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giovedì 7 settembre 2017

Una medicina senz’anima! Senza coscienza!

La causa diatrogena della malattia(e della morte) non è affatto un’ipotesi di impercettibile entità in quanto costituisce la componente essenziale del peggioramento clinico di ogni paziente e molto spesso porta alla morte e nessuno, dico nessuno, se ne occupa attivamente anche perché al contrario di quella iatrogena neanche viene citata ed è spesso sconosciuta agli addetti al settore.

Non è affatto normale che in un mondo di umani quello che manca è proprio l’umanità, l’umanità di comprendere che una diagnosi spesso fa molto più danni di un qualsiasi tumore, sclerosi, chemio, radio o altra terapia, a questo si aggiunge il fatto che la stessa viene reiterata a causa dei disumani, ma redditizi, protocolli di controllo che durano anni e che di fatto sono la spada di Damocle del malato che quindi è tenuto in una situazione psico-emotiva disumana per tutto il corso della malattia.

Prendiamo atto che è la salute emotiva e psichica del paziente la prima a cui bisogna rivolgere le attenzioni, dopo si può intervenire anche sul corpo certi che esso sosterrà ogni tipo di cura esistente perché il corpo è perfetto, ma se non c’è il cuore a sorreggerlo sarà l’assenza d’amore a decretarne la fine.
Marcello Salas

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Il vero problema non sono nemmeno le chemio!

di Adriano Buranello

Alcuni recenti fatti di cronaca in Italia che chiamano in causa la morte di due giovani donne che, secondo numerosi articoli di giornale, sono morte per aver rifiutato la chemioterapia, inducono molte persone a schierarsi contro pratiche di medicina naturale, che non prevedono l’utilizzo della chemio e che basano la comprensione del processo di malattia (tumori compresi), sulla consapevolezza della causa emozionale quale attivazione di questi processi biologici.

Il can can mediatico sulla questione, porta i sostenitori della medicina di Stato a chiedere a gran voce alle autorità di intervenire per arginare con leggi o leggine, il proliferare di queste conoscenze che sono così osteggiate dalla medicina convenzionale. Per contro, coloro che operano con queste conoscenze basate su una visione alternativa, sentendosi attaccati e sentendo in particolare attaccato il diritto di scelta terapeutica, tendono a difendersi rincarando la dose e denunciando gli effetti devastanti di terapie così fortemente invasive come la chemio.
In entrambi i casi, però, non stiamo evidenziando la vera natura del problema. Non sono le chemio o le radio o qualunque altra terapia ad essere (almeno nella maggioranza dei casi) la vera causa di morte dei pazienti trattati. Il problema va ricercato altrove. Ve lo dice una persona che ha visto morire molte persone nelle corsie di ospedali, che avevano seguito tutti gli iter previsti dalla medicina ufficiale, come pure persone che si erano affidate a pratiche alternative e che sono comunque morte.

Tutto questo mi ha portato a chiedermi quale fosse la “reale” motivazione dell’insuccesso nel trattare questi pazienti. La risposta forse vi sorprenderà? ma prima di darvela desidero fare una premessa: questo articolo non l’ho scritto per la gente comune che tende a credere e ad affidarsi a questa o quella terapia nella speranza di conservare la salute. A queste persone chiedo, per questa volta, di essere spettatori di quanto sto per scrivere, osservatori senza giudizio, capaci di fare una profonda riflessione davanti a quanto ora dichiarerò.

L’articolo in questione in realtà lo rivolgo a tutti i terapeuti, consulenti delle “5 leggi biologiche”, medici che praticano terapie alternative, operatori olistici nelle varie discipline, insomma tutti gli operatori nell’ambito della salute, che abbiano imparato a vedere la malattia come qualcosa di diverso dalla visione della medicina convenzionale. A loro mi rivolgo per chiedere di unire i nostri sforzi per fare una denuncia importantissima, per evidenziare la vera causa della morte di più di 500 persone, ogni giorno in Italia, nelle corsie degli ospedali… sì quelle persone che non fanno scalpore con la loro morte e non sono menzionate negli articoli scandalistici di qualche giornale, perché perlopiù sono morte di ‘medicina di Stato’ seguendo cioè tutti i protocolli medici previsti per la loro malattia e ciò nonostante sono morte.
Chiedo quindi a tutti gli operatori che come me sono stanchi di veder morire così tante persone, di denunciare la vera causa di tante morti:

L’accanimento diagnostico!

Sì signori! Tutti questi morti sono la conseguenza di una pratica seguita da tutti i medici convenzionali e cioè quella di accanirsi nel voler trovare, a tutti i costi il ‘germe della malattia’ nei loro pazienti. In particolare, coloro che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore o malattia oncologica sono soggetti per tutta la loro vita a regolari controlli, che hanno la finalità non di garantire la salute del soggetto controllato, ma solo di trovare possibili recidive della malattia oncologica. Una sorta di ‘spada di Damocle’ sulla testa di queste persone, che vivono nella paura ad ogni controllo di sentirsi dire la famosa parola che suona come una condanna a morte: Metastasi.

Metastasi!

