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mercoledì 12 febbraio 2020

La vana speranza e la disciplina dell’istante (gnosi e alchimia)

La vana speranza e la disciplina dell’istante (gnosi e alchimia)

La presenza all’istante equivale a ridestare profondamente la coscienza.
Volendo disistimare ogni dottrina ingannevolmente consolatoria, ciò che di noi potrà essere salvato, noi stessi non potremo averne contezza.
Per questo e' fondamentale realizzare il senso l'esistenza come se fosse una missione senza speranza.

La pura determinazione di pervenire al fondamento dell’intuizione trascendente non può in alcun modo costituire il senso di una gratificazione ordinaria.

La propria risolutezza avvia l’elaborazione alchemica del solve et coagula, coinvolgente la totalità della materia e dell’intelligenza in essa pulsante.
La fase conclusiva dell’Opera (la paradigmatica albedo) non potrà mai risolversi in un mero perfezionamento della personalità legata all’identificazione storica dell’io operante.

L’impegno quotidiano nel rettificare i propri pensieri e azioni, è inteso come il necessario preludio affinché, nel nucleo della vigilanza interiore, possa maturare il seme dell’essere; la cui fioritura non e' compiuta in questa realtà.
Il suo esito ultimo, in alcun modo potrà riassumersi nelle categorie della mente, poiché questo significherebbe il suo stesso essiccamento.

La sostanza sacrificale è integralmente costituita dall’io sociale, che è l’ego ordinario presente a questa vita. Dovremmo essere serenamente persuasi nel ritenere che in noi la personalità comune non ha alcuna speranza di sopravvivenza all’avvenuto decadimento del corpo fisico.
La speranza di una sopravvivenza umbratile della coscienza, individuata nella personalità comune, costituirebbe un penoso sviamento di senso rispetto alle originarie intenzioni di chiarità interiore e confidarvi passivamente è indizio stesso di un’avvilente povertà morale.
Solo l’identificazione ordinaria, trascinata dalla corrente del divenire, cerca di aggrapparsi disperatamente alle lusinghe di facili astrazioni mistiche.

Noi siamo una sorta di sacro involucro biomeccanico, custode (forse nostro malgrado) di un preminente mistero.

In alchimia, (disciplina attentissima quanto mai attuale, benché spesso la sua essenza venga troppo spesso fraintesa come un mero pretesto di gratificazione intellettuale) l’inizio dell’Opera, altrimenti nota come fase al nero, indica specificamente la facoltà della coscienza di attuare il principio sacrificale dell’uomo ordinario, nella finalità di preordinare il proprio intimo disfacimento/liquefazione (la totale dissoluzione di se stessi) verso un fine superiore che, di fatto, rimane inesprimibile nei suoi esiti ultimi.

La prima fase dell’Opera coincide con una paziente, intima, dissoluzione di ogni impurità emozionale. L’autoglorificazione è un veleno per la salute dell’animo, così come la disistima o un’immotivata contrizione e la tristezza stessa.
Quando si parla del disfacimento delle sostanze impure, non s’intenderebbe null’altro che il disfacimento stesso delle molteplici ombre emozionali interne all’uomo; (distorsione dei principii affettivi) alle quali l’identita’ ordinaria, oggi piu’ che mai, sembrerebbe essere irrimediabilmente soggiogata.
L’intero sistema massmediatico, la gigantesca macchina della propaganda, l’intera dimensione industriale, formano la sostanza di un unico blocco persuasivo, preordinato per assolutizzare il dominio dell’ombra e il suo variegato corteggio di fisime e paure a discapito dell’autentica consapevolezza.
La produzione in serie, la replica meccanizzata, ottenebra l’istante.
La coscienza vigile sa che ogni singolo istante costituisce per l’esistenza un punto di non ritorno.
La determinazione cosciente consiste nel saper guardare in se’ l’abisso del divenire, essendo consapevoli di precipitarvi (di partecipare a tale illusione quadrimensionale) e che non vi sarà sopravvivenza alcuna di ciò che ora siamo.
Nulla di quanto qui rassicura è vero, così come nulla di quanto dispera o smarrisce è reale.

L’alchimia è la scelta maggiormente estrema, la piu’ estrema di tutte.

mercoledì 27 giugno 2018

Dalla malattia alla benattia

Dalla malattia alla benattia

La maggior parte della gente vive nell'inconsapevolezza, nell'automatismo e negli schemi mentali. Le persone tendono a re-agire in base a schemi comportamentali acquisiti tramite l'educazione-programmatica e ripetuti nel tempo all'infinito.

Succede però che, quando non si è coscienti dei propri comportamenti re-attivi, si tenderà a vivere da automi all'interno di un circolo vizioso che causerà parecchio stress all'interno della mente, prima e, di conseguenza, sulla fisiologia dell'organismo in un secondo tempo. Questo schema di pensiero stressante potrà portare, se tenuto negli anni, ad uno squilibrio energetico, comunemente definito "malattia" dalla medicina allopatica.

In quest'ottica cosciente, si capisce bene come la malattia non è un evento voluto da un'entità superiore allo scopo di punire un determinato individuo per i suoi peccati. Semmai, la malattia rappresenta l'ultimo tentativo, da parte del nostro organismo, di farci aprire gli occhi sulle cose che non vanno nella nostra situazione di Vita, ciò prima che possa essere troppo tardi.

Nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, paragono la nostra Vita ad un'automobile, la malattia al guard rail e la morte al precipizio che sta oltre il guard rail. Può capitare che, mentre si guida l'automobile, si possa sbandare, ciò a causa di una distrazione o di un colpo di sonno. In quel caso il guard rail impedirà all'automobile di cadere nel precipizio. 

