più efficace del farmaco - come una minaccia economica, e infatti lo è.
Crollerebbe il palcoscenico se la massa venisse a sapere che miliardi di dollari e anni di ricerche non hanno confronto con uno zuccherino!

Uno studio della Baylor School of Medicine pubblicato nel 2002 nel New England Journal of Medicine ha valutato gli interventi chirurgici su pazienti affetti da gravi dolori alle ginocchia [Moseley et al. 2002]. I pazienti vennero divisi in tre gruppi. Nel primo il dottor Moseley raschiò la cartilagine danneggiata del ginocchio; nel secondo, mise a nudo l'articolazione, eliminando del materiale ritenuto causa dell'infiammazione (entrambe tecniche accettate dalla chirurgia ortopedica ufficiale). Il terzo gruppo invece fu sottoposto a un 'finto' intervento: i pazienti vennero anestetizzati, subirono tre piccole incisioni di routine e il dottore durante l'operazione, durata 40 minuti, parlò come di routine.
A tutti e tre i gruppi fu prescritta la medesima terapia postoperatoria e di riabilitazione.
I risultati furono sorprendenti: il terzo gruppo, quello placebo che non è stato operato, migliorò esattamente come gli altri due, e alcuni di loro tornarono addirittura a giocare a basket!
La convinzione, la credenza di essere stati operati, nell'esempio qui sopra, ha fatto superare un problema fisico al ginocchio! 
Possiamo ancora affermare che l'Effetto placebo è di tipo psicologico?
Sappiamo ancora poco del vero meccanismo che sta a monte di simili e inspiegabili guarigioni, la cosa che si sa per certo è che si tratta di un fenomeno esistente, la cui potenzialità intrinseca è dentro ognuno di noi. 


Effetto Nocebo
Se il pensiero positivo, come abbiamo visto, può liberare dalla malattia, quali conseguenze possono avere i pensieri negativi sulla nostra salute? 
Tale effetto, chiamato 'effetto nocebo' (dal latino 'nocere', nuocere), in medicina è altrettanto potente quanto quello 'placebo'.Il pensiero può far ammalare, le parole e il comportamento possono trasmettere messaggi che tolgono speranza e che quindi possono far ammalare. 
Lo ha spiegato molto bene il Dottor Geerd Ryke Hamer nella Nuova Medicina Germanica: traumi, shock psicologici ed eventi improvvisi (se vissuti in una certa maniera) possono scatenare (e lo fanno su tre piani contemporaneamente: psiche, cervello, organo) una qualsiasi patologia, dall'influenza al tumore più fulminante. 

Una diagnosi errata (i falsi positivi e negativi nella diagnostica preventiva come gli screening sono all'ordine del giorno), una frase mal posta o distaccata da parte del medico, possono scatenare un trauma interiore pericolosissimo in persone sensibili o estremamente paurose.
Le convinzioni positive e negative non hanno solo un impatto sulla salute, ma su ogni aspetto della vita.
Facciamo molta attenzione perciò a quello che sentiamo, ascoltiamo e soprattutto diciamo poiché:
"...non ciò che entra nella vostra bocca vi contaminerà,
ma ciò che esce dalla vostra bocca, questo vi contaminerà."
[ Vangelo di Tommaso, 15 ]

Potenzialmente riceviamo ogni giorno delle informazioni e/o notizie che sono in grado di farci stare male (predisponendoci alla malattia), se ovviamente vengono vissute non correttamente. Tutto dipende da noi! Spesso le cose che sentiamo o vediamo non sono corrette, per non dire vere: i filtri con cui osserviamo e recepiamo il mondo, sono condizionati dall'educazione, dalla scuola, religione, ecc.
Se fin da piccoli, per esempio, ci è stato inculcato che il musulmano è pericoloso e il negro puzza, quando da adulto avrò a che fare con un arabo o un africano, attiverò automaticamente un programma di sopravvivenza, scappando nel primo caso o turandomi il naso nel secondo. Queste vengono chiamate programmazioni inconsce.
Per capire come funzione il nostro inconscio, basta immaginare una stanza buia dove le pareti sono piene zeppe di scritte, per esempio: "i musulmani sono pericolosi", "i negri puzzano", "sei un fallito", "non farai mai niente di buono" "attento ai cani", ecc.
Queste scritte - che sono frutto di condizionamenti esterni inconsapevoli da parte dei genitori, maestri, insegnanti, ecc. - giungono a coscienza, cioè vengono alla luce, non appena sentiamo determinate frasi o vediamo determinate cose o ci troviamo in determinate situazioni. Appena vengono a coscienza però, l'inconscio farà di tutto per boicottarci, e incredibilmente, lo farà per il nostro benessere!
Se siamo cresciuti con la scritta interiore "sei un fallito" (diventata poi convinzione e credenza), non appena la vita ci metterà di fronte a dei risultati positivi che dimostrerebbero, al contrario, che abbiamo delle qualità, l'inconscio (avendo registrato che siamo dei falliti) farà carte false per affossare il nostro progetto, perché non vuole la nostra sofferenza. In pratica cerca di evitare tutte le situazioni che potrebbero farci stare male.