Sapete che la maggior parte delle persone che ricevono una diagnosi di metastasi muore entro 6 mesi? Perché pensate che muoiano? Per delle cellule impazzite che replicano senza più controllo nel corpo del malato o piuttosto per le conseguenze emotive generate dalla diagnosi di morte ricevuta dal proprio medico? Perché non denunciare proprio questo? E cioè, che è proprio il medico con il suo accanimento diagnostico, la prima causa di morte in questi pazienti!
Cito il recente caso di Eleonora, morta a 18 anni in una corsia di ospedale. Nella precedente dimissione da un altro ricovero ospedaliero, sapete cosa avevano scritto nel foglio di dimissioni? Malata terminale! Si proprio così! Malata terminale! Un foglio dato in mano ad Eleonora! Che effetto pensate possa aver avuto su di lei una frase di questo tipo? Cosa avreste provato voi se l’avessero scritto su un vostro referto? Allora ha ragione Hamer quando dice che questa medicina è una medicina senz’anima! Senza coscienza!
Capite ora perché dico che il vero problema non sono le chemio? Dobbiamo risalire a quello che vive il paziente sottoposto a diagnosi infauste e/o accanimento diagnostico, per trovare le vere cause di quei processi che inducono poi la morte! Questo dobbiamo denunciare! Le 5 leggi biologiche evidenziano proprio questo, e cioè che diagnosi di questo tipo generano conflitti biologici nel paziente, che sfoceranno in nuovi processi tumorali che prontamente indurranno il medico ad emettere ulteriori diagnosi di morte! Il tutto, in nome di una medicina che ha scordato l’enorme impatto emozionale che ‘quello che dice il medico’ (considerato legge dai pazienti) ha sul paziente. In seconda battuta l’accanimento diagnostico sfocia in un altro processo altrettanto devastante: l’accanimento teapeutico. 

L’accanimento terapeutico!

Davanti a delle diagnosi di malattia grave, il medico si sente autorizzato a provare qualsiasi terapia pur di arginare le metastasi, anche solo per aggiungere qualche mese di vita al paziente. Ecco quindi proporre terapie devastanti da un punto di vista biologico, come la chemio e la radio terapia; ma davanti ad un “brutto male” cos’altro si potrebbe fare se non tentare il tutto per tutto e sperare nella buona sorte? E’ vero, molti muoiono come conseguenza diretta del veleno delle chemio, ma credo che abbiate capito che la vera causa di morte non và ricercata qui, bensì nell’intero iter diagnostico praticato dal medico.

Questo chiedo di denunciare pubblicamente!

Siamo disposti ad unire le nostre voci per rispetto di tanti caduti vittime di questa medicina? Avremo il coraggio di fare questo senza accanirci verso i medici e le loro terapie, che in fondo si limitano solo a seguire quei ‘protocolli’ che sono il vero problema?
Nessuna guerra quindi! Solo una presa di coscienza per chiederci cosa abbiamo sbagliato nel praticare una medicina, che nel pretesto di essere scientifica, ha dimenticato il centro della consulenza del medico, e che non è la malattia bensì l’individuo con il suo vissuto e con le sue emozioni, si proprio quelle emozioni attivate da un conflitto biologico, ad essere la vera causa della malattia.
Articolo di Adriano Buranello (Naturopata)


martedì 20 dicembre 2016

L’alimentazione conta, ma la salute è soprattutto una questione mentale.

Nell’essere umano tutto ciò che è naturale è utile a renderlo più sano e più forte, ma non confondiamo ciò che utile con ciò che è assolutamente necessario... 

Per quanto ci affanniamo a seguire certi stili di vita attraverso una salutare ed etica alimentazione e pratichiamo sport o passeggiate a volte ci si ammala lo stesso e nessuno sa dirci il perché, ma il motivo è dentro di noi e noi lo percepiamo. 

Quando parliamo di stili di Vita salutari ci sfugge che stiamo parlando di Vita, non di stili alimentari o sportivi o lavorativi, ma stili di Vita, questo per dirvi che la cosa più importante di tutte è la Vita.

Volendo scomporre in fattori la meravigliosa quanto misteriosa Vita potremmo dire che è composta essenzialmente da percezioni ed emozioni, quindi quello a cui dobbiamo far sempre attenzione sono alle nostre percezioni ed emozioni, proprio quelle che il sistema, la società stessa, ci distrugge di giorno in giorno facendoci ammalare; è pertanto necessario mantenere in armonia i suddetti elementi costituenti dell’esistenza, la prova che essi sono in equilibrio è la nostra felicità che si genera solo quando si Vive bene.
Come dice anche Valdo nell’articolo che segue: ansia, inquietudine e traumi emotivi sono garanzia di malattia!
Marcello Salas

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LA SALUTE È SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE DI TIPO MENTALE

LETTERA
NEFRECTOMIA PARZIALE PER TUMORE LO SCORSO GIUGNO
Gent.mo Valdo Vaccaro, le scrivo per ricevere un prezioso consiglio. Ne ho letti tanti su suo blog e ora, se vorrà rispondermi, tocca a me. A giugno 2016 sono stata operata in laparatomia di nefrectomia parziale per tumore a cellule chiare di 3 cm, scoperto per caso con ecografia dopo anni di insistenza per dolore lombare destro.