Proprio come il guard rail impedisce o, perlomeno, limita i danni alla nostra autovettura, anche la malattia arriva per comunicarci qualcosa che non va. In quest'ottica, la malattia va vista come l'ultimo tentativo da parte del nostro sistema psicofisico di salvarci dalla morte fisica. Ma molti non comprendono il significato simbolico racchiuso nella malattia e, lungi dall'ascoltare il suo messaggio, tenderanno a combatterla.

Combattere la malattia senza, per ciò stesso, comprenderne il significato è come uccidere una persona che viene a portarci un messaggio prima ancora di averlo ascoltato.
Ciò, del resto, è quello che fa la medicina allopatica quando tenta in tutti i modi di reprimere i sintomi di tutte le malattie imbottendo di farmaci chimici il paziente-macchina facendo perdere a quest'ultimo la possibilità di lavorare su di Sé fino a cambiare Vita.

Si capisce bene come, in questo contesto, assuma una rilevanza fondamentale la figura del terapeuta, sia esso il medico di base o lo sciamano di turno. Compito del terapeuta dovrà essere quello di guidare il proprio paziente in un viaggio all'interno del proprio corpo, stabilendo con esso un rapporto comunicativo che gli consenta di esprimere le ragioni del disagio fisico e lo portino, attraverso la comprensione dei conflitti che hanno determinato la malattia, alla loro risoluzione e alla guarigione spontanea.

Quando una persona si affida ad un terapeuta, quest'ultimo si assume il ruolo di guida ed alchimista all'interno della Vita del proprio paziente-assistito. In questo contesto hanno rilevanza le parole e il loro corretto utilizzo. Il terapeuta deve aiutare il proprio paziente a capire che, al di là dell'importanza dello squilibrio energetico, egli può guarire se avrà il coraggio e la capacità di osservare il proprio mondo interiore e capire ciò che non va per poterlo poi trasformare alchemicamente dal piombo/malattia in oro/guarigione-comprensione di Sé.

Insomma, il paziente deve diventare l'alchimista della propria salute, trasformando la propria malattia in, utilizzando il neologismo del Dott. Francesco Oliviero, "Benattia". Il passaggio dal termine malattia a quello di benattia ha un significato esoterico-alchemico-magico. Chi, infatti, riesce a non avere più paura del proprio disagio psicofisico e lo utilizza, anzi, a proprio vantaggio decidendo, ad esempio, di cominciare un serio lavoro su di Sé, diventa Mago e Padrone della propria realtà.

La benattia, quindi, diventa la più grande maestra di Vita che ogni essere umano possa mai avere la fortuna d'incontrare lungo il suo cammino. Quando si smette di aver paura e si traducono i messaggi del proprio corpo cambiando, contemporaneamente, ciò che non va nei propri comportamenti, nelle relazioni e, in generale, nel proprio approccio alla Vita, ecco che il miracolo si realizza e la benattia non ha più ragione di esistere avendo trasmesso il suo messaggio ad una persona in grado d'interpretarlo e di trasformarlo in insegnamento evolutivo anziché in morte e dolore.
Vincenzo Bilotta

giovedì 29 marzo 2018

Aumentare l’energia femminile

Aumentare l’energia femminile

Soltanto una cosa ci impedisce di realizzare il paradiso in Terra: non riusciamo a credere che sia possibile.
– Patricia Sun –
Allo scopo di aumentare la propria energia femminile, non bisogna improvvisarsi profeti per salvare il mondo, basta insegnare con l’esempio.
L’esempio in questo caso è diventare più femminili.
Aumentare l’energia femminile nella nostra vita. L’essenza dell’alchimia superior è l’energia femminile, la forza del futuro.

Ogni uomo e ogni donna devono fare questo lavoro per riappropriarsi dell’energia dell’archetipo luce del femminile.
Portare amore, tolleranza, bellezza, creatività, rispetto, pazienza, armonia, pace nelle nostre vite per rimetterci in sintonia con la nostra vera essenza, bilanciare lo squilibrio dell’eccesso del maschile e condurci a una gioiosa interazione con il pianeta terra.

Questo globo azzurro nel quale viviamo ha estremamente bisogno che il sordo e cieco maschilismo orientato alla ricerca del potere, lasci posto a nuovi valori legati al rispetto per l’ambiente, rispetto per i cicli naturali e interazione armoniosa tra uomo e natura.
Dovremmo lasciar cadere lo stereotipo dell’uomo dominante, pieno potere, che si fa rispettare con la forza; che fa soffrire gli altri; che è pieno di Ego e nega Dio; che bloccato le sue emozioni ed è diventato totalmente razionale. Dovremmo abbandonarlo semplicemente poiché rappresenta uno squilibrio.
Lorenzo Ostuni diceva: “Gli uomini evoluti e consapevoli accompagneranno sempre le donne in cammino verso la dea.”

La vera funzione del maschile è quella di custode e protettore del sacro femminile. Il femminile genera e partorisce la vita, nutre, insegna l’amore e gestisce nell’armonia e nella pace i rapporti interpersonali perché è in contatto continuamente con l’energia divina che funge da ispirazione continua.
Le emozioni sono il veicolo di espressione dell’ispirazione divina che viene poi partorita dal femminile. Il maschile costruisce grandi opere attorno all’incarnazione divina del femminile, custodisce e protegge i suoi confini. Si mette al servizio dell’energia femminile e riconosce che il dono della vita non riceve da Dio attraverso la donna.