Conoscendo come funziona l'inconscio e quindi come avviene questo boicottaggio interiore è possibile liberarsi da questi freni evolutivi. 
Esistono numerose tecniche che aiutano a cancellare o prendere coscienza i queste scritte inconsce, ma la cosa più importante rimane l'auto-osservazione o l'auto-coscienza, che vedremo alla fine di questo lavoro. 

www.disinformazione.it

domenica 27 luglio 2014

La potenza dell’immaginazione puo’ farci guarire

“La potenza dell’immaginazione sulle nostre condizioni fisiche si può constatare in molti modi. I medici intelligenti non esitano ad accordare a quella un potere curativo o morbigeno di gran lunga superiore alle pozioni. La paura spesso uccide e i dispiaceri hanno un grande effetto sui fluidi sottili del corpo” (1) Sono sempre più numerosi gli esperimenti effettuati, in particolare dai neuroscienziati, sugli effetti placebo e, in misura minore, su quelli nocebo.
Il New England Journal of Medicine ha definito il laboratorio presso l’Istituto Nazionale di Neuroscienze di Torino, diretto dal prof. Fabrizio Benedetti, il più importante al mondo per gli studi dell’effetto placebo. Il prof. Benedetti afferma che esistono pure studi sulla chirurgia placebo e sulla possibilità di ridurre molti farmaci che hanno effetti collaterali gravi. “L’applicazione delle tecniche di neuro immagine ha dimostrato l’esistenza di una doppia via: una per il placebo e l’altra per il nocebo. La prima attiva il cosiddetto circuito del premio e del piacere, la seconda quella dell’ansia.” (2) “Il più vecchio e spettacolare episodio di alternanza, nella stessa persona, di un effetto placebo e del suo contrario nocebo, pubblicato nella letteratura scientifica, è quello descritto nel 1957 da Bruno Klopfer, psicologo tedesco. Un signore di nome Wrigth, affetto da un tumore a uno stadio avanzato, chiese al proprio medico curante di essere trattato con un farmaco sperimentale. Dopo un’unica iniezione ‘il tumore si sciolse come una palla di neve su una stufa bollente’ scrisse il medico nella cartella clinica. Poco tempo dopo, il signor Wright, ormai ristabilito, lesse casualmente un articolo che parlava dell’inefficacia di quel farmaco nei tumori. Wright peggiorò di lì a pochi giorni. Agli esami presentò metastasi. A quel punto il medico iniettò al paziente dell’acqua raccontandogli di aver ricevuto una nuova versione del farmaco stavolta efficace. Le metastasi scomparvero! Non sappiamo come andò a finire la storia di Herr Wright, ma sappiamo che negli ultimi cinquant’anni sono stati pubblicati più di cento lavori clinici e sperimentali per cercare di comprendere ciò che è incontrovertibile: il manifestarsi di effetti positivi o negativi nella fisiologia di una persona che ha ricevuto acqua fresca credendo fosse un farmaco, oppure che è stato oggetto di buone o cattive parole …”.(3) “Nocebo di massa: una volta le chiamavano isterie collettive. 
La più recente è quella descritta da universitari cinesi che ha riguardato la contea di Heishn, interessata nel 2005 dal fenomeno dell’influenza aviaria. Dopo la diffusione della notizia, nel giro di tre giorni, il 100% aveva la febbre. Ma le analisi hanno escluso che fosse aviaria e che quell’epidemia dipendesse da un microorganismo. Un effetto nocebo di massa.” (4) “È universalmente noto che, in circa il 98% dei pazienti, ai quali viene eseguita una radiografia, nel giorno della diagnosi di cancro non si riscontra alcuna ‘metastasi polmonare’. Ma in quel giorno al paziente viene anche detta tutta la presunta ‘verità’. Per la maggior parte di loro si tratta, come essi stessi dicono, di un terribile shock. Alcuni si riprendono perché, ad esempio, hanno delle persone care vicine. Nel 30-40% dei casi con la medicina classica troviamo degli adenocarcinomi polmonari già a partire da tre a quattro settimane più tardi…. Negli animali non vediamo simili ‘metastasi polmonari’. 
Il primario di Klagenfurt in una conferenza cui era presente il dr. Hamer nel 1991 disse: ‘Il dott. Hamer dice che gli animali hanno la fortuna di non capire quanto dicono i primari (qui si intende la prognosi) e per questo motivo non hanno metastasi’. La risposta del dr. Hamer fu: ‘Professore, per la prima volta oggi lei mi ha citato correttamente. Sembra che lei stia per capire la Nuova Medicina’” (5) Gli studi internazionali sugli effetti placebo-nocebo sono numerosi tuttavia, come affermano alcuni, la strada appare ancora lunga per le evidenti difficoltà derivanti dal fatto che, essendo la mente umana soggettiva ed individuale, ogni persona è un unicum e pertanto risulta sempre più palese che l’esortazione “conosci te stesso” è più che mai importante anche, e forse soprattutto, in quest’epoca di grande espansione della ricerca scientifica, psicologica e delle comunicazioni consce ed inconsce. 
Alcuni neuroscienziati hanno riscontrato che il pensiero di un gruppo influisce e condiziona il pensiero dell’individuo ed hanno affermato che il motto cartesiano “penso dunque sono” si aggiorna in “penso dunque siamo” e che la cultura occidentale è insufficientemente consapevole delle conseguenze di tutto questo. L’antropologo-teosofo Bernardino del Boca nel 1971 scrisse che solo attraverso la sintesi delle varie scienze (ivi comprese quelle economico/finanziarie),sottoposta alla luce della spiritualità, l’umanità avrebbe potuto conoscere meglio l’attuale dimensione umana, che i mali maggiori sono la paura, l’egoismo,l’ignorare di ignorare, e che la biologia avrebbe rivelato l’importanza del pensiero e presentato l’Uomo come da secoli lo presenta la Teosofia. (6) Paola Botta Beltramo NOTE (1) (H.P. Blavatsky, Iside Svelata, Vol. I parte II pag. 126) (2)(dr.F.Bottaccioli “Placebo e Nocebo,il potere della mente”–simaiss.it (3)Idem (4)Idem (5) (R.G. Hamer–“Testamento per una Nuova Medicina” ed.2003 – pag. 397). (6)http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it

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