STO TUTTORA INCASSANDO LA FRUSTRAZIONE DI QUESTA BRUTTA SORPRESA
Seguo una alimentazione senza prodotti animali da qualche anno e vegetariana potrei dire da sempre, (ho 57 anni) e sto incassando la frustrazione di questa brutta sorpresa nonostante uno stile di vita abbastanza buono. 

CURRICULUM CLINICO NON IMPECCABILE
A dire la verità la mia storia clinica non è impeccabile. Tonsillectomia a 5 anni, incidente a 13 anni (investita sulle strisce pedonali) anni con trauma facciale ed emotivo (frattura setto nasale e perdita incisivo superiore), appendicectomia a 18, mononucleosi infettiva (virus EBV Epstein Barr) a 20 con forti sintomi e ricovero ospedaliero, nascita figlia a 28 anni, aumento costante del Tsh e diagnosi tiroidite autoimmune (Hashimoto) a 44 anni, inizio assunzione Eutirox (ora tiroide Ibsa 125), menopausa.

STORIA FAMILIARE DI CARCINOMI
Padre con CA colon a 60 anni deceduto a 69, madre intervento per meningioma a 45 anni con riscontri caratteriali di anaffettività e depressione, CA mammario a 65 anni, quadrantectomia, deceduta a 88 anni nel 2013 per investimento sulle strisce pedonali.

ANSIA PER POSSIBILI RECIDIVE
In sostanza, la situazione infiammatoria cronica aggravata dal tumore mi fa percepire più insidiosa l'ipotesi di una recidiva. Tre anni fa ho fatto la rimozione delle amalgame e una apicectomia senza antibiotici con conseguente infezione e assunzione antibiotici. Tra le ipotesi temo che una cellula infetta anaerobica sia partita da lì, oppure è stato lo stress per la morte di mia mamma.

ALIMENTAZIONE VIRTUOSA MA NON SUFFICIENTE A CONTRASTARE APATIA E STANCHEZZA
Alimentazione con verdura cotta e cruda, cereali, legumi, semi oleosi, senza zuccheri aggiunti, un estratto di frutta e verdura al giorno. Sto seguendo da due mesi una micoterapia quale supporto post intervento. Guardando indietro è stato un progressivo riempimento di uno zaino di mattoni tipo stanchezza cronica, metabolismo rallentato, atteggiamento progressivamente rinunciatario, bassa vitalità.

GLI INTERESSI NON MI MANCANO
Sto cercando di rivitalizzare la situazione familiare e di essere meno seriosa. Di interessi ne ho tanti. Lettura, scrittura, disegno, volontaria animalista da sempre, pratico bagni derivativi, camminata veloce e yoga da due anni.

C'È DELL'ALTRO CHE POSSO FARE?
C'è altro che posso fare? Cosa pensa di idrocolonterapia o clisteri tipo caffè? Pensavo al digiuno, ma eventualmente guidato, non mi attira molto l'idea per via della debolezza e dell'abitudine ai piccoli spuntini. In ospedale mi hanno detto "Se ne dimentichi" ma, in poche parole, temo che durante l'operazione qualche cellula maligna sia andata facilmente in circolo e il mio sistema immunitario scassato non sia in grado di eliminarla. Grazie.
Violetta

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RISPOSTA

ROVESCIARE IL TUO ATTEGGIAMENTO PERDENTE VERSO LA VITA
Ciao Violetta. Non è facile dare una risposta al tuo messaggio, fatto com'è di riflessioni negative ed improntate a un pessimismo di fondo, nonché a depressione. Esso può avere qualche valore come sfogo e come liberazione mentale, ma niente di più.

PENSARE IN TERMINI DI GENETICA GIÀ SIGNIFICA VIVERE MALE
Già il parlare di storia familiare di carcinomi significa partire col piede sbagliato della genetica, ovvero del pregiudizio per cui si è segnati a subire la stessa sorte. La genetica non sta in piedi e si è dimostrata fallimentare nei suoi concetti di base. La fissità dei geni è una favola amara e falsa, un dogma sviante. Essi possono essere modificati giorno per giorno mediante le nostre scelte oculate, i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti sul piano alimentare e comportamentale. 

ANSIA, INQUIETUDINE E TRAUMI EMOTIVI SONO GARANZIA DI MALATTIA

domenica 10 aprile 2016

Fisiologia di un'emozione

Fisiologia di un'emozione

Quando si soffre di un disturbo a livello fisico si tende a curarlo con farmaci e ad individuarlo per mezzo di analisi. La medicina di tipo allopatico, cura ogni sintomo come un nemico da sconfiggere proveniente dall'esterno. Essa cura ma, spesso, non guarisce determinate sintomatologie che poi definirà come croniche.
 
La pecca della medicina allopatica è proprio quella di scomporre il corpo in un insieme di organi e funzioni senza mai correlarli ma, al contrario, scindendoli e cercando, allo scopo di "guarire" il soggetto, virus, fattori genetici e quant'altro possa farla venire a capo dello stato di disagio lamentato da quella persona che ad essa si rivolge.