Nell’atto di servire, custodire, proteggere, aprire il cuore e dare nella gioia di dare, il maschile trova la sua autorealizzazione. E dalla donna dovrà imparare come si apre il cuore, come si trasforma l’emozione in creatività, come si arriva al proprio successo personale senza invadere e schiacciare gli altri ma iniziando a cooperare e aiutarsi a vicenda.
– Andrea Zurlini –

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domenica 18 febbraio 2018

Le “trasmutazioni biologiche” di Louis Kervran

Le “trasmutazioni biologiche” di Louis Kervran
di Luca - 7 febbraio 2018
Da tempo si parla spesso di frutti elettivi, di integratori magici , di super food, ma per quanto a volte possano avere degli effetti con determinati cibi o sostanze il più delle volte il corpo si “arrangia” da solo nel trovare le sostanze di cui ha bisogno.
Pubblico qui un capitolo estratto dal libro Fruttalia, che abbiamo scritto per parlare di Louis Kervran e in relazione a tutti i discorsi sulla necessità o in questo caso inutilità di integrare la vitamina B12.

Com’è possibile ottenere tutti gli elementi essenziali per la nostra vita, anche se il cibo ideale dell’uomo, la frutta, non ne contiene traccia?
Corentin Louis Kervran (Quimper, Bretagna, 1901 – 2 febbraio 1983) fu un chimico e fisico francese e a cui dobbiamo la risposta a questa domanda. Era un docente universitario, esperto in Medicina del lavoro, in Igiene e in Agricoltura, e fu per venti anni direttore del servizi francesi per la prevenzione degli effetti dannosi delle radiazioni atomiche.
Parlare della scoperta di Kervran non è facile; le sue ricerche iniziano attorno al 1935 e i suoi esperimenti, che lo portarono a postulare la sua teoria, nel 1961. Sono stati così fortemente ridicolizzati e, subito dopo, insabbiati, che non dovete stupirvi se non avete mai sentito parlare di lui. Eppure fece una delle più grandi scoperte al mondo, confermate nel 1973/74 dalle prove effettuate al CERN di Ginevra, uno dei centri di ricerca più grandi ed all’avanguardia.

Grazie a lui, è ora facile capire e rispondere ad una delle domande più assillanti che si sente rivolgere chi non mangia carne, vale a dire la presunta mancanza di Vitamina B12 e il suo approvvigionamento.
La B12 è una vitamina che si trova in abbondanza nei muscoli degli animali ed è introvabile nei vegetali, ed è forse per questo motivo che è facile accettare l’idea che la carne sia l’unica fonte di approvvigionamento accessibile. I disturbi funzionali da mancanza di B12 sono davvero gravi e la particolarità di questa vitamina è la sua composizione che si basa sul cobalto, che è un elemento tossico e praticamente inesistente sulla crosta terrestre.
Per comprendere come sia possibile vivere di sola frutta e non avere carenza di B12, è bene iniziare dalla storia del suo lavoro.

Gli esperimenti:
In uno dei suoi esperimenti più rappresentativi, Louis Kervran fu in grado di far deporre uova perfette, il cui guscio è un composto a base di Calcio, da galline alle quali fu somministrata una rigida dieta priva di questo minerale. Le soluzioni erano perciò due: o le galline attingevano il Calcio da risorse interne (le proprie ossa), oppure il metabolismo riusciva a ricavarlo da un’altra fonte.
Alla fine, i risultati furono evidenti e quantomeno strabilianti: la fonte da cui traevano il Calcio non erano le ossa, ma era il Potassio di cui era ricca la loro nuova dieta.
Questa scoperta, venne replicata più volte anche da altri ricercatori e verificata su più esseri viventi, piante comprese.

Un animale su cui è facile verificare questo fenomeno è il granchio che, durante il suo periodo di muta, in cui non si alimenta in alcun modo, è in grado di ricomporre la sua corazza, che è composta in gran percentuale da Calcio.

Tenetevi forte perché la conclusione di questi esperimenti ed osservazioni è davvero strabiliante: la Natura è in grado di compiere un fenomeno di cui erano alla ricerca anche gli antichi alchemici : la trasmutazione degli elementi. Una reazione nucleare a debole energia a rilascio energetico pari a zero, capace di generare un atomo partendo da un altro, ovvero, come nell’esempio sopra, partire dal Potassio e trasformarlo in Calcio senza che in questo passaggio sia generato o assorbito del calore.

La scienza moderna per decenni si è rifiutata di riconoscere questa verità, e solo dopo la conferma ufficiale data dagli esperimenti del CERN ha dapprima riconosciuto l’ “effetto Kervran” come reale, ma subito dopo si è impegnata a far cadere una cortina di silenzio su questo aspetto della Natura.

La Scienza Nucleare, attualmente, è in grado di trasmutare gli elementi solo utilizzando alte energie; inoltre, si pensa che il fenomeno della fusione fredda si basi proprio sull’effetto Kervran.
Comprendete la portata di tale scoperta e i gravi danni economici che ne conseguirebbero per le case farmaceutiche e per l’industria alimentare? Capite che i parametri con cui attualmente descriviamo la vita terrestre sarebbero tutti da rivedere?