La medicina cosiddetta alternativa, invece, considera l'individuo come un complesso formato da anima, mente e corpo. Per questo si parla sempre più spesso di medicina olistica proprio in riferimento al fatto che questo tipo di medicina, a differenza della medicina allopatica, cerca le cause che hanno originato il disturbo senza limitarsi a curare gli effetti e tenendo conto dell'unità Anima-mente-corpo del soggetto da curare.

Se la medicina allopatica è più superficiale, ciò è dovuto al fatto che essa considera il corpo alla stregua di una macchina e lo cura come tale, considerando l'influenza di fattori quali emozioni, ambiente e conflitti interiori come estranei ed irrilevanti quali possibili cause del sorgere dello stato di disagio.
Se quindi la medicina allopatica si rivela indispensabile come medicina salvavita, di contro essa risulta poco efficace e superficiale nel caso di patologie legate a stati di disagio scaturenti da conflitti interiori.

Proprio per compensare questa sua lacuna e per cercare d'imitare la medicina alternativa, è sorta la psiconeuroendocrinoimmunologia. Dietro questo nome così complesso ed ampolloso si nasconde una nuova ed evoluta branca della medicina allopatica classica avente lo scopo di studiare il rapporto esistente fra emozioni e stato di salute delle persone.

Già millenni fa la medicina cinese ed indiana avevano individuato fra le principali cause del disagio fisico dell'individuo le emozioni. Non a caso, sia la medicina indiana che quella cinese compresero presto che dietro un disturbo fisico localizzato in un organo stava un'emozione che determinava una modificazione di carattere fisiologico a carico del sistema anima-mente-corpo, comunemente chiamato essere umano.

Ebbene sì, sono le nostre emozioni a condizionare il nostro stato di salute e non i virus, i geni o l'inquinamento. In parole semplici è ciò che pensiamo a determinare il nostro stato di salute. Ho già parlato dell'influenza delle emozioni sullo stato psicofisico del soggetto nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA- YOUCANPRINT EDIZIONI.
Ogni emozione ha un suo potere sul nostro stato fisiologico. Essa ha la capacità di mutare la nostra fisiologia e donarci la salute o, al contrario, farcela perdere. Diversi studi di psiconeuroendocrinoimmunologia hanno dimostrato come a seconda delle emozioni vissute il corpo umano è orientato a migliorare o, viceversa, peggiorare il proprio equilibrio omeostatico (stato di salute).

Se una persona vive in un ambiente a lei ostile o in condizioni di forte stress, automaticamente sarà in uno stato emotivo cosiddetto di attacco o fuga. Questo stato di stress produrrà, a livello fisiologico, degli ormoni quali cortisolo ed adrenalina, gli ormoni dello stress aventi effetti negativi sul sistema psicofisico.
Quando, viceversa, una persona riesce a trovare un equilibrio all'interno della propria Vita, vivendo relazioni soddisfacenti, accettando gli accadimenti senza resistere allo stato di ciò che è, il suo organismo si stabilizzerà in uno stato di benessere e, a livello fisiologico, produrrà gli ormoni del benessere quali ossitocina ed endorfina. Questi ormoni hanno la caratteristica di agire a livello positivo sul sistema neurovegetativo, stabilizzando tutte le funzioni dell'organismo, aumentando la soglia di sopportazione della fatica e migliorando la risposta allo stress esterno.

Ecco quanto è importante pensare bene e risolvere i conflitti interiori! UN SOLO PENSIERO MUTA LA FISIOLOGIA DI CHI LO HA FATTO DETERMINANDO LO STATO DI BENESSERE O DI DISAGIO PSICOFISICO! 

D'altronde la medicina tradizionale cinese, già millenni fa ribadiva il collegamento fra organi ed emozioni. Ad esempio, essa collegava l'emozione rabbia al fegato, la tristezza al polmone, la paura al rene, la simpatia allo stomaco, l'amore al cuore. Per ulteriori approfondimenti in merito, rimando al mio libro.

Ogni emozione ha il potere di mutare sia la fisiologia che la postura di una persona. Diversi atteggiamenti, modi di parlare più o meno veloci, più o meno rabbiosi, sono determinati dallo stato psicofisico della persona alla quale appartengono. 
Da ciò si può trarre una conclusione: tutte le somatizzazioni e i disagi psicofisici in generale comunemente ascritti al rango di patologie croniche dalla medicina ufficiale, sono guaribili. Certo, non è facile direte voi. Ciò richiederà un serio lavoro su di se volto ad individuare ciò che crea quel tipo di disagio. Per far ciò occorre effettuare un'attenta auto osservazione allo scopo d'individuare l'emozione base che crea poi il disagio a livello psicofisico.

La prossima volta che avete mal di testa o accusate altri disturbi simili, sappiate che sono solo somatizzazioni e che l'organo che accusa quel disagio è una semplice spia che vi avverte che è arrivato il momento di cambiare direzione alla vostra Vita. Voi solo potete farlo. Voi solo potete guarirvi, nessuno può farlo al posto vostro perchè nessuno HA INTERESSE A VEDERVI SANI, ALTRIMENTI LE MULTINAZIONALI DEL FARMACO E I MEDICI SI RITROVEREBBERO IMPROVVISAMENTE DISOCCUPATI.

Il sistema vuole individui inconsapevoli e manipolabili allo scopo di guadagnarci sopra. Imparate a mantenervi in salute da soli, documentatevi, ascoltate persone più esperte di voi in questo campo, leggete libri sull'argomento, frequentate seminari e, in generale, fate tutto ciò che ritenete opportuno per cambiare il vostro modo di vedere la Vita ricordando che la salute dista da voi solo un pensiero. Questo pensiero, se positivo produrrà salute attraverso emozioni positive, se negativo vi farà vivere disagi a livello psicofisico e, se reiterato nel tempo e non tenuto nel dovuto conto, potrà portare alla morte. 
Vincenzo Bilotta

lunedì 20 aprile 2015

Scacco matto alla dualità: non esiste è indotta!

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 La visione olistica della Vita e l’Uno

Olistico è un termine che oggi, nonostante se ne parli molto, viene confuso, mal-interpretato nonché manipolato, spesso per ottenere fini diversi dal comprenderne il suo significato.
Holos, dal greco significa il tutto, l’insieme, e questo traduce ai nostri tempi una visione olistica della Vita che per essere tale, deve completarsi attraverso il ricomponimento di ogni frammento di se stessi, seppur costretta a passare attraverso il centro della sofferenza più atroce.
Soltanto un lavoro su di se, in solitudine e senza forzatura ed influenza alcuna, permette attraverso un accurato discernimento, la possibilità di ricomporre quell’insieme … Inevitabilmente passa attraverso l’illusione, facilmente manovrabile , “grazie” al sistema percettivo che l’essere umano all’interno della macchina biologica ha inseriti come modalità di ricezione : i 5 sensi.

La possibilità che ci viene data tuttavia, è comprendere a cosa corrisponda quel sesto senso, diffuso come termine attraverso le tante possibilità di interpretazione,e che offre comunque l’occasione di scoprirlo da se … con l’unica “clausola” di farne esperienza personale come qualunque altra cosa.
E’ il Potere di ogni creatura Divina, meglio definita come Essere di Luce.
“Olisticamente” parlando avrà trasceso ogni altra definizione che si allontani da questa, nella sua totalità, usando l’unico linguaggio possibile ed impenetrabile da ogni entità esterna, che grazie all’intuito ripulito dalle millenarie “incrostazioni” (in questo consiste il grande lavoro su di se) potrà esercitare LIBERAMENTE : il linguaggio telepatico.
Esso è reale, ma passa attraverso un processo che nella confusione della visione olografica proiettata dalle  numerose “divinità illuminate” … presenti in ogni dove, impedisce l’immediato riconoscimento del vero dal falso, del buio e della luce, della notte e del giorno … e che normalmente viene definita dualità.
Essa esiste fintantoché non si smantella completamente, passando attraverso l’identificazione del falso bene, falso profeta, falso guru e falso benefattore, ma che ai nostri giorni, nonostante sia mascherato anche quando carnevale è finito… si può finalmente dire, non abbia ancora lunga vita essendo in alcuni casi facilmente riconoscibile.

L’esercito è già pronto a contrastare ogni forma di sottomissione a questa ignobile schiavitù a cui ogni essere umano è ancora sottoposto in questo pianeta, sotto ogni punto di vista.
Si sta ricomponendo, riconoscendo, unendo e va da se che seppur di guerra si tratti, in realtà siano condotti ed assistiti dall’unico vero Amore: quello Incondizionato.
E’ riconoscibile perché spinto ad agire per un unico obiettivo che corrisponde al bene comune, pervaso dalla compassione di chi ancora è lontano perché inconsapevole, avvolto ancora nel “letargo” al quale è stato sottoposto.

Per molti è ancora incomprensibile, ma grazie al Cielo, è proprio il caso di dirlo, saranno facilitati dalle tante anime che si stanno incontrando, quasi sempre attratte  dal ricordo ancestrale della loro provenienza, e che hanno scelto di incarnarsi nel sistema della “bestia” per ucciderla.
La  Fonte di Luce e Amore dalla quale provengono permette loro un “naturale” riconoscimento e potranno definirsi pertanto anime gemelle, proprio perché sono tali.

Sono ritornate alla loro integrità, alla loro essenza di maschile e femminile in perfetto equilibrio tra loro, nella Coscienza Intelligente della quale fanno parte, ed avranno trasceso ogni aspetto di separazione.
Loro sono UNO non due !
E dimostrarlo sarà la loro Mission !…
Scacco matto dunque alla dualità : non esiste è indotta!
Alessandra Spinozzi
Operatrice Olistica …

domenica 1 febbraio 2015

Ecco la vera medicina: le incredibili dichiarazioni di Umberto Veronesi.

Un discorso memorabile quello di Umberto Veronesi nella giornata nazionale sulla ricerca sul cancro (6 novembre 2014) al quirinale, particolarmente indicato agli scettici delle cure alternative ed ai medici.

Le parole di Veronesi che ascolterete nel video(che vi consiglio di salvarvi prima che lo rimuovano) hanno dell'incredibile, dinnanzi al presidente della repubblica, nella giornata nazionale della ricerca sul cancro, finalmente Veronesi ha la forza o la disperazione di dire la verità, completamente avversa ai criteri riduzionistici e allopatici della medicina ufficiale.
Meglio tardi che mai dr. Veronesi, grazie per questo discorso emozionante ed istruttivo.