Che giustificazione dareste voi alla volontà, da parte di chi guadagna sul persistere delle malattie, di far rimuovere queste ricerche che pregiudicano i loro prodotti?
Domande pesanti cui non vogliamo dare risposta in questo libro, ma che speriamo possano far nascere spunti di riflessione e curiosità di approfondimento.
Come si lega dunque questa scoperta con la vitamina B12 sarà ora molto semplice da capire e, per farlo, approfondiamo un poco la relazione che lega il Potassio al Calcio.
Questi due elementi sono vicini nella tavola periodica degli elementi, poiché il Potassio ha numero atomico (numero di protoni nel nucleo) 19 e il Calcio 20.
Che elemento si trova vicino il cobalto? Il Ferro, il metallo più diffuso in natura.
Quindi, secondo la tesi di Kervran, il corpo umano sarebbe in grado di trasmutare il Ferro, numero atomico 26, in Cobalto 27, e di sintetizzare la vitamina B12, in barba a chi dice il contrario , esattamente come lo fanno mucche, cavalli e tutti gli altri animali erbivori.
Altrimenti c’è qualcuno che sa spiegarci come fanno questi animali ad averne in abbondanza nelle loro fibre, mangiando solo erba di cui si ha la certezza non poter esserne la fonte?

Per chi non fosse ancora convinto (e credeteci che avete tutta la nostra comprensione) di questa straordinaria capacità della natura, daremo due ulteriori esempi per cui non serve essere scienziati ma solo osservatori dotati di una comune intelligenza.

martedì 4 aprile 2017

Dalle terapie essene a the secret tutto è racchiuso nei vangeli

SCOPRIRE CHE… DALLE TERAPIE ESSENE A THE SECRET TUTTO E’ RACCHIUSO… NEI VANGELI

Come fare un lavoro su di sé con i Vangeli

Questo post ha lo scopo di spiegare a chi ancora non mi conosce, cos’è un corso di lavoro su di sé basato sui Vangeli; perché ciò non ha nulla a che vedere con una lettura dogmatica e moralistica di questi ultimi; perché se siete interessati alla spiritualità, all’evoluzione personale, alla crescita interiore o come cavolo volete chiamarla, non potete fare a meno di conoscere i Vangeli.
Partirò dall’ultimo punto.

 

Perché è necessario conoscere i Vangeli?

Semplice. Perché qualunque pratica di lavoro su di sé o di auto-miglioramento attualmente conosciuta in occidente ha origine dagli insegnamenti contenuti nei Vangeli o trova in essi il suo compimento. Dalla psicanalisi alla meditazione; dalle terapie essene alla gurdjieffiana Quarta Via; dal Reality Transurfing ai manuali in stile americano su come diventare seduttori perfetti, investitori di successo, leader-di-se-stessi, eccetera, passando per il filone The Secret e la “miracolosa” Legge dell’Attrazione. Tutto ciò che tali manuali, pratiche, discipline possono insegnarvi è racchiuso nei versetti dei Vangeli. Se imparerete a leggere e interpretare correttamente il Nuovo Testamento, scoprirete che grazie a un testo che potete acquistare per il costo di un euro e cinquanta centesimi, potrete comprendere nel modo più chiaro, autentico e approfondito tutti i principi essenziali relativi all’evoluzione della coscienza e alla struttura metafisica del mondo.

Perché il senso ultimo dei Vangeli non ha nulla a che vedere con un insieme di precetti morali o con l’affermazione di verità dogmatiche?
Se si è in grado di leggere correttamente i Vangeli è possibile incontrarne il senso mistico o spirituale. Al livello più profondo – e ciò non è rinnegato nemmeno dai teologi della tradizione cattolica – le Scritture non descrivono più fatti storici o indicazioni morali, magari sottese dalla minaccia di eventuali punizioni ultra-terrene. Essi descrivono nel modo più semplice la struttura oggettiva dell’essere e della coscienza.
L’eterna disputa tra credenti, atei, scettici e “dietrologisti” della storia di vario tipo verte di solito sull’effettiva verità degli eventi riportati nei Vangeli, ovvero sul loro significato letterale: Gesù è realmente esistito? Era chi diceva di essere? Davvero è morto sulla croce ed è risorto il terzo giorno?

La vera risposta è: chi se ne frega! Perché se mi accorgo che la morte in croce di Gesù e la sua resurrezione sono un simboli che mi permettono di accedere a un processo di trasformazione interiore; se comprendo che tale processo altro non è se non la dis-identificazione dai limiti della mia personalità (morte) e la conseguente realizzazione del Sé, ovvero dell’integrità psichica originaria (resurrezione); se comprendo che i Vangeli contengono le istruzioni esatte su come svolgere, passo dopo passo, questo processo; bene, ecco che allora la questione della loro verità storica perde di senso. Nessun dogma cui credere o meno, nessun precetto morale da seguire o meno; semplicemente essi descrivono un processo di guarigione interiore oggettivo, di cui posso fare esperienza concreta.

 

Cos’è un corso di Lavoro su di Sé basato sui Vangeli?

I Vangeli descrivono per mezzo di figure simboliche un processo di trasformazione e di guarigione interiore interiori e in più forniscono le indicazioni pratiche che è necessario attuare per iniziare e portare a termine tale processo.

Il messaggio di Gesù può essere interamente riassunto con Luca 17, 21:
«…ecco il Regno di Dio è già in mezzo a voi!»
Il Regno di Dio è l’espressione evangelica che designa uno stato di felicità piena, paradisiaca appunto; uno stato di serenità e di pienezza che non può più essere turbato da nulla. Prefigurando (e per molti versi ancora superando) le scoperte della psicologia con un anticipo di duemila anni Gesù rivela che tutti noi siamo nati in questo stato, che questo altro non è se non la condizione di integrità psicologica in cui dimorano i bambini nella fase pre-egoica (l’Eden). La “caduta” o “peccato originale” di cui si parla nella Genesi descrive in questo senso il processo di formazione dell’ego o personalità individuale, processo che passa necessariamente per un’identificazione selettiva con alcuni aspetti (di solito quelli approvati dai genitori e dal contesto sociale) della nostra psicologia a discapito di altri.