Ecco alcuni punti salienti:
"...dobbiamo pensare alla medicina della persona...noi davanti a noi abbiamo la persona, nella sua globalità, nel suo carattere, le sue emozioni, il suo temperamento, le sue aspirazioni, le sue frustrazioni, questa è la persona che dobbiamo conoscere se vogliamo curarla correttamente, quindi credo che sia indispensabile recuperare qualche elemento della vecchia terapia olistica che è andata da 200 anni AC sino ad oggi, un vecchio tipo di medicina che considerava però il corpo umano inscindibile, considerava l'uomo. Poi nel 600 sono iniziate le autopsia... ed è incominciata la medicina d'organo"

"...però ha creato una scissione tra il corpo e la mente inevitabilmente... abbiamo tralasciato il tema del pensiero dell'uomo."
"Quindi bisogna, nella medicina del futuro, ritornare al vecchio pensiero platonico, Platone diceva che bisogna curare l'anima per curare il corpo; l'anima in greco la psychè, bisogna curare il pensiero, il cervello, il modo di sentire le cose... "

"...la malattia viene percepita e elaborata qui nel cervello, nel pensiero e lì rimane a lungo...  e facile togliere un modulo al seno è difficile toglierlo dalla mente..."

"...bisogna trovare un nuovo rapporto con i pazienti"

"...per avere la sua fiducia, la fiducia del paziente non si ottiene con la firma di un modulo di consenso informato, quello non serve a niente è una forma che serve più al medico per proteggersi dai rischi del futuro, al paziente non serve a niente."

"...c'è bisogno di dialogo"

"...la forza dell'ascolto è incredibile nei rapporti tra tra medico e paziente... la medicina narrativa..."

"... allora noi saremo dei buoni medici... ed è soprattutto, a mio parere, una manifestazione d'amore per il malato."



...come avevamo sempre sostenuto qui:
http://frontelibero.blogspot.it/2015/02/ecco-la-vera-medicina-le-incredibili.html

sabato 28 giugno 2014

Simbologia dei denti – Ecco cosa significa quel dolore





Oggi si parla molto delle parti del corpo come portatrici di messaggi della dimensione più profonda della mente. I denti non fanno eccezione: come ci spiega la dottoressa Caffin, dentista, osteopata e agopuntore, essi conservano la memoria di eventi della nostra vita, di stati emotivi; quando un dente ci duole, in realtà sta... "parlandoci" di una parte di noi che non vogliamo o non sappiamo vedere. Il primo libro con le chiavi d'accesso ai messaggi psico-emotivi di cui i denti sono depositari. 
Fondandosi su ricerche universitarie, sull'osteopatia e sull'agopuntura, questa famosa dentista francese (questo suo libro è un best seller in Francia) ha scoperto che i denti conservano la memoria psico-emozionale della nostra vita, e un mal di denti è un messaggio ben preciso per portare alla nostra coscienza una faccenda irrisolta e nascosta nel subconscio.
I denti rappresentano la capacità di gustare la vita e le idee nuove: "addentare la vita con gusto".
Quando abbiamo paura o manchiamo di fiducia in noi stessi riguardo al risultato delle nostre azioni, una decisione da prendere o un progetto da condurre, può venire male ai denti.
La carie è un'alterazione del corpo fisico dovuta a una tensione emotiva che, con tale processo, si scarica.

Con l'interessantissimo libro "Quello che i denti raccontano di te", la dottoressa e dentisa Michèle Caffin è riuscita a rapportarsi alla sua professione con un approccio più olistico, studiando il legame tra denti e corpo e ricercando il significato simbolico dei denti.
Il termine "olistico" deriva dalla parola greca antica "hólos" che significa: "tutto intero".
La medicina olistica considera l'uomo nella sua totalità, nella sua triplice dimensione in quanto essere costituito da corpo-mente-anima, di cui ogni parte è in relazione con l'altra.
La medicina olistica è sempre esistita ed ogni tradizione antica aveva una propria medicina di tipo olistico: gli sciamani, gli aborigeni, le culture indiane, tibetane e cinesi, le antiche culture inca, greca, romana e celtica.
Tutte queste popolazioni avevano sviluppato sistemi di cura che, pur con diversità linguistiche o concettuali, trovano un punto comune nel modello olistico di essere umano.
Tornando alla Dottoressa Michèle Caffin, decodificando i denti ha trovato un modo per poter fa ri-conoscere se stessi e per accedere a un nuovo stato di coscienza.
Ci spiega che i denti conservano la memoria psico-emozionale della nostra vita, è anche il mal di denti è un messaggio ben preciso per portare alla nostra coscienza una questione irrisolta e nascosta nel subconscio.

Segue qualche spunto tratto dal libro:
Quadrante superiore destro: aspiro a poter manifestare qualcosa di concreto nel mondo esterno.
Quadrante superiore sinistro: aspiro a esprimere un sentimento che è già dentro di me.
Quadrante inferiore destro: attuo nella dimensione concreta la mia aspirazione: è l'ambito lavorativo in cui si incarnano le nostre aspirazioni.
Quadrante inferiore sinistro: traduco in manifestazione la mia sensibilità.

GLI INCISIVI:
Gli incisivi centrali superiori corrispondono al padre e alla madre; questi denti spuntano contemporaneamente ai primi molari, una tappa particolarmente importante dell'evoluzione da bambino ad adulto.
L'incisivo centrale superiore destro corrisponde all'archetipo maschile. Si tratta della nozione del padre, dell'uomo, dell'autorità, di Dio, l'animus (il lato maschile interiore, che è presente tanto nella donna quanto nell'uomo).
L'incisivo centrale superore sinistro corrisponde all'archetipo femminile. Si tratta della madre, della donna, dell'anima (il lato femminile interiore, che è presente tanto nell'uomo quanto nella donna).
Gli incisivi centrali raccontano le relazioni di un' individuo rispetto al padre, alla madre, agli archetipi. Quando questi due valori sono ben integrati, l'individuo realizza la cosiddetta "coppia interiore", ossia l'unione della polarità femminile e maschile che porta in sé. Tra gli incisivi centrali superiori e i molari c'è un legame; essi compaiono in bocca contemporaneamente, all'età di 7 anni, proprio nel periodo in cui il bambino assume il "suo posto" rispetto ai genitori. Il molare corrisponde proprio al posto che vorremo assumere.
Gli incisivi centrali inferiori rappresentano il posto occupato dai genitori, il posto che essi manifestano nella vita quotidiana:
l'incisivo centrale inferiore destro rappresenta il modo in cui l'archetipo femminile (la madre, l'anima) viene percepito e vissuto concretamente nella vita quotidiana.
L'incisivo centrale inferiore sinistro invece al modo in cui l'archetipo maschile si manifesta nella vita quotidiana.
Gli incisivi laterali recepiscono l'energia degli incisivi centrali, e le danno forma.
La posizione che assumono in bocca traduce la dinamica dell'individuo e le reazioni rispetto agli archetipi. E' il modo in cui ci si pone rispetto al nostro primo dente.

I CANINI:
I canini compaiono verso i 13-14 anni contemporaneamente allo sviluppo dell'energia sessuale interiore ed esteriore l'individuo diventa capace di dare la vita. Il canino corrisponde alle grandi trasformazioni interiori e a tutte le mutazioni. Sono denti importantissimi: appena vengono estratti, soprattutto gli inferiori, si può constatare una notevole riduzione di vitalità.
Il canino superiore destro è "il modo in cui voglio manifestarmi all'esterno".
Il canino superiore sinistro rappresenta il modo in cui viviamo i mutamenti interiormente.
Il canino inferiore destro è l'espressione di ciò che vogliamo fare esteriormente. In particolare è collegato alla crescita fisica.
Il canino inferiore sinistro rappresenta il modo in cui i cambiamenti interiori si inscrivono nell'ambiente esterno.

I PREMOLARI:
I premolari corrispondono all'io, al luogo in cui è inscritto il desiderio individuale. Potremmo tradurre il significato con "io voglio".
Il primo premolare superiore destro denota il modo in cui vogliamo manifestarci all'esterno.
Il primo premolare superiore sinistro rappresenta il desiderio collegato al nostro lato sensibile, affettivo, interiore.
Il primo premolare inferiore sinistro rappresenta il modo in cui una persona esprime la propria volontà nell'ambiente immediatamente circostante: è l'espressione della volontà dell'ambito affettivo.
Il primo premolare inferiore destro è la realizzazione dei progetti.
Il secondo premolare superiore destro rappresenta ciò che vogliamo sviluppare esternamente, soprattutto il figlio che vogliamo avere o un progetto che vogliamo realizzare.
Il secondo premolare superiore sinistro è un dente molto speciale, perché è collegato al karma: custodisce cioè le nostre predisposizioni naturali, considerate come un dono innato, vuoi latente, vuoi già in atto. Questo dente porta la 'firma' del nostro essere, di ciò per cui siamo fatti.
Il secondo premolare inferiore sinistro rappresenta concretamente le energie della madre nei nostri confronti.
Il secondo premolare inferiore destro rappresenta l'organizzazione materiale dei progetti, soprattutto nell'ambito lavorativo.

I MOLARI:
I primi molari compaiono verso i 6-7 anni, nel momento in cui il bambino comincia a prendere il posto che gli compete. Si può dire che questo dente corrisponde al desiderio di venire riconosciuti nel posto che vogliamo occupare.
Il primo molare superiore destro è il posto che vogliamo assumere e che desideriamo manifestare esteriormente.
Il primo molare superiore sinistro rappresenta il posto che vorremmo avere per poter esprimere la nostra sensibilità.
Il primo molare inferiore sinistro rappresenta il modo in cui vogliamo essere riconosciuti affettivamente.
Il primo molare inferiore destro rappresenta la cosa più concreta del mondo: il lavoro. Questo molare è connesso con la morte e con la rinascita: ogni ristrutturazione è contemporaneamente un morte della struttura precedente, e la nascita di quella nuova.
I secondi molari compaiono verso i 12 anni, e riflettono il rapporto dell'individuo con l'"altro", ossia il suo modo di proiettarsi sull'altro, e il riflesso che l'altro gli rimanda (la reazione dell'altro rispetto a me).
Il secondo molare superiore destro esprime gli eventi collegati ai rapporti dell'individuo con l'esterno, nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana.
Il secondo molare superiore sinistro rappresenta ancora il rapporto con l'altro, ma sul piano affettivo: rappresenta dunque la maggiore o minore armonia delle relazioni interiori con l'altro.
Il secondo molare inferiore sinistro rappresenta la manifestazione e la concretizzazione di uno scambio relazionale (già denunciato nel secondo molare superiore sinistro).
Il secondo molare inferiore destro traduce i rapporti in quanto tali, nei fatti e nei gesti. Si tratta di rapporti intesi in senso materiale, e litigiosi.