L’individuo guadagna una consapevolezza di sé come individuo, appunto, e acquisisce un “io” sociale, ma al prezzo di una frattura interiore permanente. Gli aspetti di sé che vengono estromessi dalla personalità sono sospinti nell’inconscio, rifiutati, e tale scissione interiore diviene una ferita permanente che affligge l’individuo sul piano cognitivo, emotivo e fisico. Tale frattura interiore, una volta avvenuta e fintanto che non sarà resa consapevole, sarà proiettata incessantemente all’esterno creando quell’illusione mentale secondo la quale noi non siamo felici perché nella realtà esterna ci manca qualcosa (più denaro, un lavoro più gratificante, l’anima gemella, più tempo libero, eccetera.)

Ecco che qui ci torna utile l’insegnamento evangelico: la felicità non è il risultato del verificarsi di certe condizioni esterne; è solo l’espressione del nostro normale funzionamento psicofisico. La “Redenzione” ovvero la cura proposta da Gesù è l’unica soluzione possibile: è necessario smettere cioè di inseguire la felicità all’esterno. Dobbiamo svegliarci e fare l’unica cosa sensata: guardarci dentro e lavorare pazientemente sul nostro corpo, sulle nostre emozioni e sui nostri schemi mentali fino a che non saremo guariti, finché la ferita originaria che abbiamo contratto non sarà reintegrata nella nostra coscienza, amata e sanata. Allora i nostri occhi si apriranno di nuovo e vedremo ciò che abbiamo dimenticato: che il paradiso è già qui, che la realtà per com’è adesso è perfetta e che la gioia più piena che noi potessimo sperare non è che la placida, serena, presa di coscienza della verità.
Tornare in uno stato di felicità permanente, tornare nel Regno di Dio è possibile. Nei corsi di Lavoro su di Sé dedicati ai Vangeli noi non facciamo altro che mostrare le indicazioni che Gesù fornisce per compiere questo ritorno a se stessi, questa guarigione.

Ci sono cinque indicazioni portanti su cui il lavoro si articola e sono:

martedì 18 agosto 2015

Attenzione alla tua energia vitale...

Attenzione alla tua energia vitale... 

 

tu sei energia allo stato pure dell’essere …
la tua energia vitale e’ cio che vogliono tutti..
e’ cio’ che bramano tutti…
ma e’ solo tua …
tu funzioni come una antenna che riceve e trasmette con l’universo…
e questo e’ in continuazione..
eppure c’e’ chi te la vuol bloccare questa continua trasmissione
e ti fa’ riceve solo quello che interessa a esso/i…
 

chi o cosa sono ????
molti li chiamano alieni ( abitanti non terrestri ) ..
molti altri li chiamano arconti..
molti angeli ..
molti invece demoni..
 

e perche’ lo fanno ???
semplice perche’ e’ cio che vogliono da te …
la tua ” energia vitale ” ..
– che fai gliela regali ancora o te liberi da questa continua trappola ???
tanto se gliela vuoi negare questi se la rubano lo stesso ..
anche senza la tua approvazione
e sai perche’ ???
sai come fanno ???
sono ” entita’ eteree ” che vivono di parassitaggio …
sono dentro di te ..entrano come vogliono ..
 

– ma come lo posso bloccare a sti’ parassiti ???
ci sono varie cose da fare dapprima dentro di te ….
liberarti da tutte le tue paure … ansie .. terrore…
anche da quelle che geneticamente hai ereditato dai tuoi avi..
sono nel tuo dna .. fanno parte di te nel tuo corpo..
una volta che tutte le tue paure anche quelle piu’ recondite spariscono essi non si possono piu’ nutrire della tua energia vitale ….
 

– bene allora me ne sono liberato ???
no .. non ancora —
ci sono anche quelle ” entita’ eteree ” che si nutrono delle tue emozioni …
– e come me ne libero da esse ???
beh .. per quelle ci devi ( e dico devi ) pensarci tu a come fare …
al max ti posso dare una traccia (pensa con il tuo cuore) e i sui campi magnetici

Domanda : quando finira’ tutto questo ???
armando : quando l’uomo si sveglia e dira’ basta ..
– altrimenti e’ complice e vittima dello stesso sistema
chiaro ????

ora dipende solo da te … dai tuoi pensieri .. dal tuo agire .. dal tuo essere .. cio’ che emani ritorna .. cio’ che espandi anche ..
http://saluteolistica.blogspot.it/2015/07/attenzione-alla-tua-energia-vitale.html

giovedì 16 luglio 2015

ALCHIMIA TRASFORMATIVA PARTE TERZA

Parte1 - Parte2
NOI CREIAMO LA NOSTRA REALTA'

“Nella fisica atomica lo scienziato non può assumere il ruolo di osservatore distaccato e obbiettivo, ma viene coinvolto nel mondo che osserva al punto di influire sulle proprietà degli oggetti osservati ” Fritjof Capra, Il Tao della fisica 
“L'osservatore modifica l'oggetto osservato”
La lezione di oggi non è frutto di speculazioni mistico/spirituali bensì di ragionamenti filosofici rigorosi avvalorati da risultati scientifici ottenuti nel corso della prima metà del '900 grazie al lavoro di molti fisici quantistici

Per chi voglia approfondire l'aspetto scientifico consiglio il documentario sulla fisica quantistica reperibile su youtube
- What the bleep do we know? (Italiano)
– La matrix divina (Italiano)

Una zanzara attraverso i suoi piccoli sensi percepisce un universo completamente differente dal nostro sia per quanto riguarda le forme, che i colori. Se vivessimo nel suo mondo probabilmente non lo riconosceremmo mai come lo stesso che possiamo osservare voi ed io. Eppure questa sua realtà non è meno veritiera della nostra.
Ogni specie animale percepisce l'universo in maniera differente.
I cani e i gatti hanno una capacità molto bassa di distinguere i colori
I pipistrelli percepiscono gamme di colori e suoni che noi non percepiamo (infrasuoni)

Ogni specie crea una realtà diversa a seconda a seconda della struttura fisica attraverso cui percepisce il mondo e, per quella specie, la sua realtà e l'unica Realtà possibile.