I DENTI DEL GIUDIZIO:
I denti del giudizio compaiono verso i 21 anni, corrisponde quindi all'integrazione del piano spirituale. In questo dente si cristallizza l'energia dell'individuo collegata alla coscienza collettiva, alla coscienza universale, ed esso è legato all'atteggiamento dell'individuo rispetto al riunirsi con la propria parte mistica. Rappresenta l'uomo nel mondo spirituale, oltre che l'uomo nel mondo in cui si evolve.
Il dente del giudizio superiore destro corrisponde alla forza sviluppata per integrarci nel mondo fisico e spirituale.
Il dente del giudizio superiore sinistro può significare una paura interiore e profonda di essere respinti dal mondo fisico e spirituale in cui ci troviamo.
Il dente del giudizio inferiore destro riflette la forza che sviluppiamo per esprimere i nostri sentimenti nel nostro ambiente.
Il dente del giudizio inferiore sinistro corrisponde all'energia fisica sviluppata per inserirci nel mondo.
Ogni dente ha corrispondenza con gli organi del corpo o zone riflesse, e corrispondenze con i meridiani dell'agopuntura che vanno interpretate.

fonte


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mercoledì 11 giugno 2014

Una vera guarigione

Comprendere i meccanismi che generano la malattia, non quelli biologici responsabili dell'alterazione organica, ma quelli che portano alla guarigione
La continua ricerca di nuove forme di terapia, da quelle più tipicamente scientifiche e aggressive a quelle naturali e non invasive, non è sufficiente a promuovere una vera guarigione se non si affianca ad essa un cammino molto più personale di consapevolezza e di ricerca delle vere origini dello squilibrio.
La visione olistica della realtà prevede infatti che ogni manifestazione dell’esistenza faccia parte di un tutto, un “olos” organico e coerente. Un “organismo cosmico” superiore alle singole realtà, nel cui ambito ogni forma di espressione riecheggia e fa trasparire, in ogni momento, l’ordito o la trama che la sorregge.
In questo Universo, ogni cosa cammina in una precisa direzione, l’unus versus verso cui ogni forma muove, una meta che, al di là di ogni meta, precede e accomuna tutto ciò che trova in esso la sua manifestazione. Ogni cosa trova in questo un “senso”: non solo una direzione ma anche un significato.
Ma poiché questa meta comune è situata in realtà “metà – odòs”, ovvero “oltre la strada”, all’essere umano, per sua natura e per suo destino, non è data la possibilità di coglierne o intuirne il traguardo, né l’esito finale.
Tuttavia, proprio la consapevolezza che ogni cosa è intimamente “tessuta” e tramata in quest’ordito – di cui è parte anche la nostra vita – offre un’incredibile possibilità a chi si accinge a guardare ad essa con un senso nuovo: la vita intera ed ogni suo evento, va continuativamente ed ininterrottamente significando. Ognuno deve trovare i suoi significati.

In quest’ottica, anche la malattia non può che diventare un segnale o un avvertimento: per questo non dobbiamo temerla ma comprenderla.
Il processo terapeutico diviene allora un “cammino di ritorno”, la decisione di ripercorrere il sentiero fino al punto che ci ha portato a “separarci” da un parte di noi stessi, quella che ora, proprio attraverso la malattia, richiama la nostra attenzione.
Il recupero della memoria, l’autoascolto, unitamente a criteri e informazioni utili per la comprensione dei meccanismi psicoenergetici della malattia, portano il paziente a svolgere un ruolo attivo nel proprio processo di guarigione, senza continuare a “delegare” qualcosa o qualcuno all’esterno da noi.
Con la trasformazione della coscienza, la persona guarisce. I sintomi che tanto temiamo molte volte spariscono da soli, semplicemente perché demotivati. Se questo non accade, il processo di guarigione si è comunque instaurato ad altri livelli e qualcosa, anche nel mondo più materiale, sicuramente migliorerà.
I cosiddetti miracoli, secondo questa prospettiva, non sono altro che “salti quantici” della coscienza. Non a tutti è dato raggiungerli, così come è giusto non illudersi in proposito. Non a tutti serve, non per tutti è utile, conseguire un miracolo.
A tutti invece è dato compiere “il proprio” miracolo scoprendo, anche nella quotidianità, l’enorme possibilità di comprensione e, di conseguenza, di trasformazione della realtà che ognuno di noi possiede.

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