Noi esseri umani siamo egocentricamente convinti che la realtà costituita dalle forme e dai colori che siamo in grado di percepire attraverso il nostro cervello non sia interamente costruita da noi ma rappresenti qualcosa di oggettivo, cioè esistente in un mondo “là fuori” e pensiamo che la zanzara colga in maniera limitata questa stessa realtà.... la quale resta comunque oggettiva
La realtà della zanzara possiede pari diritto della nostra e quindi nessuno ha la capacità di vedere le cose oggettivamente proprio perchè una realtà oggettiva non esiste ossia una realtà che sta al di fuori di noi.

Crediamo ad esempio che gli alberi esistano oggettivamente nella forma in cui li vediamo noi e che una zanzara o un bruco non li vedano allo stesso modo, solo in quanto non possiedono i nostri stessi organi. Rimaniamo legati all'idea che l'albero come lo vediamo noi debba esistere comunque oggettivamente , al di là di chi lo percepisce.

Non riusciamo ad ammettere che “là fuori” non c'è nessun albero che esiste di per sé, cioè al di là del nostro apparato di percezione.
(l'albero letteralmente non esiste al di fuori di noi) ( es la zanzara percepisce solamente differenti forme di calore)

Ognuno dei differenti esseri della natura crea un mondo diverso a seconda dello strumento che utilizza per guardare.
Il cervello umano si limita ad interpretare delle onde/particelle – dell'energia- creando le forme tridimensionali e i colori.
Attraverso il nostro apparato psicofisico creiamo una bolla di realtà.


Percepiamo le forme, i colori e i suoni in maniera unica – diversa da quella di ogni essere umano- perchè scrutiamo la realtà attraverso un cervello che è diverso da quello di chiunque altro: la vibrazione del colore rosso verrà percepito con sfumature diverse a seconda dei cervelli che lo percepiscono.

Per quanto riguarda gli aspetti intellettuali ed emotivi le differenze fra i singoli uomini si fanno evidenti.
Risulta chiaro che dormiamo dentro personali bolle emotive e bolle mentali così diverse da produrre mondi talvolta anche molto distanti tra loro.

Non siamo mai svegli alla misteriosa realtà unica che sottostà alle differenti interpretazioni
Completare un percorso alchemico significa realizzare l'Uno onnipervadente che dimora alla base delle nostre personali proiezioni.


Ciò che per uno è bello, per un altro è brutto
Ciò che a uno sembra giusto, per un altro pare invece sbagliato
Una situazione piacevole per qualcuno è fastidiosa per chi gli sta accanto
Se di fronte a un bambino che strilla un uomo si irrita mentre un altro invece si intenerisce, non è forse segno che stiamo vivendo in mondi completamente differenti?

Per esempio quando interpretiamo la realtà come una incessante lotta per la sopravvivere, siamo sicuri di stare esprimendo una verità che è indipendente da noi?
Secondo questa convinzione se noi morissimo, la vita resterebbe comunque una grande lotta per la sopravvivenza, perchè è così in se stessa. Non ci sfiora nemmeno il dubbio di stare colorando la realtà con la nostra personale sfumatura.

Tutte le incomprensioni e i fraintendimenti non nascono forse dal fatto che ognuno di noi parla e ascolta secondo i canoni interpretativi del suo mondo privato?

Nell'addormentamento ognuno interpreta i fatti secondo una sua personale allucinazione mentale. Crediamo di condividere la stessa realtà, invece ognuno vive chiuso nel suo mondo, esattamente come accade dentro un sogno.


Questo concetto sta alla base dell'impossibilità di comunicare realmente con gli altri, perfino con il partner. In tale situazione la malcomprensione rappresenta la norma: veniamo fraintesi e fraintendiamo gli altri. La malcomprensione non può che rappresentare la norma fra individui dalle coscienze addormentate
Attraverso i nostri sensi, le nostre emozioni, e i nostri pensieri ci inventiamo un mondo di sogno che è strettamente personale; esso è simile a quello degli altri solo nella misura in cui i nostri sensi, le emozioni che proviamo e i nostri modi di pensare sono simili a quelli di tutti gli altri.

Tutto ciò che vediamo è unicamente una proiezione della nostra particolare struttura psicofisica. In pratica proiettiamo all'esterno sempre solo noi stessi
Ognuno di noi dorme nella sua bolla di realtà e si crea un mondo onirico personale, che rispecchia le sue emozioni interiori e i suoi modi di pensare.

Se io penso e credo che il mondo è malvagio e la gente è egoista sto proiettando all'esterno parti di me che si trovano all'interno e a prescindere dal comportamento esterno noi lo interpreteremo come malvagio ed egoistico dando così conferma alla nostra bolla di realtà.

Se il mondo esterno è una nostra proiezione, allora trasformando noi stessi deve essere possibile modificare l'ambiente che ci circonda.
Lavorando al nostro interno – ambula ab intra (= muoviti verso l'interno) dicono gli insegnamenti alchemici – possiamo cambiare gli eventi esterni.

Che la coscienza può agire sulla materia è ormai accertato anche dalla scienza ufficiale. Citerò a tal proposito gli esperimenti con i cristalli d'acqua condotti dal dottor Masaru Emoto, un medico ricercatore giapponese.

Nel suo libro 'I messaggi dell'acqua' vengono presentate interessanti fotografie di cristalli che si formano nell'acqua quando questa viene sottoposta a dfferenti stimoli esterni.

L'acqua esposta a musica classica forma cristalli più belli e ordinati rispetto a quelli risultanti dall'esposizione a musica heavy metal. Poi Emoto ha incollato ad alcune bottiglie piene d'acqua delle etichette che esprimevano emozioni. L'acqua con l'etichetta Amore creava cristalli con forme geometriche molto belle al contrario dei cristalli dalle forme brutte e disarmoniche dell'acqua con etichette che esprimevano odio o sofferenza.
Quest'ultimo risultato indica che la sola idea, anche quando non viene espressa verbalmente attraverso un suono, agisce sulla materia circostante.
Se i pensieri possono influenzare l'acqua..... allora possono agire anche su tutto il resto.


IN SINTESI
1) Nessuno ha la capacità di vedere le cose oggettivamente
2) Nulla esiste 'là fuori' di per sé, cioè al di là del nostro apparato di percezione
3) Tutto ciò che vediamo è una proiezione all'esterno di noi stessi
4) Completare un percorso alchemico significa risvegliarsi alla realtà unica che sottostà le diverse interpretazioni
5) Trasformando noi stessi modifichiamo l'ambiente che ci circonda
6) Noi creiamo la nostra realtà


TRATTO DA "OFFICINA ALKEMICA" DI SALVATORE BRIZZI
Continua...

mercoledì 15 luglio 2015

ALCHIMIA TRASFORMATIVA PARTE SECONDA



Perchè soffriamo?

E cosa possiamo fare per smettere di soffrire?

Perchè la nostra vita è piatta e insoddisfacente oppure piena di problemi, ansie, fastidi, delusioni rabbie e paure?

Perchè non viviamo quotidianamente immersi nell'appagamento, nell'amore e nella gioia?

Gli antichi insegnamenti dell'Alchimia forniscono una risposta chiara: soffriamo perche' non vediamo la realtà

La realtà che si trova oltre l'illusione nella tradizione cristiana viene chiamata”il Regno dei Cieli”

E' un mondo di felicità, soddisfazione, serenità e... immortalità.

Quando entriamo nel regno squarciamo il velo dell'inganno e viviamo immersi nell'amore 24 ore su 24.

Tuttavia pare che un vero e proprio muro ci separi da quella realtà, impedendoci così di godere dei tesori che vi si trovano .

Nel corso della trattazione chiameremo “emozioni negative” tutte quelle manifestazioni del carattere umano che ci causano sofferenza: rabbia, fastidio, gelosia, depressione, senso del possesso, senso di inadeguatezza senso di impotenza...

Queste sono le figlie dell'illusione, le teste dell'Idra.

Il vangelo dice che non abbiamo occhi per vedere, né orecchie per sentire
Nelle scritture indù si parla del velo di maya che nasconde la realtà agli uomini

Tutti i santi, i profeti e i guru del passato e del presente dopo aver avuto accesso a un nuovo stato di coscienza (il regno) descrivono il nostro mondo come un luogo perfetto e colmo dell'amore di Dio.

Il regno dei cieli non è un posto fisico ma uno stato di coscienza a partire dal quale è possibile cogliere la realtà in tutto il suo autentico splendore.

Stando a quanto ci dicono coloro che hanno aperto gli occhi viviamo tutti su un pianeta meraviglioso.

Perchè allora noi vediamo un mondo pieno di difficoltà e di ingiustizie?
Possiamo cominciare a ipotizzare che la causa del nostro disagio risieda in un difetto di percezione: guardiamo la realtà attraverso occhiali con lenti deformate e ciò che osserviamo ci fa spesso soffrire.

Fino a quando il nostro equilibrio interiore resta vincolato alla speranza che il partner non ci abbandoni o non ci tradisca allora non possiamo conquistare una felicità incondizionata, per il semplice motivo che il partner può andarsene o tradirci.

Se la nostra serenità è vincolata al fatto che possiamo contare su un posto di lavoro sicuro allora non è pensabile che conquistiamo una serenità incondizionata per il semplice motivo che un giorno possiamo essere licenziati.

Se continuiamo a delegare agli eventi esterni il nostro benessere resteremo per sempre schiavi delle circostanze.

Possiamo continuare a vivere sperando che il partner non ci abbandoni, che nessuno ci rapini per strada, che non accada niente di brutto ai nostri parenti e che l'azienda per cui lavoriamo abbia sempre bisogno di noi. 
Oppure possiamo fare qualcosa per prendere in mano la nostra felicità e renderla inamovibile.
E' indispensabile che le persone sappiano che ogni essere umano può restare in uno stato di innamoramento verso la vita anche dopo un abbandono o una disgrazia.

L'alchimia ha sempre posseduto la chiavi per operare questa trasmutazione interiore e fare si che acquisiamo la capacità di vivere costantemente nella magnifica realtà del regno, pur senza ignorare o rifiutare i problemi della materialità, bensì affrontandoli e convertendoli. Qui è la soluzione di ogni problema esistenziale.

Il Regno è intorno a noi, proprio in questo momento, in questo posto, ma un velo ci impedisce di coglierlo.

NOTE
In questo corso viene ribaltata per intero la normale concezione della realtà che di norma noi percepiamo come un mondo pieno di brutture. Questa limitante visione ci è stata inculcata nel corso del processo di edu-castrazione a cui siamo stati sottoposti sin da piccoli.

(Ogni essere umano durante la fase dell'infanzia e dell'adolescenza viene edu castrato all'interno di apposite aule scolastiche affinche possa scivolare docilmente nell'ingranaggio del produci-consuma-crepa dimenticando la sua natura di invincibile guerriero dello spirito)

Il presente corso spiega cosa fare per andare oltre il velo, smettere di provare sofferenza e divenire uomini realizzati utili all'evoluzione dell'umanità.

Questo è il compimento dell' OPUS MAGNUM : La Grande Opera

COSA CERCAVANO GLI ALCHIMISTI?
“Vinca dunque la perseveranza, perchè se la fatica è tanta il premio non sarà mediocre. Tutte le cose preziose sono poste nel difficile.
Stretta è spinosa è la via della beatitudine; gran cosa forse ne promette il cielo”
Giordano Bruno, La cena de le ceneri

L'alchimia percorre trasversalmente l'esoterismo cristiano, i rosa+croce, la massoneria, l'esoterismo ebraico, la kabbalah e quello islamico – il sufismo- tutti strettamente legati fra loro quanto a scopi e metodi per ottenerli.

Tommaso d'Aquino, Pico della Mirandola, Paracelso, Giordano Bruno, Francis Bacon, Jacob Bohme, Isaac Newton, Conte di Saint Germain, Alessandro Conte di Cagliostro, Douglas Baker, Georges Gurdjeff.... sono solo alcuni fra i nomi più noti dell'Alchimia
Cosa cercavano gli alchimisti che nel corso dei secoli hanno dedicato la loro vita all'Opera?
Perchè studiosi e scienziato di tale intelligenza si sarebbero applicati tenacemente in un lavoro così lungo e meticoloso che richiede costante impegno quotidiano se non fossero stati guidati dalla ferma convinzione di ottenere qualcosa di indicibilmente prezioso?

Non inseguivano certo una ricchezza materiale – che tutti sappiamo quanto sia soggetta alle circostanze esterne- ma un genere di appagamento eterno e incondizionato, uno stato di felicità non più legato alla situazione materiale: la liberazione finale.

L'oro ci può essere rubato
la casa ci può andare distrutta
La ragazza ci può lasciare
Lo stesso corpo può morire

ma c'è uno stato di coscienza colmo di beatitudine che una volta raggiunto non ci può essere tolto, nemmeno con l'estinzione del corpo.

Gli alchimisti chiamarono questo stato interiore:
il Lapis Philosophrum, la pietra dei filosofi.
Guardiamoci dentro: Cosa cerchiamo in realtà tutti noi?

Un numero con tante cifre sul conto in banca o la tranquillità e la sicurezza che derivano dal possederlo?

Noi cerchiamo la felicità, il benessere incondizionato e questa ricerca muove tutte le nostre azioni.

Il problema è che fino a quando penseremo che tale benessere può essere raggiunto cambiando le condizioni esterne... esso ci sfuggirà all'infinito, camminerà sempre di un passo davanti a noi.

E' indispensabile capire che un abbondante conto in banca e la tranquillità che origina in noi dal sapere di averlo, sono due elementi separati: possiamo avere la seconda pur in assenza del primo !

Nel momento in cui riusciamo a riprodurre in noi quella stessa tranquillità interiore - la certezza incrollabile che avremo sempre il denaro che ci serve- non è più necessario che ci affanniamo ad accumulare soldi sul conto in banca.

Con questo non intendo dire che non saremo più interessati al denaro o che troveremo inutile continuare a lavorare, ma solo che la nostra attenzione sarà rivolta a modificare uno stato di coscienza anziché concentrarci nel tentativo di cambiare l'aspetto materiale.

Il risultato sarà che le condizioni esterne si adegueranno a questo nuovo stato di serenità interiore
(consiglio lettura de “I segreti della Mente Milionaria di T. Harv Eker: pensare da ricchi per diventare ricchi)

Quando entriamo nel regno ci accorgiamo che la gioia dell'innamoramento è slegata dalla presenza di un particolare partner o dal verificarsi di una certa situazione esterna. Tuttavia questo amore viene glorificato ed esaltato attraverso mille sfumature, proprio grazie ai diversi rapporti che stabiliamo con l'amato, i figli, i colleghi di lavoro....

Vi sto dicendo che è possibile muoversi nel mondo con la tranquillità interiore di un ricco petroliere, pur non possedendo il suo denaro.

Vi sto dicendo che è possibile agire quotidianamente nella serenità e nella gioia anche dopo aver saputo che il nostro partner si è innamorato di un'altra persona.

Vi sto dicendo che è possibile sentirsi potenti e invincibili pur non possedendo armi e non avendo studiato arti marziali.

Questo è rivoluzionario!

E' un ribaltamento del comune modo di considerare la realtà!

Questo è ciò che gli alchimisti cercavano!

Per giungere a tale traguardo non è necessario sottoporsi a un lavaggio del cervello né partecipare a corsi incentrati sul pensiero positivo o sul rafforzamento dell'autostima. Questi sono metodi che mirano a farci accettare come bello ciò che in verità nel profondo continuiamo a ritenere brutto.

PRIMO INSEGNAMENTO ALCHEMICO - CAUSA ED EFFETTO-

Guardiamoci dentro: Cosa cerchiamo in realtà tutti noi?

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